Il Leghista Per Ogni Stagione
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sabato 10 gennaio 2004 oggi 3 Bruno Ugolini autoferrotramvieri è collegata an- che a questa mancata opera di pre- venzione del conflitto. Anzi, questo Eccolo sugli schermi televisivi Ro- La politica Nostalgia per uomini come ministro del Welfare (già del Lavo- berto Maroni, giovedì sera, con la ro) invece di predicare e perseguire voce un po’ chioccia. Alle sue spalle la coesione sociale, la pace sociale, dell’esponente Brodolini, Donat Cattin ‘‘ c’è una clamorosa rottura con le andava in giro a dire e a scrivere parti sociali sul tema caldo delle leghista, in sintonia con Zaccagnini, Giugni (come fece sul suo “Libro bianco”) pensioni. I sindacati, dietro le quin- che era ora di finirla con la concer- te, parlottano su possibili nuovi Berlusconi e D’Amato Bassolino.... che cercavano tazione, con il dialogo costruttivo scioperi e manifestazioni. Un’altra ‘‘ con le organizzazioni sociali. Per rottura si consuma a Milano e un lo rende uno dei peggiori dialogo e accordi, nella poi magari correre ai ripari e tenta- po’ ovunque con gli autoferrotran- re di capovolgere la frittata. Così è vieri. L’Italia è a piedi, il conflitto ministri della Repubblica dialettica delle idee stato con le pensioni, con il tanto sociale dilaga. tempo fatto perdere ad imprendito- E lui, come se niente fosse, con ri e organizzazioni sindacali, prima il suo aspetto disarmante, rassicu- con un rapporto del suo sottosegre- ra, sostenendo che non è successo tario (leghista anche lui) Brambilla nulla. Anzi, c’è stato un incontro in sintesi che assicurava non esserci alcun al- “interessante” con Cgil, Cisl e Uil. larme nei conti, poi iniziando un Interessante? Sembra appena cala- · Dopo due anni e mezzo di governo riforma delle pensioni; precarizzazio- tira e molla senza esito. Ora prende to dalla Luna, anzi da Marte. Mai Berlusconi, il leghista Roberto Maroni ne istituzionalizzata dei rapporti di la- atto di una rottura drammatica e visto un ministro del Lavoro così. si sta affermando come uno dei peg- voro grazie alla «sua» riforma del mer- foriera di nuovi scontri sociali e E’ l’uomo che dovrebbe governare giori ministri del Lavoro (ribattezzato cato; contratti che non si chiudono; commenta con quell’aggettivo la pace sociale, trovare accordi, ri- Welfare) che la storia repubblicana «gabbie salariali» tra nord e sud che (“interessante”) che lascia sbigotti- stabilire l’ordine, calmare gli animi, ricordi. Per lui parlano i fatti. Qualche tornano in auge; attacco alla politica ti. trovare soluzioni, mediazioni. Ha, esempio. Fine della concertazione, dei redditi. Il tutto accompagnato da Noi abbiamo conosciuto molti finora, in compagnia di quello che sostituita da un indefinito dialogo so- reiterati tentativi di rompere il fronte dei suoi predecessori, seduti in quel- è definito il suo ventriloquo, Mauri- ciale; rottura con Cgil, Cisl e Uil sulla sindacale confederale. la stessa sua poltrona. Non erano zio Sacconi, provocato solo casini, certo, spesso e volentieri, degli ope- magari cercando di aizzare un sin- raisti sfegatati, sponsor di tutte le dacato contro istanze sindacali. Ma erano soprat- l’altro. tutto dei “mediatori”, gente con la C’è da met- testa sulle spalle, coscienti delle pro- tersi le mani nei prie responsabilità. Coscienti di capelli, se si ten- aver a che fare con una parte delica- ta di fare un bi- ta e decisiva della società. Sapevano lancio dell’attivi- che senza il consenso sociale era tà del ministero Il ministro Maroni difficile governare. Un democristia- del Welfare, un no come Carlo Donat Cattin non tempo chiama- avrebbe mai permesso la firma di to ministero del un accordo separato tra i metalmec- Lavoro. Una de- canici, sapendo del grado di rappre- nominazione sentanza posseduto dalla Fiom. mutata, forse ci ha portato Avrebbe costretto sindacati ed im- proprio perché, prenditori a trattare nei suoi uffici, a pensarci bene, giorno e notte, fino a giungere ad di lavoro nel un’intesa. Un uomo come il sociali- senso tradizio- sta Gianni De Michelis, ministro nale - con riferi- per conto di Bettino Craxi, fece di mento a diritti, tutto per impedire la spaccatura sul- tutele, garanzie, la rottura sociale la scala mobile nel 1984, fino a giun- contratti - non gere ad un compromesso che a diri- ci si voleva occupare, oppure ci si Ha costretto l’Italia intera in sa volete che serva ad uno scenario genti come Luciano Lama e Bruno voleva occupare solo per manomet- uno scontro gigantesco, durato me- del genere, l’offerta di una maesto- Trentin sarebbe potuto risultare ac- terli. Quando Roberto Maroni, det- si e mesi, su un tema che oggi qual- sa, imponente, meravigliosa nuova cettabile. to Bobo, era stato eletto a quell’im- siasi imprenditore di buon senso normativa in materia di contratti Sono passati da quelle stanze, portante carica, alcuni suoi concit- considera assai poco importante: iperflessibili, a chiamata, a tempo, dove ora dimora Bobo, personaggi tadini avevano scritto, riferendosi l’articolo diciotto, quello dei licen- a mezzo tempo? Invece di offrire, come Ludovico D'Aragona, Giusep- all’”illustre” figlio di Varese: “Gli ziamenti facili. Come se quello fos- semmai, agli imprenditori la possi- pe Romita, Amintore Fanfani, spetterà il compito di riformare il se il problema per un’Italia che boc- bilità di attingere a manodopera co- Il ministro del Achille Marazza, Ezio Vigorelli, Be- sistema pensionistico… Gli tocche- cheggia, che registra crack aziendali stantemente aggiornata, preparata, Welfare nigno Zaccagnini, Giacomo Brodo- rà disinnescare la mina delle pensio- spaventosi, che ha un panorama in- munita di quei saperi sempre più Roberto Maroni lini, Dionigi Coppo, Tina Anselmi, ni, tenere a bada l'inflazione minac- dustriale spesso fatto di macerie. necessari nella competizione pro- (Lega Nord) Ermanno Gorrieri, Rino Formica. ciata dalle rivendicazioni salariali, Non ci siamo solo ritirati o quasi duttiva mondiale? Per arrivare ai giorni nostri con gestire i rapporti fra Sindacati e As- dalla siderurgia, dalla chimica, dal- C’era un altro campo dove un Franco Marini, Gino Giugni, Cle- sociazioni Imprenditoriali, mettere l’informatica. Ora tremano le co- ministro serio avrebbe dovuto ope- mente Mastella, Tiziano Treu, An- la parola fine alla vicenda dei con- lonne persino dell’agro industria, rare, quello dei contratti di lavoro, tonio Bassolino, Cesare Salvi. tratti a termine”. E Lui, di fronte a per non parlare delle incertezze sul strumenti di stabilizzazione e Tanti nomi diversi. Avevano o tali reboanti profezie, aveva dichia- futuro dell’industria automobilisti- d’equità. Invece Maroni ha lasciato cercavano di avere - chi più chi me- rato: "Le difficoltà mi esaltano. Io ca. Che cosa volete che serva la pos- marcire per interi anni i contratti no - quello che si usa chiamare, se sono qui a decidere in un ruolo sibilità di licenziare qualche opera- in molti settori del pubblico impie- non carisma, “autorevolezza”. Uo- politico strategico per la Lega: più i io, magari antipatico o considerato go, promettendo mari e monti e mini e donne che si facevano carico problemi sono delicati, più sono de- scarsamente produttivo, quando poi lasciando gli interessati a bocca dei propri doveri, non stavano nel- terminato a risolverli”. Tutto fatto, spesso e volentieri corre il rischio di asciutta. le austere stanze di Via Flavia come come si sa. Basta guardarsi attorno. chiudere l’intera fabbrica? E che co- La vicenda drammatica degli si sta in un salone da biliardo. dalle tutele parlamentari. Bobo de- ve accontentarsi del Welfare. Sarà l'alfiere della Lega per la tutela della famiglia, le riforme, la difesa delle pensioni: «Le pensioni non si toc- Il leghista per ogni stagione cheranno mai», garantisce Bossi, «perché c'è Maroni, e Maroni non Sempre aggrappato a Bossi, l’avvocato della Avon non affonda mai decide niente se prima non passa dal suo capo, e il suo capo s ono io. È chiaro?». Michele Sartori «welfare» - col risultato di vertenze Come diavolo ha fatto, Maroni «Distretto 51», la band varesina in famoso «decreto Biondi». «Mi han- l'amicizia conta più dei dissensi. Lo Comincia benino. Il Bobo sta in e scioperi incancreniti, minacce sul- il rosso, a passare con Silvio, a cui lo cui ancora suona quando può, giub- no imbrogliato!», protesta dopo. Fi- richiama. Bobo, da parte sua, si sot- decenti rapporti umani con Coffera- le pensioni, c ontroriforme legislati- univa solo la pasione milanista? betto jeans e occhiali da blues gurarsi: manco l'aveva letto. Non la topone a un duro purgatorio, a umi- ti: giocano nella stessa squadra di Alla Statale bazzicava il movimento ve, rotture coi sindacati - in un go- Mah. Non è uno che le azzecchi brother, dicono che è un simpatico- indovina quando Bossi rompe con lianti autocritiche. Ne esce rigenera- calcio di parlamentari e sindacalisti, studentesco, indossando l'eskimo verno stellarmente liberista. Il pri- tutte. Come ministro leghista, nel ne, «uno che al bar tira le palline di Berlusconi, e lui dissente: «Bossi è to e padanissimo: per quanto glielo assieme fanno i dj volontari di una di rito, col «Manifesto» in tasca - e mo sentore lo percepì nell'ottobre 1994, la prima cosa che promette è: pane nei bicchieri degli altri», un finito», «La Lega non ha futuro». consenta il carattere, barricadiero radio romana, uno per il rock, l'al- sotto, più nascosta, la «Gazzetta del- 1979 quando, come fu come non «Da oggi la Lega è il garante dell'uni- entusiasta, ma non esattamente una Segue un rovente congresso leghi- più nelle intenzioni che nei fatti, tro per la musica classica. Via via lo Sport». Tornato a casa, si fionda- fu, Maroni ebbe il primo incontro tà d'Itali a». Tre anni dopo, presi- cima di professional ità: «Bobo è sta, «Obelix» Boso definisce Maroni restio al comizio rovente, all'aduna- che ma turano decisioni, controri- va a Radio Varese, una delle prime col Bossi.