54-61 Diari Gonella:54-61 Diari Gonella
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La Partecipazione Dei Carabinieri Alla Difesa Di Roma - 8-10 Settembre 1943 Di Flavio Carbone, Tratto Da
La partecipazione dei Carabinieri alla Difesa di Roma - 8-10 Settembre 1943 Di Flavio Carbone, tratto da www.carabinieri.it 1. Introduzione La difesa di Roma del settembre 1943 viene considerata uno dei primi atti della reazione militare italiana contro i Tedeschi, testimoniando la vocazione dei Carabinieri come Arma combattente a fianco di altre Unità del Regio Esercito. A 60 anni di distanza, questo contributo vuole ricordare, attraverso l’analisi di numerose fonti storiografiche, uno degli episodi di storia nazionale che videro l’Arma dei Carabinieri fedele alle sue tradizioni. 2. Premessa Nell’immediato dopoguerra(1) alcuni filoni storiografici avevano dato un minore risalto alla partecipazione dei militari italiani, singolarmente o inquadrati in unità organiche, al movimento di liberazione ed ancor meno a quello di resistenza. Quest’orientamento aveva privilegiato la figura di “guerra di popolo”, condotta e capeggiata da elementi politicizzati, a discapito di quelle Forze Armate(2) che erano comunque vicine alla figura del Sovrano. Ed anche quando, con la cobelligeranza e l’invio di ufficiali del Regio Esercito al Nord per svolgere un’attività di coordinamento e di informazioni, quest’ultima era stata ritenuta di minore importanza se non inutile “[…] a causa delle difficoltà di comprensione e attitudine oppure a causa dei loro tentativi di interferenza, pressione o della loro azione di divisione”(3). Peraltro, si riconobbe che “nel complesso, la loro energia, la loro capacità, la loro spesso generosa, talvolta eroica abnegazione, rese il loro contributo particolarmente apprezzabile”(4). 3. La situazione in Italia nel 1943 Lo sforzo condotto dall’Asse nel 1943 non permise più di ottenere i successi fino a quel momento conseguiti; nei vari Teatri operativi si stava verificando un forte arretramento, con conseguenti situazioni di grande difficoltà. -
War, Resistance, and Memorialization in Tuscany, 1943-1945
Georgia Southern University Digital Commons@Georgia Southern Electronic Theses and Dissertations Graduate Studies, Jack N. Averitt College of Spring 2011 Heroes or Terrorists? War, Resistance, and Memorialization in Tuscany, 1943-1945 Lynda Lamarre Follow this and additional works at: https://digitalcommons.georgiasouthern.edu/etd Recommended Citation Lamarre, Lynda, "Heroes or Terrorists? War, Resistance, and Memorialization in Tuscany, 1943-1945" (2011). Electronic Theses and Dissertations. 596. https://digitalcommons.georgiasouthern.edu/etd/596 This thesis (open access) is brought to you for free and open access by the Graduate Studies, Jack N. Averitt College of at Digital Commons@Georgia Southern. It has been accepted for inclusion in Electronic Theses and Dissertations by an authorized administrator of Digital Commons@Georgia Southern. For more information, please contact [email protected]. HEROES OR TERRORISTS? WAR, RESISTANCE, AND MEMORIALIZATION IN TUSCANY, 1943-1945 by LYNDA LAMARRE (Under the Direction of Charles S. Thomas) ABSTRACT This thesis will delve into the unfolding of the Italian Resistance, from an underground association to a militant organization, which aided and facilitated the Allied advance to northern Italy. Particular emphasis will be placed on the actions and consequences of the Resistance in rural Tuscany and their affect on the local population. It will examine the changing views of Italian society, from the immediate post-war era and the decades that followed, with a brief examination of the cinematographic influences on the social views. It will include the debate over who deserves a commemorative monument and the divided and changed memory regarding the Resistance. Finally, the author will examine the current debate over the most appropriate way to memorialize the complicated and tumultuous struggle to free Italy over sixty years ago. -
Chi Ha Condotto L'italia Al Disastro Militare E Politico?
Chi ha condotto l’Italia al disastro militare e politico? di: Alberto B. Mariantoni Se volessi esclusivamente portare acqua al mio mulino, potrei anch’io, come la maggior parte degli storici e/o dei cronisti della “restaurazione democratica”, limitarmi ad abbozzare un’unica, univoca e standardizzata risposta, “fascista” e, quindi, parimenti faziosa e partigiana. Una risposta, cioè, che, pur sostenuta da fatti, precise situazioni e documentati o documentabili avvenimenti, nonché abbondantemente arricchita di aneddoti, curiosità e particolari o personalizzate spiegazioni e/o interpretazioni, continuerebbe semplicemente a tralasciare o ad omettere ciò che io ritengo, invece, sia l’essenziale di ogni storia e, soprattutto, della Storia tout- court: vale a dire, la ‘tela di fondo’ e ‘l’ossatura’ degli accadimenti che si pretende descrivere e/o analizzare, nonché i fattori innescanti e/o scatenanti che li hanno realmente prodotti e da cui, in realtà, sono effettivamente derivati, emersi o scaturiti. Nel caso che ci riguarda: l’effettiva ‘tela di fondo’ e ‘l’ossatura’ di quel particolare periodo della nostra storia che va dal 1922 al 1943, nonché gli autentici e concreti fattori innescanti e/o scatenanti che, oltre ad essere stati realmente all’origine di quei super conosciuti ed ufficialmente assodati e scontati effetti storici che tutti conosciamo (cioè, l’entrata in Guerra dell’Italia e l’impreparazione militare delle sue Forze armate; la disastrosa Campagna di Grecia; la perdita dell’Africa Orientale e Settentrionale; l’incapacità della -
Il Colpo Di Stato Del 25 Luglio 1943
1 Il colpo di stato del 25 luglio 1943 “Il momento è arrivato”. Sono le sette del mattino di domenica 25 luglio 1943. Da villa Savoia il Ministro della Real Casa Pietro Acquarone ha parlato col re e così telefona a Vittorio Ambrosio, capo di stato maggiore generale: il momento è arrivato per arrestare Benito Mussolini, capo del governo e duce del fascismo. Il Gran Consiglio è terminato nella notte con la firma a maggioranza dell’ordine del giorno di Dino Grandi con la sfiducia a Mussolini. L’azione di Grandi e le decisioni del Gran Consiglio completano il piano preparato da tempo dal re e dai militari; il verdetto del Gran Consiglio del fascismo offre al re il pretesto costituzionale per la destituzione del Duce. Al termine del Gran Consiglio Dino Grandi è uscito da Palazzo Venezia verso le tre per andare a Montecitorio. “Un grande senso di tristezza mi invase” racconta. “Guardai attorno per l’ultima volta quella sala, le pareti e il balcone che Mussolini aveva sempre chiamato orgogliosamente il ponte di comando della nazione. Reparti di Milizia assonnati erano tuttora di guardia lungo le scale e nel cortile. Molti dormivano appoggiati l’un l’altro e sui loro moschetti. Le prime luci del giorno cominciavano a schiarire la massa scura del palazzo quattrocentesco. Roma, ignara, dormiva. Tutta l’Italia dormiva”. A Montecitorio, nel suo ufficio di presidente della Camera dei fasci e delle corporazioni, Grandi trova un messaggio del duca Acquarone, ministro della Real Casa: lo vuol vedere subito. L’incontro avviene pochi minuti dopo, alle quattro, nella vicina casa di un amico di Grandi, Mario Zamboni, membro anche lui della Camera. -
Catalogo.Pdf
Centro di In-Form@zione - Libreria multimediale via della Maddalena 27, 00186 Roma Il Catalogo delle pubblicazioni edite dal Senato reca: 1. Le pubblicazioni in vendita presso il Centro di In-Form@zione - Libreria multimediale con i relativi prezzi. Esse possono essere acquistate: a) direttamente presso il Centro di In-Form@zione - Libreria multimediale, via della Maddalena 27; b) previo ordine da effettuare per posta al medesimo indirizzo, per telefono 06.6706 2505, fax 06.67063398 o e-mail all'indirizzo “[email protected]”, tramite: - bonifico bancario intestato a "Senato della Repubblica-Centro informazioni", presso BNL - Agenzia del Senato IBAN IT 57 I 01005 03373 000000006828 - versamento sul c/c postale n. 76339001 intestato a "Senato della Repubblica - Libreria". Una volta ricevuto il pagamento comprensivo di spese di spedizione, il materiale richiesto verrà inviato per posta. 2. Le pubblicazioni disponibili in pdf sul sito del Senato alla pagina "Novità editoriali". 3. Le pubblicazioni disponibili in formato elettronico su richiesta; tale richiesta può essere effettuata direttamente presso il Centro di In-Form@zione - Libreria multimediale, per posta al medesimo indirizzo, per telefono 06.6706 2505, fax 06.67063398 o e-mail all'indirizzo “[email protected]”. Verrà fornito il relativo file pdf al termine delle operazioni di scansione. Il catalogo delle pubblicazioni è disponibile in formato elettronico sul sito Internet del Senato. Presso il Centro di In-Form@zione - Libreria multimediale è possibile acquistare le pubblicazioni del Senato in catalogo, copie della Costituzione, nonché ritirare materiale divulgativo in distribuzione gratuita. Gli atti e i documenti parlamentari sono consultabili e scaricabili gratuitamente dal sito Internet del Senato oppure possono essere acquistati in formato cartaceo presso il Centro di In-Form@zione - Libreria multimediale. -
Scuola Ufficiali Carabinieri Storia Dell'arma
SCUOLA UFFICIALI CARABINIERI STORIA DELL’ARMA Testo per la preparazione al concorso per l’ammissione al primo anno di corso dell’Accademia Militare per la formazione di base degli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri 2016 I Grafica, Fotocomposizione, Fotolito e Impaginazione A cura della Redazione della “Rassegna dell’Arma dei Carabinieri” II IV ------------------------------------ Questa pagina è il retro della pagina di Approvazione V REGISTRAZIONI AGGIUNTE E VARIANTI 1 2 3 4 5 6 VI 7 8 9 10 11 12 VII “La presente sinossi, oltre ai vigenti testi legislativi e codici, costituisce un mero ausilio tecnico per la preparazione delle prove scritte, relativamente alle materie tecnico professionali” INDICE CAPITOLO I LA FONDAZIONE DEL CORPO 1. La Restaurazione nel Regno di Sardegna e l’istituzione del Corpo dei Carabinieri ............................................. 2 2. Le Regie Patenti del 13 luglio 1814 e del 18 gennaio 1815 .............. 5 3. La creazione del Ministero di Polizia e la separazione delle funzioni dei Carabinieri dall’Ispezione Generale di Buon Governo ........................................ 8 CAPITOLO II LE PRIME PROVE 1. I moti rivoluzionari del 1821 .............................................................. 17 2. Il Regolamento Generale del 1822..................................................... 19 3. Scapaccino, prima Medaglia d’oro al Valor Militare ........................ 22 4. L’epidemia di colera del 1835 ............................................................. 25 CAPITOLO III I CARABINIERI IN GUERRA 1. La carica di Pastrengo .......................................................................... 31 2. La circolare di massima n. 168 del 26 ottobre 1850 ........................ 36 3. I Carabinieri nella guerra di Crimea .................................................. 40 4. La guerra franco-sabauda contro l’Impero d’Austria ...................... 43 CAPITOLO IV VIII L’ARMA NEL REGNO D’ITALIA 1. Il Regolamento sulla «Riorganizzazione del Corpo dei Reali Carabinieri» ....................... -
ALDOBRANDO MEDICI TORNAQUINCI 1944 Mar
ISTITUTO STORICO TOSCANO DELLA RESISTENZA E DELL’ETÀ CONTEMPORANEA ALDOBRANDO MEDICI TORNAQUINCI 1944 mar. 6 - 1947 lug. 26, con pochi documenti dal 1938 e alcuni successivi alla morte Storia. Modalità di acquisizione. Donazione da parte della vedova Maria Concetta Medici Tornaquinci (1961). Contenuto. Si veda il file allegato. Il fondo ha una consistenza di fascc. 79 (in bb. 12) Ordinamento e struttura. Si veda il file allegato. Strumenti archivistici. L'archivio di Aldobrando Medici Tornaquinci conservato presso l'Istituto storico della Resistenza in Toscana, inventario a cura di Rosalia Manno, Ministero dell'interno, Roma 1973 (Pubblicazioni degli Archivi di Stato, LXXX). Consultabilità. Libera. MINISTERO DELL'ITALIA OCCUPATA. SEGRETERIA PARTICOLARE DEL SOTTOSEGRETARIO, 1944 GIU. 20 - 1945 SET. 26 Il livello ha una consistenza di fascc. 41 I. Attività del Ministero, 1944 ott. 24 - 1945 giu. 27 Il livello ha una consistenza di fascc. 7 busta 1 1. "Assistenza" 1945 gen. 18 - giu. 11 1.1. "Giornata partigiano" 1.1.1. "Organizzazione" 1. Carteggio con partiti, CLN, associazioni politiche e con le prefetture dell'Italia liberata, in merito all'organizzazione della "giornata del partigiano e del soldato", svoltasi il 18 febbraio 1945, per iniziativa del Ministero dell'Italia occupata, cc. 57, 1945 gen. 19 - feb. 15. 2. "Celebrazione della giornata del 18 p.v.", promemoria del tenente colonnello Luigi Cano, capo dell'ufficio militare del Ministero dell'Italia occupata, per il ministro Scoccimarro, cc. 3, 1945 feb. 15. 3. Polemiche sorte intorno alla sistemazione offerta ai partigiani e ai familiari dei caduti e dei decorati, convenuti a Roma per la "giornata del partigiano", cc.