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Lo Sviluppo Primaverile Delle Formazioni Nella Zona Del Tobbio E Il Rastrellamento D El 6 - I I a Pr Ile 1944 (*)
LO SVILUPPO PRIMAVERILE DELLE FORMAZIONI NELLA ZONA DEL TOBBIO E IL RASTRELLAMENTO D EL 6 - I I A PR ILE 1944 (*) IL FALLIMENTO DEI BANDI DI PRESENTAZIONE DELLA R. S. 1. Le prime settimane del febbraio 1944 segnarono la conclusione del periodo più nero e sconfortante per il partigianato alessandrino. Le bande di montagna che si erano costituite nell’autunno del ’43, superato a prezzo di duri sacrifici il primo difficile inverno sull’Ap- pennino, allo sciogliersi delle nevi divennero il centro di raccolta di molte reclute partigiane. Tra il febbraio ed il marzo di quell’anno, nella zona fra la vai Lemme e la vai Stura, fu possibile assistere ad una ripresa che ebbe veramente del prodigioso, se si pensa all’orga- nizzazione ancora embrionale del movimento di resistenza ed alle notevolissime difficoltà che i primi gruppi avevano incontrato per sopravvivere su quei monti. Le ragioni di questo rapido sviluppo vanno ricercate non sol- tanto nelle mutate condizioni stagionali e nella migliorata situazione ambientale, ma negli stessi avvenimenti di quei mesi. Il successo iniziale riportato in alcune zone dai bandi di presentazione del no- vembre del ’43 era stato rapidamente cancellato dalle innumerevoli diserzioni che, iniziate subito dopo l’afflusso delle reclute ai centri di raccolta, avevano preso a moltiplicarsi paurosamente al termine dell’inverno, in concomitanza con i primi trasferimenti dei reparti. Nel tentativo di fermare queste emorragie che avrebbero potuto dis sanguare totalmente l’esercito repubblicano, e per soddisfare nello stesso tempo le richieste di Kesselring che premeva per la costi tuzione di reparti fascisti ai quali affidare la « normalizzazione » del fronte interno italiano, il Governo della R.S.I. -
Raduno Sezionale 2017 a Santo Stefano D'aveto
Anno VI - N. 1 - GENNAIO - APRILE 2018 Raduno Sezionale 2017 a Santo Stefano D’Aveto Direzione e Amministrazione: Mura delle Cappuccine, 33 - 16128 Genova - Poste Italiane S.p.A. - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1 comma 2 - DCB Genova GENOVA nuova PERIODICO PER GLI ALPINI DELLA SEZIONE ANA DI GENOVA LE NUOVE CARICHE SEZIONALI SALUTO Presidente DEL NUOVO Pansini Stefano Consiglieri PRESIDENTE Bonicelli Piero, Lazzari Valter, Belgrano Gio- vanni, Tripodi Saverio, Timossi Mauro, Mina- glia Renzo, Marchetti Vittorio, Parodi Giobat- Cari alpini, ta, Cavagnaro Marco, Firpo Michele, Alberani innanzi tutto grazie. Alfredo, Montaldo Giov. Franco, Sciandra La fiducia e il consenso che mi avete Marco, Parenti Luca, Ivaldi Roberto espresso mi fanno certamente un grande NB. Il consigliere Orazio Bellatti ha rinunciato al- piacere ma nel contempo mi caricano di una la carica. Gli subentra il primo dei non eletti, Ival- forte responsabilità nei confronti di voi tutti. di Roberto. Sapete meglio di me che in sezione non è Revisori Dei Conti un momento sereno: ci sono state incom- Banchero Enrico, Gaggero Tomaso, Sensi prensioni, tensioni che purtroppo non si sono Franco ancora risolte. La vostra fiducia in me credo pretenda il rapido superamento di questo sta- Giunta Di Scrutinio to e sarà questo il mio primo e assoluto im- Zappaterra Emilio, Vassallo Luigi, Grossi An- pegno. Ho fiducia che tutto si risolva. Prima gelo di tutto perché ho ascoltato tanti e ho capito, Collegio Dei Probiviri se mai ce ne fosse stato bisogno, che tutti Brisca Roberto, Molfino Bruno, Firpo Pietro siamo alpini, che ci crediamo tutti e probabil- mente queste incomprensioni sono cresciute Delegato Ass. -
Variante Alta 14 Acquasanta – Turchino – Passo Della Gava
Variante Alta 14 Acquasanta – Turchino – Passo della Gava Lunghezza complessiva 22,9 km Tempo di percorrenza 8h 45’ Dislivello totale 1550 m Percentuale percorso in salita 59 % Percentuale percorso in discesa 31 % Percentuale sentiero su fondo naturale 94 % Percentuale sentiero su asfalto 5 % Percentuale sentiero su selciato 1% Percentuale sentiero su altro tipo di fondo Descrizione generale: La Variante Alta del Sentiero Liguria della tappa 14 parte da Acquasanta per giungere al Passo della Gava dove si raccorda con la tappa 14 per scendere ad Arenzano. L’itinerario della variante alta, percorrendo un tratto dell’itinerario dell’Alta Via dei Monti Liguri, attraversa aree di grande pregio naturalistico e paesaggistico del Parco Naturale del Beigua e permette di ammirare i notevoli panorami sulle selvagge ed accidentate valli dell’entroterra genovese e sul quartiere di ponente del capoluogo ligure. Saliti al Passo del Veleno si percorre l’Alta Via per giungere al Passo del Turchino e quindi al Forte Geremia, antica roccaforte strategica militare di valico oggi riconvertita a struttura ricettiva per gli escursionisti. Da qui proseguiamo lungo il tracciato dell’AVML sino al Passo del Faiallo per poi scendere, tra aree prative e ripidi versanti, sino a giungere al Passo della Gava. A cura di CE Parco Beigua e LabTer Parco Portofino Descrizione del percorso Acquasanta è una località di confine tra il comune di Genova e quello di Mele con un’alta concentrazione di punti di interesse. Possiamo qui trovare, nell’arco di 150 metri, il magnifico Santuario, le bellissime terme e il moderno centro benessere, l’antico mulino Piccardo per la produzione di carta, recentemente ristrutturato e valorizzato per visite didattiche e turistiche. -
Il Comitato Esecutivo
“CARTA INVENTARIO DEI PERCORSI SCURSIONISTICI DELLA IGURIA E L ” EX ART. 4, L.R. 24/09 (QUINTO AGGIORNAMENTO – MAGGIO 2019) ALLEGATO A (pdGr NP/14220/2019) ESTIONE FORMALIZZATA G 2 ENTE CODICI LUNGHEZZA NOME SENTIERO MANUTENTORE PROPONENTE PERCORSO (M) Ente Parco del Provincia di Genova GGEA10106CE Bivio Cascina Gargassina - Cascina Veirera 2.077 Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA10106PE Sciarborasca - Monte Rama 6.850 Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA10206PD Lerca - Bric Camulà - Monte Rama 5.663 Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA10306PE Arenzano - Monte Argentea 10.074 Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA10406PE Voltri - Passo della Gava - Monte Reixa 9.132 Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA10506PE Badia di Tiglieto - Bric del Dente 7.333 Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA10606PE Tiglieto - Colle Cima di Masca 7.847 Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA10706PA Bivio Cascina Gargassina - Cascina Veirera 2.845 Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA10806PE Cascina Gargassina - Monte Calvo 5.490 Beigua Campo Ligure - Passo Fruia - Bric del Ente Parco del Provincia di Genova GGEA10906PE 9.834 Dente Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA11006PE Masone - Passo Fruia 5.945 Beigua Badia di Tiglieto - Frera da Bassu - Badia Ente Parco del Provincia di Genova GGEA11106PE 6.498 di Tiglieto Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA11206PE Masone - Cascina Troia - Bric Dentino 7.130 Beigua Arenzano - Passo della Gava - Passo del Ente Parco del Provincia di Genova GGEA11306PE 9.148 Faiallo Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA11406PD Fiorino - Sella del Barné - Bric del Dente 6.086 Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA11506PE Rossiglione - Sella del Barné 14.022 Beigua Ente Parco del Provincia di Genova GGEA11606PE S. -
Il Patrimonio Geologico
Il patrimonio geologico Un territorio il cui patrimonio geologico è tutelato dall’UNESCO. Con questo prestigioso riconoscimento si presenta il comprensorio del Beigua, la più vasta area naturale protetta della Liguria. Era il marzo del 2005 quando il Parco del Beigua venne riconosciuto come “Geoparco” internazionale nell’ambito della Rete Europea dei Geoparchi e della Rete Globale dei Geoparchi dell’UNESCO. Il Geoparco del Beigua – al cui interno è compresa l'intera superficie classificata come "Parco naturale regionale del Beigua" – si sviluppa per un’estensione complessiva di 39.230 ettari coinvolgendo i Comuni di Arenzano, Campo Ligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Sassello, Stella, Tiglieto e Varazze. Il comprensorio del Geoparco del Beigua presenta un ricco e variegato patrimonio geologico che ben rappresenta le diverse discipline delle Scienze della Terra e che risulta particolarmente significativo per quanto riguarda la ricostruzione della storia geologica dell’Italia e per la comprensione dell’evoluzione della catena alpina. Nel comprensorio del Geoparco del Beigua sono presenti siti che consentono di apprezzare diverse tipologie di rocce, forme e processi di notevole valore scientifico ma che rivestono anche un particolare interesse estetico, didattico, divulgativo. L’area è caratterizzata da una grande estensione di ofioliti (rocce verdi) con impronta metamorfica alpina che rappresentano un frammento di un originario bacino oceanico giurassico (originatosi quindi circa 160 milioni di anni fa), raramente affiorante in -
Il Disastro Di Molare Del 1935 in Valle Orba (Al): Un Vajont Dimenticato
Geologia dell’Ambiente Periodico trimestrale della SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale oma 1/2011 ISSN 1591-5352 Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma - DCB R Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. VITTORIO BONARIA 29 Il disastro di Molare del 1935 Geologo libero professionista e-mail: [email protected] in Valle Orba (AL): un Vajont sito web: www.molare.net GIOVANNI TOSATTI dimenticato Dipartimento di Scienze della Terra Università di Modena e Reggio Emilia e-mail: [email protected] sito web: www.terra.unimore.it PREMESSA Tutt’oggi, nel cuore della Valle Orba, pres- delle attività silvo-pastorali, agricole e vini- a Valle Orba è ubicata tra la Liguria ed so Bric Zerbino, è ancora presente la Diga Prin- cole delle valli piemontesi e l’inderogabile il Piemonte e si sviluppa da sud verso cipale, tradizionalmente denominata “la Diga necessità del controllo della risorsa idrica. nord all’interno dei territori provincia- di Molare”. Il Torrente Orba però non scorre più Di fronte alla dura opposizione a questi li di Genova, Savona ed Alessandria. nel vecchio alveo. La grande opera, situata progetti idraulici da parte di un consorzio for- LIl Torrente Orba, che ha origine dai rilievi all’interno di un’area umida di grande inte- mato da vari comuni della Valle Orba, primi dell’estremità orientale delle Alpi Liguri (M. resse naturalistico e circondata da versanti fra tutti Molare ed Ovada, venne stilata una Reisa 1183 m), è un affluente di destra del ripidi e boscosi, rappresenta ora, al pari delle serie di nuovi progetti che contemplavano la Fiume Bormida (Bacino del Po) e confluisce dighe del Vajont e di Gleno, un monumento produzione idroelettrica a favore dei comuni in esso poco a monte di Alessandria. -
Consumption of Atmospheric Carbon Dioxide Through Weathering of Ultramafic Rocks in the Voltri Massif
geosciences Article Consumption of Atmospheric Carbon Dioxide through Weathering of Ultramafic Rocks in the Voltri Massif (Italy): Quantification of the Process and Global Implications Francesco Frondini 1,* , Orlando Vaselli 2 and Marino Vetuschi Zuccolini 3 1 Dipartimento di Fisica e Geologia, Università degli Studi di Perugia, Via Pascoli s.n.c., 06123 Perugia, Italy 2 Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Firenze, Via La Pira 4, 50121 Firenze, Italy; orlando.vaselli@unifi.it 3 Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e della Vita, Università degli Studi di Genova, Corso Europa 26, 16132 Genova, Italy; [email protected] * Correspondence: [email protected] Received: 1 May 2019; Accepted: 5 June 2019; Published: 9 June 2019 Abstract: Chemical weathering is the main natural mechanism limiting the atmospheric carbon dioxide levels on geologic time scales (>1 Ma) but its role on shorter time scales is still debated, highlighting the need for an increase of knowledge about the relationships between chemical weathering and atmospheric CO2 consumption. A reliable approach to study the weathering reactions is the quantification of the mass fluxes in and out of mono lithology watershed systems. In this work the chemical weathering and atmospheric carbon dioxide consumption of ultramafic rocks have been studied through a detailed geochemical mass balance of three watershed systems located in the metaophiolitic complex of the Voltri Massif (Italy). Results show that the rates of carbon dioxide consumption of the study area (weighted average = 3.02 1.67 105 mol km 2 y 1) are higher than ± × − − the world average CO2 consumption rate and are well correlated with runoff, probably the stronger weathering controlling factor. -
Itinerario Ponente
Itinerario Ponente Itinerario Ponente KM 125 circa KM 125 circa itinerario si sviluppa nella parte occidentale del territorio della provincia di Genova, tra i Da Acquasanta si scende in direzione Genova, ci si innesta nuovamente nel tratto finale della SP L’versanti padano e mediterraneo dell’Appennino, tra gli ambienti di grande pregio natura- 456 fino alla sua confluenza nella SS 1 Aurelia in località Genova Voltri. All’innesto si prende a de- listico del parco del Beigua.Per chi proviene dal nord ovest italiano e percorre la A 26 (prove- stra in direzione ovest, attraversando la parte più occidentale del Comune di Genova fino ad uscire Ovada nienza GravellonaToce, Vercelli, Alessandria) si consiglia l’ uscita al casello di Ovada. Da Ovada dalla città ed iniziando a costeggiare il mare. Si oltrepassano le spiagge di Vesima e si giunge ad si imbocca la SP 456 del Turchino in direzione sud (Genova) fino a giungere a Rossiglione, Arenzano. (da Acquasanta a Arenzano km. 11,4 circa) Rossiglione primo comune nel territorio genovese del nostro itinerario. Arenzano è un centro balneare e luogo di vacanza già alla fine dell’Ottocento, grazie alla sua spiaggia, (da casello Ovada a Rossiglione km. 10 circa) al suo porticciolo e ai suoi alberghi. Da visitare la villa Negrotto Cambiaso, costruzione del XVI secolo La SP del Turchino è una direttrice assai nota ai motociclisti italiani, soprattutto nella parte che dal- poi restaurata, oggi sede del Comune, circondata da uno splendido parco con piante storiche e ani- Tiglieto Campo Ligure l’omonimo passo scende verso il mare: una quindicina di chilometri, di curve e tornanti resi famosi mato dal passeggiare di alcuni pavoni. -
Una Frana Chiamata Liguria
06 MAG, 2015 | UNA FRANA CHIAMATA LIGURIA DI EMANUELA MORTARI Oltre 12 mila i fenomeni franosi nella Regione, che però nella nuova legge urbanistica ha tagliato i capitoli di spesa legati agli approfondimenti geologici nei puc. Per anni la Liguria è stata ignorata dai grossi finanziamenti contro il dissesto. E i geologi sono sempre merce rara negli enti pubblici In dieci anni le frane in Liguria sono quasi raddoppiate. Nel 2005 erano stati censiti 7.513 fenomeni franosi nell’ambito dell’attività Iffi (Inventario fenomeni franosi italiani). Di queste 3.771 riguardavano la provincia di Genova, 1.482 quella della Spezia, 1.311 quella di Imperia e 949 quella di Savona. Chi ha la pazienza di registrarsi e consultare la banca dati regionale scopre che nel 2015 l’inventario è arrivato a quota 12.267: 4.804 in provincia di Genova, 2.746 in provincia della Spezia (con ben 277 soltanto nel Comune di Calice al Cornoviglio), 2.464 in quella di Imperia e 2.253 in quella di Savona. «Il sistema Iffi è comunque indietro rispetto a quanto abbiamo visto sul territorio – dichiara Carlo Malgarotto, presidente dell’Ordine dei Geologi della Liguria – ma rappresenta comunque una fotografia importante. Quello che servirebbe in ottica di prevenzione sarebbe una maggiore definizione dell’interazione tra l’assetto idrogeomorfologico e le infrastrutture esistenti, quindi andare a vedere quali potrebbero essere gli interventi di prevenzione dove già si intravedono le possibilità di avere fenomeni di dissesto». Quello che auspicherebbero i geologi sarebbe un piccolo intervento in tempi relativamente brevi invece del grosso ripristino a evento franoso già avvenuto. -
Memorie Dell'accademia Urbense N
ACCADEMIA URBENSE - OVADA FRANCESCA CACCIOLA SUL FEUDO DELLA ROCCA COMUNE DI ROCCA GRIMALDA 1994 (Memorie dell'Accademia Urbense n. s.) studi n° 13 collana a cura di A. Laguzzi Referenze fotografiche: Enzo Cacciola Composizione testi: Massimo Natali Un ringraziamento particolare agli attuali proprietari del castello di Rocca Grimalda: famiglia Spingardi; Renato Gastaldo, Alessandro Laguzzi e tutta l'Accademia Urbense di Ovada, Renato Lucchetti e gli amici del volo, Minuccia Moccagatta, Maria Assunta Orsi, Giorgio Perfumo. Giovanni Battista Scarsi, Giancarlo Subbrero. In copertina:documento di Alfredo D' Andrade del 1906 (collezione privata). Foto di retrocopertina: Enzo Cacciola La prima edizione di quest'opera è stata patrocinata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino con il patrocinio del Comune di Rocca Grimalda e dell'Accademia Urbense di Ovada. D.O.C. 945.45 145 IV 000 Dico che in certi punti dal basso, sembrava che la roccia si prolungasse verso il cielo, senza soluzione di tinte e di materia, e diventasse a un certo punto mastio e torrione (opera di giganti che avessero gran familiarità e con la terra e col cielo)... (Umberto Eco, Il nome della rosa) v SUL FEUDO DELLA ROCCA 1 PREMESSA 3 IL FEUDO E IL BORGO Il CENNI STORICI DEL FEUDO E DEL CASTELLO PREMESSA SUL TERRITORIO IPOTESI STORICHE DATI CERTI E CRONOLOGIA UNIVERSALE 47 IL CASTELLO DI ROCCA GRIMALDA: DESCRIZIONE DELLO STATO ATTUALE FASI COSTRUTTIVE DATI TECNICI APPARATO DECORATIVO IN SITO INTERVENTI DI RESTAURO 62 DUE FAMIGLIE DEL FEUDO: I TROTTI . I GRIMALDI 65 DALL' "INVENTARIO ED ESTIMO DELLA MOBILIA ESISTENTE NEL CASTELLO DI ROCCA GRIMALDA (1778)" 67 DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA DELL'ATTUALE STATO DI CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO E ARTISTICO DI ROCCA GRIMALDA 79 APPENDICE: DOCUMENTAZIONE D'ARCHIVIO MATERIALI DOCUMENTARI BIBLIOGRAFIA VII el 1990 prendeva il via, con l'edizione del In quanto all'opera, non vi sono dubbi, sarà volume Rocca Grimalda: una storia fortunata' Lo garantisce il numero di tredici che il N millenaria. -
1 Sezione Liguria
SEZIONE LIGURIA LIGURIA 3 °Q/2020 PROGRAMMA DEI TREK E INFORMAZIONI SULL’ASSOCIAZIONE NOVEMBRE DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO 1 PROGRAMMA OTTOBRE 2020 – FEBBRAIO 2021 NOVEMBRE Mercoledì 6 MONTE LVAGNOLA Domenica 1 Domenica 10 ZUCCAR ELLO E ROCCA BARBENA Domenica 1 Domenica 10 MONTEROSSO - LEVANTO Domenica 8 SENTIERO DELL’AMORE RIOMAGGIORE Domenica 17 Domenica 8 - MONTEROSSO Domenica 17 DA SAN CARLO ALLA MADONNA DELLA Domenica 15 GUARDIA Domenica 15 Domenica 24 MONTE TREGGIN Domenica 22 Domenica 24 CERVO – COLLA MEA Domenica 22 Domenica 31 IL SENTIERO DELLE CAMALLE Domenica 29 RIPROGRAMMATI VEDI Domenica 31 VARIGOTTI E LA GROTTA DELL’ARMA Domenica 29 NEWSLETTER DICEMBRE FEBBRAIO Domenica 7 ALBENGA – M.TE BIGNONE - VIA JULIA Domenica 6 RIPROGRAMMATIO VEDI SITO Domenica 7 MONEGLIA – MONTE INCISA Martedì 8 CELLE - ALBISOLA Domenica 14 CIASPOLATA ALL’ANTOLA Domenica 13 TREK ALL’ACQUASANTA Domenica 14 CASTELLI DELL’ALTO MONFERRATO GOLFO PARADISO LUNGO IL SENTIERO Domenica 21 MONTE CURLO Domenica 20 LIGURIA Domenica 21 DIRETTISSIMA DA PUNTA CHIAPPA AL SEMAFORO NUOVO Domenica 20 LEVANTO - MONTEROSSO Sabato 27 CIASPOLE IN VAL DI RHEMES Domenica 28 Sabato 26 IL PRESEPE DI PENTEMA Domenica 28 EREMO DI BUTRIO Martedì 29 BIANCA VAL PELLINE SULLE CIASPOLE Venerdì 1 Domenica 28 BRIC DEL DENTE ANTEPRIME MARZO Martedì 29 Genova Verticale Sabato 6 FRAMURA – MONEGLIA - SESTRI Domenica 7 LEVANTE TREK AI CONFINI DI PONENTE: Mercoledì 30 CROCETTA MOLASSANA CON TRENINO ARENZANO BRIC CRAVIEU Domenica 7 DI CASELLA Giovedì 31 TREK NEL PARCO DI PORTOFINO Domenica 14 MONTE CARMO DI LOANO Domenica 14 ANELLO DI SAN MARTINO A TREK NOTTURNO SEMI–URBANO CON BORZONASCA Giovedì 31 CENONE DI CAPODANNO Porta un amico Domenica 21 ANELLO DI TORRIGLIA GENNAIO Domenica 21 CIAPPO DEI CECI Venerdì 1 NERVI SANT’ILARIO CAPOLUNGO Domenica 28 LAGHI DELLA TINA E I BIANCONI Sabato 2 GENOVA ANTICA Domenica 28 BEIGUA GEOPARK . -
(1001 M Slm) Masone – Passo Del Turchino (GE) Una Delle Cime Più Note Ai Genovesi, Una Vetta Rocciosa Dall'aspetto Severo Ma in Realtà Facile Da Raggiungere
29 Marzo 2015 PUNTA MARTIN (1001 m slm) Masone – Passo del Turchino (GE) Una delle cime più note ai Genovesi, una vetta rocciosa dall'aspetto severo ma in realtà facile da raggiungere. Il percorso ricalca per un buon tratto l'Alta Via dei Monti Liguri con favolose viste sul mare e sui i monti e le valli dell’entroterra Ligure. RITROVO: ore 7.00 presso il Palazzetto dello Sport di Cinisello Balsamo (scatta l’ora legale , ricordarsi di regolare gli orologi). LOCALITA' DI PARTENZA: Imbocco della vecchia galleria del Passo del Turchino (532 m) ACCESSO: autostrada A7-MI-GE quindi deviare sulla A26-Genova-Voltri e uscire a Masone. Imboccare la direzione del Passo del Turchino. Prima di imboccare la galleria del Passo voltare a sinistra e parcheggiare l’auto nello spazio davanti alla vecchia galleria ormai in disuso. CARTE E GUIDE: Il Parco Naturale Regionale del Beigua – Scala 1:30.000 – Studio Cartografico Italiano - Genova DISLIVELLO: +/- 520 m circa TEMPI DI PERCORRENZA: ore 5.00 – 5.30 andata e ritorno DIFFICOLTA': E ATTREZZATURA: da escursionismo COLAZIONE: al sacco QUOTA D'ISCRIZIONE: € 2.00 DIRETTORE DI ESCURSIONE: Claudio Gerelli Dal parcheggio si sale per un sentiero a sinistra della vecchia galleria del Passo e si raggiunge il vero Passo del Turchino (sopra il tunnel – 588 m) dove imbocchiamo subito a sinistra una strada sterrata chiusa da una sbarra metallica coi cartelli indicatori dell'Alta Via dei monti Liguri. La prima parte del percorso si svolge in saliscendi su una facile mulattiera che attraversa un bosco di castagni con frequenti segnali dell’Alta Via (AV) a cui si aggiungono le segnalazioni del FIE.