Inside Golem II. Così Matteo Messina Denaro Comandava Anche a Palermo
Total Page:16
File Type:pdf, Size:1020Kb
Load more
Recommended publications
-
Atti Parlamentari
Camera dei Deputati – 65 – Senato della Repubblica XVIII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI — DOC. LXXIV N. 1 2. CRIMINAUTÀ ORGANIZZATA CALABRESE Il In sintesi, un'analisi di contesto a più ampio spettro evidenzia come l'organizzazione calabrese, per quanto, come detto, sempre più orientata ad operare come una holding internazionale, continui allo stesso tempo, specie in Ca labria, a far leva sul bisogno di lavoro che attanaglia le nuove generazioni, per consolidare il controllo del tessuto socio-economico. In questo, l'organizzazione tende a porgersi come vero e proprio welfare alternativo, che "offre" occupazione speculando sulla manodopera locale, cui viene data l'effimera sensazione di ottenere uno stipendio, sempre minimo per generare dipendenza. Pertanto, il contrasto alla 'ndrangheta non può che passare anche attraverso una maggiore attenzione verso le aree meridionali del Paese, dove in maniera considerevole si avverte un grave gap economico e sociale rispetto al nord. È per questo che vanno intraprese tutte le iniziative necessarie affinché soprattutto le nuove generazioni comprendano sempre più che il salario mafioso, malato per definizione, annienta ogni possibilità di sviluppo reale della società, concentrando, invece, la ricchezza nelle mani di pochi. 2° semestre 2 o 1 7 Camera dei Deputati – 66 – Senato della Repubblica XVIII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI — DOC. LXXIV N. 1 Il RELAZIONE SEMESTRALE AL PARLAMENTO 2. CRIMINALITÀ ORGANIZZATA SICILIANA a. Analisi del fenomeno Anche nel semestre in esame si è protratta la fase di riorganizzazione degli equilibri interni alla criminalità or ganizzata siciliana, nell'ambito della quale si registrano una latente conflittualità e tentativi di alleanze tra le con sorterie. -
STRUTTURE Cosa Nostra E 'Ndrangheta a Confronto
STRUTTURE Cosa Nostra e ‘ndrangheta a confronto Francesco Gaetano Moiraghi Andrea Zolea WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie www.wikimafia.it Strutture: Cosa Nostra e ‘ndrangheta a confronto, di Francesco Gaetano Moiraghi e Andrea Zolea La mafia dura da decenni: un motivo ci deve essere. Non si può andare contro i missili con arco e frecce: in queste vicende certe intemperanze si pagano duramente. Con il terrorismo, con il consenso sociale, potevi permettertele: con la mafia non è così. Nella società c’è un consenso distorto. Altro che bubbone in un tessuto sociale sano. Il tessuto non è affatto sano. Noi estirperemo Michele Greco, poi arriverà il secondo, poi il terzo, poi il quarto. Giovanni Falcone 1 www.wikimafia.it Strutture: Cosa Nostra e ‘ndrangheta a confronto, di Francesco Gaetano Moiraghi e Andrea Zolea PREMESSA Questo lavoro ha lo scopo di offrire uno sguardo d’insieme sulle articolazioni strutturali delle organizzazioni mafiose denominate Cosa nostra e ‘ndrangheta . La prima sezione, curata da Francesco Gaetano Moiraghi, si concentra sull’analisi di Cosa nostra. La seconda sezione, che sposta il focus sulla ‘ndrangheta, è curata da Andrea Zolea. Come si potrà notare, le due sezioni non sono state realizzate secondo uno stesso modello, ma analizzano le due organizzazioni con un approccio differente. Ad esempio, la parte su Cosa nostra avrà un orientamento maggiormente diacronico, diversamente da quella sulla ‘ndrangheta, basata su un approccio sincronico. Il presente testo ha infatti l’obiettivo di offrire due proposte di analisi differenti che riescano a mettere in luce le analogie e le differenze delle strutture delle due organizzazioni mafiose. -
Cronaca Il Ritratto
Ultimo aggiornamento lunedi 05.11.2007 ore 17.34 CRONACA IL RITRATTO . Salvatore Lo Piccolo, diventato nuovo signore di Palermo Da killer di borgata a uomo di fiducia dei due padrini di Cosa Nostra Una "carriera" con Riina e Provenzano e il patto di ferro con i boss americani di ENRICO BELLAVIA La foto segnaletica di salvatore Lo Piccolo PALERMO - L'ultimo colpo al clan era stato il sequestro della più grande sala bingo a sud della città. Anche quella era di Salvatore Lo Piccolo, lontana chilometri dal suo territorio, prova tangibile di quanto fosse ormai esteso il suo dominio sulle attività economiche dell'intera Palermo: dall'edilizia ai supermercati. Cresciuto a Partanna, alla corte di Rosario Riccobono, il padrino che trescava con la politica e con le forze dell'ordine, caduto sotto l'era dei Corleonesi, Lo Piccolo è stato per anni considerato poco più di un killer di borgata. Nel silenzio delle armi, in realtà, la sua stella è cresciuta. Dalla sua aveva a disposizione un serbatoio inesauribile di manodopera. Attingeva tra i casermoni dello Zen dove ha avuto la propria roccaforte. Lì custodiva le armi e la droga e i mezzi per le azioni che pure in questi anni sono state compiute. Ha messo la firma su delitti giudicati necessari pure durante la gestione "pacifista" di Provenzano. Servivano a risolvere conflitti, a dirimere controversie, a frenare eventuali pentimenti. Ma servivano soprattutto a consentirgli di avere la strada spianata per la successione a Provenzano. Così Salvatore Lo Piccolo, fedelissimo del superboss, di cui si professava nipote, indicato con il numero 30 nei pizzini cifrati (il 31 era il figlio Sandro), si è ritagliato spazi sempre maggiori. -
Le Mani Della Criminalità Sulle Imprese, 2011
Le mani della criminalità sulle imprese XIII Rapporto di Sos Impresa Aliberti Editore SosImpresa.indd 5 09/11/11 12:18 © 2011 Aliberti editore Tutti i diritti riservati Sede legale: Via dei Cappuccini, 27 - 00187 Roma Sede operativa: Via Meuccio Ruini, 74 - 42124 Reggio Emilia Tel. 0522 272494 Fax 0522 272250 - Ufficio Stampa 329 4293200 Aliberti sul web: www.alibertieditore.it blog.alibertieditore.it [email protected] SosImpresa.indd 6 09/11/11 12:18 A Libero Grassi, nel ventennale della scomparsa SosImpresa.indd 7 09/11/11 12:18 SosImpresa.indd 8 09/11/11 12:18 Il Rapporto di Sos Impresa Le mani della criminalità sulle imprese è frutto di numerosi apporti e collaborazioni senza i quali non sarebbe stato possibile realizzarlo. Un ringraziamento particolare va a Danila Bellino, Laura Galesi, Massi- mo Giordano, Nino Marcianò, Marcello Ravveduto, Valeria Scafetta e Ga- briella Sensi. I testi sono di Lino Busà e Bianca La Rocca. I dati che forniamo sono nostre elaborazioni sulla base delle statistiche Istat, delle rilevazioni fornite dal Ministero dell’Interno, dei sondaggi condotti da Swg per Confesercenti, delle ricerche del Centro Studi TEMI e delle numerose informazioni e testimo- nianze raccolte da Sos Impresa. Il Rapporto come sempre contiene molti nomi di persone, aziende, luo- ghi. Nomi presenti nelle inchieste giudiziarie, nelle relazioni degli organismi antimafia e delle Forze dell’ordine, nelle cronache giornalistiche. Per tutti coloro che sono chiamati in causa, eccezion fatta per quelli condannati in via definitiva, valgono la presunzione d’innocenza e le garanzie individuali costituzionalmente garantite. 9 SosImpresa.indd 9 09/11/11 12:18 Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia Quali sono le ragioni dell’inaudita potenza di alcuni? Dov’è la forza che assicura l’impunità ai loro delitti? Si chiede se sono costituiti in associazio- ni, se hanno statuti, pene per punire i membri traditori: tutti rispondono che lo ignorano, molti che non lo credono. -
L'opposizione Dei Comunisti
rt Quotidiano / Anno LVI / N. 184 fSPP? v?o ) * Sabato 11 agosto 1979 / L 300 * ''•.<•» (*»»«* -' L\ " */ 9f "?P 81 * concima Ieri la vlctnda dal coniugi Panclroll Mqu* •tratl II 13 luglio «corto, sulla Costa Smeralda: I due Liberati — lei è la figlia del < re delle viti » Walter Fontana — •ono «tati liberati dal rapitori dietro il pagamento di un riscatto forse superiore al miliardo. Il rilascio «con i due coniugi testuale» è avvenuto in una località non ancora pre cisata. del Nuorese. Tutta la fase delle trattative è stata sequestrati condotta dall'industriale Fontana. I coniugi si sono ri fugiati in una loro villa in Brianza, dove presumibil mente verranno ascoltati dagli inquirenti: non si esclu sulla Costa de che II sequestro, e tu commissione», sia stato orga nizzato da una banda che ha la sua base in Brianza. Smeralda A PAGINA 5 ORGANO DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO • Giuli•*•">< • o illustra alla Camera i motivi del «no» del PCI al tripartito La rottura nelle Brigate rosse l'opposizione dei comunisti Dall'Asinara per incalzare il governo sui problemi Curcio minaccia e creare le condizioni per una svolta e scomunica Nel pomeriggio il voto a Montecitorio e poi il dibattito in Senato - Critiche del capogruppo del PCI alla debolezza Un lungo documento di risposta ai « dissidenti », accusati del programma e alla scelta dei ministri - La questione della centrale di Caorso - Scelta moderata nell'economia di usare « santi in paradiso » — Derisi Negri e Piperno ROMA — La confermata (ma dente del loro gruppo parla compiacele. Ciò non signi politica che venga da altre I do la struttura e il program La vostra — avevano scrit rienza politica. -
Azzerato Il Clan Di Porta Nuova. Arrestato Alessandro D'ambrogio Di Stefania Giuffrè
Palermo, operazione Alexander: azzerato il clan di Porta Nuova. Arrestato Alessandro D'Ambrogio di Stefania Giuffrè. Categoria: Cronaca PALERMO, 3 LUGLIO 2013 - Maxi operazione antimafia a Palermo: azzerato il mandamento di Porta Nuova a Palermo, in manette il boss emergente Alessandro D'Ambrogio e numerosi affiliati ai mandamenti di Brancaccio e Mazara del Vallo. L'operazione Alexander è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo: arrestate 24 persone accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti. Altre sei persone sono state raggiunte in carcere dalla nuova ordinanza, due sono ancora irreperibili. Le indagini, coordinate dai procuratori aggiunti Leonardo Agueci e Teresa Principato e dai sostituti Caterina Malagoli, Sergio Barbiera e Francesca Mazzocco, hanno consentito di ricostruire gli assetti e le dinamiche criminali del mandamento mafioso palermitano di Porta Nuova, individuandone capi e gregari. Tra i fermati anche Alessandro D'Ambrogio, ritenuto al vertice del mandamento. L'operazione dei carabinieri prende il nome da lui che è considerato uno degli uomini di Gianni Nicchi, ed è stato il punto di riferimento del giovane boss durante il periodo di latitanza a Milano. Oltre a D'Ambrogio, in manette sono finiti tra gli altri il suo braccio destro Antonio Seranella, Giuseppe Di Maio, Alfredo Geraci, Attanasio La Barbera, Giuseppe Civiletti e Giacomo Pampillonia. Spregiudicato e temuto, così gli inquirenti descrivono D'Ambrogio che per questo era rispettato anche dai più influenti dei mandamenti di Pagliarelli, San Lorenzo-Tommaso Natale, Brancaccio, Noce-Altarello, Acquasanta-Arenella, Santa Maria del Gesù. D'Ambrogio era uscito di carcere nell'aprile del 2011 e a dicembre succede a Nicolò Milano, diventando il capo della famiglia di Palermo centro. -
Nel 1992 Il Sacrificio Dei Due Giudici Ha Cambiato La Coscienza Del
Nel 1992 il sacrificio dei due giudici ha cambiato la coscienza del Paese diventando il simbolo della legalità UNA MEMORIA LUNGA VENTI ANNI newCOLLEGE La memoria NUMERO UNICO 23 MAGGIO 2012 NUMERO UNICO 23 MAGGIO 2012 La memoria newCOLLEGE Intervista alla professoressa “La situazione attuale MariaFalcone:leintuizioni è soddisfacente: magistrati di Giovanni in questi anni e Forze dell’ordine sono servite per portare hanno lavorato molto bene avanti le indagini di mafia arrestando quasi tutti con maggiore incisività i latitanti di Cosa nostra” un’analisi lucida, precisa, con- speciale’ in cui praticamente si venne a creta. La professoressa Maria trovare Giovanni mi tolse la possibilità di Falcone, sorella del giudice ucci- potere uscire con lui e poter vivere quei so a Capaci, tira un bilancio a piccoli ma importanti momenti di svago Èventi anni dalle stragi di Capaci e necessari alla vita di ogni giorno”. via D’Amelio. E sottolinea quanti passi avanti sono stati compiuti da magistrati e Dopo la strage di Capaci, ha notato forze dell’ordine nelle indagini che hanno una reazione, una presa di posizione portato all’arresto di centinaia di mafiosi e decisa da parte dei cittadini? soprattutto di pericolosi latitanti. Successi “Sicuramente la società civile ha risposto In alto a sinistra, scaturiti anche grazie alle intuizioni del con grande coinvolgimento alle stragi del Giovanni giudice Falcone. La sorella del magistrato ’92. Ricordo la solidarietà di tutta la gente Falcone racconta il rapporto di grande affetto e perbene, la catena umana e le lenzuola pensieroso comprensione con il fratello, quando as- bianche esposte sui balconi per gridare durante sieme alla sorella, lo accompagnavano a basta alla mafia. -
Secondo Rapporto Trimestrale Sulle Aree Settentrionali, Per La Presidenza Della Commissione Parlamentare Di Inchiesta Sul Fenomeno Mafioso
SECONDO RAPPORTO TRIMESTRALE SULLE AREE SETTENTRIONALI, PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO MAFIOSO a cura dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università degli Studi di Milano Direttore: prof. Fernando dalla Chiesa Gruppo di ricerca: Dott.ssa Martina Bedetti Dott.ssa Federica Cabras Dott.ssa Ilaria Meli Dott. Roberto Nicolini 1 Indice SECONDO RAPPORTO TRIMESTRALE SULLE AREE SETTENTRIONALI, PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO MAFIOSO ...................................................................................................................................... 1 1. L’oggetto della ricerca. Realtà intramontabili e nuove tendenze ................................ 6 1.1 L’economia “legale” tra fatti e convenzioni ..................................................................... 6 1.2 I tre obiettivi del Rapporto ............................................................................................... 8 1.3 Le nuove forme della zona grigia. .................................................................................. 11 1.4 Un’economia terrena ....................................................................................................... 14 1.5 I mestieri dei boss: al di qua dell’immaginazione. Una visione prospettica ............... 16 2. Costruire ............................................................................................................................... 24 2.1 Il ciclo della terra e del cemento ................................................................................... -
Cosa Nostra: Lobby O Partito ?
COSA NOSTRA: LOBBY O PARTITO ? Ideali e convenienze. Francesco Campanella è conosciuto come l’uomo che mise il timbro sulla falsa carta di identità con cui Provenzano affrontò il viaggio per Marsiglia. Ma quella immagine è riduttiva. La sua storia esprime un metodo politico, un sistema di rapporti d’affari, un costume nella gestione della res publica. La sua storia permette di comprendere come possono intersecarsi agire politico e agire mafioso; quale sia il contenuto delle richieste che Cosa Nostra formula ad politico che si muove nella sua orbita. Lo confessa lui stesso ai giudici142. Non ha mai partecipato a riti di affiliazione, “punciute”, presentazioni formali. Cosa Nostra, però, la conosce bene, l’ha servita, l’ha sostenuta. Cosa Nostra lo ha condizionato fin da quando era ragazzo. Di quella organizzazione è in grado di indicare uomini, strategie, investimenti, debolezze. Molte informazioni le ha assunte stando vicino a Nicola Mandalà, suo compaesano di Villabate, diventato “uomo d’onore” per volontà di Francesco Pastoia, uno della ristretta cerchia dei boss che dalla fine degli anni novanta risponde direttamente a Bernardo Provenzano. Una amicizia, quella con Mandalà, che nasce dalla regia occulta dei “padrini” dietro le elezioni della amministrazione 142 Cfr. esame Francesco Campanella innanzi al giudice dell’abbreviato, udienza 30 ottobre 2007; interrogatori innanzi al Pm del 19.9.2005; 23.10.2005, 19.10.2005. 292 comunale. Una amicizia che si consolida con gli interessi della famiglia mafiosa di Villabate nel settore del gioco d’azzardo e del traffico della droga, negli investimenti della grande distribuzione organizzata143. Ha solo diciotto anni e già è molto attivo sulla scena politica di Villabate, una roccaforte della mafia di circa ventimila abitanti. -
Marcelle Padovani Marcelle Padovani
EDIZIONI DELLA BATTAGLIA Gioacchino Nania San Giuseppe e la mafia Nascita e sviluppo del fenomeno nell’area dello Jato Introduzione di Marcelle Padovani 1 Attraverso documenti, in massima parte inediti, questo lavoro ricostruisce, in maniera sistemati ca, nascita e sviluppo del fenomento mafioso nell'area dello Jato a partire dall'abolizione dei diritti feudali, nel 1812, sino ai tempi moderni con particolare riferimento a San Giuseppe Jato e San Cipirello. Due comuni, in unica realtà urbana, ubicati a lle spalle di Palermo in posizione baricentrica rispetto al circolo formato da Monreale, Piana degli Albanesi, Corleone, Alcamo, Partinico, Montelepre. Comuni noti per i Brusca, Di Maggio, Siino, Salamone e per la base operativa insediatavi, negli ultimi d ecenni, da Salvatore Riina. Comuni che, con motivazioni diverse, si rilevano nelle biografie non solo di Calvi, Insalaco, Salvo, Sindona ma anche di Marco Minghetti, Benito Mussolini, V.E. Orlando o dei parlamentari Rocco Balsano, Alfredo Cucco, Lanza di Trabia, Giovanni Lo Monte, Francesco Termini, Nicolò Zito. Sono i comuni di Portella della Ginestra e dell' "ideologo" della banda Giuliano, Pasquale Sciortino. Comuni di luminari, professori, professionisti e di straordinari arricchimenti attraverso mediat ori, assicuratori, industrie conserviere e portuali, mulini e pastifici . Nel 1927 l'on. Rocco Balsano dichiarava dinanzi al giudice Triolo: " Se un comune vi era in Sicilia dove la maffia era onnipotente era proprio quello di San Giuseppe Jato ". Erano gli anni del ducino on. Alfredo Cucco, plenipotenziario del fascismo in Sicilia, legato alla mafia dei comuni jatini attraverso il suo compare d'anello Santo Termini, Sindaco di San Giuseppe Jato. -
18 Settembre 1999
PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti. Graviano Giuseppe. è attivato il collegamento audiovisivo con Tolmezzo? ISPETTORE Colella: Buongiorno, signor Presidente, qui è Tolmezzo. Graviano Giuseppe è presente; e attualmente si trova in comunicazione telefonica col proprio avvocato di fiducia. PRESIDENTE: è nella saletta? Non lo vediamo. Non lo vediamo e… ISPETTORE Colella: sì, signor Presidente, perchè è in cabina telefonica. PRESIDENTE: Ah, c’è una cabina che non vediamo, va bene. Allora, intanto ci dà la sua qualità? Lei è ufficiale di Polizia Giudiziaria? ISPETTORE Colella: Sono l’ispettore Colella, Colella Antonio. PRESIDENTE: Bene. Nel caso che non ci sia già un provvedimento, lei è autorizzato a svolgere le funzioni di assistenza nell’udienza, ai sensi dell’articolo 146 disposizioni di attuazione del Codice di procedura penale. Ecco, ci dà atto ora che non sono posti limitazioni, o impedimenti all’esercizio… Prego. ISPETTORE Colella: Do atto che non sono posti impedimenti, o limitazioni, all’esercizio dei diritti e delle facoltà spettanti all’imputato. Che è attivato il collegamento audiovisivo tra l’aula di udienza e il luogo in cui si trova l’imputato, con modalità che assicurano la contestuale, effettiva e reciproca visibilità delle persone presenti nei luoghi collegati e la possibilità di udire quanto vi viene detto. Do atto inoltre che è garantita la possibilità per l’imputato di consultarsi riservatamente con il proprio difensore di fiducia. PRESIDENTE: Grazie. è presente il difensore dell’imputato, l’avvocato Giangualberto Pepi, anche in sostituzione del codifensore, avvocato Salvo. Riina Salvatore. è attivato il collegamento audiovisivo con Ascoli Piceno? VICESOVRINT. Leo: Buongiorno, signor Presidente, da Ascoli. -
BH COSA NOSTRA.Indd
BREVE HISTORIA DE COSA NOSTRA Fernando Bermejo Colección: Breve Historia www.brevehistoria.com Título: Breve historia de Cosa Nostra Autor: © Fernando Bermejo Copyright de la presente edición: © 2015 Ediciones Nowtilus, S.L. Doña Juana I de Castilla, 44, 3º C, 28027 Madrid www.nowtilus.com Elaboración de textos: Santos Rodríguez Revisión y adaptación literaria: Teresa Escarpenter Diseño y realización de cubierta: Universo Cultura y Ocio Imagen de portada: Imagen tomada del diario alemán Welt. En ella aparecen Paul Ricca, Salvatore Agoglia, Lucky Luciano, Meyer Lansky, John Semma y Harry Brown. Foto: picture alliance/Everett Colle/Everett Collection. Cualquier forma de reproducción, distribución, comunicación pública o transformación de esta obra sólo puede ser realizada con la autorización de sus titulares, salvo excepción prevista por la ley. Diríjase a CEDRO (Centro Español de Derechos Reprográficos) si necesita fotocopiar o escanear algún fragmento de esta obra (www.conlicencia.com; 91 702 19 70 / 93 272 04 47). ISBN edición impresa: 978-84-9967-742-2 ISBN impresión bajo demanda: 978-84-9967-743-9 ISBN edición digital: 978-84-9967-744-6 Fecha de edición: Octubre 2015 Impreso en España Imprime: Exce Consulting Group Depósito legal: M-28284-2015 A mis padres, por apoyarme incondicionalmente, a Marijose, verdadera impulsora de este libro, y a Leo, impenitente fabricante de sonrisas. Índice Introducción .......................................................... 13 Capítulo 1. Unos datos para comenzar ................... 15 Etimología .......................................................19 El mito de los caballeros españoles ................ 22 Entre el fin del feudalismo y el Risorgimento (1812-1861) ....................... 26 Rituales herméticos ......................................... 30 Un código de honor ........................................ 35 Capítulo 2. Estructura de Cosa Nostra ......................