Distretto Idrografico Dell'appennino Meridionale
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LE DIGHE in TERRA E Il Bacino Dell’Alento
20*20_tiff:copertina 24-09-2007 10:54 Pagina 1 Lodovico Calza Edizioni dell’Asterisco 20*20_tiff:dighe in terra 19-09-2007 17:56 Pagina 1 20*20_tiff:dighe in terra 19-09-2007 17:56 Pagina 2 LE DIGHE IN TERRA e il bacino dell’Alento La pubblicazione è stata realizzata sotto il patrocinio di: - CONSORZIO DI BONIFICA VELIA - CONSORZIO IRRIGUO DI MIGLIORAMENTO FONDIARIO DI VALLO DELLA LUCANIA - FONDAZIONE ALARIO PER ELEA-VELIA ONLUS con il contributo di: - BANCA DEL CILENTO Credito Cooperativo Cilento Centrale - IDROCILENTO S.C.p.A. e la collaborazione di: - volontari del Servizio Civile - Progetto «Zenone di Elea, filosofo ed uomo libero» promosso dal CESC PROJECT – Coordinamento Enti Servizio Civile ed attuato dalla Fondazione Alario per Elea-Velia Onlus. Testi: Lodovico Calza Immagini: Parte I, figg. 1, 3-4, 8, 10, 16b, 19-20 e foto schede 2-5 (dott. L. Calza) Parte II, figg. 4-6, 8-10, 15-16, 19-21 e foto schede 2-7 (dott. L. Calza) Tutte le altre immagini, salvo dove diversamente specificato, sono state realizzate a cura del Consorzio di Bonifica Velia e del Centro Iside. Cura Redazionale: Elisabetta Floreano con la collaborazione dei volontari del Servizio Civile - Progetto «Zenone di Elea»: Maria Falivene, Gabriella Feola, Gerardo Oricchio, Giusi Pinto, Gerardina Scola, Antonella Signorelli. Progetto e impostazione grafica: ASTERISCO SRL © Copyright 2007 Edizioni dell’Asterisco 84043 Agropoli – Italy Piazza delle Mercanzie, 15 www.asteriscosrl.com 20*20_tiff:dighe in terra 19-09-2007 17:56 Pagina 3 Lodovico Calza LE DIGHE IN TERRA e -
Ente Parco Nazionale Del Cilento, Vallo Di Diano E Alburni
Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni PIANO DELLA PERFORMANCE Art. 10 D.lgs. 27.10.2009 n. 150 1 PREMESSA L'Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano sta progressivamente adeguando le proprie azioni a quanto previsto dal Decreto 150 del 2009. In particolare: 1. È stato costituito l'Organismo Indipendente di Valutazione, con Deliberazione Presidenziale n. 7/2010; 2. È stato approvato il Piano della Performance 2014 - 2016, con Deliberazione commissariale n. 3/2014; 3. E’ stato nominato il Responsabile della prevenzione della corruzione di questo Ente Parco, ai sensi dell’art. 1, comma 7, della legge 190/2012, con delibera presidenziale n. 2/2013; 4. E’ stato approvato il Piano triennale di prevenzione della corruzione 2015 - 2017 redatto dal responsabile della prevenzione della corruzione con delibera commissariale n. 3/2015; 5. è stato approvato il Programma Triennale per la trasparenza e l’integrità 2015 - 2017, deliberazione commissariale n. 2/2015; 6. sono stati approvati gli standard di qualità dell’Ente parco con delibera presidenziale n. 7/2013; 7. è stata approvata la Relazione sulla Performance 2013 con delibera commissariale n. 9/2014, successivamente validata dall’OIV in data 12.12.2014. Il Piano della Performance 2015/2017 viene impostato in continuità con il precedente Piano. Nel presente piano, in coerenza con le risorse disponibili ed assegnate, vengono esplicitati gli obiettivi, gli indicatori ed i target, su cui si baserà, poi, la misurazione, la valutazione e la rendicontazione della performance. A tal fine sono indicati: gli obiettivi strategici ed operativi; gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell’amministrazione. -
Defining a Model of 3D Seismogenic Sources for Seismic Hazard Assessment Applications: the Case of Central Apennines (Italy)
See discussions, stats, and author profiles for this publication at: https://www.researchgate.net/publication/226266337 Defining a model of 3D seismogenic sources for Seismic Hazard Assessment applications: The case of central Apennines (Italy) Article in Journal of Seismology · July 2004 DOI: 10.1023/B:JOSE.0000038449.78801.05 CITATIONS READS 150 258 3 authors: Paolo Boncio Giusy Lavecchia Università degli Studi G. d'Annunzio Chieti … Università degli Studi G. d'Annunzio Chieti … 79 PUBLICATIONS 1,338 CITATIONS 138 PUBLICATIONS 2,385 CITATIONS SEE PROFILE SEE PROFILE B. Pace Università degli Studi G. d'Annunzio Chieti … 57 PUBLICATIONS 537 CITATIONS SEE PROFILE All in-text references underlined in blue are linked to publications on ResearchGate, Available from: Paolo Boncio letting you access and read them immediately. Retrieved on: 24 August 2016 Journal of Seismology 8: 407–425, 2004. 407 C 2004 Kluwer Academic Publishers. Printed in the Netherlands. Defining a model of 3D seismogenic sources for Seismic Hazard Assessment applications: The case of central Apennines (Italy) Paolo Boncio∗, Giusy Lavecchia & Bruno Pace Geodynamics and Seismogenesis Laboratory, Dipartimento di Scienze della Terra, Universita` “G. d’Annunzio” – Campus Universitario, 66013 Chieti, Italy ∗author for correspondence: e-mail: [email protected] Received 14 March 2003; accepted in revised form 13 January 2004 Key words: active fault, earthquake, maximum expected magnitude, rheology, seismic hazard, seismogenic source, segmentation, structural geology Abstract Geology-based methods for Probabilistic Seismic Hazard Assessment (PSHA) have been developing in Italy. These methods require information on the geometric, kinematic and energetic parameters of the major seismogenic faults. In this paper, we define a model of 3D seismogenic sources in the central Apennines of Italy. -
Boll. Soc. Entomol. 142-3-2 30-11-2010 10:51 Pagina 111
Boll. Soc. Entomol. 142-3-2 30-11-2010 10:51 Pagina 111 BOLL. SOC. ENTOMOL. ITAL., 142 (3): 111-120 30 NOVEMBRE 2010 Paolo NERI & Augusto VIGNA TAGLIANTI Note su Ocydromus alticola e O. incognitus, con descrizione di una nuova razza di O. alticola dei Monti della Laga, Appennino Centrale (Coleoptera Carabidae) Riassunto - Vengono discussi alcuni aspetti tassonomici e nomenclatoriali del genere Ocydromus Clairville, 1806, con particolare ri- ferimento alle specie italiane del “Gruppe des nitidulum” sensu Netolitzky (1943), Ocydromus alticola (A. Fiori, 1903) e O. incognitus (G. Müller, 1931), che presentano il medesimo schema di struttura dell’endofallo e che vengono assegnate al sottogenere Peryphus De- jean, 1821. Viene presentato uno schema di confronto tra la terminologia qui utilizzata e quelle adottate dai precedenti autori nella descrizione delle medesime strutture dell’endofallo dei vari sottogeneri. Viene infine descritto Ocydromus (Peryphus) alticola lagae n. ssp. dei Monti della Laga (Appennino Centrale), che differisce dalla forma tipica di Maiella, Monti della Meta, Marsicano e Greco per le antenne scure, la forma del pronoto, la microscultura e punteggiatura elitrale e la forma del lobo mediano dell’edeago. Abstract - Notes on Ocydromus alticola and O. incognitus, with description of a new subspecies of O. alticola from Monti della Laga, Central Apennine (Coleoptera Carabidae). Some taxonomical and nomenclatorial problems concerning the genus Ocydromus Clairville, 1806 are discussed with particular ref- erence to which subgenus the italian species of the “Gruppe des nitidulum” sensu Netolitzky (1943) are to be referred to. Ocydromus incognitus (G. Müller, 1931) and Ocydromus alticola (A. Fiori, 1903), characterized by a similar morphology of the endophallus, are included in the subgenus Peryphus Dejean, 1821. -
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ANCIENT LIVES IN MOTION ANCIENT LIVES IN MOTION: A BIOARCHAEOLOGICAL EXAMINATION OF STABLE ISOTOPES, NONMETRIC TRAITS, AND HUMAN MOBILITY IN AN IMPERIAL ROMAN CONTEXT (1ST-3RD C. CE) by ROBERT JAMES STARK, B.A., M.A. A Thesis Submitted to the School of Graduate Studies in Partial Fulfillment of the Requirements for the Degree Doctor of Philosophy McMaster University © Robert James Stark November 2016 ii McMaster University DOCTOR OF PHILOSOPHY (2016) Hamilton, Anthropology TITLE: Ancient Lives in Motion: A Bioarchaeological Examination of Stable Isotopes, Nonmetric Traits and Human Mobility in an Imperial Roman Context (1st-3rd c. CE) AUTHOR: Robert James Stark, B.A. (Wilfrid Laurier University), M.A. (University of Alberta) SUPERVISOR: Tracy Prowse NUMBER OF PAGES: xx, 313 iii Abstract This dissertation examines human mobility and population interactions at the Imperial Roman (ca. 1st–3rd c. CE) sites of Isola Sacra (SCR) at Portus, Velia in the Cilento of Italy, and Rue Jacques Brel Necropolis (JBR) in Saintes, France. Isotopes of oxygen 18 87 86 ( Oc) and strontium ( Sr/ Sr) are used to assess instances of human mobility from the enamel of second molars (M2), providing a gauge of movement after age ~7–8 years. Nonmetric traits are employed in conjunction with isotopic perspectives to examine the nature of biological affinities and phenetic divergence between these three sites. Isotopic results of this study indicate that a significant number of individuals, including females and children, were mobile towards the sites at which they were 18 ultimately interred, with the highest estimates of mobility provided by Oc seeing rates between 25%–38% across the three sites. -
COMUNITÀ MONTANA “GELBISON E CERVATI” - VALLO DELLA LUCANIA (SA) - S Tatuto Approvato Con Delibera Del Consiglio Generale N
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 18 DEL 18 APRILE 2006 STATUTI ENTI LOCALI COMUNITÀ MONTANA “GELBISON E CERVATI” - VALLO DELLA LUCANIA (SA) - S tatuto approvato con delibera del Consiglio Generale n. 4 del 26 novembre 2005. Pubblicata in data 01.12.2005. TITOLO I ASSETTO ISTITUZIONALE CAPO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 DENOMINAZIONE - SEDE - STEMMA E GONFALONE 1) A norma dell’art. 1 lett. E) n. 6) della Legge Reg/le Campania 15 aprile 1998 n. 6 è costituita, tra i Comu- ni di Cannalonga, Castelnuovo Cilento, Ceraso, Gioi, Moio della Civitella, Novi Velia, Orria, Perito, Salento e Vallo della Lucania, la Comunità Montana Zona del “Gelbison e del Cervati”, successivamente denominata Comunità Montana, con sede in Vallo della Lucania - Largo Calcinai. 2) La Comunità Montana è Unione dei Comuni, Ente Locale con autonomia statutaria nell’ambito dei principi fissati dalla Costituzione, dalle leggi nazionali e regionali. 3) La Comunità Montana negli atti e nel sigillo si identifica con il nome Comunità Montana “Gelbison e Cervati” e con lo stemma ed il gonfalone di seguito descritti: - STEMMA: Su fondo bianco con l’immagine di un monte a forma di “M” (Monte Gelbison), dietro il qua- le spunta il sole con una valle erbosa di colore verde e con al centro un fiume a forma di “G” stilizzata (rappre- senta i fiumi e gli invasi oltre all’acronimo del Gelbison), con alla sua destra una pianta di viola fogliata e fiorita di dieci petali di color porpora con lo stelo connesso verso i fianchi (a forma di “C” che sta per Comunità, dieci petali rappresen- tano i Comuni) e alla sua destra una pianta di gelso stilizzata; Il tutto è sormontato da una corona con dieci torri civiche e contiene la scritta Comunità Montana Gelbison. -
Relazione Illustrativa PIANO DEL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E VALLO DI DIANO
a Relazione illustrativa PIANO DEL PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E VALLO DI DIANO Coordinamento: Roberto Gambino, Domenico Nicoletti Gruppo di lavoro interdisciplinare: Ambiente a-biotico: Fabio Rossi, Presidio Ambientale Permanente del PNCVD; Ambiente biotico: Carlo Blasi, Mario Milone, Osservatorio della Biodiversità del PNCVD; Agricoltura e silvicoltura: Roberto Pasca, Giovanni Quaranta; Paesaggio e patrimonio culturale: Biagio Cillo, Pasquale Coppola; Ambiente economico e sociale: Adalgiso Amendola, Lucio Valerio Spagnolo; Diritto: Fulvio Fenucci. Nucleo di Progetto: Giuseppe Anzani, Paolo Castelnovi, Raffaella Gambino, Luciano Mauro, Roberto Paolillo, Massimo Sargolini, Federica Thomasset. Ufficio di Piano: Aniello Santolo, Pietro F. De Luca, Pietro P. Fabiani, Michele De Luca, Giovanni Imbriaco, Valeria Rossetti, Emanuele Folgosi, Roberto Lanzara, Vincenzo Siervo, Vito Brindisi, Marcello De Angelis. 2 Indice 1. PREMESSE ..........................................................................................................4 1.1 Il quadro legislativo ed amministrativo ...........................................................4 1.2. La costruzione del Piano.................................................................................6 2. FINALITÀ, OBBIETTIVI E CRITERI .............................................................9 2.1. Il ruolo e l’immagine internazionale del parco ................................................9 2.2. Gli obbiettivi e le funzioni del Piano.............................................................11 -
Programma Escursioni
CLUB ALPINO ITALIANO Programma escursioni Sezione di Palestrina Via Porta S.Martino 5 www.caipalestrina.it 13 Gennaio - Alpinismo invernale 27 - 28 aprile – Escursionismo (Alpinismo giovanile) Il Montagnone m. 1.880 e M. Serrone m. 1.974 (Monti Marsicani) Monte Guadagnolo (Monti Prenestini) Da Capo d’Acqua per il Vallone Carbonara e la “Cresta Est” 1° giorno (dalle ore 16,00): Anello di Monte Cerel la, cena e Ore di salita: 3,30 - dislivello: m 950 - difficoltà: P.D.+ pernottamento alla foresteria del santuario della Mentorella Occorrono ramponi piccozza e imbragatura 2° giorno: Sentiero Karol Wojtyla - Dal Santuario della Direttori di escursione: V. Abbate, A. Cianca Mentorella m.1016 ad Ara di Palazzo m. 561 e ritorno 20 Gennaio – Escursionismo Ore: 4.00 - Dislivello: m. 455 - Difficoltà: E Monte Gennaro m. 1.275 (Monti Lucretili) Direttori di escursione: A. Iori, E. Panci, G. Soro (ASE) Da Palombara Sabina per i ruderi del convento di S. Nicola, In collaborazione con la Pastorale Giovale Diocesana e il la funivia e la cresta ovest. Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra Ore 5 - Dislivello m. 790 – Difficolta: E - Dislivello m. 790 5 Maggio – Alpinismo invernale Direttori di escursione: G. Febbo, G. Soro (ASE), M. Avati Monte Sirente m. 2.348 per il Canale Majore 27 Gennaio – Ciaspole e Sci escursionismo Da Fonte dell'Acqua m.1.180 (Secinaro - AQ) Monte Cornacchia m. 2.118 (Gruppo del Velino) Ore: 6.00 – Dislivello in salita m. 1.170 - Difficoltà P.D.+ Dal Valico della Chiesola di Lucoli m. 1.668 Direttori di escursione: C. Febbo, G. -
The Campotosto Linkage Fault Zone Between the 2009 and 2016 Seismic Sequences of Central Italy: Implications for Seismic Hazard Analysis
The Campotosto linkage fault zone between the 2009 and 2016 seismic sequences of central Italy: Implications for seismic hazard analysis Emanuele Tondi1,2, Danica Jablonská1, Tiziano Volatili1, Maddalena Michele2, Stefano Mazzoli1, and Pietro Paolo Pierantoni1,† 1 School of Science and Technology, Geology Division, University of Camerino, Camerino, 62032 Macerata, Italy 2Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, 00143 Rome, Italy ABSTRACT this fault has been considered as an active The CAFS is an interactive active fault sys- and silent structure (therefore representing a tem, extending along the central Apennines in In the last decade central Italy was struck seismic gap) able to generate an earthquake a north-south direction for a length of ∼100 km by devastating seismic sequences resulting in of Mw max = 6.5–7.0. However, the geologi- and ∼50 km of width (Cello et al., 1997). This hundreds of casualties (i.e., 2009-L′Aquila cal evidence provided with this study sug- system includes several active and capable moment magnitude [Mw] = 6.3, and gests that the MGF is of early (i.e., pre- to faults (sensu IAEA, 2010), interpreted as the 2016-Amatrice-Visso-Norcia Mw max = 6.5). syn-thrusting) origin. Therefore, the evalua- surface expression of deep seismogenic faults These seismic events were caused by two tion of the seismic hazard in the Campotosto (Barchi et al., 2000; Galadini and Galli, 2000; NW-SE–striking, SW-dipping, seismogenic area should not be based on the geometrical Tondi, 2000). Many of the scientific papers on normal faults that were modeled based on the characteristics of the outcropping MGF. -
Brunnen Der Vatikani
Brunnen der Vatikani- x der Johannesturm schen Gärten x das Päpstliche Äthiopi- sche Kolleg Es gibt zahlreiche kunstvoll x der Governatoratspalast gestaltete Brunnen in den x Kirche Santo Stefano Gärten; vor allem während degli Abissini der Renaissance und des x Direktion Radio Vatikan Barock entstanden zahlrei- x der Vatikanische Bahn- che kunstvolle Brunnen in hof den Gärten, die den künstle- x der Vatikanische Ge- rischen Repräsentationsbe- richtshof darf der Päpste spiegeln: x Casina x Adlerbrunnen x Päpstliche Akademie der x Brunnen und Wasser- Wissenschaften spiele der Casina Pius’ x Kutschenpavillon IV. x Haus des Erzpriesters x Galeerenbrunnen (liegt außerhalb der Vatikani- x Palazzo San Carlo schen Gärten, am Piazza- x Gallinaro-Turm le della Galera in der x Turm der Winde Vatikanstadt) x Gärtnerhaus x Josefsbrunnen, 2010 errichtet und Papst Bene- Sonstiges dikt XVI. gewidmet x Muschelbrunnen Ein Teil der Vatikanischen x Puttenbrunnen Gärten kann innerhalb einer Führung (nur nach Voran- x Sakramentsbrunnen meldung) besichtigt werden. x Tritonenbrunnen, im Für die Pflege ist das Direk- Rosengarten torat Technikdienste des Governatorats der Vatikan- Gebäude in den Vatikani- stadt (Governatorato S.C.V. schen Gärten í Direzione dei Servizzi Technici í Servizio Giardi- x Leoninische Mauer ni) zuständig. x Sendezentrale Marconi - 121 - säure Schäden an den Farb- Stanzen des Raf- schichten verursachte. Die fael aktuelle Restaurierung durch Maurizio De Luca, Chefres- Die Stanzen des Raffael taurator der Vatikanischen (von ital. stanza für Zimmer) Museen, unter kunsthistori- sind Gemächer im Apostoli- scher Leitung durch Arnold schen Palast, die von Raffael Nesselrath, Direktor der und seiner Schule ausgemalt byzantinischen, mittelalterli- wurden. chen und modernen Abtei- lung der Vatikanischen Mu- Ursprünglich von Julius II. -
Parco Nazionale Del Cilento E Vallo Di Diano
Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano Secondo in Italia per estensione, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano si caratterizza per l’eterogeneità del territorio e la grande ricchezza di emergenze storiche e culturali. Basti pensare ai siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula, compresi dall’UNESCO nella lista dei beni patrimonio dell’umanità. Il territorio del Parco si contraddistingue anche per la sua natura carsica e quindi per la particolare ricchezza di grotte sia costiere sia interne come quelle di Castelcivita, lunghe quasi 5 km, o quelle di Pertosa, attraversate da un fiume sotterraneo e alle quali si può accedere per un tratto solo su grandi zattere. Anche la fauna del Parco è molto diversificata in relazione alla varietà degli ambienti, con la presenza di specie di grande valore naturalistico. Sulle rupi d’alta quota si possono trovare l’aquila reale e le sue prede d’elezione, la coturnice e la lepre appenninica, ormai estinte nel resto della Campania. Anche altri rapaci popolano il Parco come il falco pellegrino, il lanario, il corvo imperiale e il raro astore. Nei corsi d’acqua invece dominano le lontre: qui si trova una delle popolazioni più abbondanti d’Italia. Nonostante la ricca fauna, il simbolo del Parco è però la Primula di Palinuro, una specie paleoendemica a diffusione estremamente localizzata, a testimoniare l’importanza del popolamento floristico del Parco, costituito da circa 1800 specie diverse di piante autoctone spontanee, di cui circa il 10% è endemico o comunque raro. IL TURISMO SOCIALE NEL PARCO Rete dei sentieri natura per persone con difficoltà Il progetto ha avuto come obiettivo l’ampliamento dell’accessibilità in alcune aree di elevato pregio naturalistico attraverso la realizzazione di percorsi, spazi e supporti tecnici destinati a favorirne la fruizione. -
2201 Allegato1.Pdf
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA TUSCIA DI VITERBO DIPARTIMENTO DI ECOLOGIA E SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE Coordinatore del Dottorato in Ecologia e Gestione delle Risorse Biologiche DECOS - Dipartimento di Ecologia e Sviluppo Economico Sostenibile CORSO DI DOTTORATO DI RICERCA IN ECOLOGIA E GESTIONE DELLE RISORSE BIOLOGICHE XXI CICLO. La LEPRE ITALICA e la LEPRE EUROPEA nel LAZIO: MODELLI di IDONEITA’ AMBIENTALE a CONFRONTO BIO/07 - Ecologia. Coordinatore: Prof.ssa Roberta Cimmaruta Firma ……………………… Tutor: Dott. Francesco Riga Firma……………………… Dottoranda: Silvia Properzi Firma ………………………….. Alla Passione, vero motore del mondo e alla ricerca scientifica, troppo spesso sottovalutata INDICE PREMESSA……………………………………………………………………………………1 1 INTRODUZIONE ............................................................................................................... 3 1.1 Scopi del progetto di ricerca ........................................................................................... 5 2 I LAGOMORFI ................................................................................................................... 7 2.1 I Lagomorfi ..................................................................................................................... 7 2.1.1 Origine dei Lagomorfi ............................................................................................. 8 2.1.2 Evoluzione del genere Lepus in Europa ................................................................ 10 2.1.2.1 Tassonomia e distribuzione ...........................................................................