AREE DI CRESTA E ZONE UMIDE Risultati Delle Ricerche
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Proposta Di Registrazione Itinerario
Rete del patrimonio escursionistico regionale SCHEDA 2 a - PROPOSTA DI REGISTRAZIONE ITINERARIO Sezione 1: Informazioni generali Nome Itinerario e codice VIA GEOALPINA – ITINERARIO SESIA VALGRANDE GEOPARK per segnaletica Numero Tappe 7 (SETTE) dell’itinerario Lunghezza totale 98,94 Km. dell’itinerario (Km) Dislivello totale In salita 7.674 m. - in discesa 7.454 m. dell’itinerario (m) Difficoltà complessiva EE Collegamento Transfrontaliero da Cursolo Orasso con la Riserva di Palagnedra e il Parco (transfrontaliero, Nazionale del Locarnese. interregionale, Interprovinciale da Campello Monti con Rimella e Parco Naturale dell’Alta interprovinciale) Valsesia La denominazione dell’Itinerario deve riferirsi alle peculiarità turistico territoriali dell’itinerario stesso. Può essere definito ed associato al nome un codice specifico che viene riportato sulla segnaletica di itinerario (Esempio: Gran Tour del Monviso GTMV). Per “tappa” si intende l’unità minima in cui si articola l’itinerario ai fini della razionale fruizione dell’itinerario stesso. Nel caso di itinerario di più giorni la tappa corrisponde al tratto percorribile nella giornata, in funzione della localizzazione delle strutture di appoggio e dei tempi di percorrenza; nel caso di itinerario della durata di poche ore deve essere indicata un’unica tappa. La difficoltà deve essere valutata con riferimento alla scala proposta dal CAI comprendente i gradi: T (turistico), E (escursionistico), EE (escursionistico per esperti), EEA (escursionistico per esperti con attrezzature). Nel valutare la difficoltà complessiva dell’itinerario si dovranno considerare le difficoltà delle singole tappe. L’itinerario assumerà la difficoltà corrispondente al grado più alto attribuito alla singole tappa (Una tappa classificata escursionistica comporta che l’intero itinerario è classificato come tale). -
Report Val Grande 2015
“Dal paesaggio della sussistenza a quello della wilderness. Il territorio del parco nazionale della Val Grande come laboratorio di lettura ed interpretazione diacronica del paesaggio” DIST (dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio) del Politecnico e Università di Torino e Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio e del Politecnico di Torino. Settembre 2015 Il presente rapporto di ricercato di ricerca raccoglie i contributi scientifici elaborati nell’ambito del contratto di ricerca del gennaio 2015 tra Parco Nazionale Val Grande e DIST (responsabile scientifico Arch. Carlo Tosco) e costituisce il prodotto della ricerca insieme al volume “Materiali proposti per la mostra” contenente la versione divulgativa finalizzata alla mostra. Coordinamento scientifico: Claudia Cassatella (DIST Politecnico e Università di Torino) Roberto Gambino (CED-PPN del Politecnico di Torino) Carlo Tosco (Direttore Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e Paesaggio del Politecnico di Torino) Gruppo di ricerca Claudia Cassatella (DIST Politecnico e Università di Torino), Roberto Gambino (CED-PPN Politecnico di Torino), Gabriella Negrini (CED-PPN Politecnico di Torino), Bianca Seardo (DIST Politecnico e Università di Torino): aspetti pianificatori territoriali e paesaggistici, sintesi paesaggistiche e strutturali; indagine sociale (Bianca Seardo) Federica Corrado (DIST Politecnico e Università di Torino) e Giacomo Pettenati (Università di Torino): aspetti socio-economici e dinamiche del ritorno alla -
AREE PROTETTE DEL VERBANO CUSIO OSSOLA Un Percorso Didattico Tra Storia E Natura
LE AREE PROTETTE DEL VERBANO CUSIO OSSOLA Un percorso didattico tra storia e natura Realizzato nell’ambito del progetto PARCHI IN RETE Definizione di una Rete Ecologica nel Verbano Cusio Ossola basata su Parchi, Riserve e Siti Rete Natura 2000 con il contributo di LE AREE PROTETTE DEL VERBANO CUSIO OSSOLA Un percorso didattico tra storia e natura Aggiornamento: settembre 2011 Le caratteristiche geografiche fondamentali della Provincia del VCO sono due. Ci sono meno di 20 km in linea daria tra il Lago Maggiore (il massimo della vivibilità) e il Monte Rosa (il massimo dellinvivibilità). Il Golfo Borromeo rappresenta la più armonica integrazione tra uomo e natura, un modellamento del territorio realizzato con le ville signorili, i palazzi e i giardini allinglese. Il Monte Rosa è la seconda montagna dEuropa e lunica che presenti una parete di dimensioni himalayane; un ambiente di rocce e ghiacci dove luomo non può vivere e può solo frequentare occasionalmente. Tra questi due ambienti (il Mediterraneo La Riserva Naturale Speciale di Fondotoce e lHimalaya) ci sono il Verbano, il Cusio e lOssola. Il pregio di questa terra è questo: in un breve spazio coesistono ambienti naturali e umani molto diversi tra loro. Non esiste un altro luogo così in Europa. E varietà ambientale vuol dire ricchezza di biodiversità, tanto preziosa oggi! La seconda caratteristica è morfologica: una terra incuneata nellEuropa. Limportanza dei suoi valichi storici (il Sempione, lAlbrunpass, il Gries) ne fanno un luogo di transito, aperto ad influssi culturali disparati. Una finestra aperta sul mondo. Questa terra possiede una sua storia di tutela della natura: dalla creazione dellOasi Faunistica di Macugnaga (1969) che permise la reintroduzione dello stambecco, allistituzione del primo parco naturale del Piemonte (Alpe Veglia 1978); negli anni '90 furono istituite riserve naturali speciali (i Sacri Monti poi diventati Patrimonio Mondiale dellUmanità); nel 1991 l'istituzione del Parco Nazionale della Val Grande riconobbe il valore ZPS Fiume Toce wilderness dell'area selvaggia più grande d'Italia. -
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Rivista Italiana di Ornitologia - Research in Ornithology, 83 (1/2): 3-52, 2013 DOI: 10.4081/rio.2013.205 Gli uccelli del Parco Nazionale della Val Grande e delle aree limitrofe (Verbano Cusio Ossola, Piemonte, Italia) Fabio Casale1*, Cristina Movalli2, Radames Bionda3, Lorenzo Laddaga4, Andrea Mosini5 & Manuel Piana6 Riassunto: Il Parco Nazionale della Val Grande è un’area mon- formi migratori attraverso i passi alpini. L’area ospita o ha ospitato 138 tuosa protetta sita nelle Alpi, nel Piemonte nord-orientale, Italia. L’area specie di Uccelli delle quali 97 nidificanti, 28 di interesse comunitario è stata designata quale Parco Nazionale nonché ZPS – Zona di Prote- (Allegato I della Direttiva “Uccelli”), 42 SPEC - Species of European zione Speciale secondo la Direttiva “Uccelli” e IBA – Important Bird Conservation Concern secondo BirdLife International. L’area è di Area secondo BirdLife International. L’area di studio ha una superfi- grande importanza per numerose specie di uccelli, specialmente per la cie di 45.873 ha che comprende il Parco Nazionale e le limitrofe Valle nidificazione di specie di interesse conservazionistico legate ad habitat Intrasca, Valle Cannobina e Val Loana, i cui ambienti principali sono montani, quali Bonasa bonasia (20-50 coppie), Tetrao tetrix (40-100 costituiti da vaste foreste di latifoglie e di conifere, ambienti rocciosi, maschi adulti), Alectorisonly graeca saxatilis (20-50 coppie), Circaetus brughiere, arbusteti e praterie alpine. Le cime più alte raggiungono gallicus (4-5 coppie), Aquila chrysaetos (6-7 coppie), Falco peregri- i 2.300 m s.l.m. La maggior parte della sua superficie è selvaggia e nus (4-5 coppie), Bubo bubo (4 coppie), Aegolius funereus, Dryocopus disabitata. -
«Sono Gli Abitatori Devotissimi Del S. Crocifisso Della Marona» Per Una Storia Della Cappella Al Pizzo Marona Fabio Copiatti E Monica Gagliardi
«SONO GLI ABITATORI DEVOTIssIMI DEL S. CROCIFIssO DELLA MARONA» PER UNA STORIA DELLA CAPPELLA AL PIZZO MARONA Fabio Copiatti e Monica Gagliardi a sempre chi osserva i monti che fanno da corona alle Valli Intrasche Dnon può fare a meno di notare una cima che sembra innalzarsi più elevata tra le altre: «Essa [la valle Intrasca] è solcata tutta da strade e sentieri di agevole declivio, per cui si passa da paese a paese e di cima in cima si sale, attraversando minori vallette e burroncelli, sino alle vette dei sovrapposti monti, dei quali il più alto è il Pizzo Marrone [sic] che solleva l’aguzza vetta su tutte le montagne del Verbano». Così scriveva Achille Mauri nel 1836 nel racconto Il Pizzo Marrone e il voto d’una madre, e, qualche anno dopo, anche Luigi Boniforti, nel suo Il lago Maggiore e dintorni, decantando «[...] il mirabile anfiteatro di selvosi monti, di fioriti poggi e ripiani, di più erte montagne dominate in fondo alle valli dall’aereo Pizzo Marone [...]». Ancora nel 1946 don Angelo Fossati, parroco di Intragna dal 1904 al 1956, ebbe a scrivere sul giornale Monte Marona:3 1 A. Mauri, Il Pizzo Marrone e il voto d’una madre, in «Il Giovedì. Lettura per i giovanet- ti», n. 55, 17 novembre 1836, cfr G. Margarini, La storia di un’escursione al Pizzo Marona (e un caso di plagio editoriale), in «Verbanus», n. 7 (1986), pp. 1-39. L. Boniforti, Il lago Maggiore e dintorni, s.d. (ma 1857), p. 140. 3 A. Fossati, La ricostruzione della Cappella della Marona, in «Monte Marona (Il Pro- gresso del Verbano Cusio Ossola)», a. -
Die Schönsten Ausflüge Und Wanderungen Um Biganzolo
DDiiee sscchhöönnsstteenn AAuussffllüüggee uunndd WWaannddeerruunnggeenn uumm BBiiggaannzzoolloo erwandert und zusammengestellt von Elke Lauster mit Unterstützung von Heinrich Ehrhardt und Wolfgang Lauster 4. überarbeitete Auflage 2008 Mit 67 Vorschlägen für Ausflüge und Wanderungen und über 300 Abbildungen IIInnnhhhaaallltttsssvvveeerrrzzzeeeiiiccchhhnnniiisss Ausflüge U Seiite_ 1. Verbania (Intra + Pallanza), Villa Taranto 1 2. Borromäische Inseln 4 3. Lago di Mergozzo - Montorfano 7 4. Über Colle nach Cannero. 9 5. SS. Trinita 10 6. Die schönsten Kirchen Lungo Lago 11 7. Cannero – Carmine Superiore 13 8. Lago di Orta und Varallo 15 9. Sta. Caterina del Sasso - Sasso di Ferro 19 10. Stresa – Mottarone 20 11. Macugnaga - Val Vigezzo - Valle Cannobina 21 12. Val di Antrona 22 13. Parco Naturale Alpe Veglia 23 14. Val Formazza und die Cascata del Toce 24 15. Varese 25 16. Alpe Quaggione und „Zio Lalo“ 27 Wanderungen 29 I. Wanderungen vor der Haustür 31 I.1. Biganzolo – Vignone und die Wallfahrtskirche San Martino 32 I.2. Biganzolo – Cargiago – S.S.Trinita – Ceredo – Biganzolo 34 I.3. Biganzolo – Cargiago – Pollino – Belvedere – S.S.Trinita – Biganzolo 35 I.4. Biganzolo – Cargiago – Tre Mulini – Bée – Albagnano – Biganzolo 36 II. Beschauliche Wanderungen 37 II.1. Ausgangspunkt Premeno 37 Der “5 – Dörfer-Blick” 37 Premeno – Miralago – Luera 38 Manegra – Alpe Casola – Alpe Pieggio 39 Luera – Aurano – (Scareno) 39 Der Felsengarten der Cresta della Ceresa 41 Piancavallo – Cima di Morissolo 42 Pian Puzzo – Alpe Archia – Passo Folungo – Pian Puzzo 42 Oratorio S. Eurosia – Pra de Noci 43 II.2. Ausgangspunkt Trobaso 45 II.2.1 Richtung Miazzina 45 Miazzina – Runchio 45 Alpe Pala – Alpe Agricola 46 Cappella Fina – Alpe Vanetti 47 Cappella Fina – Cappella Porta 48 II.2.2.