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Il Fuoruscitismo Italiano Dal 1922 Al 1943 (*)
IL FUORUSCITISMO ITALIANO DAL 1922 AL 1943 (*) Possiamo organicamente dividere l’emigrazione politica, uno de gli aspetti più rilevanti della storia italiana durante i primi anni del regime fascista, in tre grandi periodi (1). Durante il primo, che va dal 1922 al 1924, tale esodo può apparire motivato da considerazioni economiche, proprio come era avvenuto per molti decenni; tuttavia, anche in questo periodo iniziale, in cui il fascismo non aveva ancora assunto il suo carattere dittatoriale, vi erano motivi politici che face vano capolino nella emigrazione. A migliaia di italiani che, senza un particolare interesse politico, avevano cercato lavoro sui mercati di Francia, Svizzera e Belgio, presto si aggiunsero numerosi altri la voratori, di idee socialiste od anarchiche, che avevano preso parte (1) Le seguenti statistiche possono dare un’idea delle variazioni nell’emigra zione. E’ impossibile, naturalmente, stabilire quanti emigrati fossero spinti prin cipalmente da motivi politici e quanti da considerazioni economiche. Le cifre sono prese dall’« Annuario Statistico italiano », Istituto centrale di Statistica, 1944-48, Serie V (Roma, 1949), I, 49. Anno Emigrazione verso Emigrazione verso Emigraz. ve la Francia l’Europa (Francia compr.) Paesi non Euro 1921 44.782 84.328 116.963 1922 99.464 155.554 125.716 1923 167.982 205.273 184.684 1924 201.715 239.088 125.282 1925 145.529 177.558 101.873 1926 111.252 139.900 122.496 1927 52.784 86.247 132.687 1928 49.351 79.173 70.794 1929 51.001 88.054 61.777 1930 167.209 220.985 59.112 1931 74.115 125.079 40.781 1932 33.516 58.545 24.803 1933 35.745 60.736 22.328 1934 20.725 42.296 26.165 1935 11.666 30.579 26.829 1936 9.614 21.682 19.828 1937 14.717 29.670 30.275 1938 10.551 71.848 27.99-* 1939 2.015 56.625 16.198 L’articolo è qui pubblicato per cortese concessione del « Journal of Central European Affairs » (University of Colorado, Boulder, Colorado) che l’ha pubbli cato il 1 aprile 1952 (voi. -
Bullettino Della Deputazione Abruzzese Di Storia Patria
BULLETTINO DELLA DEPUTAZIONE ABRUZZESE DI STORIA PATRIA già BOLLETTINO DELLA SOCIETA’ DI STORIA PATRIA ANTON LUDOVICO ANTINORI NEGLI ABRUZZI (1889-1909); BULLETTINO DELLA REGIA DEPUTAZIONE ABRUZZESE DI STORIA PATRIA (1910-1944) indice generale N.B. L’indice è ordinato cronologicamente dal recente all’antico. Per le annate 1889-1909 si riproduce la serie pubblicata a stampa nel 1974 a cura di Walter Capezzali; le annate 1974- 2004 sono parzialmente tratte dal sito della Fondazione Istituto Internazionale di Storia Eco- nomica “F. Datini”; per le restanti annate la serie è stata completata a cura della Deputazione. a. CVII, 2016 (CXXVIII dell’intera collezione) Ezio Mattiocco, Precisazioni sui confini settentrionali della terra di San Vincenzo al Volturno, p. 5 Maurizio D’Antonio, Due documenti inediti di Corrado IV sulla fondazione dell’Aquila, p. 17 Franco Cavallone, Il Reliquiario del sangue di san Francesco a Castelvecchio Subequo. Tra storia e araldica alla ricerca dell’identità del committente, p. 35 Vincenzo Di Flavio, Antiche croci astili nell’Abruzzo aquilano già diocesi di Rieti e di Ascoli, p. 83 Paolo Buonora, Il secolo d’oro dello zafferano aquilano e la sua eredità, p. 113 Elena Ragonese, La Congregazione di Maria Ss. Assunta ed il Palazzetto dei Nobili a L’Aquila, p. 137 Stefania Di Primio, Il catasto onciario di San Valentino, p. 187 Fabrizio Marinelli, Giacinto Dragonetti e la Commissione feudale napoletana, p. 199 Fausto Eugeni, Fedele Romani viaggiatore del futuro, p. 221 Fabio Valerio Maiorano, Stemma e gonfalone della Regione Abruzzo: problemi di araldica, p. 249 Commemorazioni: Bruno Sulli (Convegno in memoria, contributi di Franco Sabatini, W. -
Carteggio Pannunzio - Salvemini (1949 - 1957)
Carteggio Pannunzio - Salvemini (1949 - 1957) Camera dei deputati Archivio storico Carteggio Pannunzio - Salvemini (1949 - 1957) A cura e con introduzione di Massimo Teodori Camera dei deputati Archivio storico Tutti i documenti del carteggio Pannunzio - Salvemini sono conservati presso l’Archivio storico della Camera dei deputati Copyright © Camera dei deputati - Archivio storico Indice INTRODUZIONE, di Massimo Teodori ..........................................................I-XVI 1. SALVEMINI, 8 OTTOBRE 1949 ..................................................................................1 2. SALVEMINI, 12 OTTOBRE 1949................................................................................5 3. SALVEMINI, 30 OTTOBRE 1949................................................................................6 4. SALVEMINI, 7 novemBRE 1949 ...............................................................................9 5. SALVEMINI, 25 novemBRE 1949 .......................................................................... 10 6. PANNUNZIO, 3 DICEMBRE 1949 ........................................................................... 11 7. PANNUNZIO, 15 DICEMBRE 1949 ......................................................................... 15 8. SALVEMINI, 14 FEBBRAIO 1950 ........................................................................... 17 9. PANNUNZIO, 22 FEBBRAIO 1950 ......................................................................... 18 10. SALVEMINI, 24 FEBBRAIO 1950 ......................................................................... -
Gaetano Mosca's Political Theories
1 ITALIAN JOURNAL OF PUBLIC LAW [Vol. 1 ITALIAN JOURNAL OF PUBLIC LAW (2009) 1-44 Gaetano Mosca’s Political Theories: a Key to Interpret the Dynamics of the Power Claudio Martinelli Abstract: Gaetano Mosca is generally regarded as of the founders of the Political science. His thought has been analysed, exalted and also criticised, for over a century now, by a lot of researchers in the world. And nevertheless the challenges that modernity poses to those who engage in the study of political processes may perhaps give meaning to the attempt to reread that theoretical framework, both to establish the current soundness and to measure the prospective usefulness in order to understand better and face these challenges. There is no doubt that many democratic systems present great difficulties in finding the right mechanism of selection of the political classes and, more in general, the correct relationship between governors and governed. Mosca’s disenchanted, realistic and relativist views of democracy can be used as a useful guide to understand the problems of this political system and even as a good antidote against any populist regression, a recurrent temptation for many political classes. This article tries to analyse how power is at the centre of Mosca’s thought: the formation, organisation and consequences of power. Of course, even in Mosca’s work, like that of any social science scholar, there are some gaps, weak points and aspects which have been surpassed with the passing of time. So, the most important target of this article is to separate as much as possible the aspects which still are of considerable significance today, from those that are inevitably and irremediably covered by the patina of age. -
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Vol 1 No 1/2009 ITALIAN JOURNAL PUBLIC LAW TABLE OF CONTENTS ARTICLES RECENT TRENDS IN ITALIAN PUBLIC ADMINISTRATION Giorgio Pastori 2 SANTI ROMANO AND THE PERCEPTION Of The Public Law Complexity Aldo Sandulli 21 “CODIFICATION” AND THE ENVIRONMENT Fabrizio Fracchia 49 Gaetano Mosca’s Political Theories: A Key To Interpret The Dynamics Of The Power Claudio Martinelli 67 SHORT ARTICLES AND COMMENTS THE ITALIAN ROAD TO FISCAL FEDERALISM Luca Antonini – Andrea Pin 94 REVIEWS AND REVIEW ARTICLES LEGITIMATE EXPECTATIONS IN EUROPEAN AND ITALIAN LAW Giacinto della Cananea 106 INTEREST REPRESENTATION IN ADMINISTRATIVE PROCEEDINGS Gordon Anthony 111 1 Recent Trends in Italian Public Administration Giorgio Pastori Abstract: Although the reality of an administration continues to provoke the public’s harsh criticism and widespread discontent, at least from the beginning of the 1990s, a considerable quantity of reforming legislation and organisational measures has sought to create a new and better relationship between the public administration, society and citizens. The article argues that, although the Constitution of 1948 was left unchanged in these respects, these reforms, considered as a whole, introduce the new vision of administration. The first of such reforms was the introduction of a law laying down general principles of administrative action (Law no. 241 of 1990). Together with other legislative measures, this deeply affected the relationships between citizens and public administrations. Second, both the constitutional framework and administrative organization have been modified, the latter throughout the 1990’s and the former in 2001. More recently, as a third step, several measures were introduced in order to improve judicial protection of individual and collective interests. -
Critica Liberale
e. marzo È diventato un luogo comune. Ugo La Malfa che si autodistrugge per la scissione non di inaugurò questa vulgata nel fascicolo della una minoranza, bensì della stessa maggio- “Voce repubblicana” del 5-6 marzo 1966, al- ranza). Capiamo che questa tesi può apparire l’indomani della scomparsa del “Mondo”. Il bislacca, soprattutto ai liberali-azionisti che leader del Pri annoverò tra i meriti maggiori difficilmente abbandoneranno mai quella virtù di Pannunzio quello di aver «fuso» «uomini di “distinguere sempre” che però, portata al- così diversi e distanti quali Benedetto Croce e l’eccesso, si trasforma in grave vizio. Ma la Gaetano Salvemini». E da allora molti non si storia del nostro paese ha troppo sofferto e sono discostati. Ma come la bottiglia “mezza troppo soffre per l’assenza d’una forza poli- vuota” può essere definita “mezza piena”, tica consistente di sinistra democratico-libe- perché non proviamo a rovesciare totalmente rale per non provare almeno a sacrificare tutti il giudizio? Come mai poté riuscire a un gior- un po’ delle proprie convinzioni a favore d’una nalista – anche se di enorme talento come larga piattaforma liberaldemocratica e laica, Pannunzio – una tale «fusione»? Perché non apertamente sostenitrice del valore della li- provare allora a verificare la tesi opposta, che bertà. Una “libertà” non solo formale, e forse non è così incolmabile la distanza tra il quindi produttrice di uguaglianza sostanziale. liberalismo à la Croce e tutte quelle versioni Per questo, gli autentici liberali non dovreb- di pensiero liberaldemocratico, liberalsocia- bero battere ciglio se accanto alla parola “li- lista, democratico radicale, socialista liberale, beralismo” venisse posto il termine “socia- azionista che hanno avuto come punti di rife- lismo” depurato da tutte le incrostazioni tota- rimento Salvemini, Gobetti, Rosselli, Calo- litarie e liberticide che ha accumulato su di sé gero? E che ugualmente non ci corre un nell’ultimo secolo.