Francesco Solimena Et La France
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Gaspare Traversi, (Naples, 1722 – Rome, 1770) the Music Lesson Oil on Canvas 103 X 77 Cm
Gaspare Traversi, (Naples, 1722 – Rome, 1770) The Music Lesson Oil on canvas 103 x 77 cm. Provenance: Bologna, Bompani Collection The scant information available on the life of Gaspare Traversi indicates that he was the son of a Genoese merchant based in Naples. Early sources state that he was baptised on 15 February 1722 in the church of Santa Maria dell’Incoronatella with the name of Gasparro Giovanni Battista Pascale Traversa. With the exception of a brief period in Parma, Traversi lived and worked in his native Naples. He first studied painting with Francesco Solimena (1657-1747), in whose workshop he would have encountered other pupils of his master such as Giuseppe Bonito (1707-1789) and Francesco de Mura (1696-1784). It is thus not by chance that in addition to echoes of Solimena, Traversi’s work reveals the notable influence of both those fellow students. From the Mura he derived his soft, tempered style and the exquisite colouring that heralds the Neapolitan Rococo, while from Bonito he undoubtedly acquired the interest in detail in his genre scenes (including the present work) which established Traversi’s reputation in Naples. From 1752 he is recorded as active in Rome, living and working in the Trastevere quarter. During this period one of his most important patrons and clients was the influential Fra Raffaello Rossi da Lugagnano who commissioned various projects from him for churches and religious houses. Notable among them was the series of six paintings that Traversi executed for the monastery of San Paulo fuori la Mura. 1 Traversi’s genre scenes, including the present one, are notable for their satirical character as images that reflect the everyday habits and customs of different archetypes of the social classes of the day. -
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For a large print version, please ask a member of staff Naples 1600-1800 Compton Verney This leaflet is available to download at www.comptonverney.org.uk 1 & 2. Giuseppe Bonito (1707-1789), Italian: The Poet and The Music Lesson. Oil on canvas, AUSTRIA HUNGARY about 1742. Both 101.5 x 154 cm SWITZERLAND SLOVENIA Giuseppe Bonito studied with the CROATIA influential Neapolitan artist Francesco Solimena (1657-1747) and was admired for his everyday life or I A ‘genre’ scenes, which date primarily from the 1740s. Bonito’s D T R I A innovative subject matter reflected the changing tastes of his T A I C S patrons. This pair of paintings, recently reunited, represent a CORSICA E L A cross section of Neapolitan society. The poet is a Bohemian figure TYRRHENIAN Y surrounded by an admiring audience, one of whom engages SEA the viewer with a sidelong glance. The elegant garments of the SARDINIA figures in The Music Lesson are emphasised through a rich colour IONIAN SEA palette and strong contrast between light and shade. Bonito SICILY uses dynamic poses and multiple figures in the compositions to contribute to the atmosphere of daily life. Naples MEDITERRANEAN SEA Pozzuoli Mount Riviera di Chiaia Vesuvius Posillipo Herculaneum 3. Bernardo Cavallino (1616-56), Italian: Pompeii The Flight into Egypt. Oil on canvas, about 1640-50. 76.8 x 63.5 cm Salerno The flight into Egypt is briefly narrated by St Matthew in the second chapter of his gospel: warned by an angel that King Herod had ordered all infants in Bethlehem to be killed, Joseph ‘rose and took the child and his mother by night, and departed into Egypt’. -
Corrado Giaquinto's Critical Fortune
03-Stefano Pierguidi:Maquetación 1 26/08/16 13:13 Página 255 ARCHIVO ESPAÑOL DE ARTE, LXXXIX, 355 JULIO-SEPTIEMBRE 2016, pp. 255-268 ISSN: 0004-0428, eISSN: 1988-8511 doi: 10.3989/aearte.2016.17 CORRADO GIAQUINTO’S CRITICAL FORTUNE IN ROME AND THE REASONS FOR HIS DEPARTURE FOR MADRID STEFANO PIERGUIDI Sapienza Università di Roma [email protected] Around 1751, Cochin pointed out that the best painters then in Rome were Masucci, Mancini, Battoni and “le chevalier Corado”. Cochin’s statement would seem to be one of the most meaningful indications of the artist’s fame. Modern criticism, however, tends not to distinguish between the nature of Giaquinto’s and Masucci, Mancini and Batoni’s success: while the latter three artists had definitively established themselves as history painters in oil and could work for international patrons without leaving Rome, Giaquinto never succeeded in asserting himself in that capacity and in this medium. Indeed, in his letter Cochin mistook Corrado for the more famous and well-known knight Sebastiano Conca. Being summoned to Madrid was certainly a great achievement for Giaquinto, but leaving Rome was somehow a forced choice because in the 25 years he had spent there since 1727, the painter had never achieved the success to which he aspired. Key words: Corrado Giaquinto; Giambattista Tiepolo; Francesco De Mura; Francesco Algarotti; Baroque painting; painting in Rome. LA FORTUNA CRÍTICA DE CORRADO GIAQUINTO EN ROMA Y LOS MOTIVOS DE SU PARTIDA POR MADRID Alrededor de 1751 Cochin indicaba a los que eran considerados los mejores pintores de Roma en la época: Masucci, Mancini, Battoni y “le chevalier Corado”. -
Aggiunte E Precisazioni Al Catalogo Di Sebastiano Conca, Pittore Cosmopolita Mario Epifani
Da Napoli a Roma, Torino e le corti europee: aggiunte e precisazioni al catalogo di Sebastiano Conca, pittore cosmopolita Mario Epifani a carriera di Sebastiano Conca (Gaeta, si tratta essenzialmente di dipinti di piccolo e 1680-1764) è un caso esemplare del co- medio formato dal colorismo denso e prezioso, Lsmopolitismo che caratterizza la pittura con figure aggraziate ed elegantemente atteg- italiana nel Settecento1. In un secolo in cui ar- giate in composizioni di gusto già pienamen- chitetti, scultori e pittori italiani – da Filippo te rococò. Non più giovanissimo, al momento Juvarra a Giambattista Tiepolo – si disponeva- del suo trasferimento a Roma il pittore, ormai no a viaggiare o ad accettare commissioni da maturo, dimostrava di saper declinare in chia- paesi lontani, allo scopo di aumentare non solo ve leggera e moderna il monumentale chiaro- i propri guadagni ma anche e soprattutto il pro- scuro solimenesco, accogliendo suggestioni da prio prestigio, altri riuscirono a imporsi sulla Carlo Maratti e dai suoi allievi Giuseppe Bar- scena europea senza mai spostarsi dal proprio tolomeo Chiari e Giuseppe Passeri, soprattutto luogo di origine. È il caso dei due capiscuola per quanto riguarda l’equilibrio compositivo; al della pittura romana e napoletana al principio tempo stesso, si coglie nella sua pittura brillan- del Settecento, Carlo Maratti e Francesco Soli- te e sensuale un’attenzione a voci alternative a mena, entrambi assai apprezzati da committen- Solimena, che Conca poteva aver già sviluppato ti e collezionisti stranieri, le cui richieste riusci- a Napoli studiando la produzione di pittori qua- rono a dominare soltanto con l’invio di opere li Giacomo Del Po e Domenico Antonio Vacca- rispettivamente da Roma e da Napoli. -
MARIO COLANGELO-Delegazione RAM Di Benevento
MARIO COLANGELO-Delegazione RAM di Benevento RICOSTRUZIONE DI UN PALAZZO NOBILIARE NAPOLETANO – I PARTE ARCHITETTURA E DECORAZIONE Napoli è sempre stata una città ricca di dimore nobiliari, propensione al lusso e al prestigio che si sgrana a partire dal periodo angioino, per poi scoppiare soprattutto tra il XV e il XVIII secolo. Oggi le splendide dimore rinascimentali e barocche testimoniano una fase artistica senza precedenti in cui l’accumulo della ricchezza si intreccia con la ricerca della comodità. All’interno del tessuto architettonico della città veniva data particolare rilevanza ad alcuni elementi, come il portale con il balcone soprastante, l’atrio, il cortile e la scala, di cui l’imponenza e lo splendore garantiva un prestigio particolare al signore, che non poteva che affidarsi a questi elementi per sfoggiare il suo potere. Non mancavano un tempo giardini o terrazzi, ma questo aspetto era ormai secondario, in quanto la città nel corso del Seicento iniziò a scarseggiare di luoghi adatti a giardini di delizia. Prima di concentrare la nostra attenzione su tutto ciò che si può trovare all’interno delle dimore nobiliari, si rende necessario indagare sull’architettura e su alcuni tipi di arredi che potremmo definire fissi. Ben poco è rimasto del periodo precedente alla Napoli aragonese, mentre assai più consistenti sono le opere risalenti ai periodi successivi, quando la costruzione di edifici pubblici e privati veniva affidata spesso ad architetti di grido che garantirono a partire dal Quattrocento fino a tutto l’Ottocento una lunga -
Giacinto Diano E La Decorazione Murale a Napoli Nella Seconda Metà Del Settecento
ALESSANDRO D’ALFONSO GIACINTO DIANO E LA DECORAZIONE MURALE A NAPOLI NELLA SECONDA METÀ DEL SETTECENTO (FIGURE 166-198) a decorazione di alcuni palazzi nobiliari napoletani della seconda metà del Set- L tecento rappresenta una delle tappe più interessanti della carriera di Giacinto Diano (Pozzuoli 1731 - Napoli 1803). Approfondire questo aspetto della sua attività è un’occasione utile per rimarcare la pluralità delle maestranze artistiche impegnate nella progettazione di una dimora gentilizia. Per inquadrare correttamente l’opera del Diano è opportuno prendere in esame gli affreschi da lui realizzati non separa- tamente, ma come un tassello di una visione più ampia, dove gli stucchi, le quadrature e le parti ornamentali sono partecipi di un progetto complessivo. In questi termini l’analisi degli affreschi del Diano può ritenersi paradigmatica di ogni indagine che si proponga di ripercorrere tutte le fasi dell’allestimento decorativo di un palazzo partenopeo settecentesco. L’indagine critica può partire dalle parole di Aldo De Rinaldis, che definì Gia- cinto Diano “un fantasioso e leggiadro decoratore di aristocratici ambienti casalin- ghi”1. Connotato da ampie scenografie, il linguaggio del Diano è sensibile all’influenza di più voci e rinnova i modelli pittorici di Francesco De Mura, suo maestro e costante punto di riferimento della sua carriera. Giacinto Diano esordisce nel 1755, quando lavora all’interno della Biblioteca del Seminario del Palazzo Vescovile di Pozzuoli, affrescando una Figura allegorica al centro del soffitto, decorato con finte prospettive architettoniche (Figg. 166)2. L’immagine, ancora legata al gusto tardobarocco, è inserita in un’ampia e articolata decorazione quadraturistica, opera di un artista ancora anonimo della metà del Set- tecento3. -
Gaspare Traversi, (Naples, 1722 – Rome, 1770) the Music Lesson Oil on Canvas 103 X 77 Cm
Gaspare Traversi, (Naples, 1722 – Rome, 1770) The Music Lesson Oil on canvas 103 x 77 cm. Provenance: Bologna, Bompani Collection The scant information available on the life of Gaspare Traversi indicates that he was the son of a Genoese merchant based in Naples. Early sources state that he was baptised on 15 February 1722 in the church of Santa Maria dell’Incoronatella with the name of Gasparro Giovanni Battista Pascale Traversa. With the exception of a brief period in Parma, Traversi lived and worked in his native Naples. He first studied painting with Francesco Solimena (1657-1747), in whose workshop he would have encountered other pupils of his master such as Giuseppe Bonito (1707-1789) and Francesco de Mura (1696-1784). It is thus not by chance that in addition to echoes of Solimena, Traversi’s work reveals the notable influence of both those fellow students. From the Mura he derived his soft, tempered style and the exquisite colouring that heralds the Neapolitan Rococo, while from Bonito he undoubtedly acquired the interest in detail in his genre scenes (including the present work) which established Traversi’s reputation in Naples. From 1752 he is recorded as active in Rome, living and working in the Trastevere quarter. During this period one of his most important patrons and clients was the influential Fra Raffaello Rossi da Lugagnano who commissioned various projects from him for churches and religious houses. Notable among them was the series of six paintings that Traversi executed for the monastery of San Paulo fuori la Mura. 1 Traversi’s genre scenes, including the present one, are notable for their satirical character as images that reflect the everyday habits and customs of different archetypes of the social classes of the day.