ALDOBRANDO MEDICI TORNAQUINCI 1944 Mar
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La Biblioteca Dello Storico Enzo Santarelli (1922-2004): I Testi Sul Fascismo
La biblioteca dello storico Enzo Santarelli (1922-2004): i testi sul fascismo. Rilevanza dell’autore, come intellettuale e studioso, sul piano della cultura nazionale del Novecento, oltre l’orizzonte ideologico marxista e comunista. di Francesca Pongetti Si ringrazia per la collaborazione: Fabrizio Manizza Nora Santarelli Nessuna parte di questa pubblicazione può essere memorizzata, fotocopiata o co- munque riprodotta senza le dovute autorizzazioni 5 PRESENTAZIONE Il Fondo Santarelli è un lascito librario costituito da oltre 5.000 vo- lumi, pervenuto alla Regione Marche in seguito ad un atto di dona- zione del possessore dei libri, il professor Enzo Santarelli, che ha così deciso di destinare ad una pubblica istituzione una parte importante della sua biblioteca privata. Nel 2001, a 79 anni di età e sofferente per una grave malattia, Santa- relli stipula con la Regione Marche una convenzione nella quale, oltre a disporre la donazione del patrimonio librario, frutto di una intera vita di studi e di insegnamento, indica in modo esplicito la destina- zione d’uso del patrimonio stesso: secondo la volontà del prof. San- tarelli, i libri dovranno essere messi a disposizione di tutti i cittadini e utilizzati in particolare per iniziative indirizzate ai giovani. Come è noto, Santarelli ha tenuto la cattedra di Storia contempora- nea all’Università degli Studi di Urbino, a partire dal 1964 fino al rag- giungimento dei limiti di età, e il Fondo Santarelli è lo specchio fedele della sua personalità di studioso e intellettuale dai molteplici inte- ressi. Ma non è soltanto questo, è anche qualche cosa di più: attra- verso la donazione del patrimonio librario, Santarelli ha testimoniato un’ultima volta la sua caratteristica concezione del ruolo dell’intellet- tuale e dell’uomo di cultura nella società, portatore di una specifica “missione” di civilizzazione ed educazione collettiva. -
54-61 Diari Gonella:54-61 Diari Gonella
Lo sbarco delle truppe alleate in Sicilia il 10 luglio 1943. Sullo sfondo, la prima pagina del Corriere della Sera del 9 settembre 1943 che annuncia l’armistizio del governo Badoglio con le forze alleate angloamericane Guido Gonella. Nella pagina a fianco, una pagina del suo taccuino con il diario dei riservatissimi contatti che intrattenne con la principessa Maria José di Savoia a partire dai primi di giugno del 1943 al fine di cercare una strada di dissociazione italiana dalla guerra A destra, la principessa Maria José tra le macerie della basilica di San Lorenzo fuori le Mura dopo il bombardamento del 19 luglio1943 da parte dell’aviazione alleata; sotto, truppe tedesche durante l’occupazione di Roma nel settembre 1943 STORIA I DIARI DI GONELLA 1943di Giulio Andreotti Il nome dell’ex guardasigilli è tornato in evidenza per la pubblicazione di un singolare diario relativo ai suoi riservatissimi contatti con la principessa Maria José, in un periodo drammatico per la nazione L’estate scorsa, ricorrendo i venti anni dalla morte di Guido Gonella, ho qui ricor- dato l’importante ruolo da lui avuto nella vita nazionale non solo nel dopoguerra, ma anche nella lunga vigilia della restaurazione democratica. In particolare ho vo- luto mettere in luce la sua esemplare guida del Ministero della Giustizia (qualunque riferimento al contenzioso attuale tra magistrati e governo non è occasionale). Ora però Gonella è tornato in evidenza per la pubblicazione, giustamente volu- ta e curata dalle figlie, di un singolare diario relativo a riservatissimi contatti con la principessa di Piemonte in un periodo drammatico per la nazione. -
Delpaese E Le Forze Armate
L’ITALIA 1945-1955 LA RICOSTRUZIONE DEL PAESE STATO MAGGIORE DELLA DIFESA UFFICIO STORICO E LE Commissione E LE FORZE ARMATE Italiana Storia Militare MINISTERO DELLA DIFESA CONGRESSOCONGRESSO DIDI STUDISTUDI STORICISTORICI INTERNAZIONALIINTERNAZIONALI CISM - Sapienza Università di Roma ROMA, 20-21 NOVEMBRE 2012 Centro Alti Studi per la Difesa (CASD) Palazzo Salviati ATTI DEL CONGRESSO PROPRIETÀ LETTERARIA tutti i diritti riservati: Vietata anche la riproduzione parziale senza autorizzazione © 2014 • Ministero della Difesa Ufficio Storico dello SMD Salita S. Nicola da Tolentino, 1/B - Roma [email protected] A cura di: Dott. Piero Crociani Dott.ssa Ada Fichera Dott. Paolo Formiconi Hanno contribuito alla realizzazione del Congresso di studi storici internazionali CISM Ten. Col. Cosimo SCHINAIA Capo Sezione Documentazione Storica e Coordinamento dell’Ufficio Storico dello SMD Ten. Col. Fabrizio RIZZI Capo Sezione Archivio Storico dell’Ufficio Storico dello SMD CF. Fabio SERRA Addetto alla Sezione Documentazione Storica e Coordinamento dell’Ufficio Storico dello SMD 1° Mar. Giuseppe TRINCHESE Capo Segreteria dell’Ufficio Storico dello SMD Mar. Ca. Francesco D’AURIA Addetto alla Sezione Archivio Storico dell’Ufficio Storico dello SMD Mar. Ca. Giovanni BOMBA Addetto alla Sezione Documentazione Storica e Coordinamento dell’Ufficio Storico dello SMD ISBN: 978-88-98185-09-2 3 Presentazione Col. Matteo PAESANO1 Italia 1945-1955 la ricostruzione del Paese el 1945 il Paese è un cumulo di macerie con una bassissima produzione industriale -
Storia Contemporanea 1922-1943 LO STATO FASCISTA 25 Luglio 1943
Dipartimento di Scienze umane e sociali CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE a.a. 2018-2019 Storia contemporanea 1922-1943 LO STATO FASCISTA 25 luglio 1943 • Il re revoca dell’incarico di governo a Mussolini • arresto e confino Cronologia: IL REGIME FASCISTA / 1 LA FASE STATUTARIA 1922, ottobre: dopo la intrapresa, ma non completata ‘marcia su Roma’, Mussolini ottiene dal re l’incarico a formare il governo › governo Mussolini I, con pieni poteri su bilancio e amministrazione 1923: legge elettorale ‘Acerbo’ con premio di maggioranza alla lista che ottenga almeno il 25% dei voti 1924: elezioni, denuncia di Matteotti, assassinio di Matteotti / riconferma di Mussolini al governo LA COSTRUZIONE DELLA MONARCHIA FASCISTA 1925, gennaio: Mussolini chiude affare Matteotti e procede al introdurre ordinamenti dittatoriali 1925-1926 LEGGI FASCISTISSIME 1928 Nuova legge elettorale plebiscitaria: Lista unica 1929 Trasformazione del Gran Consiglio del Fascismo in organo costituzionale Patti Lateranensi 1936 Proclamazione dell’Impero, dopo la conquista dell’Etiopia Cronologia: IL REGIME FASCISTA / 2 FASE INVOLUTIVA E CRISI 1937 Mussolini si proclama ‘duce del fascismo’ 1938-39 LEGGI RAZZIALI 1939 Abolizione della Camera dei Deputati, sostituita da una Camera dei Fasci e delle Corporazioni non elettiva 1940, 10 giugno: l’Italia entra in GUERRA 1943, 9 luglio: sbarco in Sicilia degli angloamericani › inizia l’occupazione 1943, 25 luglio: il Gran Consiglio del Fascismo propone al re la destituzione di Mussolini; il re revoca l’incarico a Mussolini, -
The Interjurisdictional Migration of European Authors of Liberty, 1660 – 1961: a Quantitative Analysis1
1 January 12, 2016 THE INTERJURISDICTIONAL MIGRATION OF EUROPEAN AUTHORS OF LIBERTY, 1660 – 1961: A QUANTITATIVE ANALYSIS1 Niklas Potrafke2 Roland Vaubel3 Abstract Hume, Montesquieu and Kant were the first to suggest that the rise of liberty in Europe and the West has been due to political fragmentation and competition among rulers because the creative elites had the option of leaving the country in response to political repression. In this paper we estimate the extent to which emigrating authors of liberty actually reacted to such political and economic factors. We distinguish four types of repressive political events: restoration of an authoritarian monarchy, suppression of liberal protests, takeover by a totalitarian regime and occupation by a foreign repressive power. We test for additional explanations of emigration. Our sample of well-known authors of liberty includes 401 persons from twenty European countries in 1660 to 1961. Our logistic regressions yield the following main results. The repressive events did have significant and large effects on emigration with lags of up to five years. Emigration was also influenced by the author’s occupation and interjurisdictional income differentials. The probability of emigration was larger if the author was of middle age and lived in a small country but these effects were numerically small. The decision to emigrate was not affected by the author’s education. JEL classifications: F22, N33, Z18 _______________ 1 Acknowledgements: The authors thank Daniel Mannfeld, Felix Weber, Georg Arndt and Justina Fischer for tabulating the data and Justina Fischer and Jonathan Seiler for retrieving some of the data. We received helpful comments from Dennis Snower, David Stadelmann, Bengt-Arne Wickström and the participants of the World Public Choice Society Meetings 2012, the Silvaplana Workshop on Political Economy 2013, the CESifo Political Economy Workshop 2013 and two anonymous referees. -
Introduzione 3 Croce E Salvemini Nel Laboratorio Dello Storico 10
INDICE INTRODUZIONE 3 CROCE E SALVEMINI NEL LABORATORIO DELLO STORICO 10 EPISTEMOLOGIA DI UN POSITIVISTA AGGIORNATO 43 LIBIA 1911 70 «VINTA LA GUERRA PERSA LA PACE» 128 L‘OSSESSIONE DEL DUCE 185 CONCLUSIONI. GAETANO SALVEMINI FRA STORIA E POLITICA 234 BIBLIOGRAFIA 244 APPENDICE. L‘ATTIVITÀ PARLAMENTARE DI GAETANO SALVEMINI 302 1 2 INTRODUZIONE I tumulti popolari, le inquietudini militari, le agitazioni, attraverso cui si arrestano di continuo le nostre discussioni, sono in larghissima misura il risultato della convinzione generale che nel nostro paese nessuno ha il dovere di obbedire, perché nessuno ha il diritto morale di comandare; che nel nostro paese gli uomini, che governano, non posseggono alcun rudimento né di buona fede, né di buona volontà. Questa malattia dello spirito pubblico non si guarisce in un giorno. Ma appunto, perché si tratta di un male radicato e profondo, e difficile e lento a guarire, appunto per questo dobbiamo abbandonare subito il vecchio metodo del lasciar andare affidandoci allo stellone finché la tempesta non ci travolga; appunto per questo dobbiamo dimostrare subito che vogliamo prendere sul serio il nostro ufficio, che vogliamo affrontare sul serio le responsabilità nostre, e che non siamo disposti ad essere i gerenti responsabili di nessuno. G. Salvemini Un lavoro su Gaetano Salvemini, storico italiano tra i più importanti del Novecento, deve necessariamente fare i conti, oltre che con la statura del personaggio e la vastità dell‘opera, anche con la rilevante letteratura che la sua figura ha saputo stimolare. Al momento della loro pubblicazione i testi di Salvemini hanno sempre sollevato intensi dibattiti, indicando uno stile di pensiero, un metodo, e creando soprattutto un seguito e 3 un‘influenza ancora oggi non sufficientemente riconosciuta in tutta la sua portata. -
Introduzione
Introduzione Il primo profilo che incontriamo in questo libro è quello di Silvio Pellico (Saluzzo, Cuneo, 25 giugno 1789 - Torino, 31 gennaio 1854), e Vittorio Badini Confalonieri lo traccia a partire da un’importante let- tera inedita a Giulietta di Barolo del 17 aprile 1837 che trascrive e pubblica nell’ottobre 1954, in occasione del centenario della morte dello scrittore. Quarantenne deputato liberale del collegio Cuneo-A- sti-Alessandria (era a nato a Torino, il 14 marzo 1914), da settembre sottosegretario agli Affari esteri nel governo Scelba (incarico che manterrà anche nel successivo governo Segni, fino al maggio 1957), Badini Confalonieri sottolinea in queste pagine la « coerente fedeltà » di Pellico « all’idea liberale » e allo stesso tempo la sua profonda reli- giosità. Cita una lettera al Boglino, in cui lo scrittore afferma che « I princípi anche più giusti in sé medesimi diventano iniqui per i loro effetti, allorché sono professati da anime violente, superbe, vendicati- ve . No, il progresso sociale non verrà mai dalle fazioni irate, impa- zienti e calunniatrici; verrà con le virtù domestiche e con la carità civile oppure non verrà in nessun tempo », per insistere sull’impor- tanza appunto della “carità”, di un « generoso amore verso Dio e ver- so gli uomini », sulla capacità di perdonare anche i propri « nemici e torturatori ». Non era passato molto tempo da quando lo stesso Badi- ni aveva perdonato, permettendone la riabilitazione, il responsabile della prigionia e delle torture subite nei primi mesi del 1945 nella fa- migerata caserma di via Asti, a Torino. In conclusione, il giovane sottosegretario rivolge abilmente a Pellico le parole che lo scrittore aveva dedicato a Pietro Maroncelli: « Un grande amore per la giu- stizia, una grande tolleranza, una grande fiducia nelle virtù umane e negli aiuti della Provvidenza, un sentimento vivissimo del bello in tutte le arti, una fantasia ricca di poesia », dicendo che tale « è la defi- nizione che a lui meglio si addice e che lo rende e lo renderà sempre a noi caro, all’Italia esemplarmente prezioso ». -
La Partecipazione Dei Carabinieri Alla Difesa Di Roma - 8-10 Settembre 1943 Di Flavio Carbone, Tratto Da
La partecipazione dei Carabinieri alla Difesa di Roma - 8-10 Settembre 1943 Di Flavio Carbone, tratto da www.carabinieri.it 1. Introduzione La difesa di Roma del settembre 1943 viene considerata uno dei primi atti della reazione militare italiana contro i Tedeschi, testimoniando la vocazione dei Carabinieri come Arma combattente a fianco di altre Unità del Regio Esercito. A 60 anni di distanza, questo contributo vuole ricordare, attraverso l’analisi di numerose fonti storiografiche, uno degli episodi di storia nazionale che videro l’Arma dei Carabinieri fedele alle sue tradizioni. 2. Premessa Nell’immediato dopoguerra(1) alcuni filoni storiografici avevano dato un minore risalto alla partecipazione dei militari italiani, singolarmente o inquadrati in unità organiche, al movimento di liberazione ed ancor meno a quello di resistenza. Quest’orientamento aveva privilegiato la figura di “guerra di popolo”, condotta e capeggiata da elementi politicizzati, a discapito di quelle Forze Armate(2) che erano comunque vicine alla figura del Sovrano. Ed anche quando, con la cobelligeranza e l’invio di ufficiali del Regio Esercito al Nord per svolgere un’attività di coordinamento e di informazioni, quest’ultima era stata ritenuta di minore importanza se non inutile “[…] a causa delle difficoltà di comprensione e attitudine oppure a causa dei loro tentativi di interferenza, pressione o della loro azione di divisione”(3). Peraltro, si riconobbe che “nel complesso, la loro energia, la loro capacità, la loro spesso generosa, talvolta eroica abnegazione, rese il loro contributo particolarmente apprezzabile”(4). 3. La situazione in Italia nel 1943 Lo sforzo condotto dall’Asse nel 1943 non permise più di ottenere i successi fino a quel momento conseguiti; nei vari Teatri operativi si stava verificando un forte arretramento, con conseguenti situazioni di grande difficoltà. -
La Marcia Su Roma
MARIO BUSSONI Mattioli 1885 Mattioli LA MARCIA SU ROMA VIAGGI NELLA STORIA ® 978-88-6261-236-4 Mattioli 1885 LA MARCIA SU ROMA | BUSSONI • INTRODUZIONE STORICA • BIOGRAFIE DEI PERSONAGGI • ITINERARI STORICO-TURISTICI • INDIRIZZI UTILI LA MARCIA SU ROMA di Mario Bussoni www.viaggiestoria.com viaggi nella storia ® by www.viagginellastoria.it B Mattioli 1885 Milano Cremona Perugia Monterotondo Civitavecchia Mentana Santa Marinella Tivoli ROMA Comando Centri di Raccolta Città importante In un quadro del pittore Giacomo Balla: l'ingresso a Roma. Mentana Tivoli abc 4 La Marcia su Roma La Marcia su Roma prima edizione Aprile 2012 © Mattioli 1885 srl - Strada della Lodesana, 649/sx, Loc. Vaio, 43036 Fidenza (Parma) tel. 0524.892111 - www.mattioli1885.com Grafica e Impaginazione Officine Grafiche Multimediali Via del Torrione, 27 - 43122 Parma Viaggi nella storia ® by www.viagginellastoria.it www.viaggiestoria.com Testi: Mario Bussoni Editing: Riccardo Baudinelli Coordinamento collana: Marcello Calzolari Foto di copertina: "L'Azione", statua del Vittoriano, Roma Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo, non è consentita senza la preventiva autorizzazione scritta dell’editore. Viaggi nella Storia 5 PRESENTAZIONE Celebrata dal Regime come l’epilogo della Rivoluzione fascista, cosa è stata realmente la Marcia su Roma: una semplice manifestazione di piazza, sostanzialmente sopravvalutata, un vero e proprio colpo di stato o piuttosto una manifestazione violenta, un azzardo, fortunosamente andato a buon fine? Nelle pagine che seguono ne abbiamo ricostruito con precisione la dinamica, partendo dal 24 ottobre 1922, quando, nel corso del raduno delle camicie nere a Napoli, Benito Mussolini afferma sicuro: “O ci daranno il governo o lo prenderemo calando a Roma”. -
The Monastery of Montevergine Its Foundation and Early Development
The Monastery of Montevergine Its Foundation and Early Development (1118-1210) Isabella Laura Bolognese Submitted in accordance with the requirements for the degree of Doctor of Philosophy The University of Leeds School of History September 2013 ~ i ~ The candidate confirms that the work submitted is her own and that appropriate credit has been given where reference has been made to the work of others. This copy has been supplied on the understanding that it is copyright material and that no quotation from the thesis may be published without proper acknowledgement. The right of Isabella Laura Bolognese to be identified as Author of this work has been asserted by her in accordance with the Copyright, Designs and Patents Act 1988. © 2013 The University of Leeds and Isabella Laura Bolognese ~ ii ~ ACKNOWLEDGMENTS What follows has been made possible by the support and guidance of a great many scholars, colleagues, family, and friends. I must first of all thank my supervisor, Prof. Graham Loud, who has been an endless source of knowledge, suggestions, criticism, and encouragement, of both the gentle and harsher kind when necessary, throughout the preparation and writing of my PhD, and especially for sharing with me a great deal of his own unpublished material on Cava and translations of primary sources. I must thank also the staff and colleagues at the Institute for Medieval Studies and the School of History, particularly those who read, commented, or made suggestions for my thesis: Dr Emilia Jamroziak and Dr William Flynn have both made important contributions to the writing and editing of this work. -
I GOVERNI ITALIANI ( 25 Luglio 1943 - 6 Agosto 1970)
Settembre- Ottobre 1970 756. Governi 1943-1970 I GOVERNI ITALIANI ( 25 luglio 1943 - 6 agosto 1970) DALLA CADUTA DEL FASCISMO ALLA ASSEMBLEA COSTITUENTE 0 I• MINISTERO BADOGLIO (25 Luglio 1943 - 17 aprile 1944) ( ) Pr esid. Consiglio: PIETRO BADOGLIO - Affari Ester i: RAFFAELE GUA RIGLIA - PIETRO BADOGLIO - Interno: UMBERTO RICCI - VITO R.EALE - Africa italiana: MELCHIADE GABBA - PIETRO BADOGLIO - Giustizia: GAETANO AZZARITI - ETTORE CASATI - F inanze: DOMENI CO BARTOLINI - GUIDO JUNG - Guerra: ANTONIO SORICE - TADDEO ORLANDO -Marina: RAFFAELE DE COURTEN -Aeronautica: RENATO SANDALLI - Educazione Nazionale: LEONARDO SEVERI - GIOVANNI CUOMO - Lavori Pubblici: ANTONIO ROMANO- RAFFAELE DE CARO - Agricoltura e Foreste: ALESSANDRO BRIZI - FALCONE LUCIFERO - Co mtmicazioni: FEDERICO AMOROSO - TOMMASO SICILIANI - I ndustr ia, Commercio e Lavoro: LEOPOLDO PICCARDI - EPICARMO CORBINO - Cultura popolare: CARLO GALLI - GIOVANNI CUOMO - Scambi e Valute: GIOVANNI ACANFORA- GUIDO JUNG - Produzione bellica: CARLO FA V AGROSSA - Alto commissario per la Sardegna: PINNA - Alto commissa rio per la Sicilia: FRANCESCO MUSOTTO - Alto commissario per l'epum zlone nazionale: TITO ZANffiONI - Commissario generale per l'alimenta zione: CAMll;RA. n• MINISTERO BADOGLIO (22 aprile 1944 - 18 giugno 1944) P·resid. Consiglio: PIETRO BADOGLIO - Ministri senza portafoglio: BE NEDETTO CROCE, CARLO SFORZA, GIULIO RODINO, PIETRO MANCI NI, PALMIRO TOGLIATTI - Esteri: PIETRO BADOGLIO - Interno: SAL VATORE ALDISIO • Africa italiana: PIETRO BADOGLIO - Giustizia : VINCENZO ARAN·GIO-RUIZ - Finanze: QUINTO QUINTIERI - Guer ra : TADDEO ORLANDO - Marina: RAFFAELE DE COURTEN - Aeronautica: RENATO SANDALLI - Pubblica Istruzione: ADOLFO OMODEO - Lavori Pubblici: ALBERTO TARCHIANI - Agricoltura e Foreste: FAUSTO GUL LO - Comunicazioni: FRANCESCO CERABONA - I ndustria e Commercio: ATTILIO DI NAPOLI - ALto commissario per le sanzioni contro iL fasci smo: CARLO SFORZA - Alto commissario per l'assistenza morale e mate riale dei profughi di guerra: TITO ZANIBONI. -
War, Resistance, and Memorialization in Tuscany, 1943-1945
Georgia Southern University Digital Commons@Georgia Southern Electronic Theses and Dissertations Graduate Studies, Jack N. Averitt College of Spring 2011 Heroes or Terrorists? War, Resistance, and Memorialization in Tuscany, 1943-1945 Lynda Lamarre Follow this and additional works at: https://digitalcommons.georgiasouthern.edu/etd Recommended Citation Lamarre, Lynda, "Heroes or Terrorists? War, Resistance, and Memorialization in Tuscany, 1943-1945" (2011). Electronic Theses and Dissertations. 596. https://digitalcommons.georgiasouthern.edu/etd/596 This thesis (open access) is brought to you for free and open access by the Graduate Studies, Jack N. Averitt College of at Digital Commons@Georgia Southern. It has been accepted for inclusion in Electronic Theses and Dissertations by an authorized administrator of Digital Commons@Georgia Southern. For more information, please contact [email protected]. HEROES OR TERRORISTS? WAR, RESISTANCE, AND MEMORIALIZATION IN TUSCANY, 1943-1945 by LYNDA LAMARRE (Under the Direction of Charles S. Thomas) ABSTRACT This thesis will delve into the unfolding of the Italian Resistance, from an underground association to a militant organization, which aided and facilitated the Allied advance to northern Italy. Particular emphasis will be placed on the actions and consequences of the Resistance in rural Tuscany and their affect on the local population. It will examine the changing views of Italian society, from the immediate post-war era and the decades that followed, with a brief examination of the cinematographic influences on the social views. It will include the debate over who deserves a commemorative monument and the divided and changed memory regarding the Resistance. Finally, the author will examine the current debate over the most appropriate way to memorialize the complicated and tumultuous struggle to free Italy over sixty years ago.