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A Hawk and A Hacksaw “Délivrance” (Leaf, maggio 2009)

BIOGRAFIA

Il viaggio di ( a voce, fisarmonica e batteria e al violino) ha fatto propri i suoni di innumerevoli posti e persone. Dalle midlands inglesi alla Francia, dalla Repubblica Ceca alla Romania e Hungheria via Albuquerque (New Mexico), città natale dei due musicisti, questa avventura musicale continua ad incantare. Délivrance, il nuovo album, vede i nostri addentrarsi ancora più a fondo nella cultura del vecchio Est europeo con una serie di melodie euforiche per momenti di festa.

Leaf incrocia il cammino del duo dopo l'uscita del terzo album, , alla fine del 2006. In quel periodo Jeremy e Heather fanno una prima incursione in Ungheria (che si traduce poi in un EP intitolato A Hawk And A Hacksaw And The Hun Hangár Ensemble) e si trasferiscono a Budapest per maturare un legame ancora più stretto con l'ensemble prima di un importante tour in UK nel maggio del 2007.

"Ci siamo dovuti trasferire a Budapest per far funzionare il nostro tour con Hun Hangár" - spiega Jeremy. ""La musica folk là è molto sentita e dopo aver vissuto a Budapest per alcuni mesi siamo diventati una band, e anche buoni amici. Provavamo a casa del trombettista Ferenc Kovàcs, che vive con la sua famiglia - sua moglie, tre figlie, sua madre e la suocera. Produce anche del Pálinka, un brandy ungherese fruttato, e dovevamo per forza berne un bicchiere prima dell'inizio delle prove, qualunque ora del giorno fosse."

La band attraversa l'Europa, poi si sposta in Australia e Nuova Zelanda. Suonano anche a due All Tomorrow's Parties, quelli organizzati da Explosions in the Sky e Portishead (questi ultimi poi inviteranno AHAAH ad aprire, prima band di sempre, i concerti del loro tour del 2008) e al Pitchfork Festival a Chicago. Oltre a questi concerti "ufficiali", AHAAH si costruiscono una reputazione per le performance estemporanee per strada, o per le apparizioni come quella di Londra, in un ristorante romeno. "Quando abbiamo suonato a Gerusalemme, abbiamo portato il pubblico sulla strada principale e abbiamo suonato lì", dice Jeremy. "Gli ebrei ortodossi si sono fermati ad ascoltare, altra gente ballava, qualcuno aveva una batteria e si è unito a noi. I partecipanti ad una festa di compleanno sono usciti da un bar e si sono messi in cerchio a ballare. Pazzesco."

Il suono delirante e festoso di AHAAH ha attirato una pletora di nuovi fan in tutto il pianeta. "Abbiamo visto cose interessanti a Budapest", afferma Heather. "Ad esempio, musicisti che erano lì per il party che poi si sono ritrovati a ballare come pazzi, intrattenere e a fare musica per ballare. Forse è questo che ci ha ispirato..."

Il legame tra Jeremy, Heather e i loro soci ungheresi trova la sua consacrazione in Délivrance. "Le canzoni sono state tutte ispirate e scritte durante il periodo passato a Budapest. Sembrava che stessimo provando a documentare quello che avevamo imparato e suonato nell'Europa dell'Est. Così abbiamo provato ad avere tutti quelli con cui avevamo suonato nell'album, più alcune persone che amiamo e ammiriamo", spiega Heather. Registrato a Budapest nel 2008 con gli Hun Hangár e con alcuni specialisti (Jeremy spesso prendeva il treno verso altre zone della città per registrare musicisti come Kálmán Balogh, uno dei più grandi suonatori di cymbalum gitano al mondo), il disco mostra come mesi di immersione nella cultura locale e di musica come fulcro della vita quotidiana abbiano influenzato il songwriting e i suoni di Barnes e Trost. Questo è senza dubbio il loro lavoro ad oggi più vivace, intenso e maturo.

"Non ci stiamo sforzando di trovare l'autenticità ad ogni costo", afferma Jeremy. "Penso che abbiamo una visione da outsider di questa musica e stiamo provando ad impararla e ad imparare da essa. Vogliamo scrivere musica che ci rifletta come americani e outsider allo stesso tempo."

Délivrance racchiude suoni proveniente da una vasta regione geografica e riflette in modo particolare i colorati scambi culturali che Jeremy e Heather hanno avuto durante il loro periodo ungherese. "Ci piace pensare alla musica come ad una forma d'arte senza confini", dice Heather. "Tutto quello che sto provando ad imparare è non avere muri attorno a me stessa, musicalmente e in tutto il resto. Viaggiare attraverso la Transilvania ha avuto un grande effetto su di me. I musicisti che abbiamo incontrato avevano una tale ricchezza di conoscenze, e non solo sulla loro musica e su quella delle regioni vicine, ma anche sui tessuti, sulla ceramica. È stato incredibile incontrare persone così aperte e calorose."

Israele e la Turchia hanno lasciato un segno profondo in Jeremy. "L'architettura, il cibo, la gente. Comunicare con i gatti randagi per strada, i suoni della chiamata alla preghiera ad Istanbul. L'incredibile mix di persone a Gerusalemme - musulmani ed ebrei ortodossi che si incontrano per strada, battisti del Texas, la chiesa etiope, i preti greco-ortodossi. Amo anche molto la regione tra l'Ungheria e la Romania. Ci sono molte somiglianze nella musica che vanno oltre i confini e oltre i cattivi sentimenti che alcuni di questi gruppi provano reciprocamente."

L'album presenta un mix di canzoni tradizionali e composizioni originali. L'opener "Foni Tu Argile" è una canzone greca, tradizionalmente suonata con il bouzouki con l'aggiunta di voci. Con l'aiuto del collaboratore Chris Hladowski (Scatter, Nalle), viene trasformata in un virtuoso stomp strumentale con una melodia incredibilmente seducente e percussiva che sembra arricchita di spezie ed incenso. "Kertész" vede una fisarmonica furiosa correre verso il violino e il suono caratteristico del cymbalum, uno strumento simile al dulcimer suonato con le bacchette. "L'ispirazione per questa canzone viene dalla café music di Bucarest degli anni Sessanta, come quella della diva Romica Puceanu", spiega Jeremy. "La café music di Bucarest era influenzata dalla musica turca del 18° e 19° secolo. Per molti versi, Romania e Ungheria sono molto vicine, musicalmente parlando."

"Raggle Taggle" (il cui titolo prende spunto da un libro di Walter Starkie, un'ispirazione per Jeremy) tocca una nota di tristezza prima che il violino trascini in una danza inebriante - tipico esempio dello stile ungherese, ma con nuove melodie. Da "I Am Not A Gambling Man", guidata dalla fisarmonica e scritta molti mesi prima del crollo finanziario del 2008, impariamo che "There will be no hunting season this year / All the hunters have been poisoned by an old deer". E ancora "In the cities and the towns / All the banks have been closed down / the bankers have all gone home / to make love to their wives / like they were 25". A malapena si trova un momento per riposare prima che "Turkiye" spinga di nuovo verso il ballo, con la tromba che squilla e avvolge melodie turche, serbe e bosniache insieme ad altre originali. L'evocativo titolo "Vasalisa Carries A Flaming Skull Through The Forest" dà il nome a quella che sembra una marcia funeraria, con il clarinetto in evidenza.

"Mi sento come se ci stessimo avvicinando sempre di più a dove vogliamo arrivare", afferma Jeremy. "Ho imparato molto, sul voler essere da qualche altra parte, sul dare la propria cultura per scontata e sulla musica, anche se dubito che sarò mai in grado di suonare la fisarmonica al livello che vorrei. A questo punto quello che stiamo facendo può essere visto o come dipingere te stesso in un angolo o come scalare una montagna. Opto per la seconda."

Gli AHAAH pubblicheranno "Foni Tu Argile" anche come singolo il 27 aprile, poco prima dell'uscita dell'album, e sarà disponibile, oltre che come download digitale, anche come 10" in serie limitata (500 copie numerate a mano).

La nuova band di Jeremy e Heather sarà in tour da metà marzo, con tappa al SXSW il 19 seguita da concerti in Nord America con Andrew Bird e Wilco. Il loro tour europeo prenderà le mosse da Leeds il 2 maggio nel contesto del Festival Fuseleeds09.