130 Ministri Di De Mita Corrente Per Corrente
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Cossiga Deca — "•^^™^^"""^ "^^ La Bocconi, Alla Cattolica Di Milano E a Venezia
Giornale+libro a sorpresa Anno 68°, n. 100 Spedizione in abbonamento postale gr. 1/70 L. 1200/arretratlL.2400 " Martedì 14 maggio 1991 * TUiiitGiornale fondato da Antoniào Gramsc i QUIRINALE ALL'ASSALTO Irritato per le critiche rivoltegli dal vicepresidente del Csm, il capo dello Stato lo sfiducia Procure in rivolta, si apre nelle istituzioni una crisi dalle conseguenze non prevedibili È morto Pasquale Saraceno (nella foto) è morto a 88 anni. Con Pasquale Saraceno lui scompare un protagoni «un grande sta della storia economica. politica e culturale italiana. meridionalista» Democristiano, amico di Al- do Moro, aveva insegnato al- Cossiga deca — "•^^™^^"""^ "^^ la Bocconi, alla Cattolica di Milano e a Venezia. Era presidente della Svimez e tra i fon datori dell'Ili. La sua idea di un -nuovo meridionalismo» do veva, attraverso l'inleivento straordinario, ridune il divario Deposto Galloni, De sotto choc, il Psi a tra Nord e Sud. A PAGINA z" Winnie Mandela La Corte suprema di Johan nesburg ieri ha riconosciuto Irritato per le crìtiche rivoltegli dal vicepresidente del condannata Winnie Mandela, moglie di Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Gal Rapì e picchiò Nelson, e una sua collabora La Costituzione trice. Xoliswa Fatati, colpe» loni, Cossiga gli ha revocato la delega che gli attribui Occhietto: «Si rischia quattro giovani voli di sequestro e sevizie ai va l'esercizio delle funzioni proprie del presidente ^^^^^^^^^^^^^^^ danni di 4 giovani nel 1988, per lui è un ostacolo della Repubblica all'interno del Csm. Dura reazione la crisi istituzionale •"•"•"•—"~™""~,"—•""~" Uno di loro. Stompie. venne dei giudici che esprimono solidarietà e sostegno pie Noi siamo con i giudici» trovato morto. -
The Schengen Agreements and Their Impact on Euro- Mediterranean Relations the Case of Italy and the Maghreb
125 The Schengen Agreements and their Impact on Euro- Mediterranean Relations The Case of Italy and the Maghreb Simone PAOLI What were the main reasons that, between the mid-1980s and the early 1990s, a group of member states of the European Community (EC) agreed to abolish internal border controls while, simultaneously, building up external border controls? Why did they act outside the framework of the EC and initially exclude the Southern members of the Community? What were the reactions of both Northern and Southern Mediter- ranean countries to these intergovernmental accords, known as the Schengen agree- ments? What was their impact on both European and Euro-Mediterranean relations? And what were the implications of the accession of Southern members of the EC to said agreements in terms of relations with third Mediterranean countries? The present article cannot, of course, give a comprehensive answer to all these complex questions. It has nonetheless the ambition of throwing a new light on the origins of the Schengen agreements. In particular, by reconstructing the five-year long process through which Italy entered the Schengen Agreement and the Conven- tion implementing the Schengen Agreement, it will contribute towards the reinter- pretation of: the motives behind the Schengen agreements; migration relations be- tween Northern and Southern members of the EC in the 1980s; and migration relations between the EC, especially its Southern members, and third Mediterranean countries in the same decade. The article is divided into three parts. The first examines the historical background of the Schengen agreements, by placing them within the context of Euro-Mediter- ranean migration relations; it, also, presents the main arguments. -
Resoconti Stenografici
SENATO DELLA REPUBBLICA CAMERA DEI DEPUTATI X LEGISLATURA ATTI PARLAMENT ARI RESOCONTI STENOGRAFICI DELLE SEDUTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL TERRORISMO IN ITALIA E SULLE CAUSE DELLA MANCATA INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABILI DELLE STRAGI (Legge 17 maggio 1988, /1.172, modificata CO/l legge 31 gennaio 1990, n. 12, CO/l legge 28 giugno 1991, /1.215 e COil legge 13 dicembre 1991, 11.397) VOLUME I Dalla la alla 18a seduta (28 luglio 1988 ~ 23 maggio 1989) TIPOGRAFIA PEL !>ENATO Senato della Repubblica ~ 492 ~ Camera dei deputati X LEGISLATURA ~ DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI ~ DOCUMENTI 17R SEDUTA MARTEDÌ 2 MAGGIO1989 Presidenza del presidente GUALTIERI La seduta ha inizio alle ore 9,50. PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito dell'indagine in ordine alle vicende connesse al sequestro dell'assessore Ciro Cirillo. Sono in programma oggi le audizioni del senatore Cappuzzo, del dottor Sisti, del ministro Lagorio, del ministro Rognoni e del dottor Coronas. Se non si fanno osservazioni verrà ascoltato innanzi tutto il sena~ tore Cappuzzo. Viene quindi introdotto il senatore Cappuzzo. INDAGINE SULLE VICENDE CONNESSE AL SEQUESTRO DELL'ASSESSORE CIRO CIRILLO: AUDIZIONE DEL SENATORE UMBERTO CAPPUZZO PRESIDENTE. Ringrazio il senatore Cappuzzo per aver accettato il nostro invito. Il senatore Cappuzzo all'epoca dei fatti, cioè del sequestro Cirillo, era il comandante generale dell'Arma dei carabinieri. In questa veste ha avuto la responsabilità di dirigere uno degli elementi portanti delle forze di sicurezza ed ha partecipato anche ad alcune delle riunioni del Comitato nazionale dell'ordine e della sicurezza pubblica, non alla prima, ma, secondo quanto è stato a noi comunicato, alle altre quattro riunioni. -
Aldo Moro E L'apertura a Sinistra: Dalla Crisi Del Centrismo Al Centro-Sinistra
1 Dipartimento di Scienze Politiche Cattedra di Teoria e Storia dei Partiti e dei Movimenti Politici ALDO MORO E L’APERTURA A SINISTRA: DALLA CRISI DEL CENTRISMO AL CENTRO-SINISTRA ORGANICO RELATORE CANDIDATO Prof. Andrea Ungari Mirko Tursi Matr. 079232 ANNO ACCADEMICO 2017/18 2 3 INDICE INTRODUZIONE 4 CAPITOLO PRIMO LA CRISI DEL CENTRISMO E L’ASCESA DI MORO NEL PANORAMA POLITICO ITALIANO (1953-1959) 6 1.1 La presidenza del gruppo parlamentare della Dc e la prima apertura ai socialisti 6 1.2 L’elezione di Gronchi alla presidenza della RepubbliCa e la marCia di avvicinamento tra Dc e Psi 9 1.3 Le elezioni politiche del 1958 e l’elezione di Moro a segretario della DC 11 1.4 Il Congresso di Firenze e l’autonomia del partito dalle gerarchie ecclesiastiche 16 CAPITOLO SECONDO LA NASCITA DEL PRIMO GOVERNO DI CENTRO-SINISTRA ORGANICO (1960-1963) 23 2.1 L’ultimo governo di centro-destra e il passaggio al governo delle “convergenze parallele” 23 2.2 Le prime giunte di centro-sinistra e la difficile preparazione all’incontro ideologico tra cattolici e soCialisti 31 2.3 Il Congresso di Napoli ed il programma riformatore del quarto governo Fanfani 35 2.4 Le elezioni politiche del 1963 e la nascita del primo governo di centro-sinistra organico guidato da Moro 44 CAPITOLO TERZO IL DECLINO DELLA FORMULA DI CENTRO-SINISTRA (1964-1968) 53 3.1 La crisi politica del 1964 ed il tormentato avvio del II Governo Moro 53 3.2 L’elezione di Saragat alla presidenza della Repubblica e l’irreversibilità della formula di centro-sinistra 63 3.3 Il III Governo Moro e l’unificazione socialista 70 3.4 La tornata elettorale del 1968: fine dell’esperienza di centro-sinistra 76 CONCLUSIONE 83 ABSTRACT 86 BIBLIOGRAFIA 87 4 INTRODUZIONE Il periodo storiCo Che si estende dal 1953 al 1968 rappresenta un unicum all’interno della politiCa italiana e CostituisCe uno dei temi più affasCinanti della storia della Prima RepubbliCa. -
Elezione Del Presidente Della Repubblica
ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Indice ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA La Costituzione della Repubblica Italiana: norme che riguardano l’elezione del Presidente della Repubblica ..............pag. 5 Elezione dei delegati delle Regioni per l’elezione del Presidente della Repubblica ...........................................................................................pag. 13 Elenco delle legislature della Repubblica Italiana .......................................pag. 15 Dati sintetici delle elezioni del Presidente della Repubblica .......................pag. 16 I Presidenti della Repubblica – scrutinii ed elezioni - Enrico DE NICOLA...........................................................................pag. 19 - Luigi EINAUDI .................................................................................pag. 21 - Giovanni GRONCHI..........................................................................pag. 24 - Antonio SEGNI..................................................................................pag. 27 - Giuseppe SARAGAT.........................................................................pag. 32 - Giovanni LEONE...............................................................................pag. 43 - Sandro PERTINI ................................................................................pag. 54 - Francesco COSSIGA .........................................................................pag. 64 - Oscar Luigi SCALFARO...................................................................pag. 66 -
Il Caso Moro Frammenti Di Una Verità Indicibile Giambattista Scirè
Il caso Moro Frammenti di una verità indicibile Giambattista Scirè Premessa Comitato di crisi del Viminale, e monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, noto Dopo un silenzio storiografico durato alcuni per la lettera a Berlinguer che aprì alla fine de- anni1 e a più di trenta di distanza da quel tragi- gli anni settanta le porte del dialogo, in termini co evento che ha segnato, probabilmente più di istituzionali, tra Chiesa-mondo cattolico e co- ogni altro, le sorti politiche del nostro paese, munisti. Insieme a questi due libri di memorie nel 2008 sono stati pubblicati due nuovi volu- acquista un valore cruciale, per ripercorrere mi dedicati al caso Moro, contenenti importan- con rigore storiografico l’affaire Moro, la re- ti rivelazioni e documenti riservati. Non si trat- cente pubblicazione del carteggio integrale ta, si badi bene, delle rivelazioni di quei briga- delle lettere dalla prigionia da parte dello stori- tisti che finora hanno versato fiumi di parole e co Miguel Gotor (e relativa ricostruzione delle pubblicato pile di libri senza però sciogliere, storie e delle relazioni che si intrecciarono nei sostanzialmente, i nodi cruciali degli avveni- 55 giorni del sequestro, attraverso una puntua- menti, ma delle memorie di due testimoni d’ec- le analisi filologica dei testi). cezione: Giovanni Galloni, stretto collaborato- Il libro di Galloni2 appare interessante, oltre re di Moro, membro della Direzione democri- che per l’inquadramento complessivo del- stiana e, in quei giorni cruciali, componente del l’azione politica di Moro nella storia dell’Italia 1 Se si escludono le continue pubblicazioni di memorie, diari, ricostruzioni giornalistiche, di poco valore documenta- rio e in uscita in libreria praticamente ogni anno, le ultime ricostruzioni storiografiche degne di menzione (successive ai tentativi di analisi ‘pionieristici’ di Tranfaglia) risalgono al periodo 2003-2005, in particolare: Francesco Barbagal- lo, Il Pci dal sequestro Moro alla morte di Berlinguer, in L’Italia repubblicana nella crisi degli anni Settanta. -
Il 4 Novembre a Vittorio Veneto (A Cura Di Ido Da Ros)
Il 4 Novembre a Vittorio Veneto (a cura di Ido Da Ros) Presentiamo una sorta di albo d’oro degli oratori ufficiali che si sono succeduti ai microfoni di Piazza del Popolo per la celebrazione del 4 Novembre, anniversario della Vittoria e giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. In testa alla graduatoria – a partire dal secondo dopoguerra - troviamo l’on. Tina Anselmi e il colonnello Lorenzo Cadeddu, entrambi con quattro presenze, seguiti dagli onorevoli Carlo Bernini e Marino Corder e dal generale comandante il 1° Fod Giovanni Ridinò con tre presenze; lo stesso numero che può vantare Bernardo Mattarella, padre dell’attuale Presidente della Repubblica. Sono sei i Capi di Stato ad aver presieduto la cerimonia nella nostra città: Giovanni Gronchi, Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Giorgio Napolitano. Tre, invece, i Presidenti del Consiglio: Vittorio Emanuele Orlando (nel 1919), Amintore Fanfani e, per due volte consecutive, Aldo Moro. La prima celebrazione del 4 Novembre risale al 1919 e vide appunto la presenza del Capo del Governo Vittorio Emanuele Orlando e dell’ex Presidente del Consiglio, Luigi Luzzatti. Nel periodo compreso tra le due guerre mondiali la Festa fu in parte “oscurata” anche a Vittorio Veneto dalla vicinanza cronologica dell’anniversario della Marcia su Roma (28 ottobre), che il regime celebrava in grande stile. Meritano comunque di essere ricordate le celebrazioni del Decennale e del Ventennale, svoltesi alla presenza rispettivamente del re Vittorio Emanuele III (1928) e del principe Umberto di Savoia (1938). Dopo la tragica parentesi della Seconda Guerra Mondiale, le celebrazioni ripresero in quest’ordine: 1948: Maurizio Lazzaro di Castiglioni, generale di Corpo d’Armata e Francesco Franceschini, deputato vittoriese. -
Il Presidente Della Repubblica Riceve in Udienza
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA - Cerimoniale - IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA RICEVE IN UDIENZA **************** sabato 1 agosto 1992 11.00 Giuramento del nuovo Ministro degli Affari Esteri, Dott. Emilio COLOMBO. (Sala della Pendola) PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA - Cerimoniale - GIURAMENTO DEL NUOVO MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI Palazzo del Quirinale - Sabato 1 agosto 1992 (Sala della Pendola) 11.00 Giunge al Palazzo del Quirinale (Palazzina) il Presidente del Consiglio dei Ministri. Accolto da un Cerimoniere e da un Consigliere Militare Aggiunto) il Presidente del Consiglio dei Ministri, dopo aver passato in rassegna un picchetto d'onore, viene accompagnato, con l'ascensore, al piano di rappresentanza e, quindi, viene introdotto nello Studio del Presidente della Repubblica. 11.45 Giunge al Palazzo del Quirinale (Palazzina) il nuovo Ministro degli Affari Esteri che, accolto da un Cerimoniere, viene accompagnato, salendo con l'ascensore, nel Salotto Veneziano e, successivamente, nello Studio del Capo dello Stato. 11.55 Il Capo dello Stato, accompagnato dal Presidente del Consìglio dei Ministri, dal nuovo Ministro e dal Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, fa ingresso nella Sala della Pendola, dove sono in precedenza convenuti i Consiglieri del Presidente della Repubblica. Mentre il Presidente della Repubblica resta fermo, in piedi, dietro il tavolo approntato per il giuramento, sul quale è posta la Costituzione, il Presidente del Consiglio dei Ministri si pone alla sua sinistra; il nuovo Ministro si pone di fronte al Capo dello Stato. Sul lato sinistro del tavolo si pongono il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, il Capo dell'Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali ed il Consigliere Militare. -
Tangentopoli Brucia F Incarico a Qraxi? Scalfaro Avviale Consultazioni, Ma Prima Vuole Vederci Chiaro
POLITICA INTERNA GIOVEDÌ 4 GIUGN01392 Le rivelazioni di Chiesa mettono in allarme il presidente che avrebbe deciso di assumere nuove informazioni Ricevuto Andreotti, oggi tocca a Leone, Cossiga, Spadolini e Napolitano. «Tecnici al governo? Sì, se non sono robot» Tangentopoli brucia f incarico a Qraxi? Scalfaro avviale consultazioni, ma prima vuole vederci chiaro Partono le consultazioni sul nuovo governo, tra i stupisce che analogo distacco nunciarsi all'ultimo minuto: marosi del caso politico-giudiziario delle rivelazioni mostri Claudio Martelli. Il qua «Noi abbiamo detto di no alla le si pronuncia sulll'applica- riedizione delle vecchie formu ALLA BUVETTE. sulla campagna elettorale di Bobo Craxi a Milano. zione dell'articolo 92 della Co- J le. Ora aspettiamo di vedere se Craxi padre chiede: «Perché adesso?». Proprio men stituzione: «Va benissimo». Ma c'è una novità». Strana, invece, ! PASQUALE tre tornava in campo l'ipotesi di un incarico, se non appena gli si chiede se è rita è la riserva politica con cui i li- ; CASCELLA gliato su misura per Craxi, ta cerali, che nel quadripartito : il mandato, al segretario del Psi. Il presidente Scalfa glia corto: «Non si discuteva sul - c'erano, condiscono l'assenso ro pare voglia raccogliere informazioni. Intanto di piano istituzionale?». Per il vice , al metodo scalfariano: «Cosi si ; ce: «Vanno bene i tecnici, se non sono robot...». presidente del Consiglio (e ti- • vedrà - afferma Renato Altissi Di Donato: telare del dicastero di Graz.a e ' mo - chi avrà intenzione di ap giustizia a cui i famosi fascicoli ' poggiare i provvedimenti ne «Governò? sono stati trasmessi per com- ' cessari che saranno sicura PASQUALE CASCELLA petenza) ; è ancora «troppo mente impopolari. -
Guide to the Council of the European Communities : December 1989
General Secretariat of the Council GUIDE TO THE COUNCIL OF THE EUROPEAN COMMUNITIES December 1989 General Secretariat of the Council GUIDE TO THE COUNCIL OF THE EUROPEAN COMMUNITIES Brussels, December 1989 This publication is also available in the following languages: ES ISBN 92-824-0702-0 DA ISBN 92-824-0703-9 DE ISBN 92-824-0704-7 GR ISBN 92-824-0705-5 FR ISBN 92-824-0707-1 IT ISBN 92-824-0708-X NL ISBN 92-824-0709-8 PT ISBN 92-824-0710-1 Cataloguing data can be found at the end of this publication Luxembourg: Office for Official Publications of the European Communities, 1990 ISBN 92-824-0706-3 Catalogue number: BX-57-89-176-EN-C © ECSC-EEC-EAEC, Brussels · Luxembourg, 1990 Printed in Belgium CONTENTS Page Council of the European Communities 5 Presidency of the Council 7 Conference of the Representatives of the Governments of the Member States 8 List of representatives of the governments of the Member States who regularly take part in Council meetings 9 Belgium 10 Denmark 11 Federal Republic of Germany 12 Greece 15 Spain 17 France 19 Ireland 21 Italy 23 Luxembourg 29 Netherlands 30 Portugal 32 United Kingdom 35 Permanent Representatives Committee 39 Coreper II 40 Coreper I 42 Article 113 Committee 44 Special Committee on Agriculture 44 Standing Committee on Employment 44 Budget Committee 44 Scientific and Technical Research Committee (Crest) 45 Education Committee 45 Committee on Cultural Affairs 46 Select Committee on Cooperation Agreements between the Member States and third countries 46 Energy Committee 46 Standing Committee on Uranium -
Napoli, Blitz Della Finanza Nelle Sedi Dei Partiti
Giovedì 25 marzo 1993 in Italia i5SE31SliliS Questione Le Fiamme gialle alla ricerca dei nominativi Fiat dì nuovo nella bufera dei segretari politici e amministrativi Ricercato Riccardo Ruggieri morale Scarcerato Masciari, rischia il linciaggio dirigente della «Geotech» In manette Macchioni, direttore Italtecna «Pagò le tangenti per llveco» SUSANNA RIPAMONTI IBI MILANO Mercoledì nero glio di amministrazione dell E per la Fiat, che ien ha fatto la nel in quota psdì Erano la pn parte dei leone nella giornata ma tronche di un versamento giudiziaria milanese Mentre il pattuito di mezzo miliardo Napoli, blitz della Finanza numero tre dell azienda Fran Ma torniamo a Ruggien ex cesco Paolo Mattioli e I ammi amministratore delegato della nistratore delegato della Toro lveco passato alla Fiat Geote Antonio Mosconi, attendono eh e dal maggio 1992 ammini in carcere che il tnbunale della * stratore delegato della New & \ libertà decida sulla loro scar Holland Geotech. naia dal ma cerazione si aggiunge un altro tnmonio tra Ford e Fat nel set nelle sedi dei partiti L'ex deputato de Alfredo Vito nome eccellente alla lista dei tore delle macchine agricole 11 candidati ali arresto della casa suo nome lo ha fatto Luigi Ca tonnese È Riccardo Ruggieri, proni presidente di due con Finanza nella sede di gran parte dei partiti parteno cioli Il tutto spinto dall'urgen ra Per quest'ultimo avrebbe incontri via S Lucia Certo è della De, 1 ex ministro liberale rone Brancaccio lo accusa di dirigente della New Holland cessionario lveco specializ/a pei alla ncerca -
QUEL PATTO a TRE CON LA CAMORRA La Democrazia Cristiana, Le Brigate Rosse E Il Clan Di Cutolo
Il Terrorismo Il Terrorismo rosso Brigate Rosse Il sequestro Cirillo QUEL PATTO A TRE CON LA CAMORRA La Democrazia Cristiana, le Brigate Rosse e il Clan di Cutolo. Ecco come i giudici hanno ricostruito il caso Cirillo e il sistema di potere napoletano. «Boss figlio di boss», lo aveva definito l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. E Antonio Gava è finito in una cella del carcere di Forte Boccea, con l'accusa di associazione mafiosa, per aver stretto rapporti politici e d'affari con la Camorra, lui che, da ministro dell'Interno, aveva il compito istituzionale di coordinare la lotta contro le organizzazioni criminali. Quello che è accaduto a Napoli con l'arresto di Gava, nella notte di San Gennaro, non è soltanto l'epilogo clamoroso di un caso giudiziario pendente da tanto tempo. E’ la resa dei conti di un sistema politico. La caduta di un Muro: dopo Milano e Palermo, anche Napoli ha mostrato pubblicamente, con l'ufficialità dei documenti processuali firmati dai giudici, il volto oscuro di un regime fatto di tangenti, di accordi segreti tra politica e affari, di patti inconfessabili stretti tra gli uomini dei partiti e la criminalità organizzata. Mani pulite a Milano. Cosa nostra e i suoi rapporti con Giulio Andreotti a Palermo. E ora Don Antò e la Camorra a Napoli. «E’ possibile mai che nessuno se ne fosse accorto prima?», si chiede oggi dall'esilio di Hammamet uno dei protagonisti di quel regime, Bettino Craxi, che con Gava ha in comune almeno il diabete. Domanda che finisce per alzare una cortina di nebbia sugli sforzi di quanti «si erano accorti»: le inchieste giornalistiche sulla corruzione, le ricerche sociologiche (Percy Allum sulla Napoli dei Gava ci aveva scritto addirittura un saggio, negli anni Settanta), le indagini dei giudici puntualmente depistati, intimiditi, sottoposti a procedimento disciplinare.