Studio Di Impatto Ambientale Quadro Programmatico PROVINCIA DI BAT DESCRIZIONE Dott
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Autorità Di Bacino Distrettuale Dell’Appenino Meridionale Sede Della Basilicata - Territorio Ex Autorità Di Bacino Della Basilicata
Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale Sede della Basilicata - Territorio ex Autorità di Bacino della Basilicata Piano Stralcio per la Difesa dal Rischio Idrogeologico aggiornamento 2018 RELAZIONE redatto da Segreteria Tecnica Operativa giugno 2018 INTRODUZIONE Capitolo 1 IL PIANO STRALCIO PER LA DIFESA DAL RISCHIO IDROGEOLOGICO: OBIETTIVI E FINALITÁ 1.1 Il quadro normativo di riferimento 1.2 Il Piano di Bacino ed il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico: aspetti generali 1.3 La pianificazione e la programmazione di settore in Basilicata nel decennio 1990-2000 1.4 Il Piano Stralcio per la Difesa dal Rischio Idrogeologico dell’Autorità di Bacino della Basilicata 1.5 L’ambito territoriale di applicazione del PAI Capitolo 2 LE CARATTERISTICHE GENERALI DEL TERRITORIO 2.1 Le caratteristiche morfologiche 2.2 Le caratteristiche geologiche 2.3 Le caratteristiche sismiche 2.4 Il sistema idrico 2.5 Infrastrutture idriche ed evoluzione del litorale jonico lucano 2.6 Il sistema insediativo, produttivo e relazionale Capitolo 3 LE CARATTERISTICHE GEOLOGICHE, IDROGEOLOGICHE E DI FRANOSITÁ DEI BACINI IDROGRAFICI DELL’AUTORITÁ DI BACINO DELLA BASILICATA I bacini del versante ionico 3.1 Il bacino del fiume Sinni 3.2 Il bacino del fiume Agri 3.3 Il bacino del fiume Cavone 3.4 Il bacino del fiume Basento 3.5 Il bacino del fiume Bradano I bacini del versante tirrenico 3.6 Il bacino del fiume Noce Capitolo 4 LA PERIMETRAZIONE DELLE AREE A RISCHIO FRANA 4.1 Definizioni 4.2 Le procedure per la determinazione delle aree a rischio di frana -
Relazione Generale Bradano Metaponto
1.PREMESSA I fenomeni meteorici di particolare intensità che hanno interessato il territorio della Basilicata durante l’inverno 2010-2011 hanno contribuito a creare fenomeni di dissesto idrogeologico e ad aggravare situazioni di instabilità idrogeologica preesistenti, si sono avuti esondazione di fiumi e torrenti, allagamenti di centri abitati e innesco di movimenti franosi, conseguenti gravi danni alle infrastrutture, agli edifici pubblici e privati a beni mobili, etc. I suddetti fenomeni meteorologici hanno determinato situazioni di pericolo tanto gravi per l'incolumità delle persone e per la sicurezza dei beni pubblici e privati che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha ritenuto necessario e urgente disporre l'attuazione dei primi interventi di carattere straordinario e urgente finalizzati al rapido ritorno alle normali condizioni di vita, emanando l’Ordinanza n. 3984 del 25 novembre 2011, Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 281 del 2 dicembre 2011, recante proprio “Primi interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio della Regione Basilicata nel periodo dal 18 febbraio al 1º marzo 2011”. Con la stessa OPCM è stato nominato quale commissario delegato per il superamento dell'emergenza derivante dagli eventi di cui sopra il Presidente della Regione Basilicata al quale è stato attribuito fra l’altro il compito di predisporre, tenuto conto delle proposte formulate dagli enti locali e dagli altri enti interessati, un piano degli -
The Varying Impact of Land Use and Climate in Holocene Landscape Dynamics in the Mezzogiorno
Athens Journal of Mediterranean Studies- Volume 3, Issue 2 – Pages 121-150 The Varying Impact of Land Use and Climate in Holocene Landscape Dynamics in the Mezzogiorno By Peter Wigand Myles McCallum† The relative relationship of Holocene climate change, human cultures, and landscape evolution is unclear. However, palaeoecological and archaeological records, suggest that both have played an important role, acting in combination to varying degrees through time, to affect landscape dynamics. The country straddling the Puglia and Basilicata border region in southern Italy (the Mezzogiorno) is a landscape particularly sensitive to erosional processes, and provides an ideal area where these relationships can be studied. In addition, the affects of climate change in this area are magnified by poor land use practices that are being applied to an unstable, and easily erodible, surface geology. Moreover recent palaeoecological and archaeological research in this hilly country is also providing vital information regarding the role of climate and people in landscape dynamics. Four summers of preliminary research with a team consisting of a paleoecologist/geomorphologist, archaeologist, and a dendroclimatologist, has begun reconstruction of a full Holocene climate history from the records of alluvial erosion/deposition, spring discharge, and soil formation. These will aid in determing how climate, and human demography in the Puglia/Basilicata region relate to landscape dynamics. Archaeological surveys have already mapped the varying spatial distribution of cultural materials, providing an assessment of where people lived, population sizes, and their activities during the Holocene. Numerous dated erosion/deposition sequences in alluvium and valley terrace exposures along the Basentello/Bradano River valley detail the regional record of erosional cycles. -
TABELLE Tabella 1
TABELLE Tabella 1. Caratteristiche delle stazioni pluviometriche del SIMN. (tab. 1/3) BACINO STAZIONE codice Tipo di Quota anni di oss. apparecchio (m s.m.m.) Murge Santeramo 1 Pr 503 59 Murge Altamura 2 Pr 461 58 Ofanto Castel Lagopesole 3 Pr 829 46 Ofanto Forenza 4 Pr 836 31 Ofanto Spinazzola 5 Pr 438 55 Ofanto Venosa 6 Pr 415 57 Galaso Ginosa 7 Pr 257 59 Bradano Acerenza 8 Pr 833 50 Bradano Basentello 9 P 350 53 Bradano Cancellara 10 Pn 620 56 Bradano Colonna casa cantoniera 11 P 350 45 Bradano Genzano 12 Pr 591 39 Bradano Gravina in Puglia 13 Pr 380 60 Bradano Irsina 14 Pr 549 55 Bradano Matera 15 Pr 401 58 tra Bradano e Bas. Metaponto 16 Pr 3 58 Bradano Miglionico 17 P 466 52 Bradano Montescaglioso 18 Pr 364 57 Bradano Oppido 19 Pn 650 23 Bradano Palazzo San Gervasio 20 Pr 483 50 Bradano Pietragalla 21 Pn 839 23 Bradano Poggiorsini 22 P 461 47 Bradano Ripa d'Api 23 P 298 37 Bradano S. Chiara 24 P 462 60 Bradano S. Giuliano 25 Pr 90 34 Bradano S. Nicola 26 Pr 848 51 Bradano Tolve 27 Pr 568 59 Bradano Tricarico 28 Pr 698 51 Bradano Venusio Scalo 29 P 338 42 Basento Albano 30 Pn 899 56 Basento Anzi 31 Pr 1066 46 Basento Bernalda 32 P 127 54 Basento Calciano 33 P 450 59 Basento Calvello 34 Pn 700 58 Basento Cognato 35 Pn 557 57 Basento Ferrandina 36 Pr 496 55 Basento Grancia 37 Pn 747 55 Basento Grassano 38 Pn 577 58 Basento Grottole 39 P 481 59 Basento Laurenzana 40 Pn 850 49 Basento Pignola 41 Pn 924 23 Basento Pisticci 42 P 364 70 Basento Pomarico 43 P 455 66 Basento Potenza 44 Pr 826 60 Basento Sellata 45 Pr 1200 30 Basento Vaglio 46 Pn 933 64 Tabella 1. -
Information Sheet on Ramsar Wetlands (RIS) – 2006 Version
Information Sheet on Ramsar Wetlands (RIS) – 2006 version Available for download from http://www.ramsar.org/ris/key_ris_index.htm. Categories approved by Recommendation 4.7 (1990), as amended by Resolution VIII.13 of the 8 th Conference of the Contracting Parties (2002) and Resolutions IX.1 Annex B, IX.6, IX.21 and IX. 22 of the 9 th Conference of the Contracting Parties (2005). Notes for compilers: 1. The RIS should be completed in accordance with the attached Explanatory Notes and Guidelines for completing the Information Sheet on Ramsar Wetlands . Compilers are strongly advised to read this guidance before filling in the RIS. 2. Further information and guidance in support of Ramsar site designations are provided in the Strategic Framework for the future development of the List of Wetlands of International Importance (Ramsar Wise Use Handbook 7, 2 nd edition, as amended by COP9 Resolution IX.1 Annex B). A 3 rd edition of the Handbook, incorporating these amendments, is in preparation and will be available in 2006. 3. Once completed, the RIS (and accompanying map(s)) should be submitted to the Ramsar Secretariat. Compilers should provide an electronic (MS Word) copy of the RIS and, where possible, digital copies of all maps. 1. Name and address of the compiler of this form: FOR OFFICE USE ONLY . Directorate General for Nature Conservation - DD MM YY Ministry of Environment and Landscape Protection – Via Capitan Bavastro 174 – I-00100 ROMA [email protected] Designation date Site Reference Number 2. Date this sheet was completed/updated: 12 June 2006 3. Country: Italy 4. -
I Deflussi Sono Fortemente Connessi Agli Afflussi, Ma La Relazione Che Lega Queste Due Grandezze Non È Certamente Di Facile Determinazione
AGGIORNAMENTO DELLO STUDIO PER LA VALORIZZAZIONE E LA SALVAGUARDIA DELLE RISORSE IDRICHE DELLA BASILICATA I deflussi sono fortemente connessi agli afflussi, ma la relazione che lega queste due grandezze non è certamente di facile determinazione. Le variabili che entrano in gioco nella trasformazione degli afflussi in deflussi sono varie e non tutte facilmente stimabili. Per questo motivo è necessario determinare un modello capace di descrivere il variare dei deflussi medi annui con gli afflussi. Nella prima fase dello studio era stata utilizzata una relazione del tipo 1 Dm 3 = a + b ⋅log Am dove Dm = media dei deflussi annui; Am = media degli afflussi annui. Stimati i coefficienti di tale relazione, sono state individuate due leggi di regressione afflusso deflusso, la prima valida per i bacini del Bradano e la seconda per gli altri bacini della regione esclusi, però quelli dell’Ofanto che nella prima fase di tale studio non erano stati presi in considerazione: 1 Dm 3 = −36,07 + 14,45 ⋅log Am con un coefficiente di determinazione R2= 0,8079 1 Dm 3 = −28,2 + 11,98 ⋅ Am con un coefficiente di determinazione R2= 0,8431. Nella fase di aggiornamento, invece, si sono considerati i dati disponibili relativi alle stazioni di misura dell’allora SII (Servizio Idrografico Italiano), oggi SIMN (Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale) comprese le stazioni del bacino idrografico del fiume Ofanto. Si sono ricercate differenti relazioni di regressione per ottenere una legge di migliore adattamento con un coefficiente di correlazione più elevato. A tale scopo si è legato il deflusso, oltre che all’afflusso, anche alla quota con una relazione del tipo: 1 Dm 3 = a + b ⋅log Am + c ⋅ z dove: Dm = deflusso medio annuo; Am = afflusso medio annuo; z = quota del bacino. -
1 Il Ruolo Delle Province in Materia Di
IL RUOLO DELLE PROVINCE IN MATERIA DI PROTEZIONE CIVILE NELL’AMBITO DELL’ASSETTO ISTITUZIONALE DEL QUADRO NORMATIVO NAZIONALE La Provincia, in attuazione dell’art. 108 del Dlgs 112/98, ha il compito di predisporre, sulla base degli indirizzi di programmazione nazionale (metodo “Augustus”) e regionale (Piano Regionale di Protezione Civile), il “Piano provinciale di emergenza”. Il vigente "combinato - disposto" in materia di protezione civile individua e attribuisce precise competenze alle Province. La Legge 22 febbraio 1992 n° 225 - Istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile - all'articolo 13, individua le Province quali soggetti che partecipano all'organizzazione e all'attuazione del Servizio Nazionale della Protezione Civile, "assicurando lo svolgimento dei compiti relativi alla rilevazione, raccolta ed elaborazione dei dati interessanti la protezione civile, da realizzare, in armonia con i programmi nazionali e regionali". Il Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n° 112 - Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali - in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n° 59 (c.d. Bassanini), al capo VIII - Protezione Civile, art.108, comma b), affida alle Province le funzioni relative alla "predisposizione dei piani provinciali di emergenza in caso di eventi di cui all'art.2, comma 1, lettera b), della legge 225/1992, - sulla base degli indirizzi regionali". La riforma delle autonomie locali avvenuta attraverso il recente Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n° 267 (testo unico), artt. 19 e 20, ha assegnato alle province funzioni amministrative che riguardano numerosi settori tra i quali quello della tutela del suolo, della valorizzazione dell'ambiente e della prevenzione dalle calamità.