Guida Agli Archivi Della Resistenza
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Impatti E Nuove Sfide Al Tempo Dei Cambiamenti Climatici
LEGAMBIENTE 1 impatti e nuove sfide al tempo dei cambiamenti climatici GENNAIO 2018 Sommario PREMESSA .................................................................................................................................................................... 4 1. CAMBIAMENTI CLIMATICI E BILANCIO IDRICO ......................................................................................... 6 Andrea Toffaletti – Deglaciazione alpina ................................................................................................................ 10 Fabio Villa – Stima della componente glaciale nel bilancio idrico ........................................................................ 10 2. STATO DI QUALITÀ DEI CORPI IDRICI e PRESSIONE DEI PRELIEVI ..................................................... 11 VALLE D’AOSTA ................................................................................................................................................... 12 2 PIEMONTE.............................................................................................................................................................. 13 LOMBARDIA .......................................................................................................................................................... 14 VENETO .................................................................................................................................................................. 16 ALTO ADIGE ......................................................................................................................................................... -
Elenco Di Consistenza Del
ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA IN TOSCANA ELENCO DI CONSISTENZA DEL FONDO MICHELE CANTARELLA Censimento delle carte al maggio 2010 a cura di Eleonora Giaquinto Nota preliminare La documentazione, divisa in ventuno buste, si presenta tuttora priva di ordinamento organico e numerazione delle carte. Le buste indicate nell’elenco con i numeri provvisori 1-16 contengono carteggio, fotografie e stralci di periodici, manoscritti e inviti, in prevalenza attinenti all’archivio di Michele Cantarella. Parte della documentazione, in alcuni casi non facilmente separabile dal complesso principale, è stata prodotta invece dalla moglie Helene Paquin Cantarella, traduttrice, e si configura come un archivio aggregato. Molto materiale riguarda Gaetano Salvemini, del quale Michele Cantarella curò la bibliografia. Di questa opera si conserva nelle carte di Cantarella grandissima parte del lavoro preparatorio. Sempre di Gaetano Salvemini si conservano qui manoscritti autografi e dattiloscritti delle traduzioni in lingua inglese realizzate per lui da H. Cantarella. Nelle buste provvisoriamente indicate coi numeri 17-21 si conservano invece alcuni periodici e opuscoli a stampa, donati dal produttore all’Istituto e in parte usati per la bibliografia. A causa del poco tempo a disposizione per il presente intervento, non si è potuto procedere al riordino, ma solo alla realizzazione di un censimento del contenuto del fondo. In conseguenza di ciò non è stato possibile naturalmente né spostare alcuna carta, né procedere alla numerazione delle stesse. Quindi i numeri indicati nella descrizione, sia quelli delle buste che quelli dei fascicoli provvisori, già esistenti o formati nel corso dell’intervento, hanno il solo scopo di dare un’idea sommaria della consistenza del fondo nel suo complesso. -
The Origins of the European Integration: Staunch Italians, Cautious British Actors and the Intelligence Dimension (1942-1946) Di Claudia Nasini
Eurostudium3w gennaio-marzo 2014 The Origins of the European Integration: Staunch Italians, Cautious British Actors and the Intelligence Dimension (1942-1946) di Claudia Nasini The idea of unity in Europe is a concept stretching back to the Middle Ages to the exponents of the Respublica Christiana. Meanwhile the Enlightenment philosophers and political thinkers recurrently advocated it as a way of embracing all the countries of the Continent in some kind of pacific order1. Yet, until the second half of the twentieth century the nationalist ethos of Europeans prevented any limitation of national sovereignty. The First World War, the millions of casualties and economic ruin in Europe made the surrendering of sovereignty a conceivable way of overcoming the causes of recurring conflicts by bringing justice and prosperity to the Old World. During the inter-war years, it became evident that the European countries were too small to solve by their own efforts the problem of a modern economy2. As a result of the misery caused by world economic crisis and the European countries’ retreating in economic isolationism, various forms of Fascism emerged in almost half of the countries of Europe3. The League of Nations failed to prevent international unrest because it had neither the political power nor the material strength to enable itself to carry 1 Cfr. Andrea Bosco, Federal Idea, vol. I, The History of Federalism from Enlightenment to 1945, London and New York, Lothian foundation, 1991, p. 99 and fll.; and J.B. Duroselle, “Europe as an historical concept”, in C. Grove Haines (ed.by) European Integration, Baltimore, 1958, pp. -
Quaderni-Savonesi-34.Pdf
ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA E DELL’ETÀ CONTEMPORANEA DELLA PROVINCIA DI SAVONA Studi e ricerche sulla Resistenza e l’Età contemporanea n. 34 Savona, ottobre 2013 Aut. Trib. di Savona n. 463 del 27.8.1996. Poste Italiane S.p.A. sped. abb. post. - 70% - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46). Dir. comm.: Business Savona. l 30 ottobre del 1943, a poche settimane dalla decisione del Governo Badoglio di entrare in guerra contro la Germania, Savona subì un intenso bombarda- Imento da parte di oltre 150 aerei alleati che quasi distrusse un intero quartiere nella zona portuale, e mietè 113 vittime tra bambini, donne, anziani e provocò un ISTITUTO STORICO migliaio di feriti. La pubblicazione di questo numero dei “Quaderni savonesi” è resa possibile anche grazie al DELLA RESISTENZA E DELL’ETÀ contributo della Fondazione “A. M. De Mari” della Cassa di Risparmio di Savona e di Coop Liguria. CONTEMPORANEA DELLA PROVINCIA Abbiamo deciso di ricordare questa data in un incontro con i giovani studenti ed i Quaderni savonesi. Studi e ricerche sulla Resistenza e l’Età contemporanea. DI SAVONA loro insegnanti degli Istituti scolastici superiori con una relazione del prof. Anno 16, Nuova Serie n. 34, ottobre 2013. Leonardo Paggi, ordinario di storia contemporanea all'Università di Siena e con Autorizzazione del Tribunale di Savona n. 463 del 27.8.1996. Poste Italiane S.p.A. sped. abb. postale - 70% alcune comunicazioni di carattere locale intese ad illustrare il tragico coinvolgi- -D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46). -
Sentiero Rusca Da Sondrio Al Passo Del Muretto
Sentiero Rusca da Sondrio al passo del Muretto Valmalenco montagne1 per tutti La strada dei Turnaché (foto Beno). Chiesa in Valmalenco e la Sassa d’Entova (foto Beno). Il piz Platta dal passo del Muretto (foto Beno). Muretto (da cui poi si scendeva in Svizzera a Maloja) attraversando l’intera Valma- INTRODUZIONE lenco e superando 2300 m di dislivello positivo in oltre 32 km. La salita da Sondrio al passo del Muretto può essere opportunamente divisa in Scremate le ovvietà, la gente di montagna che a un certo punto della vita deve 3 tappe con arrivo rispettivamente a Basci, a Chiareggio e al passo del Muretto (da proseguire con limitazioni fisiche, alla domanda “cosa ti manca di più?” risponde cui si può tornare a Chiareggio o scendere a Maloja). Da Sondrio a Chiesa sono “andare in montagna”. Ciò non deve sorprendere, perchè, da noi, la bellezza ha sufficienti 3 portatori per ogni joëlette, mentre più oltre, considerate le pendenze e quell’aspetto. Montagna, dislivelli, sentieri non rappresentano una barriera insor- il fondo sconnesso, si rende necessario l’intervento di una quarta persona. montabile per la disabilità, ma solo un limite culturale. Con l’utilizzo di speciali Il sentiero Rusca è intitolato all’arciprete di Sondrio Nicolò Rusca che, durante mezzi NON MOTORIZZATI quali la joëlette, infatti, anche chi ha limitazioni fisiche i contrasti religiosi del 1618 (pilotati da ragioni politiche più che di credo), fu arre- può provare il piacere dell’andare per monti, dove è il viaggio a contare ben più stato a Sondrio e tradotto in Svizzera per il passo del Muretto. -
Delpaese E Le Forze Armate
L’ITALIA 1945-1955 LA RICOSTRUZIONE DEL PAESE STATO MAGGIORE DELLA DIFESA UFFICIO STORICO E LE Commissione E LE FORZE ARMATE Italiana Storia Militare MINISTERO DELLA DIFESA CONGRESSOCONGRESSO DIDI STUDISTUDI STORICISTORICI INTERNAZIONALIINTERNAZIONALI CISM - Sapienza Università di Roma ROMA, 20-21 NOVEMBRE 2012 Centro Alti Studi per la Difesa (CASD) Palazzo Salviati ATTI DEL CONGRESSO PROPRIETÀ LETTERARIA tutti i diritti riservati: Vietata anche la riproduzione parziale senza autorizzazione © 2014 • Ministero della Difesa Ufficio Storico dello SMD Salita S. Nicola da Tolentino, 1/B - Roma [email protected] A cura di: Dott. Piero Crociani Dott.ssa Ada Fichera Dott. Paolo Formiconi Hanno contribuito alla realizzazione del Congresso di studi storici internazionali CISM Ten. Col. Cosimo SCHINAIA Capo Sezione Documentazione Storica e Coordinamento dell’Ufficio Storico dello SMD Ten. Col. Fabrizio RIZZI Capo Sezione Archivio Storico dell’Ufficio Storico dello SMD CF. Fabio SERRA Addetto alla Sezione Documentazione Storica e Coordinamento dell’Ufficio Storico dello SMD 1° Mar. Giuseppe TRINCHESE Capo Segreteria dell’Ufficio Storico dello SMD Mar. Ca. Francesco D’AURIA Addetto alla Sezione Archivio Storico dell’Ufficio Storico dello SMD Mar. Ca. Giovanni BOMBA Addetto alla Sezione Documentazione Storica e Coordinamento dell’Ufficio Storico dello SMD ISBN: 978-88-98185-09-2 3 Presentazione Col. Matteo PAESANO1 Italia 1945-1955 la ricostruzione del Paese el 1945 il Paese è un cumulo di macerie con una bassissima produzione industriale -
Quando I Partigiani Divennero Il Corpo Volontari Della Libertà
Storia Il grande esercito che riunì tutti i combattenti antifascisti Quando i partigiani divennero il Corpo Volontari della Libertà di Andrea Liparoto l 21 marzo 1958 è una data storica 1943 quando il Comitato di Liberazione per i partigiani. Quel giorno, infatti, Nazionale di Milano decide di istituire I venne approvata la legge n. 285 che un Comitato Militare, rappresentativo di al comma 1 così recitava: «Il Corpo Vo- tutti i partiti antifascisti, per coordinare lontari della Libertà (CVL) è riconosciu- al meglio l’attività delle bande. A fare da to, ad ogni effetto di legge, come Corpo guida è Ferruccio Parri, esponente del 50 anni fa militare organizzato inquadrato nelle Partito d’Azione, già protagonista di im- il riconoscimento Forze armate dello Stato, per l’attività portanti operazioni militari nella Prima svolta fin all’insediamento del Governo guerra mondiale, figura di spicco nel dello Stato. militare alleato nelle singole località». quadro della storia democratica del no- I dirigenti Un provvedimento di grande importan- stro Paese. Ha carattere da vendere, è un dei primi giorni za, poiché confermava e stabiliva defini- accentratore e queste qualità non tarde- e i contrasti politici. tivamente che la Resistenza, nel trava- ranno a procurare beghe al neonato or- Poi la lotta comune gliato processo di Liberazione, era stata ganismo. Il Comitato si mette subito al e la vittoria. una preziosa comprimaria, responsabile e lavoro e comincia ad affrontare i nodi organizzata: aveva dato, come si sa, alla più spinosi: la mancanza di fondi e di ar- L’alto prezzo pagato lotta contro il nazifascismo migliaia e mi. -
Thesis Submission
Rebuilding a Culture: Studies in Italian Music after Fascism, 1943-1953 Peter Roderick PhD Music Department of Music, University of York March 2010 Abstract The devastation enacted on the Italian nation by Mussolini’s ventennio and the Second World War had cultural as well as political effects. Combined with the fading careers of the leading generazione dell’ottanta composers (Alfredo Casella, Gian Francesco Malipiero and Ildebrando Pizzetti), it led to a historical moment of perceived crisis and artistic vulnerability within Italian contemporary music. Yet by 1953, dodecaphony had swept the artistic establishment, musical theatre was beginning a renaissance, Italian composers featured prominently at the Darmstadt Ferienkurse , Milan was a pioneering frontier for electronic composition, and contemporary music journals and concerts had become major cultural loci. What happened to effect these monumental stylistic and historical transitions? In addressing this question, this thesis provides a series of studies on music and the politics of musical culture in this ten-year period. It charts Italy’s musical journey from the cultural destruction of the post-war period to its role in the early fifties within the meteoric international rise of the avant-garde artist as institutionally and governmentally-endorsed superman. Integrating stylistic and aesthetic analysis within a historicist framework, its chapters deal with topics such as the collective memory of fascism, internationalism, anti- fascist reaction, the appropriation of serialist aesthetics, the nature of Italian modernism in the ‘aftermath’, the Italian realist/formalist debates, the contradictory politics of musical ‘commitment’, and the growth of a ‘new-music’ culture. In demonstrating how the conflict of the Second World War and its diverse aftermath precipitated a pluralistic and increasingly avant-garde musical society in Italy, this study offers new insights into the transition between pre- and post-war modernist aesthetics and brings musicological focus onto an important but little-studied era. -
On the Role of Thematic Roles in a Historical Event Ontology
AperTO - Archivio Istituzionale Open Access dell'Università di Torino On the role of thematic roles in a historical event ontology This is the author's manuscript Original Citation: Availability: This version is available http://hdl.handle.net/2318/1660625 since 2018-11-23T15:38:21Z Published version: DOI:10.3233/AO-170192 Terms of use: Open Access Anyone can freely access the full text of works made available as "Open Access". Works made available under a Creative Commons license can be used according to the terms and conditions of said license. Use of all other works requires consent of the right holder (author or publisher) if not exempted from copyright protection by the applicable law. (Article begins on next page) 02 October 2021 On the role of thematic roles in a historical event ontology * Anna Goy**, Diego Magro and Marco Rovera Università di Torino, Dipartimento di Informatica, Corso Svizzera 185, 10149, Torino, ITALY E-mail: {annamaria.goy, diego.magro, marco.rovera}@unito.it Abstract. In this paper we discuss the issues related to the formal representation of thematic roles in an ontology modeling historical events. We start by analyzing the ontological distinctions between thematic roles and social roles, which suggest different formal representations. Coupling the study of existing approaches with an analysis of historical texts available within the Harlock'900 project we propose a formal representation of thematic roles in HERO (Historical Event Representation Ontology), based on binary properties, directly connecting the event to its participants. Moreover, we show that a fine-grained formal ontological model of participation in (historical) events should include general thematic roles (e.g., agent, patient) able to capture the common aspects of the ways entities are involved in events and event-specific roles (e.g., sniper), introduced in the ontology according to a specific criterion, that guarantees the needed expressivity without proliferating roles. -
LA FUGA DI FILIPPO TURATI 1 Gennaio 2016 | Filed Under: Articoli and Tagged With: Antifascismo, Fascismo, Resistenza, Socialismo, Turati Di Roberto Poggi
LA FUGA DI FILIPPO TURATI 1 gennaio 2016 | Filed under: Articoli and tagged with: Antifascismo, Fascismo, Resistenza, Socialismo, Turati di Roberto Poggi - L’iniziativa non nacque dall’anziano leader socialista, ridotto all’ombra di sé stesso dopo l’instaurazione della dittatura fascista e la morte della compagna Anna Kuliscioff, ma da Carlo Rosselli. Il progetto di fuga verso la Svizzera si rivelò però troppo rischioso, così Turati fu fatto espatriare rocambolescamente in Corsica. Il dolore di Turati per la morte di Anna Kuliscioff fu straziante. La depressione e l’insonnia, di cui soffriva sin dalla giovinezza, tornarono a tormentarlo. Gli amici di una vita, Treves, Gonzales, Omodeo, Mondolfo, Tanzi, gli si strinsero attorno circondandolo con il loro affetto e le loro cure, ma quando alla sera rincasava nell’appartamento affacciato su Piazza Duomo, che per decenni aveva condiviso con Anna, i pensieri più cupi lo assalivano e lo tenevano sveglio sino all’alba. Nel dicembre del 1925, presentendo la fine imminente, Anna aveva confidato all’amica Bianca Pittoni: “Non avrei mai dovuto fare a Filippo il torto di morire prima di lui”. Era stata una sottoscrizione a favore delle vittime delle persecuzioni zariste, promossa nell’autunno del 1884 dagli ambienti dell’estrema sinistra milanese, a farli conoscere. Dopo alcuni mesi di scambi epistolari, nella primavera dell’anno successivo, avevano finalmente potuto incontrarsi a Napoli, dove Turati era stato inviato dal leader radicale Agostino Bertani per condurre una indagine sulle condizioni di vita dei contadini campani. Il ricordo della magia di quel momento li aveva accompagnati per tutta vita. Rievocando molti anni più tardi le impressioni di quel primo incontro Turati scrisse: “Io rimasi senza parole. -
Via Fratelli Rosselli
VIA FRATELLI ROSSELLI Via F.lli Rosselli unisce Via della Libertà a Via Amendola ed è una via piuttosto breve che, però, essendo al centro del paese vede un certo movimento in quanto si trova proprio dietro agli uffici della delegazione comunale e di altri uffici e studi tecnici. 2005 Via F.lli Rosselli E’ dedicata ai fratelli Carlo e Nello Rosselli, due importanti figure di politici, giornalisti e attivisti dell’antifascismo italiano. Due figure eroiche di cui tutti dovremmo conoscere le idee e la lotta che hanno condotto contro ogni tipo di dittatura. Carlo e Nello Rosselli Vissero a lungo in esilio a Parigi e furono uccisi a Bagnoles-de-l’Orne il 9 giugno 1937 da formazioni locali di estrema destra, molto probabilmente su ordine proveniente dai vertici del fascismo. Firenze: lapide in ricordo dei F.lli Rosselli Carlo, attivista antifascista, prima in Italia poi all'estero, fu il teorico del "socialismo liberale", un socialismo non marxista, riformista, ispirato al laburismo inglese. Carlo Rosselli Amelia Pincherle, madre di Carlo Sia la famiglia del padre, Giuseppe Emanuele Rosselli che quella della madre, Amelia Pincherle, erano state politicamente attive, nutrendo ideali repubblicani e partecipando alle vicende del Risorgimento italiano: Giuseppe Mazzini era morto nella casa pisana dei Rosselli e un Pincherle fu ministro del breve governo instaurato a Venezia da Daniele Manin. I Rosselli, di origini ebraiche-toscane, avevano abitato a Vienna, quindi si erano trasferiti a Roma, dove il 16 novembre 1899 nacque Carlo e l'anno dopo, il 29 novembre 1900, il terzogenito Nello. Nel 1903 i due coniugi si separarono. -
Le Amministrazioni Comunali Libere Nella Prima Fase Della Resistenza Nelle Langhe
LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI LIBERE NELLA PRIMA FASE DELLA RESISTENZA NELLE LANGHE La Resistenza nella zona collinare del Piemonte non sorse T8 settembre 1943. O meglio: non vi sorse subito come resistenza armata. Nuclei locali si formarono, ma relativamente tardi e lenta' mente; erano di grave impedimento le molte e facili vie di pene' trazione, l’assenza di ostacoli naturali da opporre al nemico, la fitta popolazione tra cui si temeva (a torto, come poi si vide) che pullulassero le spie... Così il Piemonte centrale rimase, nei primis' simi mesi della Resistenza, zona praticamente priva di « bande », ove nei paesi tuttora rimanevano in servizio le Stazioni dei cara- binieri (anche se pochi di questi si erano risolutamente posti a fianco della repubblica di Salò, mentre la maggioranza faceva, di fatto, il doppio giuoco). I migliori e più combattivi elementi della zona affluivano verso la montagna, dove già dal settembre 1943 si combatteva duramente; pochi nuclei, di scarsa consistenza rima' nevano sul posto occultati nei boschi, o addirittura a casa propria, attendendo per lo più ai lavori dei campi e collegandosi solo di rado e senza compiere azioni di rilievo. La spinta doveva venire dalle montagne, allorché le vicende della guerra, per un motivo o per l’altro, spinsero alcune delle più agguerrite unità partigiane dei monti a trasferirsi in tutto o in parte nella zona collinare. Così la resistenza armata del Piemonte centrale ebbe origine indiretta; eccezion fatta per il Biellese che, a vero dire, pur gravitando sopra la pianura di Santhià e di Vercelli, ed essendo geograficamente parte del Piemonte centrale, dovrebbe senz’altro essere incluso sia per motivi orografici che per l’evoL versi del suo grandioso movimento partigiano, nella zona dell’arco alpino occidentale.