Gazzett a Ufficiale Della Re Gione
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Guida Alla Città E Ai Suoi Quartieri Scritta E Illustrata Dai Ragazzi
Guida alla città e ai suoi quartieri scritta e illustrata dai ragazzi Comune di Catania Assessorato alle Politiche Scolastiche Comune di Catania Assessorato alle Politiche Scolastiche X Direzione - Servizio Istruzione Ufficio Attività Parascolastiche Guida alla città e ai suoi quartieri scritta e illustrata dai ragazzi A cura di Enrico Iachello e Antonino Indelicato Contributo L. 285/97 Assessorato Servizi Sociali pag. 4 La città immaginata Umberto Scapagnini, Giuseppe Maimone pag. 6 Introduzione Enrico Iachello, Antonino Indelicato Parte prima pag. 10 La storia pag. 18 Le vicende urbanistiche pag. 22 L’architettura pag. 36 I luoghi caratteristici pag. 46 I musei pag. 50 Il viale dei catanesi illustri pag. 54 La festa di s. Agata pag. 58 Le tradizioni Parte seconda pag. 66 Centro storico pag. 80 Ognina - Picanello pag. 90 Borgo - Sanzio pag. 98 Barriera - Canalicchio pag. 102 S. Giovanni Galermo pag. 108 Trappeto nord - Cibali pag. 116 Monte Po - Nesima pag. 120 S. Leone - Rapisardi pag. 128 S. Giorgio - Librino pag. 134 S. Giuseppe la Rena - Zia Lisa ©2007 pag. 136 Bibliografia Comune di Catania Assessorato alle Politiche Scolastiche pag. 137 Elenco delle scuole partecipanti Governare oggi una città è compito non facile. Una sfida continua. Senza soste. Un confronto permanente con il resto del mondo che si propone e appare ai nostri occhi con nuove infinite varianti. A volte accettabili, a volte incredibili. Eppure reali, concrete. Davanti a noi. Come macigni. Sembra quasi che vengano da un altro pianeta. E invece, no. I portatori del cambiamento sono individui, esseri umani come noi. Siamo tutti protagonisti del cambiamento. Che, a guardar bene, c'è sempre stato nella storia della vita. -
Kapitel 2 Bauwissen Im Italien Der Frühen Neuzeit Hermann Schlimme, Dagmar Holste, Jens Niebaum
Kapitel 2 Bauwissen im Italien der Frühen Neuzeit Hermann Schlimme, Dagmar Holste, Jens Niebaum Das Bauwesen der Frühen Neuzeit in Italien ist ein sehr großes sowie gut dokumentiertes und bearbeitetes Forschungsfeld. Der vorliegende Beitrag versucht, einen Überblick über das Bauwissen dieser Epoche zu geben. Die Texte wurden von drei Autoren erstellt.1 2.1 Die Frühe Neuzeit in Italien 2.1.1 Naturräumliche Bedingungen Italien ist mit Ausnahme der Po-Ebene und Teilen Apuliens eine bergige bis hochgebirgi- ge Halbinsel. So prägen sich die Regionen kulturell unterschiedlich aus. Die Topographie bringt zudem reiche Natursteinvorkommen mit sich, die sich von Region zu Region un- terscheiden und die regionale Architektur maßgeblich beeinflussen. Die Verwendung von Marmor ist für ganz Italien charakteristisch. In der Po-Ebene, wo es keinen Naturstein gibt, entwickelte sich dagegen eine auf Ziegelstein beruhende Baukultur. Holz ist in ganz Italien vorhanden. Eine für Italien typische Ansiedlungsform sind Bergdörfer und Bergstädte, die auf die geographischen Vorgaben reagieren und sich gleichzeitig gut verteidigen lassen. Da die Schifffahrt entlang der Küsten und auf den Flussunterläufen eine große Bedeutung hatte, 1Hermann Schlimme erstellte folgende Textteile: Abschnitt 2.1: „Die Frühe Neuzeit in Italien“ (vollständig); Ab- schnitt 2.2 „Bauverwaltung“, einleitender Absatz und Unterabschnitt „Städtische Statuten und Bauvorschriften“, „Capitolati, cottimo und andere bauspezifische Organisationsformen“, „Die Capitani di Parte Guelfa und die Uffi- -
Il Libeccio Antico: Un Marmo Del Barocco Siciliano
PIETRE PER L’ARCHITETTURA 51 IL LIBECCIO ANTICO. UN MARMO DEL BAROCCO SICILIANO Giuseppe Antista* «Il colore del suo fondo è corallino, ma ornato delle più belle macchie verdi, bianche, gialle, violacee ed oscure. Questo marmo ... viene tenuto in maggior conto di ogni altro. Roma n’è a dovizia fornita per le tante colonne portatevi da Trapani, e per le tante cappelle impellicciate, e ben lavorate di questo marmo»1. Cosi veniva descritto nella Guida istruttiva del Di Marzo Ferro il libeccio antico, uno dei marmi siciliani più pregiati, cavato un tempo a Custonaci (Tp). Il libeccio estratto attualmente ha delle caratteristiche alquanto diverse da quello “antico”, largamente usato tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Settecento in moltissime architetture siciliane, ma anche in prestigiosi edifici extraisolani; attraverso Fig. 1. Palermo. Chiesa di San Francesco di Paola, sarcofago di l’analisi di queste opere è possibile tracciare la para- Maria Roisia, 1598 bola del suo utilizzo. Già alla fine del XVI secolo l’ambiente artistico isola- no avviò un sensibile rinnovamento nell’ambito della decorazione architettonica e all’impiego del marmo importato da Carrara, già in atto da tempo, si affiancò quello di materiali provenienti dalle cave siciliane; la crescente produzione di marmi rossi (il citato libeccio, il cotognino di Monte Pellegrino, il rosso di Castellammare), di marmi gialli (Castronovo e Segesta) e di pregiati diaspri, non solo fu destinata ai cantieri locali, ma avviò anche un fio- rente commercio con il resto della penisola2. -
CURRICULUM VITAE Dott. Ing. Francesco Triolo DATI PERSONALI Triolo Francesco Nato: a Messina Il 19.08.1970 Residenza: Messina
CURRICULUM VITAE Dott. Ing. Francesco Triolo DATI PERSONALI Triolo Francesco Nato: a Messina il 19.08.1970 Residenza: Messina (cap. 98124). Domicilio: via Montepiselli 111 Codice Fiscale: TRLFNC70M19F158S), Studio Tecnico: via Montepiselli 113 Tel. e Fax 090/673589 - 333/2546836 Partita IVA 01985470838. Email: [email protected] Email Certificata: [email protected] ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ TITOLI DI STUDIO E SPECIALIZZAZIONI: • Nell’anno 1987/88 ha conseguito il diploma di Perito Capotecnico Industriale con specializzazione Elettrotecnico Sperimentale presso l’I.T.I.S. Verona Trento di Messina riportando la votazione di 55/60. • Iscritto all’ordine dei periti industriali fino al 1994. • Nell’anno accademico 1994/95 ha conseguito la laurea in Ingegneria Civile con specializzazione in “Strutture” presso l’Università degli Studi di Messina con la votazione di 110/110 e lode , discutendo la tesi a carattere sperimentale: “Vulnerabilità sismica del corpo stradale. Analisi delle condizioni di stabilità delle opere di sostegno”. • Ha conseguito nell’anno 1996 l’abilitazione all’esercizio della professione di Ingegnere presso l’Università degli Studi di Catania. • E’ iscritto all’Ordine Provinciale degli Ingegneri di Messina dal 1996 ed immatricolato con numero 2003. • Nel 1996, ha avuto pubblicato nel Giornale Nazionale del Genio Civile la “Procedura per la valutazione della riserva di sicurezza sismica dei muri di sostegno”. • Nel 1996 ha avuto pubblicato presso l’Istituto di Strade Ferrovie Aeroporti dell’Università degli Studi di Catania la “Procedura per la valutazione della riserva di sicurezza sismica dei muri di sostegno” (quaderno n° 90 ottobre 1996). • Nell’ottobre 1996, ha partecipato alla Conferenza Europea sulla Sicurezza degli Impianti, organizzata congiuntamente, dal Comune di Messina, dal Collegio Provinciale dei Periti Industriali di Messina, dal Ministero della Sanità, dalla C.E.O.C. -
Debora Magno
ARCHIVIO STORICO MESSINESE Periodico fondato nel Millenovecento SOCIETÀ MESSINESE DI STORIA PATRIA ARCHIVIO STORICO MESSINESE - 83 - MESSINA 2002 BENEDETTO ROCCO IL GIUDEO-ARABO IN SICILIA NEI SECOLI XI-XV* 1. Che gli Ebrei dimoranti in Sicilia nel periodo chiamato “della dominazione musulmana” parlassero in arabo, è cosa risaputa: ne fanno fede – se ce ne fosse bisogno – anche le lettere ritrovate, e in parte pubblicate e tradotte, nella Geni- zah del Cairo (lingua araba in caratteri ebraici). Che la con- tinuassero a parlare nel periodo normanno (sec. XI-XII) si poteva arguire dal fatto che moltissimi musulmani erano rimasti nell’Isola sotto i due Ruggeri di Altavilla e i due Guglielmi, loro successori nel regno. La documentazione coeva dice senza dubbio che ai musulmani era concesso redigere i loro atti in arabo, come ai greco-bizantini di redi- gerli in greco, e ai siculo-normanni in latino. Per il giudeo- arabo rimangono a testimoniarlo due documenti redatti in tale lingua, l'uno a Palermo, l'altro a Siracusa, rispettiva- mente del 1149 e del 1187; l’uno in lapide quadrilingue (lati- no, greco, arabo in caratteri arabi, arabo in caratteri ebraici)1 l'altro monolingue su pergamena2. La tolleranza nell'espres- * Su presentazione del socio prof. Federico Martino, l’Archivio Storico Messinese pubblica questo inedito contributo dell’eminente semitista mons. Benedetto Rocco, la cui redazione è precedente al 2001. 1 Cfr. M. AMARI, Le epigrafi arabiche di Sicilia, trascritte, tradotte e illu- strate a cura di Francesco Gabrieli, Palermo 1971, N. XXVII, pp. 201-212. 2 Cfr. J. WANSBROUGH, A Judaeo-Arabic Document from Sicily, in “Bulletin 6 BENEDETTO ROCCO sione linguistica era accompagnata alla tolleranza nell’e- sperienza religiosa. -
ARCHIVIO STORICO MESSINESE Fondato Nel 1900 Periodico Della
ARCHIVIO STORICO MESSINESE Fondato nel 1900 Periodico della Società Messinese di Storia Patria CONSIGLIO DIRETTIVO Rosario Moscheo, Presidente Vittoria Calabrò, V. Presidente Salvatore Bottari, Segretario Giovan Giuseppe Mellusi, Tesoriere Consiglieri Giuseppe Campagna, Giampaolo Chillè, Gabriella Tigano COMITATO DI REDAZIONE Giovan Giuseppe Mellusi, Direttore Virginia Buda, V. Direttore Alessandro Abbate, Vittoria Calabrò, Giuseppe Campagna Mariangela Orlando, Elisa Vermiglio Direttore Responsabile Angelo Sindoni COMITATO SCIENTIFICO Gioacchino Barbera, Rosario Battaglia, Salvatore Bottari, Michela D’Angelo Caterina Di Giacomo, Mirella Mafrici, Cesare Magazzù, Maria Grazia Militi Rosario Moscheo, Daniela Novarese, Maria Teresa Rodriquez Andrea Romano, Caterina Sindoni, Lucia Sorrenti, Gabriella Tigano www.societamessinesedistoriapatria.it [email protected] Antonio Tavilla, webmaster Autorizzazione n. 8225 Tribunale di Messina del 18-XI-1985 ISSN 1122-701X Archivio Storico Messinese (On-line) ISSN 2421-2997 Stampa Open S.r.l. - Messina, impaginazione e stampa SOCIETÀ MESSINESE DI STORIA PATRIA ARCHIVIO STORICO MESSINESE 99 MESSINA 2018 La Redazione e l’intera Società Messinese di Storia Patria non assumono responsa- bilità alcuna per le opinioni espresse dai singoli autori. SAGGI Vera von Falkenhausen ONOFRIO, ARCHIMANDRITA DEL S. SALVATORE DE LINGUA PHARI, E GLI ARCIVESCOVI DI MESSINA* Onofrio fu il terzo archimandrita del monastero greco del S. Salvatore de Lingua Phari, fondato da Ruggero II sulla penisola a forma di mezza- luna (ἀκρωτήριον), che chiude il porto di Messina. In una nota marginale al codice Mess. Gr. 115 (f. 16v), il manoscritto che contiene il Typikon del monastero, si legge che la sua costruzione ebbe inizio nell’anno 6630 (1121/1122) – molto prima dell’incoronazione del primo re normanno – con l’edificazione della chiesa, che originariamente era stata intitolata non solo a Cristo, ma anche alla Theotokos e a S. -
Unmasking Noto: the Baroque of Reconciliation
Unmasking Noto: The Baroque of Reconciliation LUCA SCARFI Impersonal forces do not transform human settlements. Or at least they do so only on rare occa- sions, and these are natural disasters: fire, flood, earthquake, and pestilence. Otherwise, the modi- fication of settlement is a human act, however complex, accomplished for human motives, however obscure or ineffective. —Kevin Lynch On January 11, 1693, a violent earthquake hit the eastern coast of Sicily. The physical destructions of the region's urban centers precipitated the disintegration of the social, economic, and cultural structures they housed. The walled town of Noto was the most widely devastated.' A little over two centuries later, in 2002, UNESCO se- lected Noto along with seven other towns in the Val di Noto region for protection as "World Heritage Sites." As the UNESCO report specified, this "group of towns in south-eastern Sicily" met four criteria all of which were aesthetic in substance, and provided "outstanding testimony to the exuberant genius of late Baroque art and ar- chitecture."' The reasons underlying UNESCO's decision related in particular to the exceptional richness of late Baroque architectural detail found in Noto's ecclesiastical and secular buildings as well as to a unique urban con- figuration, which is inextricably linked to the architectural and natural surroundings. The process of selection was furthermore expedited in Noto's case because of the collapse of the dome and roof of the cathedral's central nave, which left the structure—a jewel of the Italian cultural patrimony— especially "endangered." The tragedy, which could and should have been avoided, was the result of technical, political, and organizational failures that occurred prior to UNESCO's selection, when the problems that led to the collapse were ignored and so took their own course. -
1. Guida Turistica
1 2. Arco Normanno 2 3. Basilica Cattedrale 3 La città di Mazara del Vallo, dopo circa tre secoli di domina- Il Duomo fu realizzato tra il 1088 ed il 1093 con impianto di zione islamica, fu conquistata dai Normanni nel 1072. Con i tipo normanno-cluniacense a tre navate. Nel 1097 il conte nuovi conquistatori la città fu cinta da mura con torri e munita Ruggero vi tenne il primo Convegno Parlamentare. Nel 1694 di un castello voluto dal Conte Ruggero. Il castello aveva forma l'edifico venne rifatto su progetto di Pietro Castro. La Chiesa rettangolare con i lati lunghi paralleli alla spiaggia e occupava conserva numerose opere d'arte. Il Capolavoro della Catte- parte dell’odierna Villa Iolanda. Nel 1515 fu adibito a carcere. drale è rappresentato dal gruppo scultoreo della Trasfigura- A seguito della demolizione avvenuta a fine ottocento si è man- zione, opera di Antonello ed Antonino Gagini. Le sei statue tenuta solo la struttura del fornice di porta composta da due sono collocate nel catino absidale. L'attuale sistemazione della arcate a sesto acuto. Cattedrale é del 1906, opera dell'architetto Valenti. 1. Fontana Consagra Mazara del Vallo Via Madonna del Paradiso “Uomini che vengono dal mare”, Fontana bronzea dello scul- 8 Mazara del Vallo ospita numerosi monumenti che rievocano le Oggi è un luogo magico senza tempo,un dedalo di vicoli tore Pietro Consagra, insigne cittadino mazarese (Mazara del Via Mons. La Clava diverse culture che hanno caratterizzato il territorio. Per voi un e cortili da attraversare mentre il canto del muezzin al itinerario di arte e cultura. -
Architektura Włoskiego Baroku W Służbie Władzy I Kontrreformacji
ARCHITEKTURA WŁOSKIEGO BAROKU W SŁUŻBIE WŁADZY I KONTRREFORMACJI Joanna Arlet ARCHITEKTURA WŁOSKIEGO BAROKU W SŁUŻBIE WŁADZY I KONTRREFORMACJI TEKA ZACHODNIOPOMORSKA NR 4/2018 MONOGRAFIA Szczecin 2018 Wydanie publikacji zrealizowano przy udziale środków finansowych otrzymanych z budżetu Województwa Zachodniopomorskiego Recenzenci: Prof. dr hab. inż. arch. Zbigniew Paszkowski Prof. dr hab. inż. arch. Andrzej Białkiewicz Projekt okładki: Jakub Gołębiewski Redakcja: Wojciech Markowski Wydano za zgodą Rektora Zachodniopomorskiego Uniwersytetu Technologicznego w Szczecinie Publikacja finansowana z dotacji Województwa Zachodniopomorskiego Copyright © by Zachodniopomorski Uniwersytet Technologiczny w Szczecinie, Szczecin 2018 Copyright © by Joanna Arlet, Szczecin 2018 Wydanie II (uzupełnione) Wydawnictwo z serii: TEKA ZACHODNIOPOMORSKA Nr 4/2018 Redaktor serii: prof. dr hab. inż. arch. Zbigniew Paszkowski Komitet Redakcyjny: dr hab. inż. arch. Aleksandra Satkiewicz-Parczewska dr inż. arch. Joanna Arlet dr inż. arch. Ewa Augustyn-Lendzion dr inż. arch. Piotr Fiuk dr inż. arch. Izabela Kozłowska dr inż. arch. Maciej Płotkowiak dr inż. arch. Agnieszka Rek-Lipczyńska Adres do korespondencji: TEKA ZACHODNIOPOMORSKA Katedra Historii i Teorii Architektury Wydział Budownictwa i Architektury Zachodniopomorski Uniwersytet Technologiczny w Szczecinie ul. Żołnierska 50, 71-210 Szczecin email: [email protected] www.tekazachodniopomorska.pl Wydawnictwo hogben al. Papieża Jana Pawła II 7,8 U2B, 70-415 Szczecin ISBN 978-83-63868-94-9 Skład i druk: printshop.szczecin.pl SPIS TREŚCI WPROWADZENIE ZAŁOŻENIA I CEL PUBLIKACJI. 9 ZAKRES I METODA BADAŃ. 10 STAN BADAŃ ORAZ PRZEGLĄD ŹRÓDEŁ I LITERATURY . 10 POCZĄTKI BAROKU W RZYMIE PRZESŁANKI I TŁO HISTORYCZNE. 17 REFORMACJA I JEJ ODDZIAŁYWANIE NA SPOŁECZEŃSTWA EUROPY I PAŃSTWO KOŚCIELNE. 21 TWÓRCZOŚĆ GIACOMA BAROZZI DA VIGNOLI JAKO PREKURSORA BAROKU, MECENAT KARDYNAŁA ALESSANDRO FARNESE . -
Segreteria Generale - Ufficio Repertorio Contratti Contratti Anno 2006
COMUNE DI MESSINA - SEGRETERIA GENERALE - UFFICIO REPERTORIO CONTRATTI CONTRATTI ANNO 2006 REPERTORIO DATA OGGETTO IMPORTO B.A. DESCRIZIONE DATA GARA DITTA SEDE DITTA RIBASSO OFFERTO IMPORTO AGGIUD. CONCESSIONE, IN COMODATO D'USO, PARTE LOCALI EX SCUOLA CASTANEA-FRISCHIA, ALLA VIGILI DEL FUOCO VIA MARIANO RICCIO, 9 3169 02/01/2006 ORGANIZZAZIONE EUROPEA VIGILI DEL FUOCO, € 0,00 CONCESSIONE 02/01/2006 ORGANIZZAZIONE EUROPEA 0 € 0,00 MESSINA PER ESSERE ADIBITA QUALE BASE OPERATIVA DI ONLUS ATTIVITA' DI PROTEZIONE CIVILE LAVORI DI MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE V.LE BOCCETTA,41 - 3170 11/01/2006 DEI PLESSI SCOLASTICI MATERNE, ELEMENTARI E € 193.030,00 PUBBLICO INCANTO 03/11/2005 BOMBACI VINCENZO 24,99 € 144.791,80 MESSINA MEDIE DI CITTA' E VILLAGGI 2005/B AFFIDAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI N.14 CORSI DI INFORMATICA DESTINATI AI VIALE PRINCIPE 3171 13/01/2006 DIPENDENTI DEL COMUNE DI MESSINA OER IL € 54.000,00 PUBBLICO INCANTO 08/11/2005 ARAM ASSOCIAZIONE 40 € 32.400,00 UMBERTO, 92 - MESSINA CONSEGUIMENTO DELLA PATENTE EUROPEA O EQUIPOLLENTE CONCESSIONE IN LOCAZIONE ALLA SOCIETA' SICIL POWER S.P.A. DI UN TERRENO SITO IN MESSINA - ZONA INDUSTRIALE 3172 16/01/2006 CONTRADA PACE DEL COMUNE DI MESSINA DA € 54.500,00 CONCESSIONE 16/01/2006 SICIL POWER 0 € 54.500,00 SS.121, KM.39,2 ADRANO ADIBIRE A STAZIONE DI TRASFERENZA PER L'EMERGENZA RIFIUTI AFFIDAMENTO DEI SERVIZI DI INGEGNERIA ED ARCHITETTURA RELATIVI AI LAVORI DI REALIZZAZIONE OPERE DI PRESIDIO E DI 3173 18/01/2006 € 146.343,42 PUBBLICO INCANTO 26/04/2005 PUGLISI GIUSEPPE VIA BONER 36 - MESSINA 20 € 117.074,74 URBANIZZAZIONE PRIMARIA ATTI ALLA SISTEMAZIONE DELL'AREA IN LOCALITA' TREMONTI ATTO TRANSATTIVO A FAVORE DEL GEOMETRA VENUTI GIACOMO PER IL RICONOSCIMENTO COMPETENTE INCARICO (L.494/96) DI MESSINA, VILL. -
I Periodici Catanesi Tra Ottocento E Novecento.Pdf
Indice PREMESSA p. 1 1. IL CLIMA CULTURALE A CATANIA NELL’OTTOCENTO p. 4 2. LA STAMPA PERIODICA IN SICILIA p. 30 2.1 IL SETTECENTO 2.2 L’OTTOCENTO 3. LA STAMPA PERIODICA A CATANIA p. 59 3.1 “LO STESICORO”, “IL TROVATORE”, “L’ETNA” E “LA SPECOLA” 4. IL RUOLO DELL’ACCADEMIA GIOENIA p. 78 5. LA SOCIETÀ DI STORIA PATRIA E p. 125 L’ARCHIVIO STORICO PER LA SICILIA ORIENTALE BIBLIOGRAFIA p. 145 Premessa Il presente progetto di ricerca si propone di analizzare il portato storico, culturale e teorico della stampa periodica siciliana dell’Ottocento, in relazione allo studio della storia dell’arte nell’area catanese. I percorsi più aggiornati della critica d’arte assegnano un ruolo di primo piano alla stampa periodica quale strumento di fondamentale importanza per lo studio delle vicende artistiche, in una pluralità di prospettive storiche1. Dopo molti decenni di letterale oblio, o di solo episodica “frequentazione” da parte degli studiosi, le riviste sono oggi assurte al rango di fonti di non minore utilità e importanza rispetto a quelle documentarie, monografiche e in generale ascendenti al più vasto campo della letteratura artistica, infatti la vitalità di giornali e riviste, fenomeno già importante nella seconda metà del Settecento, rappresentò un canale privilegiato per il dibattito intorno alle arti, che coinvolse i maggiori intellettuali siciliani, essendosi in essi focalizzato un forte interesse per la conoscenza del patrimonio culturale della loro isola. È infatti ormai definitivamente accertata la valenza di questo particolare “strumento” editoriale che in Sicilia – specialmente a partire dal XIX secolo – assume un ruolo di primo piano nella strutturazione e nella propagazione della cultura soprattutto borghese. -
LA DECORAZIONE BAROCCA LE TARSIE MARMOREE Di Valeria Sola
LE MAPPE DEL TESORO Venti itinerari alla scoperta del patrimonio culturale di Palermo e della sua provincia Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo LA DECORAZIONE BAROCCA LE TARSIE MARMOREE di Valeria Sola REGIONE SICILIANA Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana PO FESR Sicilia 2007-2013 Linea d’intervento 3.1.1.1. “Investiamo nel vostro futuro” Progetto LE MAPPE DEL TESORO. Venti itinerari alla scoperta del patrimonio culturale di Palermo e della sua provincia. progetto di: Ignazio Romeo R.U.P.: Claudia Oliva Soprintendente: Maria Elena Volpes La decorazione barocca: le tarsie marmoree di: Valeria Sola fotografie di: Diletta Di Simone (fig. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 11, 12, 15, 16, 19, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51); Dario Di Vincenzo (fig. 9, 10, 13, 14, 20, 23, 26, 27, 28, 35); Francesco Paolo Cusimano (fig. 8, 17, 21, 22, 24, 25); archivio fotografico della Soprintendenza di Palermo (fig. 18, 36) si ringraziano per aver consentito la riproduzione dei beni culturali di loro proprietà: il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Inter- no e la Prefettura di Palermo; l’Arcidiocesi di Palermo; l’Arcidiocesi di Monreale; la Diocesi di Cefalù; l’Eparchia di Piana degli Albanesi si ringrazia inoltre: Leonardo Artale cura redazionale: Ignazio Romeo con la collaborazione di Maria Concetta Picciurro, Francesca Buffa e Marina Mancino grafica e stampa: Ediguida s.r.l. Le mappe del tesoro : venti itinerari alla scoperta del patrimonio culturale di Palermo e della sua provincia.