Perissinotto Matteo, La Stampa Ebraica Italiana E Il “Nemico” Durante La Prima Guerra Mondiale (1914-1918), in Tullia Catalan (A Cura Di), Fratelli Al Massacro

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Perissinotto Matteo, La Stampa Ebraica Italiana E Il “Nemico” Durante La Prima Guerra Mondiale (1914-1918), in Tullia Catalan (A Cura Di), Fratelli Al Massacro INDICE Introduzione 5 Abbreviazioni 13 1. L'evoluzione del sentimento nazionale negli ebrei italiani (1848-1914) 15 L'estensione dell'emancipazione (1848-1870) 15 Gli ebrei nell'Italia unita 23 Le Comunità e la nascita del Comitato 31 Le crisi nei rapporti con la società maggioritaria 36 2. Gli interventisti 41 La nostra magnifica lotta preparatoria 44 Solo ciò che si conquista col sangue è sacro 51 Interventismo democratico 65 L'interventismo rivoluzionario 76 Il sindacalismo che se ne infischia 77 I socialisti interventisti 3. Neutralisti, pacifisti internazionalisti 87 La “neutralità assoluta” e l'internazionalismo socialista 88 Dio dei cieli, dà pace alla terra: il rabbinato dalla neutralità alla guerra 104 Il ruolo del Comitato nelle iniziative a favore degli “ebrei oppressi” 116 4. Il rabbinato italiano e la guerra 125 Le attività di assistenza a favore dei soldati italiani e dei prigionieri 126 Il rabbinato militare 127 L'assistenza ai prigionieri: la fondazione del Maghed David Rosso 137 I casi Rosenberg, Margulies e Lattes e la nascita della Federazione Rabbinica 150 La lotta contro “il Tedesco” 151 Dante Lattes e il suo lungo esilio in patria. 161 La nascita della Federazione Rabbinica Italiana 165 Cap.5 Le emergenze della guerra 169 La disfatta di Caporetto e l'emergenza profughi 169 Il Comitato parlamentare veneto e l'Alto Commissariato 171 I profughi ebrei 175 Il pericolo delle conversioni forzate 191 L'opera fanatica delle suore: le conversioni negli ospedali 193 Gli orfani 198 La mobilitazione femminile 203 Conclusioni 215 Profili biografici significativi 223 Bibliografia 235 3 Introduzione Appunti sul metodo e piste di ricerca tra vecchie e nuovi fonti. Il presente lavoro prende le mosse dal progetto di ricerca intitolato “Gli ebrei italiani di fronte alla Grande guerra (1914-1918)” elaborato nel 2012 con l'intento di chiarire se e in che misura il primo conflitto mondiale avesse rappresentato un importante snodo nel processo di integrazione della minoranza ebraica nella società maggioritaria. L'obiettivo prefissatomi, in sintesi, era quello di capire come gli ebrei italiani, sia a livello individuale che collettivo, avessero reagito dinanzi ai fatidici anni della cosiddetta Grande guerra, cioè a quell'evento periodizzante che, secondo la storiografia, ha posto fine all'Ancien Régime e dato inizio al Secolo breve e con esso alla radicalizzazione della violenza e all'emergere e poi affermarsi dei totalitarismi.1 La guerra apportò notevoli cambiamenti alle dinamiche sociali e politiche, ma quali furono le ripercussioni sulla minoranza ebraica? Come influì l'evento bellico sulla mentalità individuale e collettiva degli ebrei? Se, e in cosa, si differenziarono dagli “altri italiani”? Come reagì il giovane movimento sionista all'ondata di nazionalismi che travolse l'Europa? Queste sono alcune delle domande da cui ero partito tre anni fa e a cui ho cercato di dare una risposta in questo lavoro, analizzando le posizioni, le attività e le iniziative messe in atto dai singoli, dalle comunità, dal Comitato delle comunità israelitiche italiane e del rabbinato. Ove possibile, inoltre, ho cercato di individuare i collegamenti e le relazioni tra i diversi esponenti del mondo ebraico, favorite dalla comune appartenenza a quello definito come "sottogruppo ebraico" e a determinati network sociali, economici e politici.2 Nel panorama europeo, il caso italiano per molti aspetti si presenta unico e particolare: l'alto grado di integrazione della minoranza nella società, nelle istituzioni dello Stato liberale e nell'Esercito, e la quasi totale assenza di episodi di antisemitismo hanno indotto la storiografia ha dedicare pochi studi alle vicende dell'ebraismo italiano durante la Grande guerra, dando spesso per scontata la tesi di Attilio Milano, secondo il quale gli ebrei italiani «si comportarono esattamente come gli altri»3. Questa considerazione è stata messa in discussione, a metà degli anni Ottanta, dal pionieristico articolo di Mario Toscano Gli ebrei italiani e la prima guerra mondiale (1915-1918): tra crisi religiosa e fremiti patriottici, nel quale l'autore evidenziava come la guerra risulti un momento privilegiato per: studiare, il 1 Arno Mayer, Il potere dell'Ancien Régime fino alla prima guerra mondiale, Roma, Laterza, 1999; .Eric J. Hobsbawm, Il Secolo breve, 1914-1991. L'era dei grandi cataclismi, trad. di Brunello Lotti, Collana Storica, Milano, Rizzoli, 1995. 2 Simon Levis Sullam, Una comunità immaginata. Gli ebrei a Venezia (1900-1938), Edizioni Unicopli, Milano, 2001. 3 Attilio Milano, Storia degli ebrei in Italia, Einaudi, Torino, 1982, p.390. 5 «rapporto tra i caratteri della loro integrazione nazionale e il livello della loro assimilazione»; e tentare di definire la religiosità degli ebrei italiani e il loro rapporto con la Patria. 4 Lo studio di Toscano aveva preso avvio da un altro importante articolo dello stesso autore, nel quale partendo dall'analisi dei problemi organizzativi, religiosi, sociali e culturali dell'ebraismo, veniva offerto un quadro del processo di assimilazione e della volontà, di una parte dell'ebraismo italiano, di favorire un rinnovamento religioso e culturale.5 Altri saggi hanno affrontato temi specifici, quali ad esempio i sermoni, gli interventi del rabbinato e l'attività dei rabbini militari. Ilaria Pavan nel saggio 'Cingi, o prode, la spada al tuo fianco'. I rabbini italiani di fronte alla Grande Guerra, nel recente articolo di Joseph Levi e nel libro di Carlotta Ferrara degli Uberti, vengono analizzati i sermoni rabbini con particolare riguardo agli elementi di continuità nel linguaggio tra il periodo risorgimentale e la prima guerra mondiale, evidenziando le tematiche portate a sostegno dello sforzo bellico.6 All'attività del rabbinato militare, servizio istituito proprio in occasione del conflitto, sono dedicati un prezioso saggio di Mario Toscano, oltre al già citato articolo di Ilaria Pavan.7 Infine il libro di Monica Miniati, Le “emancipate”. Le donne ebree in Italia nel XIX e XX secolo, offre una prospettiva di genere fondamentale per comprendere la figura femminile nell'ebraismo italiano durante il conflitto.8 Nonostante saggi e capitoli dedicati alla partecipazione degli ebrei alla prima guerra mondiale – come ad esempio nel libro di Ester Capuzzo 9 - manca nel panorama italiano una monografia di più ampio respiro, sull'esempio della ricerca di Phlippe Landau Les Juifs de France et la Grande Guerre: Un patriotisme républicain, o del libro di Marsha L. Rozenblit Reconstructing a national identity. The Jews of Habsburg Austria during World War I.10 4 Mario Toscano, Gli ebrei italiani e la prima guerra mondiale (1915-1918): tra crisi religiosa e fremiti patriottici, in Mario Toscano (a cura di), Ebraismo e antisemitismo in Italia. Dal 1848 alla guerra dei sei giorni, Franco Angeli, Milano, 2003, p.111. La prima edizione è comparsa in “Clio”, gennaio-marzo 1990, 79-97. 5 Ivi, Ebrei ed ebraismo nell'Italia della grande guerra. Note su una inchiesta del Comitato delle comunità israelitiche italiane del maggio 1917, pp.123-154. La prima versione del saggio è presente in Israel “Un decennio” 1974-1984 Saggi sull'Ebraismo italiano, F. Del Canuto (a cura di), Carucci, Roma, 1984, pp. 349- 392. 6 Carlotta Ferrara degli Uberti Fare gli ebrei italiani. Autorappresentazione di una minoranza (1861-1918), Il Mulino, Bologna, 2011; Ilaria Pavan, 'Cingi, o prode, la spada al tuo fianco'. I rabbini italiani di fronte alla Grande Guerra, in «Rivista di storia del cristianesimo», Volume 3, Fascicolo 2, pp. 335-358, 2006; Joseph Levi, The Great War as Reflected in Italian Rabbinic Sermons: Rav S. Zvi Hirsch Margulies, Rav Ya'akov Bolaffio e Rav Giuseppe Levi, in From the pulpit. Rabbis and The Great War, European Judaism-Berghahn Journals, v.48/1, spring 2015, pp.83-99 7 Mario Toscano, Religione, patriottismo, sionismo: il rabbinato militare nell'Italia della grande guerra (1915- 1918), in «Zakhor», VIII, 2005, pp. 77-133. Ilaria Pavan, 'Cingi, o prode, la spada al tuo fianco'. 8 Monica Miniati, Le “emancipate”. Le donne ebree in Italia nel XIX e XX secolo, Viella, Roma, 2008. 9 Ester Capuzzo, Gli ebrei nella società italiana. Comunità ed istituzioni tra Ottocento e Novecento, Carocci, Roma, 1999, si veda in particolare il cap.7 L'ora della prova: l'ebraismo italiano di fronte alla guerra, pp.119-143. 10 Marsha L. Rozenblit, Reconstructing a national identity. The Jews of Habsburg Austria during World War I, 6 Partendo da questi studi, il lavoro di ricerca si è sviluppato attraverso lo studio della documentazione conservata presso diversi archivi: il fondo "Attività del Consorzio delle Comunità israelitiche Italiane fino al 1924" dell'Archivio Storico dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e gli archivi di diverse comunità italiane: Casale Monferrato, Firenze, Livorno, Mantova, Roma, Venezia e Verona. Purtroppo i danneggiamenti subiti da preziosi archivi durante la seconda guerra mondiale, si pensi al caso emblematico di Torino, e la perdita di parte dei fondi per i più disparati motivi, hanno penalizzato una ricostruzione più completa delle vicende comunitarie. Queste fonti hanno permesso di analizzare gli elementi di continuità e discontinuità nelle attività delle istituzioni ebraiche durante gli anni del conflitto rispetto al periodo precedente. Importanti si sono rivelati in particolar modo i verbali delle Comunità e la corrispondenza intrattenuta con le istituzioni del Regno ed ebraiche, con i correligionari e con il rabbinato. Il fondo riguardante l'attività del Consorzio ha
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