97 Gerolamo Induno Che Cantò Con I Colori La
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Diapositiva 1
I 150 anni dell’Italia nell’arte A cura del Prof. CESARE ALPINI 1 2 Giovanni Fattore, Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta Gerolamo Induno, Garibaldi sulle alture di Sant’Angelo presso Capua Gerolamo Induno, La partenza dei coscritti nel 1866 Francesco Hayez, La Meditazione (L’Italia nel 1848) Ippolito Caffi, Bombardamento notturno a Marghera del 25 maggio 1849 Luigi Querena, Scoppio di una mina nell’isola San Giuliano Napoleone Nani, Daniele Manin e Nicolò Tommaseo liberati dal carcere e portati in trionfo in Piazza San Marco nel 1848 Giuseppe Molteni, Ritratto della marchesina Anna Pallavicina Trivulzio in abito patriottico Gerolamo Induno, Trasteverina colpita da una bomba Gerolamo Induno, Garibaldi al Vascello George Housman Thomas, Garibaldi all’assedio di Roma Pietro Bouvier, Garibaldi e il maggiore Leggero in fuga trasportano Anita morente Gerolamo Induno, La battaglia della Cernaja Gerolamo Induno, La Battaglia di Magenta Giovanni Fattori, L’assalto a Madonna della Scoperta Giovanni Fattori, La Battaglia di Montebello Angelo Inganni, Accampamento degli Zuavi sugli spalti di Brescia Angelo Trezzini, Morte di Ferdinando Cartellieri. Episodio del combattimento di San Fermo Giovanni Fattori, Soldati francesi del ‘59 Telemaco Signorini, L’artiglieria toscana a Montechiaro salutata dai francesi feriti a Solferino Silvestro Lega, Un’imboscata di bersaglieri in Lombardia Silvestro Lega, Bersaglieri che conducono prigionieri austriaci Federico Faruffini, La Battaglia di Varese Eleuterio Pagliano, La presa del cimitero di Solferino -
04 GALLERIE D'italia P.SCALA, IL PERCORSO MUSEALE.Pdf
Da Canova a Boccioni. Le collezioni della Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo Il percorso espositivo Le sale delle Gallerie d’Italia - Piazza Scala, Milano, ospitano 197 opere, tra dipinti e sculture, che sono preziose testimonianze dell’arte dell’Ottocento soprattutto lombardo. La qualità e la storia delle opere selezionate dal curatore Fernando Mazzocca fra le collezioni della Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo, ne fa un insieme straordinario, unico a livello nazionale. Per molte di loro è documentata la presenza nelle più significative esposizioni dell’epoca, come quelle organizzate dall’Accademia di Brera a Milano, dalla Biennale Internazionale di Venezia a partire dal 1895 o nelle Esposizioni Universali. Inoltre, la loro provenienza è, in diversi casi, altrettanto illustre, in quanto fra le opere in mostra vi sono dipinti appartenuti all’imperatore d’Austria, ai sovrani dell’Italia unita, ad aristocratici o a nuovi imprenditori soprattutto milanesi. Il percorso delle Gallerie di Piazza Scala ha inizio con una magnifica sequenza di tredici bassorilievi in gesso di Antonio Canova , ispirati a Omero, Virgilio e Platone, di proprietà della Fondazione Cariplo, e si conclude altrettanto emblematicamente con quattro capolavori di Umberto Boccioni (tra cui Tre donne degli anni 1909-1910 e Officine a Porta Romana del 1910), appartenenti al patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo, fondamentali per comprendere il decisivo passaggio dal Divisionismo al Futurismo. Vengono così documentati, attraverso opere eccezionali, due momenti fondamentali della storia dell’arte italiana: il Neoclassicismo, dominato dal genio di Canova che, eguagliando gli antichi, restituiva alla scultura italiana il suo primato nel mondo; e l’esperienza esaltante del Futurismo, nato proprio a Milano, che apre nuovi orizzonti alla pittura e raggiunge un prestigio internazionale. -
Eroi-Giovani-Belli Fulltext.L.1.Pdf
con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia La presente pubblicazione è stata realizzata grazie al contributo derivante dalla legge regionale 4 ottobre 2013, n. 11 “Valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima guerra mondiale e interventi per la promozione delle commemorazioni del centenario dell’inizio del conflitto”. Impaginazione Verena Papagno © copyright Edizioni Università di Trieste, Trieste 2016. Proprietà letteraria riservata. I diritti di traduzione, memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento totale e parziale di questa pubblicazione, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm, le fotocopie e altro) sono riservati per tutti i paesi. ISBN 978-88-8303-766-5 (print) ISBN 978-88-8303-767-2 (online) EUT – Edizioni Università di Trieste Via Weiss, 21 – 34128 Trieste http://eut.units.it https://www.facebook.com/EUTEdizioniUniversitaTrieste Gli eroi son tutti giovani e belli L’immagine del soldato fra retorica e realtà 1870-1935 Massimo De Grassi EUT EDIZIONI UNIVERSITÀ DI TRIESTE Indice Massimo De Grassi 139 5. «Nell’ora del cimento»: Paolo Quazzolo l’Italia in guerra 7 Presentazione 177 6. Soldati: racconti dal fronte 9 1. La nascita di una nazione 241 7. Fratelli nella morte 71 2. Il trascolorare del mito Paolo Quazzolo 89 3. La guerra in Libia e una 307 8. La prima guerra in nuova immagine del soldato letteratura. Tra retorica e realtà della trincea 117 4. La prima guerra mondiale: lo scoppio delle ostilità 349 Bibliografia 5 Presentazione Il presente volume nasce a corollario delle ricerche condotte dagli autori in occasione della mostra documentaria di carattere fotografico “Gli eroi son tut- ti giovani e belli”. -
La Pittura E Le Cose. Gli Induno E L'oggettistica Patriottica
SANDRO MORACHIOLI La pittura e le cose. Gli Induno e l’oggettistica patriottica La nostra letteratura ha impiegato molto tempo prima di scoprire l’oggetto: è necessario arrivare a Balzac perché il romanzo non sia più, semplicemente, lo spazio di puri rapporti umani, ma anche di cose e usi destinati a recitare la loro parte nello sviluppo delle passioni. Senza i suoi moccoli, le sue zollette di zucchero, il suo crocifisso d’oro, avrebbe potuto Grandet essere avaro (let- terariamente parlando)?1 Così, in maniera solo apparentemente peregrina, Roland Barthes apri- va il suo saggio dedicato alle tavole dell’Encyclopédie. Per lo scrittore francese, le illustrazioni della grande impresa di Diderot e D’Alembert schiudevano le porte al protagonismo delle cose nella letteratura realistica ottocentesca, segnando la conquista di una nuova autonomia iconografica da parte degli oggetti e della cultura materiale.2 In queste pagine non ci si occuperà di letteratura, ma di arte, oggetti e politica. Parafrasando le parole di Barthes e trasferendole dal padre di Eugenia Grandet ai cosiddetti padri della patria, si comincerà col chie- dersi quale aspetto avrebbe potuto avere il Risorgimento italiano senza il suo bric à brac composto di cappelli, uniformi, fazzoletti, armi, bandiere, spille, coccarde, piatti, tazzine, medaglie, statuette, orologi, candelabri, ta- bacchiere, pipe, paralumi, senza contare giornali, opuscoli, stampe, banco- note, manifesti, calendari, almanacchi. 1. Roland Barthes, Le tavole dell’Encyclopédie, in Il grado zero della scrittura, Tori- no, Einaudi, 1982, pp. 87-102. 2. Su letteratura e cultura materiale, cfr. Janell Watson, Literature and Material Cul- ture from Balzac to Proust: The Collection and Consumption of Curiosities, Cambridge, Cambridge university press, 1999. -
00 Mediterr Saggi
A COLLECTION OF CULTURAL EXCELLENCE A COLLECTION OF CULTURAL EXCELLENCE The Artistic Heritage of the Fondazione Cariplo edited by Giovanna Ginex Domenico Sedini Cover First published in Italy in 2009 Angelo Morbelli, Battello by Skira Editore S.p.A. sul Lago Maggiore, 1915, detail Palazzo Casati Stampa via Torino 61 Art Director 20123 Milano Marcello Francone Italy www.skira.net Design Luigi Fiore © 2014 Fondazione Cariplo © 2014 Skira editore, Milano Editing © Filippo De Pisis, Mario Sironi by SIAE Maria Conconi 2014 Elisabet Lovagnini All rights reserved under international Layout copyright conventions. Paola Pellegatta No part of this book may be reproduced Translations or utilized in any form or by any means, Emily Ligniti electronic or mechanical, including Alta Price photocopying, recording, or any information storage and retrieval system, Photographs without permission in writing from the Fondazione Cariplo Archives, Milan publisher. Mauro Ranzani Sandro Roberto Scarioni Printed and bound in Italy. Second edition In order to enhance its own art collection—which is educational activities aimed at schools (ArtL@b composed of 767 paintings, 116 sculptures, 51 objects learning project). and furnishings, in addition to the historical palazzos The communicative means adopted are diverse and Melzi d’Eril and Confalonieri—the Fondazione Cariplo complementary, with the goal of helping to bring a has elaborated an entire program of cultural proposals, vaster audience closer to the world of art, to raise better known as the Artgate project. sensibility and awareness on our shared cultural This publication, in its revised edition, is part of a heritage, to activate secondary initiatives such as program aimed at spreading culture. -
STUDI BITONTINI 2012 - N
Centro Ricerche di Storia e Arte Bitonto STUDI BITONTINI 2012 - n. 93-94 Studi Bitontini, rivista scientifica del Centro Ricerche di Storia e Arte-Bitonto, fondata nel 1969 e pubblicata regolarmente con cadenza quadrimestrale fino al 1989, si propone quale sede privilegiata per ricerche, ap- profondimenti, confronti su temi, documenti, eventi, nonché problemi di tutela e gestione relativi alla storia, al paesaggio ed all’intero patrimonio socio-culturale, materiale e immateriale, della Puglia e, in particolare, di Bitonto. Direttore editoriale Custode Silvio Fioriello Comitato Scientifico Franco Cardini - Pasquale Corsi - Angelo Massafra - Stefano Milillo - Felice Moretti - Mimma Pascullli Nicola Pice - Vincenzo Robles - Vito Sivo - Francesco Tateo - Giuliano Volpe Comitato di Redazione Chiara Cannito (segretario) - Antonella Lafranceschina - Tommaso Maria Massarelli - Carmela Minenna Antonio Sicolo - Liliana Tangorra - Maria Anna Visotti Direzione e Redazione Centro Ricerche di Storia e Arte-Bitonto - Via Santi Medici, 7 - 70032 Bitonto (BA) Tel. e Fax +39.080.3745206 - c/c postale n. 15922701 http://www.centroricerchebitonto.com - e-mail: [email protected] Codice Fiscale: 800141607727 Avvertenze La collaborazione, aperta a tutti, è gratuita. Gli articoli devono essere redatti in conformità alle ‘Norme per la re- dazione e l’accettazione dei contributi’ disciplinate dal ‘Regolamento di Studi Bitontini’. Non si risponde del con- tenuto degli articoli e si lascia agli autori piena responsabilità delle idee o delle opinioni in essi espresse. I manoscritti, i testi e le fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. Per la validazione dei contributi (peer reviewing) Studi Bitontini si avvale del giudizio del Comitato Scientifico, non- ché della valautazione di revisori esterni – anche di profilo internazionale.