Valutazione di Incidenza Ambientale

Provincia di

Settore Urbanistica INDICEINDICEINDICE

INDICEINDICEINDICE 111

ALLEGATIALALLEGATILEGATI 333

PREMESSAPREMESSAPREMESSA 444

111 SCREENINGSCREENINSCREENINGG FASE 1 CRITERI ED INDIRIZZI 555

1.1 Prefazione alla Valutazione di Incidenza per il PTCP della Provincia di Vicenza 6

1.2 I siti di interesse comunitario della Provincia di Vicenza 10

1.3 Normativa di riferimento 13

1.4 La VincA del PTCP 16

1.4.1 Materiali e metodi 17

222 SCREENINGSCREENINSCREENINGG FASE 2 IL PIANO TERRITERRITORIALETORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE

DESCRIZIONE SINTETICA 191919

2.1 Il percorso di piano 20

2.1.1 Gli obiettivi ed i contenuti del PTCP 20

2.2 Quadro analitico di riferimento del PTCP 24

2.2.1 Le criticità del territorio vicentino 24

2.2.2 I punti di forza del territorio vicentino 25

2.2.3 Descrizione del piano 25

2.2.4 Corridoi Ecologici Provinciali 72

2.2.5 Inquadramento geografico 82

2.3 Inquadramento naturalistico dell’area vasta 98

2.4 Il Rapporto Ambientale per la Valutazione Ambientale Strategica del PTCP 99

2.4.1 Analisi e valutazione dello stato di fatto 99

2.4.2 Ulteriori elementi di valutazione ambientale 102

2.5 Identificazione di piani che possono interagire congiuntamente 105

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333 SCREENINGSCREENING FASE 3 VALUTAZIONE DELLA SIGNIFICATIVITA’ DELLE INCIDENZE 119119119

3.1 Definizione dei limiti spaziali e temporali dell’analisi 120

3.2 Identificazione dei siti della rete natura 2000 interessati e descrizione 120

3.2.1 Descrizione degli ambiti geograficoecosistemici 124

3.3 Obiettivi di conservazione habitat e specie 127

3.4 Identificazione degli aspetti vulnerabili dei siti considerati 128

3.5 Identificazione degli effetti con riferimento agli habitat e alle specie nei confronti

dei quali si producono 141

3.6 Identificazione degli effetti sinergici e cumulativi 151

3.7 Identificazione dei percorsi e dei vettori attraverso i quali gli effetti si possono

produrre 152

3.8 Previsione e valutazione della significatività degli effetti con riferimento agli habitat,

habitat di specie 153

3.9 Direttive a salvaguardia di rete natura 2000 173

SCREENINGSSCREENINCREENINGG FASE 4 C CONCLUSIONIONCLUSIONI E SCHEMA RIEPILOGATIVO 185185185

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ALLEGATIALLEGATIALLEGATI

Schede di valutazione a scala dei singoli SICSIC ZPS

IT 32 10 040 SIC/ZPS Monti LessiniPasubioPiccole Dolomiti Vicentine

IT 32 20 002 SIC Granezza

IT 32 20 007 SIC Fiume dal confine trentino a

IT 32 20 013 ZPS Bosco di

IT 32 20 037 SIC Colli Berici

IT 32 20 038 SIC Torrente Valdiezza

IT 32 20 040 SIC Bosco di Dueville e Risorgive limitrofe

IT 32 30 022 SIC/ZPS Massiccio del Grappa

IT 32 60 018 SIC/ZPS Grave e Zone Umide della Brenta

IT 32 20 005 SIC/ZPS Ex Cave di CasaleVicenza

IT 32 20 008 SIC Buso della Rana

IT 32 20 039 SIC Biotopo “le Poscole”

3

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PREMESSAPREMESSAPREMESSA

Il presente documento si prefigge lo scopo di fornire gli elementi descrittivi e valutativi dei siti di Natura 2000 in rapporto alle scelte pianificatorie contenute nel PTCP.

In particolare esso, grazie ad un quadro conoscitivo dei siti redatto precedentemente dall’Amministrazione provinciale1, sulla base del progetto di rete ecologica elaborato contestualmente al PTCP, ed al Rapporto Ambientale per la VAS del medesimo Piano, intende fornire un quadro il più possibile esaustivo dello stato ambientale dei siti e della loro vulnerabilità in rapporto alle azioni in progetto. Intende altresì indicare le migliori strategie ed opportunità di valorizzazione e tutela contenute nel PTCP.

Il presente documento si basa e riprende i contenuti della relazione di incidenza ambientale effettuata in relazione al PTCP della Provincia di Vicenza adottato a dicembre del 20062, aggiornato rispetto alle nuove previsioni di Piano e sulla base delle indicazioni della competente struttura regionale.

Il documento di valutazione di incidenza ambientale è costituito dal presente rapporto d’insieme per tutti i SICZPS ricadenti nel territorio provinciale e al di fuori del territorio per un buffer di 5 Km, e da una serie di schede allegate che riportano la valutazione a livello di singolo SICZPS.

1 Amministrazione provincialeSARECO, 2005. La biodiversità delle aree SIC/ZPS della

Provincia di Vicenza.

2 “Relazione per la valutazione di incidenza Ambientale delle azioni del P.T.C.P” Dott.biol.

Paola Modena, Dott. Serena Tarocco Dott.geol. Pietro Zangheri.

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111 SCREENING FASE 1 CRITERI ED INDIRIZZI

Allegato A – DGR n.3173 del 10.10.2006 C

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1.1 Prefazione alla Valutazione di Incidenza per il PTCP della Provincia di Vicenza

La Rete Natura 2000 costituisce un elemento importante per conservare, proteggere e gestire la Biodiversità a differenti livelli geografici e amministrativi. Si tratta di un sistema di aree con particolari habitat o habitat di specie individuate su scala regionale ma facenti parte di un reticolo europeo, un sistema coordinato e coerente di aree destinate alla conservazione della diversità biologica presente nel territorio dei paesi membri dell’Unione Europea. Rete Natura

2000 ha lo scopo di tutelare una serie di habitat e specie animali e vegetali indicati negli allegati I e II della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, conosciuta come: Direttiva “Habitat”.

Tale direttiva, approvata dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea il 21/5/1992, oltre alla protezione di siti di particolare valore naturalistico, che costituiscono i nodi della rete, prevede la salvaguardia della biodiversità mediante attività dì conservazione non solo all’interno delle aree che costituiscono la rete Natura 2000 ma anche con misure di tutela diretta delle specie la cui conservazione è considerata un interesse di tutta l’Unione.

Prima della direttiva “Habitat”, già nel 1979 erano state tracciate le linee per una conservazione su scala comunitaria. Infatti nel 1979 veniva approvata un’altra importante direttiva, la 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, che rimane in vigore e si integra all’interno delle previsioni della direttiva “Habitat”. Questa direttiva, conosciuta come direttiva “Uccelli”, prevede da una parte una serie di azioni per la conservazione di numerose specie di uccelli, indicate negli allegati delta direttiva stessa, e dall’altra l’individuazione da parte degli Stati membri dell’Unione di aree da destinarsi alla loro conservazione, le cosiddette Zone di Protezione

Speciale (ZPS).

In considerazione dell’esistenza di questa rete e della relativa normativa la direttiva “Habitat” non comprende nei suoi allegati gli uccelli, ma rimanda alla direttiva 79/409/CEE “Uccelli”,

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stabilendo chiaramente però che le Zone di Protezione Speciale (ZPS) fanno anche loro parte della rete.

La rete Natura 2000 è composta da due tipi di aree: le Zone di Protezione Speciale (ZPS) previste dalla direttiva “Uccelli” e le Zone Speciali di Conservazione (ZSC) previste dalla direttiva “Habitat”.

Va peraltro notato come queste ultime assumono tale denominazione solo al termine del processo di selezione e designazione. Fino ad allora vengono indicate come Siti di Importanza

Comunitaria proposti (pSIC o SIC).

In Italia Il recepimento della direttiva è avvenuto con il D.P.R. n. 357 del 8/9/1997. In attuazione della direttiva “Habitat” e della direttiva “Uccelli”, il Ministero dell’Ambiente ha avviato la realizzazione di un sistema informativo su base prevalentemente naturalistica relativo ai siti di importanza comunitaria rispondenti ai requisiti di Natura 2000. Con riferimento alla Carta della Natura prevista dalla legge quadro nazionale sulle aree protette, nell’ambito del Programma Bioitaly, sono stati censiti, inoltre, i siti di interesse nazionale e regionale.

Nella Regione sono individuati 131 siti Natura 2000, recentemente aggiornati e perimetrati. Tra le aree regionali incluse nella rete Natura 2000, 102 risultano essere siti di interesse comunitario (SIC) e 67 zone a protezione speciale (ZPS). Le aree Natura 2000 in

Veneto comprendono 70 differenti habitat di interesse comunitario che permettono la nidificazione, il passaggio o il rifugio di 864 specie di animali e vegetali di cui 151 sono di notevole interesse conservazionistico e sono inserite negli allegati della direttiva “Habitat”.

In base alle caratteristiche faunistiche ed ecologiche i siti Natura 2000 della regione sono raggruppabili in 5 categorie:

• Ambienti alpini e prealpini,

• Sistemi collinari e versanti prospicenti la pianura

• Ambienti legati ai corsi d’acqua e alle zone umide di pianura

• Comunità di querceti misti planiziali

• Ambienti della fascia litoranea.

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fig. 1 – Aree SIC e ZPS della Regione Veneto

La Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) è il procedimento, di carattere preventivo, al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito delle Rete Natura 2000. Tale procedura è stata introdotta dall’art. 6 della citata direttiva “Habitat” con lo scopo di salvaguardare l’integrità dei siti, ed ha lo scopo di garantire, sia dal punto di vista procedurale che sostanziale, un rapporto equilibrato fra la conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie e l’uso sostenibile del territorio.

La VincA si applica sia agli interventi che ricadono all’interno di aree di Natura 2000, sia a quelli, che pur sviluppandosi all’esterno, possono comportare ripercussioni sullo stato di conservazione delle componenti naturalistiche dei siti. Pertanto, la VincA si qualifica come strumento di salvaguardia che si cala nel particolare contesto di ciascun sito, ma lo inquadra nella funzionalità dell’intera rete ecologica.

In ambito nazionale la VincA è disciplinata dall’art. 6 del DPR 12 marzo 2003 n.120, che ha sostituito l’art. 5 del DPR 8 settembre 1997 n. 357:

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“1. nella pianificazione e programmazione territoriale si deve tenere conto della valenza naturalisticoambientale dei proposti siti di importanza comunitaria e delle zone speciali di conservazione.

2. I proponenti di piani territoriali, urbanistici e di settore, ivi compresi i piani agricoli e faunisticovenatori e le loro varianti, predispongono, secondo i contenuti di cui allegato G, uno studio per individuare e valutare gli effetti che il piano può avere sul sito, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo”.

La Giunta Regionale del Veneto, con lo scopo di applicare la normativa comunitaria in materia di SIC e ZPS, recepita dallo Stato Italiano con D.P.R. 8 settembre

1997 n. 357, oltre ad aver fornito delle disposizioni procedurali in riferimento alla

Valutazione di Incidenza Ambientale (V.Inc.A.) di piani e progetti, ad aver individuato a più riprese gli ambiti territoriali regionali di interesse comunitario, ha individuato, con D.G.R.

21 dicembre 2001 n. 3766, nel Segretario Regionale per il Territorio l'autorità competente per l'attuazione nel Veneto della rete ecologica europea Natura 2000 e delle relative valutazioni di incidenza.

Con delibera n. 2803 del 4 ottobre 2002 la Giunta Regionale ha approvato la

"Guida metodologica per la valutazione di incidenza ai sensi della direttiva 92/43/CEE" e le

"Modalità operative per la verifica e il controllo a livello regionale della Rete Natura 2000”, che forniscono le necessarie linee di indirizzo per l'attuazione di procedure basate su nuovi criteri progettuali, di sicuro sviluppo anche nell'ambito della pianificazione urbanistica e territoriale.

Con delibera n. 2636 del 6 agosto 2004, viene istituito il Servizio Rete Natura

2000 quale struttura deputata allo svolgimento dei compiti assegnati alla Segreteria al

Territorio ed inquadrata alle dirette dipendenze della medesima Segreteria.

Il provvedimento D.P.G.R. n. 241 del 18 maggio 2005 approva la revisione dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) che compongono la

Rete Natura 2000 del Veneto.

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Con la DGRV n. 3173/2006 Nuove disposizioni relative all'attuazione della direttiva comunitaria 92/43/CEE e D.P.R. 357/1997. Guida metodologica per la valutazione di incidenza. Procedure e modalità operative. si propone la revoca della D.G.R. 2803/2002, ed una nuova formulazione, della "Guida metodologica per la valutazione di incidenza ai sensi della direttiva 92/43/CEE" (AllegatoAllegato AA) e di uno specifico allegato, riferito alla valutazione di incidenza di piani e programmi di tipo faunistico venatorio (AllegatoAllegato A1A1) e delle “Modalità operative per la verifica e il controllo dei documenti di valutazione di incidenza” (AllegatoAllegato BB), finalizzato a renderne più immediato il rapporto con la procedura indicata nella guida metodologica.

Inoltre il provvedimento è costituito anche da un elenco relativo agli stessi siti

(AllegatoAllegato CC).

1.21.21.2 I siti di interesse comunitario della Provincia di Vicenza

L’insieme dei Siti presenti in Provincia di Vicenza (vedi fig. 2) restituisce un quadro ambientale estremamente composito:

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fig. 2 – i Siti Natura 2000 della Provincia di Vicenza.

si va infatti da ambiti prettamente montani, quali quelli dei Siti dei Lessini, dell’Altopiano di e del Massiccio del Grappa, a biotopi collinari (Berici), fluviali (Brenta), di risorgiva (Dueville), fino a Siti con peculiarità naturalistiche notevoli, quale quello cavernicolo del Buso della Rana. La descrizione dei siti è riporta in allegato nelle schede di valutazione.

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Tab. 1 - Siti di interesse comunitario della provincia di Vicenza.

SSSUPERFICIEUPERFICIE IN PROV. DI CCCOODICEODIDICEODICECE TTTIPOIPOIIPOPO DDDENOMINAZIOENOMINAZIONEENOMINAZIONENE VVVICENZAIICECENZA (((HAHAHA)))

IT 32 10 040 sic- zps Monti Lessini-Pasubio-Piccole Dolomiti Vicentine 10075,58

IT 32 20 002 sic Granezza 1303,19 IT 32 20 005 sic- zps Ex Cave di Casale-Vicenza 36,21

IT 32 20 007 sic Fiume Brenta dal confine trentino a Cismon del 1680 Grappa IT 32 20 008 sic Buso della Rana 0,64 IT 32 20 013 zps Bosco di Dueville 319,47

IT 32 20 040 sic-zps Bosco di Dueville e Risorgive limitrofe 715 IT 32 20 036 sic-zps Altopiano dei Sette Comuni 14988,39

IT 32 20 037 sic Colli Berici 12768,15 IT 32 30 022 sic-zps Massiccio del Grappa 7082,8

IT 32 20 038 sic Torrente Valdiezza 33 IT 32 20 039 sic Biotopo “le Poscole” 149 IT 32 60 018 sic-zps Grave e Zone Umide della Brenta 687,49

La Regione ha, inoltre, individuato attraverso diverse D.G.R. alcuni siti ritenuti comunque importanti al fine della conservazione della natura e del paesaggio, indicati come

SIR (Siti d’Importanza RegionaleRegionale):):):):

Tab. 2 – Siti di Importanza Regionale della provincia di Vicenza.

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1.31.31.3 Normativa di riferimento

Livello cocomunitariomunitario

Direttiva 79/409/CEE “Uccelli”, concernente la conservazione degli uccelli selvatici.

Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, relativa alla “conservazione degli habitat naturali e

seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche” D.P.R. 357/97, modificato con

D.P.R. 120/03, recante il regolamento di attuazione della Direttiva 92/43/CEE

Direttiva comunitaria 2001/42/CE, concernente la valutazione degli effetti di determinati

piani e programmi sull'ambiente

Livello nazionale

DPR 357 dell’8 settembre 1997 e successive modifiche, in particolare DPR 120 del 12 marzo

2003; di recente pubblicazione il Decreto Ministero dell’Ambiente e della Tutela del

Territorio e del Mare del 17 Ottobre 2007: Criteri minimi uniformi per la definizione di

misure di conservazione relative a Zone speciali di conservazione (ZSC) e a Zone di

protezione speciale (ZPS).

Decreto del Ministero dell'Ambiente del 03.04.2000 nel quale vengono elencati i siti di

importanza comunitaria e le zone di protezione speciale

Nota n° 12.145 del 24.07.2000 del Dirigente del Servizio Conservazione della Natura –

Ministero dell'Ambiente

Livello regionale

D.G.R. n° 1662 del 22.06.2001 avente per oggetto: “Direttiva 92/43/CEE, Direttiva

79/409/CEE, D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357, D.M. 3 aprile 2000. Atti di indirizzo.”

Direttiva 2001/42/CEE, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e

programmi sull'ambiente D.G.R. n° 2803 del 4.10.2002 avente per oggetto: “Attuazione

direttiva comunitaria 92/43/CEE e D.P.R. 357/1997 – Guida metodologica per la

Valutazione di incidenza – Procedure e modalità operative.”

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Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

D.G.R. n° 1522 del 07.06.2002 avente per oggetto: “D.G.R. n. 1130 del 6.5.2002 ad oggetto

“Direttiva 92/43/CEE e 79/409/CEE. Rete ecologica Natura 2000. Revisione Siti di

Importanza Comunitaria relativi alla regione biogeografica alpina”. Modifica allegati B e D

in adeguamento ad ulteriori osservazioni tecniche formulate dal Ministero dell’Ambiente e

della Tutela del Territorio”.

D.G.R. n° 448 del 21.02.2003 avente per oggetto: “Rete ecologica Natura 2000 Revisione

Siti di importanza comunitaria (S.I.C.) relativi alla regione Biogeografica Continentale –

Ridefinizione cartografica dei S.I.C. della Regione Veneto in seguito all’acquisizione delle

perimetrazioni su Carta Tecnica Regionale alla scala 1:10.000.”

D.G.R. n° 449 del 21.02.2003 avente per oggetto: “Rete ecologica Natura 2000 – Revisione

delle zone di protezione speciali (Z.P.S.).”

D.G.R. n° 2673 del 06.08.2004 avente per oggetto: “Direttiva 79/409/CEE;

Direttiva 92/43/CEE; D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357. Ricognizione e revisione dei Siti di

Importanza Comunitaria e delle Zone di Protezione Speciale con riferimento alla tutela di

specie faunistiche segnalate dalla Commissione Europea”

D.P.G.R. n° 241 del 18.05.2005 ad oggetto: “Zone di Protezione Speciale (ZPS), Siti di

Importanza Comunitaria (SIC). Provvedimento in esecuzione sentenza Corte di Giustizia

delle Comunità Europee del 20 marzo 2003, causa C378/01. Ricognizione e revisione

dati effettuata nell’ambito del progetto di cui alla DGR n. 4360 del 30.12.2003.”, ratificato

con D.G.R. n. 1262 del 7 giugno 2005

Con successivi provvedimenti (D.G.R. n° 1180 del 18.04.2006 D.G.R. n° 4059 del 11

dicembre 2007 D.G.R. n° 4003 del 16.12.2008) sono state istituite nuove Zone di

Protezione Speciali, individuato nuovi Siti di Interesse Comunitario nonché modificato gli

esistenti.

D.G.R. n° 192 del 31.01.2006 con la quale la Regione del Veneto ridefinisce le competenze

per quanto concerne la approvazione delle Relazioni di Valutazione di Incidenza in casi di

opere di competenza statale e nei casi di contenzioso D.G.R. n° 740 del 14.03.2006

avente per oggetto: “Rete ecologica Natura 2000.

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Modifiche e integrazioni alla D.G.R. 31 gennaio 2006, n.192” D.G.R. n° 1180 del 18.04.2006

avente per oggetto: “Rete ecologica europea Natura 2000. Aggiornamento banca dati”

D.G.R. n° 2371 del 27.07.2006 avente per oggetto: “Direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE.

D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357.

Approvazione del documento relativo alle misure di conservazione per le Zone di Protezione

Speciale ai sensi delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE e del D.P.R. 357/1997”

D.G.R. n° 3173 del 10.10.2006 avente per oggetto: “Nuove disposizioni relative all'attuazione

della direttiva comunitaria 92/43/CEE e D.P.R. 357/1997. Guida metodologica per la

valutazione di incidenza.

In particolare per quanto riguarda “I piani territoriali, urbanistici e di settore, compresi i

piani agricoli e faunistico – venatori e le loro varianti” in D.G.R. n. 3173del 10.10.2006,

Regione Veneto viene indicato che nella valutazione di incidenza essi dovranno contenere:

individuazione in scala adeguata dei siti della rete Natura 2000 presenti nell’ambito di

piano e di quelli potenzialmente interessati;

quadro conoscitivo degli habitat e specie contenute nei siti e del loro stato di

conservazione;

individuazione dei livelli di criticità degli habitat e delle specie presenti nei siti;

descrizione degli interventi di trasformazione con specifico riferimento agli aspetti

infrastrutturali, insediativi (residenziali e produttivi) e normativi, previsti sul territorio e

della loro incidenza sugli habitat e sulle specie presenti nei siti;

prescrizioni e indicazioni delle misure idonee ad evitare, ridurre o compensare gli effetti

negativi sugli habitat e sulle specie presenti nei siti, individuando le modalità in ordine alle

risorse economiche da impiegare.

La relazione di Valutazione di Incidenza è finalizzata a verificare se, in base alle modalità di

attuazione di un piano, progetto o intervento, sussistono incidenze significative negative

dirette o indirette sui siti della rete Natura 2000 e, in particolare, sugli habitat e sulle specie

che sono oggetto di tutela secondo la citata Direttiva 92/43/CEE e secondo la Direttiva

79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici.

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Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

La presente Valutazione di incidenza segue nella sua redazione le procedure e le modalità

operative indicate nell’Allegato A della D.G.R. n° 3173 del 10 ottobre 2006 (Nuove

disposizioni relative all'attuazione della direttiva comunitaria 92/43/CEE e D.P.R. 357/1997.

Guida metodologica per la valutazione di incidenza. Procedure e modalità operative).

La presente relazione segue nella sua struttura, organizzazione logica e procedura

valutativa quanto realizzato dalla Regione Veneto nel documento “Documento propedeutico

alla Valutazione di incidenza Selezione preliminare (Screening) del Sistema degli Obiettivi”

del PTRC. Da tale documento sono stati inoltre acquisiti alcuni testi che esprimono in

maniera precisa e completa concetti comuni anche alla presente valutazione.

Procedure e modalità operative” D.G.R. n° 441 del 27.02.2007 avente per oggetto: “Rete

Natura 2000. Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.). Provvedimento in esecuzione sentenza

Corte di Giustizia delle Comunità Europee del 20 marzo 2003, Causa C378/01.

Nuova definizione delle aree della Laguna di Venezia e del Delta del Po” D.G.R. n° 4059 del 11

dicembre 2007 avente per oggetto: “Rete ecologica europea Natura 2000. Istituzione di

nuove Zone di Protezione Speciale, individuazione di nuovi Siti di Importanza Comunitaria

e modifiche ai siti esistenti in ottemperanza degli obblighi derivanti dall’applicazione

delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE. Aggiornamento banca dati”

D.G.R. n° 4003 del 16.12.2008 avente per oggetto: “Rete ecologica europea Natura 2000.

Modifiche ai siti esistenti in ottemperanza degli obblighi derivanti dall’applicazione delle

direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE. Aggiornamento banca dati”.

1.41.41.4 LaL a VincA del PTCP

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale è uno strumento di pianificazione con valenza strategica, utile quindi a delineare le direttrici di trasformazione territoriale d’area vasta.

Esso, quindi, non entra nel dettaglio delle scelte progettuali, ma individua – sulla base delle specifiche vocazioni socioeconomiche e delle invarianti di natura ambientale e storico

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testimoniale – gli obiettivi e le conseguenti strategie per la pianificazione territoriale del territorio provinciale.

Da ciò consegue che la Valutazione di Incidenza del PTCP costituisce uno strumento valutativo d’area vasta, dotato conseguentemente di significato generale ed orientativo. Esso certamente non esaurisce il processo di analisi e valutazione dei potenziali effetti delle trasformazioni previste. Tali trasformazioni, in sintonia con quando espresso nella DIR

92/43/CE, dovranno essere oggetto di ulteriore e più specifica valutazione a tutti i livelli dell’iter progettuale.

1.4.11.4.11.4.1 Materiali e metodi

Il quadro descrittivo dei singoli siti, desunto dai formulari Natura 2000 pubblicati e dallo studio precedentemente citato, è stato ulteriormente arricchito dalla elaborazione della carta agrovegetazionale del territorio provinciale.

Tale elaborato ha costituito anche la base per la costruzione della carta dell’antropizzazione del territorio provinciale, ottenuta grazie all’applicazione dell’indice di antropizzazione3 adattato alla situazione ambientale locale.

Tale tematismo fornisce una stima del grado di interferenza potenziale attuale della presenza umana sulle componenti ecosistemiche, e costituisce “lo sfondo” su cui si calano le scelte di trasformazione del nuovo PTCP.

L’elaborazione dell’indirizzo progettuale della rete ecologica provinciale ha fornito altresì gli elementi per relazionare i Siti con gli elementi ecologici reticolari, in funzione di linee di tutela e riqualificazione dell’intero sistema ambientale provinciale.

L’individuazione e definizione delle relazioni fra la situazione attuale e quella di progetto – costituita quindi dalle linee di trasformazione e dalla rete ecologica – è stata esplicitata anche mediante schemi cartografici uno per ogni sito ed allegati alla presente relazione in grado di fornire un quadro sintetico di tali relazioni.

3 Lausi, D, Pignatti S, Poldini L., 1978. Carta della vegetazione dell’Alto Friuli. Zona colpita dai terremoti del maggiosettembre 1976. CNR,AQ/1/3. Roma.

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222 SCREENING FASE 2 IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO

PROVINCIALE DESCRIZIONE SINTETICA

Allegato A – DGR n.3173 del 10.10.2006

19

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2.12.12.1 Il percorso di piano

Le fasi di istruttoria e realizzazione del Piano Territoriale di coordinamento Provinciale sono riportate nel rapporto ambientale del Piano a cui si rimanda.

2.1.12.1.12.1.1 Gli obiettivi ed i contenuti del PTCP

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale interviene sulla complessità territoriale mediante:

il riconoscimento della diversificazione dei distretti socioeconomici locali,

elevandone la qualità ambientale e l'efficienza delle relazioni territoriali;

la valorizzazione del sistema economico, mettendo in valore le risorse territoriali

non ancora adeguatamente considerate: in particolare le risorse del territorio

aperto della provincia e delle sue economie potenziali, incentrate in particolare

sulla filiera agricolturaambienteturismo cultura;

la valorizzazione del patrimonio ambientale, del paesaggio del territorio rurale, dei

sistemi insediativi storici, dei beni materiali della cultura.

Sulla base di questo scenario strategico è stata costruita una nuova rappresentazione del sistema provincia per rendere visibile il futuro assetto territoriale che organizza le nuove funzioni abitative, produttive, culturali, turistiche.

Il progetto territoriale ha adeguatamente individuato e rappresentato il sistema ambientale, con la definizione delle funzioni ecologiche di ogni ambito territoriale e le politiche e le azioni necessarie per l’efficienza ottimale della "Rete ecologica Provinciale", rete che connette, attraverso un sistema coerente, le varie parti dei sistemi montani, collinari, pedecollinari e di pianura.

Le scelte politiche definite nel Documento Preliminare dall’Amministrazione

Provinciale di Vicenza e consolidate dalla verifica partecipativa, dunque ormai esito di una

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scelta collettiva, si propongono come riferimento attendibile per la definizione delle priorità delle azioni del PTCP.

Dall’analisi del quadro conoscitivo, e dalle indicazioni che derivano dalla percezione dei cittadini, arriva l’indicazione che il futuro della Provincia deve tener conto della necessità di un riassetto territoriale, teso a fornire un quadro di sviluppo urbanistico equilibrato e sostenibile, in grado di ridurre il consumo di suolo e di aree.

In linea con quanto sopra detto, gli obiettivi individuati nel documento preliminare del

PTCP, possono essere ricondotti ai seguenti indirizzi di carattere generale:

Tutela e valorizzazione patrimonio culturale e territoriale, recupero delle valenze

monumentali; obiettivi specifici:

Valorizzazione e tutela: paesaggio, identità culturali, monumenti, centri storici, realtà

socioeconomica locale

Riorganizzazione del sisistemastema insediativo obiettivi specifici:

Blocco dell’ulteriore espansione della “città diffusa” e avvio di una sua riqualificazione in

forma di sistema policentrico organizzato per nodi, dotati di adeguati spazi, funzioni

di eccellenza in rete e servizi di interesse collettivo.

Ridotto consumo di nuovo suolo;

Qualificazione dei progetti infrastrutturali in funzione del progetto complessivo di territorio

e delle sue qualità; obiettivi specifici:

potenziamento dell’intermodalità tra i diversi sistemi di trasporto;

rafforzare i collegamenti tra il territorio provinciale e le reti di livello regionalenazionale

internazionale con il miglioramento dei collegamenti tra l’urbanizzato e il sistema

autostradale e ferroviario;

21

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conseguire l’integrazione tra le differenti reti di trasporto mediante nodi di interscambio

modale;—

potenziare il sistemi con rotaia, ottimizzando le interconnessioni con i nodi del sistema

territoriale provinciale e le reti superiori;—

Razionalizzazione delle funzioni nei pressi dei nodi infrastrutturali

Razionalizzazione delle aree per insediamenti produttivi;

Valorizzazione del ruolo multifunzionale dell’agricoltura in campo culturale, ambientale,

paesistico, economico, turistico; obiettivi specifici:

Riqualificazione della qualità ambientale e alimentare delle città;

Sviluppo delle attività agricole anche per la produzione di biomasse

L'obiettivo che si pone il nuovo PTCP è quello di impedire un’ulteriore erosione del

paesaggio storico e delle risorse naturalistiche

Difesa e riqualificazione del piccolo commercio e delle reti corte di commercializzazione dei

prodotti locali; obiettivi specifici:

blocco dell’ulteriore espansione delle grandi superfici di vendita;

promozione di filiere di produzione e distribuzione di prodotti locali che garantiscano una

giusta remunerazione ai produttori e un prezzo equo al consumo;

Valorizzare il patrimonio architettonico e paesaggistico presente e di rilanciare e

sostenere le funzioni commerciali e residenziali dei Centri Storici e delle aree urbane.

RiequilRiequilRiequilibrioRiequilibrio ecologico e difesa della biodiversità; obiettivi specifici:

messa in rete delle aree a più elevata naturalità e delle matrici ambientali potenziali

attraverso corridoi ecologici;

mitigazione delle aree a maggiore criticità; 22

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tutela e crescita del patrimonio agro – forestale

Individuare idonee misure di salvaguardia ;

Precisare le tipologie di interventi che, pur se previsti in aree limitrofe, necessitano della

Valutazione di Incidenza (VI). (O2);

realizzazione di una rete ecologica che minimizzi il grado di frammentazione del

territorio;

Individuare idonee misure di salvaguardia per il miglioramento della qualità naturalistica

Qualificazione del ruolo del territorio vicentino nel sistema metropolitano veneto a partire

dalle proprie eccellenze e dalla llorooro valorizzazione in fliliere radicate nel territorio e

fondate sui patrimoni territoriali specifici; obiettivi specifici:

Qualificazione del ruolo del territorio vicentino nel sistema metropolitano veneto a partire

dalle proprie eccellenze e dalla loro valorizzazione in fliliere radicate nel territorio e

fondate sui patrimoni territoriali specifici;

Difesa del suolo; obiettivi specifici:

Riassetto idrogeologico;

Disciplina attività di cava;

Prevenzione inquinamento

Prevenzione e difesa da inquinamento;

Risparmio energetico;

Sviluppo turistico.

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2.22.22.2 Quadro analitico di riferimento del PTCP

Si rimanda alla lettura del Rapporto Ambientale e alla Relazione di Piano, tuttavia vengono di seguito riassunti i punti principali utilizzati nella realizzazione del Piano.

2.2.12.2.122.2.1.2.1 Le criticità del territorio vicentino

La situazione che emerge dalle analisi del contesto ambientaleterritoriale, e in parte anche dalla percezione dei cittadini, ci presenta un territorio con forti valori ambientali di ordine storico, architettonico e paesaggistico, ma contemporaneamente con uno sviluppo disordinato, in particolare delle aree urbanizzate, ma anche delle aree agricole, e che pare presentare un basso interesse alla qualità architettonica e paesaggistica, con conseguente progressiva perdita di valore dell’ambiente.

Dall’analisi del quadro conoscitivo, e di conseguenza dello stato di fatto del territorio vicentino, emergono alcune importanti criticità, che possono essere sintetizzate in:

C.1 una disseminazione di aree produttive;

C.2 una viabilità/mobilità che presenta aspetti con una certa criticità;

C.3 un elevato numero di edificazioni in zona agricola;

C.4 i problemi di carattere idrogeologico;

C.5 le trasformazioni del paesaggio che, in alcuni casi, paiono essere incontrollate;

C.6 la difficoltà di mantenimento qualitativo per alcuni centri storici;

C.7 la scarsa qualità dell’aria presente in alcune zone della provincia;

C.8 la scarsa qualità delle acque superficiali e sotterranee in alcune parti del territorio;

C.9 la necessità di migliorare le qualità naturalistiche in alcune parti della provincia;

C.10 la carenza di piani logistici di livello sovraaziendale;

C.11 la mancanza di attenzione all’innovazione tecnologica;

C.12 la carenza di servizi qualificati alle imprese;

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C.13 le dimensioni troppo piccole delle imprese;

C.14 la carenza di servizi alla residenza in alcune parti del territorio;

C.15 la bassa competitività del sistema di trasporto pubblico su ferro;

C.16 lo spopolamento delle aree montane;

C.17 i problemi del commercio di vicinato o nei centri storici;

C.18 il degrado di alcuni edifici monumentali;

C.19 i problemi di crescita per alcuni settori industriali e per zone di alta valenza turistica;

C.20 l’alto uso di suolo agroforestale.

2.2.2 I punti ddii forza del territorio vicentino

Vanno per altro elencati anche i punti di forza che sono presenti in provincia: un’ampia zona della provincia con aree di alto livello naturalistico, valenze che sono

utilizzabili anche dal punto di vista turistico; un livello socioeconomico abbastanza elevato derivante sia dall’industria che dall’agricoltura

(che dal turismo); un notevole patrimonio di valori architettonicomonumentali; un territorio che è attraversato dai grandi flussi internazionali.

2.2.32.2.322.2.3.2.3 Descrizione del piano

Di seguito viene riporta una descrizione sintetica del contentuo normativo del Piano che costituisce la traduzione operativa degli obiettivi di Piano e sarà oggetto di valutazione.

TITOLO I ––– PARTE GENERALE

(art. 1 delle NTA) Contenuti del PTCP

Vengono enunciate le fonti legislative che determinano i contenuti del PTCP e sulle quali si è basata la Provincia di Vicenza per l’elaborazione dello strumento urbanistico provinciale. In considerazione del fatto che la Provincia di Vicenza non ha sottoscritto alcuna intesa prevista

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dall’ art. 57, comma 1, del DLgs 112/1998, il PTCP non assume il valore e gli effetti dei piani di tutela nei settori della protezione della natura, della tutela dell'ambiente, delle acque e della difesa del suolo e della tutela delle bellezze naturali ed i piani di tutela di settore conservano il valore e gli effetti ad essi assegnati dalla rispettiva normativa nazionale e regionale. In effetti il comma 2 dell’ art. 22 della LR 11/2004 prevede che il Piano possa assumere tale valenza solo alle condizioni indicate nell’articolo 57 della sopra citata legge statale.

Al comma 2 viene richiamato il procedimento di formazione del Piano Provinciale che è quello previsto dall’ art. 23 della LR 11/2004 (ed esplicitato negli atti di indirizzo) secondo cui la

Giunta Provinciale elabora un documento preliminare che (secondo quanto disposto dall’art.

3, comma 5, della LR 11/2004) contiene in particolare: a) gli obiettivi generali che s’intendono perseguire con il piano e le scelte strategiche di assetto del territorio anche in relazione alle previsioni degli strumenti di pianificazione di livello sovraordinato; b) le indicazioni per lo sviluppo sostenibile e durevole del territorio. Si pone in evidenza la finalità del PTCP, cioè la definizione dell’assetto di lungo periodo del territorio provinciale: al fine di evidenziare tale caratteristica il successivo art. 5 prevede che il PTCP abbia validità a tempo indeterminato.

(art. 2 delle NTA) Elaborati costitutivi del PTCP

Viene fornita una elencazione esaustiva di tutti gli elaborati che costituiscono il PTCP: tale specificazione si è resa necessaria in quanto il dettato posto dagli atti di indirizzo ha chiarito che i documenti che formano complessivamente il Piano Provinciale sono maggiori rispetto a quanto si ricava dalla semplice lettura del comma 3 dell’ art. 22 della LR 11/2004.

A titolo di esempio, si evidenzia che è la stessa DGR 3178/2004 a prevedere che relazione sia accompagnata anche da un elaborato grafico denominato “schemadirettore” e che non tutte le indicazioni progettuali possono essere contenute in elaborati grafici, potendo alcune di queste essere sviluppate nella sezione delle norme del piano (da cui gli allegati alle norme che sono stati divisi in base alla tematica trattata: Ville Venete di particolare interesse provinciale, Ville Palladiane, Atlante del patrimonio culturale, architettonico, archeologico e 26

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paesaggistico della provincia di Vicenza il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ai sensi dell’art. 22 comma 3 LR 11/04 (di seguito PTCP) è formato anche dagli elaborati grafici che rappresentano le indicazioni progettuali esprimibili graficamente, ed in particolare:

Tavola. n. 1 “Carta dei Vincoli e della Pianificazione Territoriale”

Tavola. n. 1.2 “Carta dei Vincoli e della Pianificazione Territoriale ”;

Tavola n. 2 “Carta della Fragilità”;

Tavola. n. 2.2 “Carta Geolitologica” ;

Tavola. 2.3 “Carta Idrogeologica ”;

Tavola. n. 2.4 “Carta Geomorfologica” ;

Tavola. n. 2.5 “Carta del rischio idraulico” ;

Tavola. n. 3 “Sistema Ambientale”;

Tavola. n. 4 “Sistema Insediativo Infrastrutturale”;

Tavola. n. 5 “Sistema del Paesaggio”.

Gli elaborati grafici vengono predisposti alla scala 1:50.000 (DGR n. 397 del 26 Febbraio

2008). Per quanto concerne le grafie si sono operate alcune scelte di arricchimento/sintesi, integrando temi significativi non compresi nelle grafie proposte dagli atti di indirizzo e non implementando altre tematiche, delle quali non si sia riscontrata la presenza di elementi nel territorio provinciale.

(art. 3 delle NTA) Quadro conoscitivo e monitoraggio del Piano

Il Quadro Conoscitivo, inteso come complesso delle informazioni necessarie che consentono una organica rappresentazione e valutazione dello stato del territorio provinciale e dei processi evolutivi che lo caratterizzano e costituisce il riferimento indispensabile per la

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definizione degli obiettivi e dei contenuti di piano per la valutazione di sostenibilità, è stato elaborato sulla base delle direttive regionali, ai sensi dell’art. 50 della LR. 11/2004, lettere a) ed f). La previsione che i Comuni debbano elaborare il Quadro Conoscitivo è prevista all’art.

13 della LR. 11/2004. La coerenza alla pianificazione superiore è una norma generale ricavabile dai principi contenuti nel DLGS 267/2000 e nella LR. 11/2004. Il Quadro

Conoscitivo è uno strumento necessario alla definizione delle scelte dello strumento di pianificazione e si compone, attraverso l’organizzazione coordinata, di dati e informazioni già in possesso della Provincia, di nuovi dati ed informazioni acquisite ed elaborate nella fase di formazione del Piano, di dati ed informazioni in possesso di altri enti. Considerato, pertanto, che essendo il Quadro Conoscitivo un insieme di informazioni dei principali soggetti istituzionali (Regione, Provincia e Comune), organizzato e sistematizzato al fine di documentare il complesso delle conoscenze territoriali disponibili ai diversi livelli, esso deve intendersi come costantemente in divenire. Visto che rappresenta inoltre uno dei principali strumenti per il monitoraggio delle scelte del piano approvato, è necessario che i Comuni trasmettano alla Provincia i dati aggiornati ai fini del continuo aggiornamento del Piano

Provinciale.

Il piano viene monitorato anche dal punto di vista ambientale a cadenza biennale dalla sua approvazione secondo gli indirizzi della Giunta Provinciale.

(art. 4 delle NTA) Coordinamento deldel PTCP con i Piani

Il PTCP considera la totalità del territorio provinciale ed è lo strumento di pianificazione territoriale che, alla luce dei principi di autonomia, di sussidiarietà e di leale collaborazione tra gli enti, definisce l'assetto del territorio con riferimento agli interessi sovracomunali, specificando le linee di azione della pianificazione regionale. Inoltre il PTCP è atto organizzato delle politiche settoriali della Provincia e strumento di indirizzo e coordinamento per la pianificazione territoriale comunale. E' un nuovo strumento di governo del territorio, dettato dalla riforma urbanistica introdotta dalla l.r. 11/04, che si aggiunge a quelli di cui già l'amministrazione pubblica dispone, per indirizzare e coordinare le azioni, costituendo il quadro di riferimento per gli attori interessati all'assetto del territorio, gli sviluppi urbanistici, 28

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la tutela e la valorizzazione del territorio, dell'ambiente e del patrimonio storico architettonico, le infrastrutture, la difesa del suolo, l'organizzazione e l'equa distribuzione dei servizi di area vasta.

(art. 5 delle NTA) Efficacia

Viene ripreso, al fine di una maggiore facilità interpretativa, quanto disposto dall’ art. 23, comma 9, della LR n. 11/2004 che prevede la pubblicazione nel BUR quale fase integrativa dell’efficacia del procedimento di formazione del PTCP. L’articolo si cura di indicare la durata a tempo indeterminato del Piano Provinciale, in quanto tale strumento ha la natura di coordinare su base provinciale gli strumenti urbanistici comunali, che risultano avere validità a tempo indeterminato.La struttura normativa del PTCP viene prevista dall’ art. 22, comma 3, lettera c) della LR n. 11/2004 ed esplicitata nei relativi atti di indirizzo.Considerando che l’art.

3, comma 1, della LR 11/2004, prevede che ciascun piano indica le direttive per la redazione degli strumenti di pianificazione di livello inferiore, le direttive poste dal PTCP sono le disposizioni che implicano l’obbligo di adottare una variante di adeguamento da parte del

PRC. La relativa procedura è stabilita dall’art. 12, comma 5 e comma 6 lettera a), della LR n.

11/2004, secondo cui la variante di adeguamento alle direttive deve essere adottata entro il termine massimo di un anno dalla approvazione del PTCP. Tale obbligo di adeguamento vale sia sul PAT che sul PI. In riferimento alle prescrizioni e ai vincoli, viene esplicitato quanto contenuto negli atti di indirizzo regionali, secondo cui le norme tecniche che prevedono prescrizioni e vincoli comportano l’automatica variazione dei piani di livello comunale (ai sensi e nei limiti di quanto previsto dall’art. 3, comma 1, della L.R. 23 aprile 2004, n. 11). Si evidenzia che le misure di salvaguardia sono quelle previste dall’ art. 29 della L.R. 11/2004 e che la variante di adeguamento al PTCP attua anche le prescrizioni poste dallo stesso (art. 12 comma 6, lettera b, della LR n. 11/2004). Al fine di dirimere eventuali antinomie che dovessero crearsi negli elaborati del PTCP, viene esplicitato che le Norme sono prevalenti nei confronti degli elaborati grafici e della relazione. La relazione fa parte della struttura normativa del PTCP ai sensi dell’ art. 22, comma 3, lettera a) della LR n. 11/2004, secondo cui la relazione oltre ad evidenziare le analisi territoriali svolte, stabilisce gli indirizzi per lo 29

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sviluppo socio economico nelle materie di competenza provinciale. In tale senso si ritiene che la relazione del PTCP orienti (fornendone anche utile interpretazione normativa) le azioni pianificatorie dei Comuni e degli altri Enti Pubblici in quanto essi “… nell'esercizio delle rispettive competenze, si conformano ai piani territoriali di coordinamento delle Province

…”(secondo quanto disposto dall’ art. 20, comma 6, del DLgs 267/2000).

(art. 6 delle NTA) Flessibilità del PTCPPTCP

Visto che l’art. 23, comma 11, della LR 11/2004 prevede che i PAT/PATI possono proporre varianti semplificate al PTCP che abbiano carattere meramente operativo e non alterino i contenuti sostanziali del Piano, nell’art. 6 vengono indicati i casi in cui le modifiche sono di tipo operativo, ovvero quando:

- garantiscono il rispetto degli obiettivi perseguiti dal Piano

non pregiudicano gli altri obiettivi del PTCP

assicurano un grado di tutela uguale o maggiore a quello previsto dal PTCP

gli effetti della proposta di modifica di tipo operativo dovranno essere limitati ai territori amministrativi dei proponenti.

(art. 7 delle NTA) Disciplina transitoria

In tale articolo si riporta il concetto formulato dall’art. 29 della LR 11/2004 nel senso che il

Comune è tenuto a sospendere ogni determinazione sulle domande di trasformazione edilizia ed urbanistica del territorio che risultino in contrasto con le prescrizioni e vincoli contenuti nel Piano provinciale. Le misure di salvaguardia però non possono avere durata illimitata.

Esse hanno durata massima quinquennale. La durata è triennale qualora il Piano non sia trasmesso alla Regione per l’approvazione entro un anno dalla sua adozione.

(art. 8 delle NTA) Adeguamento al PTCP degli strumenti urbanistici comunali o intercomunali

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Si ribadiscono i principi contenuti negli articoli 3, comma 2, e 12, comma 5, della LR

11/2004 in merito all’obbligo e ai termini di adeguamento dei piani di livello comunale a quelli di livello sovracomunale. Sono confermate le previsioni dei PAT/PATI elaborati in copianificazione con la Provincia di Vicenza prima dell’adozione del presente piano che siano in deroga alle direttive del PTCP qualora sia ammessa nelle presenti norme la possibilità di deroga alle stesse direttive mediante accordo con la Provincia

TITOLO II FRAGILITA’

(art. 9 delle NTA) Direttive per il Sistema delledelle fragilità fisico ambientali

Gli obbiettivi del piano per quanto riguarda l’ambiente fisico sono orientati a tutelarne le risorse e a salvaguardare le persone e le cose da situazioni di pericolosità e/o rischio presenti e potenziali come previsto dall’art. 22 c.1 lett. C della L.R. 11/2004 e dagli atti di indirizzo

DGRV 3178 del 8/10/2004 .

Le indicazioni o le prescrizioni in materia di assetto del territorio e di uso del suolo, derivano dai Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) delle Autorità di Bacino rispettivamente dei fiumi

Adige e BrentaBacchiglione,

integrate dal Piano Provinciale di Emergenza (redatto ai sensi del

DLgs n. 112/98 e LR 11/01 e approvato con delibera del Consiglio n. 18135/26 del 4 aprile

2007 di seguito PPE), costituiscono elementi vincolanti di analisi per la redazione e l’aggiornamento del PTCP, che recepisce altresì le indicazioni derivanti dai vigenti piani

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prefettizi di emergenza esterna in materia di controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.

Il PTCP riporta nella tavola n. 2 (Fragilità) gli ambiti di fragilità del territorio relativi alla pericolosità e/o rischio geologico, idraulico e ed ambientale, derivanti dalle perimetrazioni del PAI e dagli scenari di rischio analizzati dal Piano Provinciale di Emergenza.

I tipi di rischio che possono interessare il territorio provinciale affrontati dal PTCP sono:

Rischio idraulico e geologico (art. 10 delle NTA)

Rischio sismico (art. 11 delle NTA)

Rischio di incidente rilevante (art. 34 delle NTA)

Rischio inquinamento risorsa acqua (art. 1029 NTA) e campi elettromagnetici(art. 1027

NTA).

In relazione il Piano indica quali indirizzi debbano essere introdotti nel PAT in merito a:

Creazione di appositi bacini e casse di espansione per la laminazione delle piene dei corpi idrici ;

Interventi di mitigazione idraulica per compensare l’effetto di impermeabilizzazione dei suoli dovuti ad interventi di urbanizzazione come previsto dalla DGRV 2948 del 6/10/2009 ; - Neutralizzazione in loco con sistemi di invaso di eventuali incrementi di portata dovuti ad interventi di urbanizzazione; Utilizzo del potere disperdente del suolo per lo smaltimento superficiale dei volumi d’acqua eccedenti.

Interventi per la riduzione delle condizioni di rischio e/o pericolosità idraulica degli insediamenti.

Redazione del Piano comunale delle acque per la gestione e manutenzione della rete idraulica minore .

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(art. 10 delle NTA) Carta delle fragilità PTCP

I Comuni in sede di PRC e loro varianti sono tenuti ad adeguare i propri strumenti urbanistici (PRC) ai Piani PAI delle Autorità di Bacino e al Piano di Gestione dei Bacini

Idrografici delle Alpi Orientali integrate dalle aree esondabili ed a ristagno idrico così perimetrate dal Piano Provinciale di Emergenza recependo le prescrizioni dei suddetti piani vigenti in quel momento e verificare, per le aree non considerate dal medesimo Piano d’Assetto Idrogeologico, la compatibilità e l’idoneità dei terreni ai fini della trasformazione urbanistica. Le norme tecniche di attuazione dei PRC prevedono delle opportune limitazioni circa la non trasformabilità, delle aree ricadenti all’interno delle suddette aree di influenza e/o della loro trasformabilità a condizione previe specifiche analisi e studi di compatibilità sotto il profilo idraulico, idrogeologico, geologico ed ambientale, nonché delle indagini puntuali (geomeccaniche, geotecniche e idrogeologiche) sufficientemente estese in funzione dell’entità dell’intervento e dell’impatto prodotto sulle condizioni naturali del sito.

(art. 11 delle NTA ) Rischio Sismico

Nella tav. 2 è indicata la classificazione delle zone sismiche secondo la OPCM n. 3274/2003 e la DCRV n. 67 del 3.12.2003 che i Comuni dovranno riportare ed adeguare secondo la classificazione del territorio regionale di cui alla OPCM n. 3519 del 28/04/2006.

Il PTCP rimanda, nell'ambito dei Piani di Assetto del Territorio, l’effettuazione di uno studio di compatibilità sismica del proprio territorio, attraverso la micro zonizzazione sismica, al fine di accertare l’idoneità della trasformabilità del territorio secondo le norme tecniche vigenti

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(DM 14/1/2008). I PRC prevedono indicazioni sulle modalità di valutazione dell’azione sismica e di prevenzione del rischio sismico in fase di progettazione dell’intervento e l’individuazione degli edifici di interesse strategico che assumono funzionalità di protezione civile durante l’evento sismico .

(art. 12 delle NTA) Aree degradate per presenza storica di rifiuti

L’articolo pone direttive per il rinvenimento di tali siti disponendo che i Comuni garantire l’attuazione delle misure necessarie per evitare rischi di natura igienico sanitaria ed ambientale e attuate misure di verifica del rischio ambientale e igienicosanitario.

(art. 13 delle NTA) Programmazione e pianificazione dell’ attività di cava

Il PTCP individua nella Tav 2 (Carta delle fragilità) gli ambiti delle cave, dei cantieri minerari e delle concessioni minerarie.

I Comuni, in sede di PAT e PATI, indirizzano e promuovono il recupero ambientale delle cave dismesse e non ricomposte proponendo soluzioni di riutilizzo e incentivano il riuso e la valorizzazione dei compendi e dei volumi ipogei derivanti dalle attività di cava in sotterraneo abbandonate e dismesse ad usi turistici, ricettivi, ricreativi e culturali.

In relazione sono presenti indirizzi relativi a tale argomento.

(art.14 delle NTA) Direttive per le aree carsiche

I PRC devono dettare norme di tutela e salvaguardia all’interno delle aree carsiche identificate nella relazione e nelle tavole del PTCP ai fini della difesa del suolo e della risorsa acqua, prevedendo altresì studi idrogeologici per la verifica della vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento.

(art.15 delle NTA) Aree di emergena per la protezione civile

Il PTCP nella relazione riporta le aree contenute nel vigente Piano Provinciale di Emergenza –

PPE.

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Il piano Provinciale di Emergenza una volta divenuto operativo costituisce elemento vincolante di analisi per la predisposizione e l’aggiornamento del PTCP e dei PRC.

Ai sensi del PTRC le aree di emergenza possono assumere destinazioni polifunzionali così da assicurare attività alternative di servizio al territorio in condizioni di non emergenza..

I Comuni verificano la presenza di aree polifunzionali con caratteristiche tali da poter essere destinate a scopi di protezione civile.

TITOLO III ––– SISTEMAS ISTEMA AGROFORESTALE

(art. 16 delle NTA) Agriturismi

Il PRC incentiva la formazione e lo sviluppo degli agriturismi favorendo il recupero ed il riuso del patrimonio edilizio esistente e privilegiando gli interventi orientati alla promozione dei prodotti agricoli locali.

(art. 17 delle NTA) Salvaguardia dei prati, pascoli e foreste

Il PTCP demanda ai Comuni in sede di PRC di delimitare le aree destinate a prato/pascolo (sia naturali sia sottoposte a sfruttamento zootecnico) e quelle degradate da recuperare nonchè di predisporre norme per contrastare l’avanzamento incontrollato della superficie boscata. Il

PTCP si cura di incentivare il ripristino degli spazi aperti e delle foreste con particolare attenzione alle aree protette ed ai siti Natura 2000. In relazione sono indicati indirizzi per le varie tipologie forestali presenti in provincia di Vicenza.

(art. 18 delle NTA) Produzioni Zootecniche

Il PTCP demanda ai Comuni in sede di PRC il censimento degli allevamenti esistenti predisponendo norme che incentivano l’adozione di tecniche e tecnologie innovative per la razionalizzazione della raccolta e del trattamento delle deiezioni animali degli allevamenti zootecnici prima del loro utilizzo agronomico con produzione di ammendanti compost 35

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energia. Vengono. La realizzazione di impianti per il recupero ed il trattamento dei residui zootecnici e agricoli per la produzione di biogas a fini energetici è subordinata a particolari procedure.

(art. 19 delle NTA) Le produzioni Avicole

Il PTCP demanda ai Comuni in sede di PRC il censimento degli allevamenti professionali esistenti predisponendo norme che incentivano le scelte dell’impresa volte a migliorare il rapporto con l’ambiente rurale e il potenziamento del sistema di sicurezza igienico sanitaria anche alla luce delle nuove normative ambientali.

(art. 20 delle NTA ) Imboschimento dei Territori Agricoli di Pianura

Il PTCP demanda ai Comuni in sede di PRC la previsione di idonee misure per l’imboschimento di terreni agricoli di pianura e per la realizzazione di ambienti forestati al fine di:

− incrementare l’assorbimento di CO2 e abbattere polveri e rumori;

− realizzare fasce filtro lungo i corsi d’acqua con incentivazioni nei territori i cui terreni

presentano una minore permeabilità;

− produrre biomassa ai fini della produzione di energia alternativa;

− creare un ambiente in cui svolgere attività di rilassamento e di ricreazione.

(art. 21 delle NTA ) Zone agricole di Particolare Pregio

Il PTCP demanda ai Comuni in sede di PRC la individuazione delle aree caratterizzate dalla presenza di produzioni tipiche e/o con marchio di qualità.

(art. 22 delle NTA) Classificazione delle Aree Rurali

Il PTCP recepisce la suddivisione del territorio rurale effettuata dal PTRC distinguendo le seguenti quattro categorie di aree agricole:

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a)Aree di agricoltura periurbana, nelle quali l’attività agricola viene svolta a ridosso dei principali centri urbani e che svolgono un ruolo di “cuscinetto” tra i margini urbani, l’attività agricola produttiva, i frammenti del paesaggio agrario storico, le aree aperte residuali. b) Aree agropolitane in pianura, quali estese aree caratterizzate da un’attività agricola specializzata nei diversi ordinamenti produttivi, anche zootecnici, in presenza di una forte utilizzazione del territorio da parte delle infrastrutture, della residenza e del sistema produttivo. c) Aree ad elevata utilizzazione agricola in presenza di agricoltura consolidata e caratterizzate da contesti figurativi di valore dal punto di vista paesaggistico e dell’identità locale. d)Aree ad agricoltura mista a naturalità diffusa quali ambiti in cui l’attività agricola svolge un ruolo indispensabile di manutenzione e presidio del territorio e di mantenimento della complessità e diversità degli ecosistemi rurali e naturali. I Comuni, in sede di PRC operano la delimitazione puntuale delle aree del sistema rurale ai sensi dell’articolo 43 della legge regionale n. 11/2004.

In relazione sono indicati gli obiettivi prioritari da seguire nella pianificazione.

(art. 23 delle NTA) Aree di AgricolturaAgricoltura Periurbana

Nell’ambito delle aree periurbane i Comuni, in sede di PRC, individuano azioni volte a garantire l’esercizio non conflittuale delle attività agricole rispetto all’edificato, favorendo la fruizione delle aree a scopo ricreativo, didatticoculturale e sociale. In relazione sono presenti indirizzi relativi a tale argomento.

(art. 24 delle NTA) Aree di Agricoltura Agropolitane

Nell’ambito delle aree agropolitane i Comuni, in sede di PRC, individuano azioni volte a garantire la compatibilità dello sviluppo urbanistico nelle aree periurbane con le attività agricole e a individuare gli ambiti territoriali in cui insediare impianti di produzione di energia rinnovabile. In relazione sono presenti indirizzi relativi a tale argomento.

(art. 252(art. 25 delle NTA) Aree di Agricoltura Mista a Naturalità diffusa 37

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Nell’ambito delle aree di agricoltura mista a naturalità diffusa i Comuni, in sede di PRC, individuano azioni volte a:

O1. orientare le trasformazioni verso il mantenimento o accrescimento della complessità e

diversità degli ecosistemi rurali e naturali;

O2. valorizzare il ruolo dell’agricoltura e conservare il paesaggio agrario in quanto valore

aggiunto delle produzioni agricole tipiche e di qualità;

O3. limitare le sistemazioni agrarie che comportino rimodellazioni del terreno dalle quali

risulti sensibilmente alterato il carattere identitario dei luoghi;

O4. garantire, attraverso adeguate scelte localizzative, la compatibilità degli interventi di

agricoltura intensiva con quelli relativi all’agricoltura specializzata biologica.

In relazione sono presenti indirizzi relativi a tale argomento.

(art. 26 delle NTA) Aree ad elevata utilizzazione agricola (Terre fertili)

Il PTCP demanda ai Comuni in sede di PRC di individuare azioni volte a limitare la trasformazione delle zone agricole al fine di garantire la conservazione e lo sviluppo dell’agricoltura e della zootecnia, nonché il mantenimento delle diverse componenti del paesaggio agrario in esse presenti. In relazione sono presenti indirizzi relativi a tale argomento.

TITOLO IV ––– PREVENZIONE INQUINAMENTO

(art.27 NTA) Agenti fisici

L’articolo pone delle direttive specifiche in merito a: Inquinamento acustico; .Inquinamento luminoso; Emissioni elettromagnetiche; Tutela da Radon.

(art. 28 delle NTA) La risorsa Aria

DIRETTIVE: I Comuni, nei PRC, devono prevedere in particolare che: le diverse scelte localizzative sul territorio minimizzino l’incremento della mobilità di persone e merci e che le 38

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aree interessate da nuove localizzazioni siano facilmente raggiungibili con il trasporto pubblico con, le piste ciclabili e con i percorsi pedonali.

Il PTCP indica quale indirizzo (in relazione) la possibilità da parte dei Comuni di incentivare e promuovere iniziative volte all’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili (BAT).

(art. 29 delle NTA) La risorsa Acqua

Il P.T.C.P. tutela le condizioni che garantiscono la riproducibilità della risorsa acqua per le generazioni attuali e future, nella sua duplice articolazione di acque sotterranee e acque superficiali.

La relazione tratta delle acque superficiali, delle zone di ricarica della falda, delle misure per la tutela quantitativa della falda e la geotermia; sono forniti anche gli indirizzi per la realizzazione di nuovi pozzi, per i nuovi progetti riguardanti la depurazione delle acque.

Le norme tecniche dettagliano direttive di carattere generale e specifiche per zone di ricarica della falda, delle misure per la tutela quantitativa della falda e la geotermia.

Per la geotermia il PTCP pone una prescrizione che vieta l’installazione di impianti di scambio termico chiuso ed aperto sino alla approvazione di appositi regolamenti provinciali. Le misure di salvaguardia trovano applicazione nei limiti di un anno dall’adozione del presente Piano.

(art. 30 delle NTA) La risorsarisorsa Suolo

L’articolo detta direttive affinchè la pianificazione comunale consideri le risultanze della procedura di analisi di rischio e, nel caso di cambiamento di destinazione d’uso, sia effettuata una indagine ambientale affinchè sia verificata la soglia di contaminazione.

(art. 31 delle NTA) Rifiuti

Il PTCP rinvia al Piano Provinciale di gestione dei rifiuti urbani (art. 8 LR 3/2000), al Piano

Regionale di gestione dei rifiuti urbani (art. 10 LR 3/2000) e al Piano Regionale di gestione dei rifiuti speciali, anche pericolosi (art. 11 LR 3/2000).

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(art. 32 delle NTA) Risorse energetiche

Vengono assunti a livello provinciale gli impegni di cui all’accordo europeo “2020

20”sottoscritto dall’Italia per la lotta ai cambiamenti climatici (secondo cui entro il 2020 tutti

i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il

contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici).

Il PTCP in relazione riporta indirizzi energetici provinciali accomunati a criteri e possibili azioni. L’articolo dettaglia direttive specifiche per tale argomento.

TITOLO V RISCHIO INCIDENTE RILEVANTE

(art. 33 delle NTA) Aree a rischio di incidente rilevante

Il PTCP, in considerazione dei contenuti del PPE, persegue l’obiettivo della tutela del territorio in relazione alla presenza di stabilimenti a rischio di incidente rilevante, di cui alla normativa vigente in materia.

Il PTCP individua nella Tav. 2 (Carta delle fragilità) le aziende (graficamente non rappresentabili le aree) a rischio di incidente rilevante.

L’articolo pone direttive per la pianificazione comunale in merito alla ricognizione delle aree di rischio e la ricollocazione degli impianti. Pone anche una prescrizione per la concessione e autorizzazione per gli interventi.

TITOLO VI ––– VINCOLI

(art. 34 delle NTA) Vincoli territoriali previsti da disposizione di legge

Nella tav. 1 sono riportati i vincoli e gli ambiti dei piani di livello superiore, sotto elencati a cui si attengono i Comuni in sede di pianificazione. Tali indicazioni cartografiche del PTCP sono ricognitive e ciascun tipo di vincolo e piano trova la propria individuazione e disciplina nei corrispondenti atti istitutivi.

L’articolo tratta anche gli usi civici e pone direttive di ordine cartografico.

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TITOLO VII RISORSE NATURALI

(art. 35 delle NTA) Risorse naturali

Il P.T.R.C. 91 individua gli ambiti per l'istituzione di parchi e riserve naturali regionali ai sensi della L.R. 16.8.1984, n. 40. Individua inoltre le aree di tutela paesaggistica di interesse regionale soggette a competenza degli Enti locali.

Il territorio provinciale è caratterizzato dalla presenza di numerose aree di interesse ambientale; Il PTCP, nel fare proprie le disposizioni della pianificazione sovraordinata e per dare applicazione alle vigenti normative, definisce i seguenti obiettivi generali da perseguire in riferimento a dette aree:

- favorire la tutela e il rafforzamento della biodiversità;

- integrare le aree nel sistema reticolare ambientale.

La relazione del PTCP effettua la ricognizione degli ambiti del PTRC, definisce le azioni di

Piano e le progettualità poste in essere dalla Provincia di Vicenza.

La norma specifica le azioni che la Provincia di Vicenza intende promuovere con i Comuni sia per gli ambiti naturalistici di livello regionale sia per le zone umide naturali. Vengono dettagliate le direttive sia di tipo generale sia per i corsi d’acqua e specchi lacuali, per i corsi d’acqua navigabili e le aree umide di origine antropica.

(art. 3636(art. delle NTA) Risorgive

Il PTCP dispone che tutte le risorgive presenti all’interno della Provincia di Vicenza sono di interesse provinciale. La Relazione tratta la fascia delle risorgive, gli ambienti di risorgiva e definisce l’Indice di Funzionalià della Risorgiva (IFR).

Il Piano provinciale al fine della tutela della risorsa idrica, ha classificato in tre zone l’ambito di risorgiva e le aree circostanti.

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Le Norme Tecniche dettagliano le prescrizioni per le emergenze puntiformi ed emergenze diffuse, e per la fascia di protezione primaria e per quella di protezione secondaria, definendo anche una serie di direttive da seguire nella pianificazione comunale.

Gli ambiti di risorgiva sono anche parte della rete ecologica provinciale e trovano trattazione anche nel relativo allegato.

(art. 37 delle NTA) Il sistema delle aree verdi periurbane

Il PTCP individua direttamente il sistema delle aree verdi periurbane a servizio del sistema insediativo centrale di Vicenza e dei comuni di cintura.

Tra le iniziative già in atto, da valorizzare nell’ambito di questo sistema, si segnalano:

• ad Ovest della città il progetto di riqualificazione fluviale del fiume Retrone;

• ad Est l’ambito del territorio comunale di attraversato dal fiume

Tesina;

• a Nord l’ambito delle sorgenti del Bacchiglione;

• a Sud l’ambito dell’ex cava di S. Rocco e lago di Fimon.

I Comuni interessati dal sistema di aree verdi periurbane a servizio del sistema insediativo centrale di Vicenza e dei comuni di cintura individuano azioni volte a sviluppare un reticolo connettivo di percorsi ciclopedonali, per incentivarne la fruizione, per favorire in particolare le relazioni tra le aree verdi stesse ed il capoluogo.

TITOLO VIII ––– CORRIDOI ECOLOGICI

(Art. 38 NTA) SalvaguardiaSalvaguardia e sviluppo della Rete ecologica ––– Rete Natura 2000

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Il PTCP sviluppa la rete di connessione principalmente lungo la rete idrografica, prevedendo collegamenti trasversali mediante l’individuazione di elementi che garantiscono continuità spaziale e funzionale.

La struttura della rete ecologica di livello provinciale è identificata nella tav. 3 che indica anche gli elementi della Rete Ecologica Regionale.

La Relazione tratta sia la rete ecologica di area vasta che la rete ecologica di livello provinciale; l’allegato approfondisce ed esplica la descrizione del processo di pianificazione del sistema ecorelazionale (obiettivi, metodologia, struttura della Rete Ecologica, indirizzi per la realizzazione della rete).

Le norme tecniche dettagliano elementi costitutivi e le direttive generali e quelle specifiche per la rete ecologica provinciale e locale.

(Art. 39 NTA) Direttive per i Geositi, le Grotte e le Sorgenti

Il PTCP prevede di interesse provinciale i geositi, le cavità naturali e le sorgenti, che vengono indicati sia nella tavola 3 sia in relazione. I Comuni, in sede di pianificazione urbanistica, dovranno effettuare approfondita ricognizione dei loro ambiti al fine di localizzarli con precisione ed eventualmente di individuare quelli non direttamente rilevati dal PTCP, distinguendo quelli già interessati da urbanizzazioni e/o situazioni di degrado, indicandone il livello di importanza e disponendone misure cautelative ed apposita normativa di tutela.

TITOLO IX BENI CULTURALI

(Art. 40 NTA) Sistemi tematici dei beni culturali e degli ambiti paesaggistici di interesse provinciale

La Provincia di Vicenza nel PTCP individua i sistemi tematici dei beni culturali e degli ambiti paesaggistici di interesse provinciale di seguito riportati: a. il sistema dei beni archeologici di interesse provinciale; b. il sistema dei centri storici; 43

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c. manufatti dell’archeologia industriale; d. il sistema delle ville venete; e. sistema dei complessi ed edifici di pregio architettonico di interesse provinciale e le relative pertinenze; f. areali con sistemazioni agrarie di pregio paesaggistico; g. sistema delle strade storiche; h. sistema dei grandi alberi; i. altri beni storicoculturali; j. ambiti di interesse naturalistico e paesaggistico da tutelare e valorizzare; k. atlante del patrimonio culturale, architettonico, archeologico e paesaggistico della

Provincia di Vicenza.

L’articolo prevede una direttiva generale che vale per tutti i sistemi.

(Art. 41 NTA) Sistema dei beni archeologici di interesse provinciale

L'articolo esplicita le componenti del Sistema e pone delle direttive per i siti a rischio archeologico e per gli agrocenturiati.

(Art. 42 NTA) Sistema dei Centri Storici

L’articolo esplicita le componenti del Sistema suddividendo i centri storici in:

Centri Storici di grande interesse, che conservano in buona parte il tessuto storico urbano ed architettonico.

Centri Storici di medio interesse, che conservano solo in parte il tessuto storico urbano ed architettonico e tuttavia mantengono una identità storica peculiare.

Aggregazioni ed elementi dell’Architettura ed urbanistica del ‘900 (Città fabbrica e

Valdagno).

Pone inoltre direttive specifiche sia per i centri storici sia per le aggregazioni ed elementi dell’Architettura ed urbanistica del ‘900, sopra citati.

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(Art. 43 NTA) Manufatti dell’archeologia industriale

Il PTCP individua nella tavola n. 5 i principali manufatti dell’archeologia industriale.

I Comuni, in sede di pianificazione, adottano misure volte alla conservazione e valorizzazione, al recupero e all’eventuale riuso, purché compatibile, degli immobili appartenenti a tale categoria.

(Art. 44 NTA) Il sistema delle Ville Venete

Il PTCP riconosce un interesse provinciale alle ville venete risultanti dal catalogo IRVV 2005.

Nella suddetta individuazione sono evidenziati i manufatti oggetto della tutela di cui al D.L.vo

42/2004 (ex Legge 1089/1939). Viene effettuata la seguente distinzione tra le ville venete:

- LE VILLE VENETE DI INTERESSE PROVINCIALE

- LE VILLE VENETE DI PARTICOLARE INTERESSE PROVINCIALE

- LE VILLE DEL PALLADIO

(Art. 45 NTA) Le Ville venete di interesse provinciale

I Comuni, nei loro atti di pianificazione, individueranno, in riferimento a ciascuna Villa veneta, alla sua peculiarità e alle caratteristiche del suo inserimento nel tessuto urbano e paesaggistico, il contesto figurativo da valorizzare con idonee norme attuative, in aderenza alle direttive del PTCP. L’articolo pone direttive per le ville e per i contesti figurativi e prescrizioni per gli interventi fino all’adeguamento al PTCP.

(Art. 46 NTA) Le Ville venete di particolare interesse provinciale

Tra le Ville Venete risultanti dal catalogo “La Provincia di Vicenza”, pubblicato dall’Istituto

Regionale per le Ville Venete, è riconosciuto un particolare interesse alle 138 Ville di cui agli allegati A.

La normativa dispone direttive per il recepimento dei contesti figurativi e dei coni visuali da parte dei Comuni.

I Comune dovranno attuare le direttive provinciali prevedendo apposita disciplina all’interno dei contesti. 45

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E’ stabilita anche una prescrizione per gli interventi fino all’adeguamento al PTCP, ai fini della tutela delle pertinenze e dei contesti stessi.

(Art. 47 NTA) Le Ville del Palladio

Tra le Ville Venete di particolare interesse provinciale, sono individuate 16 Ville del Palladio riconosciute come patrimonio universale da parte dell’Unesco (n. Protocollo 712 bis), indicate nell’allegato B alle presenti Norme che ne individua e delimita i contesti figurativi e i coni visuali. Tali Ville sono oggetto di Progetto strategico “le Ville di ”, avviato dalla

Regione Veneto ai sensi dell’art. 26 della LR 11/2004.

L’articolo rimanda alla normativa precedente la disciplina da attuarsi per queste particolari ville.

(Art. 48 NTA) Coni Visuali del sistema delle villeville venete

La tutela del cono visuale, inserito nel contesto figurativo, si estende fino alla prima quinta architettonico – edilizia o naturalistica a chiusura dello stesso compresa nel contesto figurativo.

I Comuni, nell’ambito del PRC, verificano le individuazioni dei coni visuali (come risultano dagli allegati tecnici al presente piano) ed individuano eventuali altri coni visuali a tutela del paesaggio.

(Art. 49 NTA) Sistema dei complessi ed edifici di pregio architettonico di interesse provinciale e lele relative pertinenze

Il PTCP individua nella TAV N.5 i manufatti vari di interesse storico e disponendone una direttiva generale. I manufatti di interesse storico culturale provinciale sono i seguenti:

• Sistema dei Centri di Spiritualità e dei Grandi Edifici Monastici ;

• Sistema delle Città Murate, dei Manufatti Difensivi e Siti Fortificati;

• Luoghi ed elementi della Grande Guerra;

• Sistema Museale;

• Sistema delle Stazioni Ferroviarie Storiche e Architettura del Novecento. 46

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(Art. 50 NTA) Centri di spiritualitàspiritualità e dei grandi edifici monastici

Il P.T.C.P. individua nella tavola n. 5 i principali santuari e manufatti di culto. I Comuni devono provvedere a salvaguardare le aree storicamente adibite a “sagrato” quali spazi riservati al culto, ai sacramenti ed alle funzioni connesse, anche vietando il traffico veicolare e l’accesso motorizzato e in genere evitando nuove edificazioni invasive estranee all’utilizzo sociale e pastorale delle strutture di culto, ed istituendo idonee zone di rispetto, dettando norme analoghe a quanto previsto per le Ville Venete.

(Art. 51 NTA) Città murate, manufatti difensivi e siti fortificati

Il P.T.C.P. individua nella tavola n. 5 i principali siti fortificati e stabilisce che i Comuni, in sede di pianificazione, prevedono per le Città Murate analoghi criteri di individuazione e tutela dei Centri Storici di Notevole Importanza mentre per i manufatti difensivi e siti fortificati promuovono preliminarmente lo studio storico degli stessi e delle pertinenze coperte e scoperte al fine di individuare e tutelare il contesto ambientale di pertinenza e i contesti figurativi di pregio. I Comuni devono altresì tutelare le preesistenze medievali e neomedievali di pregio mediante conservazione degli apparati tipologici e costruttivi coperti e scoperti e disciplinano gli interventi presso gli apparati costruttivi sovrapposti nelle epoche successive definendo ambiti da conservare e da trasformare; tutelano i contesti ambientali e figurativi di pertinenza diretta e indiretta.

(Art. 52 NTA) Luoghi identitariidentitari della patria e della grande guerra

Il P.T.C.P. individua nella tavola n. 5 gli Ambiti prioritari di intervento del “Progetto di Tutela del Patrimonio Storico della Prima Guerra Mondiale sul territorio degli altipiani vicentini” di cui alla Legge n.78 del 7 marzo 2001. Tali ambiti sono particolarmente interessati dalla presenza dei resti materiali delle opere realizzate durante la Prima Guerra Mondiale. Il progetto, redatto con finanziamento della Provincia ed elaborato dal coordinamento operativo delle Comunità

Montane dei Sette Comuni (ente capofila), Agno, Alto Astico, Leogra

Timonchio e della Provincia di Vicenza, fornisce un insieme coordinato di strumenti operativi, di tecnologie e metodi innovativi, utili per rendere più efficace la politica di valorizzazione del territorio. In tal modo si vuole dare risposta alla pressante domanda di quelle forme di turismo culturale di qualità sempre più interessate ad una fruizione intelligente delle zone teatro degli avvenimenti bellici del primo conflitto mondiale.

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(Art. 53 NTA) Musei

Il PTCP individua nella tavola n. 5 i musei della tradizione provinciale di interesse regionale comprendente Musei della Grande Guerra, Archeologici, Etnografici / Antropologici,

Naturalistici, Storici ed Arte, Tecnico Scientifici, e Territoriali. Sulla base di tale rete museale i

Comuni costruiscono organici progetti di valorizzazione urbana e territoriale in collegamento con gli altri beni architettonici e ambientali.

(Art. 54 NTA) Stazioni ferroviarie storiche e di pregio architettonico di interesse provinciale e architettura del novecento

Il PTCP prevede una ricognizione dei percorsi delle linee ferroviarie storiche dismesse del territorio provinciale realizzate nella metà dell’800 e in funzione fino al secondo dopoguerra, esplicitate nell’ allegato E. Esse costituivano il sistema portante delle rete dei trasporti su cui si è fondata l’industrializzazione nella seconda metà dell’800 dell’alto vicentino legata alle attività industriali dei Rossi a Schio e dei Marzotto a . Tutti i percorsi sono dotati di stazioni nei centri abitati, e di caselli utilizzati per la sorveglianza e manutenzione, che costituiscono manufatti di interesse storico oggetto di specifico censimento da parte del Ptcp al fine di tutelarne l’integrità.

I tracciati hanno una importate valenza storica e ambientale al fine di promuovere la mobilità ciclipedonale ed il turismo legato all’archoelogia industriale, che assumono una particolare valenza paesaggistica e ambientale che il Ptcp si prefigge di tutelare nella loro integrità, promuovendone così il recupero ed utilizzo. Nella tav 5 è rappresentato il sottosistema delle stazioni ferroviarie storiche e di pregio architettonico di interesse provinciale.

Architettura del Novecento

Il pericolo di rapida distruzione del patrimonio culturale del secolo scorso, ha indotto la

Regione Veneto nel PTRC ad effettuare una prima ricognizione speditiva delle opere di

Terragni, Scarpa, Nervi, Gellner, Gardella, Stirling, Michelucci, Samonà, Bonfanti ecc. che costituiscono una vera e propria rete di capolavori della contemporaneità. Ma va riconosciuto altresì un patrimonio diffuso dell’ingegno di tanti autori che attendono un vaglio critico più attento ai valori dell’architettura contemporanea. 48

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Per le architetture del Novecento si richiama l’elenco degli edifici, manufatti e dei sistemi di edifici rappresentativi della produzione architettonica del Novecento di cui all’allegato A delle

NA del PTRC.

I Comuni in sede di redazione dei propri strumenti di pianificazione provvedono ad implementare l’elenco mediante la concertazione con Provincia e Regione nonché ad attivare specifiche e differenziate politiche locali di salvaguardia e valorizzazione. Si richiamano le norme di salvaguardia del PTRC adottato.

(Art. 55 NTA) Areali con sistemazionisistemazioni agrarie di pregio paesaggistico

Il PTCP individua nella tavola n. 5 in maniera puntuale le sistemazione agrarie di pregio paesaggistico che sono costituiti dai seguenti tematismi:

terrazzamenti;

ulivi e ciliegi;

prati umidi, marcite e piantate;

prati stabili (fonte ARPAV: ammessi a finanziamento regionale).

Il PTCP stabilisce che i Comuni devono individuare azioni volte principalmente al recupero e alla valorizzazione di tutti gli elementi morfologici territoriali che caratterizzano il paesaggio rurale.

(Art. 56 NTA) Sistema delle strade storiche

Il PTCP stabilisce che i Comuni, in sede di pianificazione, devono promuovere la conservazione delle caratteristiche della viabilità di impianto storico, favorire la tutela e la valenza paesaggistica della viabilità minore, anche di tipo rurale, nei contesti di particolare pregio ambientale, salvaguardare gli elementi di valore storico testimoniale comunque connessi alla rete viaria storica, valorizzare tracciati storici e delle opere e manufatti pertinenziali. Per tali complessi di pregio i Comuni prevedono la conservazione dei coni ottici privilegiati e delle vedute panoramiche.

(Art 57 NTA) Sistema dei grandi alberi

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I Comuni, in sede di PRC, integrano l’elenco del PTCP (All. C) individuando altri Grandi Alberi presenti nel territorio comunale e stabiliscono apposite misure per la tutela, il ripristino e la valorizzazione degli assetti vegetazionali arboreoarbustivi presenti e dei sistemi ecologici in essi localizzati. In particolare i Comuni dettano misure specifiche per la tutela e la conservazione dei grandi alberi dell’elenco e dei grandi alberi monumentali di cui alla LR

20/2002 , vietando tutti gli interventi che possano comprometterne l’integrità. In caso di lavori relativi al sottosuolo stradale o di manutenzione dei corsi d’acqua i Comuni provvedono, in particolare, a non compromettere l’apparato radicale dei Grandi Alberi. La

Provincia di Vicenza, con motivata richiesta ai sensi dell’art. 14 del D.L.vo 42/2004, propone alla Soprintendenza l’avvio del procedimento per la dichiarazione dell'interesse culturale di particolari contesti ambientali dei Grandi Alberi."

(Art 58 NTA) Altri Beni StoricoStoricoCulturaliCulturaliCulturaliCulturali

Al fine di tutelare e valorizzazione beni di pregio storico – culturale, non vincolati o non individuati dal PTCP, i Comuni, in sede di pianificazione, provvedono alla loro individuazione e tutela.

(Art 59 NTA) Ambiti di interesse naturalistico e paesaggistico da tutelare e valorizzare

La Provincia, in ottemperanza agli Atti di Indirizzo di cui alla DGR 3178 del 8/10/2004, individua nella tavola n. 5 gli “Ambiti di interesse paesaggistico da tutelare e valorizzare”. Per queste aree, il PTCP prevede che i Comuni, in sede di pianificazione, garantiscano una puntuale analisi storico-ambientale dei siti e ricerchino soluzioni volte alla tutela e conservazione del paesaggio e dei manufatti di interesse storico ambientale presenti, adottando anche strumenti operativi di riqualificazione ambientale.

(Art 60 NTA) Atlante del patrimonio culturale, architettonico, archeologico e paesaggistico della Provincia di Vicenza

Con l’introduzione della legge 431/1985 (legge Galasso) e della L.R. 9/86 al primo PTRC, adottato nel 1986 e approvato il 13.12.1991, è stata conferita la caratteristica di “piano

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urbanisticoterritoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici e ambientali”, grazie a un insieme organico di norme (dall’ articolo 19 sino all’articolo 36) corredate da specifici elaborati cartografici.

La Provincia di Vicenza nel PTCP, ha recepito le indicazioni del PTRC ‘91, anche al fine di integrare le indicazioni date dall’art. 72 del PTRC adottato nel 2009, per la disciplina degli ambiti di valore archeologico e naturalisticoambientale, per i quali non sono ancora stati attuati i piani di area. L’Atlante del patrimonio culturale, architettonico, archeologico e paesaggistico della Provincia di Vicenza (allegato D), coerentemente, è stato impostato suddividendo il territorio sulla base degli ambiti paesaggistici dell’Atlante Ricognitivo degli

Ambiti di Paesaggio del nuovo PTRC. Questo documento restituisce i beni paesaggistici e culturali presenti nel territorio della Provincia di Vicenza, individuando puntualmente ed elencando per comune sia gli elementi già soggetti a tutela mediante gli articoli 10 (ex L.

1089/1939), 136 (ex L. 1497/1939) e 142 (ex L. 431/1985) del D. Lgs. N. 42/2004, ma anche tutte le numerose emergenze che non rientrano in tale regime di tutela. L’Atlante riporta inoltre gli obiettivi e indirizzi di qualità paesaggistica per ciascun ambito stabiliti dal

PTRC, che hanno valore non prescrittivo ma di indirizzo, per il soddisfacimento dei quali il

PTCP prevede che i Comuni individuino azioni specifiche.

TITOLO X SISTEMA INFRASTRUTTURALEINFRASTRUTTURALE E DELLE RETI DI COMUNICAZIONE

(Art 61 NTA) Individuazione delle linee di sviluppo degli insediamenti

Il P.T.C.P. definisce i criteri utili ad individuare le principali linee di sviluppo degli insediamenti, in considerazione delle specifiche peculiarità del territorio, degli elementi che emergono dall’analisi del patrimonio socioeconomico e delle dinamiche territoriali.

In via generale il P.T.C.P. orienta le scelte progettuali dei piani comunali verso il recupero, il riuso, la rifunzionalizzazione di aree già edificate, il completamento edilizio, la rimarginatura e rimodellamento degli insediamenti, allo scopo di preservare gli spazi aperti incentivandone la valorizzazione dal punto di vista agricoloproduttivo, ambientale e turisticofruitivo. 51

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Ambienti insediativi

Gli ambienti insediativi a “geometria variabile” inizialmente proposti dal Documento

Preliminare , pur non risultando vincolanti sotto il profilo amministrativo, costituiscono comunque un utile riferimento dal punto di vista della pianificazione, in quanto permettono di formulare indirizzi per lo sviluppo misurati sulle specifiche caratteristiche e dinamiche del territorio.

Gli otto Ambienti insediativi definiti dal PTCP sono i seguenti:

1111“AREA“AREA URBANA CENTRALE. VICENZA E I COMUNI DI CINTURA”CINTURA”....

Comprende i comuni di: , , ,

Costabissara, Dueville, , , ,

Monteviale, , , Torri di Quartesolo, Vicenza

2222“DIRETTRICE“DIRETTRICE OVEOVEST”ST”ST”ST”

Comprende i comuni di: Comedo Vicentino, , ,,

Montecchio Maggiore , , , , Montebello

Vicentino, ,

3333 “L'URBANIZZAZIONE RETICOLARE DEL BASSANESE”

Comprende i comuni di: , , , , Mason

Vicentino, , , , , Romano d'Ezzelino, Rosà, Rossano

Veneto,

4444“CONURBAZIONE“CONURBAZIONE MULTICENTRICA DELL’ALTO VICENTINOVICENTINO”

Comprende i comuni di: , , , , Carrè, Chiappano,

Cogollo del Cengio, , , Laghi, , Lugo di

Vicenza, Malo, , , , ,

Piovene Rocchette, Posina, , Salcedo, , ,

Sarcedo, Schio, , , , Valdagno, ,

Valli del Pasubio, Velo d'Astico, , Zanè, .

5555“CONURBAZIONE“CONURBAZIONE LINEARE DELLA VAL CHIAMPO”

Comprende i comuni di: Altissimo, , Chiampo, , Montorso

Vicentino, , . 52

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6666“PIANURA“PIANURA IRRIGUA LA FASCIA DELLE RISORGIVE TRA VICENZA E BASSANO”

Comprende i comuni di: , , ,

7777“AREA“AREA BERICA”

Comprende i comuni di: , , , , ,

Barbarano Vicentino, , , , , ,

Montegalda, , , Nanto, , , Pojana

Maggiore, , , , , .

8888“ALTOPIANO“ALTOPIANO DEI SETTE COMUNI E

Comprende i comuni di: Asiago, , Cismon del Grappa, ,

Enego, , Gallio, , , , , San Nazario, ,

Valstagna.

I Comuni nell’individuazione delle linee di sviluppo degli insediamenti orientano la pianificazione in coerenza con gli indirizzi per gli ambienti insediativi, esplicitati in relazione.

(Art 62 NTA) Direttive per il DimensionamenDimensionamentoto residenzialeresidenzialeialeiale

In sede di PRC, i Comuni, nel rispetto della superficie agricola trasformabile (parametro SAU), dovranno valutare:

• il fabbisogno edilizio arretrato, con riferimento alle reali situazioni di

sovraffollamento, coabitazioni e condizioni abitative igieniche inadeguate e malsane;

• il fabbisogno edilizio insorgente stimato in relazione a:

• ruolo del Comune nell’economia territoriale, nel “sistema locale del lavoro”, nel

distretto industriale, nel sistema delle infrastrutture di trasporto, etc.;

• variazione quantitativa della popolazione (andamento demografico stimato);

• variazione dei nuclei familiari;

• flussi migratori;

• previsione di nuovi insediamenti produttivi sia secondari sia terziari e/o misti.

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(Art 63 NTA) Sistema della mobilità

Il PTCP definisce la rete di interesse provinciale per la mobilità delle persone e delle merci, gerarchizzata in livelli fra loro integrati che costituiscono il “sistema della mobilità

La gerarchizzazione della rete ha lo scopo di definire i criteri di priorità nel fissare gli interventi per la programmazione di settore e ha valenza a carattere urbanistico .

Il primo livello (rappresentato in tavola 4) identifica il sistema delle connessioni esistenti e di progetto d'area vasta

Il secondo livello (rappresentato in tavola 4) identifica le principali infrastrutture di interesse provinciale e interprovinciale che costituiscono l’ossatura portante del sistema dei collegamenti sul quale si attesta e organizza la rete di distribuzione.

Il terzo livello (rappresentato in tavola 4) identifica il sistema della mobilità di collegamento intercomunale di interesse provinciale a supporto delle attività e di valorizzazione dei sistemi economici locali e di collegamento con il secondo livello.

Il PTCP nella tavola 5 identifica il sistema della momobilitàbilità lentalenta, orientato alla fruizione del patrimonio territoriale e ambientale con modalità leggere e lente e costituito da percorsi ciclabili, percorsi pedonali, tracciati storici, corridoi naturalistici e ippovie. La rete dei collegamenti ciclabili è così definita:

1. primo livello: rete piste ciclabili di collegamento interprovinciale con valenza regionale individuate dal PTRC. Il PTCP recepisce il progetto strategico“Via Ostiglia”.

2. secondo livello: piste ciclabili di collegamento intercomunale con valenza provinciale individuate dal PTCP;

3. assi ciclabili relazionali: la cui rappresentazione in cartografia non definisce un tracciato ma la necessità di creare il collegamento che dovrà essere definito in accordo con i Comuni interessati.

La norma esplica il valore della rappresentazione cartografica di tale sistema ed una direttiva generale a tutela dei Siti Rete Natura 2000 o elemento della Rete Ecologica.

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(Art 64 NTA) Mobilità nella pianificazione comunale

L’articolo detta direttive generali per la pianificazione comunale, per la mobilità lenta, per il recepimento di tracciati di progetto negli strumenti di pianificazione comunale, per la pianificazione degli insediamenti e per gli impianti di risalita.

(Art 65 NTA) Sviluppo dei servizi telematicitelematiciiciici

I Comuni promuovono azioni volte a migliorare la dotazione di servizi e reti tecnologiche, in particolare favorendo la diffusione di reti informatiche ad alta velocità, utilizzando sinergicamente tecnologie e reti a banda larga

TITOLO XI INSEDIAMENTIINSEDIAMENTI PRODUTTIVI E DEL TURISMO

Insediamenti produttivi

La pianificazione strategica dei territori della produzione è uno dei temi forti del P.T.C.P., come definito a seguito della recente riforma urbanistica. L’analisi della dispersione insediativa e le valutazioni preliminari alla redazione del piano spingono ad ipotizzare che la domanda di nuove superfici produttive tenderà a diminuire. Pertanto, in coerenza con quanto previsto dalla Legge Regionale 11/04, si ritiene corretto supporre che non saranno più necessarie nuove aree produttive e che le nuove superfici saranno realizzate solo in ampliamento ad aree esistenti.

La strategia che guida le azioni di piano, prevede di selezionare un numero limitato di aree produttive, da rendere estremamente attrattive per le attività imprenditoriali vitali e puntare ad una riqualificazione del territorio attraverso la riconversione delle aree non idonee definite non ampliabili.

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(Art 66 NTA)NTA Direttive generaligeneraligenerali

In applicazione dell’art. 22 della L.R. n. 11/04 e degli atti di indirizzo adottati dalla Giunta

Regionale, il P.T.C.P. considera di interesse Provinciale l’intero sistema delle aree produttive articolandole in due gruppi: il primo individua le aree produttive ampliabili, il secondo individua le rimanenti, che non ammettono ulteriori ampliamenti. Le nuove superfici produttive debbono essere previste solamente in ampliamento ad aree esistenti, realizzate in continuità e aderenza ad esse. Le aree produttive ampliabili sono individuate nella Tavola 4 del P.T.C.P. Il PAT ed il PI, ciascuno per quanto di competenza, precisano i confini e gli ambiti delle aree produttive localizzate nel territorio comunale, disponendo per ciascuna di esse apposita disciplina urbanistica in conformità a quanto disposto dal PTCP. Per gli insediamenti produttivi presenti nel territorio non rilevati dal PTCP, lo strumento urbanistico comunale provvede ad individuarli . Per le aree produttive ampliabili e non ampliabili è prescritto che tutte le trasformazioni non devono pregiudicare il regolare deflusso delle acque, garantendo una adeguata permeabilità dei terreni, con particolare attenzione alle superfici scoperte adibite a parcheggio, aree di manovra, cortili interni o esterni di pertinenza dei fabbricati .

(Art 67 NTA) Aree produttiveproduttive ampliabili

Sono aree produttive ampliabili quelle rilevanti per ubicazione e collocazione rispetto alle reti infrastrutturali, la cui espansione è da privilegiare in ragione del ridotto impatto ambientale.

Per ogni area produttiva ampliabile è ammesso un ampliamento massimo del 10% della sua superficie produttiva individuata dagli strumenti urbanistici vigenti alla data di adozione del presente piano. Per le aree per le quali sono stati adottati ampliamenti nel periodo dal

01.01.2007 alla data di adozione del presente piano, la percentuale del 10% va calcolata rispetto alla superficie originaria.

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Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

I P.A.T. e i P.A.T.I. individuano le aree produttive ampliabili e quelle non ampliabili, stabilendo il limite quantitativo massimo di espansione produttiva per ciascuna area produttiva come definito dal PTCP, sono fatte salve le previsioni dei PAT/PATI elaborati in copianificazione con la Provincia di Vicenza prima dell’adozione del presente piano .

È fatta salva la possibilità per i Comuni di proporre, nell’ambito di un Accordo Territoriale con la Provincia, anche nella forma della pianificazione concertata, aree ampliabili alternative, a condizione che siano garantiti gli stessi livelli di qualità ambientale delle aree individuate dal P.T.C.P.

L’articolo disciplina le condizioni a cui sono subordinate tutte le nuove realizzazioni e definisce la disciplina urbanistica di sviluppo e riqualificazione che i Comuni dovranno redigere in sede di pianificazione.

(Art 68 NTA) Ampliamenti ulteriori

L’articolo disciplina le condizioni e i casi attraverso cui è possibile derogare ai limiti posti dalla normativa di Piano allo scopo di ridurre il numero delle aree ampliabili o risolvere situazioni eccezionali di ditte già insediate.

(Art 69 NTA) Accordi territorialiterritoriali per l’ampliamento di aree produttive sovracomunali

Sono aree produttive sovracomunali quelle che insistono sul territorio di due o più Comuni o sulle quali si concentrano le potenzialità di sviluppo di aree produttive di più comuni .

L’Accordo territoriale relativo agli interventi nelle aree produttive sovracomunali, individuate tra le aree produttive ampliabili è promosso dalla Provincia o da altri enti interessati.

(Art 70 NTA ) Perequazione territoriale delle risorse derivante dagli insediinsediamentiinsediamaminsediamenti produttivi ssovracomunaliovracomunali

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La Provincia promuove Accordi fra gli enti interessati intesi al generale obiettivo della perequazione e dell’equilibrio territoriale mediante la costituzione e gestione di un fondo di compensazione finanziato anche con le risorse derivanti ai Comuni dagli oneri di urbanizzazione e dall’ICI dei nuovi insediamenti produttivi, secondari e terziari, nonché con eventuali ulteriori risorse anche della Provincia, per la realizzazione di infrastrutture e servizi utili alle zone produttive.

L’Accordo e la costituzione del fondo hanno lo scopo di ridistribuire fra i Comuni aderenti le risorse e gli oneri derivanti dai nuovi insediamenti di tipo produttivo, al fine di rendere indifferente, per quanto riguarda gli effetti sulla finanza dei Comuni, la localizzazione degli insediamenti stessi in determinati comuni piuttosto che altri, e in particolare di evitare le sperequazioni derivanti dalla tendenziale concentrazione dei nuovi insediamenti produttivi, commerciali e terziari nelle aree produttive sovracomunali.

(Art 71 NTA)NTA) Direttive per le Aree produttiproduttiveve non ampliabili

Sono quelle aree produttive facenti parte del sistema delle aree produttive provinciale che, per caratteristiche ambientali o viabilistiche, non sono considerate ampliabili e che, nel medio periodo, dovranno essere riqualificate.

I Comuni, in sede di redazione dei PAT o PATI, svolgono un’analisi delle aree definite non ampliabili dal PTCP al fine di valutarle e classificarle rispetto alle seguenti definizioni:

1. Aree consolidate Nelle aree produttive non ampliabili “consolidate” ciascun Comune può prevedere ampliamenti nel limite del 5% della superficie, p purché tali previsioni siano rivolte a soddisfare esigenze di potenziamento e adeguamento delle aziende già insediate nella zona. In deroga al comma 3, con le modalità di cui all’art. 68, possono essere concessi ampliamenti ulteriori per le aree produttive non ampliabili “consolidate” nei casi previsti dall’art. 68, comma 1, lett. b) “trasferimento di attività produttive da zone improprie” e c)

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“aziende già insediate ed attive nel territorio che si trovano in situazioni eccezionali documentate e dimostrabili”.

2. Da riconvertire Nelle aree produttive non ampliabili “da riconvertire” non sono possibili ampliamenti.

La riqualificazione delle aree produttive non ampliabili “da riconvertire” è nel territorio Provinciale prioritaria rispetto all’urbanizzazione di nuove aree, secondo i criteri biffati dal presente articolo.

(Art 72 NTA) Requisiti minimi gestione sostenibile dell’dell’ areaareall’

I requisiti minimi per la gestione sostenibile devono caratterizzare ciascuna area produttiva.

Nel caso di aree sovracomunali, sono definiti nell’Accordo territoriale; nel caso di aree di rilievo comunale, sono definiti in dettaglio negli strumenti urbanistici comunali.

(Art 73 NTA) I sistemi produttivi di rango regionale

Il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (tav. 5a – Sviluppo Economico Produttivo) individua i sistemi produttivi di rango regionale, costituiti da un insieme di elementi di elevata complessità e specializzazione.

I Sistemi Produttivi di rango regionale sono:

• Territori urbani complessi

Il PTRC individua la città di Vicenza come “territorio urbano complesso”, in quanto “ambito metropolitano caratterizzato dalla presenza di un insieme di aree produttive organizzate e dotate di un insieme di servizi rari quali strutture logistiche, centri ricerca, sedi universitarie, reti informatiche e telematiche, strutture consortili per lo smaltimento dei rifiuti, enti gestori organizzati, autorità portuali, assumendo, con i centri urbani di cui fanno parte, il ruolo di elementi polarizzatori dei territori contermini”.

Il PTCP prevede inoltre specifiche direttive per la zona industriale ovest di Vicenza.

• Territori geograficamente struttustrutturatiratiratirati

Il PTRC definisce sistemi geograficamente strutturati quelli costituiti da un insieme di funzioni e di segni morfologici che investono territori dalla struttura insediativoproduttiva con specifici caratteri del Veneto. Per il territorio vicentino: 59

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Valle del Chiampo e Valle dell’Agno, caratterizzate dalla presenza di insediamenti localizzati nei fondovalle delle aree montane e pedemontane, con sviluppo prevalentemente lineare rispetto all’infrastruttura di accesso alla valle;

Alta pianura di Vicenza, caratterizzata da un insieme di aree produttive di piccole dimensioni diffuse in corrispondenza dei nodi e lungo le direttrici che ne costituiscono il sistema viabilistico paesaggistico.

• Piattaforme produttive complesse regionali

Il PTRC definisce “piattaforme produttive complesse regionali” i territori interessati dalla presenza di aree produttive esistenti. Tali aree sono ricadenti nei territori di:

Schio, Thiene, Valdagno, Montebello.

L’articolo detta direttive specifiche anche per questi due sistemi produttivi di rango regionale.

Commercio

(Art 74 NTA) Strutture della distribuzione commerciale

Il P.T.C.P., in sintonia con i criteri stabiliti dal PTRC relativamente al riordino del sistema insediativo delle aree e gli impianti commerciali, indica i principi insediativi e i criteri di progettazione urbanistica, architettonica e paesaggistica. I Comuni disciplinano gli insediamenti commerciali esistenti e le eventuali nuove previsioni nei PRC, nel rispetto delle direttive generali e specifiche di cui al presente articolo.

Vengono dettate direttive generali per le nuove aree a destinazione commerciale o per l’ampliamento delle aree commerciali esistenti.

In relazione vengono forniti gli indirizzi di riferimento per le politiche provinciali e per i

Comuni sia di carattere generale sia specifici per ogni ambiente insediativo.

(Art 75 NTA) Commercio nei centri storici ed urbani 60

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

Nei Centri storici e negli insediamenti urbani con struttura consolidata il PTCP dispone che il

Comune:

incentiva l’organizzazione della rete dei punti vendita esistente;

riorganizza il sistema dell’accessibilità urbana, della sosta, della pedonalizzazione e dell’arredo;

promuove la rivitalizzazione dei centri storici, assumendo la rete dei servizi commerciali come fattore rilevante nelle politiche di valorizzazione urbana, favorendo l’efficienza, la modernizzazione e lo sviluppo della rete distributiva nonché l’evoluzione tecnologica dell’offerta, anche al fine del contenimento dei prezzi;

finalizza la possibilità insediativa di medie strutture di vendita per il potenziamento e l’integrazione di quelle esistenti o l’evoluzione e l’adeguamento degli esercizi di vicinato.

(Art 76 NTA) Commercio nei comuni montani

I Comuni montani, nell’ambito della pianificazione urbanistica individuano ambiti idonei all’insediamento di esercizi polifunzionali, prioritariamente nelle situazioni di maggiore disagio sul territorio.

Nei PATPATI definiscono aree e strutture compatibili con l’insediamento di Farmers Market per la realizzazione di mercati riservati alla vendita diretta di prodotti dell’agricoltura locale da parte di imprenditori agricoli.

(Art 77 NTA) Grandi strutture di vendita e parchi comcommercialimerciali

Le grandi strutture di vendita e i parchi commerciali sono considerate di interesse provinciale.

La localizzazione delle eventuali nuove grandi strutture di vendita e di parchi commerciali avviene esclusivamente nell’ambito della riqualificazione e riconversione delle aree produttive non ampliabili ben connesse alla viabilità di primo livello.

Solamente a fronte di una dimostrata impossibilità di riutilizzare tali aree.

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Vengono dettagliati i criteri per la compatibilità dell’eventuale localizzazione di nuove grandi strutture di vendita e di parchi commerciali .

L’insediamento di nuove grandi strutture di vendita e di parchi commerciali nei territori sottoposti alla pianificazione concertata di cui all’ART. 93 BASSANO E PRIMA CINTURA e nei comuni che si attestano sulla S.R. 11 fra Vicenza e Gambellara , nell’ottica di un giusto coordinamento delle scelte di vasta scala, avviene esclusivamente nell’ambito del PATI tematico coordinato dalla Provincia o di un accordo di programma con la Provincia ed i comuni limitrofi ai sensi dell’art. 7 della Legge Regionale 11/04.

Non è previsto l’insediamento di nuove grandi strutture di vendita e di nuovi parchi commerciali negli ambiti “Altopiano dei Sette Comuni e Valbrenta” e “Pianura irrigua: la fascia delle risorgive tra Vicenza e Bassano”, fatto salvo quanto già disciplinato nello strumento urbanistico vigente alla data di adozione del presente Piano

(Art 78 NTA) Sistemi commerciali complessi di rango regionale

La Provincia evidenzia i sistemi produttivi di rango regionale indicati dall’art. 43 del PTRC adottato, dettagliando le direttive per: -L’area di Torri di Quartesolo

Il PTRC 2009 la indica come “Sistema produttivo di rango regionale”, in quanto macro area collegata alla viabilità di primo livello, costituita da insediamenti produttivi con un’elevata concentrazione di strutture di vendita e di parchi commerciali , che ospitano pluralità di destinazioni d’uso compatibili. Al fine di evitare una eccessiva frammentazione della rete commerciale, nonché di regolare in modo maggiormente efficiente i flussi di traffico indotti

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dall’insediamento delle strutture, è ammissibile l’insediamento di grandi strutture di vendita, esclusivamente nell’ambito di un accordo territoriale con la provincia di Vicenza, a condizione che studi specifici verifichino la capacità reggente della rete viabilistica esistente e siano previsti interventi e forme di mitigazione atti a fluidificare il flusso di traffico.

Strade mercato VicenzaVicenzaGambellaraGambellara e SS47 BassanoBassanoCittadellaCittadellaCittadellaCittadella

I Comuni che si attestano sulle Strade mercato individuano azioni volte prioritariamente a riqualificare gli insediamenti delle medie e grandi strutture di vendita e di parchi commerciali , cercando di sfruttare le potenzialità esistenti, recuperando e riqualificando le aree dismesse o sottoutilizzate per il miglioramento della qualità dei servizi territoriali.

L’insediamento di grandi strutture di vendita è subordinato ad un PATI tematico ai sensi dell’art. 16 della L.R. n. 11/2004, coordinato dalla Provincia o ad accordo di programma con la Provincia ed i comuni limitrofi ai sensi dell’art. 7 della Legge Regionale stessa.

Territorio urbano complesso di Vicenza (prescrizioni)

Per la città di Vicenza è prioritario il potenziamento del piccolo o medio commercio al dettaglio in area urbana e di centro storico e quindi non è ammesso l’insediamento di nuove grandi strutture di vendita e di nuovi parchi commerciali , fatto salvo quanto previsto dallo strumento urbanistico vigente al momento di adozione del presente piano.

Il PRC del Comune di Vicenza dovrà definire interventi coordinati finalizzati alla competitività dell’attività commerciale nel centro storico, quale luogo di aggregazione alternativo alla grande distribuzione e ai centri commerciali, attraverso la definizione all’interno degli strumenti urbanistici di specifiche Norme Tecniche volte al potenziamento della rete del commercio locale (prevedendo ad esempio: continuità dei fronti commerciali, percorsi di connessione privilegiati tra i parcheggi ed il centro storico, qualità degli spazi pubblici...).

(Art 79 NTA) Disciplina delle attività produttive:produttive: turismo

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All'atto della programmazione e della definizione del PRC dovrà essere valutata dai Comuni l'offerta di attrezzature ricettive alberghiere e extra alberghiera mediante:

un’attenta ricognizione delle strutture ricettive esistenti individuando quali delle stesse siano ancora attive e quali eventualmente dimesse;

l'individuazione di aree appropriate e dimensionate alla effettiva e verificata esigenza di nuove strutture ricettive atte a potenziare l'offerta turistica locale, individuando anche opportuni strumenti, pure di carattere convenzionale o negoziale, idonei a garantire l’effettività dell’insediamento ricettivo e la sua continuità nel tempo;

la rilocalizzazione nelle aree di cui alla precedente lettera b) anche di quelle strutture presenti in altre zone territoriali comunali riconosciute inadeguate con previsione di istituti premiali dal punto di vista edilizio o urbanistico;

la ricognizione delle tipologie insediative consone alla realizzazione di insediamenti ricettivi atipici o innovativi quale l’ “albergo diffuso”.

TITOLO XII ––– TERRITORI MONTANI

(Art 80 NTA) Il sistema delle montagne vicentine

La Provincia di Vicenza, in base alle direttive del PTRC, recepisce Il progetto strategico

“Dolomiti e Montagna Veneta”, le iniziative per realizzare la “regione degli Altipiani”e la

“regione delle Colline” d’intesa con la Regione del Veneto e con le Province di Padova, Treviso e Verona.

I Comuni in sede di PAT/PATI indicano ambiti territoriali, paesaggi e contesti edilizi meritevoli di salvaguardia, sostegno e valorizzazione.

In coerenza con il PTRC, le città alpine di Asiago e Tonezza, adottano, mediante PAT, specifiche azioni per la tutela del patrimonio naturale e culturale nello spirito di uno sviluppo sostenibile dello spazio alpino.

Il sistema delle montagne vicentino è trova un approfondimento nell’allegato “i territori di montagna”. 64

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(Art 81 NTA) Tutela e valorizzazione delle aree con edilizia rurale sparsa

Il PTCP prevede che i Comuni in sede di PRC attuino il censimento ed la schedatura delle contrade diffuse sul territorio, definendo una normativa per il recupero e la valorizzazione, in considerazione dei principi della sostenibilità ambientale.

(Art 82 NTA) Mobilità sostenibile

Il PTCP prevede che i Comuni in sede di PRC prevedano una rete di percorsi ciclabili e pedonali in sede protetta per migliorare le interconnessioni tra i centri abitati maggiori e le contrade ottimizzando l’accessibilità ai servizi. Per le aree turistiche, i Comuni definiscono le zone a bassa intensità di traffico, nonché le isole pedonali atte a favorire l’accesso ed il soggiorno dei turisti, prevedendo adeguati spazi a parcheggio ai margini delle aree centrali.

(Art 83 NTA) Gestione delladella risorsa forestale

I Comuni in sede di PRC, qualora vengano effettuati interventi per la realizzazione di opere infrastrutturali tali da compromettere aree boschive devono, compatibilmente con la LR n.

52/1978 :

Prevedere rimboschimenti adeguati alle condizioni ecologiche e basati sullo sviluppo sostenibile. Tali interventi dovranno essere effettuati utilizzando specie arboree adatte ai rispettivi siti.

Individuare idonee misure compensative adeguate e commisurate agli interventi che comportano una riduzione della superficie forestale.

(Art 84 NTA) Le Malghe

Il PTCP prevede che i Comuni in sede di PRC censiscono le malghe presenti nel territorio, provvedono a dettare le misure idonee per la salvaguardia e il potenziamento della vocazione agricola di tali strutture.

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Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

(Art 85 NTA) Rifugi e bivacchi

Il PTCP promuove la valorizzazione della rete di rifugi e bivacchi avendo come obiettivo primario il miglioramento qualitativo della ricettività e fruibilità in ambiente montano.

(Art 86 NTA)Tutela degli elementi naturalistici e paesaggistici

I PTCP demanda ai Comuni in sede di PRC il rilievo delle componenti antropiche di pregio e la formulazione di norme di tutela specifiche.

(Art 87 NTA) Promozione del turismo sostenibile

I PTCP demanda ai Comuni in sede di PRC di censire le strutture ricettive esistenti per verificare efficienza e compatibilità ambientale valutando eventuali soluzioni per il recupero ed il cambio d’uso.

TITOLO XIII ––– PIANIFICAZIONE COORDINATA

(Art 88 NTA) DirettivaDirettiva per gli AmbitiAmbiti Complessi per la formazione dei PATI art. 16 LR 11/04

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale individua nella tavola 4 gli ambiti ed i temi da assoggettare ai sensi dell’articolo 16 della L.R. 11/2004 a PATI in cui, per caratteristiche urbanistiche, insediative, viabilistiche o ambientali, dovranno essere approfonditi gli interventi ed attuate le azioni di piano, attraverso delle pianificazioni intercomunali specifiche

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Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

da attivare tramite accordi di copianificazione tra tutti gli enti interessati e l’Amministrazione

Provinciale.

Gli ambiti “complessi” per la formazione dei PATI costituiscono gli ambiti preferenziali per l’insediamento di servizi di livello sovracomunale di interesse provinciale. La previsione di servizi di rilievo sovracomunale di interesse provinciale costituisce criterio prioritario per la deroga del limite di cui alla lett. f) dell’art.13 della L.R. 23 aprile 2004 n. 11, ai sensi dell’art.

8 della L.R. 26 giugno 2008, n.4.

Gli ambiti individuati dal P.T.C.P. sono i seguenti:

Territori interessati dalla Valdastico Sud.

Area Progetto Vi.Ver.

Vicenza ed il vicentino.

La policittà dell’alto vicentino con le centralità di Valdagno, Schio, Thiene.

Bassano e prima cintura.

La Multifunzionalità della Terra Berica.

La relazione fornisce linee guida e gli obiettivi per lo sviluppo di ogni PATI tematico.

La Provincia e i Comuni compresi in ciascun ambito complesso, a seguito della stipula dell’accordo di pianificazione di cui al comma 8 dell’art. 88 delle NT, e secondo le scelte ivi indicate, possono prevedere la realizzazione del PATI tematico per gruppi omogenei di comuni e/o per singoli tematismi specificati nell’accordo stesso .

(Art 89 NTA) Territori interessati dalla Valdastico Sud

Comprende in tutto o in parte i territori dei Comuni di: Agugliaro, Albettone, Barbarano

Vicentino, Campiglia dei Berici, Castegnero, Grumolo delle Abbadesse, Longare, ,

Montegaldella, Mossano, Nanto, Noventa Vicentina, , Sossano, Torri di

Quartesolo,Villaga.

Il PATI tematico deve affrontare gli effetti causati dall’inserimento nel territorio dell’autostrada Valdastico Sud, che vanno studiati e gestiti in modo coordinato, al fine di

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definire le migliori soluzioni complessive e non solo puntuali. Il PATI, dovrà razionalizzare le possibili nuove logiche insediative che si manifesteranno a seguito della realizzazione dell'opera ed in particolare in corrispondenza dei punti di accesso (caselli) e/o dei tratti viari di raccordo con la rete esistente. In particolare, poiché la nuova infrastruttura costituirà un elemento di forte attrazione per le attività produttive e terziarie.

Per il sistema naturalisticoambientale, il PATI dovrà prevedere idonee misure di attenuazione degli impatti e riduzione delle interferenze con i corridoi ecologici, specialmente in corrispondenza degli attraversamenti di corsi d’acqua o a ridosso di formazioni vegetali rilevanti.

(Art 90 NTA) Area Progetto VIVER

Comprende in tutto o in parte i territori dei Comuni di: Altavilla Vicentina, Arzignano,

Brendola, Chiampo, Creazzo, Gambellara, Lonigo, , Montecchio

Maggiore, , Sarego, Sovizzo, Vicenza, Zermeghedo.

L’obiettivo cui ambisce il progetto è connettere Vicenza a Verona, ai suoi servizi di eccellenza e al corridoio I e, nel contempo, garantire a quest’area la funzione di “porta ovest”, efficiente ed eccellente, del sistema Veneto e della città estesa che seguirà l’asse della Superstrada

Pedemontana Veneta.

Il Progetto mira a rafforzare l’integrazione non solo del corridoio che collega i due capoluoghi, ma di concepire il corridoio V come articolato e capace di inanellare tutte le potenzialità del nordest e di integrare sapientemente le occasioni di futuro.

Il progetto propone infatti la riqualificazione urbana e paesaggistica della S.R. 11, una volta liberata dal traffico di attraversamento dirottato sul sistema delle tangenziali e sulla S.P. 34.

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Spetta alla Provincia la predisposizione del piano direttore per l’area interessata dal progetto

Vi.Ver. che si attesta lungo l’asse della SR 11 (corridoio VicenzaGambellara) a supporto dei

PAT/PATI dei Comuni che tenga conto:

• del rapporto con la viabilità ed i flussi di traffico indotti anche dalle previsioni

infrastrutturali di livello nazionale e la riorganizzazione complessiva delle sedi viarie e

degli spazi privati a ridosso delle stesse;

• dell’arricchimento e diversificazione delle funzioni ospitate;

• della dotazione di aree verdi;

• della ricostruzione di un paesaggio complessivo orientato alla qualità

architettonica,urbanistica e paesaggistica.

Tale strumento è propedeutico alla definizione degli accordi previsti dalle presenti norme interessanti l’area della SR 11 nel tratto compreso fra Vicenza e Gambellara

(Art 91 NTA) Vicenza ed il Vicentino

Comprende in tutto o in parte i territori dei Comuni di: Bolzano Vicentino, Caldogno,

Costabissara, Dueville, Monticello Conte Otto, Quinto Vicentino, Torri di Quartesolo, Vicenza.

È un territorio che presenta fenomeni di forte trasformazione e al contempo una crisi del modello consolidato, dovuta in particolare al deficit di servizi e di infrastrutture.

Nei comuni di cintura si riconosce un territorio in evoluzione, in particolare in direzione ovestest si nota una tendenza alla saturazione degli spazi inedificati e una progressiva trasformazione delle attività verso settori del terziario. Il cuore urbano di Vicenza e la cintura, sono saldati fra loro da radiali ormai fortemente insediate, che si proiettano poi verso una seconda cintura, di cui sono oggi leggibili i primi segnali di integrazione nell’assetto funzionale del sistema urbano vicentino e, più oltre, verso il sistema urbano pedemontano, caratterizzato storicamente da presenze insediative di rilievo.

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o La città di Vicenza ha di fronte una sfida di enorme impegno e responsabilità. La possiamo riassumere in tre obiettivi strategici:

rafforzare il proprio rango metropolitano con autonoma progettazione e connettersi fortemente al Veneto, al Nordest e ai corridoi transeuropei;

diventare più città in un ambiente qualitativamente più sostenibile;

densificarsi per contrastare la dispersione insediativa e l’impressionante spreco di risorse ambientali e paesaggistiche non rinnovabili.

Il PATI dovrà approfondire lo studio della mobilità a servizio delle zone industriali del

Comune di Vicenza, verificare l’accessibilità dall’esterno del comune al centro storico, il collegamento tra i quartieri finitimi, e valutando anche i flussi di traffico indotti dalle trasformazioni su base comunale e provinciale connesse con gli interventi previsti dal PTCP della Provincia.

(Art 92 NTA) La Policittà dell’ Alto Vicentino con le centralità di Valdagno Thiene SchioSchiohiohio

Comprende in tutto o in parte i territori dei Comuni di: Carre', , Malo,

Marano Vicentino, Monte di Malo, , Recoaro Terme, Santorso, San Vito di

Leguzzano, , Schio, Thiene, Torrebelvicino, Valdagno, Zane'.

Il PTCP riconosce, quale polarità di rango sovracomunale di riferimento per la struttura della città estesa pedemontana, la policittà dell’Altovicentino, che fa riferimento ai tre centri principali di Schio, Thiene e Valdagno. Il PTCP impartisce delle direttive al PATI in merito a: la

“policittà slow” Il paesaggio e la natura L’archeologia industriale La mobilità e accessibilità (sistema anulare Vicenza, Thiene, Schio, Valdagno, ) – Le

Porte della Montagna.

Per quanto riguarda infrastrutture scambiatrici tra trasporto pubblico e privato è previsto di individuare le stazioni come nodi intermodali della mobilità locale, valorizzando a Schio la funzione di stazione di testa dalla quale può essere garantito il collegamento con il territorio,

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e realizzando un parcheggio multipiano alla stazione di Thiene e di Valdagno; quest’ultimo come punto di interscambio per tutta la vallata dell’Agno.

(Art 939(Art 93 NTA) Bassano e Prima Cintura

Comprende in tutto o in parte i territori dei Comuni di: Bassano del Grappa, Cartigliano,

Cassola, Marostica, , Molvena, Mussolente, Nove, Pianezze, Pove del Grappa,

Pozzoleone, Romano d' Ezzelino, Rosà, , Schiavon, Tezze sul Brenta.

Il PTCP fa propri gli obiettivi del Piano Strategico e della Mobilità (PisPum) intrapreso dal

Comune di Bassano, che può costituire un’occasione importante per programmare lo sviluppo di un’area vasta attraverso il partenariato con altri

(Art 94 NTA) La multifunzionalità della Terra Berica

Comprende in tutto o in parte i territori dei Comuni di: Agugliaro, Albettone, Alonte, Altavilla

Vicentina, Arcugnano, , Brendola, Campiglia dei Berici, Castegnero,

Grancona, Longare, Lonigo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Mossano, Nanto,

Orgiano, San Germano dei Berici, Sarego, Sossano, Vicenza, Villaga, Zovencedo.

Il PTCP individua il PATI tematico di cui all’art. 16 della L.R. 11/2004 lo strumento per l’attuazione delle previsioni del Piano d’Area dei Monti Berici approvato dal Consiglio

Regionale con delibera n. 31 del 9 luglio 2008.

TITOLO XIV ––– PAT SEMPLIFICATI

(Art 95 NTA) PAT semplificati

Per i Comuni di Altissimo, Asigliano Veneto, , Conco, Fara Vicentino, Gambugliano,

Montecchio Precalcino, , Pojana Maggiore, Salcedo, San Pietro Mussolino, Schiavon

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Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

che alla data di adozione del Documento preliminare hanno una popolazione inferiore ai

5.000 abitanti, il PAT può essere redatto in forma semplificata se formato in copianificazione con la Provincia. I PATPATI semplificati verranno realizzati solamente dopo l’efficacia dei relativi specifici atti regionali di indirizzo .

2.2.42.2.42.2.4 CCorridoi orridoi Ecologici Provinciali

Si riporta i sintesi la descrizione della rete ecologica provinciale e la metodologia per la definizione degli elementi. Si rimanda alla relazione di piano per ulteriori approfondimenti.

Per la conservazione della natura in passato si è ritenuto sufficiente prevedere l’istituzione di aree protette svincolate dal restante territorio quali isole dedicate alla tutela della fauna e della flora. Questo approccio è considerato oggi insufficiente ed è emersa l’esigenza di collegare le aree a maggiore naturalità tramite la creazione di corridoi e aree di sosta al fine di favorire lo scambio genetico e quindi la biodiversità.

Si deve quindi sviluppare un sistema di protezione non solamente limitato ai siti ecologicamente rilevanti, ma che "allarga" le aree protette mediante la riqualificazione di habitat circostanti e che “collega” tramite corridoi e aree di sosta per la dispersione e la migrazione delle specie. Da quanto sopradetto è emerso il concetto di Rete Ecologica: un’infrastruttura naturale e ambientale che persegue il fine di interrelazionare e di connettere ambiti territoriali dotati di una maggiore presenza di naturalità.

Dalle indicazioni scientifiche conseguono le indicazioni del legislatore che tramite la legge regionale n. 11/2004 all’art. 22, comma i) prevede che la Provincia individui e disciplini i

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Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

corridoi ecologici al fine di costruire una rete di connessione tra le aree protette, i biotopi e le aree relitte naturali, i fiumi e le risorgive.

Il PTCP sviluppa la rete di connessione lungo la rete idrografica prevedendo collegamenti trasversali mediante l’individuazione di elementi che garantiscono continuità spaziale e funzionale.

Gli obiettivi della Rete Ecologica provinciale

Il documento preliminare ha posto il seguente obiettivo generale per la Rete Ecologica provinciale:“riequilibrio ecologico e difesa della biodiversità mediante la messa in rete delle aree a più elevata naturalità e delle matrici ambientali potenziali attraverso corridoi ecologici,e la previsione di azioni di mitigazione delle aree a maggiore criticità”.

Dall’obiettivo generale sono conseguiti i seguenti obiettivi progettuali:

o il potenziamento di adeguati livelli di biodiversità vegetazionale e faunistica;

o la previsione di specifici interventi di deframmentazione attraverso opere di

mitigazione e compensazione ambientale;

o la previsione di realizzare neoecosistemi sia con finalità di miglioramento

dell’inserimento paesaggistico di infrastrutture ed aree insediate;

o l’individuazione di corridoi ecologici fluviali e il miglioramento delle capacità di

autodepurazione dei reticoli idrografici;

o la gestione e la conservazione dell’agricoltura in quanto soggetto di salvaguardia dei

territori, anche favorendo le colture specializzate ed incentivando forme di agricoltura

compatibile o con finalità “a perdere” in favore del mantenimento di particolari specie

animali (anche di interesse venatorio);

o la riqualificazione di aree degradate quali cave, discariche, aree industriali dismesse,

etc. con finalità di valorizzare i siti naturalistici esistenti, S.I.C. (Siti d’Importanza

Comunitaria) e Z.P.S. (Zone Speciali di Protezione), creando un sistema unitario con la

Rete Ecologica, recuperando e valorizzando i beni d’interesse storicoarchitettonico e 73

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ambientale, i percorsi ciclopedonali esistenti ed in progetto, nell’ambito di una

valorizzazione turistica complessiva dell’area.

In particolare si è ritenuto che gli obiettivi della Rete Ecologica Provinciale dovessero essere sviluppati in modo da garantire:

o funzioni sia ecologiche che fruitive (greenway utilizzabile per mobilità non

motorizzata) e paesistiche (interruzione delle conurbazioni continue con salvaguardia

dell’identità dei singoli nuclei, orizzonte naturale fruibile dai diversi insediamenti,

tutela degli ambiti di pertinenza degli edifici di valenza ambientale, salvaguardia degli

ambiti agricoli con valenze storicocolturali).

o tutela e crescita del patrimonio agro – forestale con sviluppo delle previsioni di

rimboschimento delle cave dismesse, della pianura (corridoi infrastrutturali) e delle

aree a esondazione programmata.

Metodologia

Il metodo di progettazione della Rete Ecologica su scala provinciale e la sua conseguente integrazione nel quadro normativo del PTCP si è articolato come segue.

La composizione del quadro conoscitivo preliminare allo studio della Rete Ecologica ha costituito un'importante occasione di raccolta e sistematizzazione delle conoscenze e dei dati esistenti relativi alla composizione e configurazione del tessuto agroecosistemico della provincia di Vicenza.

La composizione del quadro conoscitivo consiste nella:

o ricostruzione del mosaico paesistico dei principali sistemi ambientali costituenti la

Rete Ecologica potenziale e presenti sul territorio. A tale scopo si distinguono in

particolare:

- gli habitat sottoposti a tutela negli ambiti dei S.I.C;

74

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- gli elementi naturali primari censiti dal progetto Corine Landcover 2000 al IV

livello di dettaglio, ovvero ecosistemi di particolare interesse naturalistico per la

provincia di Vicenza: boschi a prevalenza di querce caducifoglie, boschi misti a

prevalenza di latifoglie mesofile e mesotermofile, boschi a prevalenza di specie

igrofile, aree a pascolo naturale e praterie, brughiere e cespuglieti;

- gli elementi naturali e seminaturali secondari censiti dal progetto Corine

Landcover 2000 al IV livello di dettaglio, ovvero forme vegetazionali a basso

impatto antropico con potenziale ruolo di collegamento strutturale: territori

boscati ed ambienti seminaturali, prati stabili, aree prevalentemente occupate da

colture agrarie con presenza di spazi naturali importanti;

- gli ambiti di risorgiva, i quali, oltre al valore naturalistico puntuale di ciascuna

risorgiva, costituiscono un sistema idrogeologico, geomorfologico ed ecologico di

particolare interesse per la riqualificazione del territorio rurale;

- stazioni di ritrovamento di specie animali rare, endemiche e/o prioritarie;

- i corsi d'acqua principali, quali elementi geomorfologici e naturalistici con

potenziale ruolo di corridoi.

o ricostruzione della distribuzione dei principali elementi costituenti ostacolo e barriera

alla continuità strutturale e funzionale della Rete Ecologica potenziale:

- infrastrutture viarie esistenti e di progetto;

- urbanizzazione consolidata, ovvero zone A, B, C, D da PRG.

L'integrazione di tali informazioni permette di individuare il ruolo che ciascun elemento naturale o seminaturale può svolgere nella Rete Ecologica potenziale.

Le dinamiche evolutive dei diversi sistemi ambientali sono determinate dai rapporti ecosistemici interni e dai rapporti spaziali intercorrenti tra gli elementi costituenti ciascun sistema. Tali elementi possono, quindi, ricoprire ruoli differenti nella regolazione del flusso di energia e materia negli ecosistemi, a seconda della loro dimensione, forma e configurazione

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spaziale, offrendo anche un diverso contributo strutturale e funzionale alla interconnessione dei sistemi ambientali ed al funzionamento della Rete Ecologica potenziale.

In particolare, gli elementi vengono distinti secondo i possibili ruoli in:

- area nucleo: nodi della rete, costituiti dai siti della Rete Natura 2000 individuati ai sensi delle Direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE, sono aree già sottoposte a tutela, ove sono presenti biotopi, habitat naturali e seminaturali, ecosistemi terrestri ed acquatici caratterizzati da un alto livello di biodiversità.

- stepping stone: area naturale o seminaturale, con collocazione geografica e caratteri morfostrutturali atti a favorire trasferimenti di organismi fra i nodi.

- corridoi: elemento lineare atto a favorire la permeabilità ecologica del territorio e, quindi, il mantenimento ed il recupero delle connessioni fra ecosistemi e biotopi. • Si distinguono: - corridoi principali, corrispondenti ai sistemi naturali lineari di maggiori dimensioni e valenze naturalistiche: sono rappresentati da corsi d’acqua o da sistemi agrovegetazionali a prevalente sviluppo lineare; - corridoi secondari, corrispondenti sostanzialmente a corsi d’acqua, i quali, se pur in misura inferiore ai precedenti, possono tuttavia concorrere alla funzionalità ecologica reticolare a livello locale.

- corridoi ecologici del PTRC, quali ambiti di sufficiente estensione e naturalità, aventi struttura lineare continua, anche diffusa, o discontinua, essenziali per la migrazione, la distribuzione geografica e lo scambio genetico di specie vegetali ed animali, con funzione di protezione ecologica attuata filtrando gli effetti dell’antropizzazione;

- buffer zone: area cuscinetto. Rappresenta un’area contigua e di rispetto adiacente alle aree nucleo, con funzionalità multipla (ad es. mitigazione dell’effetto margine).

- restoration area: area di rinaturalizzazione. Ambito dotato di elementi naturalità diffusa, anche con presenza di nuclei naturali relitti. Fanno parte di tale tipologia gli ambiti di risorgiva, fortemente caratterizzanti il territorio provinciale, e varie aree agricole, soprattutto in destra Brenta.

- barriere infrastrutturali: elementi puntuali di discontinuità della rete costituiti per lo più da infrastrutture importanti di tipo lineare.

Si sono individuati ambiti di connessione, a tessuto prevalentemente agricolo (restoration area), ove favorire e promuovere forme gestionali compatibili con la salvaguardia della Rete.

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Il contesto fortemente antropizzato della provincia di Vicenza rende di difficile realizzazione la continuità strutturale della Rete Ecologica, la quale svolgendosi su scala provinciale, si pone l'obiettivo primario di identificare un sistema strutturale integrato di aree di "eccellenza naturalisticoecologica" su cui già vengono praticate o si prevedono politiche di conservazione e valorizzazione delle risorse naturali. A tale proposito dove non siano individuabili ecosistemi atti a garantire la continuità ecologica della Rete, svolgono un ruolo fondamentale le forme di tutela previste sul territorio:

o S.I.C. e Z.P.S.

o Zone sottoposte a vincolo ex D.Lgs. 42/2004

o Risorgive

o Corsi d’acqua vincolati (ex L. 431/1985 ora D.Lgs. 42/2004)

o Aree per l'istituzione di parchi e riserve regionali naturali ed archeologici e di tutela

paesaggistica

o Zone umide

Può essere riconosciuto inoltre un ruolo importante, sia di tipo ecologico, sia di tipo fruitivo, anche ai parchi di pertinenza delle Ville venete, notevoli emergenze storicoarchitettoniche del territorio vicentino.

La Rete Ecologica assume inoltre un ruolo di riqualificazione e promozione sostenibile del territorio attraverso la realizzazione di un sistema di greenways, ovvero di percorsi a

"mobilità lenta" (pedonale, ciclabile, ecc.) e di aree seminaturali a funzione turisticoricreativa e/o didattica.

La verifica della qualità della Rete Ecologica proposta viene sperimentata attraverso l'applicazione di alcuni indici sviluppati nell'ambito dell' Ecologia del Paesaggio. In particolare si sono utilizzati due indici (indice di connessione: gamma e indice di circuitazione: alpha) che, nascendo dalla teoria matematica dei grafi, spesso vengono impiegati nelle analisi territoriali.

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Tale metodo traduce la struttura del territorio sottoforma di grafi costituiti da: nodi, che rappresentano gli elementi ecologici di appoggio alla Rete Ecologica, e da legami, ovvero corridoi ecologici che pongono in relazione fisica o funzionale i nodi.

Risultati e criticità

Dalle analisi è emerso che la provincia è sostanzialmente dotata di un buona struttura ecosistemica nelle zone montane dove tuttavia l’avanzare dei boschi e la riduzione dei prati determina una diminuzione di biodiversità. Il territorio di montagna ed in particolare i relativi

Siti d’Importanza Comunitaria necessitano di interventi di conservazione per garantire la permanenza di habitat utili a un vasto numero di specie animali e vegetali.

La bassa densità umana ha permesso alle specie animali e vegetali di trovare autonomi corridoi di movimento e quindi in quest’area le indicazioni di tutela che emergono sono sostanzialmente:

1. mantenimento dei biotopi esistenti.

2. valorizzazione del ruolo ecologico dei boschi con interventi che devono tendere al

mantenimento o alla creazione di una elevata diversità ambientale tramite in

particolare di miglioramento strutturale del bosco e incremento della funzione trofica

e di rifugio del bosco.

3. conservazione dei pascoli incentivando l’attività agricola tradizionale ecocompatibile.

La zona di pianura della Provincia, a seguito della forte urbanizzazione possiede invece elementi isolati di naturalità. Vi è quindi un’urgente necessità di creare dei legami tra le varie aree. Questo si è realizzato utilizzando in particolare i corsi d’acqua quali collegamenti naturali. Vi è quindi la necessità di ampliarne le funzioni ecologiche, nel rispetto di quelle idrauliche, richiamando gli attori (in particolari quelli pubblici) alla tutela degli stessi e delle relative fasce di rispetto, prevedendo anche la valorizzazione turistica con percorsi ciclo pedonali sugli argini.

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La Rete Ecologica ha lo scopo inoltre tramite il grande corridoio naturale costituito dal Fiume

Brenta (ad est della provincia) e dalle colline di MontecchioMonti Berici e Colli Euganei (ad ovest) di consentire il flusso di biodiversità nella direzione nordsud.

Per garantire la funzionalità strutturale del Brenta nella Rete Ecologica provinciale si ritiene debba essere conservato il territorio che dalla destra Brenta (comune di Pozzoleone) arriva al

Bosco di Dueville (comuni di Bressanvido, Sandrigo, Dueville). Tale zona, inserita come restoration area, comprende gran parte delle risorgive della provincia e possiede un territorio agricolo che va preservato da colture intensive che impoverirebbero la biodiversità. Devono essere incentivate pratiche agricole a basso impatto ambientale che conservino la struttura del territorio e i suoi elementi fondamentali (siepi, prati stabili, risorgive). La realizzazione in quest’area di infrastrutture viarie dovrà prevedere, anche in fase progettuale, il posizionamento di sottopassi o sovrappassi per animali corredati di elementi utili al loro funzionamento. Dovranno essere previste ampie fasce boscate lungo l’infrastruttura.

Come emerge dall’analisi delle tavole la maggiore criticità per raggiungere l’obiettivo di ripristinare il collegamento naturale nordsud è costituito dal corridoio infrastrutturale

Verona –Padova (autostradaTAV ferrovia, ecc.). Considerata l’importanza dell’obiettivo si è ritenuto confermare il collegamento colli di Montecchio – Monti Berici con l’indicazione agli attori pubblici e privati di attuare politiche e progetti per ricomporre questo collegamento anche prevedendo opportune compensazioni (es. sottopassi e sovrappassi) a futuri sviluppi infrastrutturali.

In generale dall’analisi emergono le seguenti indicazioni che si ritengono come elementi necessari alla realizzazione della Rete Ecologica provinciale.

o Nelle aree boscate deve essere favorito il potenziamento naturalistico dell’ambiente

esistente con una priorità relativa al mantenimento dei biotopi esistenti. In particolare

l’obiettivo principale da perseguire è quello di ampliare il ruolo ecologico dei boschi

con interventi che devono tendere al mantenimento o alla creazione di una elevata

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diversità ambientale tramite in particolare di miglioramento strutturale del bosco e

incremento della funzione trofica e di rifugio del bosco.

La pianificazione locale dovrà a tal fine indicare le aree maggiormente vocate alla

realizzazione o al miglioramento di impianti boscati. o Nelle fasce di pertinenza fluviale individuate, in particolare per i maggiori fiumi del

territorio provinciale sedi di promozione delle aree di valorizzazione degli ambiti

fluviali, ma più in generale per tutte le fasce ripariali, l’obiettivo è il mantenimento e il

recupero dell’ambiente fluviale e la conservazione dei valori paesaggistici.

A tale scopo gli interventi di rinaturazione da attuare a scala locale devono essere:

mantenimento e potenziamento delle funzionalità delle zone umide,

recuperando anche le aree oggetto di attività estrattive e introducendo nuovi

ecosistemi filtro di tipo palustre tra gli scarichi dei depuratori e il fiume; In

particolare per quanto riguarda le aree delle risorgive;

- miglioramento, e dove possibile ricostruzione, dei boschi igrofili, e degli

ambienti di ripa, garantendo fasce di rispetto che consentano la loro naturale

evoluzione;

- incremento delle siepi e dei filari di alberi nei campi agricoli circostanti e

lungo le strade rurali presenti nelle fasce laterali dei fiumi allo scopo di creare

una contiguità con il territori agricolo circostante.

Poiché la seriazione delle fitocenosi arboree legate all’ambiente fluviale risulta

essere incompleta per l’assenza degli stadi ecologicamente più maturi, la presenza

di ampie superfici investite da seminativo o di incolto erbaceo all’interno delle

fasce di pertinenza fluviale, può offrire la concreta possibilità di ricostruire le

cenosi vegetali mancanti, accelerando l’opera di ricostruzione naturale attraverso

interventi mirati allo scopo quali ad esempio l’adozione di criteri di manutenzione

idraulica nel massimo rispetto dei valori ambientali (cfr. Legge 19 luglio 1993

n.236 ed il relativo DPR 14/4/1993), la tutela delle aree di esondazione e la

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adozione sistematica di criteri di ingegneria naturalistica per gli interventi di

sistemazione degli alvei.

Tra gli interventi di rinaturalizzazione assumono inoltre particolare importanza

quelli finalizzati al recupero delle cave localizzate nelle vicinanze dei corsi

d’acqua.

o Nelle aree agricole si propone di avviare a livello locale dei progetti di riqualificazione

paesistica da attuare mediante l’inserimento sistematico nelle pratiche colturali

insediate di popolamenti vegetali (siepi) e di rinaturalizzazione di sponde ed argini del

reticolo idrografico minore (rii e scoli). Questi interventi svolgono anche una funzione

di filtro nei confronti dell’inquinamento diffuso di provenienza esterna in particolare

di origine agricola.

In ogni caso la pianificazione locale dovrà porre attenzione alla definizione di corridoi ambientali partendo dalle indicazioni della carta di progetto delle reti ecologiche avendo presente che l’efficacia di una Rete Ecologica passa attraverso:

1. l’accrescimento della conoscenza delle specie significative ai fini della

biodiversità sul territorio;

2. azioni di monitoraggio e controllo sulla qualità dei risultati.

3. Si ritiene inoltre che vengano attuati i seguenti interventi.

4. mantenimento di radure con prati polifiti naturali o a pascolo;

5. formazione di siepi altoarbustive nelle aree rurali;

6. mantenimento di coltivazioni arboree di cultivar tradizionali;

7. mantenimento dei terrazzamenti e delle colture tradizionali connesse.

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Concludendo il PTCP, in coerenza con il progetto di Rete Ecologica Regionale traccia negli elaborati di piano una prima strutturazione della rete, della sua localizzazione e dei suoi significati territoriali.

2.2.52.2.522.2.5.2.5 Inquadramento geografico

La Provincia di Vicenza si inserisce nel contesto dell’alta pianura Veneta, confina a nord e a ovest con il TrentinoAlto Adige (Provincia di ), a nordest con la Provincia di Belluno e la Provincia di Treviso, a sudest con la Provincia di Padova, a ovest con la Provincia di

Verona.

A nord si trovano le Prealpi vicentine e le Alpi Venete, tra le quali si staglia l'Altopiano dei

Sette Comuni, che è delimitato a nord da una linea di rilievi più alti della provincia, a est dal

Canale di Brenta che lo separa dal Monte Grappa, e ad ovest dalla Valdastico oltre la quale si elevano il monte Summano, il monte Novegno, il Pasubio e le Piccole Dolomiti.

Nella zona occidentale della provincia corrono tre valli praticamente parallele a partire dalle

Piccole Dolomiti e dal Pasubio: sono rispettivamente, da est ad ovest, la Val Leogra, la Valle dell'Agno e la Valle del Chiampo. La dorsale collinare a ovest di quest'ultima valle rappresenta il confine con la provincia di Verona. A sud del capoluogo, situati all'incirca al centro della provincia, sorgono i Monti Berici, rilievi che sfiorano nella loro quota massima i 400 metri, ma di particolare interesse naturalistico e paesaggistico.

Il territorio della provincia di Vicenza si situa all’interno di un’area strategica interessata dalle principali direttrici europee: il corridoio I (BerlinoPalermo) che collega il nord al sud d’Europa, il corridoio V (Lisbona–Kiev) che attraversa l’intero continente da est ad ovest.

Il territorio della provincia ha una superficie totale di 2.722,2 Kmq che comprendono 1094,25

Kmq di montagna, 814,25 Kmq di collina e 813,70 Kmq di superficie pianeggiante ed è suddiviso in 121 comuni.

82

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Figura INT1. Carta Fisica Provincia di Vicenza

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Il territorio montano è suddiviso in sei Comunità Montane (tre delle quali attualmente in gestione commissariale): Comunità Montana AgnoChiampo, Comunità Montana Leogra e

Timonchio, Comunità Montana Alto Astico e Posina, Comunità Montana AsticoBrenta,

Comunità Montana del Brenta, Comunità Montana Reggenza dei sette Comuni.

Il territorio provinciale è caratterizzato, oltre che da una varietà e ricchezza geografica e morfologica, da giacimenti patrimoniali ambientali, territoriali e antropici:

un patrimonio ambientaleambientale, già in parte valorizzato con le aree protette istituite, che

configura una vera e propria "bioprovincia" che racchiude al suo interno bacini

idrografici complessi, sistemi montani e collinari di notevole diversità biologica, vaste

aree boscate, praterie sommitali, suoli collinari di pregio che sostengono colture

agrarie di qualità, una piana agricola storicamente irrigua e fertile. Si tratta di un

insieme ricco e variegato di strutture ambientali che configura la possibilità, se

trattato a sistema, di programmare riequilibri sostenibili dell'insediamento antropico,

riducendone le criticità, migliorandone la qualità e ottimizzandone l'uso delle risorse

(cicli delle acque, dei rifiuti, dell'alimentazione, dell'energia, ecc);

un patrimonio territoriale che ha sedimentato nella lunga storia delle civilizzazioni, da

quella degli originari abitanti del vicentino detti Mediaci, agli Etruschi alla

dominazione Gallica e Romana alla calata dei barbari, per arrivare agli Ezzelini, al

dominio padovano e veneto fino alla lega di Cambrai con l’isola timbra nell’altopiano

di Asiago, fino alla civiltà rinascimentale, a quella industriale (Città sociali di Valdagno

e Schio), una molteplicità tipologica di ambienti insediativi e "figure territoriali": il

sistema urbano policentrico di Vicenza, il sistema delle frazioni e della piana agricola;

il ventaglio dei centri urbani da Arzignano, Valdagno, SchioThiene e Bassano e dei

grandi ambienti naturalistici, il sistema insediativo rurale e residenziale della vallate, il

sistema insediativo del paesaggio fluviale del fondo valle, il sistema monumentale

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delle ville venete e palladiane e il paesaggi agrari storici del basso Vicentino

incorniciati dalla dorsale boscata dei monti Berici. Questo patrimonio territoriale,

costellato di manufatti di valore storico, artistico e ambientale, può costituire, se

connesso a sistema e messo in valore, una nuova immagine fruitiva (per l'abitare, per

l'ospitalità, per la diversificazione produttiva) dell'intero territorio provinciale;

un patrimonio antropico denso di potenzialità: la cultura cooperativa, imprenditiva e

ospitale del distretto tessile e della Concia; la propensione all'innovazione; l'eccellenza

delle produzioni agroalimentari collinari; le forti componenti identitarie,

socioeconomiche e culturali, dei centri di pianura, della comunità di valle; il ricco

tessuto associativo e di progettualità sociale.

In particolare, il territorio provincia si può suddividere in aree che presentano delle peculiarità sia dal punto di vista territoriale, sia antropico che ambientale.

Un “cuore centrale” forte costituto da Vicenza e dai comuni conterminicontermini, soprattutto lungo l’asta occidentale della SR11 (Creazzo, Altavilla V., Montecchio M.), caratterizzato dalla presenza di fattori tipicamente urbani quali l’alta densità, la presenza di servizi di livello superiore, di operatori economici appartenenti ai settori innovativi, intensità delle attrezzature commerciali ed istituzionali, ma anche di fattori di congestione (densità abitativa e elevata densità del parco automobilistico). Accanto ai centri dallo sviluppo consolidato e con buone dotazioni di servizi, questo ambito si connota per la presenza anche di centri che registrano valori elevati di ricchezza e di diffusione delle imprese, in cui vi è tuttavia una scarsa diffusione dei servizi di livello superiore (Arcugnano, Sovizzo, Dueville, Costabissara,

Caldogno, Monteviale, Camisano). Sono questi ultimi i centri in cui si registra una forte crescita del numero delle famiglie e elevati livelli di utilizzazione del patrimonio abitativo, due fattori che rimandano ad una maggiore rilevanza del tema della casa.

Quest’area è caratterizzata dalla presenza di aree protette, manufatti architettonici,

paesaggi di pregio come: 85

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

il Parco Territoriale dei Monti Berici, dotato di peculiari caratteristiche paesaggistico

ambientali, un’ampia fruizione pubblica e luogo attività ricreativedidattico

scientifiche;

il laghetto di Brendola, zona umida di pregio;

centri storici di Altavilla (fraz. Valmarana), Brendola, Montebello Vicentino, Montecchio

Maggiore in cui è ancora riconoscibile il tessuto storico e la composizione degli spazi

come da impianto originario “ come a Creazzo e Sovizzo.

la sorgente carsica in località Val di Molino, in comune di Montecchio Maggiore, poiché il

come appartiene alla dorsale più orientale dei M. Lessini Malo Castelgomberto

Montecchio Maggiore che insieme ai Monti Berici è tra le zone collinari a

predominante circolazione carsica dove le acque sotterranee si muovono lungo

condotti ad elevata velocità quindi con elevata probabilità di contaminazione e ridotte

possibilità di autodepurazione.

Il 47% della superficie totale dell’ambito, è occupata dal paesaggio del seminativo della

bassa pianura che è caratterizzato dall’assenza di rilievi e da un uso del suolo

prevalente di tipo agricolo intensivo con coltura di seminativi. Su di esso insistono le

aree urbanizzate di pianura di tutti i comuni e le principali infrastrutture che lo

attraversano sia in senso longitudinale (SR11, ferrovia, A4, SP 34) che trasversale (SP

246, SP 1, SP 31). Altro paesaggio significativo è quello dei vigneti specializzati (16%

della superficie totale) che si trovano principalmente sulle pendici settentrionale dei

monti Berici nei comuni di Brendola e Altavilla e, soprattutto, nella porzione collinare

occidentale di Montebello Vicentino. Il settore settentrionale dell’ambito, infine è

prevalentemente collinare ondulato o poco ondulato, caratterizzato dalla presenza

della vite, di prati e di seminativi, di paesaggi vallivi e di paesaggi forestali costituiti

da fasce di boschi cedui di latifoglie (11% della superficie).

Bassano del GrappaGrappaGrappa che costituisce insieme a Marostica, Rosà, Rossano, Cassola, Romano d’Ezzelino, Pove del Grappa, Pianezze, Molvena e Mussolente, un sistema locale particolarmente dinamico e interconnesso con Cittadella e Castelfranco veneto a sud e con 86

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

Montebelluna ad est. Il territorio del Bassanese, inserito in un sistema più esteso quale il territorio pedemontano, ha la speciale prerogativa di connessione tra il corridoio pedemontano veneto e il Nord Europa attraverso l’asse multimodale della Valsugana. Il bassanese si caratterizza come territorio connotato da dispersione insediativa, che ne fa un esempio significativo di “città diffusa”.

Tra gli ambiti e i paesaggi di pregio, le aree protette, i manufatti architettonici di

interesse:

tracce della centuriazione a sud di Marostica, e nell’area tra Bassano e Cittadella,

pertinente al municipium patavino;

centri storici di rilievo per integrità del tessuto storico e stato di conservazione come

Bassano del Grappa, Marostica, Pove del Grappa, Mason, , ormai avviluppati

in una crescita edilizia significativa;

progetto ALPTER (panorami terrazzati dell’arco alpino), appartiene al programma Interreg

III B spazio alpino 20002006, approvato in data 25.11.04, ideato con la Regione

Veneto per contrastare la diminuzione delle aree agricole terrazzate nel Massiccio del

Grappa;

medio corso del Brenta, ambito a destinazione di parcoriserva naturale regionale che

interessa i territori dei comuni di Bassano del Grappa, Nove e Pozzoleone;

la “Civiltà delle Rogge”: area di estensione pari a circa 250 Ha che copre il territorio del

Comune di Rosà e di Cartigliano, sino alla parte sudovest del comune di Bassano e

nord del comune di Tezze sul Brenta ricchissimo di testimonianze delle antiche

sistemazioni fondiarie, derivate, sin dall’antichità, dal reticolo della centuriazione

romana e dal sistema dei canali irrigui diramati dal fiume Brenta;

itinerari di interesse storico/ambientale come il “percorso ecomuseale” fra l’Astico e il

Brenta.

L’area dell’Alto Vicentino, originaria struttura insediativa, di matrice rurale, su cui si è appoggiata, a partire dagli anni Sessanta, una matrice industrialeartigianale, secondo un processo di sviluppo e di trasformazione dell’area che, per intensità e modalità (in riferimento 87

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

ai tempi e alle forme che il processo ha assunto) connota diversamente i comuni dell’ambito occidentale (Schio, Thiene, Zanè, Marano…) rispetto ai comuni di Breganze, Sarcedo,

Montecchio P., Fara Vicentino.

Reticolo urbano gerarchizzato di antica formazione, trasformato da processi insediativi di tipo prevalentemente produttivo che hanno segnato profondamente il territorio, disegnando vere e proprie parti di città/piastre/grandi recinti che, per estensione, per combinazione peculiare di attività industriali e terziarie, per peso in termini di unità locali, addetti, popolazioni diverse che le frequentano, sono polarità specializzate equiparabili ai centri urbani esistenti.

Territorio con prevalente vocazione industriale tessile e laniera. A partire dalla fine dell’ottocento nasce un modello fondato su di una pervasiva integrazione fra condizioni della produzione e condizioni socioculturali che, attraverso una sostanziale identificazione tra manifattura – industria e vita quotidiana, esplicita un forte senso di appartenenza e nel contempo di alterità rispetto a contesti circostanti. Negli ultimi trent’anni è avvenuta la sperimentazione di un modello di organizzazione produttiva basata sul decentramento correlata con un’ampia porzione di territorio;

L’intensa urbanizzazione dell’Altovicentino è avvenuta principalmente lungo le fasce pedemontane e in direzione estovest. L’urbanizzazione sorta nei fondovalle, a ridosso delle fasce pedemontane, è prodotta per lo più da un processo edificatorio graduale, che si compie da piccole aggiunte, attraverso interventi prevalentemente residenziali, industriali, e più recentemente commerciali. Le espansioni in direzione estovest si organizzano invece attraverso l’addizione di grandi “isole” monofunzionali, composte in prevalenza da edifici di tipo industriale, direzionale e più recentemente commerciale e ludicoricreativo (in particolare si nota la grande area industriale sviluppatasi lungo la strada delle Garziere che collega Thiene a Schio).

Profili socioeconomici Le situazioni riscontrabili fanno capo alla presenza di:

centralità urbane come Schio e Thiene con fattori tipicamente urbani quali alta densità

insediativa, un decremento demografico nell’ultimo decennio intercensuario che, nel caso

88

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

di Thiene, corrisponde a un incremento dei comuni contermini, presenza di servizi di

livello superiore che ne fa dei poli di servizio per il territorio circostante,

centri che registrano valori elevati di ricchezza e di diffusione delle imprese, pur con

una scarsa presenza di servizi di livello superiore come Cornedo, Marano, Sarcedo,

Montecchio P., Malo, San Vito, ma anche Sandrigo, Zanè e Carrè che fanno registrare i più

sostenuti valori di crescita sia di attività economiche che di popolazione;

comuni in cui la crescita del settore produttivo convive con un’attività agricola di qualità

come a Breganze e comuni connotati da un sistema diffuso di piccola e media impresa,

non sempre organizzata in base a interventi unitari, come a Montecchio Precalcino, e in

crescita per offerta di nuove aree di espansione come Fara Vicentino.

Schio e Thiene, quali poli di riferimento alternativi a Vicenza hanno vocazionalità

complementari, essendo Thiene, centro strategico per il commercio sull’asta

pedemontana e Schio, centro urbano di riferimento per il sistema produttivo nei settori

tessile e metalmeccanico.

I comuni contermini disegnano un “grappolo” di centri, che si attesta lungo un asse est

ovest che da Valdagno sino a Breganze interessa anche strade di collegamento territoriale

come la Gasparona, e sono caratterizzati da ricchezza e diffusione di imprese, da un

incremento nel numero dei nuclei familiari e da elevati livelli d’uso del patrimonio

abitativo che, insieme alla scarsa diffusione dei servizi di livello superiore, rappresenta un

tema di rilevante interesse per la costruzione di politiche sul tema della casa.

L’area della Valle del Chiampo con la polarità di Chiampo e Arzignano che si sviluppa lungo la

Valle del Chiampo. Quest’area, che coinvolge 17 Comuni, è caratterizzato dalla presenza molto diffusa attività di lavorazione delle pelli, è caratterizzata da valenze ambientali da valorizzare e tutelare. L’elevata concentrazione di attività inquinanti, legate alla lavorazione delle pelli (industrie conciarie, impianti di depurazione ecc.), ha contribuito in modo sensibile al degrado dell’area e l’elevata concentrazione di attività a forte consumo d’acqua

(lavorazione pelli e marmi) ha prodotto effetti negativi significativi sull’equilibrio idraulico

89

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della zona (generale abbassamento della falda acquifera). Tra le situazioni ambientali, aree protette, testimonianze archeologiche, paesaggi pregevoli:

la riserva archeologica di interesse regionale situata in comune di Arzignano;

l’ambito destinato a Parco naturale regionale (istituito con legge regionale 30.01.90 n.

12), ricadente nelle province di Verona e Vicenza che interessa parte del territorio del

comune di Crespadoro; comune quest’ultimo inscritto anche entro l’ambito a

destinazione di parcoriserva naturale regionale;

monumenti geologici, aree carsiche e grotte come il camino vulcanico in località Monte

Madarosa in comune di Chiampo e la purga di Durlo in comune di Crespadoro;

centri storici pregevoli per integrità del nucleo storico e stato di conservazione: come

Chiampo, Montebello Vicentino, o in cui è ancora riconoscibile il tessuto storico e la

composizione degli spazi come da impianto originario “ come a Montorso V.

Complessivamente nell’ambito prevalgono paesaggi di tipo collinare (alta e bassa collina),

45% della superficie totale e di tipo forestale, 29 %. Significativa è la presenza di vigneti, seminativi e paesaggi tipici di valle. L’andamento Nord – ovest Sud – est della valle giustifica la grande varietà di paesaggi presenti nell’ambito. Infatti, nella porzione settentrionale prevalgono boschi cedui di latifoglie o misti latifoglie conifere alternati a paesaggi dell’alta collina, ondulati o poco ondulati, caratterizzati dalle colture agrarie e dalle macchie boscate.

Più a sud, dopo aver attraversato il paesaggio della bassa collina, coltivato a vite o con presenza di prati e macchie boscate (Chiampo, Arzignano – porzione settentrionale), inizia il paesaggio del vigneto specializzato e il seminativo della bassa pianura (Arzignano – porzione meridionale, Montorso, Zermeghedo, Montebello Vicentino).

L’area della valle dell’Agno Significative differenze sono rilevabili tra l’alta valle con i comuni di Recoaro e Valdagno e la porzione bassa della valle dell’Agno da Cornedo a

Castelgomberto, con i comuni di Brogliano e Trissino. Il sistema ambientale, il paesaggio agrario e gli elementi di permanenza, sono riconoscibili a:

paesaggio rurale connotato dalla presenza di alcune colture specializzate, in particolare il

paesaggio della vite delle colline di Trissino; 90

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centri storici pregevoli per integrità del nucleo storico e stato di conservazione come

Castelgomberto, Trissino, o in cui è ancora riconoscibile il tessuto storico e la

composizione degli spazi come da impianto originario “ come a Cornedo Vicentino monumenti geologici, aree carsiche e grotte, tra cui i depositi di lignite in località Monte

Pull, in comune di Valdagno; le vulcaniti subaeree in località Monte Croce di Papi e

Monte Furlon, in comune di Valdagno; la mineralizzazione a solfuri e solfati in località

Monte Civillina, in comune di Recoaro

Le Rotte del Guà, tratto fluviale non arginato che si estende da Trissino a Tezze di

Arzignano, originatosi in occasione di una piena, il quale rappresenta un notevole

polmone verde nella valle dell’Agno, sia per l’assenza di antropizzazione, sia per gli

aspetti naturalistici che ne fanno un ambiente umido unico. l'area di Recoaro Terme che offre strutture alberghiere e un’offerta varia di servizi (dai

sanitari ai congressuali); parte del parco del Pasubio, Piccole Dolomiti e monte Summano, a destinazione di parco

riserva naturale regionale che interessa, tra gli altri, anche il territorio comunale di

Recoaro; una zona montana e collinare a predominante circolazione carsica dove le acque

sotterranee si muovono lungo condotti ad elevata velocità come la dorsale più

orientale dei M. Lessini Malo Castelgomberto Montecchio Maggiore.

La valle, percorsa dal torrente Agno in direzione Nord – Ovest, Sud – Est, è caratterizzata

dalla presenza di paesaggi forestali (34% della superficie), collinari (46%) e vallivi

(15%). L’area è caratterizzata dalla presenza di cedui di latifoglie, e di aree cespugliate

e boscate, si trovano soprattutto nel comune di Recoaro Terme e nelle aree collinari a

maggiore altitudine dei comuni di Valdagno, Cornedo Vicentino e Castelgomberto. Nel

comune di Recoaro Terme si trovano paesaggi agrari di montagna dei prati, dei

pascoli e delle malghe. Le aree collinari prevalgono in tutta la porzione centrale

dell’ambito da Valdagno a Trissino e sono caratterizzate da paesaggi collinari dell’alta

e della bassa collina con colture agrarie, vite e prati. I paesaggi vallivi sono invece

91

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legati alla presenza dei torrenti che scorrono in valle nei comuni di Castelgomberto e

Trissino.

Fascia delle risorgive tra Vicenza e Bassano Territorio situato nella zona di transizione tra l’alta e la media pianura, a cavallo della fascia delle risorgive, nel mezzo di due conoidi: quello del Brenta ad est, e quello dell’Astico ad ovest.

Sistema insediativo formato da nuclei urbani di medie e piccole dimensioni, interconnesso a scala territoriale con un fascio di infrastrutture longitudinali (sp 248 Marosticana, sp V

Chizzalunga, sp 52 Bassanese, sp 51 Vicerè) che ne struttura la forma e gli usi.

La residenza si organizza:

a completamento dell’edificato esistente con lottizzazioni unitarie costituite da edifici di

ridotte dimensioni (2/3 piani);

a sviluppo lineare lungo la viabilità esistente (Bressanvido, Schiavon), in continuità con i

tessuti urbani, a bassa densità edilizia;

isolata in territorio agricolo con forte interferenza tra spazio aperto agricolo e spazio

aperto privato.

Sistema produttivo si costituisce:

vasto insediamento lineare lungo la sp V Chizzalunga, a ridosso del fiume Astico nel

comune di Sandrigo;

in accostamento del nucleo urbano di Schiavon;

a recinti, per lo più sui confini comunali a ridosso di strade provinciali (lungo la sp

Bassanese in comune di Bressanvido e Pozzoleone)

Sistema ambientale: la caratterizzazione di questo territorio è data dalla forte presenza di attività agricola, favorita da una fitta rete di canali di irrigazione, in cui il prato stabile occupa una parte rilevante. Sono ancora presenti tracce di vegetazione (siepi e alberature) lungo le strade di campagna nonché lungo il corso dei fossi e dei canali. Le specie più diffuse sono il platano, la robinia, l’olmo, il pioppo, il salice, l’ontano, l’acero, il gelso, il noce, il ciliegio.

92

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L’agricoltura del prato stabile e del “campo chiuso” qui caratteristica e legata alla presenza di allevamenti zootecnici, è oggi in crisi e subisce gli effetti delle politiche e dei provvedimenti

UE sulla zootecnia.

Tra gli ambiti e i paesaggi di pregio, le aree protette, i manufatti architettonici di interesse:

presenza delle risorgive, che determina ambienti caratterizzati da acque limpide a

temperatura costante di grande importanza per la ricchezza di vegetazione e

fauna e per il loro valore paesaggistico e storico;

presenza di centri storici di rilievo per integrità del tessuto storico e stato di

conservazione come Sandrigo, Schiavon;

presenza di dimore storiche di notevole interesse come Villa SessoSchiavo a

Sandrigo, Villa Mezzalira a Bressanvido, Villa Chiericati e Villa BassoPalazzi a

Schiavon;

recupero Palazzo Dal Toso di Lupia (Comune di Sandrigo) come centro di

formazione ambientale;

medio corso del Brenta, ambito a destinazione di parcoriserva naturale regionale

che interessa i territori dei comuni di Bassano del Grappa, Nove e Pozzoleone;

piano per la riqualificazione del fiume Tesina, comune di Sandrigo, in

collaborazione con la Provincia di Vicenza e la Regione Veneto.

La bassa pianura e i monti BericiBerici: Sono riconoscibili tre sistemi insediativi con vocazionalità differenti (la cosiddetta “teoria dei tre cerchi”):

l’area dei Monti Berici, risorsa ambientale con strutture carsiche superficiali e profonde di notevole importanza e con particolari equilibri idrogeologici ed ecosistemici; con le valli interne che conservano ancora il tipico paesaggio vallivo (Valli di Fimon, e Valli di

S.Agostino) caratterizzato da architetture, natura e usanze fortemente legate al mondo rurale.

Significativa la presenza di zone umide come il Lago di Fimon;

una zona pedemontana connotata da un’importante rete idrografica, dal terrazzo morfologico dell’antico alveo dell’Adige (porzione sud), dalla generalizzata presenza di nuclei 93

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urbani di mediopiccole dimensioni che hanno mantenuto una loro struttura, consentendo la permanenza dei caratteri tradizionali del paesaggio berico;

La bassa pianura, in cui sono avvenuti e stanno avvenendo i processi più significativi di trasformazione del territorio;

Il sistema della residenza si organizza:

a completamento dell’edificato esistente (a Lonigo, Alonte, Orgiano, Sossano, Albettone,

Barbarano, Noventa, Asigliano, Pojana Maggiore, Agugliaro, Sarego e a Campiglia dei B.), con lottizzazioni unitarie, a griglia, con edifici di ridotte dimensioni in cui prevalente è la tipologia in linea o a schiera, talvolta costituita da edifici a blocco o palazzine comunque di ridotte dimensioni (anche di 3 o 4 piani);

a sviluppo lineare lungo viabilità esistente, (a Noventa, Sossano lungo la strada provinciale

BericoEuganea, a San Germano, Zovencedo, Barbarano)., esito di un processo di accostamento di residenza isolata su lotto con affaccio diretto su strada;

isolata in territorio aperto e/o per nuclei sparsi (a Villaga) con tipologie prevalentemente a bassa densità con un rapporto di forte interferenza tra spazio aperto agricolo e spazio aperto privato.

Il sistema della produzione si concentra prevalentemente nel territorio della bassa pianura, seguendo tre diverse “logiche”:

aree produttive a corona dei nuclei urbani esistenti (Lonigo, Noventa, Sossano);

aree produttive di grandi dimensioni in contiguità con nodi e sistemi della viabilità di grande comunicazione (a nord di Lonigo lungo la sp 17, in prossimità dello svincolo della A4 di Montebello V., a nord di Campiglia lungo la sp 247);

aree produttive poste lontano dal nucleo urbano perlopiù sui confini comunali lungo le principali strade provinciali (lungo la sp 14 a Alonte, Orgiano, Pojana Maggiore, Asigliano, lungo la Riviera Berica).

Dal punto di vista paesistico l’area berica è caratterizzata da due tipologie di paesaggi prevalenti:

il paesaggio collinare dei Colli Berici a nord (32% della superficie)

94

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il seminativo della bassa pianura, che occupa il 57% dell’area totale dell’ambito a testimonianza dell’importanza dell’agricoltura in questo territorio.

Notevole è l’importanza delle colture specializzate a vigneto, sui Colli Berici e nella piana sottostante, alternate a seminativo, soprattutto nei comuni di Lonigo, Sarego e Alonte. Sui colli sono presenti inoltre paesaggi prevalentemente forestali, paesaggi vallivi lungo il corso dello scolo Liona, del canale Debbia e del canale Ferrara, paesaggi a seminativi, prati misti e, a Castegnero, produzioni specializzate di ciliegie.

Territori di montagnamontagna: occupa la fascia settentrionale della Provincia di Vicenza ed è caratterizzato, da ovest ad est, dalla presenza di:

il sistema del Pasubio – Piccole Dolomiti,

l’altopiano di Tonezza

l’altopiano dei Sette Comuni

il massiccio del Grappa separati tra loro da profonde incisioni vallive.

Il confine settentrionale dell’ambito è costituito dalla Valsugana, appartenente al Trentino

Alto Adige. L’altimetria varia dai 1000 metri degli altipiani ai 2300 delle creste dolomitiche settentrionali.

La forma e la diffusione degli insediamenti nell’area montana sono fortemente influenzate dalla morfologia del territorio. Infatti, lo sviluppo urbanistico si è concentrato lungo le valli scavate dai torrenti che scendono verso la pianura, dove sono collocate le principali infrastrutture viarie per l’accesso all’area. In particolare lungo il torrente Leogra, Fusina,

Posina, Astico e Brenta si sono sviluppati insediamenti lineari.

L’ambito è caratterizzato dalla presenza di centri storici in cui è riconoscibile l’impianto originario del tessuto storico come Asiago, Tonezza del Cimone, Cismon e fraz. Primolano,

Laghi, Valstagna. Numerosi sono i paesi isolati, le contrade, talvolta abbandonate lungo i pendii dei rilievi alpini.

La porzione occidentale dell’ambito è raggiungibile attraverso la SP 350, Val d’Astico, su cui insistono l’abitato e gli insediamenti produttivi di Arsiero e, proseguendo in direzione nord,

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di Valdastico, di Pedemonte e di Lastebasse e attraverso la Direttissima, SP 83 che sale verso l’altopiano di Tonezza.

L’Altopiano dei Sette Comuni può essere raggiunto utilizzando una delle seguenti infrastrutture:

Autostrada Valdastico che termina proprio ai piedi dell'Altopiano;

S.S.349 che risale le pendici del Costo e raggiunge proprio il centro di Asiago per poi proseguire verso Trento;

S.S.47 della Valsugana che sfiora l'Altopiano nella zona perimetrale est;

S.S.350 della Valdastico che attraversa la valle omonima e rappresenta un collegamento con i margini occidentali della zona pedemontana vicentina.

I comuni orientali dell’ambito infine sono attraversati dalla SS 47, Valsugana che da Bassano del Grappa percorre la valle del Brenta e i comuni di Campolongo sul Brenta, San Nazario,

Valstagna, e Cismon del Grappa, fino a raggiungere il Trentino.

I paesaggi agrari prevalenti sono i paesaggi agrari montani, tipicamente riconoscibili dalla presenza di malghe e prati utilizzati per i pascoli, che coprono il 16 % della superficie totale dell’ambito, i paesaggi collinari (16%), i paesaggi forestali (62%), caratterizzati dalla presenza di latifoglie alle quote più basse e di fustaie di conifere sopra i 1300 metri e i paesaggi vallivi

(6%), lungo le incisioni fluviali del Brenta, dell’Astico e del torrente Posina.

La diffusione delle malghe e i segni della pastorizia diffusa rendono il paesaggio prevalente di tipo alpino. Negli ultimi decenni si è assistito alla diminuzione delle attività agricole tradizionale e alla riduzione delle superfici a pascolo. Il progressivo abbandono delle tradizionali operazioni di sfalcio con conseguente perdita delle superfici a prati permanenti e a pascoli sta provocando un generale avanzamento di superfici boscate che provocano la chiusura del paesaggio. Questo fenomeno è più evidente nelle aree, ad alta frammentazione fondiaria mentre nei boschi di proprietà pubblica, si è concentrata un’attività di miglioramento che ha permesso di valorizzare il patrimonio silvo pastorale e la produzione legnosa. L’agricoltura di montagna ruota intorno alle attività zootecnica e alla produzione di patate.

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Tra gli ambiti e i paesaggi di pregio, le aree protette, i manufatti architettonici di interesse:

importanti siti di interesse naturalistico e storicomonumentale legati alle

numerose testimonianze della prima guerra mondiale (fortificazioni, trincee,

mulattiere) nei comuni di Asiago, Roana, Rotzo, Enego e Gallio;

sentieristica d’escursione, legata alla straordinarietà dei luoghi e alle

testimonianze di percorsi risalenti al medioevo in Val Gardena, nei territori dei

comuni di Asiago, Enego, Foza, Gallio e Valstagna.

itinerari di interesse storico/ambientale come il “sentiero della Pace” nei comuni di

Asiago, Roana, Rotzo

la Strada delle Gallerie, larga mulattiera, transitabile, scavata nella roccia, con circa

700 metri di dislivello, che si estende per oltre 6 Km., dei quali 2,2 in galleria,

lungo i versanti meridionali dei Forni Alti e del Cimon del Soglio Rosso nel

massiccio del Pasubio.

cavità carsiche diffuse lungo l’Altipiano dei Sette Comuni: devono essere

preservate dal pericolo di inquinamento e alterazione morfologica

icone di paesaggio individuate nel Piano di Area dell’Altopiano dei Sette Comuni

dei Costi e delle Colline Pedemontane Vicentine e definite come zone o ambiti

di elevato valore paesaggistico o architettonico monumentale;

terrazzamenti, strutture tipiche del paesaggio vallivo della Valbrenta,

testimonianza della modellazione del territorio operata dall’uomo nei secoli

per permettere la produzione del tabacco;

ambiti di valorizzazione ambientale e paesaggistica dei Monti Lessini, Pasubio e

Piccole Dolomiti Vicentine, dell’Altopiano dei Sette Comuni, del Canale del

Brenta, del Massiccio del Grappa e di Granezza, riconosciuti dalla Regione

Veneto come Siti di Importanza Comunitaria;

strutture di rilevanza regionale ma antiquate per lo sci alpino (150 km di piste) e

lo sci nordico (500 km di piste) sull’Altopiano dei Sette Comuni.

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2.32.32.3 Inquadramento naturalistico dell’area vasta

Il vasto ed eterogeneo ambito della provincia di Vicenza può essere suddiviso, soprattutto sulla base dei caratteri morfologici e vegetazionali, in tre settori:

quello prealpino (Altopiani vicentini, valli interposte e Lessini orientali)

il settore collinare dei Berici, in diretta continuità con le dorsali collinari veronesi

il settore planiziale.

Il settore prealpino è caratterizzato da elevata biodiversità, determinata, fra l’altro, dalle variazioni altitudinali che si riflettono nella seriazione della vegetazione naturale e coltivata.

Quella naturale è rappresentata – dal basso verso l’alto – da boschi a latifoglie termofile, faggete, cespuglieti a Pino mugo e pascoli subalpini. Manca la fascia montanosubalpina a conifere, soprattutto a causa dei caratteri oceanici del clima (Scortegagna S., 2000).

Le praterie montane e submontane sono soggette ad un progressivo abbandono, che prelude ad una loro scomparsa: a causa del venir meno delle tradizionali attività agropastorali, tali formazioni sono velocemente invase dagli arbusteti e, quindi, dai boschi.

Tale fenomeno riveste, al di là delle implicazioni, socioeconomiche, una notevole rilevanza negativa dal punto di vista naturalistico. Infatti, il contingente floristico originario di tali formazioni è di notevole interesse naturalistico, tanto da giustificare l’attribuzione dell’interesse comunitario agli habitat ad esse relativi.

Il settore collinare si caratterizza per la submediterraneità delle sue facies, che rende ragione della presenza di specie floristiche e faunistiche normalmente diffuse in climi più meridionali, caldi e secchi.

L’alternanza, inoltre, di suoli calcarei e basaltici, rende ragione del mosaico ambientale che caratterizza fortemente i colli Berici, in cui si ha un mosaico di biocenosi acidofile e calcifile.

Accanto alle formazioni forestali, costituite prevalentemente da ornoostrieti, si hanno castagneti sui suoli più evoluti.

Le formazioni prative aride sono anche in questo ambito di grande interesse naturalistico, ed habitat prioritari grazie alla significativa presenza di orchidee.

98

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La prevalente natura carsica dei Colli Berici determina la quasi totale assenza di idrografia superficiale. Il Lago di Fimon costituisce l’unico biotopo umido del sito.

Il settore planiziale soffre del maggior grado di antropizzazione, che ha determinato la pressoché totale scomparsa delle formazioni boschive originarie (quercocarpineti), lasciando il posto ad agroecosistemi sempre più semplificati a causa delle crescente meccanizzazione dell’agricoltura che ha comportato la drastica riduzione di ogni elemento di diversificazione ambientale, quali siepi, filari, macchie boscate. In tale contesto i nuclei relitti di naturalità – si pensi ai boschi residui, agli ambiti fluviali ed alle risorgive – costituiscono elementi, se pure puntuali, tuttavia fondamentali nella funzione di rifugio per le specie biologiche naturali.

2.42.42.4 IlI l Rapporto Ambientale per la Valutazione Ambientale Strategica del PTCP

2.4.12.4.122.4.1 .4.1 Analisi e valutazione dello stato di fatto

La caratterizzazione del territorio provinciale in rapporto alle componenti flora, fauna ed alla complessiva biodiversità, si è basata fra l’altro sui dati desunti dalla pianificazione faunistica venatoria. Si tratta di valutazioni necessariamente approssimative, basate principalmente sulle indagini riportate dal Collegio degli Ingegneri della Provincia di Vicenza (Rapporto sullo stato dell’ambiente, 1990), sulla Carta Regionale Forestale redatta dal Dipartimento per le

Foreste e l’Economia Montana della Regione Veneto (1983) e sui dati elaborati dai Servizi della Caccia dell’Amministrazione Provinciale.

Ulteriori elementi descrittivi sono stati introdotti a proposito della fauna ittica, peraltro molto studiata nel Vicentino, non solo grazie alla redazione della Carta ittica da parte della provincia di Vicenza51.

Le principali criticità analizzate nel Rapporto Ambientale riguardano le situazioni di rischio per la fauna ad invertebrati, in particolare per quelli soggetti a prelievo venatorio.

51 Salviati S., Marconato E., Maio G., Perini V., 1997. La Carta Ittica della Provincia di

Vicenza. Provincia di Vicenza, assessorato alla Pesca.

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Oltre a ciò, l’analisi contenuta nel Rapporto Ambientale contiene i temi legati alla qualità idrobiologica degli ecosistemi, con particolare riferimento alle problematiche inerenti la fauna ittica. Le attività potenzialmente fonte di degrado per habitat e specie sono così schematizzate:

1) Estrazione di materiali inerti e interventi di manutenzione idraulica negli alvei

L’estrazione di materiale litoide, e comunque ogni intervento di regimazione idraulica che vada ad incidere nel letto del fiume comporta una serie di effetti estremamente gravi per le popolazioni ittiche. In particolare, a seguito di questo tipo di interventi si assiste a: una modificazione della struttura del corso d'acqua oggetto di intervento e della vegetazione ripariale. Solitamente, rispondendo esclusivamente alle esigenze ingegneristiche idrauliche, il letto del fiume viene trasformato in una desolata landa con scarsa, o nulla, diversificazione ambientale, privo di vegetazione ripariale; una produzione di notevoli quantità di materiale inerte sedimentabile, con conseguente distruzione della macrofauna bentonica, alterazione delle aree riproduttive, dei rifugi e delle tane, ed effetti letali su uova ed avannotti; riduzione della biomassa complessiva e della biodiversità. Scomparsa di alcune specie. Si dispone, per il momento di uno scarso numero di dati relativi all’incidenza degli interventi di manutenzione idraulica sulla fauna ittica

2) Captazioni d'acqua

I sempre maggiori consumi della risorsa idrica, determinano una minore portata del corso d’acqua che va ad incidere sulla qualità dell’acqua. Infatti si verifica un aumento del livello di inquinamento ed una riduzione della capacità di autodepurazione cui consegue una minore capacità biogenica e quindi della produttività del corpo d'acqua. In molti casi, inoltre, dalle opere di presa non viene rilasciato alcun deflusso, determinando una totale assenza d’acqua a valle dell’opera di presa. Ma oltre ai problemi di ordine qualitativo del corso d’acqua, i manufatti realizzati per consentire le derivazioni determinano una interruzione della continuità fluviale e l’impedimento al passaggio del pesce, che non può così raggiungere le aree di riproduzione. Sono così scomparse molte specie migratrici un tempo presenti abbondantemente nei nostri fiumi come il Pigo e la Savetta, mentre le popolazioni di Lasca si sono ridotte in misura rilevante. Dal punto di vista normativo il D. Lgs. 152/99 prevede che 100

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sia sempre garantita la sopravvivenza degli ecosistemi sottesi e fissa le modalità per la determinazione del Deflusso Minimo Vitale (DMV), nell’ambito del Piano di Tutela delle

Acque, anche se manca risulta evidente la latitanza di un organismo deputato al controllo.

La legge regionale 28 aprile 1998, n. 19, inoltre, ha posto a carico dei concessionari di derivazione la costruzione di appositi passaggi artificiali per pesci. La norma è perfettamente applicata nei casi di nuova concessione, mentre per le opere esistenti, pur avendo provveduto alla ricognizione prevista ed avendo indicato i tempi per

3) lnquinamento organico

L’inquinamento organico è determinato dagli scarichi dei depuratori e dalle percolazioni delle sostanze organiche dalle campagne. Il continuo rinnovarsi dell'acqua, fa sì che fiumi e torrenti possano difendersi dalla immissione di sostanze inquinanti. Grazie alla turbolenza provocata dalle correnti e dalla presenza di ostacoli, il passaggio dell'ossigeno dall'aria all'acqua è enormemente favorito. Inoltre il trasporto a valle di ogni sostanza che viene immessa nel fiume, fa sì che fenomeni di accumulo, tipici dei laghi, costituiscano un'eccezione. Il rimpiazzo dell'ossigeno, consumato dagli organismi acquatici nei processi metabolici e da batteri durante la demolizione delle sostanze organiche, permette quindi alle acque correnti di "autodepurarsi" e maggiore è la pendenza del corso d'acqua e quindi della turbolenza, maggiore sarà la quantità di liquami che i batteri potranno Inquinamento industriale La presenza di sostanze tossiche in grado di impedire la sopravvivenza dell'idrofauna è rilevante soprattutto a valle dei distretti industriali e a valle dello scarico di alcuni impianti di maggiore impatto (concerie, tintorie, cartiere). Si possono verificare delle situazioni di impatto perdurante e di difficile soluzione, come è il caso dei torrenti che attraversano l’area del distretto della concia, oppure delle situazioni occasionali dovute a guasti degli impianti di depurazione. A questo inquinamento di tipo puntiforme si associa un inquinamento più subdolo, i cui effetti sono visibili dal confronto delle situazioni registrate nel lungo periodo, determinato da due fattori concomitanti: riduzione delle portate e aumento dei carichi inquinanti.

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2.4.22.4.22.4.2 Ulteriori elementi di valutazione ambientale

Si ritiene opportuno in questa sede introdurre quali ulteriori elementi di analisi e valutazione delle criticità attuali, quanto emerso da un’indagine commissionata dalla Provincia di Vicenza sull’intero sistema delle risorgive della provincia.52

Da tale studio si evince che il 13% delle risorgive risultano essere scomparse o interrate negli ultimi 3040 anni. Si tratta di un dato ovviamente preoccupante data la consistenza numerica, ma che acquista ancora maggiore gravità se si osserva, come il fenomeno si concentri in alcune zone (vedi fig. 3 ).

fig. 3 – distribuzione delle risorgive nei comuni del Vicentino

Si nota, in particolare, un numero consistente di risorgive estinte in destra Astico (ai confini tra il comune di Sandrigo e quello di Dueville) nei pressi del corso dell’Astico. Tale distribuzione farebbe pensare ad una causa idrogeologica (modifiche dei rapporti falda fiume, diminuzione della riserva regolatrice dell’acquifero nell’area di ricarica…), più che ad un

52 Modena P, Zangheri P., 2005. Tutela e valorizzazione delle risorgive della Provincia di

Vicenza. AATO Bacchiglione, Provincia di Vicenza (inedito)

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degrado legato ad impatti di tipo puntuale. Analoga situazione si riscontra nelle risorgive poste ai due lati del Torrente Orolo nella parte più occidentale dell'area indagata.

Ciò potrebbe essere un segnale di un'accelerazione nei processi di degrado di questi ambienti di elevato pregio naturalistico, nonché del sistema idrogeologico in cui si inseriscono.

In conclusione si evidenzia la presenza di fenomeni di progressivo degrado che, pur non raggiungendo il livello di gravità di altri settori della Pianura Padana53, si ritiene vadano attentamente valutati.

Dal punto di vista qualitativo, la valutazione della funzionalità ecologica della risorgiva mediante l’applicazione dell’Indice di Funzionalità della Risorgiva (IFR)54, restituisce una quadro di medioalta criticità (vedi fig. 4), che è opportuno considerare con attenzione, sia in rapporto alla gestione della risorsa idrica, sia in funzione della necessaria salvaguardia di siti, quali quelli di risorgiva, di elevato valore naturalistico.

Il quadro descrittivo e valutativo tracciato grazie allo studio citato, si presta alla caratterizzazione di un ambito ben più ampio di quello di stretta pertinenza delle risorgenze.

Esse, infatti sono le evidenze superficiali di un sistema idrico sotterraneo di vaste proporzioni, di cui testimoniano la qualità e la quantità. Data, inoltre, la particolare sensibilità di questi biotopi nei confronti di azioni anche molto lontane, il loro stato qualitativo può essere utile ai fini della valutazione complessiva dei territori corrispondenti al sistema idrico che alimenta le risorgive.

53 (cfr., ad es., la pianura del Brenta; AURIGHI, VITTADELLO E ZANGHERI, 1999, 2001)

54 BENFATTI D., MODENA P., TAROCCO S., ZANGHERI P. (2002) – Tutela e valorizzazione delle risorgive – Una scheda per il censimento e la valutazione. “Ambiente Risorse Salute”, pp.

1620, n.85. Padova.

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fig. 4 – Classificazione qualitativa delle risorgive del Vicentino (da Modena e Zangheri, 2005).

Di conseguenza, il fatto che molte di esse oltre il 60% si trovi in una situazione qualitiva scarsa, induce preoccupazione sullo stato ecologico del sistema ambientale della pianura vicentina.

104

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2.52.52.5 Identificazione di piani che possono interagire congiuntamente

Nelle tabelle che seguono si riportano gli estremi della programmazione regionale di settore.

Norme e pianipiani relativi alla pianificazione territoriale

NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO Il PTCP indica: a) le diverse destinazioni del territorio in relazione alla prevalente vocazione delle sue parti;(si veda in generale la relazione) b) la localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture e delle principali linee di comunicazione;(si veda lo schema direttore e La Provincia predispone ed adotta il piano la tavola 4) territoriale di coordinamento che determina c) le linee di intervento per la sistemazione gli indirizzi generali di assetto del territorio idrica, idrogeologica ed idraulico-forestale ed

Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. in genere per il consolidamento del suolo e la regimazione delle acque; (si veda la relazione 267 "Testo unico delle leggi titolo 3, capitolo 1), sull'ordinamento degli enti locali" d) le aree nelle quali sia opportuno istituire parchi o riserve naturali (si veda la relazione titolo 3, capitolo 6 e le tavole).

Le comunità montane, attraverso le Il PTCP ha recepito le indicazioni urbanistiche indicazioni urbanistiche del piano pluriennale contenute nei Piani di Sviluppo Pluriennale di sviluppo, concorrono alla formazione del delle Comunità Montane (si veda la relazione piano territoriale di coordinamento. titolo 2, capitolo 4)

La normativa è stata recepita sia per i

contenuti del Piano provinciale (art. 22) sia La legge regionale elaborata a seguito per il procedimento di formazione (art. della riforma del Titolo V della Legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 23). Costituzione dedica un apposito capo alla “Norme per il Governo del Territorio” Il Piano così elaborato risulta essere coerente Pianificazione provinciale per il governo sia con la normativa regionale sia con i del territorio relativi atti di indirizzo (Deliberazione della Giunta Regionale n. 3178 del 08 ottobre 2004).

Gli indirizzi normativi sono stati recepiti

D.Lgs 152/2006 e s.m.i. Al titolo II della parte seconda del D.Lgs/2006 per la costruzione metodologica della Titolo II, parte seconda si inquadra normativamente la procedura Valutazione Ambientale Strategica “valutazione Ambientale della Valutazione Ambientale L’elaborazione del piano si è conformata strategica –VAS” Strategica (V.A.S.). alle relative disposizioni regionali (DGRV

791 del 31 marzo 2009) Il PSR fornisce tutte le indicazioni per la Legge regionale 9 marzo 2007, n. 5 Il Programma Regionale di Sviluppo – PRS pianificazione di livello inferiore. Programma Regionale di Sviluppo (PRS) previsto dall’art. 8 della l.r. n. 35/2001 è 105

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NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO

Programma Regionale di Sviluppo (PRS) previsto dall’art. 8 della l.r. n. 35/2001 è Il PTCP ha recepito obiettivi e azioni

l’atto di programmazione che individua gli fondamentali.

indirizzi fondamentali dell’attività della

Regione e fornisce il quadro di riferimento

e le strategie per lo sviluppo della

comunità regionale. Le Intese Programmatiche d'Area (IPA) sono il nuovo strumento di programmazione decentrata e di sviluppo del territorio Con le IPA, la Regione offre la possibilità agli Enti Il PTCP ha verificato la coerenza e la Legge regionale 29 novembre 2001, n. 35 pubblici locali (Province, Comuni, Comunità compatibilità delle sue azioni con quelle di Nuove norme sulla programmazione montane) e alle Parti economiche e sociali di questi strumenti di programmazione (art. 25, comma 5, INTESE PROGRAMMATICHE partecipare alla programmazione regionale, decentrata (si veda la relazione titolo 2, D’AREA) attraverso la definizione di accordi e la capitolo 3) formulazione di proposte finalizzate allo sviluppo economico-sociale di aree territoriali sub-regionali. I contenuti fondamentali del PTRC in vigore sono: Piano Territoriale zonizzazione territoriale con funzione Regionale di prevalente di conservazione e tutela Il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento delle risorse del territorio e Coordinamento (sia quello del 1992 che quello (P.T.R.C) – 1992 - dell’ambiente; in corso di redazione), ha costituito con altri Definito dalle L 1150/42, L individuazione delle articolazioni spaziali dei piani le basi informative e gli indirizzi 431/85, L.R. 61/85, L.R. Piani provinciali e loro eventuali generali per la stesura del presente piano. 9/86, L.R. 40/90, e interconnessioni; approvato dalla DGRV definizione di sistemi di servizi, n462/92. infrastrutture, opere pubbliche e loro interconnessioni; Si ritiene il PTCP sia coerente con il nuovo definizione delle direttive per i piani regionali PTRC, (condiviso in fase di concertazione) di settore di area di livello regionale e recependone le indicazioni. per gli strumenti di pianificazione

Nuovo PTRC adottato con Deliberazione territoriale ed urbanistica di livello subordinato; della Giunta determinazione di prescrizioni e vincoli n. 372 del 17 febbraio 2009 direttamente prevalenti nei confronti dei piani regionali di settore e degli strumenti urbanistici di livello inferiore. Piano d’Area Massiccio del Grappa approvato dal CRV n. 930 del 15/06/1994 Piano d’Area Altopiano Sette Comuni adottato I Piani d’Area sono stati recepiti dal PTCP e dalla GRV n.792 del 9/04/2002 Piano d’Area Altopiano di Tonezza - Fiorentini rappresentati graficamente nella Tavola 1 Piani di Area approvato con delibera del CRV n.192 di Definiti dalla L.R. 11/04 del 29/11/1996 (Variante 1 approvata Piano. Tutte le azioni del PTCP risultano con Delibera di Consiglio Regionale n. 60 del 22/06/1999; Variante n. 2 coerenti con i vari Piani d’Area. adottata con deliberazione di Giunta Regionale n. 586 del 10.03.09)

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NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO Piano d’Area Monti Berici approvato dal CRV n. 31 del 9.07.2008

Componente Aria

NORMATIVE E PIANI DI DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO RIFERIMENTO Nella parte Quinta del D.Lgs. 152-2006 “Norme in Materia Ambientale” si riportano gli atti normativi per la D.lgs. 152/06 tutela dell’aria e Il D.Lgs. 152/06 è stato recepito nel PTCP Parte Quinta “Tutela la riduzione delle emissioni, suddivisi in tre titoli: per la definizione degli obiettivi di dell’aria e riduzione delle prevenzione e limitazione delle emissioni in sostenibilità relativi a questa componente. emissioni”. atmosfera e attività; impianti termici civili; combustibili. Con delibera CIPE 137/98 vengono definite le “Linee guida per le politiche e le misure nazionali di riduzione delle emissioni dei gas serra”, ovvero gli obiettivi di riduzione delle emissioni dei gas serra nel rispetto del protocollo L’obiettivo di riduzione dei gas serra di Kyoto. secondo i protocolli in vigore è un obiettivo Successivamente con L. 120/02 (“Ratifica ed recepito dal PTCP. esecuzione del Protocollo di Kyoto alla si veda: Delibera CIPE 137/98 convenzione quadro delle Nazioni Unite sui la relazione, titolo 3, capitolo 2 Modificata con L. cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l’11 “Agroforestale” 120/02 e con Delibera dicembre 1997”) è stato richiesto al Ministero le norme tecniche, art. 20, CIPE 123/02 dell’Ambiente la presentazione al CIPE di un piano “imboschimento dei terreni agricoli di nazionale per la riduzione dei gas pianura” serra,contenente lo stato di attuazione e la le norme tecniche, art. 32, “risorse revisione della delibera CIPE 137/98. energetiche” Nel 2003 il Comitato Tecnico delle emissioni gas serra (CTE) ha revisionato la delibera CIPE 137/98 con nuova delibera CIPE123/02 (“Revisione delle linee guida per le politiche e le misure nazionali di riduzione delle emissioni di gas serra”). Il P.T.C.P. ha recepito la volontà del D.M. 44/04 di limitare le emissioni di composti Con il D.M. 16 gennaio 2004 n° 44 viene recepita D.M. 44/04 organici volatili attraverso l’attuazione di la direttiva europea 1999/13/CE, relativa alla Recepimento della direttiva misure per una riorganizzazione ambientale limitazione delle emissioni di composti organici 1999/13/CE delle aree produttive. Si veda: volatili di talune attività industriali. la relazione, titolo 3, capitolo 11 A le norme tecniche, titolo XI, capo I Piano Regionale di Il D.Lgs 351/99 assegna alla Regione il compito di Il PTCP ha recepito gli obiettivi generali Tutela e Risanamento valutare preliminarmente la qualità dell’aria al dell’Atmosfera fine di individuare le zone del territorio con del P.T.R.A. e per le sue competenze ha (P.R.T.R.A.) -2004- diverso grado di criticità (A,B,C). integrato e/o ripreso misure per ridurre In ottemperanza a quanto In particolar modo dovranno essere individuate le gli inquinanti in atmosfera ai limiti previsto dalla L.R. 16-04- aree in cui effettuare piani di azione (zone A), 1958 e dal D.Lgs 351/99. piani di risanamento (zone B) e piani di previsti dalla normativa.

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Approvato in vai definitiva mantenimento (zone C). Il PTPC, ai sensi dell’ art. 22 comma 1 dal Consiglio Regionale con Il piano si propone l’obiettivo di ridurre gli lettera E della LR 11/2004 detta le norme delibera n.57 dell’11 inquinanti in atmosfera ai limiti previsti dalla finalizzate alla prevenzione e difesa dell’ novembre 2004 normativa. inquinamento: si veda in particolare: la relazione, titolo 3, capitolo 3, parte A “Risorsa aria” le norme tecniche, art. 28, “La risorsa aria”.

Componente Acqua

NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO Il PTCP ha recepito gli indirizzi del D.lgs 152/06 inerente la tutela della risorsa acqua per la definizione di obiettivi di piano in modo da garantire una trasformazione ambientalmente sostenibile del territorio. Si veda

D.Lgs 152/2006 “Norme La Sezione Seconda della parte Terza la relazione, titolo 3, capitolo 3B in materia ambientale” Sezione Seconda (“Tutela delle acque dall’inquinamento”) “risorsa acqua”; della parte abroga e sostituisce il decreto legislativo n. ed il titolo 3, capitolo 6D Terza (Tutela delle acque 152/99. dall’inquinamento) La sezione Terza della parte Terza abroga e “risorgive”;

Sezione Terza della parte sostituisce la legge 36/1994 e pone indirizzi le norme tecniche, art. 29 “risorsa Terza (Gestione delle risorse normativi per la gestione delle risorse acqua”; idriche) idriche. le norme tecniche, art. 35, comma

6 “risorse naturali Principali corsi

d’acqua e specchi lacuali”

le norme tecniche, art. 36

“risorgive”. Il Piano di Tutela delle Acque (PTA) costituisce uno specifico piano di settore, ai sensi dell’art. 121 del D.Lgs 152/2006. Il P.T.C.P. ha recepito gli obiettivi generali Piano di Tutela Il PTA contiene gli interventi volti a del P.T.A.. e per le sue competenze ha dell’Acqua (P.T.A.) –approvato il PTA con garantire il raggiungimento degli obiettivi di integrato e/o ripreso misure per ridurre gli deliberazione del Consiglio regionale n.107 qualità ambientale di cui agli artt. 76 e 77 inquinanti nelle acque superficiali e del 5 novembre 2009 del D.Lgs 152/2006 e contiene le misure sotterranee e migliorarne la loro qualità. necessarie alla tutela qualitativa e quantitativa del sistema idrico. Piano di Gestione dei Bacini Idrografici delle Le direttive del P.T.C.P. chiamano i Comuni Il Piano di Gestione è redatto a norma di Alpi Orientali adottato dai Comitati ad adeguare i propri strumenti urbanistici quanto previsto dalla Direttiva 2000/60/CE Istituzionali delle Autorità di Bacino del (PRC) ai Piani al Piano di Gestione dei e dalla corrispondente legge italiana di fiume Adige e dei fiumi dell’Alto Adriatico, Bacini Idrografici delle Alpi Orientali (art. recepimento (D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152) in seduta comune il 24 febbraio 2010 10 Norme)

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Componente Suolo e Sottosuolo

ORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO DPCM n. 3519 del 28/04/2006 “Criteri generali per la classificazione Le indicazione fornite dalle normative in recepita secondo le indicazioni della sismica del territorio nazionale e di merito alla sismicità del territorio Regione Veneto di cui alla deliberazione di normative tecniche per le costruzioni in provinciale vicentino sono state recepite Giunta Regionale n. 71 del 22/01/2008 zona sismica” Il PAI è predisposto dall’Autorità di Bacino, Progetto di Piano Stralcio per l’Assetto Le indicazione del Piano sono state recepite che individua: Idrogeologico dell’Autorità di Bacino dei dal PTCP nel definire gli obiettivi operativi o le aree a rischio idrogeologico; Fiumi Isonzo, Tagliamento, Piave e Brenta- di riassetto idrogeologico. La pericolosità o le aree da sottoporre a misure di Bacchiglione e dell’Autorità di Bacino del idraulica e geologica sono state riportate salvaguardia;o le misure di salvaguardia Fiume Adige dei bacini idrografici nella Tavola 2 stesse.

Aree degradate e gestione dei rifiuti

NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO Il Piano Cave è fondamentalmente un piano di Il PTCP recepisce gli strumenti di Piano Regionale Attività di Cava (P.R.A.C.) tipo indicativo e regolatorio, e opera seguendo programmazione regionale disponendo che fino all’approvazione del Piano Regionale delle Con D.G.R. n.3121 del 23.10.2003 la Giunta i principi di governance, coinvolgendo Enti Attività Estrattive e del Piano Provinciale per Regionale ha adottato il Piano Regionale locali, imprenditori, e opinione pubblica. l’attività di cava e dei relativi programmi provinciali di escavazione, le attività Attività di Cava (P.R.A.C.), ai sensi dell'art.7 Gli obiettivi strategici di tale Piano sono estrattive si svolgono secondo quanto previsto della Legge regionale 07.09.1982 n.44. individuabili in: dalla L.R. 44/82 e dal P.T.R.C. • Si veda: Successivamente la Giunta Regionale con la salvaguardia ambientale; • la relazione Titolo 3, Capitolo 1E • D.G.R. n. 135/CR del 21.10.2008 ha preso atto la prospettiva del recupero ambientale; “Attività di Cava” del P.R.A.C., così come modificato a seguito • la razionalizzazione dell’attività • le norme tecniche, art. 13 delle controdeduzioni alle osservazioni e ai estrattiva; “Programmazione e Pianificazione quesiti pervenuti. • l’intensificazione dell’attività di dell’attività di cava” vigilanza.

Gli obiettivi del Piano sono: • l’individuazione delle iniziative volte a ridurre la quantità, i volumi e la Piano Regionale di Gestione dei rifiuti urbani pericolosità dei rifiuti; Si vedano le considerazioni per il Piano Provinciale di Gestione dei rifiuti urbani. In data 22 novembre 2004 con Deliberazione n. • la predisposizione di criteri per Va sottolineato che il documento regionale, 59, il Consiglio regionale del Veneto ha l’individuazione di aree pur configurandosi come uno strumento approvato il Piano regionale di gestione dei • idonee e non idonee per la localizzazione pianificatorio unico, recepisce i contenuti formulati dalle diverse Amministrazioni rifiuti urbani, (pubblicato sul Bollettino degli impianti di gestione dei rifiuti; provinciali venete nei Piani di gestione: Il Ufficiale della Regione Veneto n. 6 in data 18 • la definizione di disposizioni volte a PTCP prende atto degli obiettivi e prescrizioni gennaio 2005) che ha sostituito il Piano del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti consentire l’autosufficienza a livello Urbani i cui contenuti sono stati aggiornati con regionale di Smaltimento dei rifiuti urbani regionale dello smaltimento dei rifiuti deliberazione di Consiglio Provinciale n. approvato nel 1988. urbani non pericolosi; 2526/8 del 07.03.2002. • la definizione della tipologia e della quantità degli impianti di incenerimento da realizzare nella regione. Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani Il P.T.C.P. rinvia alla pianificazione provinciale Gli obiettivi del Piano sono: aggiornato con deliberazione del Consiglio di settore ovvero al Piano Provinciale di

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Provinciale n. 2526/8 del 7 marzo 2002 • ridurre la quantità di rifiuti urbani alla Gestione dei Rifiuti Urbani di cui prende atto fonte e ridurne la pericolosità; degli obiettivi e prescrizioni. • incentivare le raccolte differenziate dei rifiuti recuperabili; • realizzare raccolte differenziate di qualità; • ridurre drasticamente i rifiuti da avviare allo smaltimento; • potenziare il trattamento-recupero domiciliare della frazione organica dei rifiuti urbani; • minimizzare gli impatti sull’ambiente dati da impianti di trattamento; • costante attività di monitoraggio; • costante attività di informazione.

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Flora, Fauna e Biodiversità

NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, che recepisce e dà attuazione alla direttiva Habitat ai fini della salvaguardia della biodiversità mediante la conservazione DPR 357/97 La norma è stata recepita all’interno della degli habitat naturali di interesse comunitario (recepisce la direttiva 92/43/CEE) costruzione della Rete ecologica e delle specie animali e vegetali di interesse comunitario. Con D.M. 03-04-00 viene emanato l’elenco delle zone di protezione speciale designate ai sensi della direttiva 79/409/CEE e dei siti di importanza comunitaria ai sensi della direttiva 92/43/CEE. Lo strumento si prefigge degli obiettivi di Gestione Faunistica e di miglioramento ambientale. • Gestione Faunistica: - conservazione e/o raggiungimento della Piano Faunistico Venatorio 2003 massima ricchezza DCP 1 luglio 2003 n. 25191/68 modificato La tematica non è di competenza del PTCP, (biodiversità) di specie con DCP 25 novembre 2003 n. 57120/124, tuttavia il piano ne ha recepito gli indirizzi possibile; DCP 20 dicembre 2005 n 74326/113 e con atti a tutelare e arricchire la biodiversità - raggiungimento DCP 16 maggio 2006 n. 16326/21 equilibri faunistici. • Miglioramento ambientale: - interventi per zona al fine di conservare e migliorare gli habitat esistenti.

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Paesaggio

NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO

Il Piano ha assunto come obiettivo strategico la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio I tematismi recepiti dal PTCP e inseriti nella ha riconosciuto i beni paesaggistici come Tavole 1 del Piano, sono: parte del patrimonio culturale: il testo di • Corsi d’acqua iscritti negli elenchi di legge ha così recepito i nuovi orientamenti cui al R.D. 1775/1933 (art. 142 ex L. per cui il di paesaggio è considerato come 431/85); risultante dell’opera dell’uomo e degli • Vincoli paesaggistici D.Lgs 42/04 agenti naturali sul territorio. Il paesaggio è • Vincoli archeologici D.Lgs 42/04 infatti definito dall’art. 131 del Codice • Vincoli monumentali D.Lgs 42/04 come “una parte omogenea di territorio i • Si veda: cui caratteri derivano dalla natura, dalla • la relazione Titolo 3, Capitolo 7 storia umana o dalle reciproche Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, “tutela e valorizzazione dei beni interrelazioni”. Codice dei beni culturali e del paesaggio architettonici e ambientali”, in Il Codice Urbani ribadisce la priorità della particolare la lettera M “La pianificazione paesaggistica come strumento Pianificazione Paesaggistica”; di tutela e di disciplina del territorio (artt. • l’allegato D alle norme tecniche 135 e 143, 144, 145), stabilendo una scala “atlante del patrimonio culturale, gerarchica che vede il piano paesaggistico architettonico, archeologico e sovraordinato agli altri strumenti paesaggistico della Provincia di urbanistici. Lo Stato e le Regioni sono Vicenza”; investite del compito di assicurare che tutto • le norme tecniche allegato D ed il il territorio nazionale sia oltre che relativo Titolo IX “Beni culturali” in conosciuto e salvaguardato anche particolare l’ART. 1 – “Atlante del pianificato. Patrimonio Culturale, Architettonico, Archeologico e Paesaggistico della Provincia di Vicenza”

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Salute umana

NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO “Legge Quadro sull’inquinamento acustico”. La Legge Quadro stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo Il piano, in linea con le intenzioni della dall’inquinamento acustico. norma, promuove misure per ridurre il LEGGE 26 ottobre 1995, n. 447 Legge Essa definisce e delinea inoltre le rumore prodotto da infrastrutture lineari quadro sull'inquinamento acustico competenze sia degli enti mediante la realizzazione - ove possibile- di pubblici che esplicano le azioni di fasce alberate. regolamentazione, pianificazione e controllo, sia dei soggetti pubblici e/o privati che possono essere causa diretta o indiretta di inquinamento acustico.

“Raccomandazione del Consiglio relativa alla Il PTCP ha recepito i principi limitazione fondamentali espressi dalle normative di dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 a 300 Hz” riferimento in tema di inquinamento Direttiva 1999/512/CE Raccomanda come limiti per le persone elettromagnetico e ha predisposto valori più elevati rispetto alla normativa direttive per la pianificazione comunale nazionale, calcolati in base alle frequenze di Si veda in particolare: trasmissione del segnale misurato. le norme tecniche, art. 27 “Legge Quadro sulla protezione dalle “agenti fisici” esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” La Legge ha lo scopo di fornire i principi fondamentali al fine di: • assicurare la tutela della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione dagli effetti dell’esposizione a determinati livelli di campi elettrici, magnetici ed Legge 22 febbraio 2001, n. 36 elettromagnetici; Legge quadro sulla protezione dalle • promuovere la ricerca scientifica per esposizioni a campi elettrici, magnetici ed la valutazione degli effetti a lungo elettromagnetici termine ed attivazione di misure di cautela; • assicurare la tutela dell’ambiente e del paesaggio e promuovere l’innovazione tecnologica e le azioni di risanamento volte a minimizzare l’intensità e gli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

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NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO Legge 20 marzo 2001, n. 66 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, Regolazione delle concessioni per gli recante disposizioni urgenti per il impianti di trasmissione e definizione delle differimento di termini in materia di competenze alle regioni o alle province trasmissioni radiotelevisive analogiche e autonome per i risanamenti di impianti digitali, nonché per il risanamento di radiotelevisivi. impianti radiotelevisivi " Formano oggetto del sopra citato Codice le disposizioni in materia di: • reti e servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico; • attività di comunicazione elettronica Decreto Legislativo 1 agosto 2003, n. 259 ad uso privato; "Codice delle comunicazioni elettroniche" • tutela degli impianti sottomarini di comunicazione elettronica; • servizi radioelettrici. Esso definisce su scala nazionale le modalità per l’installazione degli impianti per telefonia mobile e per gli apparati di radiotelecomunicazione. “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici, generati a frequenze comprese DPCM 08-07-03 tra 100 e 300 GHz”. Definizione dei limiti di esposizione, del valore di attenzione e dell’obiettivo di qualità dei campi elettrici, magnetici generati afrequenze comprese tra 100 e 300 Gh La legge ha come oggetto gli impianti di illuminazione pubblici e privati presenti in tutto il territorio regionale, sia in termini di adeguamento di impianti esistenti sia in termini di progettazione e realizzazione di nuovi. Il PTCP per le sue competenze recepisce gli Ha come finalità: Legge regionale 7 agosto 2009, n. 17 indirizzi della legge regionale e fornisce • la riduzione dell'inquinamento “nuove norme per il contenimento indicazione per la prevenzione luminoso e ottico in tutto il territorio dell'inquinamento luminoso, il risparmio dell’inquinamento luminoso regionale; energetico nell'illuminazione per esterni e Si veda: • la riduzione dei consumi energetici da per la tutela dell'ambiente e dell'attività • le norme tecniche, art. 27 “agenti esso derivanti; svolta dagli osservatori astronomici” fisici”, comma 2 “direttive relative • l'uniformità dei criteri di progettazione alla tutela dalle emissioni luminose” per il miglioramento della qualità luminosa degli impianti per la sicurezza della circolazione stradale; • la protezione dall'inquinamento luminoso dell'attività di ricerca scientifica e divulgativa svolta dagli

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NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO osservatori astronomici; • la protezione dall'inquinamento luminoso dei beni paesistici; • la salvaguardia della visione del cielo stellato; • la diffusione al pubblico della tematica e la formazione di tecnici competenti in materia.

Agricoltura

NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO Il Programma stabilisce le strategie e gli interventi per il settore agricolo, agroalimentare e forestale e, in generale, per lo sviluppo delle aree rurali del Veneto, in Le misure proposte dal piano sono coerenti con attuazione del Regolamento (CE) 1698/2005 quanto previsto dal P.S.R., per la tutela e Con DGR n. 3560 del 13 novembre 2007 la valorizzazione del patrimonio agroforestale Piano di Sviluppo Giunta regionale ha approvato il Programma di della provincia e dell’ agricoltura specializzata Rurale Sviluppo rurale per il Veneto 2007 - 2013 (PSR) in seguito all'approvazione della Commissione per il raggiungimento di un’agricoltura (P.S.R.) 2007- 2013 europea avvenuta con Decisione C(2007) 4682 multifunzionale che possa occuparsi anche di del 17 ottobre 2007. Con successiva DGR n. 1616 del 9 giugno 2009, aspetti connessi alla gestione di aree la Giunta regionale ha adottato il nuovo testo naturalistiche. del PSR 2007 - 2013 con le modifiche accettate dalla Commissione Europea a conclusione del negoziato iniziato a dicembre 2008.

Industria

NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO Art. 3, comma 2: Il piano territoriale di coordinamento, ai sensi dell'articolo 20 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nell'ambito della determinazione degli assetti generali del territorio disciplina, tra

DM 09-05-2001 l'altro, la relazione degli stabilimenti con gli Ministero dei lavori pubblici - Requisiti elementi territoriali e ambientali vulnerabili Il piano recepisce gli indirizzi della legge minimi di sicurezza in materia di come definiti nell'allegato al presente Seveso e recepisce, in via transitoria, il pianificazione urbanistica e territoriale per decreto, con le reti e i nodi infrastrutturali, Piano Provinciale di emergenza per quanto le zone interessate da stabilimenti a rischio di trasporto, tecnologici ed energetici, attinente al rischio industriale. di incidente rilevante esistenti e previsti, tenendo conto delle aree di criticità relativamente alle diverse ipotesi di rischio naturale individuate nel piano di protezione civile. localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture e linee di comunicazione.

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Art. 22 – Contenuti del piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP). f) riporta le aree a rischio di incidente rilevante di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 "Attuazione della Legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 direttiva 96/82/CE relative al controllo dei NORME PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose", così come individuate e perimetrate dalla Regione ai sensi dell’articolo 75 della legge regionale 13 aprile 2001, n. 11 e successive modificazioni;

Energia

NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO Il Decreto Legislativo n. 387 del 29 dicembre 2003 rappresenta il recepimento da parte dello stato italiano della Direttiva europea 2001/77/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili. E’ finalizzato a: Decreto legislativo n.387 del 2003 a) promuovere un maggior contributo delle "Attuazione della direttiva 2001/77/CE fonti energetiche rinnovabili alla produzione relativa alla promozione dell’energia di elettricità nel relativo mercato italiano e elettrica prodotta da fonti energetiche comunitario; rinnovabili nel mercato interno b) promuovere misure per il perseguimento dell’elettricità degli obiettivi indicativi nazionali; c) concorrere alla creazione delle basi per Il P.T.C.P., per le sue competenze, ha un futuro quadro comunitario in materia; attuato una serie di misure in linea con la d) favorire lo sviluppo di impianti di normativa vigente sulle fonti energetiche microgenerazione elettrica alimentati da rinnovabili per ridurre gli impatti verso fonti rinnovabili, in particolare per gli l’ambiente. impieghi agricoli e per le aree montane. Stabilisce i criteri, le condizioni e le Decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, modalità per migliorare le prestazioni “Attuazione della direttiva 2002/91/CE sul energetiche degli edifici al fine di favorire rendimento energetico in edilizia” lo sviluppo, la valorizzazione e integrato con il l’integrazione delle fonti rinnovabili e la Decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. diversificazione energetica, contribuire a 311, “Disposizioni correttive ed integrative conseguire gli obiettivi nazionali di al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. limitazione delle emissioni di gas a effetto 192, recante attuazione della direttiva serra posti dal protocollo di Kyoto, 2002/91/CE, relativa al rendimento promuovere la competitività dei comparti energetico in edilizia” più avanzati attraverso lo sviluppo tecnologico.

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Viabilità e Mobilità

NORMATIVE E PIANI DI RIFERIMENTO DESCRIZIONE RECEPIMENTO DEL PIANO Direttive per la redazione, l’adozione e Il P.T.C.P. promuove l’adozione dei Piani DM 12-04-95 l’attuazione dei Piani Urbani del Traffico Urbani di Traffico. Il Piano ha i seguenti obiettivi: Il PTCP ha recepito gli obiettivi generali del o aumento dei livelli di accessibilità qualità Piano di Bacino del Trasporto Pubblico e sicurezza; Locale e del Piano Regionale dei Trasporti e o decongestione del traffico e riduzione per le sue competenze ha integrato e/o Piano di Bacino del Trasporto Pubblico inquinamento; ripreso misure per: Locale o coerenza degli interventi con le previsioni • ridurre la congestione stradale che

di trasformazione territoriale; caratterizza gran parte del territorio Adottato con Delibera Consiglio Provinciale o favorire l’integrazione modale; provinciale regionale; n. 52012/2001 n. reg. 78, Aggiornato con o superamento delle barriere • aumentare l’accessibilità alle diverse D.C.P. n. 16745/15 del 29.03.2007. architettoniche per la mobilità dei aree del territorio; soggetti; • raggiungere un più elevato grado di o equa distribuzione dei livelli di servizi del sicurezza per la circolazione stradale; TPL sul territorio. • ottimizzare le condizioni di circolazione mediante l’eliminazione di punti singolari caratterizzati da una limitata capacità di deflusso del traffico. • collegare la rete provinciale ai nuovi Piano Regionale dei grandi tracciati infrastrutturali Trasporti (P.R.T.) - dell’Unione Europea e della Regione Il Piano Regionale dei Trasporti propone i 2005 - Definito dal D.Lgs 422/97 e recepito Veneto. seguenti obiettivi con la L.R. 25/98. • Mettere a sistema la rete degli principali: Il Piano è stato adottato dalla Giunta interporti e promuovere la logistica. • \ Regionale con provvedimento n.1671 del 5 • Incentivare l’implementazione del luglio 2005 Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale quale elemento strategico della rete delle città venete. • Sviluppare e incentivare la rete della mobilità slow ovvero della mobilità sostenibile.

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333 SCREENING FASE 3 VALUTAZIONE DELLA SIGNIFICATIVITA’ DELLE

INCIDENZE

Allegato A – DGR n.3173 del 10.10.2006

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3.13.13.1 DeDefinizione finizione dei limiti spaziali e temporali dell’analisi

Rete Natura 2000 costituisce un sistema capace di sostenersi attraverso relazioni che non possono limitarsi ai confini amministrativi. Per questi motivi si ritiene opportuno che la valutazione debba includere, seppure ad una scala di minor dettaglio, gli elementi della rete

Natura 2000 situati nelle province limitrofe. L’area di studio prevede un’estensione verso le province limitrofe per un buffer di 5 chilometri.

3.23.23.2 IIdentificazione dentificazione dei siti della rete natura 2000 interessati e descrizione

Rete Natura 200 si compone di ambiti territoriali designati come Siti di Importanza

Comunitaria (S.I.C.), che al termine dell'iter istitutivo diverranno Zone Speciali di

Conservazione (Z.S.C.), e Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.) in funzione della presenza e rappresentatività sul territorio di habitat e specie animali e vegetali indicati negli allegati I e II della direttiva 92/43/CEE "Habitat" e di specie di cui all'allegato I della direttiva 79/409/CEE

"Uccelli" e delle altre specie migratrici che tornano regolarmente in Italia.

Nella provincia di Vicenza la rete Natura 2000 si compone dei seguenti elementi:

• Estensione complessiva (in ettari): 49.505

• Percentuale complessiva del territorio provinciale: 18%

• Numero di ZPS (tra parentesi i siti interprovinciali): 6 (3)

• Estensione di ZPS (in ettari): 33.185

• Percentuale di ZPS del territorio provinciale: 12%

• Numero di SIC (tra parentesi i siti interprovinciali): 12 (3)

• Estensione di SIC (in ettari): 49.505

• Percentuale di SIC del territorio provinciale: 18%

Le aree, riportate in funzione dei comuni interessati sono di seguito elencate:

Alonte: IT3220037

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Altavilla Vicentina: IT3220037

Arcugnano: IT3220037

Arsiero: IT3210040

Asiago: IT3220002, IT3220007, IT3220036

Barbarano Vicentino: IT3220037

Bassano del Grappa: IT3260018

Bolzano Vicentino: IT3220040

Breganze: IT3220040

Brendola: IT3220037

Bressanvido: IT3220040

Caldogno: IT3220013, IT3220040

Campolongo sul Brenta: IT3220007

Cartigliano: IT3260018

Castegnero: IT3220037

Castelgomberto: IT3220039

Cismon del Grappa: IT3220007, IT3230022

Cornedo Vicentino: IT3220039

Costabissara: IT3220040

Creazzo: IT3220038

Crespadoro: IT3210040

Dueville: IT3220013, IT3220040

Enego: IT3220007, IT3220036

Foza: IT3220007

Gallio: IT3220007, IT3220036

Gambugliano: IT3220038

Grancona: IT3220037

Laghi: IT3210040

Longare: IT3220037, IT3220040

Lonigo: IT3220037 121

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Lugo di Vicenza: IT3220002

Lusiana: IT3220002

Mason Vicentino: IT3220040

Monte di Malo: IT3220008, IT3220039

Montecchio Maggiore: IT3220037

Monteviale: IT3220038

Mossano: IT3220037

Nanto: IT3220037

Nove: IT3260018

Orgiano: IT3220037

Piovene Rocchette: IT3210040

Posina: IT3210040

Pove del Grappa: IT3230022

Pozzoleone: IT3260018

Quinto Vicentino: IT3220040

Recoaro Terme: IT3210040

Roana: IT3220036

Romano d'Ezzelino: IT3230022

Rotzo: IT3220036

San Germano dei Berici: IT3220037

San Nazario: IT3230022

Sandrigo: IT3220040

Santorso: IT3210040

Sarego: IT3220037

Schiavon: IT3220040

Schio: IT3210040

Solagna: IT3230022

Sossano: IT3220037

Sovizzo: IT3220038 122

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Tezze sul Brenta: IT3260018

Torri di Quartesolo: IT3220040

Valdastico: IT3220036

Valli del Pasubio: IT3210040

Valstagna: IT3220007

Velo d'Astico: IT3210040

Vicenza: IT3220005, IT3220040

Villaga: IT3220037

Villaverla: IT3220013, IT3220040

Zovencedo: IT3220037

L’ufficio competente della Regione Veneto ha effettuato uno studio mirato alla classificazione dei siti in gruppi che ne evidenzino le peculiarità comuni rispetto alle caratteristiche descritte nel database ufficiale del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, in cui vengono incluse tutte le variabili descrittive e quantitative riportate nella scheda del formulario standard per ciascun sito. La classificazione è stata effettuata con il proposito di una gestione che consideri i siti accomunati da caratteristiche geografiche ed ecologiche, come parte di un’unica rete, che si occupi di coordinare le azioni di conservazione che si produrranno per i singoli siti, ma che presenteranno medesimi obiettivi.

Nella Regione del Veneto sono stati individuati cinque ambiti geograficoecosistemici utilizzando la Cluster Analysis, di cui 4 presenti in Provincia di Vicenza.

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*Ambito non presente nella Provincia di Vicenza

3.2.13.2.13.2.1 Descrizione degli ambiti geograficogeograficoecosistemiciecosistemici

Nella presente descrizione si fa riferimento a quanto descritto nel Valutazione di Incidenza

(Selezione preliminare (screening) del sistema degli obiettivi) del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento.

AAAMBIENTI AALPINILPINI E PREPREALPINIALPINIALPINIALPINI

La classe raggruppa le aree della regione biogeografica alpina, contraddistinte da cenosi prative e forestali, prevalentemente calcicole, della fascia subalpina ed alpina.

L’analisi ha evidenziato la presenza di tre sottoclassi:

• Zone umide d’acqua dolce e torbiere della regione biogeografica alpina;

• Foreste, praterie alpine, ambienti rupicoli ed estremi e ambiti fluviali a regime

torrentizio;

• Versanti prealpini.

La tipologia “Zone umide d’acqua dolce e torbiere della regione biogeografica alpina” è caratterizzata da una presenza diffusa e prevalente di zone umide d’acqua dolce e torbiere.

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La tipologia “Foreste, praterie alpine, ambienti rupicoli ed estremi e ambiti fluviali a regime torrentizio” è caratterizzata da habitat e formazioni tipici del piano subalpino ed alpino, quali le vegetazioni di ghiaione, di ambienti rocciosi nonché le praterie, le brughiere e le foreste.

Sia tra le vegetazioni casmotifiche che tra quelle rupicole risultano prevalenti gli habitat dei substrati calcarei rispetto a quelli silicei.

La tipologia “Versanti prealpini” raggruppa aree contraddistinte dall’habitat 9150, faggete termofile dei substrati prevalentemente calcarei, all’interno di pendii con esposizione soleggiata e protetta.

SSSISTEMI COCOLLINARILLINARI E VVERSANTIERSANTI PROSPICIENTI LA PIANURA

Caratteristiche ecologiche e fisiche

Le aree di questa tipologia sono piuttosto eterogenee e generalmente caratterizzate da praterie, tra le quali soprattutto l’habitat 6210 “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (FestucoBrometalia)” e dall’habitat 8210

“Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica” La contemporanea presenza di habitat di tipo mediterraneo, come i Querceti mediterranei (9340) e le formazioni erbose calcicole

(6110) e di tipo temperato, come le foreste del TilioAcerion (9180) o le formazioni erbose calcicole (6110), conferma il carattere nodale della tipologia di siti. Nel gruppo sono rappresentati anche habitat troglobi, come l’habitat 8310 “Grotte non ancora sfruttate a livello turistico”.

L’eterogeneità degli habitat presenti nei siti del gruppo non consente di individuare caratteristiche vegetazionali generalizzabili.

In questo caso è la struttura paesaggistica che determina il carattere della tipologia, pertanto nella valutazione del contesto ecologico, è molto importante anche la compresenza dei vari habitat presenti.

AAAMBIENTI LLEGATIEGATI AI COCORSIRSI DRSI D’’’ACQUA E ALALLELE ZONE UMUMIDEIDE DI PIANURA

Caratteristiche ecologiche e fisiche

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La classe raggruppa le aree delle regioni biogeografiche alpina e continentale, contraddistinte dalla presenza di fitocenosi ripariali arboree, dominate da specie dei generi Salix e Populus e da altre fitocenosi forestali planiziali igrofile. Tra gli habitat che compaiono in questo gruppo di siti vanno ricordati anche i laghi (3150) e altri corpi idrici con acqua corrente (3260, 3270).

L’analisi ha evidenziato la presenza di tre sottoclassi:

• Ambiti fluviali dei corsi d’acqua;

• Zone umide d’acqua dolce: risorgive, fontanili;

• Paludi e laghi eutrofici planiziali.

La tipologia “Ambiti fluviali dei corsi d’acqua” non risente di eccessi di nutrienti e mostra condizioni di eutroficità sporadica, essendo generalmente collocati nell’alta pianura e in contesti di colture agricole tradizionali.

La tipologia “Zone umide d’acqua dolce: risorgive, fontanili” è caratterizzata dalla presenza di specchi lacustri (3150) e, subordinatamente, dalla presenza di praterie umide (6410, 6420,

6430) e da corsi d’acqua minori, con la tipica vegetazione più o meno alterata e discontinua

(3260, 91E0, 91F0). I nuclei della rete ecologica hanno un’estensione contenuta, mediamente vicina a 100. Tra i siti sono segnalate cave abbandonate sulle quali si è ricostituita in parte una vegetazione naturale idroigrofila sia erbacea che nemorale.

I siti della tipologia “Paludi e laghi eutrofici planiziali” risentono di maggiori carichi di nutrienti e mostrano condizioni di eutroficità maggiore essendo generalmente collocati nella media e bassa pianura in aree fortemente urbanizzate e interessate da insediamenti turistici.

CCCOMUNITÀ DDII QUEQUERCETIRCETI MISTI PLANIZIAPLANIZIALILILILI

Caratteristiche ecologiche e fisiche

Nella pianura veneta non sopravvivono grandi estensioni di bosco planiziario: quelle esistenti hanno tutte superfici inferiori a 30 ha e ciò evidenzia una condizione di notevole frammentarietà, ai limiti delle possibilità stesse di sopravvivenza. Nonostante ciò alcuni boschi mostrano una composizione flogistica complessa che conserva alcune delle caratteristiche originali significative. Una nota comune a tutti i boschi della pianura è l’essere

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stati soggetti a un drastico prelievo di legname durante gli anni della seconda guerra mondiale e ciò vale in modo particolare per la Pianura Veneta; la sovrapposizione degli effetti delle distruzioni di allora a quelli delle pratiche forestali di volta in volta adottate in seguito, hanno quindi prodotto la variabilità che si esprime con la differente dominanza delle entità arboree e il diverso assortimento strutturale delle compagini arborea, arbustiva ed erbacea. Si tratta di nuclei della rete con superficie di estensione estremamente limitata e a causa di questo molto vulnerabili.

3.33.33.3 ObiettiviO biettivi di conservazione habitat e specie

Gli obiettivi principali di conservazione proposti dalla Regione Veneto per quanto concerne le aree della Rete Natura 200 possono essere riassunti come segue:

• Tutela delle specie che presentano particolari problematiche

• Riduzione del disturbo alle specie di interesse conservazionistico che frequentano gli

ambienti agricoli

• Conservazione dei prati e dei pratipascolo

• Mantenimento e miglioramento dei popolamenti forestali

• Tutela degli ambienti umidi e dei corsi d’acqua, miglioramento o ripristino della

vegetazione ripariale

• Conservazione, miglioramento o ripristino degli ambienti di torbiera e dei prati umidi

• Conservazione delle lagune e degli ambiti costieri (non presenti nella provincia di

Vicenza)

• Conservazione degli ambienti rupestri, delle fasi pioniere e delle grotte.

Gli obiettivi principali e specifici conservazione proposti dal PTCP di Vicenza per quanto riguarda le aree naturali e quelle appartenenti alla Rete Natura 200 sono:

• Realizzazione della rete ecologica Provinciale

• Riduzione del consumo di suolo

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• Conservazione e valorizzazione degli elementi del paesaggio con importanti valenze

ecologiche

• Valorizzazione dei parchi delle Ville storiche come elementi utili a sostenere la

Biodiversità

• Riequilibrio ecologico e difesa della biodiversità

• Valorizzazione e tutela delle aree naturalistiche, SIC e ZPS

• Valorizzazione e tutela del territorio agroforestale

• Protezione e difesa da inquinamento.

3.4 IdentificIdentificazioneazione degli aspetti vulnerabili dei siti considerati

Nell’identificazione degli aspetti vulnerabili, habitat e specie, dei siti considerati sono state seguite le indicazioni proposte a livello regionale e di seguito riportate, omettendo quelle relative agli ambiti geografici ecosistemici non presenti nel territorio vicentino. “Sulla base delle classi omogenee individuate, gli aspetti vulnerabili dei siti della rete Natura 2000 comprendono tutti gli habitat segnalati. Per quanto riguarda, invece, le specie della flora e della fauna, in base alle segnalazioni reperite, sono state individuate per ogni tipologia ambientale e relativi ambiti geografici, le specie indicatrici che assumono in questi contesti il ruolo di specie obiettivo (specie target) selezionate anche sulla base delle caratteristiche ecologicofunzionali.

Tra queste specie è stata effettuata una prima scrematura utile a selezionare quelle specie più facilmente monitorabili o quelle che, pur evanescenti, presentano un interesse conservazionistico tale da determinare l’avvio di specifici piani di azione. Una volta precisate le specie caratteristiche di ogni ambiente, è stato approfondito il metodo di selezione utilizzando parametri legati alla sensibilità ai processi di frammentazione. Alcune delle specie scelte rivestono un ruolo conservazionistico di primaria importanza: sono comprese negli allegati II e III della Direttiva Habitat e in liste rosse stilate secondo i criteri dell’IUCN. Altre sono state individuate perché in grado di fornire un’informazione in

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merito all’impatto subito dalle trasformazioni a scala di paesaggio. Le specie animali infatti reagiscono alla frammentazione in diversi modi: esistono specie in grado di trarre vantaggio dalla frammentazione, altre, invece ne risultano fortemente danneggiate, tanto da risultare severamente minacciate.

All’interno dell’insieme delle specie individuate, si possono distinguere differenti sottocategorie relazionate ai diversi elementi della frammentazione; ad esempio alcune specie generaliste e relativamente comuni assumono grande rilevanza in quanto estremamente vulnerabili ad elementi lineari di discontinuità infrastrutturale.

Oltre alle specie effettivamente presenti nei vari contesti territoriali ne sono state prese in considerazione altre che potrebbero ricolonizzare le zone in seguito all’attuazione degli interventi finalizzati alla costituzione della rete ecologica; tali specie rivestono il ruolo di indicatori di miglioramento ecosistemico.

Nelle pagine che seguono sono riportate le specie target relative a ogni ambito geografico ecosistemico.”

SPECIE OBIETTIVO DELLE ZONE UMIDE D’ACQUA DOLCE E TORBIERE DELLA REGIONE

BIOGEOGRAFICA ALPINA

CLASSE NOME LATINO

Invertebrati Lucanus cervus

Invertebrati Callimorpha quadripunctaria

Anfibi Bombina variegata

Anfibi Triturus carnifex

Anfibi Bufo bufo

Anfibi Rana temporaria

Anfibi Triturus alpestris

Anfibi Salamandra salamandra

Anfibi Rana dalmatina

Anfibi Rana kl. esculenta

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CLASSE NOME LATINO

Rettili Anguis fragilis

Rettili Coronella austriaca

Rettili Natrix natrix

Rettili Coluber viridiflavus

Rettili Vipera aspis

Rettili Zootoca vivipara

Uccelli Bonasa bonasia

Uccelli Dryocopus martius

Uccelli Lanius collurio

Uccelli Pernis apivorus

Uccelli Aegolius funereus

Uccelli Crex crex

Uccelli Glaucidium passerinum

Uccelli Tetrao tetrix tetrix

Uccelli Picus viridis

Uccelli Accipiter nisus

Uccelli Saxicola torquata

Uccelli Turdus torquatus

Uccelli Emberiza citrinella

Uccelli Prunella modularis

Mammiferi Sorex minutus

Mammiferi Cervus elaphus

Flora Cypripedium calceolus

Flora Dactylorhiza incarnata

Flora Epipactis palustris

Flora Festuca trichophylla

Flora Gentiana pneumonanthe

Flora Rhynchospora alba

Flora Carex diandra

Flora Carex lasiocarpa

Flora Carex limosa

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CLASSE NOME LATINO

Flora Dactylorhiza traunsteineri

Flora Drosera rotundifolia

Flora Menyanthes trifoliata

Flora Salix rosmarinifolia

Flora Scorzonera humilis

Flora Trichophorum alpinum

Flora Triglochin palustre

Flora Utricularia minor

SPECIE OBIETTIVO DELLE FORESTE, PRATERIE ALPINE, AMBIENTI RUPICOLI ED ESTREMI E AMBITI

FLUVIALI A REGIME TORRENTIZIO

CLASSE NOME LATINO

Invertebrati Erebia calcaria

Invertebrati Lucanus cervus

Pesci Salmo marmoratus

Anfibi Bombina variegata

Anfibi Bufo bufo

Anfibi Hyla intermedia

Anfibi Rana dalmatina

Anfibi Rana temporaria

Anfibi Triturus alpestris

Anfibi Salamandra atra

Rettili Anguis fragilis

Rettili Vipera berus

Rettili Zootoca vivipara

Rettili Vipera ammodytes

Rettili Coronella austriaca

Uccelli Charadrius morinellus

Uccelli Milvus migrans

Uccelli Pernis apivorus

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CLASSE NOME LATINO

Uccelli Aegolius funereus

Uccelli Bonasa bonasia

Uccelli Bubo bubo

Uccelli Dryocopus martius

Uccelli Glaucidium passerinum

Uccelli Tetrao urogallus

Uccelli Tetrao tetrix tetrix

Uccelli Aquila chrysaetos

Uccelli Lagopus mutus helveticus

Uccelli Loxia curvirostra

Uccelli Montifringilla nivalis

Uccelli Nucifraga caryocatactes

Uccelli Accipiter gentilis

Uccelli Turdus torquatus

Uccelli Accipiter nisus

Mammiferi Lynx lynx

Mammiferi Ursus arctos

Mammiferi Martes martes

Mammiferi Mustela erminea

Flora Cypripedium calceolus

Flora Campanula morettiana

Flora Physoplexis comosa

Flora Primula tyrolensis

SPECIE OBIETTIVO DEI VERSANTI PREALPINI

CLASSE NOME LATINO

Invertebrati Lucanus cervus

Invertebrati Callimorpha quadripunctaria

Invertebrati Cerambyx cerdo

Pesci Salmo marmoratus

Anfibi Bombina variegata

Anfibi Salamandra atra aurorae

Anfibi Rana latastei

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CLASSE NOME LATINO

Anfibi Triturus carnifex

Anfibi Bufo viridis

Anfibi Hyla intermedia

Anfibi Rana temporaria

Anfibi Salamandra atra

Anfibi Salamandra salamandra

Anfibi Rana dalmatina

Anfibi Triturus alpestris

Rettili Coronella austriaca

Rettili Vipera aspis

Rettili Vipera berus

Rettili Zootoca vivipara

Uccelli Bonasa bonasia

Uccelli Dryocopus martius

Uccelli Tetrao tetrix tetrix

Uccelli Aquila chrysaetos

Uccelli Bubo bubo

Uccelli Lanius collurio

Uccelli Aegolius funereus

Uccelli Tetrao urogallus

Uccelli Alectoris graeca saxatilis

Uccelli Circus cyaneus

Uccelli Milvus migrans

Uccelli Pernis apivorus

Uccelli Glaucidium passerinum

Uccelli Caprimulgus europaeus

Uccelli Circaetus gallicus

Uccelli Falco peregrinus

Uccelli Accipiter nisus

Uccelli Tichodroma muraria

Uccelli Ciconia nigra

Mammiferi Miniopterus schreibersi

Mammiferi Myotis blythii

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CLASSE NOME LATINO

Mammiferi Myotis myotis

Mammiferi Rhinolophus ferrumequinum

Mammiferi Rhinolophus hipposideros

Mammiferi Lynx lynx

Mammiferi Chionomys nivalis

Mammiferi Marmota marmota

Mammiferi Rupicapra rupicapra

Mammiferi Cervus elaphus

Mammiferi Martes martes

Mammiferi Mustela erminea

Mammiferi Mustela nivalis

Flora Cypripedium calceolus

Flora Corydalis lutea

Flora Euphrasia tricuspidata

Flora Festuca alpestris

Flora Iris cengialti

Flora Lilium carniolicum

Flora Physoplexis comosa

Flora Primula spectabilis

Flora Aquilegia einseleana

Flora Herminium monorchis

Flora Leontopodium alpinum

Flora Moltkia suffruticosa

Flora Nigritella rubra

Flora Rhaponticum scariosum

Flora Asplenium fissum

Flora Carex austroalpina

Flora Daphne alpina

Flora Eriophorum vaginatum

Flora Galium baldense

Flora Gentiana lutea

Flora Geranium argenteum

Flora Gnaphalium hoppeanum

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CLASSE NOME LATINO

Flora Helictotrichon parlatorei

Flora Knautia persicina

Flora Laserpitium krapfii

Flora Medicago pironae

Flora Menyanthes trifoliata

Flora Microstylis monophyllos

Flora Moehringia bavarica

Flora Omphalodes verna

Flora Orchis pallens

Flora Paederota bonarota

Flora Paeonia officinalis

Flora Petrocallis pyrenaica

Flora Philadelphus coronarius

Flora Primula tyrolensis

Flora Rhinanthus helenae

Flora Rhinanthus pampaninii

Flora Trifolium spadiceum

SPECIE OBIETTIVO DELLEA FASCIA PEDEMONTANA, SISTEMI COLLINARI E VERSANTI

PROSPICIENTI LA PIANURA

CLASSE NOME LATINO

Invertebrati Lucanus cervus

Invertebrati Austropotamobius pallipes

Invertebrati Osmoderma eremita

Invertebrati Cerambyx cerdo

Pesci Salmo marmoratus

Pesci Barbus plebejus

Pesci Cobitis taenia

Anfibi Bombina variegata

Anfibi Rana latastei

Anfibi Triturus carnifex

Anfibi Hyla intermedia

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CLASSE NOME LATINO

Anfibi Rana dalmatina

Anfibi Triturus alpestris

Rettili Emys orbicularis

Rettili Elaphe longissima

Rettili Vipera aspis

Uccelli Caprimulgus europaeus

Uccelli Lanius collurio

Uccelli Pernis apivorus

Uccelli Emberiza cirlus

Uccelli Sylvia melanocephala

Uccelli Hippolais polyglotta

Uccelli Asio otus

Uccelli Falco tinnunculus

Uccelli Otus scops

Uccelli Ptyonoprogne rupestris

Uccelli Accipiter nisus

Uccelli Columba palumbus

Uccelli Monticola solitarius

Uccelli Picus viridis

Uccelli Scolopax rusticola

Uccelli Tichodroma muraria

Uccelli Loxia curvirostra

Uccelli Monticola saxatilis

Uccelli Sylvia communis

Mammiferi Myotis myotis

Mammiferi Rhinolophus ferrumequinum

Mammiferi Muscardinus avellanarius

Mammiferi Plecotus austriacus

Flora Himantoglossum adriaticum

Flora Dictamnus albus

Flora Asparagus acutifolius

Flora Erica arborea

Flora Ophrys bertolonii

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CLASSE NOME LATINO

Flora Pistacia terebinthus

Flora Rubia peregrina

Flora Ruscus aculeatus

Uccelli Buteo buteo

Uccelli Falco subbuteo

SPECIE OBIETTIVO DEGLI AMBITI FLUVIALI DEI CORSI D’ACQUA

CLASSE NOME LATINO

Invertebrati Austropotamobius pallipes

Invertebrati Lucanus cervus

Invertebrati Lycaena dispar

Invertebrati Unio elongatus

Pesci Lethenteron zanandreai

Pesci Salmo marmoratus

Pesci Cottus gobio

Pesci Barbus plebejus

Pesci Cobitis taenia

Pesci Chondrostoma genei

Pesci Sabanejewia larvata

Pesci Alosa fallax

Anfibi Triturus carnifex

Anfibi Rana latastei

Anfibi Bombina variegata

Anfibi Bufo bufo

Anfibi Hyla intermedia

Anfibi Rana dalmatina

Anfibi Rana kl. esculenta

Anfibi Bufo viridis

Anfibi Salamandra salamandra

Rettili Emys orbicularis

Rettili Natrix natrix

Rettili Natrix tessellata

Rettili Anguis fragilis

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CLASSE NOME LATINO

Rettili Coluber viridiflavus

Rettili Vipera aspis

Rettili Elaphe longissima

Uccelli Alcedo atthis

Uccelli Ixobrychus minutus

Uccelli Lanius collurio

Uccelli Ardea cinerea

Mammiferi Muscardinus avellanarius

Mammiferi Mustela putorius

Flora Orchis militaris

SPECIE OBIETTIVO DELLE ZONE UMIDE D’ACQUA DOLCE: RISORGIVE, FONTANILI

CLASSE NOME LATINO

Invertebrati Austropotamobius pallipes

Invertebrati Cerambyx cerdo

Invertebrati Lucanus cervus

Invertebrati Lycaena dispar

Invertebrati Callimorpha quadripunctaria

Invertebrati Emmericia patula

Pesci Cobitis taenia

Pesci Lethenteron zanandreai

Pesci Barbus plebejus

Pesci Sabanejewia larvata

Pesci Salmo marmoratus

Anfibi Rana latastei

Anfibi Bombina variegata

Anfibi Triturus carnifex

Anfibi Hyla intermedia

Anfibi Bufo bufo

Anfibi Bufo viridis

Anfibi Rana dalmatina

Anfibi Rana kl. esculenta

Anfibi Rana temporaria

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CLASSE NOME LATINO

Rettili Natrix tessellata

Rettili Zootoca vivipara

Rettili Coronella austriaca

Rettili Anguis fragilis

Rettili Coluber viridiflavus

Rettili Lacerta bilineata

Rettili Natrix natrix

Uccelli Alcedo atthis

Uccelli Circus aeruginosus

Uccelli Lanius collurio

Uccelli Ardea cinerea

Uccelli Rallus aquaticus

Mammiferi Rhinolophus ferrumequinum

Mammiferi Muscardinus avellanarius

Flora Carex davalliana

Flora Parnassia palustris

Flora Allium suaveolens

Flora Eriophorum latifolium

Flora Festuca trichophylla

SPECIE OBIETTIVO DELLE PALUDI E LAGHI EUTROFICI PLANIZIALI

CLASSE NOME LATINO

Invertebrati Cylindera trisignata

Invertebrati Tricca lutetiana

Invertebrati Apatura ilia

Invertebrati Cicindela majalis

Invertebrati Melitaea cinxia

Invertebrati Oxyloma elegans

Invertebrati Succinea putris

Pesci Padogobius panizzae

Pesci Pomatoschistus canestrinii

Anfibi Rana latastei

Anfibi Triturus carnifex

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CLASSE NOME LATINO

Rettili Emys orbicularis

Uccelli Alcedo atthis

Uccelli Ardea purpurea

Uccelli Chlidonias niger

Uccelli Circus aeruginosus

Uccelli Circus cyaneus

Uccelli Egretta alba

Uccelli Egretta garzetta

Uccelli Himantopus himantopus

Uccelli Phalacrocorax pygmeus

Uccelli Philomachus pugnax

Uccelli Recurvirostra avosetta

Uccelli Sterna albifrons

Uccelli Sterna hirundo

Uccelli Ardeola ralloides

Uccelli Botaurus stellaris

Uccelli Circus pygargus

Uccelli Ixobrychus minutus

Uccelli Nycticorax nycticorax

Uccelli Pluvialis apricaria

Uccelli Sterna sandvicensis

Uccelli Phalacrocorax carbo sinensis

Uccelli Fulica atra

Uccelli Podiceps cristatus

Uccelli Anas clypeata

Uccelli Tadorna tadorna

Uccelli Tringa totanus

Uccelli Anas acuta

Uccelli Anas platyrhynchos

Uccelli Ardea cinerea

Uccelli Tachybaptus ruficollis

Uccelli Emberiza schoeniclus

Uccelli Larus ridibundus

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CLASSE NOME LATINO

Uccelli Numenius arquata

Uccelli Pluvialis squatarola

Uccelli Acrocephalus palustris

Uccelli Anas querquedula

Uccelli Gallinago gallinago

Uccelli Podiceps nigricollis

Uccelli Acrocephalus arundinaceus

Uccelli Acrocephalus scirpaceus

Uccelli Anas crecca

Uccelli Anas penelope

Uccelli Calidris alpina

Uccelli Larus cachinnans

Uccelli Tringa erythropus

Mammiferi Mustela putorius

Flora Salicornia veneta

Flora Plantago cornuti

3.53.53.5 Identificazione degli effetti con riferimento agli habitat e alle specie nei

confronti dei quali si producono

Gli effetti delle azioni identificate nel PTCP è messa in relazione con habitat e specie della rete

Natura 2000. La valutazione seguente tiene conto delle considerazioni poste dal “Principio di precauzione” e pertanto, dovendosi basare sul sistema degli obiettivi e delle azioni indicate dal PTCP, identifica cautelativamente tutti i gruppi di habitat e di specie per i quali le azioni di piano possono manifestare incidenze significative.

Nella tabella sono state definite delle indicazioni metodologiche che dovranno essere attuate affinché, ogni azione del Piano, aumenti gli effetti positivi sugli elementi funzionali alla Rete

Natura 2000.

Per piani progetti o interventi derivanti da quanto indicato nelle azioni di Piano, esiste la possibilità che debbano essere sottoposti alla valutazione di incidenza nei casi previsti dalla normativa in materia. Si ritiene importante specificare che le valutazioni di incidenza

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dovranno conformarsi a quanto disposto dalle misure di conservazione e dai piani di gestione eventualmente esistenti per i siti di rete Natura 2000.

TITOLOTITOLO I ––– PARTE GENERALE (A) Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE

Dall’analisi della normativa non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete ART. 1 CONTENUTI DEL PTCP Natura 2000 ART. 2 ELABORATI COSTITUTIVI Dall’analisi della normativa non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete DEL PTCP Natura 2000 Tramite il sistema di monitoraggio verifica gli effetti del ART. 3 QUADRO CONOSCITIVO E Tutti gli habitat e le specie Piano anche sulle aree della MONITORAGGIO DEL PIANO Rete Natura2000 Il coordinamento con la pianificazione di settore e con la ART. 4 COORDINAMENTO DEL pianificazione regionale e delle province contermini Tutti gli habitat e le specie PTCP CON I PIANI garantisce la continuità degli elementi progettuali che garantiscono la conservazione delle biodiversità Dall’analisi della normativa non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete ART. 5 EFFICACIA Natura 2000

Dall’analisi della normativa non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete ART. 6 FLESSIBILITÀ DEL P.T.C.P. Natura 2000

Dall’analisi della normativa non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete ART. 7 DISCIPLINA TRANSITORIA Natura 2000 ART. 8 ADEGUAMENTO AL PTCP Dall’analisi della normativa non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete DEGLI STRUMENTI URBANISTICI Natura 2000 COMUNALI OD INTERCOMUNALI

TITOLO II FRAGILITA’ (C) Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE

ART. 9 SISTEMA DELLE FRAGILITA’ La norma da una serie di direttive alla pianificazione FISICO AMBIENTALI comunale. Gli strumenti urbanistici comunali dovranno far Tutti, con particolare riguardo a si che le previsioni non vadano ad aggravare/ridurre le habitat e specie degli ambiti situazioni di pericolosità. I comuni dovranno valutare geograficoecosistemici: ART. 10 CARTA DELLE FRAGILITA’ l'influenza delle previsioni. I piani, i progetti e gli interventi, Ambienti legati ai corsi d’acqua PTCP devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal e alle zone umide di pianura P.T.C.P e dal P.T.R.C in materia di Biodiversità e Rete Ecologica. Dall’analisi della normativa non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete ART. 11 RISCHIO SISMICO Natura 2000 I piani, i progetti e gli interventi riguardanti la riqualificazione dei siti contaminati e industriali dismessi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a specifica Valutazione di Incidenza Ambientale ART. 12 AREE DEGRADATE PER Tutti gli habitat e le specie ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. PRESENZA STORICA DI RIFIUTI I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione del presente articolo, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di Biodiversità e Rete Ecologica. I piani, i progetti e gli interventi riguardanti il recupero di siti estrattivi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a specifica Valutazione di ART. 13 PROGRAMMAZIONE E Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva PIANIFICAZIONE DELL’ATTIVITÀ DI Tutti gli habitat e le specie 92/43/CEE. I piani, i progetti e gli interventi, derivanti CAVA dall’applicazione del presente articolo, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di Biodiversità e Rete Ecologica.

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TITOLO II FRAGILITA’ (C) Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE

I piani, i progetti e gli interventi, riguardanti i siti per il conferimento dei rifiuti, nonché per le attività di recupero dei materiali derivanti da demolizioni e costruzioni, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a specifica Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. I piani, i progetti e gli ART. 14 IMPIANTI DI RECUPERO Tutti gli habitat e le specie interventi, derivanti dall’applicazione del presente articolo, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di Biodiversità e Rete Ecologica, e devono essere localizzate in modo tale da non incidere negativamente su elementi ecosistemici funzionali alla Rete Ecologica. I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione ART. 15 AREE DI EMERGENZE PER del presente articolo, devono essere realizzati in conformità Tutti gli habitat e le specie LA PROTEZIONE CIVILE a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di Biodiversità e Rete Ecologica.

TITOLO IIIIII ––– SISTEMA Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE AGROFORESTALE (D) Tutti gli habitat, con particolare I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione riguardo agli habitat e alle del presente articolo, devono essere realizzati in conformità ART. 16 AGRITURISMI specie degli ambiti a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di geograficoecosistemici collinari Biodiversità e Rete Ecologica. Habitat e specie degli ambiti All’interno di Aree Nucleo, i piani, i progetti e gli interventi, geografico ecosistemici alpini e disalvaguardia dei prati, pascoli e foreste, quando non ART. 17 SALVAGUARDIA DEI PRATI, prealpini, dei sistemi collinari, prevista dai Piani di Gestione dei siti Natura 2000, devono PASCOLI E FORESTE dei versanti prospicienti la essere sottoposta a Valutazione di Incidenza Ambientale ai pianura e delle comunità di sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. querceti misti planiziali. ART. 18 PRODUZIONI Tutti gli habitat e le specie ZOOTECNICHE

ART. 19 LE PRODUZIONI AVICOLE Tutti gli habitat e le specie

I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione ART. 20 IMBOSCHIMENTO DEI del presente articolo, devono essere realizzati in conformità Tutti gli habitat e le specie TERRITORI AGRICOLI DI PIANURA a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di Biodiversità e Rete Ecologica. I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione ART. 21 ZONE AGRICOLE DI del presente articolo, devono essere realizzati in conformità Tutti gli habitat e le specie PARTICOLARE PREGIO a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di Biodiversità e Rete Ecologica. I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione del presente articolo, quando previsto dalla normativa ART. 22 CLASSIFICAZIONE DELLE Tutti gli habitat e le specie vigente, devono essere sottoposti a specifica Valutazione di AREE RURALI Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE Tutti gli habitat, con particolare riguardo agli habitat e alle specie degli ambiti I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione ART. 23 AREE DI AGRICOLTURA geograficoecosistemici collinari del presente articolo, devono essere realizzati in conformità PERIURBANA e dei versanti prospicienti la a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di pianura, dei corsi d’acqua, delle Biodiversità e Rete Ecologica. zone umide di pianura e dei querceti misti planiziali.

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TITOLO III ––– SISTEMA Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE AGROFORESTALE (D) Tutti gli habitat, con particolare riguardo agli habitat e alle specie degli ambiti I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione geograficoecosistemici collinari del presente articolo, devono essere realizzati in conformità ART. 24 AREE AGROPOLITANE e dei versanti prospicienti la a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di pianura, dei corsi d’acqua, delle Biodiversità e Rete Ecologica. zone umide di pianura e dei querceti misti planiziali. zone umide di pianura. I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione Tutti gli habitat, con particolare del presente articolo, devono essere realizzati in conformità riguardo agli habitat e alle a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di specie degli ambiti Biodiversità e Rete Ecologica. I piani, i progetti e gli ART. 25 AREE DI AGRICOLTURA geograficoecosistemici collinari interventi nelle aree di agricoltura mista a naturalità diffusa, MISTA A NATURALITÀ DIFFUSA e dei versanti prospicienti la devono mirare al miglioramento e al potenziamento della pianura, dei corsi d’acqua, delle rete ecologica nel suo insieme ed a ridurre il disturbo alle zone umide di pianura e dei specie di interesse conservazionistico che frequentano gli querceti misti planiziali. ambienti agricoli. I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione Tutti gli habitat, con particolare del presente articolo, devono essere realizzati in conformità riguardo agli habitat e alle a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di specie degli ambiti ART. 26 – AREE AD ELEVATA Biodiversità e Rete Ecologica. I piani, i progetti e gli geograficoecosistemici collinari UTILIZZAZIONE AGRICOLA (TERRE interventi nelle aree ad elevata utilizzazione agricola, e dei versanti prospicienti la FERTILI) devono mirare al miglioramento e al potenziamento della pianura, dei corsi d’acqua, delle rete ecologica nel suo insieme ed a ridurre il disturbo alle zone umide di pianura e dei specie di interesse conservazionistico che frequentano gli querceti misti planiziali. ambienti agricoli.

TITOLO IVIV ––– PREVENZIONE Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE INQUINAMENTO (E) La norma prevede direttive che hanno come scopo la riduzione dell'inquinamento e quindi del disturbo per la fauna selvatica e per la vegetazione. I piani, i progetti e gli interventi relativi alla tutela dai campi elettromagnetici, ART. 27 – AGENTI FISICI Tutti gli habitat e le specie inquinamento acustico e luminoso, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. direttive generali per scelte localizzative e insediative che non vadano ad aggravare o diminuscano le emissioni in atmosfera con un complessivo miglioramento della qualità dell'aria. I piani, i progetti e gli interventi relativi alla ART. 28 LA RISORSA ARIA Tutti gli habitat e le specie riduzione dell'inquinamento, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. Tutti gli habitat, con particolare riguardo agli habitat e alle specie degli ambiti I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione geograficoecosistemici alpini e del presente articolo, devono essere realizzati in conformità ART. 29 LA RISORSA ACQUA prealpini, collinari e dei versanti a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di prospicienti la pianura, dei corsi Biodiversità e Rete Ecologica. d’acqua, delle zone umide di pianura

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TITOLO IV ––– PREVENZIONE Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE INQUINAMENTO (E)

I piani, i progetti e gli interventi relativi al recupero e alla riqualificazione dei siti inquinati, quando previsto dalla ART. 30 LA RISORSA SUOLO Tutti gli habitat e le specie normativa vigente, devono essere sottoposti a Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE.

I piani, i progetti e gli interventi, derivanti dall’applicazione del presente articolo, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di ART. 31 LA GESTIONE DEI RIFIUTI Tutti gli habitat e le specie Biodiversità e Rete Ecologica e, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. I piani, i progetti e gli interventi per lo sviluppo di fonti rinnovabili, quando previsto dalla normativa vigente, ART. 32 RISORSE ENERGETICHE Tutti gli habitat e le specie devono essere sottoposti a Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE.

TITOLOTITOLO V RISCHIO INCIDENTE Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE RILEVANTE (F) ART. 33 AREE A RISCHIO DI Dall’analisi della norma non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete INCIDENTE RILEVANTE Natura 2000

TITOLO VI ––– VINCOLI (G) Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE

ART. 34 – VINCOLI TERRITORIALI Dall’analisi della normativa in attuazione dell’azione non risultano possibili effetti significativi PREVISTI DA DISPOSIZIONI DI LEGGE. negativi sui siti della Rete Natura 2000

TITOLO VIIVII RISORSE NATURALI (B Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE ED H)ED H) Le direttive tendono a salvaguardare e migliorare le ART. 35 RISORSE NATURALI Tutti gli habitat e le specie condizioni del sistema naturalistico Le direttive tendono a salvaguardare e migliorare le ART. 36 RISORGIVE Tutti gli habitat e le specie condizioni del sistema naturalistico ART. 37 IL SISTEMA DELLE AREE Le direttive tendono a salvaguardare e migliorare le Tutti gli habitat e le specie VERDI PERIURBANE condizioni del sistema naturalistico

TITOLO VIII ––– CORRIDOI ECOLOGICI Habitat e Specie interessate INDICAZIONI MMETODOLOGICHEETODOLOGICHE (I)(I)(I) Nei Corridoi Ecologici, piani, i progetti e gli interventi, che possono determinare una perturbazione della ART. 38 SALVAGUARDIA E continuità ecosistemica, spaziale e funzionale, devono SVILUPPO DELLA RETE ECOLOGICA Tutti gli habitat e le specie essere “valutati”, preferibilmente, con la metodologia RETE NATURA 2000 della Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE.

I piani, i progetti e gli interventi, devono Tutti gli habitat e le specie, ART. 39 – DIRETTIVE PER I GEOSITI, essere realizzati in conformità a quanto con particolare riferimento LE GROTTE E LE SORGENTI indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C in materia alla zona collinare/montana di Biodiversità e Rete Ecologica.

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TITOLO IX BENI CULTURALI (J) Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE

ART. 40 CRESCITA SOCIALE E CULTURALE SISTEMI TEMATICI DEI Dall’analisi della norma non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete BENI CULTURALI E DEGLI AMBITI Natura 2000 PAESAGGISTICI DI INTERESSE PROVINCIALE ART. 41 IL SISTEMA DEI BENI ARCHEOLOGICI DI INTERESSE Tutti gli habitat e le specie PROVINCIALE Tutti gli habitat e le specie, con ART. 42 IL SISTEMA DEI CENTRI particolare riferimento alle specie STORICI sinantropiche Tutti gli habitat e le specie, con ART. 43 MANUFATTI particolare riferimento alle specie DELL’ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE sinantropiche ART. 44 – IL SISTEMA DELLE VILLE

VENETE Il miglioramento degli ambiti paesaggistici determina un Tutti gli habitat e le specie, con ART. 45 LE VILLE VENETE DI miglioramento per le zone agricole in prossimità dei beni particolare riferimento alle specie INTERESSE PROVINCIALE tutelati Tutti i piani, progetti e interventi, quando sinantropiche e l’avifauna ART. 46 LE VILLE VENETE DI previsto dalla normativa vigente, devono essere nidificante nei parchi delle ville PARTICOLARE INTERESSE sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi storiche PROVINCIALE. dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. ART. 47 – LE VILLE DEL PALLADIO

Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla ART. 48 CONI VISUALI DEL normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione Tutti gli habitat e le specie SISTEMA DELLE VILLE VENETE. di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. Il miglioramento degli ambiti paesaggistici determina un ART. 49 SISTEMA DEI COMPLESSI ED miglioramento per le zone agricole in prossimità dei beni EDIFICI DI PREGIO ARCHITETTONICO tutelati Tutti i piani, progetti e interventi, quando Tutti gli habitat e le specie DI INTERESSE PROVINCIALE E LE previsto dalla normativa vigente, devono essere RELATIVE PERTINENZE. sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. I piani, i progetti e gli interventi riguardanti le gli edifici monastici non devono incidere Tutti gli habitat e le specie con negativamente su elementi ecosistemici funzionali alla ART. 50 CENTRI DI SPIRITUALITÀ E particolare Rete Ecologica e devono, se possibile, DEI GRANDI EDIFICI MONASTICI attenzione alle specie di chirotteri incentivarne il recupero, ove la qualità ecosistemica fosse non soddisfacente ai fini della coerenza globale della Rete Ecologica. ART. 51 CITTÀ MURATE, MANUFATTI DIFENSIVI E SITI Tutti gli habitat e le specie FORTIFICATI la norma di Piano specifica che i comuni nel rendere Habitat e specie degli ambiti fruibili le testimonianze della grande guerra devono ART. 52 LUOGHI INDENTITARI geograficoecosistemici alpini e organizzare la fruizione senza alterare la qualità DELLA PATRIA E DELLA GRANDE prealpini, con particolare paesaggistica dell'ambiente. I piani, i progetti e gli GUERRA attenzione a fauna troglobia interventi dovranno far si che non siano perturbate le colonie di chirotteri e la fauna troglobia in genere. Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione ART. 53 MUSEI Tutti gli habitat e le specie di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. ART. 54 STAZIONI FERROVIARIE STORICHE E DI PREGIO Dall’analisi della normativa in attuazione dell’azione non risultano possibili effetti significativi ARCHITETTONICO DI INTERESSE negativi sui siti della Rete Natura 2000 PROVINCIALE E ARCHITETTURA DEL NOVECENTO.

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I piani, i progetti e gli interventi, derivanti ART. 55 AREALI CON SISTEMAZIONI dall’applicazione del presente articolo, devono essere Tutti gli habitat e le specie AGRARIE DI PREGIO PAESAGGISTICO realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di Biodiversità e Rete Ecologica. Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi ART. 56 SISTEMA DELLE STRADE dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. I piani, i progetti e Tutti gli habitat e le specie STORICHE gli interventi, derivanti dall’applicazione del presente articolo, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di Biodiversità e Rete Ecologica. ART. 57 SISTEMA DEI GRANDI Le direttive tendono a salvaguardare e migliorare le Tutti gli habitat e le specie ALBERI condizioni del sistema naturalistico Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla ART. 58 ALTRI BENI STORICO normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione Tutti gli habitat e le specie CULTURALI di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. Le direttive che vengono fornite tendono ad un ART. 59 – AMBITI DI INTERESSE miglioramento delle NATURALISTICO E PAESAGGISTICO Tutti gli habitat e le specie condizioni del territorio e del paesaggio e quindi delle DA TUTELARE E VALORIZZARE zone a valenza naturalistica ad esso associate Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere ART. 60 ATLANTE DEL PATRIMONIO sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi CULTURALE, ARCHITETTONICO, dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. I piani, i progetti e Tutti gli habitat e le specie ARCHEOLOGICO E PAESAGGISTICO gli interventi, derivanti dall’applicazione del presente DELLA PROVINCIA DI VICENZA articolo, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C. in materia di Biodiversità e Rete Ecologica.

TITOLOTITOLO X SISTEMA INFRASTRUTTURALE E DELLE RETI DI Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE COMUNICAZIONE (K) Il piano detta norme relative alla limitazione del consumo di suolo. I piani, i progetti e gli interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi ART. 61 INDIVIDUAZIONE DELLE dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. LINEE DI SVILUPPO DEGLI Tutti gli habitat e le specie Gli interventi di compensazione ambientale, che possono INSEDIAMENTI incidere sullo stato di conservazione di habitat e specie di interesse comunitario, devono essere condivisi con l’Autorità competente per l’attuazione della rete Natura 2000 del Veneto. Tutti gli strumenti di pianificazione, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 ART. 62 DIMENSIONAMENTO Tutti gli habitat e le specie della Direttiva 92/43/CEE. RESIDENZIALE I piani, i progetti e gli interventi, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C in materia di Biodiversità e Rete Ecologica. ART. 63 IL SISTEMA DELLA I piani, i progetti e gli interventi inerenti i sistemi di Tutti gli habitat e le specie MOBILITÀ trasporto per la mobilità di merci e persone , quando

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TITOLO X SISTEMA INFRASTRUTTURALE E DELLE RETI DI Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE COMUNICAZIONE (K) previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi ART. 64 LA MOBILITÀ NELLA dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. I piani, i progetti e PIANIFICAZIONE COMUNALE gli interventi, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C in materia di Biodiversità e Rete Ecologica. Tutti gli strumenti di pianificazione, progetti, interventi, ART. 65 SVILUPPO DEI SERVIZI quando previsto dalla normativa vigente, devono essere Tutti gli habitat e le specie TELEMATICI sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE.

TITOLO XI INSEDIAMENTI

PRODUTTIVI E DEL TURISMO (M)

CAPO I ––– INSEDIAMENTI PRODUTTIVI Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE

Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva ART. 66 INDIRIZZI GENERALI Tutti gli habitat e le specie 92/43/CEE. I progetti riguardanti le aree produttive devono avere come scopo la riqualificazione, e il riordino dei “sistemi produttivi”, prossimi o interni ad Aree Nucleo o interferenti con la funzionalità dei Corridoi Ecologici. Le aree produttive ampliabili, essendo realizzate in aderenza a quelle esistenti non incideranno sulle zone SIC e ZPS e non determineranno ulteriori fenomeni di frammentazione del territorio. la norma specifica che gli ampliamenti delle aree produttive devono essere individuati al di fuori degli elementi della rete ecologica ART. 67 AREE PRODUTTIVE tra cui i SIC e le ZPS. Tutti i piani, progetti e interventi, Tutti gli habitat e le specie AMPLIABILI quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. I progetti riguardanti le aree produttive devono avere come scopo la riqualificazione, e il riordino dei “sistemi produttivi”, prossimi o interni ad Aree Nucleo o interferenti con la funzionalità dei Corridoi Ecologici. Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva ART. 68 – AMPLIAMENTI ULTERIORI Tutti gli habitat e le specie 92/43/CEE. I progetti riguardanti le aree produttive devono avere come scopo la riqualificazione, e il riordino dei “sistemi produttivi”, prossimi o interni ad Aree Nucleo o interferenti con la funzionalità dei Corridoi Ecologici. Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione ART. 69 ACCORDI TERRITORIALI di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva PER L’AMPLIAMENTO DI AREE Tutti gli habitat e le specie 92/43/CEE. I progetti riguardanti le aree produttive PRODUTTIVE SOVRACOMUNALI devono avere come scopo la riqualificazione, e il riordino dei “sistemi produttivi”, prossimi o interni ad Aree Nucleo o interferenti con la funzionalità dei Corridoi Ecologici. Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione ART. 70 PEREQUAZIONE di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva TERRITORIALE DELLE RISORSE Tutti gli habitat e le specie 92/43/CEE. I progetti riguardanti le aree produttive DERIVANTI DAI NUOVI INSEDIAMENTI devono avere come scopo la riqualificazione, e il riordino PRODUTTIVI dei “sistemi produttivi”, prossimi o interni ad Aree Nucleo o interferenti con la funzionalità dei Corridoi Ecologici. 148

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TITOLO XI INSEDIAMENTI

PRODUTTIVI E DEL TURISMO (M)

CAPO I ––– INSEDIAMENTI PRODUTTIVI Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE

Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva ART. 71 AREE PRODUTTIVE NON Tutti gli habitat e le specie 92/43/CEE. I progetti riguardanti le aree produttive AMPLIABILI devono avere come scopo la riqualificazione, e il riordino dei “sistemi produttivi”, prossimi o interni ad Aree Nucleo o interferenti con la funzionalità dei Corridoi Ecologici. Le direttive vanno a vantaggio dell’ambiente/territorio in generale con conseguenze anche sulle aree di interesse naturalistico. Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere ART. 72 REQUISITI MINIMI PER LA sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi Tutti gli habitat e le specie GESTIONE SOSTENIBILE DELL’AREA dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. I progetti riguardanti le aree produttive devono avere come scopo la riqualificazione, e il riordino dei “sistemi produttivi”, prossimi o interni ad Aree Nucleo o interferenti con la funzionalità dei Corridoi Ecologici. Tutti i piani, progetti e interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva ART. 73 I SISTEMI PRODUTTIVI DI Tutti gli habitat e le specie 92/43/CEE. I progetti riguardanti le aree produttive RANGO REGIONALE devono avere come scopo la riqualificazione, e il riordino dei “sistemi produttivi”, prossimi o interni ad Aree Nucleo o interferenti con la funzionalità dei Corridoi Ecologici.

CAPOCAPO II ––– COMMERCIO Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE

i criteri per l'individuazione di nuove superfici commerciali faranno si che le nuove previsioni non incideranno sulle aree della Rete Natura 2000 e sugli elementi di connessione della rete stessa. I piani, progetti o interventi, ART. 74 STRUTTURE DELLA quanto previsto dalla normativa vigente, devono essere Specie sinantropiche DISTRIBUZIONE COMMERCIALE sottoposti a Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE, e devono devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C in materia di Biodiversità e Rete Ecologica. ART. 75 COMMERCIO NEI CENTRI Dall’analisi del testo non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete Natura STORICI ED URBANI 2000. ART. 76 COMMERCIO NEI COMUNI Dall’analisi del testo non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete Natura MONTANI 2000. I piani, i progetti e gli interventi inerenti le grandi strutture di vendita, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a Valutazione di ART. 77 GRANDI STRUTTURE DI Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva Specie sinantropiche VENDITA 92/43/CEE. I piani, i progetti e gli interventi, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C in materia di Biodiversità e Rete Ecologica.

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CAPO II ––– COMMERCIO Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE

I piani, i progetti e gli interventi inerenti i sistemi commerciali di rango regionale, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a Valutazione ART. 78 SISTEMI COMMERCIALI di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva Specie sinantropiche COMPLESSI DI RANGO REGIONALE 92/43/CEE. I piani, i progetti e gli interventi, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C in materia di Biodiversità e Rete Ecologica.

CAPOCAPO III ––– TURISMO Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE

I piani, i progetti e gli interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 ART. 79 DISCIPLINA DELLE Tutti gli habitat e le specie della Direttiva 92/43/CEE. I piani, i progetti e gli ATTIVITÀ PRODUTTIVE: TURISMO interventi, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C in materia di Biodiversità e Rete Ecologica.

TITOLO XIIXII ––– TERRITORI MONTANI Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METMETODOLOGICHEODOLOGICHE

I piani, i progetti e gli interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a Habitat e specie degli ambiti Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 ART. 80 – IL SISTEMA DELLE geograficoecosistemici alpini e della Direttiva 92/43/CEE. I piani, i progetti e gli MONTAGNE VICENTINE prealpini. interventi, devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C in materia di Biodiversità e Rete Ecologica. I piani, i progetti e gli interventi, quando previsto dalla normativa vigente, devono essere sottoposti a Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. La delle aree con edilizia ART. 81 – TUTELA E Habitat e specie degli ambiti sparsa non deve incidere negativamente su elementi VALORIZZAZIONE DELLE AREE CON geograficoecosistemici alpini e ecosistemici funzionali alla Rete Ecologica e al EDILIZIA RURALE SPARSA prealpini. contempo deve, se possibile, incentivarne il recupero, ove la qualità ecosistemica fosse non soddisfacente ai fini della coerenza globale della Rete Ecologica. I piani, i progetti e gli interventi inerenti i sistemi di trasporto per la mobilità di merci e persone , quando Habitat e specie degli ambiti previsto dalla normativa vigente, devono essere ART. 82 – LA MOBILITÀ SOSTENIBILE geograficoecosistemici alpini e sottoposti a Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi prealpini. dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE e devono essere realizzati in conformità a quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C in materia di Biodiversità e Rete Ecologica. Habitat e specie degli ambiti ART. 83 – GESTIONE DELLA RISORSA La norma definisce direttive che vanno a tutelare la geograficoecosistemici alpini e FORESTALE biodiversità e la naturalità prealpini. Habitat e specie degli ambiti I piani, i progetti e gli interventi, quando previsto dalla ART. 84 – LE MALGHE geograficoecosistemici alpini e normativa vigente, devono essere sottoposti a prealpini. Valutazione di Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva 92/43/CEE. I piani, i progetti e gli Habitat e specie degli ambiti interventi, devono essere realizzati in conformità a ART. 85 – RIFUGI E BIVACCHI geograficoecosistemici alpini e quanto indicato dal P.T.C.P e dal P.T.R.C in materia di prealpini. Biodiversità e Rete Ecologica.

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TITOLO XII ––– TERRITORI MONTANI Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METMETODOLOGICHEODOLOGICHE

Habitat e specie degli ambiti ART. 86 – TUTELA DEGLI ELEMENTI La norma definisce direttive che vanno a tutelare la geograficoecosistemici alpini e NATURALISTICI E PAESAGGISTICI biodiversità e la naturalità prealpini. La promozione del turismo sostenibile non deve incidere negativamente su elementi Habitat e specie degli ambiti ecosistemici funzionali alla Rete Ecologica e al ART. 87 – PROMOZIONE DEL geograficoecosistemici alpini e contempo deve, se possibile, incentivarne il recupero, TURISMO SOSTENIBILE prealpini. ove la qualità ecosistemica fosse non soddisfacente ai fini della coerenza globale della Rete Ecologica.

TITOLO XIIIXIII ––– PIANIFICAZIONE Habitat e Specie ininteressateteressateteressateteressate INDICAZIONI METODOLOGICHE COORDINATA (N) ART. 88 AMBITI “COMPLESSI” PER LA FORMAZIONE DEI PATI ART.16 LR Tutti gli habitat e le specie 11/04 Habitat e specie degli ambiti geografico ecosistemici dei ART. 89 TERRITORI INTERESSATI sistemi collinari, dei versanti DALLA VALDASTICO SUD prospicienti la pianura e delle comunità di querceti misti planiziali. ART. 90 AREA PROGETTO VI.VER. Specie sinantropiche ART. 91 VICENZA ED IL VICENTINO Specie sinantropiche Tutti i PATI devono essere sottoposti a Valutazione di ART. 92 LA POLICITTÀ DELL’ALTO Incidenza Ambientale ai sensi dell’art. 6 della Direttiva VICENTINO CON LE CENTRALITÀ DI Tutti gli habitat e le specie 92/43/CEE. VALDAGNO, SCHIO, THIENE. Tutti gli habitat e le specie con ART. 93 BASSANO E PRIMA riguardo alle specie sinantropiche CINTURA e ambienti legati ai corsi d’acqua e alle zone umide di pianura Habitat e specie degli ambiti geografico ecosistemici dei ART. 94 LA MULTIFUNZIONALITÀ sistemi collinari, dei versanti DELLA TERRA BERICA prospicienti la pianura e delle comunità di querceti misti planiziali.

TITOLO XIVXIV ––– PAT SEMPLIFICATI (O) Habitat e Specie interessate INDICAZIONI METODOLOGICHE

Dall’analisi della normativa in attuazione dell’azione non risultano possibili effetti significativi ART. 95 PAT SEMPLIFICATI negativi sui siti della Rete Natura 2000

3.6 IdentificaIdentificazione zione degli effetti sinergici e cumulativi

Gli effetti sinergici e comulativi delle azioni di piano sono stati evidenziati nella descrizione delle azioni di Piano e nelle matrici di valutazione. Le analisi riportate nei paragrafi successivi dimostrano come, le azioni che hanno una coerenza piena o parziale tra obiettivo del piano e

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obiettivo di sostenibilità possano avere effetti sinergici positivi nei confronti della sostenibilità, conservazione e miglioramento della Biodiversità degli elementi della rete

Natura 2000 dell’area di analisi.

3.73.73.7 IdentificazioneI dentificazione dei percorsi e dei vettori attraverso i quali gli effetti si possono

produrreprodurreprodurre

Nel “Quadro ambientale” trattato nel Rapporto Ambientale della V.A.S., a cui si rimanda per approfondimenti, risulta chiaramente che tutte le matrici (aria, acqua, suolo, flora, fauna e biodiversità, paesaggio, salute umana, agricoltura, Industria, artigianato, commercio, turismo, energia, cultura, servizi alla persona, benessere economico, sistema residenza, viabilità) risultano coinvolte.

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3.83.83.8 PrPrevisione evisione e valutazione della significatività degli effetti con riferimento agli

habitat, habitat di specie

Nelle pagine seguenti è riportata la matrice valutativa che considera la coerenza tra le azioni di Piano e gli obiettivi di conservazione delle specie e degli habitat identificati sia nel piano stesso sia come indicati dalla Regione Veneto.

Simbolo Descrizione

Quando la norma di piano si traduce in azioni dirette migliorare i siti Incidenza positiva ☺ della Rete Natura 2000.

Quando la norma di piano si traduce in azioni che anche se non vanno Incidenza parzialmente ☺ a migliorare direttamente i siti della Rete Natura 2000 producono positiva effetti positivi generali sull’ambiente e sulla naturalità.

Quando la norma di piano si traduce in azioni che non vanno in alcun Nessuna incidenza modo a influire su rete natura 2000

Incidenza Quando la norma di piano si traduce in azioni che possono incidere in potenzialmente modo negativo non significativo sui siti rete natura 2000. negativa

Azione di piano significativamente negativa nei confronti dei siti della Incidenza negativa Rete Natura 2000.

La valutazione delle incidenze stata effettuata per ogni classe omogenea e per ogni specie indicatore. Ciò che è stato valutato è se la normativa del Piano può interferire con lo stato attuale delle popolazioni o con il loro divenire, ossia:

- la riduzione degli habitat e degli habitat di specie;

- la frammentazione degli habitat e degli habitat di specie;

- gli effetti diretti sulla specie.

I criteri di valutazione considerano incidenze parzialmente e pienamente positive o negative.

Ciò perché alcune norme si traducono in azioni dirette alla conservazione e al miglioramento

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del sistema naturalistico, altre, invece non sono definite con tale scopo ma, di riflesso vanno ad incidere positivamente sugli elementi della rete natura 2000.

L’analisi condotta sulla normativa di piano rispetto agli obiettivi di conservazione e gestione degli elementi della rete Natura 2000, non mette in evidenza incidenze negative o totali tra azione del piano e obiettivo di sostenibilità.

Numerose azioni di piano vanno a incidere in modo positivo sul sistema naturalistico. Il Piano pone particolare attenzione infatti alla realizzazione di una rete ecologica provinciale.

Al contrario non vi sono norme che vadano ad incidere negativamente su habitat o specie.

Si precisa che si ritiene necessario effettuare la adeguata Valutazione di Incidenza, ai sensi della D.G.R. 3173/06, per tutte le opere realizzate all’interno dei siti della rete Natura2000.

Si sottolinea, che i progetti di tipologia prevista dalle norme di livello provinciale, regionale, nazionale ed europeo, sono soggetti a valutazione di incidenza secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

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Alterazion Diminuzion e qualità Interferen e delle ze con le Perdita di Framment Perturbazi densità di acque, relazioni superficie azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO I – PARTE GENERALE (A) di habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

ART. 1 - CONTENUTI DEL PTCP Non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete Natura 2000

ART. 2 - ELABORATI COSTITUTIVI DEL PTCP Non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete Natura 2000 ART. 3 - QUADRO CONOSCITIVO E MONITORAGGIO DEL PIANO ART. 4 - COORDINAMENTO DEL PTCP CON I PIANI Gli articoli analizzati non evidenziano azioni di piano che possano interferire Non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete Natura 2000 con i siti di Rete natura 2000 ART. 5 - EFFICACIA

ART. 6 - FLESSIBILITÀ DEL P.T.C.P. Non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete Natura 2000

ART. 7 - DISCIPLINA TRANSITORIA Non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete Natura 2000 ART. 8 - ADEGUAMENTO AL PTCP DEGLI STRUMENTI URBANISTICI COMUNALI OD Non risultano possibili effetti significativi negativi sui siti della Rete Natura 2000 INTERCOMUNALI

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Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO II - FRAGILITA’ (C) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

Il PTCP recepisce, facendole proprie, tutte le vigenti prescrizioni dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino dei Fiumi Isonzo, Tagliamento, Piave e Brenta-Bacchiglione e dell’Autorità di Bacino del ART. 9 - SISTEMA DELLE FRAGILITA’ FISICO Fiume Adige. Ciò non determina effetti negativi con i siti della Rete Natura AMBIENTALI 2000 Direttive per le aree a pericolosita’ e/o rischio idraulico e geologico e per le fragilità ambientali che determinano che nella pianificazione comunale vengano valutati e limitati gli interventi che nelle aree che presentali fragilità ART. 10 - CARTA DELLE FRAGILITA’ PTCP ambientali. Ciò non va a incidere sui siti di Rete natura 2000. ART. 11 - RISCHIO SISMICO Non interferisce con i siti della Rete Natura 2000

ART. 12 - AREE DEGRADATE PER ☺ ☺ PRESENZA STORICA DI RIFIUTI Non interferisce con i siti della Rete Natura 2000 Il recupero e la rinaturalizzazione delle cave dismesse aumenta la qualità ART. 13 - PROGRAMMAZIONE E ☺ ☺ ☺ ☺ ambiente e naturale dell'area e quando va ad incidere indirettamente anche PIANIFICAZIONE DELL’ATTIVITÀ DI CAVA sugli habitat e sulle specie dei siti rete natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione degli elementi carsici non incidono sui ART. 14 - DIRETTIVE PER LE ARRE ☺ ☺ siti della Rete Natura 2000 al contrario vanno a migliorare la qualità CARSICHE dell'ambiente naturale ART. 15 - AREE DI EMERGENZE PER LA PROTEZIONE CIVILE Non interferisce con i siti della Rete Natura 2000

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Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO III – SISTEMA AGROFORESTALE (D) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

Gli obiettivi di qualificazione della funzione abitativa e di sostegno dell'economia rurale per la fruizione dei siti di interesse ambientale e ART. 16 - AGRITURISMI culturale non confligge con i siti della rete Natura 2000. le direttive sono definite allo scopo di contrastare l’avanzamento incontrollato della superficie boscata al fine di salvaguardare le ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ caratteristiche naturalistiche, paesaggistiche tipiche, ambientali e le funzioni ART. 17 - SALVAGUARDIA DEI PRATI, di difesa della biodiversità delle aree prative e pascolive montane, e quindi PASCOLI E FORESTE di salvaguardare habitat e specie. ART. 18 - PRODUZIONI ZOOTECNICHE Non interferisce con i siti della Rete Natura 2000 ART. 19 - LE PRODUZIONI AVICOLE Non interferisce con i siti della Rete Natura 2000 la direttiva definisce che i comuni provvedano nei propri strumenti a ART. 20 - IMBOSCHIMENTO DEI TERRITORI ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ prevedere interventi di rimboschimento anche al fine di favorire le AGRICOLI DI PIANURA connessioni ecologiche del territorio ART. 21 - ZONE AGRICOLE DI PARTICOLARE PREGIO Non interferisce con i siti della Rete Natura 2000 ART. 22 - CLASSIFICAZIONE DELLE AREE ☺ ☺ ☺ ☺ Fornisce direttive per preservare le zone agricole con conseguente RURALI vantaggio delle specie presenti ART. 23 - AREE DI AGRICOLTURA PERIURBANA Non interferisce con i siti della Rete Natura 2000 ART. 24 - AREE AGROPOLITANE Non interferisce con i siti della Rete Natura 2000

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Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO III – SISTEMA AGROFORESTALE (D) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

la direttiva prevede che i comuni provvedano nei propri strumenti a definire ART. 25 - AREE DI AGRICOLTURA MISTA A ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ azioni volte al mantenimento o accrescimento della complessità e diversità NATURALITÀ DIFFUSA degli ecosistemi rurali e naturali la direttiva prevede che i comuni provvedano nei propri strumenti a definire azioni volte a garantire la conservazione e il miglioramento della ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ biodiversità, anche attraverso la diversificazione degli ordinamenti produttivi ART. 26 – AREE AD ELEVATA e la realizzazione e il mantenimento di siepi e di formazioni arboree, lineari o UTILIZZAZIONE AGRICOLA (TERRE FERTILI) boscate, salvaguardando anche la continuità eco sistemica

Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni TITOLO IV – PREVENZIONE INQUINAMENTO di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi (E) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ la norma definisce delle direttive per la pianificazione comunale che vadano ART. 27 – AGENTI FISICI a ridurre emissioni acustiche e luminose la norma definisce delle direttive per la pianificazione comunale che vadano ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ a ridurre emissioni in atmosfera con un conseguente miglioramento della ART. 28 - LA RISORSA ARIA qualità ambientale la norma definisce delle direttive per la pianificazione comunale che vadano ☺ ☺ a ridurre emissioni con un conseguente miglioramento della qualità dell'acqua. La norma agisce in maniera positiva impedendo discariche in ART. 29 - LA RISORSA ACQUA tutte le aree identificate come zone di tutela per la ricarica delle falde,

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Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni TITOLO IV – PREVENZIONE INQUINAMENTO di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi (E) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

nonché in aree sottoposte a vincoli di tipo paesaggistico-naturalistico

Nel caso di cambiamento di destinazione d'uso dovranno essere valutati i ☺ livelli di inquinamento del sito e eventualmente adeguati secondo normativa ART. 30 - LA RISORSA SUOLO vigente ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ART. 31 - RIFIUTI la norma non incide sulla Rete Natura 2000. ☺ ☺ ART. 32 - RISORSE ENERGETICHE la norma non incide sulla Rete Natura 2000.

Alterazion e qualità Interferen Diminuzion delle ze con le Perdita Framment Perturbazi edensità acque, relazioniec TITOLO V - RISCHIO INCIDENTE RILEVANTE disuperfici azionedi Perdita di one dipopolazi dell’aria e osistemich (F) e dihabitat habitat specie dellespecie one dei suoli e Motivazione della Valutazione ART. 33 - AREE A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE la norma non incide sulla Rete Natura 2000.

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Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO VI – VINCOLI (G) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione ART. 34 – VINCOLI TERRITORIALI PREVISTI L'indicazione deriva da vincoli e gli ambiti dei piani di livello superiore e non DA DISPOSIZIONI DI LEGGE. incide sulla Rete Natura 2000.

Alterazion e qualità Interferen Perdita di delle ze con le superficie Framment Perturbazi Diminuzione acque, relazioni di azione Perdita di one delle densità di dell’aria e ecosistemi TITOLO VII - RISORSE NATURALI (B ED H) habitat di habitat specie specie popolazione dei suoli che Motivazione della Valutazione

il Piano individua elementi per la tutela delle risorse naturali tra cui i siti di Rete ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ Natura 2000 e da direttive alla pianificazione comunale con l'obiettivo di conservazione dell’ecosistema delle zone ricadenti in questi ambiti e la ART. 35 - RISORSE NATURALI salvaguardia delle diversità genetiche specie animali e vegetali presenti ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ART. 36 - RISORGIVE la norma prevede l'individuazione di aree verdi periurbane che assicurino la ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ fruibilità di una rete ambientale di interconnessione tra gli insediamenti esistenti ART. 37 - IL SISTEMA DELLE AREE VERDI e definisce una serie di direttive atte alla protezione dell’ambiente, salvaguardia PERIURBANE degli habitat; delle specie autoctone, all'incremento della biodiversità

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Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO VIII – CORRIDOI ECOLOGICI (I) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

Le norme di piano definiscono una serie di direttive per il miglioramento della ART. 38 - SALVAGUARDIA E SVILUPPO ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ funzionalità ecologica degli habitat e delle specie nei corridoi ecologici. Le aree DELLA RETE ECOLOGICA - RETE NATURA nucleo (elemento cardine della rete ecologica ) corrispondono ai siti di rete 2000 natura 2000.

ART. 39 – DIRETTIVE PER I GEOSITI, LE ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ L'individuazione di questi elementi non comporta alterazioni sui siti della Rete GROTTE E LE SORGENTI Natura 2000. Le direttive hanno l'obiettivo della tutela degli elementi degli habitat

Alterazion Diminuzio e qualità Interferen Perdita di ne delle ze con le superficie Framment Perturbazion densità di acque, relazioni di azione Perdita di e delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO IX - BENI CULTURALI (J) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

ART. 40 - CRESCITA SOCIALE E CULTURALE - SISTEMI TEMATICI DEI BENI CULTURALI E Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e DEGLI AMBITI PAESAGGISTICI DI archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della INTERESSE PROVINCIALE Rete Natura 2000 ART. 41 - IL SISTEMA DEI BENI Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ARCHEOLOGICI DI INTERESSE ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della PROVINCIALE Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della ART. 42 - IL SISTEMA DEI CENTRI STORICI Rete Natura 2000

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Alterazion Diminuzio e qualità Interferen Perdita di ne delle ze con le superficie Framment Perturbazion densità di acque, relazioni di azione Perdita di e delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO IX - BENI CULTURALI (J) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ART. 43 - MANUFATTI DELL’ARCHEOLOGIA archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della INDUSTRIALE Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della ART. 44 – IL SISTEMA DELLE VILLE VENETE Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ART. 45 - LE VILLE VENETE DI INTERESSE ☺ ☺ ☺ archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della PROVINCIALE Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ART. 46 - LE VILLE VENETE DI ☺ ☺ ☺ archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della PARTICOLARE INTERESSE PROVINCIALE. Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ☺ ☺ ☺ archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della ART. 47 – LE VILLE DEL PALLADIO Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ART. 48 - CONI VISUALI DEL SISTEMA ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della DELLE VILLE VENETE. Rete Natura 2000 ART. 49- SISTEMA DEI COMPLESSI ED EDIFICI DI PREGIO ARCHITETTONICO DI Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e INTERESSE PROVINCIALE E LE RELATIVE archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della PERTINENZE. Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ART. 50 - CENTRI DI SPIRITUALITÀ E DEI archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della GRANDI EDIFICI MONASTICI Rete Natura 2000

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Alterazion Diminuzio e qualità Interferen Perdita di ne delle ze con le superficie Framment Perturbazion densità di acque, relazioni di azione Perdita di e delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO IX - BENI CULTURALI (J) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ART. 51 - CITTÀ MURATE, MANUFATTI archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della DIFENSIVI E SITI FORTIFICATI Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ART. 52 - LUOGHI INDENTITARI DELLA archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della PATRIA E DELLA GRANDE GUERRA Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della ART. 53 - MUSEI Rete Natura 2000 ART. 54 - STAZIONI FERROVIARIE STORICHE E DI PREGIO ARCHITETTONICO Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e DI INTERESSE PROVINCIALE E archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della ARCHITETTURA DEL NOVECENTO. Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ART. 55 - AREALI CON SISTEMAZIONI archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della AGRARIE DI PREGIO PAESAGGISTICO Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ART. 56 - SISTEMA DELLE STRADE archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della STORICHE Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ☺ ☺ ☺ archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della ART. 57 - SISTEMA DEI GRANDI ALBERI Rete Natura 2000 Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della ART. 58 - ALTRI BENI STORICO-CULTURALI Rete Natura 2000

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Alterazion Diminuzio e qualità Interferen Perdita di ne delle ze con le superficie Framment Perturbazion densità di acque, relazioni di azione Perdita di e delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO IX - BENI CULTURALI (J) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

ART. 59 – AMBITI DI INTERESSE Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e NATURALISTICO E PAESAGGISTICO DA ☺ ☺ ☺ ☺ archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della TUTELARE E VALORIZZARE Rete Natura 2000 ART. 60 - ATLANTE DEL PATRIMONIO CULTURALE, ARCHITETTONICO, ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ARCHEOLOGICO E PAESAGGISTICO DELLA archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti della PROVINCIA DI VICENZA Rete Natura 2000

Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni TITOLO X - SISTEMA INFRASTRUTTURALE E di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi DELLE RETI DI COMUNICAZIONE (K) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

Le direttive non interferiscono con i siti della Rete Natura 2000, in quanto e di natura generale. Tuttavia l'obiettivo di ridurre l'impatto e l'incidenza ☺ ☺ ☺ ☺ ambientale degli insediamenti e delle attività, operando prioritariamente mediante il recupero e la riqualificazione degli insediamenti esistenti e ART. 61 - INDIVIDUAZIONE DELLE LINEE DI minimizzando il residuale consumo di suolo agricolo consente di SVILUPPO DEGLI INSEDIAMENTI minimizzare l'impatto sul territorio. ☺ ☺ ART. 62 - DIMENSIONAMENTO RESIDENZIALE Non interferisce con i siti della Rete Natura 2000

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Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni TITOLO X - SISTEMA INFRASTRUTTURALE E di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi DELLE RETI DI COMUNICAZIONE (K) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

La norma prevede che nella progettazione e realizzazione degli interventi infrastrutturali relativi al sistema della mobilità, che vadano ad interessare siti della rete Natura 2000 o elementi della rete ecologica, dovranno essere ART. 63 - IL SISTEMA DELLA MOBILITÀ previste particolari misure di mitigazione e di prevenzione rispetto alla frammentazione territoriale dovuta alla loro realizzazione, tenendo conto anche delle opportunità e dei possibili effetti positivi di interventi condotti in modo compatibile con la struttura naturale del paesaggio (agricoltura biologica, corridoi e fasce tampone lungo le infrastrutture viarie, opere di ingegneria naturalistica, ecc.). Si veda art. 38. Per quanto riguarda le previsioni contenute nel piano relative a nuova viabilità, interventi sulla rete ART. 64 - LA MOBILITÀ NELLA ferroviaria e la mobilità lenta, alcuni tracciati attraversano i Siti della Rete PIANIFICAZIONE COMUNALE Natura 2000 e potrebbero interferire con gli Habitat le specie presenti. Va tenuto conto del fatto che la norma di Piano persegue la valorizzazione e conservazione dei caratteri fisici, orfologici e vegetazionali e molte progettualità sono state recepite da pianificazione di livello superiore. Di conseguenza si rinvia alla VincA relativa alla progettazione delle eventuali opere. ART. 65 - SVILUPPO DEI SERVIZI TELEMATICI Non interferisce con i siti della Rete Natura 2000

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TITOLO XI - INSEDIAMENTI PRODUTTIVI E DEL TURISMO (M) Alterazion Diminuzion e qualità Interferen e delle ze con le Perdita di Framment Perturbazi densità di acque, relazioni superficie azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi CAPO I – INSEDIAMENTI PRODUTTIVI di habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione

L'obiettivo generale è quello di ridurre l'incidenza ambientale degli insediamenti e delle attività produttive, operando prioritariamente mediante il recupero e la riqualificazione degli insediamenti esistenti e minimizzando il ART. 66 - INDIRIZZI GENERALI residuale consumo di suolo. la norma definisce che gli ampliamenti delle aree produttive non devono ☺ ☺ ☺ ☺ pregiudicare la funzionalità della rete ecologica provinciale e prevede che ART. 67 - AREE PRODUTTIVE AMPLIABILI siano effettuati appositi studi di sostenibilità ambientale la norma definisce che gli ampliamenti delle aree produttive devono essere individuati al di fuori di Core Area, Stepping Stone, Buffer Zone e Corridoi ☺ ☺ ☺ ☺ Ecologici, come individuati dal PAT/PAT in applicazione di quanto previsto nella tavola 3 del P.T.C.P. L'Accordo Territoriale con la provincia garantisce ART. 68 – AMPLIAMENTI ULTERIORI la salvaguardia delle aree rete natura 2000 la norma definisce che gli ampliamenti delle aree produttive devono essere ART. 69 - ACCORDI TERRITORIALI PER ☺ ☺ ☺ ☺ individuati al di fuori di Core Area, Stepping Stone, Buffer Zone e Corridoi L’AMPLIAMENTO DI AREE PRODUTTIVE Ecologici, come individuati dal PAT/PAT in applicazione di quanto previsto SOVRACOMUNALI nella tavola 3 del P.T.C.P. ART. 70 - PEREQUAZIONE TERRITORIALE Le risorse conferite al fondo previsto dalla normativa sono utilizzate DELLE RISORSE DERIVANTI DAI NUOVI ☺ ☺ prioritariamente anche per la realizzazione degli interventi ambientali, e per INSEDIAMENTI PRODUTTIVI il raggiungimento dei requisiti minimi per la gestione sostenibile dell’area ART. 71 - AREE PRODUTTIVE NON in sede di PAT i comuni dovranno valutare se riconvertire o consolidare le AMPLIABILI aree

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TITOLO XI - INSEDIAMENTI PRODUTTIVI E DEL TURISMO (M) Alterazion Diminuzion e qualità Interferen e delle ze con le Perdita di Framment Perturbazi densità di acque, relazioni superficie azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi CAPO I – INSEDIAMENTI PRODUTTIVI di habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione ART. 72 - REQUISITI MINIMI PER LA ☺ ☺ La normativa definisce una serie di direttive progettuali per aumentare la GESTIONE SOSTENIBILE DELL’AREA qualità ambientale ART. 73 - I SISTEMI PRODUTTIVI DI RANGO REGIONALE Non interferiscono con i siti della Rete Natura 2000

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Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi CAPO II – COMMERCIO habitat di habitat specie specie e dei suoli che Le nuove previsioni commerciali (ove sia dimostrato che non si possono ☺ ☺ ☺ ☺ localizzare in aree produttive da riconvertire) non dovranno essere ART. 74 - STRUTTURE DELLA localizzate in elementi della rete ecologica quindi anche nei siti di rete DISTRIBUZIONE COMMERCIALE natura 2000 ART. 75 - COMMERCIO NEI CENTRI STORICI Gli obiettivi di rilancio del commercio nei centri storici non vanno ad ED URBANI interferire con i siti di Rete Natura 2000 ART. 76 - COMMERCIO NEI COMUNI Gli obiettivi di rilancio del commercio nei centri montani non vanno ad MONTANI interferire con i siti di Rete Natura 2000 la direttiva definisce che i Comuni in fase di redazione del PRC verifichino la compatibilità dell’eventuale localizzazione e/o rilocalizzazione di nuove ☺ ☺ grandi strutture di vendita rispetto alla compatibilità ambientale in particolare nella tutela delle risorse ambientali rispetto alla morfologia del territorio in ART. 77 - GRANDI STRUTTURE DI VENDITA coerenza con i parametri della componente idrogeologica e geomoforlogica. ART. 78 - SISTEMI COMMERCIALI COMPLESSI DI RANGO REGIONALE Non interferiscono con i siti della Rete Natura 2000

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Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi CAPO III – TURISMO habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione ART. 79 - DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ le direttive non prevedono azioni che vanno ad interferire con siti della Rete PRODUTTIVE: TURISMO Natura 2000

Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO XII – TERRITORI MONTANI habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione ART. 80 - IL SISTEMA DELLE MONTAGNE VICENTINE La norma definisce il recepimento di indicazioni a livello sovraordinato ART. 81 - TUTELA E VALORIZZAZIONE Gli obiettivi di qualificazione della funzione abitativa e di sostegno DELLE AREE CON EDILIZIA RURALE SPARSA dell'economia rurale, non confligge con i siti della rete Natura 2000.

La promozione di una rete di itinerari ciclabili, per la fruizione dei siti di interesse ambientale e culturale non confligge con i siti della rete Natura ART. 82 - LA MOBILITÀ SOSTENIBILE 2000. La direttiva prevede che nei casi di interventi infrastrutturali che compromettano aree boschive i comuni devono prevedere rimboschimenti ☺ ☺ ☺ adeguati alle condizioni ecologiche utilizzando specie arboree adatte ai rispettivi siti e individuare idonee misure compensative adeguate e ART. 83 - GESTIONE DELLA RISORSA commisurate agli interventi che comportino una riduzione della superficie FORESTALE forestale.

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Alterazion Diminuzion e qualità Interferen Perdita di e delle ze con le superficie Framment Perturbazi densità di acque, relazioni di azione Perdita di one delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO XII – TERRITORI MONTANI habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione Gli obiettivi di qualificazione della funzione abitativa e di sostegno ART. 84 - LE MALGHE dell'economia rurale, non interferisce con i siti della rete Natura 2000. Gli obiettivi di qualificazione della funzione turistico ricettiva dei rifugi e ART. 85 - RIFUGI E BIVACCHI bivacchi, non interferisce con i siti della rete Natura 2000. Gli obiettivi di tutela e valorizzazione dei beni culturali, architettonici e ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ archeologici e delle identità storico-culturali dei luoghi non incidono sui siti ART. 86 - TUTELA DEGLI ELEMENTI della Rete Natura 2000 al contrario vanno a migliorare la qualità NATURALISTICI E PAESAGGISTICI dell'ambiente naturale La promozione di una rete di itinerari ciclabili, per la fruizione dei siti di ART. 87 - PROMOZIONE DEL TURISMO ☺ interesse ambientale e culturale non interferisce con i siti della rete Natura SOSTENIBILE 2000.

Perdita di Diminuzio Alterazion Interferen superficie Framment Perturbazion ne e qualità ze con le TITOLO XIII – PIANIFICAZIONE di azione Perdita di e delle densità di delle relazioni COORDINATA (N) habitat di habitat specie specie popolazion acque, ecosistemi Motivazione della Valutazione

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e dell’aria e che dei suoli

ART. 88 - AMBITI “COMPLESSI” PER LA ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ FORMAZIONE DEI PATI ART.16 LR 11/04 ART. 89 - TERRITORI INTERESSATI DALLA ☺ ☺ ☺ ☺ VALDASTICO SUD ☺ ☺ ☺ ☺ ART. 90 - AREA PROGETTO VI.VER. I PATI saranno oggetto di Valutazione di Incidenza Ambientale. Le ☺ ☺ ☺ ☺ direttive esplicitate nelle norme di piano indirizzano la progettazione ART. 91 - VICENZA ED IL VICENTINO intercomunale alla tutela della naturalità l'individuazione di ambiti intercomunali garantirà che vi sia un confronto che va oltre ai confini ART. 92 - LA POLICITTÀ DELL’ALTO comunali sulle azioni che possono incidere su rete natura 2000 VICENTINO CON LE CENTRALITÀ DI ☺ ☺ ☺ ☺ VALDAGNO, SCHIO, THIENE. ☺ ☺ ☺ ☺ ART. 93 - BASSANO E PRIMA CINTURA ART. 94 - LA MULTIFUNZIONALITÀ DELLA ☺ ☺ ☺ ☺ TERRA BERICA

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Alterazion Diminuzio e qualità Interferen Perdita di ne delle ze con le superficie Framment Perturbazion densità di acque, relazioni di azione Perdita di e delle popolazion dell’aria e ecosistemi TITOLO XIV – PAT SEMPLIFICATI (O) habitat di habitat specie specie e dei suoli che Motivazione della Valutazione I PAT in forma semplifica saranno oggetto di Valutazione di Incidenza ART. 95 - PAT SEMPLIFICATI Ambientale.

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3.93.93.9 Direttive a salvaguardia di rete nanaturatura 2000tura 2000

Si riportano di seguito le direttive contenute nella normativa del PTCP che vanno a tutelare e a valorizzare gli elementi della rete ecologica provinciale e gli elementi di rete natura 2000.

Le direttive sono le disposizioni che rinviano, per la loro diretta attuazione, all’attività pianificatoria di livello comunale e implicano l’obbligo di adottare una variante di adeguamento da parte del P.R.C. entro un anno dalla approvazione del Piano provinciale.

Costituiscono criteri guida per i Comuni in sede di adozione o revisione degli strumenti urbanistici.

Riferimento estratto Testo della Direttiva Motivazione/effetti norme tecniche Art. 67 Gli ampliamenti delle aree produttive non devono pregiudicare la La direttiva è inserita nella norma AREE funzionalità della rete ecologica provinciale o compromettere gli relativa alla aree produttive definite PRODUTTIVE elementi di rete natura 2000. A tal proposito i Comuni dovranno “ampliabili” dal PTCP. Tale direttiva è AMPLIABILI elaborare idoneo studio della sostenibilità dell’intervento. rivolta alla pianificazione comunale o comma 4 lettera b) intercomunale al fine di evitare che tali ampliamenti incidano negativamente su elementi della rete ecologica e quindi sui siti di rete natura 2000. ART. 77 2. DIRETTIVE : La direttiva è inserita nella norma GRANDI a. Fatto salvo quanto già previsto nello strumento urbanistico relativa alla localizzazione delle aree STRUTTURE DI vigente alla data di adozione del presente Piano, la localizzazione delle per la grande distribuzione VENDITA nuove grandi strutture di vendita e di nuovi parchi avviene commerciale (di competenza del esclusivamente nell’ambito della riqualificazione e riconversione delle PTCP). Tale direttiva è rivolta alla comma 2 lettera b) “aree produttive non ampliabili ben connesse alla viabilità di primo pianificazione comunale o livello” di cui all’ART. 71, nelle quali sussista una idonea dotazione di intercomunale, per far si che la nuova infrastrutture e servizi esistenti, al fine di assicurare una maggiore localizzazione delle aree commerciali sostenibilità degli insediamenti nel territorio. sia individuata all’interno di aree b. Solamente a fronte di una dimostrata impossibilità di produttive non ampliabili, e che una riutilizzare tali aree, i PRC potranno considerare, per tali attività, altre nuova localizzazione, dovuta localizzazioni evitando, comunque, ubicazioni eccentriche, isolate o in all’impossibilità di riutilizzare aree aree caratterizzate da direttrici di trasporto già sature, o Gli produttive esistenti, non vada ampliamenti delle aree produttive non devono pregiudicare la pregiudicare la funzionalità degli funzionalità della rete ecologica provinciale o compromettere gli elementi principali della rete ecologica elementi di rete natura 2000. e quindi sui siti di rete natura 2000. ART. 83 1. DIRETTIVA: I Comuni in sede di PRC, qualora vengano La direttiva va a diretta tutela degli

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GESTIONE DELLA effettuati interventi per la realizzazione di opere infrastrutturali tali da elementi naturali nel caso in cui siano RISORSA compromettere aree boschive devono, compatibilmente con la LR n. previsti interventi per la realizzazione FORESTALE 52/1978 : di opere infrastrutturali tali da a. Prevedere rimboschimenti adeguati alle condizioni ecologiche compromettere aree boschive. e basati sullo sviluppo sostenibile. Tali interventi dovranno essere effettuati utilizzando specie arboree adatte ai rispettivi siti. b. Individuare idonee misure compensative adeguate e commisurate agli interventi che comportano una riduzione della superficie forestale. ART. 63 IL DIRETTIVA GENERALE. Nella progettazione e realizzazione degli La direttiva da indicazioni progettuali SISTEMA DELLA interventi infrastrutturali relativi al sistema della mobilità provinciale e per le infrastrutture che vadano a MOBILITÀ per gli interventi relativi alla mobilità nella pianificazione comunale, che interessare elementi della rete vadano ad interessare siti della rete Natura 2000 o elementi della rete ecologica Comma 6 ecologica, dovranno essere previste particolari misure di mitigazione e di prevenzione rispetto alla frammentazione territoriale dovuta alla loro realizzazione, tenendo conto anche delle opportunità e dei possibili effetti positivi di interventi condotti in modo compatibile con la struttura naturale del paesaggio (agricoltura biologica, corridoi e fasce tampone lungo le infrastrutture viarie, opere di ingegneria naturalistica, ecc.). ART. 35 1. Il P.T.R.C. vigente all’ articolo 33 NTA,“Direttive, prescrizioni Le direttive contenute nell’art. 35 delle RISORSE e vincoli per parchi, riserve naturali e aree di tutela paesaggistica NT hanno lo scopo la tutela e la NATURALI regionali”, individua gli ambiti per l'istituzione di parchi e riserve valorizzazione delle risorse naturali naturali regionali ai sensi della L.R. 16.8.1984, n. 40. Individua inoltre le aree di tutela paesaggistica di interesse regionale soggette a competenza degli Enti locali. 2. Il PTCP recepisce le indicazioni di tutela del P.T.R.C. e della normativa riguardante la Rete Natura 2000 3. Ambiti naturalistici di livello regionale: La Provincia, in concerto con i Comuni, promuove azioni e progetti di salvaguardia, tutela, ripristino e valorizzazione delle risorse che caratterizzano gli ambiti individuati dal PTRC vigente (art. 19 NTA “Direttive per la tutela delle risorse naturalisticoambientali”) privilegiando le modalità d'uso per la costituzione di oasi per la protezione della flora e della fauna, per le attività sportive o per gli usi ricreativi. Nelle aree in cui siano stati istituiti Piani ambientali, Piani d’area e dove ricadano i Siti della Rete Natura 2000, o lungo i corsi d’acqua vincolati ex L. 431/85, si osservano comunque le normative vigenti in materia. Le azioni sono volte: a. alla tutela della risorsa idrica, promovendo la creazione di boschetti; b. all’inserimento di siepi e fasce tampone nei bacini imbriferi e nelle aree di ricarica delle falde;

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c. alla tutela e valorizzazione e controllo spaziale delle formazioni vegetali esistenti, per un aumento della biodiversità; d. alla creazione di percorsi ed itinerari naturalistici e storico culturali per il tempo libero, valorizzando le emergenze naturalistiche ed architettoniche. 4. Zone umide naturali a. La Provincia, in concerto coi Comuni, con i Consorzi di Bonifica e le Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale – A.A.T.O., promuove azioni e progetti di salvaguardia, tutela, ripristino e valorizzazione delle risorse che caratterizzano gli ambiti individuati dal PTRC. b. Sono fatte salve le norme in materia di zone SIC o ZPS Rete Natura 2000 e quelle previste dal PTRC. 5. DIRETTIVE GENERALI: I Comuni, in sede di pianificazione, nel rispetto delle normative citate in precedenza, osservano e sviluppano le seguenti direttive generali: a. conservazione dell’ecosistema rappresentato dall’insieme delle biocenosi comprese nelle zone umide ricadenti in questi ambiti; b. salvaguardia delle diversità genetiche presenti; c. gestione di specie animali e vegetali e delle loro relative biocenosi in modo tale che l’utilizzo delle stesse, se necessario, avvenga con forme e modi che ne garantiscano la conservazione, la riproduzione e la densità biologica ottimale; d. mantenimento delle attività agricole nel territorio, indirizzandole ed incentivandole verso forme di produzione tipiche, verso il turismo rurale, verso la coltivazione biologica e la lotta integrata alle fisiopatie vegetali; e. per l’attuazione delle previsioni del PTCP nelle aree SIC o ZPS nei siti della rete Natura 2000 si dovrà ottemperare alla normativa che regola la V.Inc.A (Valutazione di Incidenza Ambientale) ai sensi della Direttiva Europea 92/43 CEE. 6. Principali corsi d’acqua e specchi lacuali. DIRETTIVA: In sede di pianificazione intercomunale con eventuale approfondimento a livello locale, i Comuni provvedono al controllo dei punti di possibile contaminazione lungo l’intero corso dei fiumi, dell’impatto delle infrastrutture (attraversamenti, ponti, etc.) degli insediamenti civili e produttivi, dell’impatto delle attività agricole che richiedono un monitoraggio costante da parte degli Enti competenti dei Consorzi di Bonifica, dell’ARPAV, delle Aziende ULSS, contro il rischio idraulico, di siccità e di inquinamento ed in particolare dettano specifiche norme per l’utilizzo e la valorizzazione naturalistica (es: fasce tampone, siepi, ecc) dei corsi d’acqua finalizzate a migliorare: a. la distribuzione agronomica delle deiezioni zootecniche e delle sostanze a utilizzo agrario che deve essere condotta in conformità al quadro normativo vigente ed in applicazione del codice di buona pratica

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agricola (Dir. 91/676/CE “Direttiva Nitrati”) al fine di prevenire la dispersione dei nutrienti e dei fitofarmaci nell’acquifero soggiacente; b. le derivazioni di acque superficiali, che devono essere regolate in modo da garantire il livello di deflusso (deflusso minimo vitale) necessario alla vita negli alvei sottesi e tale da non danneggiare gli equilibri negli ecosistemi interessati. 8. Aree umide (di origine antropica). DIRETTIVA: I Comuni, in sede di pianificazione urbanistica, dettano specifica normativa che preveda : a. la tutela e la valorizzazione naturalistica, didattica e per il tempo libero di cave abbandonate, che favoriscono lo sviluppo spontaneo di ecosistemi di area umida; b. la verifica della compatibilità fra diverse proposte d’uso secondo il valore naturalistico e la fragilità di ogni area considerata. ART. 36 1. Tutte le risorgive presenti all’interno della Provincia di Vicenza Le direttive contenute nell’art. 36 delle RISORGIVE sono di interesse provinciale. NT hanno lo scopo la tutela e la 2. Definizioni: emergenze puntiformi: sono costituite dalla nicchia di valorizzazione delle risorgive anche risorgiva (capofonte e relative sponde); emergenze diffuse: sono con prescrizioni. costituite da elementi lineari con presenza di emergenze diffuse lungo il corso d’acqua; aree di risorgiva: insieme di emergenze puntiformi ravvicinate. 3. PRESCRIZIONI PER EMERGENZE PUNTIFORMI ED EMERGENZE DIFFUSE : Nell’area occupata dalla risorgiva (risorgenza e ripe), è vietato qualsiasi intervento che alteri lo stato dei luoghi, a meno che non sia finalizzato ad un miglioramento dello stato ottimale e dell’indice di funzionalità di risorgiva (IFR) e alla manutenzione come di seguito definiti: a. manutenzione ordinaria: I. interventi di spurgo sia nella testa sia nell’asta finalizzate al mantenimento delle condizioni di libero flusso delle acque, e al mantenimento del fondo originale costituito in genere da sabbia e ghiaia fine (l’eventuale sfalcio deve essere effettuato mediante barra falciante o a mano per preservare le caratteristiche biologiche del fondo stesso);

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II. interventi di sfalcio al fine di tenere pulite le sponde; b. manutenzione straordinaria: I. Interventi di riassetto delle sponde eventualmente franate, l’asportazione di materiale derivanti da scarichi abusivi, aspirazione dei materiali presenti all’interno dei tubi ove presenti; II. Interventi di risagomatura delle sponde (con rapporto 1:2) nei casi in cui siano verticalizzate; III. Interventi di messa a dimora di alberi ed arbusti lungo il perimetro del fontanile al solo fine di stabilizzare le sponde, di incrementare l’ombreggiamento, con benefici influssi sull’entità di produzione primaria, migliorare la funzione di filtro biologico delle rive nei confronti dell’inquinamento diffuso, e di incrementare la varietà ambientale. Le essenze da impiegare sono quelle originarie (come riportato nelle schede di valutazione IFR) dei luoghi ed adatte alle condizioni stazionali, anche al fine di contrastare lo sviluppo delle specie infestanti. Il materiale utilizzato deve essere di certificata provenienza locale; IV. interventi di riattivazione idraulica dei tratti senili di risorgiva (riscavo del capifonte con asportazione del materiale di copertura, infissione di dreni d’affioramento, espurgo e risagomatura delle aste principali, sistemazione del ciglio spondale e ripristino della vegetazione). 4. PRESCRIZIONI PER LA FASCIA DI PROTEZIONE PRIMARIA: Per le emergenze puntiformi è costituita da una fascia di protezione di m. 20, computati a partire dal ciglio superiore delle ripe di cui al comma precedente, in cui è vietato qualsiasi intervento che ne pregiudichi lo stato ottimale e l’I.F.R.. Per le emergenze diffuse viene definita una fascia comprendente l'elemento idrologico (polla di risorgiva e corso d’acqua) di 5 metri computati a partire dal ciglio superiore delle ripe. Nella fascia di protezione primaria sono vietati nuovi interventi edificatori e infrastrutturali, o comunque atti a modificare lo stato dei luoghi e a depauperare il grado di naturalità, nonchè le alterazioni del sistema idraulico del capofonte e del micro ambiente costituitosi. Il comune adotta una disciplina di tutela, ove sono consentiti gli interventi di cui all’art. 3 comma 1, lett. a), b), c), d) del DPR 380/2001. a. Non sono comunque ammessi i seguenti interventi: I. apertura di cave che possono essere in connessione

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con la falda; II. apertura di pozzi ad eccezione di quelli che estraggono acque destinate al consumo umano e di quelli finalizzati alla variazione della estrazione ed alla protezione delle caratteristiche quali quantitative della risorsa idrica; III. gestione di rifiuti; IV. stoccaggio di prodotti ovvero sostanze chimiche pericolose e sostanze radioattive; V. centri di raccolta, demolizione e rottamazione di autoveicoli; VI. pozzi perdenti; VII. installazione di sostegni per infrastrutture ed impianti tecnologici; VIII. l’utilizzazione dei fertilizzanti, fitofarmaci ed altri presidi chimici. b. Sono consentiti, nell’ambito della fascia di protezione primaria di cui al comma 3, interventi finalizzati alla valorizzazione degli ecosistemi e della vegetazione, le attività di ricomposizione ambientale nonché gli interventi finalizzati all’accessibilità ai soli scopi di monitoraggio e didattico ricreativo. L’accessibilità dovrà comunque garantire il controllo e la regolazione della pressione antropica sull’ecosistema. 5. PRESCRIZIONI PER LA FASCIA DI PROTEZIONE SECONDARIA: le ulteriori aree di salvaguardia sono individuate dai Comuni in sede di PAT o PATI secondo il seguente schema: a. zona A di 150 metri per risorgive di classe ottima; b. zona B di 100 metri per risorgive di classe buona; c. zona C di 50 metri per risorgive di classe scarsa o pessima; In tali zone il Comune adotta, di concerto con i competenti uffici provinciali, una disciplina orientata alla limitazione degli insediamenti ed alla valorizzazione naturalistica e paesaggistica dei luoghi. Fino all’approvazione di tale disciplina sono consentiti solo gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria previsti dal comma 3 del presente articolo e gli interventi di cui all’art. 3 comma 1, lett. a), b), c), d) del DPR 380/2001 . 6. DIRETTIVE GENERALI: Gli atti di pianificazione comunale, in particolare i PAT e PATI, operano; a. l’individuazione puntuale di tutte le risorgive presenti nel territorio di competenza e l’eventuale aggiornamento del quadro conoscitivo provinciale ; b. di concerto con i competenti Uffici Provinciali la schedatura delle risorgive, che non risultano già identificate e schedate

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dal PTCP; c. la rappresentazione cartografica sia delle risorgive sia della relativa della fasce di protezione; d. la definizione, di concerto con i competenti Uffici Provinciali, delle misure che si possono adottare relative alla destinazione del territorio interessato, limitazioni e prescrizioni per gli insediamenti civili, produttivi, turistici, agroforestali e zootecnici; e. la valutazione, con i competenti Uffici Provinciali dell’ ampliamento della fascia di protezione I e II, di cui ai commi 3 e 4, al fine di assicurare la permeabilità del tessuto ambientale alle specie di flora e fauna, che necessitano di areali minimi per la loro sopravvivenza. f. dettano norme che tutelino le falde superficiali impedendo la realizzazione di qualsiasi intervento anche interrato. ART. 37 IL 1. Al fine di garantire la tutela e la sostenibilità delle risorse ambientali SISTEMA DELLE del territorio gli strumenti urbanistici comunali possono individuare AREE VERDI all’interno dei propri territori aree verdi periurbane che assicurino la PERIURBANE fruibilità di una rete ambientale di interconnessione tra gli insediamenti esistenti e garantiscano la valorizzazione dei territori agricoli o comunque di pregio in relazione alla vicina presenza di aree urbanizzate. 2. DIRETTIVA: Negli ambiti di territorio eventualmente individuati dagli strumenti urbanistici comunali come aree verdi periurbane ai sensi del primo comma la disciplina d’uso del territorio è finalizzata a: a. protezione dell’ambiente, tramite: I. salvaguardia degli habitat; II. salvaguardia delle specie autoctone; III. eliminazione delle specie alloctone; IV. incremento della biodiversità (mediante alberi morti, zone umide, prati ad erbe alte, ecotoni a cespuglio); V. conservazione dell’eterogeneità strutturale (siepi, boschi, fossi, agricolo, e simili); VI. protezione delle siepi e loro ampliamento al fine di realizzare dei corridoi interni; VII. conservazione, protezione e gestione oculata di fossi e fossati; VIII. divieto di tombinatura e di sfalcio in periodo riproduttivo per le specie di uccelli nidificanti; b. mantenimento e sostegno dell’attività agricola, tramite: I. salvaguardia dell’integrità del suolo agricolo, con divieto di impianto di nuove attività non agricole che necessitino di nuovi edifici o dell’ampliamento degli esistenti. L’impianto di nuove consistenze edilizie potrà essere consentito esclusivamente in compendi di frangia urbana; II. allocazione in aree urbanizzate degli interventi edificatori resi necessari dalle attività della popolazione presente;

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c. gestione agricola rispettosa dell’ambiente e del paesaggio, tramite: I. realizzazione di fasce tampone poste a protezione dei siti della rete Natura 2000 e delle aree vulnerabili, per le quali il gestore dell’area verde proporrà agli agricoltori convenzioni specifiche per la gestione (colture a perdere, piantumazione di siepi…); II. utilizzo razionale di pesticidi, insetticidi e sementi; III. sostegno ed incentivazione dell’agricoltura biologica; IV. proposte di tipologia edilizia caratterizzata da materiali tradizionali, da impiegare nelle aree non urbanizzate per la ristrutturazione di edifici esistenti); V. divieto di allevamenti intensivi; d. impianto di colture privilegiate tipiche del vicentino; e. promozione di turismo naturacultura e delle connesse attività commerciali di servizio, tramite: I. progettazione, realizzazione manutenzione di sentieri pedonali ; II. realizzazione di punti di ristoro (punto acqua, panchine, pannelli esplicativi) lungo i percorsi; III. realizzazione di punti di pronto soccorso; IV. realizzazione di percorsi ciclabili; V. promozione dell’equitazione. 3. Fermo quanto disposto dai precedenti commi 1 e 2, il PTCP individua direttamente il sistema delle aree verdi periurbane a servizio del sistema insediativo centrale di Vicenza e dei comuni di cintura. 4. Tra le iniziative già in atto, da valorizzare nell’ambito di questo sistema, si segnalano: a. ad Ovest della città il progetto di riqualificazione fluviale del fiume Retrone; b. ad Est l’ambito del territorio comunale di Torri di Quartesolo attraversato dal fiume Tesina; c. a Nord l’ambito delle sorgenti del Bacchiglione; d. a Sud l’ambito dell’ex cava di S. Rocco e lago di Fimon. 5. DIRETTIVA: I comuni interessati dal sistema di aree verdi periurbane a servizio del sistema insediativo centrale di Vicenza e dei comuni di cintura individuano azioni volte a sviluppare un reticolo connettivo di percorsi ciclopedonali, per incentivarne la fruizione, per favorire in particolare le relazioni tra le aree verdi stesse ed il capoluogo. ART. 38 1. La struttura della rete ecologica di livello provinciale è SALVAGUARDIA E identificata nella tav. 3 che indica anche gli elementi della Rete SVILUPPO DELLA Ecologica Regionale. La rete ecologica provinciale è il riferimento per la RETE ECOLOGICA definizione e per lo sviluppo di reti ecologiche di livello locale, ed è RETE NATURA costituita prioritariamente da: 2000 a. area nucleo: nodi della rete, costituiti dai siti della Rete

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Natura 2000 individuati ai sensi delle Direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE e dalle Aree Naturali Protette ai sensi della Legge 394/91, sono aree già sottoposte a tutela, ove sono presenti biotopi, habitat naturali e seminaturali, ecosistemi terrestri ed acquatici caratterizzati da un alto livello di biodiversità. b. stepping stone: area naturale o seminaturale, con collocazione geografica e caratteri morfostrutturali atti a favorire trasferimenti di organismi fra i nodi. c. corridoi: elemento lineare atto a favorire la permeabilità ecologica del territorio e, quindi, il mantenimento ed il recupero delle connessioni fra ecosistemi e biotopi. I. Si distinguono: — corridoi principali, corrispondenti ai sistemi naturali lineari di maggiori dimensioni e valenze naturalistiche: sono rappresentati da corsi d’acqua o da sistemi agrovegetazionali a prevalente sviluppo lineare; — corridoi secondari, corrispondenti sostanzialmente a corsi d’acqua, i quali, se pur in misura inferiore ai precedenti, possono tuttavia concorrere alla funzionalità ecologica reticolare a livello locale. — corridoi ecologici del PTRC, quali ambiti di sufficiente estensione e naturalità, aventi struttura lineare continua, anche diffusa, o discontinua, essenziali per la migrazione, la distribuzione geografica e lo scambio genetico di specie vegetali ed animali, con funzione di protezione ecologica attuata filtrando gli effetti dell’antropizzazione; d. buffer zone: area cuscinetto. Rappresenta un’area contigua e di rispetto adiacente alle aree nucleo, con funzionalità multipla (ad es. mitigazione dell’effetto margine). e. restoration area: area di rinaturalizzazione. Ambito dotato di elementi naturalità diffusa, anche con presenza di nuclei naturali relitti. Fanno parte di tale tipologia gli ambiti di risorgiva, fortemente caratterizzanti il territorio provinciale, e varie aree agricole, soprattutto in destra Brenta. 2. Fanno parte della rete ecologica anche gli elementi puntiformi o a prevalente sviluppo lineare, quali siepi, filari, zone boscate, vegetazione arboreoarbustiva perifluviale che, nel loro insieme, determinano “sistemi a naturalità diffusa” di notevole rilevanza ecologica nel sistema ambientale di area vasta. Come tali, ed in quanto elementi di notevole significato storico e paesaggistico, essi vanno tutelati e, ove necessario, riqualificati. 3. La tav. 3 individua altresì le barriere infrastrutturali, ovvero gli elementi puntuali di discontinuità della rete costituiti per lo più da infrastrutture importanti di tipo lineare. 4. DIRETTIVE PER LA RETE ECOLOGICA PROVINCIALE: a. La Provincia definisce le azioni necessarie per il miglioramento della funzionalità ecologica degli habitat e delle specie

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nei diversi elementi della rete ecologica. b. I Comuni, in sede di PAT/PATI, recepiscono gli elementi della rete ecologica delineata nella tavola n. 3. Ad esclusione degli elementi della rete ecologica regionale, che sono disciplinati dal PTRC , i Comuni possono verificare, specificare, integrare e, motivatamente, concertare con la Provincia la revisione del disegno degli elementi della rete, senza che ciò comporti procedura di variante al Piano Provinciale, con la finalità di garantire il collegamento funzionale tra i nodi ecologici ed i biotopi per il passaggio delle specie limitatamente al territorio di propria competenza, perseguendo le seguenti azioni: I. il potenziamento di adeguati livelli di biodiversità vegetazionale e faunistica; II. la previsione di realizzare neoecosistemi anche con finalità di miglioramento dell’inserimento paesaggistico di infrastrutture ed aree insediate; III. l’individuazione di corridoi ecologici fluviali e il miglioramento delle capacità di autodepurazione dei reticoli idrografici; IV. la valorizzazione di elementi residuali ma ecologicamente significativi del paesaggio storico vicentino, quali le risorgive; V. la gestione e la conservazione dell’agricoltura in quanto soggetto di salvaguardia dei territori a funzione, anche favorendo le colture specializzate ed incentivando forme di agricoltura compatibile o con finalità “a perdere” in favore del mantenimento di particolari specie animali (anche di interesse venatorio); VI. la riqualificazione di aree degradate quali cave, discariche, aree industriali dismesse, etc. con finalità di valorizzare i siti naturalistici esistenti, siti della Rete Natura 2000, creando un sistema unitario con la rete ecologica, così come individuata nella tav. 3 di Piano, recuperando e valorizzando i beni d’interesse storicoarchitettonico e ambientale, i percorsi ciclopedonali esistenti ed in progetto, nell’ambito di una valorizzazione turistica complessiva dell’area. c. Per le buffer zone, per contiguità e per caratteri naturalistici simili ai nodi, vanno previste specifiche misure di tutela. In particolare, anche sulla base di idonee misure gestionali, dovranno essere evitate le trasformazioni in grado di arrecare perturbazioni agli habitat e/o alle specie caratterizzanti i nodi di pertinenza. d. Per le restoration area gli strumenti urbanistici dovranno incentivare gli interventi e le forme di conduzione che possano contribuire a tutelare ed a riqualificare gli elementi di naturalità del contesto. e. I comuni, nel PRC, prevedono, alla scala progettuale di competenza, gli idonei interventi di mitigazione e/o di compensazione per le barriere infrastrutturali che interessano la rete ecologica provinciale e comunale. f. I sistemi di connessione ecologica che interessano più

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Comuni possono essere modificati solamente previa concertazione con la Provincia o con lo sviluppo di PATI che coinvolgano i Comuni interessati.

5. DIRETTIVA PER LA RETE ECOLOGICA LOCALE: I Comuni, in sede di PRC, individuano altresì la rete ecologica locale, costituita da un sistema reticolare coerente con la rete ecologica provinciale e regionale e dettano norme finalizzate a: a. La rete locale rappresenta il luogo preferenziale dove istituire aree di riequilibrio ecologico, ove sarà quindi da evitare o regolamentare ogni intervento di edificazione e di impermeabilizzazione dei suoli. In generale sono da limitare le nuove edificazioni ad alto consumo di suolo (urbanizzazione diffusa) e fortemente impattanti: impianti industriali inquinanti e legati a un elevato carico trasportistico. b. Al fine di garantire l’efficacia della rete ecologica, le opere di nuova realizzazione, sia edilizia che infrastrutturale, dovranno prevedere interventi contestuali e/o preventivi di mitigazione e compensazione in modo tale che, al termine di tutte le operazioni, la funzionalità ecologica complessiva risulti accresciuta o comunque garantita. Ciò potrà comportare la realizzazione di neoecosistemi che dovranno avere superficie e struttura efficaci per la compensazione della tipologia ed entità della trasformazione, tenendo conto degli impatti dovuti alla sua realizzazione, comprese le fasi di cantiere. c. Il sistema del verde urbano dovrà – ove possibile – essere funzionalmente collegato al sistema reticolare d’area vasta, mediante opportuna progettazione che tenga conto, oltre che delle valenze esteticopercettive del verde, anche della sua valenza in termini di incremento della naturalità diffusa. Pertanto, le aree cuscinetto ed eventuali aree residuali libere, funzionali alla connettività della rete, dovranno essere salvaguardate, con prevalente destinazione d’uso a verde, la cui progettazione e realizzazione dovrà tener conto della multifunzionalità legata alla qualità urbana e alla continuità della rete ecologica. d. I Comuni dovranno inoltre promuovere e, ove necessario prescrivere, interventi di mitigazione degli insediamenti civili e produttivi esistenti, al fine di incrementare la funzionalità ecologica dell’intero territorio di propria competenza. e. L’insieme degli interventi atti a costituire o a rafforzare la rete ecologica locale potranno, compatibilmente con le esigenze ecologiche della rete, favorire lo sviluppo di attività di fruizione in corrispondenza degli elementi della rete, nonché tendere allo sviluppo di attività economiche ecocompatibili. 6. DIRETTIVE GENERALI: a. La documentazione prevista dalla VAS per la redazione dei PAT/PATI dovrà verificare il mantenimento delle connessioni della rete

183

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

ecologica con i siti della rete Natura 2000. b. Le previsioni urbanistiche che interessano la rete ecologica non devono pregiudicare la funzionalità della rete stessa. A tal proposito i Comuni dovranno elaborare idoneo studio della sostenibilità degli interventi previsti. c. Nella progettazione e realizzazione degli interventi di trasformazione del territorio nell’ambito della rete ecologica, dovranno essere previste particolari misure di mitigazione e di prevenzione rispetto alla frammentazione territoriale dovuta alla loro realizzazione, tenendo conto anche delle opportunità e dei possibili effetti positivi di interventi condotti in modo compatibile con la struttura naturale del paesaggio (agricoltura biologica, corridoi e fasce tampone lungo le infrastrutture viarie, opere di ingegneria naturalistica, ecc.). d. La progettazione delle infrastrutture viarie che interessino elementi della rete ecologica dovrà essere supportata da opportuni studi che verifichino se la realizzazione degli interventi vada a interrompere o compromettere la funzionalità ecologica della rete stessa, in particolar modo nelle aree nucleo e nei corridoi ecologici provinciali. In tal caso deve prevedere, già in fase progettuale, il posizionamento di sottopassi o sovrappassi per animali corredati di elementi utili al loro funzionamento. È opportuna la previsione di fasce boscate di larghezza non inferiore a metri dieci lungo la struttura da individuare all’interno della fascia di rispetto dell’infrastruttura stessa ed in coerenza con le vigenti norme di legge. L’organizzazione delle fasce laterali potrà avvenire in modo da produrre funzioni multiple, sia ecologiche (connettività longitudinale) sia territoriali (percorsi ciclopedonali). e. Per gli interventi che interessano i corridoi ecologici, così come individuati ai sensi del presente articolo, comma 4 lett. b, deve essere verificato che non siano interrotte o deteriorate le funzioni di connessione ecologica garantite dai corridoi stessi.

184

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

SCREENING FASE 4 CONCLUSIONI e SCHEMA

RIEPILOGATIVO

Allegato A – DGR n.3173 del 10.10.2006

185

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

SINTESI DEDELLALLA PROCEDURA DI SCREENING (ai sensi della DGR n. 3173 del

20/10/06)

PIANOPIANOP PIANOIANO

Piano Territoriale di Coordinamento Il Piano Territoriale Provinciale di Coordinamento definisce un sistema di

Provinciale obiettivi, sviluppato

per proteggere e disciplinare il territorio in un'ottica di sviluppo sostenibile.

Le finalità del piano vengono esplicitate attraverso 168 azioni, che affrontano

i seguenti temi:

Sistema delle fragilità; sistema agroforestale, prevenzione inquinamento,

sistema della biodiversità, tutela e valorizzazione dei beni architettonici e

ambientali, sistema infrastrutturale e delle reti di comunicazione, gli

indirizzi per gli ambienti insediativi, insediamenti produttivi turistico ricettivi

grandi strutture di vendita.

Codici e denominazione Siti Natura IT 32 10 040 Monti LessiniPasubioPiccole Dolomiti Vicentine IT 32 20 002

2000 interessati Granezza IT 32 20 005 Ex Cave di CasaleVicenza IT 32 20 007 Fiume

Brenta dal confine trentino a Cismon del Grappa IT 32 20 008 Buso della

Rana IT 32 20 013 Bosco di Dueville IT 32 20 040 Bosco di Dueville e

Risorgive limitrofe IT 32 20 036 Altopiano dei Sette Comuni IT 32 20 037

Colli Berici IT 32 30 022 Massiccio del Grappa IT 32 20 038 Torrente

Valdiezza IT 32 20 039 Biotopo “le Poscole” IT 32 60 018 Grave e Zone

Umide della Brenta

Altri Piani o progetti con possibili effetti L'elenco dei piani considerati, con una breve sintesi degli obiettivi e gli estremi combinati di approvazione, è riportato all'interno del paragrafo IDENTIFICAZIONE DI PIANI

CHE POSSONO INTERAGIRE CONGIUNTAMENTE.

VALUTAZIONVALUTAZIONEE DI SIGNIFICATIVITA’ DEGLI EFFETTI

Descrizione di come il Piano (da solo o Le analisi e le valutazioni considerano l’intero livello strategico definito dal PTCP per azione combinata) incida o non con riferimento alle norme di piano. Risulta comunque significativo il ruolo incida negativamente sui siti di Natura svolto dai temi “flora, fauna, biodiversità”, “Rete Ecologica”, e “prevenzione e

2000 difesa dall’inquinamento”, poiché identificano e delineano con precisione gli

aspetti rilevanti per la tutela degli habitat e delle specie della rete ecologica

europea Natura 2000. In particolare le azioni e le norme relative alla rete

186

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

Natura2000 costituiscono un vero e proprio elemento invariante dell’intero

sistema per ciò che concerne la Valutazione di Incidenza. Emerge

complessivamente che attuate le indicazioni metodologiche, le azioni proposte

dal P.T.C.P. non determinano incidenze significative sugli habitat e sulle specie

della rete ecologica europea Natura 2000.

Consultazione con gli Organi e Enti Le fasi di concertazione legate all’iter di adozione del Piano hanno coinvolto i competenti e risultati della temi della tutela dei siti di Natura 2000. consultazione L'elenco dei soggetti che hanno preso parte o che saranno coinvolti nella

procedura di valutazione ambientale è riportata nell'allegato A al Rapporto

Ambientale della V.A.S.

Dati raccoltiraccolti per l’elaborazione dello screening responsabili della fonte dei dati Livello di Luogo dove possono essere verificaverificaverifica completezza delle reperiti e visionati i dati

informazioni utilizzatiutilizzatiutilizzati

Arch. Roberto La documentazione relativa ai piani e programmi buono Provincia di Vicenza

Josè Bavaresco di settore indicati nel presente documento e le Area LL. PP. – Ambiente e

altre informazioni di carattere tecnico sono Territorio

rinvenibili presso l’Area LL. PP. – Ambiente e Settore Urbanistica

Territorio Settore Urbanistica la Provincia di Contrà San Marco, 30

Vicenza. 36100 Vicenza (VI)

“Relazione per la valutazione di incidenza buono Provincia di Vicenza

ambientale delle azioni del P.T.C.P. della

Provincia di Vicenza sui siti di natura 2000”

anno 2006.

Dott.biol. Paola Modena, Dott. Serena Tarocco

Dott.geol. Pietro Zangheri.

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALESARECO, 2005. buono Provincia di Vicenza

La biodiversità delle aree SIC/ZPS della Provincia

di Vicenza

AURIGHI M., VITTADELLO A., ZANGHERI P. (2001) buono Studio Tecnico Zangheri e

Le risorgive come indicatore ambientale del Basso, Padova

187

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

Dati raccolti per l’elaborazione dello screening

sistema idrogeologico della pianura del medio

Brenta (extended abstract). Atti del Convegno

Nazionale “conoscenza e salvaguardia delle aree

di pianura – il contributo delle scienze della

terra”, Ferrara 811 Novembre 1999

BENFATTI D., MODENA P., TAROCCO S., ottimo Studio Paola Modena

ZANGHERI P. (2002) – Tutela e valorizzazione Verona

delle

risorgive – Una scheda per il censimento e la

valutazione. “Ambiente Risorse Salute”,Padova

GRUPPO VICENTINO DI , STUDI ORNITOLOGICI ottimo Provincia di Vicenza

“NISORIA”, E MUSEO NATURALISTICO

ARCHEOLOGICO DI VICENZA, 1997. Atlante degli

uccelli nidificanti in Provincia di Vicenza.

Gilberto Padovan Editore Vicenza

AA. VARI, 2006. I siti di importanza comunitaria ottimo Studio Paola Modena

della montagna vicentina. VENETO Verona

AGRICOLTURA, LEGNARO (PD)

GRUPPO VICENTINO DI , STUDI ORNITOLOGICI ottimo Provincia di Vicenza

“NISORIA”, E MUSEO NATURALISTICO

ARCHEOLOGICO DI VICENZA, 2000. Atlante degli

Anfibi e dei Rettili della Provincia di Vicenza.

Gilberto Padovan Editore Vicenza

LAUSI, D, PIGNATTI S, POLDINI L., 1978. Carta buono Studio Paola Modena

della vegetazione dell’Alto Friuli. Zona colpita Verona

dai terremoti del maggiosettembre 1976.

CNR,AQ/1/3. Roma.

MODENA P, ZANGHERI P., 2005. Tutela e ottimo Studio Paola Modena,

valorizzazione delle risorgive della Provincia di Verona

Vicenza. AATO Bacchiglione, Provincia di Vicenza Studio Zangheri e Basso,

(inedito) Padova

188

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

Dati raccolti per l’elaborazione dello screening

FRANCESCATO V., LODI G., PAOLUCCI P., ottimo Studio Tecnico Zangheri e

ZANGHERI P. (2002) – La nostra Brenta. Libro Basso, Padova

edito a cura del Centro Internazionale Civiltà

dell’Acqua in collaborazione con Camera di

Commercio Industria Agricoltura e Artigianato

Padova.

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area negativa delle negativa delle effetti sinergici COD. HABITAT oggetto di incidenze dirette incidenze indirette e cumulativi valutazione

3130 Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoëto-Nanojuncetea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

3150 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

3220 Fiumi alpini con vegetazione riparia erbacea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

3240 Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix elaeagnos Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

3260 Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa Callitricho-Batrachion

4070 Boscaglie di Pinus mugo e Rhododendron hirsutum (Mugo-Rhododendretum hirsuti) Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

5130 Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

6170 Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

6210 Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco -Brometalia) (* notevole Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa fioritura di orchidee)

189

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area negativa delle negativa delle effetti sinergici COD. HABITAT oggetto di incidenze dirette incidenze indirette e cumulativi valutazione

6230 Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa dell'Europa continentale)

6410 Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa caeruleae)

6430 Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

6510 Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa officinalis)

6520 Praterie montane da fieno Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

7140 Torbiere di transizione e instabili Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

7210 Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

7230 Torbiere basse alcaline Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

8160 Ghiaioni dell'Europa centrale calcarei di collina e montagna Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

8210 Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

8230 Rocce silicee con vegetazione pioniera del Sedo-Scleranthion o del Sedo albi- Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa Veronicion dillenii

8310 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9110 Faggeti del Luzulo-Fagetum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9130 Faggeti dell'Asperulo-Fagetum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9150 Faggeti calcicoli dell'Europa centrale del Cephalanthero-Fagion Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

190

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area negativa delle negativa delle effetti sinergici COD. HABITAT oggetto di incidenze dirette incidenze indirette e cumulativi valutazione

9180 Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa incanae, Salicion albae)

91H0 Boschi pannonici di Quercus pubescens Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9260 Foreste di Castanea sativa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

92A0 Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9410 Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea) Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e COD. NOME valutazione dirette indirette cumulativi

1060 Lycaena dispar Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1083 Lucanus cervus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1088 Cerambyx cerdo Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1092 Austropotamobius pallipes Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1097 Lethenteron zanandreai Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1107 Salmo marmoratus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1114 Rutilus pigus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1115 Chondrostoma genei Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

191

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e COD. NOME valutazione dirette indirette cumulativi

1131 Leuciscus souffia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1137 Barbus plebejus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1138 Barbus meridionalis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1140 Chondrostoma soetta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1149 Cobitis taenia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1163 Cottus gobio Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1167 Triturus carnifex Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1169 Salamandra atra aurorae Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1193 Bombina variegata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1215 Rana latastei Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1220 Emys orbicularis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1303 Rhinolophus hipposideros Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1304 Rhinolophus ferrumequinum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1305 Rhinolophus euryale Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1307 Myotis blythii Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1310 Miniopterus schreibersi Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1323 Myotis bechsteini Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1324 Myotis myotis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1361 Lynx lynx Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1525 Saxifraga berica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1604 Eryngium alpinum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1902 Cypripedium calceolus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1991 Sabanejewia larvata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

4104 Himantoglossum adriaticum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A001 Gavia stellata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A002 Gavia arctica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e COD. NOME valutazione dirette indirette cumulativi

A004 Tachybaptus ruficollis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A005 Podiceps cristatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A006 Podiceps grisegena Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A021 Botaurus stellaris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A022 Ixobrychus minutus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A023 Nycticorax nycticorax Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A024 Ardeola ralloides Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A026 Egretta garzetta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A028 Ardea cinerea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A029 Ardea purpurea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A030 Ciconia nigra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A031 Ciconia ciconia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A051 Anas strepera Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A052 Anas crecca Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A054 Anas acuta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A055 Anas querquedula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A056 Anas clypeata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A067 Bucephala clangula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A072 Pernis apivorus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A073 Milvus migrans Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A074 Milvus milvus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A080 Circaetus gallicus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A081 Circus aeruginosus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A082 Circus cyaneus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A084 Circus pygargus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A085 Accipiter gentilis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

193

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e COD. NOME valutazione dirette indirette cumulativi

A086 Accipiter nisus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A087 Buteo buteo Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A091 Aquila chrysaetos Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A092 Hieraaetus pennatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A094 Pandion haliaetus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A096 Falco tinnunculus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A097 Falco vespertinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A098 Falco columbarius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A099 Falco subbuteo Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A103 Falco peregrinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A104 Bonasa bonasia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A108 Tetrao urogallus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A118 Rallus aquaticus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A119 Porzana porzana Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A120 Porzana parva Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A122 Crex crex Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A123 Gallinula chloropus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A125 Fulica atra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A136 Charadrius dubius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A140 Pluvialis apricaria Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A151 Philomachus pugnax Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A152 Lymnocryptes minimus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A153 Gallinago gallinago Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A155 Scolopax rusticola Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A165 Tringa ochropus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A166 Tringa glareola Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

194

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e COD. NOME valutazione dirette indirette cumulativi

A168 Actitis hypoleucos Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A197 Chlidonias niger Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A198 Chlidonias leucopterus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A208 Columba palumbus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A209 Streptopelia decaocto Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A212 Cuculus canorus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A213 Tyto alba Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A214 Otus scops Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A215 Bubo bubo Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A217 Glaucidium passerinum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A218 Athene noctua Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A219 Strix aluco Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A221 Asio otus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A223 Aegolius funereus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A224 Caprimulgus europaeus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A226 Apus apus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A228 Apus melba Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A229 Alcedo atthis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A230 Merops apiaster Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A232 Upupa epops Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A234 Picus canus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A235 Picus viridis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A236 Dryocopus martius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A237 Dendrocopos major Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A246 Lullula arborea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A247 Alauda arvensis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

195

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e COD. NOME valutazione dirette indirette cumulativi

A249 Riparia riparia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A250 Ptyonoprogne rupestris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A251 Hirundo rustica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A252 Hirundo daurica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A253 Delichon urbica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A255 Anthus campestris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A256 Anthus trivialis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A259 Anthus spinoletta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A260 Motacilla cinerea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A261 Motacilla cinerea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A262 Motacilla alba Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A264 Cinclus cinclus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A265 Troglodytes troglodytes Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A267 Prunella collaris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A269 Erithacus rubecula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A272 Luscinia svecica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A273 Phoenicurus ochruros Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A274 Phoenicurus phoenicurus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A276 Saxicola torquata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A277 Oenanthe oenanthe Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A280 Monticola saxatilis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A281 Monticola solitarius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A282 Turdus torquatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A283 Turdus merula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A285 Turdus philomelos Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A292 Locustella luscinioides Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

196

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e COD. NOME valutazione dirette indirette cumulativi

A293 Acrocephalus melanopogon Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A294 Acrocephalus paludicola Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A295 Acrocephalus schoenobaenus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A297 Acrocephalus scirpaceus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A298 Acrocephalus arundinaceus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A300 Hippolais polyglotta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A305 Sylvia melanocephala Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A307 Sylvia nisoria Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A308 Sylvia curruca Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A309 Sylvia communis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A310 Sylvia borin Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A311 Sylvia atricapilla Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A313 Phylloscopus bonelli Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A314 Phylloscopus sibilatrix Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A315 Phylloscopus collybita Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A317 Regulus regulus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A319 Muscicapa striata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A321 Ficedula albicollis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A323 Panurus biarmicus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A324 Aegithalos caudatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A325 Parus palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A326 Parus montanus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A327 Parus cristatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A328 Parus ater Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A329 Parus caeruleus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A330 Parus major Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

197

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e COD. NOME valutazione dirette indirette cumulativi

A332 Sitta europaea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A333 Tichodroma muraria Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A335 Certhia brachydactyla Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A336 Remiz pendulinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A338 Lanius collurio Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A339 Lanius minor Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A340 Lanius excubitor Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A342 Garrulus glandarius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A344 Nucifraga caryocatactes Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A345 Pyrrhocorax graculus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A348 Corvus frugilegus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A350 Corvus corax Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A351 Sturnus vulgaris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A354 Passer domesticus italiae Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A356 Passer montanus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A358 Montifringilla nivalis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A359 Fringilla coelebs Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A361 Serinus serinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A363 Carduelis chloris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A364 Carduelis carduelis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A365 Carduelis spinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A368 Carduelis flammea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A369 Loxia curvirostra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A373 Coccothraustes coccothraustes Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A376 Emberiza citrinella Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A377 Emberiza cirlus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

198

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e COD. NOME valutazione dirette indirette cumulativi

A378 Emberiza cia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A379 Emberiza hortulana Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A381 Emberiza schoeniclus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A383 Miliaria calandra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A408 Lagopus mutus helveticus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A409 Tetrao tetrix tetrix Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A412 Alectoris graeca saxatilis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e NOME valutazione dirette indirette cumulativi

Adenophora liliifolia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Allium angulosum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Allium suaveolens Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Alopecurus aequalis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Alopecurus utriculatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Andromeda polifolia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Androsace hausmannii Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Androsace lactea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Anguis fragilis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Antisphodrus schreibersi Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Aquilegia einseleana Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Arnica montana Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

199

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e NOME valutazione dirette indirette cumulativi

Artemisia campestris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Arvicola terrestris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Asparagus acutifolius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Asplenium adiantum-nigrum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Asplenium fissum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Asplenium lepidum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Athamanta turbith Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Athamanta vestina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Bartsia alpina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Bufo bufo Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Bunium bulbocastanum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Bupleurum petraeum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Calamagrostis pseudophragmites Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Campanula caespitosa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Capreolus capreolus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cardamine amara Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cardamine hayneana Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cardamine trifolia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex austroalpina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex davalliana Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex diandra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex limosa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Centaurea alpina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Centaurea rupestris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cervus elaphus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

200

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e NOME valutazione dirette indirette cumulativi

Chionomys nivalis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cirsium carniolicum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cirsium palustre Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Coluber viridiflavus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Coronella austriaca Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Coronilla scorpioides Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cortusa matthioli Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Corydalis lutea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cotinus coggyria Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Crepis paludosa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Crocidura leucodon Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cucubalus baccifer Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cyperus flavescens Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cyperus fuscus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cytisus pseudoprocumbens Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Daphne alpina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Drosera rotundifolia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Echinops sphaerocephalus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Elaphe longissima Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Eliomys quercinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Epipactis palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Erinaceus europaeus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Eriophorum latifolium Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Eriophorum vaginatum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Euphrasia tricuspidata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

201

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e NOME valutazione dirette indirette cumulativi

Festuca alpestris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Galanthus nivalis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Galium baldense Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gasterosteus aculeatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Genista sericea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gentiana lutea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gentiana symphyandra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Geranium argenteum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Geranium macrorrhizum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Geranium sibiricum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gnaphalium hoppeanum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Helictotrichon parlatorei Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Herminium monorchis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Hottonia palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Hyla intermedia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Iris cengialti Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Knautia persicina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lacerta bilineata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Laserpitium krapfii Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Laserpitium peucedanoides Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Leontopodium alpinum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lepus timidus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lessiniella trevisioli Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lessinocamptus insoletus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lessinocamptus pivai Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

202

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e NOME valutazione dirette indirette cumulativi

Lilium carniolicum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Linum tryginum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Ludwigia palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lycopodium annotinum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lythrum hyssopifolia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Marmota marmota Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Marte foina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Martes foina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Martes martes Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Meles meles Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Menyanthes trifoliata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Micromys minutus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Microstylis monophyllos Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Minuartia capillacea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Moehringia bavarica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Molopospermum peloponnesiacum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Moltkia suffruticosa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Muscardinus avellanarius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Mustela erminea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Mustela nivalis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Mustela putorius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Myoxus glis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Natrix natrix Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Natrix tessellata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Neobathyscia fabianii Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

203

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e NOME valutazione dirette indirette cumulativi

Neomys anomalus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Neomys fodiens Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Nigritella rubra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Nyctalus noctula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Omphalodes verna Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Orchis pallens Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Orotrechus pominii Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Orsinigobius punctatissimus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Orsinogobius punctatissimus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Padogobius martensi Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Paederota bonarota Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Parastenocaris ranae Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Parnassia palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Pedicularis palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Petrocallis pyrenaica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Philadelphus coronarius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Phoxinus phoxinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Physoplexis comosa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Plecotus austriacus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Podarcis muralis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Podarcis sicula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Polypodium australe Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Potamogeton pusillus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Primula hirsuta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Primula spectabilis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

204

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e NOME valutazione dirette indirette cumulativi

Primula tyrolensis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Pulsatilla montana Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Quercus ilex Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rana dalmatina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rana temporaria Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Ranunculus circinatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Ranunculus venetus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rhagadiolus stellatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rhaponticum scariosum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rhodothamnus chamaecistus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rupicapra rupicapra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sagittaria sagittifolia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Salamandra salamandra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Salix rosmarinifolia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Salvinia natans Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Saxifraga burserana Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Saxifraga hostii Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Saxifraga mutata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Saxifraga petraea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Saxifraga squarrosa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Scirus vulgaris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sciurus vulgaris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Scrophularia nodosa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sempervivum dolomiticum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Senecio paludosus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

205

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze delle incidenze sinergici e NOME valutazione dirette indirette cumulativi

Sorex araneus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Thalictrum aquilegifolium Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Thelypteris palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Thymallus thymallus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trapa natans Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trichophorum alpinum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trichophorum caespitosum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trifolium spadiceum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Triturus vulgaris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trochiscanthes nodiflora Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Utricularia australis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Valeriana dioica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Veratrum nigrum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Viola palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Vipera aspis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Vipera berus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Woodsia pulchella Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Zootoca vivipara Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

206

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 ESTERNI ALLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici COD. HABITAT di valutazione incidenze dirette incidenze indirette e cumulativi

3130 Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa e/o degli Isoëto-Nanojuncetea

3150 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

3240 Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix elaeagnos Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

3260 Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa Callitricho-Batrachion

4060 Lande alpine e boreali Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

4070 Boscaglie di Pinus mugo e Rhododendron hirsutum (Mugo- Rhododendretum hirsuti) Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

6170 Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

6210 Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco -Brometalia) (* notevole Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa fioritura di orchidee)

6230 Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa submontane dell’Europa continentale)

6410 Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa caeruleae)

6430 Bordure planiziali, montane e alpine di Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa megaforbie idrofile

6510 Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa officinalis)

6520 Praterie montane da fieno Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

7230 Torbiere basse alcaline Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

207

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 ESTERNI ALLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici COD. HABITAT di valutazione incidenze dirette incidenze indirette e cumulativi

8120 Ghiaioni calcarei e cisto calcarei montani e alpini (Thlaspietea rotundifolii) Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

8160 Ghiaioni dell’Europa centrale calcarei di collina e montagna Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

8210 Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

8220 Pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

8310 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9110 Faggeti del Luzulo-Fagetum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9130 Faggeti dell’Asperulo-Fagetum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9140 Faggeti subalpini dell’Europa centrale con Acer e Rumex arifolius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9160 Querceti di farnia o rovere subatlantici e dell’Europa centrale del Carpinion betuli Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9180 Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9260 Foreste di Castanea sativa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9410 Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea) Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9420 Foreste alpine di Larix decidua e/o Pinus cembra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

3150 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

6110 Formazioni erbose calcicole rupicole o basofile dell'Alysso-Sedion albi Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

208

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 ESTERNI ALLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici COD. HABITAT di valutazione incidenze dirette incidenze indirette e cumulativi

6210 Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco -Brometalia) (* notevole Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa fioritura di orchidee)

6430 Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

6510 Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa officinalis)

91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa incanae, Salicion albae)

91H0 Boschi pannonici di Quercus pubescens Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

91K0 Foreste illiriche di Fagus sylvatica (Aremonio-Fagion) Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

9260 Foreste di Castanea sativa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 ESTERNI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze dirette delle incidenze indirette sinergici e COD. NOME valutazione cumulativi

1092 Austropotamobius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1097 Lethenteron zanandreai Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1107 Salmo (trutta) marmoratus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1131 Leuciscus souffia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1137 Barbus plebejus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1138 Barbus meridionalis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

209

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 ESTERNI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze dirette delle incidenze indirette sinergici e COD. NOME valutazione cumulativi

1163 Cottus gobio Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1303 Rhinolophus hipposideros Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1304 Rhinolophus ferrum-equinu Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1902 Cypripedium calceolus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1903 Liparis loeselii Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1114 Rutilus pigus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1115 Chondrostoma genei Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1137 Barbus plebejus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1140 Chondrostoma soetta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1149 Cobitis taenia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1167 Triturus carnifex Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1193 Bombina variegata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1215 Rana latastei Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1304 Rhinolophus ferrumequinum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1324 Myotis myotis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1428 Marsilea quadrifolia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

1991 Sabanejewia larvata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

4104 Himantoglossum adriaticum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A004 Tachybaptus ruficollis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A017 Phalacrocorax car Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A022 Ixobrychus minutus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A023 Nycticorax nycticorax Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A024 Ardeola ralloides Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A026 Egretta garzetta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A027 Egretta alba Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

210

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 ESTERNI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze dirette delle incidenze indirette sinergici e COD. NOME valutazione cumulativi

A028 Ardea cinerea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A029 Ardea purpurea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A031 Ciconia ciconia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A052 Anas crecca Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A053 Anas platyrhynchos Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A055 Anas querquedula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A072 Pernis apivorus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A073 Milvus migrans Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A080 Circaetus gallicus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A081 Circus aeruginosus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A082 Circus cyaneus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A084 Circus pygargus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A085 Accipiter gentilis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A086 Accipiter nisus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A087 Buteo buteo Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A091 Aquila chrysaetos Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A096 Falco tinnunculus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A097 Falco vespertinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A099 Falco subbuteo Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A103 Falco peregrinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A104 Bonasa bonasia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A108 Tetrao urogallus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A109 Alectoris graeca Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A113 Coturnix coturnix Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A118 Rallus aquaticus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

211

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 ESTERNI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze dirette delle incidenze indirette sinergici e COD. NOME valutazione cumulativi

A122 Crex crex Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A123 Gallinula chloropus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A136 Charadrius dubius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A142 Vanellus vanellus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A151 Philomachus pugna Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A153 Gallinago gallinago Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A155 Scolopax rusticola Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A166 Tringa glareola Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A168 Actitis hypoleucos Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A179 Larus ridibundus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A197 Chlidonias niger Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A208 Columba palumbus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A210 Streptopelia turt Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A212 Cuculus canorus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A213 Tyto alba Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A214 Otus scops Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A217 Glaucidium passerinum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A219 Strix aluco Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A221 Asio otus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A223 Aegolius funereus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A224 Caprimulgus europaeus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A229 Alcedo atthis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A232 Upupa epops Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A233 Jynx torquilla Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A234 Picus canus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

212

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 ESTERNI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze dirette delle incidenze indirette sinergici e COD. NOME valutazione cumulativi

A235 Picus viridis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A236 Dryocopus martius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A237 Dendrocopos major Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A246 Lullula arborea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A250 Ptyonoprogne rupestris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A257 Anthus pratensis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A260 Motacilla flava Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A261 Motacilla cinerea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A262 Motacilla alba Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A264 Cinclus cinclus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A265 Troglodytes troglodytes Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A266 Prunella modularis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A267 Prunella collaris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A269 Erithacus rubecula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A271 Luscinia megarhynchos Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A273 Phoenicurus ochruros Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A274 Phoenicurus phoenicurus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A275 Saxicola rubetra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A277 Oenanthe oenanthe Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A280 Monticola saxatilis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A281 Monticola solitarius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A283 Turdus merula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A285 Turdus philomelos Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A289 Cisticola juncidis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A295 Acrocephalus schoenobaenus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

213

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 ESTERNI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze dirette delle incidenze indirette sinergici e COD. NOME valutazione cumulativi

A296 Acrocephalus palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A297 Acrocephalus scirpaceus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A298 Acrocephalus arundinaceus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A300 Hippolais polyglotta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A304 Sylvia cantillans Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A305 Sylvia melanocephala Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A306 Sylvia hortensis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A307 Sylvia nisoria Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A308 Sylvia curruca Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A309 Sylvia communis R Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A311 Sylvia atricapilla Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A315 Phylloscopus collybita Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A317 Regulus regulus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A319 Muscicapa striata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A324 Aegithalos caudatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A325 Parus palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A328 Parus ater Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A329 Parus caeruleus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A330 Parus major Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A333 Tichodroma muraria Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A335 Certhia brachydactyla Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A337 Oriolus oriolus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A338 Lanius collurio Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A339 Lanius minor Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A340 Lanius excubitor Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

214

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 ESTERNI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Presenza nell'area Significabilità negativa Significabilità negativa Presenza di effetti oggetto di delle incidenze dirette delle incidenze indirette sinergici e COD. NOME valutazione cumulativi

A342 Garrulus glandarius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A344 Nucifraga caryocatactes Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A347 Corvus monedula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A349 Corvus corone Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A351 Sturnus vulgaris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A358 Montifringilla nivalis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A359 Fringilla coelebs Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A361 Serinus serinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A363 Carduelis chloris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A364 Carduelis carduelis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A365 Carduelis spinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A369 Loxia curvirostra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A377 Emberiza cirlus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A378 Emberiza cia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A379 Emberiza hortulana Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A381 Emberiza schoeniclus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

A409 Tetrao tetrix Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Alburnus alburnus alborella Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Allium angulosum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

215

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Allium ochroleucum Waldst. & Kit. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Allium victorialis L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Alopecurus aequalis Sobol. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Anagallis minima Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Androsace hausmannii Leybold Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Androsace lactea L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Anemone narcissiflora L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Anguilla anguilla Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Anguis fragilis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Anogramma leptophylla Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Anthemis arvensis ssp. incrassata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Arbutus unedo Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Arctostaphylos uva-ursi (L.) Sprengel Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Arnica montana L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Asparagus acutifolius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Asplenium foresiense Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Astragalus depressus L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Biscutella prealpina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Bromus ramosus Hudson Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Broscosoma baldense Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Broscus cephalotes Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Bufo bufo Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Bufo viridis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Campanula cervicaria Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Campanula latifolia L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

216

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Campanula witasekiana Vierh. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Capreolus capreolus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cardamine matthioli Moretti Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cardamine rivularis Schur Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cardamine trifolia L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex brizoides L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex depauperata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex disticha Hudson Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex gracilis Curtis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex gracilis Curtis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex otrubae Podp. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex randalpina B. Wallnöfer Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex umbrosa Host Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Carex vesicaria L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Centaurium pulchellum (Swartz) Druce Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cephalanthera longifolia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cephalanthera longifolia (Hudson) Fritsch Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cephalanthera rubra (L.) L.C. Rich Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cerastium sylvaticum Waldst. & Kit. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cervus elaphus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Chamorchis alpina (L.) L.C.M. Richard Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cheilanthes marantae Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cicindela hybrida riparia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cirsium canum (L.) All. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

217

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Cirsium carniolicum Scop. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cistus salvifolius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Coeloglossum viride (L.) Hartman Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Coluber viridiflavus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Corallorhiza trifida Chatel. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Coronella austriaca Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Corydalis solida (L.) Swartz Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Crepis mollis (Jacq.) Ascherson Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Crocidura leucodon Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Crocidura suaveolens Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cyclamen purpurascens Miller Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cyperus flavescens L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cyperus glomeratus L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Cytinus hypocistis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Dactylorhiza fuchsii (Druce) Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Dactylorhiza fuchsii (Druce) Soò Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Dactylorhiza incarnata (L.) Soò Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Dactylorhiza majalis (Rchb.) P.F. Hunt & Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa Summerhayes

Dactylorhiza sambucina (L.) Soò Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Dactylorhiza traunsteineri (Sauter) Soò Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Daphne laureola Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Delphinium fissum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Delphinium peregrinum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Dictamnus albus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

218

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Dryopteris remota (A. Br.) Hayek Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Elaphe longissima Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Elaphrus aureus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Eleocharis uniglumis (Link) Schultes Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Eliomys quercinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Epimedium alpinum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Epipactis atrorubens (Hoffm.) Besser Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Epipactis helleborine (L.) Crantz Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Epipactis palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Epipactis palustris (Miller) Crantz Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Equisetum fluviatile L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Erica arborea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Erinaceus europaeus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Erysimum cheiranthoides L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Erythronium dens-canis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Esox lucius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Fagus sylvatica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Festuca stenantha (Hackel) K.Richter Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Festuca trichophylla (Gaudin) Richter Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gagea villosa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Galanthus nivalis L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Galium uliginosum L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gasterosteus aculeatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gentiana lutea L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gentiana pneumonanthe L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

219

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Geranium argenteum L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Glis glis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Glyceria maxima (Hartman) Holmberg Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Goodyera repens (L.) R. Br. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Grafia golaka (Hacq.) Rchb. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gryllotalpa gryllotalpa Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gymnadenia conopsea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gymnadenia conopsea (L.) R. Br. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gymnadenia odoratissima (L.) L.C. M. Richard Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gymnadenia odoratissima (L.) L.C. M. Richard X Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa Nigritella rhellicani Teppner & K

Gymnocarpium dryopteris (L.) Newman Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Gymnocarpium robertianum (Hoffm.) Newman Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Haplophyllum patavinum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Helix pomatia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Hippuris vulgaris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Hottonia palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Hydrocharis morsus-ranae Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Hyla intermedia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Iris pallida Lam. subsp. cengialti (Ambrosi) Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa Foster

Iris sibirica L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Jasione montana Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Juncus subnodulosus Schrank Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

220

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Lacerta bilineata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lamiastrum montanum (Pers.) Ehrend. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Leontopodium alpinum Cass. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Leucojum aestivum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Leucojum vernum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lilium bulbiferum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lilium martagon Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Limodorum abortivum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Listera ovata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Listera ovata (L.) R. Br. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lotus tenuis Waldst. & Kit. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Ludwigia palustris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lychnis coronaria Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Lycopodium annotinum L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Marmota marmota Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Martes foina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Meles meles Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Minuartia capillacea (All.) Graebner Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Minuartia capillacea (All.) Graebner Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Moehringia bavarica (L.) Gren. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Montia fontana Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Muscardinus avellanarius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Muscari botryoides Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Muscari kerneri Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Mustela erminea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

221

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TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Mustela erminea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Mustela nivalis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Narcissus radiiflorus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Natrix natrix Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Natrix tessellata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Neomys anomalus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Neomys fodiens Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Neottia nidus-avis (L.) L.C.Richard Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Nigritella miniata (Crantz) Janchen Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Nigritella nigra (L.) Rchb. f. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Nigritella rhellicani Teppner & Klein Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Nuphar luteum (L.) Sibth. & Sm. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Nyctalus noctula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Nymphaea alba Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Nymphaea alba L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Omophron limbatum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Ophioglossum vulgatum L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Ophrys aurelia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Ophrys bertoloniiformis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Orchis mascula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Orchis militaris L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Orchis papilionacea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Orchis simia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Orobanche flava Martius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Orobanche salviae F. W. Schultz Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

222

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Orthrias barbatulus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Osmunda regalis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Padogobius martensii Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Parnassius mnemosyne Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Pedicularis palustris L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Peucedanum palustre (L.) Moench Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Philadelphus coronarius Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Phillyrea latifolia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Phoxinus phoxinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Physoplexis comosa (L.) Schur Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Pistacia terebinthus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Platanthera bifolia (L.) Rchb. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Plecotus austriacus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Poa hybrida Gaudin Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Podarcis muralis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Podarcis sicula Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Polygonum amphibium L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Polygonum minus Hudson Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Polystichum setiferum (Forskal) Woynar Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Potamogeton berchtoldii Fieber Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Potamogeton crispus L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Potamogeton lucens L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Potamogeton natans L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Primula recubariensis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Primula spectabilis Tratt. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

223

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Pseudorchis albida (L.) A. & D. Löwe Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Quercus ilex Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Quercus robur L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rana dalmatina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rana esculenta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rana klepton esculenta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rana temporaria Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Reseda lutea L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rubia peregrina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rubus nessensis W. Hall Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Rupicapra rupicapra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Ruscus aculeatus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sagina glabra (Willd.) Fenzl Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sagittaria sagittifolia Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Salamandra salamandra Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Salix apennina Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Salix pentandra L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Salix pentandra L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Salix repens L. subsp. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Salmo (trutta) trutta Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Salvinia natans Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sanguisorba officinalis L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Saxifraga adscendens L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Saxifraga burserana L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Schoenus ferrugineus L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

224

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Scilla bifolia L. P Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sciurus vulgaris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Scrophularia umbrosa Dumort. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Scrophularia vernalis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sedum hispanicum L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sedum villosum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Selinum carvifolia (L.) L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sempervivum arachnoideum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Senecio paludosus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Serapias vomeracea Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Silene alpestris Jacq. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sorex alpinus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sorex araneus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Sorex minutus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Spartium junceum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Staphylea pinnata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Suncus etruscus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Taraxacum palustre (Lyons) Simons Aggreg. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Teucrium siculum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Thalictrum lucidum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Thalictrum simplex L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Thalictrum simplex L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Thelypteris palustris Schott Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Thesium pyrenaicum Pourret Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Thlaspi praecox Wulfen Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

225

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

TABELLA DI VALUAZIONE RISSUNTIVA

SITI NATURA 2000 PRESENTI NELLA PROVINCIA DI VICENZA

Altre Specie Presenza Significabilità Significabilità Presenza di nell'area oggetto negativa delle negativa delle effetti sinergici e NOME di valutazione incidenze dirette incidenze indirette cumulativi

Thymallus thymallus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Tozzia alpina L. R Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Traunsteinera globosa (L.) Rchb. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trifolium dubium Sibth. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trifolium fragiferum L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trifolium pallidum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trifolium patens Schreber Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trifolium striatum Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trigonella gladiata Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Triturus alpestris Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Trochiscanthes nodiflora (All.) Koch R Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Utricularia australis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Vaccinium myrtillus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Vicia bithynica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Vicia cassubica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Vicia dumetorum L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Vicia oroboides Wulfen P Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Vipera aspis Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Vipera berus Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Viscum abietis (Wiesb.) Fritsch Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Woodsia pulchella Bertol. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Zannichellia palustris L. Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

Zootoca vivipara carniolica Sì Non Significativa Non Significativa Non Significativa

226

Provincia di Vicenza Settore Urbanistica

ESITO DELLA PROCEDURA DI SCREENING il P.T.C.P della provincia di Vicenza ha determinato una serie di effetti valutati in relazione alla rilevanza dell’effetto stesso, alla possibilità di effetti cumulativi e/o sinergici, alla presenza di effetti a breve o a lungo termine, alla loro reversibilità distinguendo tra effetti temporanei e permanenti, alla loro positività o negatività.

Dall’analisi emerge complessivamente che, attuate le “Indicazioni Metodologiche”, le Norme del P.T.C.P non determinano incidenze significative negative sugli habitat e sulle specie della rete ecologica europea Natura 2000.

DICHIARAZIODICHIARAZIONENE FIRMATA DEL TECNICO REDATTORE

Secondo quanto disposto dalla D.G.R. n. 3173 del 10 ottobre 2006, ai sensi e per gli effetti del D.P.R. n. 445/2000, il sottoscritto Arch. Roberto Josè Bavaresco in possesso della esperienza specifica e delle competenze in campo biologico, naturalistico ed ambientale necessarie per la corretta ed esaustiva redazione dell'esame propedeutico alla valutazione di incidenza,

visti tutti gli elaborati che compongono il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Vicenza, e la

Valutazione Ambientale Strategica al P.T.C.P

attuate le “Indicazioni Metodologiche” definite al paragrafo “IDENTIFICAZIONE DEGLI EFFETTI CON RIFERIMENTO AGLI HABITAT E

ALLE SPECIE NEI CONFRONTI DEI QUALI SI PRODUCONO”

dichiara che, con ragionevole certezza scientifica, si può escludere il verificarsi di effetti significativi negativi sui siti della rete Natura

2000.

Vicenza, 7 maggio 2010

Arch. Roberto Josè Bavaresco

(copia documento su originale)

227 PROVINCIA DI VICENZA – Relazione per la Valutazione di Incidenza Ambientale delle azioni del P.T.C.P.

S.I.C. IT3210040 MONTI LESSINI, PASUBIO, PICCOLE DOLOMITI VICENTINE

SCHEDA DESCRITTIVA NOME DEL SITO: Monti Lessini - Pasubio - Piccole Dolomiti Vicentine CODICE DEL SITO: IT3210040 TIPO DI RELAZIONE: SIC identico a ZPS designata REGIONE AMMINISTRATIVA: Veneto PROVINCIE DI APPARTENENZA: Vicenza- Verona REGIONE BIOGEOGRAFICA: Alpina COORDINATE GEOGRAFICHE CENTRO SITO: Longitudine: E 11° 11' 28'' Latitudine: N 45° 45' 1'' ESTENSIONE: 13872 ha QUOTA PIU’ ALTA: 2259 m s.l.m. QUOTA PIU’ BASSA: 300 m s.l.m. PROVINCIE SUPERFICIE (ha): VERONA 3796,7711 - VICENZA 10075,5795 COMUNI SUPERFICIE (ha): Arsiero 0,09 - Bosco Chiesanuova 1701,44 - Crespadoro 607,98 - Erbezzo 569,87 - Laghi 1222,77 - Piovene Rocchette 339,19 - Posina 2478,04 - Recoaro Terme 1602,47 - Rovere' Veronese 2,79 - Santorso 136,84 - Schio 1030,07 - Selva di Progno 1522,68 - Valli del Pasubio 1794,37 - Velo d'Astico 863,77 ASPETTO PAESAGGISTICO GENERALE Il paesaggio, tipicamente alpino-dolomitico, è caratterizzato da diversi piani altitudinali e da fasce di vegetazione diversificate a seconda dell’altimetria e dell’esposizione. Dai boschi di latifoglie caratterizzanti i versanti pedemontani delle vallate principali, si sale in quota fino ad incontrare le formazioni pascolive montane e altimontane, sviluppate sugli altopiani, e, a quote più elevate, lembi di vegetazione rupicola tipica delle pareti rocciose e dei ghiaioni calcarei. Le valli adiacenti al Massiccio del Pasubio e ai Lessini vicentini godono di un’estensione altitudinale tale da creare una larga varietà di ambienti a seconda anche dell’orientamento dei versanti. CLASSI DI HABITAT PRESENTI N06 - Corpi d'acqua interni (acque stagnanti e correnti) N07 - Torbiere, stagni, paludi. Vegetazione di cinta N08 - Brughiere, boscaglie, macchia, garighe. N09 - Praterie aride, steppe N10 - Praterie umide, praterie di mesofite N11 - Praterie alpine e sub-alpine N16 - Foreste di caducifoglie N17 - Foreste di conifere N19 - Foreste miste N22 - Habitat rocciosi, detriti di falda, aree sabbiose. Nevi e ghiacciai perenni N23 - Altri (inclusi centri abitati, strade, discariche, miniere e aree industriali)

PRINCIPALI MINACCE o Apertura cave per attività estrattive o Fruizione turistica non regolamentata (danni da calpestio e da asporto di vegetali) o Presenza e diffusione di infrastrutture turistiche (stazioni sciistiche) o Erosione idrica incanalata e di massa o Degradazione del suolo per compattazione nelle zone di torbiera o (imputabile principalmente a calpestio diffuso) o Inquinamento atmosferico o Incidenza degli agenti patogeni sulla vegetazione forestale o Pascolo non regolamentato (eccesso di carico zootecnico) o Incendi boschivi (incendi naturali e incendi indotti) o Eccessivo carico agricolo e zootecnico o Diffusione di specie esotiche o Inquinamento delle falde in seguito all’immissione di reflui derivanti dalle attività agricole e zootecniche o Presenza di discariche o Modificazioni strutturali e alterazioni degli equilibri idrici dei corsi d’acqua dovuti a: - processi di urbanizzazione (costruzione di strade, edifici, ponti, captazione idrica) - interventi di artificializzazione dell’alveo (rettificazione, arginatura, ecc.) - sbarramenti dei corsi d’acqua (processi d’erosione fluviale) - captazioni idriche (abbassamento della falda e prosciugamento dei corsi d’acqua) - estrazione di ghiaia e sabbia e complessiva modifica del regime delle portate

3210040_Pasubio_2010.pdf 1 23/05/2011 09:48:56 PROVINCIA DI VICENZA – Relazione per la Valutazione di Incidenza Ambientale delle azioni del P.T.C.P.

S.I.C. 3220002 GRANEZZA

SCHEDA DESCRITTIVA NOME DEL SITO: Granezza CODICE DEL SITO: IT3220002 TIPOLOGIA DEL SITO: SIC designato senza relazioni con un altro sito Natura 2000 REGIONE AMMINISTRATIVA: Veneto PROVINCIA DI APPARTENENZA: Vicenza REGIONE BIOGEOGRAFICA: Alpina ESTENSIONE: 1303,19 ha PROVINCIA SUPERFICIE (ha): VICENZA 1303,19 ha COMUNI SUPERFICIE (ha): Asiago 450,96 ha - 0,15 ha - Lusiana 852,07 ha COORDINATE GEOGRAFICHE: Longitudine: E 11° 32’ 46’’ Latitudine: N 45° 49’ 43’’ QUOTA PIU’ BASSA: 1058 m s.l.m. QUOTA PIU’ ALTA: 1486 m s.l.m. ASPETTO PAESAGGISTICO GENERALE Ampio tavolato calcareo, costituente parte del versante meridionale dell’Altipiano di Asiago, costituito in prevalenza da boschi a carattere termofilo di Faggio in popolamenti puri o consociato a conifere, con presenza anche di boschi misti, prati e pascoli.

CLASSI DI HABITAT PRESENTI N11 - Praterie alpine e sub-alpine N16 - Foreste di caducifoglie N17 - Foreste di conifere

PRINCIPALI MINACCE - Erosione del suolo idrica incanalata e di massa (frane) - Fenomeni localizzati di erosione del suolo per compattazione in aree umide (torbiere) dovuti a calpestio - Significativa presenza di specie la cui diffusione viene favorita dall’uomo (Picea) - Presenza di specie alloctone - Fenomeni di degrado imputabili all’attività antropica quali: raccolta dello strame (eccessive ripuliture del sottobosco); tagli dei migliori esemplari arborei a scelta commerciale; pascolo; calpestio eccessivo. - Fenomeni da stress indotti da cause ambientali (attacchi patogeni, stress idrico, ecc.) - Inquinamento atmosferico (piogge acide) - Incendi boschivi

3220002_Granezza_2010.pdf 1 23/05/2011 09:50:07 PROVINCIA DI VICENZA – Relazione per la Valutazione di Incidenza Ambientale delle azioni del P.T.C.P.

S.I.C. IT 3220007 Fiume Brenta dal confine trentino a Cismon del Grappa

SCHEDA DESCRITTIVA NOME DEL SITO: Fiume Brenta dal confine trentino a Cismon del Grappa CODICE DEL SITO: IT3220007 TIPO DI RELAZIONE: SIC designato senza relazioni con un altro sito Natura 2000 REGIONE AMMINISTRATIVA: Veneto PROVINCIA DI APPARTENENZA: Vicenza REGIONE BIOGEOGRAFICA: Alpina COORDINATE GEOGRAFICHE CENTRO SITO: Longitudine: E 11° 38' 30'' Latitudine: N 45° 52' 3'' ESTENSIONE: 1680 ha QUOTA PIU’ ALTA: 1184 m s.l.m. QUOTA PIU’ BASSA: 150 m s.l.m. PROVINCIA SUPERFICIE (ha): VICENZA 1680,00 ha COMUNI SUPERFICIE (ha): Asiago 104,3 - Campolongo sul Brenta 0,3 - Cismon del Grappa 110,3 - Enego 141,3 - Foza 414,0 - Gallio 64,7 - Valstagna 845,1 ASPETTO PAESAGGISTICO GENERALE Profonda incisione valliva solcata dal fiume Brenta e compresa tra due gruppi carbonatici, (Altopiano dei Sette Comuni e Massiccio del Grappa). L’estensione superficiale degli affluenti è minima in questo tratto del fiume mentre un grosso contributo proviene dalle sorgenti carsiche, soprattutto occidentali: gran parte delle acque meteoriche dell’Altopiano confluisce nelle sorgenti dell’Oliero, fornendo al Brenta un apporto idrico extra rispetto al proprio bacino alimentatore. Sono presenti grotte carsiche con grandi complessi ipogei e sorgenti perenni di notevole portata. Le ripide pareti rocciose che delimitano il solco vallivo sono caratterizzate da una fitta vegetazione forestale composta da boschi di forra (Tilio-Acerion) nelle aree di impluvio o lungo i stretti canaloni dei torrenti, da boschi di Castagno (nella fascia pedemontana) e da faggeti calcioli (nel settore submontano). Le pareti calcaree e gli affioramenti rocciosi rappresentano ambienti ideali per l’insediamento della vegetazione rupicola. Sono presenti prati aridorupestri lungo i versanti esposti e fortemente acclivi. Unica stazione italiana con popolazione di Proteus anguinus che si riproduce, (la specie è stata introdotta nell'800). Il sito, di grande interesse ambientale e naturalistico, annovera notevoli presenze faunistiche ipogee e significative presenze floristiche soprattutto nei valloni e nelle forre; interessanti le fitocenosi di forra (Tilio-Acerion), quelle rupestri (Cystopteridion) e le formazioni erbose aridorupestri (Saturejon subspicatae). CLASSI DI HABITAT PRESENTI Si riportano le classi di habitat elencate nella scheda Natura 2000 della Regione Veneto. Si tratta di macrocategorie che includono anche gli habitat di interesse comunitario presenti nel biotopo in esame. N06 - Corpi d'acqua interni (acque stagnanti e correnti) N07 - Torbiere, stagni, paludi. Vegetazione di cinta N09 - Praterie aride, steppe N10 - Praterie umide, praterie di mesofite N16 - Foreste di caducifoglie N22 - Habitat rocciosi, detriti di falda, aree sabbiose N23 - Altri (inclusi centri abitati, strade, discariche, miniere e aree industriali)

PRINCIPALI MINACCE - Immissione di reflui civili, industriali e agricoli nei corsi d’acqua - Presenza di insediamenti civili e industriali - Eccessiva diffusione delle colture intensive nelle conche più aperte della Valsugana con conseguente contrazione delle residue foreste alluvionali a Salix alba e Alnus glutinosa - Erosione idrica incanalata e di massa - Incendi boschivi (incendi naturali e incendi indotti) - Diffusione di specie esotiche (Robinia, Ailanto, Spiraea japonica, Solidago canadensis, Helianthus tuberosus) - Immissione di specie ittiche non autoctone (Trota fario) - Inquinamento delle falde in seguito all’immissione di reflui derivanti dalle attività agricole e zootecniche - Modificazioni strutturali e alterazioni degli equilibri idrici dei corsi d’acqua dovuti agli utilizzi irrigui, idroelettrici e civili, in particolare: o processi di urbanizzazione (costruzione di strade, edifici, ponti, captazione idrica) o interventi di artificializzazione dell’alveo (rettificazione, arginatura, ecc.) o sbarramenti dei corsi d’acqua soprattutto a monte (processi d’erosione fluviale) o captazioni idriche non regolamentate (abbassamento della falda e prosciugamento dei corsi d’acqua) o estrazione di ghiaia e sabbia e alla complessiva modifica del regime delle portate o Eutrofizzazione delle acque o Taglio incontrollato della vegetazione ripariale o Abbandono delle pratiche agricole tradizionali (sfalcio dei prati aridi)

3220007_Brenta_alto_2010.pdf 1 23/05/2011 09:51:42 PROVINCIA DI VICENZA – Relazione per la Valutazione di Incidenza Ambientale delle azioni del P.T.C.P.

SCHEDA DESCRITTIVA NOME DEL SITO: Biotopo “Le Poscole” S.I.C. IT3220039 CODICE DEL SITO: IT3220039 TIPO DI RELAZIONE: Sito designato come SIC senza relazioni con un altro sito NATURA 2000 REGIONE AMMINISTRATIVA: Veneto LE POSCOLE PROVINCIA DI APPARTENENZA: Vicenza REGIONE BIOGEOGRAFICA: Continentale COORDINATE GEOGRAFICHE CENTRO SITO: Longitudine: E 11° 23’ 6’’ Latitudine: N 45° 36’ 41’’ ESTENSIONE: 149,00 ha QUOTA PIU’ ALTA: 334 m s.l.m. QUOTA PIU’ BASSA: 161 m s.l.m. PROVINCE INTERESSATE (ha): VICENZA 149,00 COMUNI INTERESSATI (ha): Castelgomberto 10,43 - Cornedo Vicentino 111,75 - Monte di Malo 26,82 ASPETTO PAESAGGISTICO GENERALE Agrobiotopo con ampi tratti di corso d’acqua di origine carsica (grotta della Poscola) che origina situazioni a prato umido (Molinio-Arrhenatheretea) accompagnati a boschi con facies a Buglossoido-Ostryetum. Alcuni tratti dei corsi d’acqua hanno coperture rientranti tra i Lemnetea minoris, Phragmitetea, con popolamenti a Ranunculus trichophyllus.

CLASSI DI HABITAT PRESENTI Si riportano le classi di habitat elencate nelle scheda Natura 2000 della Regione Veneto. Si tratta di macrocategorie che includono anche gli habitat di interesse comunitario presenti nel biotopo in esame. N06: Corpi d’acqua interni (acque stagnanti e correnti) N08: Brughiere, Boscaglie, Macchia, Garighe, Friganee N10: Praterie umide, Praterie di mesofite N12: Colture cerealicole estensive (incluse le colture in rotazione con maggese regolare) N15: Altri terreni agricoli N16: Foreste di caducifoglie N23: Altri (inclusi abitati, strade discariche, miniere e aree industriali) N14: Praterie migliorate

PRINCIPALI MINACCE §- Isolamento del biotopo ·§- Trofia elevata delle acque (con conseguente penalizzazione delle specie oligotrofe) a causa dell’inquinamento derivante dalla presenza di contrade sparse e dalle concimazioni (immissioni di reflui nei corsi d’acqua) ·§- Periodici lavori di sistemazione dei canali e di ripulitura degli alvei (soprattutto del torrente Poscola) con conseguente impatto sui popolamenti a Ranunculus trichophyllus ·§- Agricoltura intensiva e presenza di allevamenti ·§- Diffusione di specie alloctone vegetali (Robinia, Ailanto) ·§- Taglio incontrollato della vegetazione ripariale ·§- Fenomeni di degradazione del suolo per compattazione nelle aree umide, dovuti a calpestio ·§- Sviluppo di insediamenti industriali nella parte del biotopo ricadente nel Comune di Castelgomberto ·§- Inquinamento dell’acquifero sotterraneo dovuto agli scarichi civili, industriali, zootecnici, agricoli, oltre alle discariche di rifiuti solidi urbani e industriali Grotta della Poscola ·§- Degrado diffuso per la presenza di cave, in particolare: o attività estrattive con utilizzo di esplosivi o rottura di concrezioni ·§Eccessiva fruizione speleologica e turistica in grado di determinare la perturbazione dei parametri naturali a seguito di: o contaminazioni di vario tipo (rifiuti, carburo, batterie, indumenti colorati); o danni fisici (rottura di concrezioni, calpestio, allargamento di strettoie); o presenza di graffiti (vernici e incisioni); o asportazione di concrezioni, minerali e fauna ·§Adattamenti turistici delle cavità come: o illuminazione o scavi o passerelle o treni a scartamento ridotto o colonne di sostegno o impianti tecnologici o sistemi di pulizia o contaminazioni o ulteriori graffiti

SCHEDA DESCRITTIVA SCHEDA DESCRITTIVA NOME DEL SITO: Ex Cave di Casale S.I.C. IT3220005 NOME DEL SITO: Buso della Rana CODICE DEL SITO: IT3220005 CODICE DEL SITO: IT3220008 TIPO DI RELAZIONE: SIC identico a ZPS designata EX CAVE DI CASALE TIPO DI RELAZIONE: SIC designato senza relazioni con altro sito Natura 2000 REGIONE AMMINISTRATIVA: Veneto REGIONE AMMINISTRATIVA: Veneto PROVINCIA DI APPARTENENZA: Vicenza PROVINCIA DI APPARTENENZA: Vicenza REGIONE BIOGEOGRAFICA: Continentale REGIONE BIOGEOGRAFICA: Continentale ESTENSIONE: 36,00 ha COORDINATE GEOGRAFICHE CENTRO SITO: Longitudine: E 11° 21’ 43’’ Latitudine: N 45° 39’ 4’’ PROVINCIE INTERESSATE (ha): VICENZA 36,00 ha ESTENSIONE: 0,64 ha COMUNI INTERESSATI (ha): VICENZA 36,00 ha QUOTA PIU’ ALTA: 130 m s.l.m. COORDINATE GEOGRAFICHE: Longitudine: E 11° 35’ 8’’ Latitudine: N 45° 31’ 26’’ QUOTA PIU’ BASSA: 20 m s.l.m. ASPETTO PAESAGGISTICO GENERALE PROVINCE INTERESSATE (ha): VICENZA 0,64 L’area si colloca in un contesto territoriale estesamente coltivato e antropizzato, ed è costituita da una serie di invasi COMUNI INTERESSATI (ha): Monte di Malo 0,64 acquitrinosi di origine artificiale che ospitano una complessa comunità di piante e di animali. L’invaso principale, CLASSI DI HABITAT PRESENTI collocato nel settore meridionale del biotopo, appartiene, unitamente ad un lembo di terreno acquitrinoso Si riportano le classi di habitat elencate nelle scheda Natura 2000 della Regione Veneto. Si tratta di macrocategorie abbastanza esteso, all’Oasi degli Stagni di Casale gestita dal WWF.Questa si estende per circa 30 ha fino a che includono anche gli habitat di interesse comunitario presenti nel biotopo in esame. lambire nel settore nord una serie di cave abbandonate, attualmente adibite alla pesca sportiva. Il biotopo in N06 – Corpi d’acqua interni (acque stagnanti e correnti) questione rappresenta una delle pochissime aree umide “naturali”della pianura vicentina. N22 – Habitat rocciosi, detriti di falda, aree sabbiose. N23 – Altri (inclusi centri abitati, strade, discariche, miniere e aree industriali) CLASSI DI HABITAT PRESENTI Si riportano le classi di habitat elencate nelle scheda Natura 2000 della Regione Veneto. Si tratta di macrocategorie PRINCIPALI MINACCE che includono anche gli habitat di interesse comunitario presenti nel biotopo in esame. Inquinamento dell’acquifero sotterraneo dovuto agli scarichi civili, industriali, zootecnici, agricoli, oltre alle discariche di N23 – Altri (inclusi centri abitati, strade, discariche, miniere e aree industriali) rifiuti solidi urbani e industriali N07 – Torbiere, stagni, paludi. Vegetazione di cinta - Degrado diffuso per la presenza di cave, in particolare: N10 – Praterie umide, praterie mesofite o attività estrattive con utilizzo di esplosivi N13 - Risaie o rottura di concrezioni - Eccessiva fruizione speleologica e turistica in grado di determinare la perturbazione dei parametri PRINCIPALI MINACCE naturali in seguito a : Eccessiva verticalità delle sponde delimitanti gli specchi d’acqua o contaminazioni di vario tipo (rifiuti, carburo, batterie, indumenti colorati); - Frammentazione del Biotopo in proprietà differenziate o danni fisici (rottura di concrezioni, calpestio, allargamento di strettoie); - Presenza/incremento di insediamenti urbani e industriali nelle aree adiacenti o presenza di graffiti (vernici e incisioni); - Isolamento del biotopo rispetto ad altre aree umide o asportazione di concrezioni, minerali e fauna - Agricoltura intensiva (in prevalenza Mais) e allevamenti (pescicoltura) nelle aree marginali - A queste minacce si aggiungono quelle che possono derivare dagli adattamenti turistici delle cavità come: - Immissione di reflui con conseguente inquinamento delle acque o illuminazione - Abbassamento ed inquinamento della falda (interramento del biotopo) o scavi - Eccessiva eutrofizzazione delle acque o passerelle - intrusione di specie alloctone (in particolare Nutria e Gambero americano) o colonne di sostegno - Taglio incontrollato della vegetazione ripariale o impianti tecnologici - Fenomeni di compattazione nelle zone umide dovuti a calpestio o sistemi di pulizia o contaminazioni o ulteriori graffiti S.I.C. IT3220008 BUSO DELLA RANA

3220005_008_039_2010.pdf 1 23/05/2011 09:50:44 PROVINCIA DI VICENZA – Relazione per la Valutazione di Incidenza Ambientale delle azioni del P.T.C.P.

S.I.C. IT3220038 TORRENTE VALDIEZZA

SCHEDA DESCRITTIVA NOME DEL SITO: Torrente Valdiezza CODICE DEL SITO: IT3220038 TIPO DI RELAZIONE: Sito designato come SIC senza relazioni con un altro sito Natura 2000 REGIONE AMMINISTRATIVA: Veneto PROVINCIA DI APPARTENENZA: Vicenza REGIONE BIOGEOGRAFICA: Continentale COORDINATE GEOGRAFICHE CENTRO SITO: Longitudine: E 11° 26’ 49’’ Latitudine: N 45° 33’ 27’’ ESTENSIONE: 33,00 ha QUOTA PIU’ ALTA: 100 m s.l.m. QUOTA PIU’ BASSA: 50 m s.l.m. PROVINCE INTERESSATE (ha): VICENZA 33,00 COMUNI INTERESSATI (ha): Creazzo 2,64 - Gambugliano 4,95 - Monteviale 0,66 - Sovizzo 24,75 ASPETTO PAESAGGISTICO GENERALE Corso d’acqua di risorgiva con un’importante popolazione di Lampreda padana 1. Importante la qualità delle acque di risorgiva che caratterizza tutto il corso.

CLASSI DI HABITAT PRESENTI Si riportano le classi di habitat elencate nelle scheda Natura 2000 della Regione Veneto. Si tratta di macrocategorie che includono anche gli habitat di interesse comunitario presenti nel biotopo in esame. N06 - Corpi d’acqua interni (acque stagnanti e correnti) N07 - Torbiere, Stagni, paludi, Vegetazione di cinta N27 - Altri (inclusi abitati, strade discariche, miniere e aree industriali)

PRINCIPALI MINACCE - Isolamento del biotopo - Canalizzazione delle sponde - Agricoltura intensiva e presenza di allevamenti - Immissione di reflui nei corsi d’acqua - Inquinamento della falda acquifera - Eutrofizzazione delle acque - Diffusione di specie alloctone vegetali (Robinia, Ailanto) - Taglio incontrollato della vegetazione ripariale - Fenomeni di degradazione del suolo per compattazione in aree umide, dovuti a calpestio - Episodi di erosione del suolo - Carico zootecnico o sfruttamento agricolo eccessivo, con perdita di diversità ambientale - Interventi di rimboschimento con specie esotiche

3220038_Valdiezza_2010.pdf 1 23/05/2011 09:59:18 PROVINCIA DI VICENZA – Relazione per la Valutazione di Incidenza Ambientale delle azioni del P.T.C.P.

IT3220013

S.I.C. IT3220013 BOSCO DI DUEVILLE E RISORGIVE LIMITROFE

SCHEDA DESCRITTIVA NOME DEL SITO Bosco di Dueville e risorgive limitrofe (nome riferito all’area SIC) Bosco di Dueville (nome riferito all’area ZPS) CODICE DEL SITO IT3220040 (codice area SIC) IT3220013 (codice area ZPS) TIPO DI RELAZIONE Bosco di Dueville e risorgive limitrofe: sito designato come SIC contenente una ZPS designata Bosco di Dueville : sito designato come SIC identico a ZPS designata REGIONE AMMINISTRATIVA: Veneto PROVINCIA DI APPARTENENZA: Vicenza REGIONE BIOGEOGRAFICA: Continentale COORDINATE GEOGRAFICHE CENTRO SITO: Longitudine: E 11° 34’ 24’’ Latitudine: N 45° 38’ 6 ’’ Longitudine: E 11° 31’ 42’’ Latitudine: N 45° 37’ 3 7’’ ESTENSIONE: 715 ha/319,47ha QUOTA PIU’ ALTA: 100 m s.l.m./60 m s.l.m. QUOTA PIU’ BASSA: 30 m s.l.m./40 m s.l.m. PROVINCIA SUPERFICIE (ha): VICENZA 715,00 COMUNI INTERESSATI: Bolzano Vicentino - Breganze - Bressanvido - Caldogno - Costabissara - Dueville - Gazzo -Longare - Mason Vicentino - Quinto Vicentino - San Pietro in Gù - Sandrigo - Schiavon - Torri di Quartesolo - Vicenza - Villaverla ASPETTO PAESAGGISTICO GENERALE Paesaggio agrario caratterizzato da polle e canali di sorgiva confluenti in corsi d’acqua via via di maggior portata. Presenza di seminativi non irrigui (prati da sfalcio, campi di mais) e praterie umide a Molinia (molinieti su suoli umido-torbosi ai margini delle polle e dei corsi d’acqua di risorgiva). Significativa la presenza di filari di siepi e di macchie arborate. Presenza relittuale di rare specie floristiche igrofile e microterme; si sottolinea la presenza di un’associazione endemica molto rara (Plantagini altissimae-Molinietum caeruleae). CLASSI DI HABITAT PRESENTI Si riportano le classi di habitat elencate nelle scheda Natura 2000 della Regione Veneto. Si tratta di macrocategorie che includono anche gli habitat di interesse comunitario presenti nel biotopo in esame. N06: Corpi d’acqua interni (acque stagnanti e correnti) N07: Torbiere, stagni, paludi. Vegetazione di cinta N14: Praterie migliorate

PRINCIPALI MINACCE - Isolamento del biotopo - Canalizzazione delle sponde dei corsi di risorgiva - Apporti inquinanti di insediamenti civili e industriali con conseguente alterazione della trofia delle acque - Inquinamento diffuso di origine zootecnica - Inquinamento della falda acquifera - Captazioni a scopi idroelettrici e industriali con conseguente alterazione della stabilità dell’ecosistema acquatico - Diffusione di specie alloctone vegetali (Robinia, Ailanto) - Diffusione della Nutria - Taglio incontrollato della vegetazione ripariale lungo i corsi d’acqua di risorgiva - Fenomeni di degradazione del suolo per compattazione in aree umide, dovuti a calpestio - Episodi di erosione del suolo - Carico zootecnico o sfruttamento agricolo eccessivo, con perdita di diversità ambientale - Interventi di rimboschimento con specie esotiche (Robinia)

3220013_Dueville_2010.pdf 1 23/05/2011 09:53:06 PROVINCIA DI VICENZA – Relazione per la Valutazione di Incidenza Ambientale delle azioni del P.T.C.P. S.I.C. IT3210037 COLLI BERICI

SCHEDA DESCRITTIVA NOME DEL SITO: Colli Berici CODICE DEL SITO: IT3220037 TIPO DI RELAZIONE: SIC designato senza relazioni con un altro sito Natura 2000 REGIONE AMMINISTRATIVA: Veneto PROVINCIA DI APPARTENENZA: Vicenza REGIONE BIOGEOGRAFICA: Continentale COORDINATE GEOGRAFICHE CENTRO SITO: Longitudine: E 11° 30' 27'' Latitudine: N 45° 25' 40'' ESTENSIONE: 12768 ha QUOTA PIU’ ALTA: 444 m s.l.m. - QUOTA PIU’ BASSA: 17 m s.l.m. PROVINCIA SUPERFICIE (ha): VICENZA 12768 COMUNI SUPERFICIE (ha): Alonte 323,69 - Altavilla Vicentina 583,89 - Arcugnano 2899,79 - Barbarano Vicentino 612,97 - Brendola 879,11- Castegnero 301,18 - Grancona 1117,28 - Longare 518,53 - Lonigo 456,47 - Montecchio Maggiore 24,03 265 - Mossano 399,56 - Nanto 439,40 - Orgiano 319,74 - San Germano dei Berici 923,18 - Sarego 834,78 - Sossano 274,34 Villaga 955,46 - Zovencedo 904,75 ASPETTO PAESAGGISTICO GENERALE Fascia collinare che dalla città di Vicenza si estende fino al confine provinciale meridionale, tra due fasce pianeggianti che separano i Berici dai monti Lessini ad ovest e dai Colli Euganei ad est. Le colline sono costituite geologicamente da rocce calcaree e sono caratterizzate da una morfologia carsica che presenta diverse forme superficiali (doline, uvala, valli secche). Diverse le cavità ipogee rilevate. Dal punto di vista vegetazionale il paesaggio dei Berici è caratterizzato da un’estesa copertura forestale costituita in prevalenza da boschi di Carpino nero (Ostrieti). Nel versante sud-occidentale sono presenti oasi xerotermiche ospitanti una vegetazione di tipo sub-mediterraneo. Nei versanti meno esposti e negli impluvi con suoli più profondi si incontrano boschi di Castagno e boschi misti di specie più mesofile come la Rovere, il Tiglio e il Carpino bianco. I coltivi sono localizzati invece nelle zone meno acclivi e sono rappresentati soprattutto da prati, vitigni, cereali ed ortaggi. Diffusi sono inoltre gli oliveti e i frutteti. CLASSI DI HABITAT PRESENTI Si riportano le classi di habitat elencate nelle scheda Natura 2000 della Regione Veneto. Si tratta di macrocategorie che includono anche gli habitat di interesse comunitario presenti nel biotopo in esame. N06 - Corpi d'acqua interni (acque stagnanti e correnti) N07 - Torbiere, stagni, paludi. Vegetazione di cinta N08 - Brughiere, boscaglie, macchie, garighe. N09 - Praterie aride, steppe N12 - Colture cerealicole estensive (incluse le colture in rotazione con maggese regolare) N15 - Altri terreni agricoli N16 - Foreste di caducifoglie N21 - Arboreti (include frutteti, vivai, vigneti) N22 - Habitat roccioosi, detriti di falda, aree sabbiose. Nevi e ghiacciai perenni N23 - Altri (inclusi centri abitati, strade, discariche, miniere e aree industriali) PRINCIPALI MINACCE - Isolamento del biotopo rispetto ad aree collinari e pedemontane limitrofe - Assenza di corridoi ecologici e di siepi arborate nelle aree maggiormente antropizzate (zone vallive intensamente coltivate) con conseguente alterazione della connettività e aumento della frammentazione degli habitat - Invecchiamento dei cedui nei versanti occupati dall’Ostrieto in seguito all’abbandono della pratica della ceduazione e conseguente assenza di dinamiche di rinnovamento del bosco - Fenomeni da stress indotti da cause ambientali (attacchi patogeni, stress idrico, ecc.) - Inquinamento atmosferico (piogge acide) - Eccessiva canalizzazione delle sponde dei corsi d’acqua di risorgiva - Sfruttamento agricolo intensivo nei settori vallivi del biotopo. Conduzione agricola intensiva mediante uso di pesticidi e diserbanti - Immissione di reflui (soprattutto di natura zootecnica) nei corsi d’acqua di risorgiva alla base dei rilievi e conseguente inquinamento della falda acquifera - Immissione di specie alloctone vegetali (Robinia, Ailanto) e di specie esotiche della fauna ittica (Trota fario) - Taglio incontrollato della vegetazione ripariale lungo i canali di risorgiva - Fenomeni di degradazione del suolo per compattazione in aree umide, dovuti a calpestio - Episodi diffusi di erosione del suolo imputabile a diversi fattori (pascolo, attività estrattive) - Carico zootecnico o sfruttamento agricolo eccessivo, con perdita di diversità ambientale - Interventi di rimboschimento con specie esotiche - Attività venatoria - Degrado diffuso per la presenza di cave - Degrado dei terrazzamenti e dei muretti a secco - Abbandono delle pratiche agricole tradizionali e riduzione delle aree occupate dai prati aridi - Turismo speleologico non regolamentato all’interno delle cavità ipogee - Assenza di una disciplina degli accessi e del traffico veicolare all’interno del biotopo - Incendi boschivi

3220037_Berici_2010.pdf 1 23/05/2011 09:55:25 3260018_Brenta_2010.pdf 1 23/05/2011 10:06:57 PROVINCIA DI VICENZA – Relazione per la Valutazione di Incidenza Ambientale delle azioni del P.T.C.P.

S.I.C. IT3230022 MASSICCIO DEL GRAPPA

SCHEDA DESCRITTIVA NOME DEL SITO: Massiccio del Grappa CODICE DEL SITO: IT3230022 TIPO DI RELAZIONE: Sito designato come SIC identico a ZPS designata REGIONE AMMINISTRATIVA: Veneto PROVINCIA DI APPARTENENZA: Vicenza REGIONE BIOGEOGRAFICA: Alpina COORDINATE GEOGRAFICHE CENTRO SITO: Longitudine: E 11° 48’ 37’’ Latitudine: N 45° 53’ 36’’ ESTENSIONE: 22473,71 ha QUOTA PIU’ ALTA: 1775 m s.l.m QUOTA PIU’ BASSA: 200 m s.l.m PROVINCE INTERESSATE (ha): BELLUNO 10420,7 - TREVISO 4970,2 - VICENZA 7082,8 COMUNI INTERESSATI (ha): Alano di Piave 2845,1 - Arsie' 1497,6 - Borso del Grappa 1909,4 - Cavaso del Tomba 677,8 - Cismon del Grappa 2337,8 - Crespano del Grappa 649,1 - Feltre 431,6 - Fonzaso 3,3 - Paderno del Grappa 994,0 - Pederobba 363,3 - Possagno 376,7 - Pove del Grappa 688,9 - Quero 2157,2 - Romano d'Ezzelino 616,0 - San Nazario 2060,0 - 3485,8 - Solagna 1380,1 ASPETTO PAESAGGISTICO GENERALE Massiccio calcareo situato nella fascia prealpina in posizione marginale e periferica rispetto all’insieme della catena alpina. Il Massiccio costituisce una barriera orografica che si frappone tra la pianura e la catena alpina e presenta una litologia prevalentemente calcarea (dolomia principale, calcari grigi e bianchi, rosso ammonitico, biancone). La natura calcarea del rilievo determina un carsismo diffuso su tutto il territorio, la cui manifestazione è costituita soprattutto da doline, inghiottitoi e pozzi carsici. Manca di conseguenza una rete idrografica superficiale e la consistente quantità di acque meteoriche e di fusione viene dirottata in profondità per poi riemergere ai piedi del massiccio, sgorgando da sorgenti. Le strutture a circo presenti nell’area sommitale del Grappa e i depositi morenici abbandonati verso valle, testimoniano invece gli effetti prodotti dalla complessa azione erosiva dei ghiacciai nel periodo wurmiano. Durante le glaciazioni quaternarie il monte Grappa costituì area di rifugio per numerose specie di piante e grazie all’isolamento geografico e all’insorgere di barriere riproduttive, favorì il nascere di percorsi evolutivi diversi in quelle popolazioni che rimasero separate da quelle di origine. Il Massiccio del Grappa, affacciato anche sulla pianura, offrì comunque rifugio anche a tutte quelle entità floristiche mediterranee e sub-mediterranee che, durante le oscillazioni interglaciali più calde, si spingevano verso nord. Il Massiccio rappresenta quindi, nell’area prealpina, un centro di isolamento e di differenziazione, area di rifugio sia per specie alpine che mediterranee. La notevole varietà di ambienti non consente di definire in maniera chiara fasce di vegetazione in zone altitudinali precise. Si può riconoscere una fascia pedemontana collinare, più calda e riparata, che presenta una vegetazione submediterranea a carattere relittuale, in cui spiccano elementi termofili come il Leccio, l’Alloro, l’Asparago dalle foglie acute e l’Olivo, quest’ultimo estesamente coltivato. L’orizzonte submontano è costituito dal bosco caducifoglio termofilo (Orno-Ostrieti) composto in prevalenza da Carpino nero, Roverella e Orniello. Molto diffuso nella fascia pedemontana è il Castagno la cui diffusione è stata favorita in passato dall’uomo per scopi alimentari. Nell’orizzonte montano inferiore si sviluppa la faggeta che si differenzia al variare dei fattori geomorfologici, microclimatici e pedologici. I boschi di conifere (Peccete e Abieteti) sono prevalentemente di origine secondaria, favoriti dai rimboschimenti realizzati per scopi produttivi. Le superfici più o meno estese adibite a prato o pascolo rappresentano la tipologia ve getazionale più caratteristica delle aree montane e sommitali del Massiccio. Tra le formazioni prative più diffuse si incontrano Arrenatereti, Triseteti, Nardeti e Seslerieti. Le aree di alta quota, che da anni non sono più soggette all’attività di pascolo, stanno per essere colonizzate da una fitta vegetazione arbustiva caratterizzata da Rododendri, Ginepro, Pino mugo e Salici. CLASSI DI HABITAT PRESENTI Si riportano le classi di habitat elencate nelle scheda Natura 2000 della Regione Veneto. Si tratta di macrocategorie che includono anche gli habitat di interesse comunitario presenti nel biotopo in esame. N06 - Corpi d'acqua interni (acque stagnanti e correnti) N08 - Brughiere, boscaglie, macchia, garighe. Friganee N09 - Praterie aride, steppe N11 - Praterie alpine e sub-alpine N16 - Foreste di caducifoglie N22 - Habitat rocciosi, detriti di falda, aree sabbiose. Nevi e ghiacciai perenni PRINCIPALI MINACCE - Apertura cave per attività estrattive - Fruizione turistica non regolamentata (danni da calpestio e da asporto di vegetali) - Presenza e diffusione di infrastrutture turistiche - Erosione idrica incanalata e di massa - Degradazione del suolo per compattazione nelle zone di torbiera (imputabile principalmente a calpestio) - Erosione idrica incanalata e di massa - Incidenza degli agenti patogeni sulla vegetazione forestale - Pascolo non regolamentato (eccesso di carico zootecnico) - Incendi boschivi (incendi naturali e incendi indotti) - Eccessivo carico agricolo e zootecnico - Diffusione di specie esotiche - Inquinamento delle falde in seguito all’immissione di reflui derivanti dalle attività agricole e zootecniche - Presenza di discariche - Modificazioni strutturali e alterazioni degli equilibri idrici dei corsi d’acqua dovuti a: o processi di urbanizzazione (costruzione di strade, edifici, ponti, captazione idrica) o interventi di artificializzazione dell’alveo (rettificazione, arginatura, ecc.) o sbarramenti dei corsi d’acqua (processi d’erosione fluviale) o captazioni idriche (abbassamento della falda e prosciugamento dei corsi d’acqua) o estrazione di ghiaia e sabbia e alla complessiva modifica del regime delle portate

3230022_ Grappa_2010.pdf 1 23/05/2011 09:59:49