P.A.B.A.T. Pescatori Associati Bacchiglione Astichello Tesina Vicenza

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P.A.B.A.T. Pescatori Associati Bacchiglione Astichello Tesina Vicenza P.A.B.A.T. PESCATORI ASSOCIATI BACCHIGLIONE ASTICHELLO TESINA VICENZA ASSEMBLEA ORDINARIA SOCI 30 GENNAIO 2015 Porgo innanzitutto a tutti i presenti a nome mio, dei Consiglieri in carica e dei Revisori dei Conti, i più cordiali saluti e auguri per un felice 2015. Chiedo un minuto di silenzio a ricordo di tutti i Soci che ci hanno lasciati nell’arco dell’ultimo anno. Saluto e ringrazio di essere intervenuti: il dr. Zanotto Francesco e il dr. Salviati Stefano, che considero due grandi amici della PABAT e che, ognuno nella Sua funzione, ci hanno sempre dato un importante aiuto nella gestione della nostra Associazione; il signor Foladore Silvano, presidente del Bacino B, con il quale abbiamo un buon rapporto di collaborazione. Questa è l’ultima assemblea alla quale partecipo in qualità di presidente. Infatti, come credo sia a conoscenza di molti di Voi, questa volta non mi presento quale candidato per il prossimo Consiglio direttivo della PABAT che guiderà la PABAT per il quinquennio 2015-2019. È stata una scelta sofferta, ma sono convinto che sia la scelta giusta: per me che ho già compiuto 81 anni (arriverei a 87!) e per la PABAT che avrà nuova linfa, nuove idee. Io mi sono già dichiarato disponibile ad aiutare il nuovo C.D. ma esternamente e sarò sempre, finché il Buon Dio me lo permetterà, disponibile a dare consigli e, se richiesto un aiuto per cose che mi sarà possibile fare.. Potete immaginare cosa mi sento internamente: lascio la presidenza che ho tenuto per 30 anni della PABAT, associazione, costituita nel 1958 (ha quindi ben 56 anni di vita sociale!) che è stata e sempre sarà nel mio cuore. Io ho vissuto tutta la vita di pescatore nella PABAT e per la PABAT. Nei primi anni sono stato revisore dei conti, poi consigliere, vice presidente e quindi presidente. Ho dato tutto me stesso per questa associazione di pescatori e, possiamo dirlo con orgoglio, di difensori dell’Ambiente. Ora mi auguro, anzi sono sicuro, che il prossimo Consiglio direttivo e il nuovo Presidente saranno validi e desiderosi di portare avanti questa bella associazione. Dovete continuare a portare avanti, migliorandoli se possibile, i risultati lusinghieri conseguiti in questi anni, quali: Aiuto al ripristino delle condizioni ambientali dei nostri corsi d’acqua; Ripopolamento degli stessi, seguendo nelle semine criteri adatti a ciascun tipo di acque, anche guidati dalle indicazioni della carta ittica; Sorveglianza attenta e continua; Costante collaborazione con le L’Autorità preposte nella lotta contro gli inquinamenti; Ottenere il libero accesso ai luoghi di pesca; Responsabilizzazione dei pescatori e loro educazione sportiva (limitazione delle catture e delle esche) Libertà nella scelta del modo di pescare, nel rispetto dell’Ambiente e dei disciplinari; Autogestione ottenuta tramite uno Statuto e un Consiglio Direttivo, eletto da tutti i soci in modo democratico e rinnovato ogni cinque anni; Presentazione annuale di bilanci consuntivi e preventivi; Nessun limite all’accettazione di nuovi Soci e nel rilascio di permessi giornalieri; 1 Il tutto al fine di consentire una distensiva e piacevole occupazione del tempo libero a tutti, senza chiedere contributi finanziari alle pubbliche Amministrazione, salvo per progetti particolari. E questi risultati sono realizzati con un rapporto ottimale tra costi e prestazioni: infatti abbiamo mediamente 80% del bilancio va speso per i ripopolamenti dei corsi d’acqua e per la loro sorveglianza, mentre il restante 20% va speso per l’amministrazione(in primis assicurazioni) e per iniziative particolari. Posso dire con orgoglio e non solo mio, ma anche di tutti i consiglieri, i revisori e i soci collaboratori, che la PABAT è una vera associazione dilettantistica basata esclusivamente sul volontariato. Si semina, si recupera, si sorveglia ricevendo in cambio, e non sempre, un panino e una bibita, una cena annuale, ma credo con una grande soddisfazione di fare qualcosa di buono per il mondo della pesca e per l’Ambiente. Abbiamo una concessione, prima del genere nella Regione del Veneto, ricca di risorgive che molti ci invidiano ed è ricca di biodiversità. Abbiamo molte possibilità di pesca: alla trota, al luccio(autoctono), al barbo (autoctono), all’anguilla, al cavedano, alla tinca, al vairone, al persico trota, alla carpa, ecc. Sono state istituite zone di bandita, zone di protezione del luccio, zone NO KILL e TROFEO, e zone di pesca con ami senza ardiglione, ma nel contempo non ci si è mai dimenticati delle zone di pronta cattura. Il tutto è a km zero! Concludo questa parte del mio intervento chiedendoVi di amare la PABAT, di migliorarla, di gestirla pensando sempre sì all’Ambiente, ma anche ai pescatori. Essi sono i nostri Soci che con la loro adesione ci danno la possibilità di portare avanti la gestione del Bacino a noi affidato, sicuri di avere la possibilità di poter esercitare la loro passione con piena libertà nella scelta del modo di pescare, nel rispetto dell’Ambiente e dei disciplinari Dovete continuare ad essere un’associazione libera e indipendente, ma fortemente collaborativa specie con le Autorità preposte e con altre concessioni. Mi piace infine ricordare che sono stato anche uno dei fondatori e il primo presidente del COVEAPEDI /Consorzio Veneto Associazioni Pescatori Dilettanti), carica che ho lasciato tre anni fa. Nell’ultima assemblea dei soci sono stato nominato per acclamazione “presidente onorario”. RINGRAZIAMENTI Ora passo ai dovuti e sentiti ringraziamenti a quanti hanno lavorato per la PABAT e a quanti mi hanno aiutato nella mia attività di presidente: Un doveroso riconoscimento alla Regione del Veneto e alla Provincia di Vicenza che hanno permesso la realizzazione di questa prima concessione gestita direttamente dai pescatori. Un grazie di cuore all’Ufficio Pesca della Regione del Veneto, nelle persone del dirigente dr. Mario Richieri e del funzionario dr. Luca Tenderini, con i quali ho lavorato in grande sintonia per i bandi, ma ancora di più, sia per il progetto “libero accesso ai luoghi di pesca”, che spero continui ad essere sempre in evidenza, sia per trovare soluzioni eque e partecipate a vari problemi del mondo della pesca Un sentito grazie alla Provincia di Vicenza per aver creduto della bontà della nostra Associazione e per averci supportato in diverse occasioni. Devo ricordare i buoni rapporti con i Sindaci dei Comuni che gravitano sul territorio su cui opera la PABAT, con i Consorzi di Bonifica che operano sulle acque da noi gestite, in particolare con il 2 presidente Cuman e lo scomparso Lazzaretti. e il Genio Civile di Vicenza, anche se talvolta, con quest’ultimo, non è sempre andato tutto liscio. Ricordo con rispetto i Soci fondatori che, nonostante contrasti in certi settori della pesca, proposero per primi una forma di autogestione fatta direttamente dai pescatori, riuscendo a convincere le Autorità della bontà della cosa. Ricordo con gratitudine tutti i Consiglieri e i Revisori di Conti che si sono succeduti in questi 56 anni nella guida della PABAT., portando avanti la gestione dell’Associazione, consci di fare cosa buona, sia per il mondo della pesca, sia per l’Ambiente. Un riconoscente grazie alle squadre addette al reperimento del materiale ittico e alla sua immissione nelle acque della concessione e ai recuperi nel caso di asciutte o interventi sul greto dei corsi d’acqua. Portando avanti con bravura e passione queste operazioni che sono basilari per associazioni del nostro tipo. Un caloroso grazie alle Guardie Giurate volontarie dell’Associazione e agli agenti della Provincia, che operano nel nostro settore, per aver validamente contribuito a salvaguardare il patrimonio ittico della PABAT. il loro è un lavoro particolare, importante per la concessione e non sempre riconosciuto. Infine un grazie ai numerosi soci che, con disciplina, fiducia e attaccamento, sono stati e sono ragione di vita e di progresso della PABAT, in particolare ricordo quei soci che hanno collaborato partecipando alle semine e recuperi. Ricordo con rispetto i presidenti che finora hanno diretto la PABAT: Il primo fu l’ing. Giuseppe De Luca; seguì il cav. Mario Schiavo che ebbe l’idea di costituire, a livello regionale, un consorzio veneto tra Associazioni di pescatori, per poter portare avanti problematiche comuni nelle discussioni con le Autorità preposte. Nacque il CO.VE.CO. ( che sarà poi sostituito con il CO,VE,A,PE.DI.); poi venne eletto il signor Armando Fattori. Ricordo con affetto e riconoscenza i vecchi segretari che mi hanno aiutato a portare avanti l’associazione: Rossi Carlo con Farinello Armando e Braggion Silvano, il mitico Berti Bruno, Scapin Luciano, rag. Pastò, dr. Paolo Meneguzzo e molti altri. Ricordo con commozione le prime avventure di pesca con Ermilli Claudio, Lucietto Adriano e Cremasco Silvano, che mi sono sempre stati vicini nel mondo della pesca e non solo. Devo porgere un particolare e cordiale grazie ai miei due amici e compagni di avventura, che mi hanno aiutato nel portare avanti questa concessione e il COVEAPEDI: il dr. Luigi Battiston e il dr. Carloantonio Rossi. Specie nei primi anni della mia presidenza abbiamo avuto vari problemi da affrontare: problemi con la Provincia di Vicenza, l’istituzione del COVEAPEDI, l’inizio dell’era dei depuratori e i primi grossi inquinamenti, il dover farsi conoscere in Regione, ecc. Devo ringraziarLi per avermi aiutato moltissimo in tutti questi frangenti, in particolare sostenendomi nello spirito e incitandomi a continuare anche nei momenti di temporanei sconforti. Ora passo a ringraziare dal profondo del mio cuore gli attuali consiglieri, revisori dei conti e soci collaboratori per le semine e recuperi. Il mio vice dr Rossi Carloantonio, che ha sempre creduto nella PABAT e mi ha aiutato nei contatti con la Provincia, la Regione e il COVEAPEDIe a prendere certe decisioni; il segretario Venturini Rolando che è stato pe me e per la PABAT una magnifica bella realtà. Sempre disponibile oltre che nei compiti propri della segreteria(sempre presente al martedì in sede), nel fare da raccordo tra i vari consiglieri ed organizzare al bisogno le semine e i recuperi.
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