La Fine Del Socialismo? Francesco Saverio Merlino E L'anarchia Possibile

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La Fine Del Socialismo? Francesco Saverio Merlino E L'anarchia Possibile Biblioteca del «Pensiero» 15 Se gli anarchici non se ne curano, la storia la faranno i loro nemici. Gaetano Salvemini edizioni del Centro Studi Libertari Camillo Di Sciullo Chieti 2010 La riproduzione totale o parziale è permessa a tutti sotto la condizione della fedeltà al testo e della indicazione della fonte C.S.L. Di Sciullo casella postale 86 66100 Chieti LA FINE DEL SOCIALISMO? FRANCESCO SAVERIO MERLINO E L’ANARCHIA POSSIBILE Atti del Convegno Imola 1 luglio 2000 a cura di Gianpiero Landi Centro Studi Libertari Camillo Di Sciullo Francesco Saverio Merlino In copertina: Giuseppe Sartini, Ritratto di Francesco Saverio Merlino, olio su legno, cm. 13x20 (Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” di Castel Bo- lognese, Fondo Aldo Venturini). Questo libro – come già il Convegno di studi di cui vengono pubblicati gli interventi – è dedicato alla cara memoria di Aldo Venturini (1900-1995). * * * Il curatore sente il dovere di ringraziare tutti coloro che, in forme diverse, hanno contribuito prima alla realizzazione del Convegno su Fran- cesco Saverio Merlino (Imola, 1 luglio 2000) e poi alla pubblicazione del presente volume. Il Convegno è stato promosso, finanziato e organizzato dalla Associazione “Arti e Pensieri”, di cui erano all’epoca componenti anche Nerio Casoni, Massimo La Torre, Franco Melandri, Luciano Nicolini. Essi hanno potuto contare fin dall’inizio nella collaborazione di diversi compagni della Biblioteca Libertaria “A. Borghi” di Castel Bolognese. Un contributo rilevante all’organizzazione è arrivato dai compagni dell’Ar- chivio Storico della FAI di Imola e dei Gruppi anarchici imolesi (in parti- colare Massimo Ortalli, Claudio Mazzolani, Tomaso Marabini, Roberto Zani). Un sostegno fattivo va riconosciuto a Paolo Finzi e alla redazione di «A rivista anarchica» (Milano). A Convegno concluso ne hanno ampia- mente informato il mensile «Una Città» (Forlì) e la «Rivista Storica del- l’Anarchismo» (Pisa), con resoconti e con l’ampia diffusione di alcune relazioni. Il curatore ringrazia le rispettive redazioni per l’attenzione e la collaborazione. Procedendo nella lettura del volume, il lettore scoprirà da sé le ragioni per le quali, in questo elenco di ringraziamenti, non pote- vano mancare i nomi di Paolo Sensini e di Franco Pavese. Infine, il curatore desidera esprimere la propria gratitudine ai compa- gni della Casa Editrice Centro Studi Libertari “Camillo Di Sciullo”, e in particolare a Fabio Palombo, per avere creduto in questo progetto fin dall’inizio e per avere sopportato con infinita pazienza i lunghi ritardi nella consegna del materiale da stampare. 5 INDICE Presentazione di GIANPIERO LANDI 9 Avvertenza 19 RELAZIONI GIAMPIETRO BERTI, Il socialismo liberal-libertario di Francesco 23 Saverio Merlino MASSIMO LA TORRE, Una concezione deliberativa della politica. 34 Francesco Saverio Merlino tra anarchismo e democrazia ENRICO VOCCIA, Il retroterra politico-culturale di Merlino 61 NATALE MUSARRA, Merlino e la rivoluzione nel Mezzogiorno 72 d’Italia EMILIO RAFFAELE PAPA, F.S. Merlino, un “avvocato dei 114 malfattori”, alla difesa del regicida Gaetano Bresci BRUNO BONGIOVANNI, La revisione del marxismo tra fine 129 Ottocento e primi decenni del Novecento PAOLO FAVILLI, Sui concetti: “ortodossia”, “revisionismo”, 141 “marxismo”. Noterelle a proposito del loro odierno uso storiografico RAIMONDO CUBEDDU, Merlino, i marginalisti austriaci e i teorici 157 dell’individualismo PIETRO ADAMO, Merlino e Tucker: le ragioni di un dissidio 187 NADIA URBINATI, Un padre fondatore della cultura democratica 193 italiana GIANPIERO LANDI, Aldo Venturini studioso e continuatore 205 dell’opera di Merlino Appendice 1 – Articoli di Venturini 238 Appendice 2 – Recensioni ai libri di Venturini 243 INTERVENTI LUCIANO LANZA, Merlino? Un marginalista piccolo piccolo 249 LUCIANO PELLICANI, Merlino e l’utopia collettivistica 252 APPENDICE A Due scritti inediti di BRUNO RIZZI SU MERLINO: 258 1) Leggendo Saverio Merlino 261 2) Resurrezione di un grande socialista (A proposito del libro 267 “Il socialismo senza Marx” di F. S. Merlino) APPENDICE B Due resoconti del Convegno: NATALE MUSARRA («Rivista Storica dell’Anarchismo», 281 n. 14, luglio-dicembre 2000) FRANCO MELANDRI («A rivista anarchica», n. 266, ottobre 285 2000) APPENDICE C GIANPIERO LANDI, F. S. Merlino. Socialismo liberale o 292 libertario? («A rivista anarchica», n. 213, novembre 1994) GLI AUTORI 311 Presentazione di Gianpiero Landi Questo volume contiene le relazioni e gli interventi del Convegno di studi su La Fine del Socialismo? Francesco Saverio Merlino e l’anarchia possibile, promosso e organizzato dalla As- sociazione “Arti e Pensieri”, svoltosi nella Sala delle Stagioni a Imola il giorno 1 luglio 2000. Il fatto di dare alle stampe gli Atti di un Convegno, quasi 10 anni dopo che esso si è tenu- to, rende probabilmente necessaria qualche spiegazione. Non si tratta tanto di giustificare un ritardo anomalo, per il quale comunque il curatore si assume onestamente le sue respon- sabilità, quanto piuttosto di rispondere alla domanda se l’ope- razione editoriale abbia – dopo tanto tempo – ancora senso. Noi crediamo di sì, e riteniamo che i materiali che propo- niamo al lettore conservino intatta gran parte della loro vali- dità. Ci spingiamo anzi fino a pensare che mai come ora, in un’epoca come la nostra caratterizzata – almeno per quanto riguarda l’Italia e l’Europa – da una crisi della sinistra che sembra epocale e irreversibile, la riflessione sul pensiero politico di F. S. Merlino e più in generale sui caratteri e le prospettive del Socialismo, avviata dal nostro Convegno, sia apparsa tanto attuale e necessaria. Il Convegno di Imola – il primo e finora anche l’unico che sia stato dedicato specificamente a Francesco Saverio Merlino – cadeva esattamente settant’anni dopo la morte, avvenuta il 30 giugno 1930, di questa straordinaria figura di militante e di pensatore politico. Merlino si spense a Roma, dimenticato e solo – se si fa eccezione per i familiari – in quell’Italia fascista che certo non poteva apprezzarlo e capir- lo e che sembrava incarnare alla massima potenza, in modo perfino grottesco ma nondimeno tragico, tutto ciò contro cui egli aveva combattuto per tutto il corso della sua esisten- za. Il fascismo lo aveva lasciato in pace nei suoi ultimi anni, ma aveva continuato a sorvegliarlo fino alla fine dei suoi gior- ni, analogamente a quanto stava facendo – in maniera molto più stretta e ossessiva – nei confronti di Errico Malatesta, il 9 compagno di tante battaglie il cui percorso biografico si era intrecciato più volte con quello di Merlino. La coincidenza delle date, per quanto gradita agli orga- nizzatori, non deve però fare pensare a un semplice loro ade- guarsi al rituale degli anniversari. In effetti, alla Giornata di studi si è arrivati dopo una lunga gestazione, con riflessioni e discussioni che si sono prolungate per alcuni anni. L’orga- nizzazione del Convegno su Merlino si colloca all’interno di un progetto politico e culturale di ricerca e di approfondi- mento delle radici storiche e dell’attualità del socialismo li- bertario, che all’epoca il gruppo di compagni e amici che aveva dato vita all’Associazione “Arti e Pensieri” stava por- tando avanti, tra Bologna e alcune altre città dell’Emilia Romagna. Un momento particolarmente significativo di questo percorso di ricerca era stato rappresentato dal Con- vegno su Andrea Caffi, svoltosi a Bologna nel novembre del 1993, organizzato appunto dalla Associazione “Arti e Pensie- ri” in collaborazione con la Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” di Castel Bolognese, i cui Atti sono stati poi pubbli- cati a distanza di qualche anno (Andrea Caffi, un socialista libertario, a cura di G. Landi, Pisa, Edizioni BFS, 1996). Procedendo in questa ricerca era pressoché inevitabile arrivare a confrontarsi prima o poi con la figura di Saverio Merlino. Come Caffi, in modo diverso ma con ancora mag- giore spessore teorico e soprattutto con maggiore organicità, Merlino è stato sicuramente uno dei maggiori interpreti del socialismo libertario. Dopo avere aderito verso il 1875 all’In- ternazionale antiautoritaria, egli fu per circa vent’anni un protagonista di primissimo piano del movimento anarchico italiano e internazionale. Svolse all’epoca una instancabile attività di militante e di organizzatore rivoluzionario, a cui affiancò lo studio e la elaborazione di opere che misero in luce la sua solida preparazione culturale e le non comuni qualità di teorico. Dal 1884 visse in esilio in Inghilterra, con frequenti viaggi e periodi di permanenza in altri paesi euro- pei e negli Stati Uniti. A questa fase della sua vita risalgono opere come Socialismo o monopolismo? (1887), L’Italie telle qu’elle est (1890), e gli opuscoli Necessità e basi di un accordo (1892) e L’individualismo nell’anarchismo (1893). Nel 1894 rientrò clan- destinamente in Italia, ma venne arrestato e dovette trascor- rere in carcere due anni per scontare una vecchia condan- na. Giunse a maturazione in questo periodo un processo di ripensamento e di revisione ideologica che lo portò nel 1897 10 a distaccarsi dal movimento anarchico, nel corso di una lun- ga e celebre polemica con Malatesta. Stabilitosi definitivamente a Roma, sviluppò le sue nuove idee elaborando una concezione originale e organica del so- cialismo libertario. Risalgono a quegli anni le sue opere mag- giori Pro e contro il socialismo (1897), L’utopia collettivista e la crisi del “socialismo scientifico” (1898), Formes et essence du socialisme (1898) e l’importante «Rivista Critica del Sociali- smo» che uscì per tutto il 1899 sotto la sua direzione. Precursore e protagonista di primo piano della crisi e re- visione del marxismo di fine Ottocento, fu interlocutore ap- prezzato di personaggi come Bernstein in Germania e Sorel in Francia, ma si attirò pure gli attacchi spesso velenosi di interpreti ortodossi del marxismo come Antonio Labriola e Leonida Bissolati. Alla fine del 1899 si iscrisse al PSI, ma nel partito rimase sempre un isolato e dovette sostenere una dura polemica con Turati. Deluso, dopo il 1907 lasciò il partito e si ritirò a vita privata, dedicandosi alla sua professione di av- vocato.
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