PALAZZO DUCALE DI URBINO Mini Guida
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Urbino La Porta Di Accesso Alle Marche in Chiave Culturale
Palazzo Ducale Urbino Galleria Nazionale La porta di accesso alle Marche in chiave culturale. Itinerario in città e nel territorio delle Marche La visita della mostra Lo Studiolo del Duca è il punto di partenza per scoprire la città di Urbino 12 marzo e il territorio circostante: dai Balconi di Piero della Francesca nella vicina Urbania alla patria 4 luglio del Tartufo cioè Acqualagna fino a Pesaro, Fano, Pergola e all’Eremo di Fonte Avellana. Urbino, quindi, costituisce la porta di accesso alla scoperta delle Marche in chiave culturale in chiave Expo 2015, grazie all’allestimento di un presidio informativo territoriale che avrà sede Una mostra promossa da all’interno della Data, nel complesso di Palazzo Ducale, ovvero quello che rimane delle antiche Mibact stalle ducali che, insieme alla vicina rampa elicoidale, furono realizzate dall’architetto senese Soprintendenza per i Beni Storici, Francesco Di Giorgio Martini per volere del Duca Federico da Montefeltro. Artistici ed Urbino è uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano e dal 1998 il suo centro storico Etnoantropologici è patrimonio dell‘umanità UNESCO. È sede di una delle più antiche ed importanti università delle Marche d‘Europa, fondata nel 1506. Regione Marche Città di Urbino Cosa visitare Urbino International Centre - Il Palazzo Ducale, uno dei più interessanti esempi architettonici ed artistici Marche Expo 2015 del Rinascimento italiano, sede della Galleria Nazionale delle Marche Regione Marche Distretto Culturale Evoluto - La Casa Museo di Raffaello Sanzio, dove -
Palazzo Ducale Pesaro:Palazzo Ducale
ANNA UGUCCIONI IL PALAZZO DUCALE DI PESARO Guida illustrata Walter Stafoggia Editore IL PALAZZO DUCALE DI PESARO Guida illustrata Anna Uguccioni IL PALAZZO DUCALE DI PESARO Guida illustrata Walter Stafoggia Editore V Introduzione E’ con vero piacere che ho aderito all’iniziativa di ripubblicare una seconda edizione, ulteriormente ampliata, della Breve guida illustrata del Palazzo Ducale di Pesaro, pub- blicata nel 2004 per la cura di Anna Uguccioni, e andata esau- rita nel corso degli anni. La guida vuole avere una precisa funzione: quella di essere uno strumento, di facile consultazione, per conoscere ed apprezzare le bellezze artistiche ed architettoniche del più bel palazzo di Pesaro, assurto a simbolo iconologico della città. La guida non ha nessuna ambizione di sostituirsi agli impor- tanti studi precedentemente compiuti, a partire dall’inizio degli anni venti del secolo passato, e culminati in attente e rigorose pubblicazioni, nasce con uno spirito di servizio: una guida, pratica ed essenziale, per dare, in maniera sintetica ma esauriente, tutta quell’informazione preziosa per capire e godere di un’opera artistica di grande espressione, che acco- muna numerosi aspetti dell’architettura, della pittura e della scultura in un’armonica disposizione. Da oggi un nuovo strumento di conoscenza della città é offer- to alla pubblica fruizione con uno spirito di “amor patrio” e con la convinzione di aver compiuto un’opera meritoria indi- lazionabile. Walter Stafoggia VII Premessa Questa seconda edizione della Guida al Palazzo Ducale di Pesaro è stata concepita con l’intento di fornire un percorso più articolato ed esauriente dei contenuti artistici del Palazzo con l’integrazione degli ambienti di cui non era stata fatta menzione nell’opuscolo originario. -
1 a Maiolica Service for Giuseppe Baviera of Senigallia Timothy Wilson
A maiolica service for Giuseppe Baviera of Senigallia Timothy Wilson [Riassunto da rimanere in inglese] Abstract: The present article presents, in grateful homage to the memory of Monsignor Franco Negroni, four istoriato maiolica plates, now in Mdina (Malta), Munich, Naples, and a private collecton, which bear arms here identified as those of Giuseppe Baviera (1530-1591) of Senigallia. Giuseppe, the man who commissioned the remarkable series of stucco ceilings from Federico Brandani in his Palazzetto Baviera in Senigallia, was a leading citizen of that town and also a close associate of Duke Guidubaldo II of Urbino. The service to which these four plates belonged is tentatively attributed to the Fontana workshop in Urbino.] As a foreigner studying Italian Renaissance ceramics, and especially the maiolica of the Duchy of Urbino, I had frequent reason over nearly twenty years to thank Monsignor Franco Negroni for the tranquil courtesy of his welcome to and guidance through the Urbino archives, for his generosity with his vast accumulation of notes from those archives, and for the model he has always provided of rigorous scholarship in adding to our knowledge of the history and visual culture of Renaissance Urbino. It is a source of pleasure to all those who care about the history of this inspirational city that his precious notebooks are safely secured for future generations of scholars to draw on. The present modest contribution is on a subject on which he could, were he still among us, perhaps have shed more light. It is offered in grateful and affectionate tribute to his memory. The subject of this article is a series of four maiolica plates, now widely scattered, which all bear the same coat of arms. -
Urbino View Magazine – 2009
!"#!$%$&%'$()*$+,!-.!/01$#-!2$34-5%0,!6718$4(+$-# City of Discovery A Father’s Gift to Raphael Best Places to Visit, Stay, Eat, & Play Guide to Urbino Treasures Arts, Culture, Nightlife & People Agritourism & Eco-Friendly Shopping !"#$%&'()*+,- Arielle Emmett PHOTO BY Jessica German The gra!ti of Urbino is more than street art. It expresses the longings of the city. !"#$%&'%(")*#%+,-&.,#/)* rbino is a city as old as the Romans, the birthplace of Ra!aello (Ra- American journalists and scholars at the university: “Urbino is the place where phael) and a city of secrets. "e best-kept secret is that Urbino and you can go to $nd yourself -- to eat well, live well, but most of all, to $nd your its environs are practically unknown to most international travelers. happiness.” URoma, Firenze (Florence) and Tuscany, Venezia (Venice) command the lion- "is magazine will help you explore the happiness, and, hopefully, at share of tourist dollars and mind space. Urbino, the Renaissance jewel hid- least some of the secret riches of Urbino and surrounding Le Marche. Urbi- den in the lush hills of Le Marche, in east-central Italy, maintains a happy in- noView is produced cooperatively by the City of Urbino, a host of gracious lo- dependence. It is a city of families and scholars, journalists and policemen, cal sponsors, ieiMedia and San Francisco State University. Founded in 2001 late-night cafes, stone streets that bend and rise in turns. Urbino’s college by Professor Andrew Ciofalo, dubbed “Magni$co” by Italian friends, ieiMedia graduates celebrate their success with crowns of laurel leaves, gold masks and is a private educational corporation that helps organize and train young Amer- fountain dunkings. -
HH-2019-1(Stucchi)
FEDERICO BRANDANI «ECCELLENTISSIMO PLASTICATORE»: TRA L’URBE, LA MARCA E IL DUCATO DI SAVOIA MATTEO PROCACCINI La prima documentata attività di Federico Brandani (Urbino, 1525 ca.-1575) si colloca nell’ambito dei variegati cantieri decorativi av- viati durante il papato di Giulio III Del Monte che, nel solco del grande progetto di renovatio del predecessore Paolo III Farnese, as- sursero a poli attrattivi fondamentali per numerosi artisti e mae- stranze, favorendo quel formidabile incontro tra le più eclettiche esperienze che innervavano i principali centri della penisola. Seb- bene infatti gli studi non siano sinora riusciti a chiarire la forma- zione ed i termini cronologici entro cui sistematizzare la produ- zione dell’urbinate, non vi è alcun dubbio che il soggiorno romano costituisca uno snodo fondamentale per la sua intera carriera di ar- tista e plasticatore. Si deve in primis ad Antonino Bertolotti, e in se- guito ad Adolfo Venturi, la proposta d’identificazione di Brandani con quel «Federigo da Urbino» citato all’interno del libro mastro del tesoriere di Giulio III, per alcuni pagamenti datati tra il 25 set- tembre 1552 ed il 23 giugno 15531. Tali notazioni devono essere Il presente studio è il risultato delle ricerche condotte nell’ambito di un seminario dottorale, svoltosi tra il 2016 e il 2018, curato da Serena Quagliaroli e Giulia Spol- MATTEO PROCACCINI riferite ad alcuni lavori che l’artista eseguì, proprio in quelle date, all’interno del più vasto cantiere che si occupò della decorazione della villa suburbana del pontefice, fatta erigere quale residenza estiva privata2. L’impresa architettonica coinvolse alcuni tra i prin- cipali protagonisti della scena artistica romana del tempo: l’aretino Giorgio Vasari3, l’architetto Jacopo Barozzi da Vignola4 e lo scul- tore fiorentino Bartolomeo Ammannati5. -
Il Genio Conteso Mito E Fortuna Di Donato Bramante Nel Suo Territorio Di Origine Maria Maddalena Paolini
IL GENIO CONTESO MITO E FORTUNA DI DONATO BRAMANTE NEL SUO TERRITORIO DI ORIGINE MARIA MADDALENA PAOLINI Bramante nella città di Raffaello …sì che, carissimo zio, vi fò honore a voi et a tutti li parenti et alla patria […] non posso star altrove più per tempo alcuno, per amore della fabrica di Santo Petro, ché sono in locho di Bramante… (Raffaello Sanzio, Lettera allo zio Simone Ciarla, 15 luglio 1514 1) Urbino, culla del Rinascimento e del pittore Raffaello, per secoli si è fre- giata dell’onore di essere stata la patria del grande Bramante. La coppia ‘di- vina’ è stata spesso presentata come la migliore espressione dello spirito di una terra e di un ambiente forgiati dall’impronta del grande Federico da Montefeltro. Entrambi si sono abbeverati alla fonte della corte feltresca in tempi e modi sui quali resta molto da accertare. Il Duca è ancora indicato come forte riferimento culturale, oltre un secolo dopo la sua morte, dal poeta e matematico urbinate Bernardino Baldi, abate di Guastalla, prolifico studioso e letterato, il quale nel 1587 stende la descrizione del palazzo di Urbino anche, come egli afferma, per «l’obligo che io porto alla memoria di quel grandissimo prencipe [Federico da Mon- tefeltro], il quale con ogni ragione da noi altri di Urbino deve essere chia- mato padre della patria» 2. Il Baldi, dunque, riconosce Urbino quale propria patria e Federico da Montefeltro come colui che rese possibile tale identificazione, includen- dolo tra i «noi altri di Urbino» anche Bramante: È cosa manifesta e già da tutti ricevuta per vera che Bramante nostro (dico no- stro, poiché da Fermignano, Castello d’Urbino, fu egli e non da Casteldu- rante come scrissero falsamente il Serlio e, seguendo l’autorità di lui, Giorgio 115 MARIA MADDALENA PAOLINI Vasari) fosse colui che trahesse dal sepolcro delle ruine, dentro cui se ne stava sepolta, la buona maniera dell’architettura antica 3. -
Updated 20 November 2020 Bibliography of Works
Updated 20 November 2020 Bibliography of works on Italian Renaissance and later maiolica [A few relevant works on painting and drawing and on ancillary subjects such as heraldry, iconography, and the history of collecting have been listed here. Only some of the numerous archaeological publications dealing with medieval maiolica and with slipware in the context of excavations have been included. Works dealing with post-17th- century maiolica have, in the main, been included only when they are relevant to the collections in the British Museum or the Ashmolean Museum. Completeness has not been the intention and some things I have found useless, derivative, or vacuous have been deliberately omitted (and others no doubt by mistake). This also incorporates the bibliographies to Dora Thornton’s and my Italian Renaissance Ceramics. A catalogue of the British Museum collection (2009), and of my books Italian Maiolica and Europe for the Ashmolean Museum (2017) and The Golden Age of Italian Maiolica-Painting (2018), and items cited therein, including some not specifically on maiolica, are, for the most part, included. THW] Anon. 1854. “Esposizione Industriale Toscana. La riproduzione delle antiche maioliche italiane per cura di Giovanni Freppa”. Reprint from L’arte 4, no. 95, with the addition of a letter from Giovanni Freppa, dated 1 December 1854. Anon 1918. “La collezione Loretz al Museo di Lodi”, Faenza 6, pp. 17-18 [probably by Giovanni Baroni] Anon 1927. "Italian Faience", Bulletin of the City Art Museum of St. Louis 12, no. 3 (July 1927), pp. 38-41. Anon 1936. "In a London Collection. Pharmacy Jars of Many Periods", Chemist and Druggist 125, no. -
L'aquila E La Quercia. Maioliche Al Palazzo Ducale
RAPHAEL WARE I colori del Rinascimento TIMOTHY WILSON e CLAUDIO PAOLINELLI Allemandi maiolica_urbino_001-040_iniziali.indd 2-3 16/10/19 16.04 RAPHAEL WARE I colori del Rinascimento Galleria Nazionale delle Marche Palazzo Ducale, Urbino 31 ottobre 2019 - 13 aprile 2020 Archivio fotografico RINGRAZIAMENTI Valentina Catalucci Marco Fanelli Tutti i pezzi qui raccolti provengono da un’unica straordinaria collezione privata, un ringraziamento è perciò doveroso innanzitutto e soprattutto Annarita Paccagnani al collezionista e sua moglie per la loro generosità e incoraggiamento costante. Coordinamento amministrativo contabile Le schede del catalogo sono di Wilson. Ad eccezione del saggio di Paolinelli, la maggior parte del materiale in questo catalogo deriva da due Rosa Franco pubblicazioni recenti, The Golden Age of Italian Maiolica-Painting, di Timothy Wilson (Torino, Allemandi, 2018) e L’Italia del Rinascimento. marchio a colori Claudia Plattegger Lo splendore della maiolica, di Timothy Wilson e Cristina Maritano (catalogo della mostra, Palazzo Madama, Torino, 2019). Ulteriori dettagli e con la collaborazione di riferimenti per buona parte delle schede possono essere trovati nel catalogo Golden Age. Ringraziamo in particolare Cristina Maritano per la sua cortese Emanuela Capellacci collaborazione. I ringraziamenti espressi nei due volumi sopra citati sono da intendersi come qui ripetuti e inoltre ringraziamo: Andrea Belleni, Cristina Campanella, Mario e Rosvilde Del Prete, David Ekserdjian, Ettore Sannipoli, Timothy Schroder. Direzione impiantistica della mostra Francesco Primari Presso la Galleria Nazionale delle Marche ringraziamo soprattutto Peter Aufreiter per la sua conduzione dinamica del progetto ed entusiastico con la collaborazione di supporto. Si ringrazia particolarmente Giovanni Russo, che ha svolto gran parte delle mansioni pratiche, insieme con gli altri collaboratori Francesca Marchi della Galleria Nazionale delle Marche. -
Agostinelli, Chiara Leopardi, Cassi, Perticari. Rapporti Famigliari E Legami Culturali Pcc 20 (2005)
Agostinelli, Chiara Leopardi, Cassi, Perticari. Rapporti famigliari e legami culturali Pcc 20 (2005) Alberini, Valeria Maniglie e battenti da porta a Pesaro Pcc 7 (1997) Allegretti, Girolamo Monte Baroccio, terra "segregata" del contado di Pesaro Pcc 1 (1991) Il territorio di Monteluro nel catasto Spada del 1690 Pcc 3 (1993) Storia e storia locale: l'ambito comunitativo negli studi sull'età moderna Pcc 3 (1993) Mercanti, agricoltori, pittori: i Mingucci di Pesaro negli anni della devoluzione Pcc 7 (1997) L'archivio di rocca di Pesaro e un anomalo registro di protocolli dell'Udienza ducale Pcc 19 (2004) Allegretti, Girolamo - Gamba, Enrico Il quaderno di appasso di Trebbiantico (1683) Pcc 9 (1998) Allegretti, Girolamo - Manenti, Simonetta Catasto Innocenziano (1690). Tabulati Csp I.3 (1998) Catasto sforzesco (1506). Tabulati Csp I.1 (2000) Catasto roveresco (1560). Tabulati Csp I.2 (2004) Allegretti, Guido La crisi del 1621-22 a Pesaro e nel ducato roveresco Pcc 17 (2003) Amadori, Maria Letizia - Valazzi, Maria Rosaria Gli stucchi di Federico Brandani nella chiesa di Sant'Agostino in Pesaro: appunti su materiali e tecnica esecutiva Pcc 25 (2007) Le sagome di Santa Croce a Urbino: una tipologia di arte religiosa marchigiana. Dalla conoscenza all'intervento Pcc 26 (2008) Ambrogiani, Francesco Immagini di Costanzo Sforza e Federico da Montefeltro alla guerra di Toscana, 1478-79 Pcc 2 (1992) L'ultima condotta di Costanzo Sforza Pcc 5 (1995) La partecipazione di Costanzo Sforza alla guerra toscana del 1478-79 Pcc 7 (1997) Papa Sisto IV e la -
11,30 Dalla Rotonda Di Senigallia, Alle Grotte Di Frasassi, Passando
BORSA INTERNAZIONALE DEL TURISMO – BIT MILANO 2017 FIERAMILANOCITY, 2 – 4 Aprile 2017 VIVIAMO LE MARCHE – Programma Eventi nello stand e fuori BIT DOMENICA 2 APRILE 2017 Tema: "Le Marche, i territori e nuove destinazioni" Conduce Alvin Crescini 11,00 Inaugurazione Presentazione del programma di attività della Regione Marche e del sistema regionale alla Raimondo Orsetti Dirigente Servizio BIT 2017 Sviluppo e Valorizzazione delle Marche #destinazionemarche Le destinazioni per i viaggiatori del terzo millennio, alla ricerca della bellezza diffusa 2017 ina regione antica 11,30 Dalla Rotonda di Senigallia: Bandiera Blu, vanta un centro storico di impianto romano su cui si sono innestati Maurizio meravigliosi monumenti e dimore rinascimentali e dimore rinascimentali: Quest'anno riapre Mangialardi- Senigallia, alle Grotte i battenti Palazzetto Baviera con i soffitti del piano nobile decorati dai meravigliosi stucchi Sindaco di di Frasassi, passando di Federico Brandani, una sorta di libro aperto sulle storie ed i miti nei quali la civiltà Senigallia e per Jesi, la città di rinascimentale si riconosceva. Tra mostre di futuristi e festival rock anni ’50 come il Summer Presidente A.N.C.I. Jamboree, Senigallia è una regina della Movida della Riviera e capitale del gusto con ben Marche Federico II e dei due ristoranti Stelle Michelin dirette da Moreno Cedroni e Uliassi. Da qui in un attimo si Castelli del raggiungono le ridenti colline del Verdicchio governate da Jesi, che celebra oltre a Pergolesi Paolo Mirti Verdicchio. Quando e Gaspare Spontini, -
1 Updated 28 February 2018 Bibliography of Works on Renaissance and Later Maiolica
Updated 28 February 2018 Bibliography of works on Renaissance and later maiolica [An extensive bibliography of the older maiolica sale and collection catalogues is given by Norman 1976. A few relevant works on painting and drawing and on ancillary subjects such as heraldry, iconography, and the history of collecting have been listed here. Only some of the numerous archaeological publications dealing with medieval maiolica and with slipware in the context of excavations have been included. Works dealing with post-17th-century maiolica have, in the main, been included only when they are relevant to the collections in the British Museum or the Ashmolean Museum. Completeness has not been the intention and some things I have found useless, derivative, or vacuous have been deliberately omitted (and others no doubt by mistake). This also incorporates the bibliography to Dora Thornton’s and my Italian Renaissance Ceramics. A catalogue of the British Museum collection (2009), and of my book Italian Maiolica and Europe for the Ashmolean Museum (2017), and items cited therein, including some not specifically on maiolica, are, for the most part, included. THW] Anon. 1854. “Esposizione Industriale Toscana. La riproduzione delle antiche maioliche italiane per cura di Giovanni Freppa”. Reprint from L’arte 4, no. 95, with the addition of a letter from Giovanni Freppa, dated 1 December 1854. Anon 1918. “La collezione Loretz al Museo di Lodi”, Faenza 6, pp. 17-18 [probably by Giovanni Baroni] Anon 1927. "Italian Faience", Bulletin of the City Art Museum of St. Louis 12, no. 3 (July 1927), pp. 38-41. Anon 1936. "In a London Collection. -
Quellen Und Forschungen Aus Italienischen Archiven Und Bibliotheken
Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken Herausgegeben vom Deutschen Historischen Institut in Rom Bd. 88 2008 Copyright Das Digitalisat wird Ihnen von perspectivia.net, der Online- Publikationsplattform der Stiftung Deutsche Geisteswissenschaftliche Institute im Ausland (DGIA), zur Verfügung gestellt. Bitte beachten Sie, dass das Digitalisat urheberrechtlich geschützt ist. Erlaubt ist aber das Lesen, das Ausdrucken des Textes, das Herunterladen, das Speichern der Daten auf einem eigenen Datenträger soweit die vorgenannten Handlungen ausschließlich zu privaten und nicht-kommerziellen Zwecken erfolgen. Eine darüber hinausgehende unerlaubte Verwendung, Reproduktion oder Weitergabe einzelner Inhalte oder Bilder können sowohl zivil- als auch strafrechtlich verfolgt werden. IPPOLITO DE’ MEDICI UND DAS PROBLEM SEINER GEBURT IN URBINO * von LOTHAR SICKEL Die Umstände der Geburt des späteren Kardinals Ippolito de’ Medici sind bis heute ungeklärt. Es ist bekannt, daß Ippolito im Jahr 1511 als illegitimer Sohn des Giuliano de’ Medici in Urbino geboren wurde, wo der aus Florenz vertriebene Sohn von Lorenzo il Magnifico im Exil lebte. 1 Die Geburt des Kindes erfolgte jedoch in einer drama- tischen Situation. Davon berichten bereits die frühe Biographen Ip- politos – Girolamo Garimberto und Paolo Giovio. 2 Demnach unterhielt * Abkürzungen: ASF = Archivio di Stato, Florenz; ASM = Archivio di Stato, Massa; ASU = Archivio di Stato, Urbino; ASV = Archivio Segreto Vaticano; BC = Biblio- teca Corsiniana, Rom; BCU = Biblioteca Centrale, Urbino; BNCF = Biblioteca Nazionale Centrale, Florenz. 1 Zur Person des Giuliano de’ Medici (1479–1516) steht eine detaillierte Unter- suchung noch aus. Die grundlegenden biographischen Angaben referiert G. Pieraccini, La stirpe de’ Medici di Cafaggiolo, Bd.1, Firenze 1924, S.215– 230. Vgl. auch die Einleitung zu Giuliano de’ Medici, Poesie, hg.