L'armée De L'air (1918-1940)
1 L’Armée de l’Air (1918-1940) Souvenez-vous que vous n’avez pas été vaincus. Joseph Vuillemin di Emilio Bonaiti Gli anni Venti - Le operazioni in Marocco - Il pensiero militare - La pubblicistica - Il materiale - Gli anni Trenta - La guerra - La débacle. L’aeronautica francese iniziò il primo conflitto mondiale con 24 squadriglie e 150 aerei. Lo terminò con 320 squadriglie e 3.430 velivoli. Dalla guerra, che con l’incapacità dei comandi di risolvere il problema tattico del superamento di una trincea protetta da filo spinato e difesa dalla mitragliatrice, aveva rappresentato il fallimento dell’arte militare, si trasse un’importante lezione: le operazioni, con l’affermarsi dell’aeronautica, non erano più ristrette al campo di battaglia e alle retrovie, ma si allargavano alle metropoli, ai piccoli centri, alle strutture industriali, alle reti stradali e ferroviarie. La nuova Arma, che avrebbe rivoluzionato il XX secolo, era passata dall’aggiustamento del tiro d’artiglieria alla battaglia per la conquista dello spazio aereo. Fu il generale Duval, capo del Service Aéronautique aux Armées dall’agosto 1917, a creare la Division aérienne che, composta da circa 600 aerei, intervenne nel corso dell’ultima offensiva tedesca. Duval aveva concepito e attuato la dottrina dell’impiego in massa dell’aviazione con squadriglie di caccia e da 1 2 bombardamento che, operando sulle immediate retrovie, avevano bloccato dall’alto l’afflusso di truppe e rifornimenti sul campo di battaglia. Scriveva: “La victoire aérienne doit précéder la victoire terrestre dont elle est l’un des éléments et le gage”. Il generale si era opposto all’auspicata creazione di una forza aerea autonoma interalleata da bombardamento insistentemente richiesta dagli Inglesi, riassumendo il suo pensiero nella celebre frase: “A che serve bombardare Colonia se Parigi cade?”.
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