PAKISTAN NORD Il Festival Chilam Joshi dei Kalash Tra etnie, siti archeologici, laghi e montagne 16 giorni

Straordinario viaggio nel nord del , in occasione del Festival Chilam Joshi dei Kalash. Nell’estremo nord-ovest del paese si trovano tre anguste e recondite valli di alta montagna che si insinuano fra le pendici dell’Hindukush. Vi risiede una popolazione estremamente periferica e poco numerosa che, per i suoi caratteri storici e culturali, va annoverata tra le più interessanti di cui si possa occupare l’etnografia: si tratta del popolo dei Kalash, seguace di un’antica religione politeista di origini ancora sconosciute, noto anche con il nome di Kafiri, il termine usato dai musulmani per connotare gli infedeli. I Kalash prendono molto sul serio le loro feste che comportano invariabilmente complicate cerimonie religiose, danze e festeggiamenti. Ogni valle ha le sue tradizioni specifiche, ma in genere gli uomini anziani stanno al centro, cantando a turno vecchie leggende, mentre le donne, accompagnate dai tamburi, danzano intorno a loro, con le braccia sulla vita o sulle spalle delle compagne, girando in linee concentriche… La valle dello Swat, culla della raffinata arte del ; l’isolata valle del , dominata dal massiccio del Tirich Mir (7.706 m); le ampie vedute del Rakaposhi (7.790 m) e del Nanga Parbat (8.126), tra le più alte vette del pianeta; la valle dell’Hunza, che incarna il mito dello Shangri-La; le rovine dei siti buddhisti di Takht-i-Bahi e Taxila, Patrimonio dell’Umanità UNESCO… I grandi contrasti del paesaggio del nord del Pakistan sono uguagliati solo dalle diverse culture dei suoi popoli che da sempre vivono nel “crocevia” dell’Asia.

PROGRAMMA DI VIAGGIO – Partenza del 9 Maggio 2020 in occasione del Festival Chilam Joshi dei Kalash.

1° giorno / Italia – Islamabad Partenza nel primo pomeriggio da Milano Malpensa con volo di linea Turkish Airlines via Istanbul per Islamabad. Cena a bordo.

2° giorno / Islamabad – Takht-i-Bhai – Saidu Sharif (circa 270 km) Le rovine del monastero buddhista tra le più complete di tutto il Gandhara Arrivo a Islamabad in nottata, disbrigo delle formalità d’ingresso, accoglienza da parte dell’organizzazione locale e trasferimento in hotel per un breve riposo. Dopo la prima colazione partenza verso nord-ovest per la North-West Frontier Province che si estende per 700 km lungo la frontiera con l’, a cavallo del e di altri storici accessi che dalla Persia e dall’Asia centrale conducevano in India. Lungo il percorso sosta per la visita delle rovine del monastero buddhista Takht-i- Bhai , Patrimonio dell’Umanità UNESCO, tra le più complete di tutto il Gandhara, risalenti a un periodo compreso tra il I e il VII secolo d.C., poste in una posizione spettacolare su una collina rocciosa. Si prosegue per la Valle dello Swat, ampia e verdissima, bagnata dal fiume omonimo che scorre disperdendosi in rami laterali. I suoi paesaggi dolci non riescono però a competere con i panorami mozzafiato delle altre valli del nord. Il suo fascino sta tutto nel peso della storia, visto che da qui è passato Alessandro Magno e da qui l’arte e la dottrina buddhiste si estesero in tutta l’Asia in seguito alla nascita dell’antica civiltà del Gandhara. Gli abitanti di origine pashtun yusufzai, di lingua pashto, sono persone semplici e ospitali. Arrivo a Saidu Sharif (990 m), la sede tradizionale del governo dello Swat. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

3° giorno / La Valle dello Swat La raffinata arte del Gandhara Le sorgenti, i corsi d’acqua e i frutteti hanno valso alla Valle dello Swat il nome di Udyana , giardino. Dopo la prima colazione intera giornata dedicata alla visita dei principali siti di interesse dello Swat Inferiore. Purtroppo molti dei numerosi resti archeologici sparsi per tutta la valle sono attualmente in pessime condizioni. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione, pranzo e cena in hotel.

La Valle dello Swat e l’arte Gandhara Nel 327 a.C. Alessandro Magno conquistò la valle sconfiggendo gli abitanti a Udegram e Barikot. Il buddhismo arrivò nel III secolo a.C. con l’imperatore Ashoka e fiorì per ben nove secoli, diventando una sorta di “Terra Santa” e dando vita anche al Vajirayana, il buddhismo tantrico, che da qui si diffuse in Ladakh e Tibet. Durante i regni buddhisti l’arte religiosa raggiunse livelli di grande raffinatezza. Grazie alla posizione strategica della valle, sulle più importanti vie commerciali di un tempo, gli scultori locali vennero a contatto con tutte le culture e da queste assimilarono linguaggi diversi che si riconoscono nella particolare fusione di stilemi greco-romani e indiani da cui nacque la particolare e apprezzatissima arte detta appunto Gandhara. Vi arrivavano pellegrini da tutte le regioni asiatiche per visitare i numerosi stupa e monasteri decorati con bassorilievi dedicati alla vita del Buddha, capitelli corinzi dove figure umane si intrecciavano a motivi ornamentali, statue di Buddha dall’aspetto mediterraneo o centroasiatico. La caratteristica peculiare di questa scuola è di aver presentato, per la prima volta nella storia della religione, la figura di Buddha in forma umana, diversamente dalle precedenti scuole e in particolare dalla statuaria indiana antica le cui raffigurazioni del Buddha erano esclusivamente simboliche e identificate in un fiore di loto, un albero, una ruota o uno stupa. Nel periodo di massimo splendore del buddhismo, secondo la relazione del monaco viaggiatore cinese Hsuan Tsang, nella valle c’erano ben 1400 monasteri.

4° giorno / Saidu Sharif – Ayun (circa 230 km) Verso l’isolata Valle del Chitral al confine con l’Afghanistan Dopo la prima colazione partenza verso nord per Ayun. La strada si inerpica a fatica in ampi meandri sul versante del Dir, scendendo poi ripida nel Chitral. Si percorre il nuovo tunnel che consente di evitare il (3.118 m) spesso chiuso in passato per neve o per le pessime condizioni della strada. Discesa nell’isolata Valle del Chitral , al confine con l’Afghanistan, nell’angolo nord- occidentale del Pakistan, chiusa dalle pareti dell’Hindukush a ovest e da quelle dell’ a est. Campi terrazzati di grano orzo, mais e riso, frutteti di noci, albicocche e more si susseguono lungo la valle, ai piedi di ripide pareti montuose. Da ogni punto della bassa valle è visibile il massiccio solitario del Tirich Mir (7.706 m), il più alto dell’Hindukush. Arrivo nel villaggio di Ayun . Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

5° giorno / Ayun – Valle di Rumbur – Ayun (circa 40 km) I villaggi dei Kalash e il Festival Chilam Joshi Dopo la prima colazione partenza per la visita dei villaggi Kalash della Valle di Rumbur . Partecipazione al Festival ChilamJoshi , una festa dedicata alla primavera e ai raccolti futuri, celebrata ogni anno nel mese di Maggio. I Kalash prendono molto sul serio le loro feste che comportano invariabilmente complicate cerimonie religiose, danze e festeggiamenti. Ci possono essere adua-naat (danze diurne) e raadt-naat (danze notturne), alcune vietate agli stranieri. Ogni valle ha le sue tradizioni specifiche, ma in genere gli uomini anziani stanno al centro, mentre cantano a turno vecchie leggende o semplicemente chiacchierano. Accompagnate dai tamburi, le donne danzano intorno a loro, con le braccia sulla vita o sulle spalle delle compagne, girando in linee concentriche. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

I Kalash Proprio sul confine con l’Afganistan si trovano tre anguste e recondite valli di alta montagna che si insinuano fra le pendici dell’Hindukush. Vi risiede una popolazione estremamente periferica e poco numerosa che pure, per i suoi caratteri storici e culturali, va annoverata tra le più interessanti di cui si possa occupare l’etnografia: si tratta del popolo dei Kalash, seguace di un’antica religione politeista di origini ancora sconosciute, noto anche con il nome di Kafiri, il termine usato dai musulmani per connotare gli infedeli. Alcuni studiosi ritengono che i Kalash siano discendenti delle milizie erranti di Alessandro Magno; è comunque vero che la maggior parte degli abitanti di queste valli hanno capelli chiari e occhi azzurri, quindi ben diversi dalle altre etnie che popolano il Pakistan.

La prima cosa che colpisce arrivando nei villaggi è l’abbigliamento femminile: un ampio saio di lana naturale marrone stretto in vita da una cintura decorata con gli stessi motivi del caratteristico ed elegante copricapo chiamato kupass , ornato da numerose file di conchiglie cauri, originarie dell’Oceano Indiano ed utilizzate fino a pochi decenni fa come moneta per gli scambi in tutto il subcontinente indiano. I riti e le tradizioni del popolo Kalash sono molto differenti da quelle delle popolazioni circostanti e a parte i contatti con i turisti, rappresentano un’isola di

tempi antichi inserita nel presente. La religione kalash è politeista con un dio creatore, Khodai e una serie di altre divinità tra cui Jestak, la dea che protegge la casa e la famiglia, Mahandeo, il dio della guerra e protettore dei raccolti. Le donne sono escluse dai riti che consistono nel sacrificio di un animale. In genere un montone, agli dei e agli antenati. Ma le donne sono anche escluse dalla comunità durante il parto e le mestruazioni. In questo periodo sono considerate impure e vivono in una casa lungo il fiume, bashaleni . Possono ritornare alla loro casa solo dopo un bagno purificatore e il cambio dell’abito.

6° giorno / Ayun – Valle di Bumburet – Chitral (circa 50 km) I villaggi dei Kalash e il Festival Chilam Joshi Dopo la prima colazione escursione per la visita dei villaggi Kalash della Valle di Bumburet e partecipazione alle celebrazioni del Festival Chilam Joshi . Dal villaggio di Ayun la strada entra in un canyon deserto e prosegue, scavata nella roccia, in un saliscendi con vista sulle oasi sottostanti. Si risale la valle lungo il lato sinistro del fiume tra campi coltivati, canali di irrigazione e piante di noci secolari; in alto foreste di pini e alti pascoli, sullo sfondo le rocce delle montagne. Al termine delle visite partenza per Chitral . Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

I villaggi Kalash Le Valli dei Kalash, coperte di boschi di deodora e malvoni, sono piccole e aspre. Quella di Rumbur è particolarmente stretta e le solide case in legno, pietra e fango si inerpicano sui fianchi delle montagne, con il tetto di una che fa da veranda alla successiva. Al piano terra si trovano stalle e magazzini; tra le stanze ai piani superiori generalmente c’è una cucina-sala da pranzo senza finestre e fuligginosa, con un focolare al centro cui corrisponde il foro di uscita del fumo, e una porta che dà sulla veranda. I Kalash coltivano grano, miglio, mais e lenticchie e allevano capre. Le uve dolci, delle viti nodose che crescono rampicanti intorno agli alberi, vengono trasformate in un vino molto forte e di sapore per noi non proprio gradevole. Le more, le albicocche, le mele e le susine sono abbondanti. Le noci rappresentano un’importante fonte di proteine in una dieta povera di carne. Le provviste vengono conservate in dispense di legno rialzate da terra, strutturate all’interno come armadi. I Kalash non seppelliscono i morti, ma li depongono in sarcofaghi di legno posti sulla superficie del terreno. Purtroppo i gandau , le antiche statue di legno intarsiato messe a guardia dei cimiteri, sono state tutte asportate da

archeologi e tombaroli e oggi si possono trovare nei musei o nei negozi di qualche antiquario di Londra.

7° giorno / Chitral – Buni – Mastuj (circa 120 km) Chitral, il centro amministrativo della valle, le vedute del Buni Zom, la vetta più elevata dell’Hindu Raj Dopo la prima colazione breve visita di Chitral (1.500 m), il centro amministrativo della valle, che si distingue per un vivace e esotico bazar, per il palazzo-fortezza del methar , il sovrano locale, e la Grande Moschea. Partenza verso nord-est lungo valli che non hanno pari per maestosità e bellezza in tutto il Pakistan settentrionale. A sud del villaggio di Buni si innalza il Buni Zom (6.550), la vetta più elevata dell’Hindu Raj. Si prosegue verso est per il villaggio di Mastuj (2.400 m) che fino al 1880 fu la capitale dello stato di Kushwaqt, che si estendeva a est verso Ghizar; vi sorge ancora un antico forte reale. Da qui la valle del fiume Yarkhun si estende per 100 km a nord-est fino al Corridoio di e al , un tratto importante dell’antica Via della Seta tra Kashgar e l’Afghanistan. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

8° giorno / Mastuj – – Lago Phander (circa 100 km) Il campo di polo più alto del mondo Dopo la prima colazione partenza verso sud lungo la valle del fiume Laspur fino a raggiungere il Passo Shandur (3.810 m). Il passo è ampio abbastanza da ospitare numerosi laghetti e un campo di polo dove ogni anno in luglio si incontrano i migliori giocatori di e Chitral in occasione di uno dei più importanti tornei del paese. L’area dello Shandur Pass, insieme all’Hundrup Gol, è stata dichiarata Parco Nazionale nel 1993. Si scende verso il Lago Phander , dove la valle è molto larga, con ampi campi coltivati intorno al lago e cavalli al pascolo. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo con lunch-box, cena in hotel.

9° giorno / Lago Phander – Gilgit (circa 180 km) Laghi e fiumi dalle acque turchesi, la grande immagine di Buddha incisa sulla roccia Dopo la prima colazione passeggiata lungo le rive del Lago Phander . Partenza verso est attraverso una zona di montagne e passi lungo il corso del fiume Gilgit. Un tempo quest’area ospitava piccoli regni feudali (Punial, Ishkoman, Yasin e

Ghizar) e ancora oggi è un sorprendente mosaico di popoli e lingue. Si scavalcano passi da cui si dominano paesaggi selvaggi, incontrando fiumi e laghi dalle acque turchesi, circondati da cime di montagne innevate. Nel pomeriggio arrivo a Gilgit , (1.500 m), nodo di transito della Karakoram Highway, che sta diventando una vera e propria città, il suo sviluppo impetuoso è dovuto all’odierna posizione sulle vie commerciali verso la Cina e l’Asia centrale. Visita del sito di Kargah Nala con un grande Buddha in piedi, inciso su una roccia, risalente probabilmente al VII secolo d.C. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

10° giorno / Gilgit – Chalt – Ghulmet – Karimabad – Duiker (circa 100 km) Lungo la Karakorum Highway, la falda asiatica, l’ampia veduta del Rakaposhi Dopo la prima colazione partenza verso nord lungo la Karakorum Highway che segue il corso serpeggiante del fiume Hunza tra maestose montagne grigio-marroni e vette innevate. Le zone più basse della valle sono scure e severe, nonostante siano abbellite da pioppi e frutteti in primavera e in autunno. Più si sale però e più il panorama acquista bellezza: sopra i 2.000 metri molte nala (parola per “gole di affluenti”) alimentate da ghiacciai ospitano foreste di pini e ginepri e prati lussureggianti. Nei pressi di Chalt la KH si snoda lungo il confine della “falda asiatica”, nella quale il subcontinente indiano si inserì 50 milioni di anni fa dando origine alla catena dell’Himalaya. Non c’è una linea di demarcazione, ma a nord si trova l’Asia, mentre a sud ci sono i resti di una catena di isole vulcaniche intrappolate dalla deriva geologica di Asia e India. All’estremità orientale di Ghulmet si trova la Ghulmet Nala, dalla quale si gode un’ampia veduta del Rakaposhi (7.790 m.). Arrivo a Karimabad (2.400 m), principale cittadina della Valle dell’Hunza, che ricomprende Baltit, l’antica capitale dell’Hunza, e il complesso di piccoli villaggi tribali circostanti. Il suo nome deriva dal principe Karim Agha Khan, il capo spirituale della setta Nazari degli sciiti-ismailiti. Si prosegue per il vicino villaggio di Duiker che si trova sopra Karimabad a circa 3.000 metri di altitudine. Le magnifiche vedute sulla valle e sulla corona di montagne circostanti (Rakaposhi, Diran, Golden Peak, Ultar) rendono questo luogo davvero straordinario. Pernottamento in resort. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in resort.

11° giorno / Duiker – Altit – Baltit – Karimabad (circa 30 km) Il panorama mozzafiato dall’Eagle’s Nest, la Valle dell’Hunza Sveglia all’alba (opzionale) per osservare le meravigliose montagne, coperte di ghiacciai, illuminate dalle prime luci del sole. Dopo la prima colazione visita del magnifico forte e del bazar di Baltit . Camminata nei dintorni per osservare i caratteristici canali di pietra dai quali dipende la vita della valle. Trasportando l’acqua dalle gole montane a chilometri di distanza fino ai piccoli campi in prossimità degli abitati, questi canali hanno consentito di trasformare un deserto, quasi del tutto privo di superfici orizzontali, in una zona fertile. Nel pomeriggio visita del villaggio di Altit , con il suo imponente forte recentemente restaurato, una miniatura del Baltit Fort. Nel pomeriggio sistemazione in hotel a Karimabad . Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo con lunch-box, cena in hotel.

Famosa per la sua bellezza, la Valle dell’Hunza è nota anche per la particolare immagine che la vuole pura e isolata; questo mito è stato rafforzato dal romanzo “Lost Horizon”, di James Hilton (1933), e da una serie di leggende e film sul regno perduto di Shangri-La diffusi dai media negli anni ’70. Al centro dei racconti vi erano sempre la straordinaria salute e la longevità degli abitanti di questa zona. Le ripide pareti delle montagne sono coltivate con arditi terrazzamenti sui quali prevale la coltura dell’albicocco, il cui frutto essiccato al sole è fra gli alimenti principali della dieta del popolo hunza. Hunza mantenne l’indipendenza e l’isolamento fino all’arrivo delle truppe britanniche, vivendo di scambi e baratti con le carovane che passavano per la Via della Seta.

Il Forte di Baltit , che sorge su una sporgenza di roccia simile a un trono, con la Ultar Nala alle spalle, è sempre stato il cuore del regno. Il forte è stato usato come palazzo reale, dalla famiglia dei mir locali, per più di 750 anni, fino al secolo scorso. Le costruzioni più antiche risalgono al XIII secolo ma l’aspetto attuale si deve al mir Nazim Khan che rinnovò alcune stanze, aggiunse una piattaforma sul tetto e rivestì di calce i muri esterni aumentando notevolmente l’impatto visivo del forte su tutta la vallata. Nel 1945 il nipote di Nazim Khan si spostò in una nuova dimora a Karimabad e il forte cadde in uno stato di profondo abbandono. Il sapiente restauro di tutto il complesso è stato operato tra il 1990 e il 1996 grazie a un enorme sforzo congiunto anglo-pakistano.

12° giorno / Karimabad – Nagar – Hopar – Lago Attabad – Karimabad (circa 90 km) L’incontro dei ghiacciai Bualtar e Barpu, il lago formato da una colossale frana nel 2010 Dopo la prima colazione partenza verso sud-est lungo la Napar-Hopar-Hispar Road che segue il corso del fiume Nagar fino al villaggio di Nagar , la capitale dell’antico regno omonimo, ancora oggi residenza del mir (re) locale. Si procede oltre, fino ai villaggi di Hopar che sorgono intorno a una conca naturale presso l’incontro degli splendidi ghiacciai Bualtar e Barpu. E’ possibile fare una breve camminata sul ghiacciaio ( si consiglia di calzare uno scarponcino da trekking anti scivolo). Si torna indietro sulla Karakorum Highway e si procede verso est fino alle sponde del Lago Attabad , formatosi nel 2010 in seguito a una colossale frana che ha sbarrato il corso del fiume Hunza. Nel tardo pomeriggio rientro a Karimabad . Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

13° giorno / Karimabad – Ganesh – Gilgit – Chilas (circa 230 km) Le piccole moschee di legno, lungo la Karakorum Highway, le vedute del Rakaposhi, le incisioni rupestri lungo l’antica Via della Seta Dopo la prima colazione visita del villaggio di Ganesh che nel 2002 è stato insignito dell’Asia Pacific Heritage Haward dall’UNESCO per il restauro delle numerose piccole moschee di legno, riccamente intagliate, risalenti a 100-200 anni fa. Partenza verso sud per Gilgit ripercorrendo a ritroso il tratto di Karakorum Highway lungo il fiume Hunza ai piedi dell’imponente Rakaposhi. Si prosegue poi sempre verso sud fino a incontrare il fiume Indo e quindi il profilo del Nanga Parbat , nona montagna al mondo per i suoi 8.125 metri d’altitudine, Diamir è la sua denominazione locale. La vetta in estate è spesso coperta di nubi perché rappresenta l’ultimo baluardo contro il monsone. Al ponte di Raikot la strada si porta sulla destra orografica dell’Indo e attraversa una piana pietrosa assolutamente desertica fino a Chilas (950 m), una volta conosciuta come Sonamagar “Città della Luna”, tappa fondamentale della strada carovaniera che collegava la pianura a Gilgit. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

Le incisioni rupestri lungo la Via della Seta Già nel II secolo a.C. un’importante ramo della Via della Seta passava di qui. Mercanti, missionari buddhisti e pellegrini si muovevano tra la Cina e le regioni di Gandhara e viceversa. L’impronta dell’uomo è confermata in tutte le epoche dalle

sculture e incisioni rupestri che si rincorrono lungo il percorso della Karakorum Highway e che dimostrano come questa via in mezzo ad aspre e solitarie montagne sia stata per secoli l’arteria culturale del Pakistan. La più alta concentrazione di incisioni rupestri lungo l’intera Via della Seta si trova nei pressi di Chilas: ruote, cavalieri, asce, stambecchi, bodhisattva, stupa, nomi, preghiere etc.

14° giorno / Chilas – – Naran – Abbottabad (circa 260 km) Gli alti pascoli dell’Hazara, i nomadi gujar e la scenografica valle di Kaghan Partenza verso sud-ovest lungo una strada secondaria, si lascia la Valle dell’Indo e si procede verso il Babusar Pass , a quota 4.175 m. Fino all’inaugurazione della Karakorum Highway, il Babusar Pass rappresentava l’unica via di collegamento tra le Aree Settentrionali e il resto del Pakistan. Se fortunati si possono incontrare gli accampamenti dei nomadi gujar che si spostano con i loro animali negli alti pascoli dell’Hazara. Si costeggia il lago Lulusar , il lago naturale più grande della zona, da cui ha origine il fiume Kunhar. Si prosegue verso il villaggio di Naran (2.400 m) senza dubbio il centro più attivo della valle di Kaghan, anche se durante l’inverno gli abitanti si trasferiscono a valle nel più mite clima di Balakot. Arrivo a Abbottabad nel tardo pomeriggio. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

15° giorno / Abbottabad – Taxila – Islamabad (circa 125 km) Uno dei più importanti siti archeologici di tutta l’Asia Dopo la prima colazione partenza verso sud per Islamabad, lungo la Karakorum Highway. Sosta per la visita delle rovine di Taxila , Patrimonio dell’Umanità UNESCO, una delle più importanti città dell’antichità, per secoli centro politico e culturale dei vari regni dell’India del Nord. Visita dei principali siti di interesse: il Museo di Taxila , dove sono esposti i resti rinvenuti negli scavi: sculture Ghandara, rilievi di stucco, immagini di terracotta, sigilli, oggetti in vetro, gioielli, ceramiche, utensili d’argento, scrigni, manoscritti e una vasta collezione di monete; il grande Stupa di Dharmarajika , chiamato anche Chir (spaccatura) Tope, per via dei cercatori di tesori che nei secoli passati hanno diviso la cupola in due parti; la città greco-battriana di Sirkap . Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.

La città di Taxila fu fondata all’incrocio delle tre importanti vie commerciali dell’epoca: della Bactriana verso l’Asia centrale, del Kashmir verso l’India e del Passo Khunjerab verso la Cina. Nel VI secolo a.C. fu annessa all’Impero Persiano

da Dario, poi a quello Macedone di Alessandro Magno nel 326 prima d’essere conquistata da Chandragupta, il fondatore dell’Impero Mauria. Ashoka, il figlio di questo, la trasformò in un importante centro buddhista fino a portarla a essere una delle maggiori università vediche, di buddhismo e di classicismo indù. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce tre città distinte, più una serie sparsa di stupa, templi e monasteri.

16° giorno / Islamabad – Italia Molto presto al mattino trasferimento all’aeroporto per il volo Turkish Airlines, via Istanbul, per l’Italia. Arrivo previsto a Milano Malpensa nel primo pomeriggio.

Sistemazioni previste (*) :

Rawalpindi: Pearl Continental Hotel, 5* o similare (1 notte) Saidu Sharif: Swat Serena Hotel, 4* o similare (2 notti) Ayun: Ayun Fort Inn Hotel o similare (2 notti) Chitral: Pamir Inn Hotel o similare (1 notte) Mastuj: PTDC Motel o similare (1 notte) Phander: PTDC Motel o similare (1 notte) Gilgit: Gilgit Serena Hotel, 4* o similare (1 notte)

Duiker: Eagle’s Nest Resort (1 notte) Karimabad: Hunza Darbar Hotel (2 notti) Chilas: Shangri-La Midway Hotel o similare (1 notte) Abbotabad: Hotel One, 4*o similare (1 notte) Rawalpindi: Pearl Continental Hotel, 5* o similare (1 notte)

(*) N.B. A causa della scarsità di strutture alberghiere e alla possibilità che queste vengano requisite dal governo, non è garantita la lista delle sistemazioni previste e in alcuni casi non è garantita la camera singola.

Altre informazioni:

Organizzazione e trasporti – Si utilizzano fuoristrada tipo Toyota Prado con 3 passeggeri + autista per auto (una vettura potrebbe avere 4 passeggeri) . Guida locale di lingua inglese e nostro accompagnatore.

Pernottamenti e pasti – Alcuni hotel sono semplici (i migliori esistenti in loco) ma sempre in camere con bagno privato. Comunque la categoria delle strutture non è paragonabile a quelle di tipo occidentale. (N.B. A causa della scarsità di strutture alberghiere e alla possibilità che queste vengano requisite dal governo, non è garantita la lista delle sistemazioni previste e in alcuni casi non è garantita la camera singola). Pranzi prevalentemente a picnic o in ristoranti locali, cene nei ristoranti delle strutture dove si pernotta o in ristoranti locali.

Altimetria – Come specificato nel programma, si superano raramente i 3.000 metri di altitudine. Tutti i pernottamenti, eccetto quello a Duiker, sono ben al di sotto dei 3.000 metri. Quindi il viaggio non presenta particolari difficoltà di adattamento all’altitudine.

Clima – Approssimativamente si può dire che il Pakistan ha tre stagioni: la stagione fredda (autunno-inverno, all’incirca da Ottobre a Febbraio), la stagione calda (primavera-estate, all’incirca da Marzo a Giugno) e la stagione umida/monsonica (estate, all’incirca da Luglio a Settembre). Le temperature sono molto variabili in funzione dell’altitudine. Possibilità di pioggia nella pianura dell’Indo solo sul versante sud delle montagne nel periodo monsonico

Disposizioni sanitarie – Non è obbligatoria alcuna vaccinazione. Si consiglia di informarsi presso l’Ufficio d’Igiene provinciale.

Formalità burocratiche – E’ richiesto il visto consolare. Devono essere inviati in ufficio, almeno 30 giorni prima della partenza, il passaporto in originale (con validità di almeno 6 mesi dalla data di partenza) con 2 pagine contigue libere e 3 fototessera a colori da accompagnare ai moduli compilati in tutte le loro parti e firmati dal titolare del passaporto.

Sicurezza – Negli ultimi anni la situazione di sicurezza in Pakistan, condizionata dal rischio di attentati terroristici rivolti soprattutto verso obiettivi istituzionali, è

nettamente migliorata e le zone incluse nel programma sono ritenute attualmente sicure. Comunque permane l’abitudine di proteggere lo straniero in viaggio e in alcune aree le autorità locali potrebbero ritenere opportuna l’assegnazione di una scorta militare. E’ richiesta una certa flessibilità e una buona capacità di adattamento a eventuali cambiamenti di programma dovuti a eventuali ragioni di sicurezza.

Caratteristiche del viaggio e grado di difficoltà – Viaggio dalle caratteristiche prevalentemente paesaggistiche con una grande varietà di ambienti sempre spettacolari. Molto interessante anche dal punto di vista etnografico dato che l’isolamento della vita nelle valli ha permesso il mantenimento di tradizioni e costumi locali. Itinerario fisicamente impegnativo per alcune lunghe tappe di trasferimento in fuoristrada. Alcuni semplici hotel. Qualità dei pasti media.

QUOTAZIONE PER PERSONA da Milano:

€ 3.450 base 10-14 partecipanti con nostro accompagnatore € 3.600 base 8-9 partecipanti con nostro accompagnatore

Da aggiungere - partenze da altre città su richiesta - supplemento singola € 570 - tasse aeroportuali, security e fuel surcharge € 330 - copertura assicurativa di viaggio vedi tabella sotto - costo individuale gestione pratica € 90 - visto consolare € 80

N.B. Il supplemento singola è eliminabile in caso di condivisione camera doppia con altro partecipante, previa verifica disponibilità.

Date di partenza: - da sabato 9 a domenica 24 Maggio 2020

Promozione “Prenota Prima” Prenotate il vostro viaggio con un anticipo di almeno 90 giorni dalla partenza e otterrete uno sconto del 50% sul costo della copertura assicurativa “all inclusive”.

La quota comprende: Voli di linea in classe economica, guide locali di lingua inglese, accompagnatore italiano a partire da un minimo di 8 partecipanti, trasporti con automezzi fuoristrada, i pernottamenti in hotel, pensione completa per tutto il viaggio, gli ingressi ai siti di interesse, assicurazione come specificato, dossier informativo sul paese.

La quota non comprende : Le bevande, le eventuali tasse aeroportuali, le mance, gli extra personali, l’assicurazione integrativa facoltativa, tutto quanto non specificato.

La nostra nuova ed esclusiva copertura assicurativa “all inclusive”

- Annullamento del viaggio prima della partenza - Interruzione viaggio (con rimborso dei giorni persi fino a € 5.000) - Assistenza sanitaria tramite centrale operativa h24 - Spese mediche in viaggio fino a € 20.000 (di cui € 5.000 fino a 45 gg dal rientro) - Bagaglio fino a € 750 - Viaggi Rischio Zero per eventi fortuiti e casi di forza maggiore in corso di viaggio - Indennizzo fino a € 150.000 per infortunio che causi decesso o invalidità permanente

Il costo a passeggero del pacchetto assicurativo è da aggiungere alle spese accessorie e da versare al momento dell’iscrizione al viaggio. Il calcolo dell’importo si evince dalla tabella che segue:

Quota totale fino a: Costo a passeggero*

€ 1.000,00 € 50 € 2.000,00 € 90 € 3.000,00 € 130 € 4.000,00 € 165 € 5.000,00 € 190 € 10.000,00 € 200

NB: il conteggio del totale assicurabile non deve includere visto e spese gestione pratica. *comprensivo di imposte di assicurazione e diritti di agenzia.

Copertura Integrativa E’ possibile estendere la copertura delle spese mediche in viaggio fino a € 120.000 stipulando una polizza facoltativa con premio lordo per passeggero di € 55,00, da specificare espressamente all’operatore.

Le condizioni dettagliate delle coperture assicurative sono consultabili sul nostro sito www.viaggilevi.com .

NOTE IMPORTANTI

• La quotazione è calcolata col valore del rapporto di cambio USD/Euro = 0,90 in vigore nel mese di Gennaio 2020. In caso di oscillazioni del cambio di +/-3% a 20 giorni dalla data di partenza sarà effettuato un adeguamento valutario.

• Per ragioni tecnico-organizzative in fase di prenotazione o in corso di viaggio l’itinerario potrebbe subire delle modifiche, mantenendo invariate quanto più possibile le visite e le escursioni programmate.

• Le tariffe aeree prevedono classi di prenotazione dedicate, soggette a disponibilità limitata di posti. Al momento della prenotazione, in caso di non confermabilità della tariffa utilizzata per la costruzione del prezzo del viaggio, comunicheremo il supplemento.

• Molte compagnie aeree prevedono l’emissione immediata del biglietto. In tal caso vi informeremo all'atto della vostra conferma e procederemo alla emissione. L'acconto dovrà includere anche l'importo intero del biglietto, che non sarà rimborsabile, e le penali del viaggio in questione derogheranno dalle nostre pubblicate.

• L’importo delle tasse aeree dipende dal rapporto di cambio del USD e del costo del petrolio, stabilito dalle compagnie aeree. Il valore esatto viene definito all’atto dell’emissione dei biglietti aerei.

Milano, 23.01.2020 n. 1

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