De Roma a La
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A Chiesa Dei Gesuiti Di Noto Antica: Indagine E Ricostruzione Digitale
DOI: 10.17401/studiericerche.6.2019-nuccio a chiesa dei Gesuiti L di Noto antica: indagine e ricostruzione digitale GAIA NUCCIO Università degli Studi di Palermo Il complesso dei Gesuiti nell’antica città di Noto appartiene al cospicuo patrimo- (1) Sul terremoto e la successiva ricostruzione della città di nio architettonico siciliano scomparso nel disastroso terremoto che colpì la val Noto si fa riferimento ai testi Stephen Tobriner, The Genesis of (1) Not. An Eighteenth-century Sicilian City (Londra, A. Zwemmer di Noto l’11 gennaio del 1693. Ltd.; Berkeley e Los Angeles, University of California Press, La ricerca sull’argomento ha preso le mosse dall’attività portata avanti dal pro- 1982), it trans. La genesi di Noto. Una città siciliana del Set- getto EFIAN (Experimental Fruition Ingenious Ancient Noto),(2) nell’ambito del tecento (Bari, Dedalo, 1989); Liliane Dufour, Henri Raymond, quale l’area occupata dalla chiesa e dalla casa della Compagnia è stata og- Dalle baracche al barocco. La ricostruzione di Noto: il caso e getto di indagini e di un’accurata campagna di rilievo, per realizzare un’ipotesi la necessità (Siracusa, Lombardi, 1990); Stefano Piazza, Le città tardobarocche della Val di Noto nella World Heritage List di ricostruzione digitale dei manufatti architettonici presenti nel XVII secolo. La dell’UNESCO (Palermo, Edibook Giada, 2008) e si fa riferimen- fondazione dei Gesuiti di Noto antica costituiva infatti un episodio di grande to alla bibliografia ragionata riportata in quest’ultimo contributo interesse, situato in una zona centrale della città, a poca distanza dalla piazza alle pagine 221-222. Maggiore e dalla chiesa madre di S. -
Studi Storici Siciliani Semestrale Di Ricerche Storiche Sulla Sicilia
STUDI STORICI SICILIANI SEMESTRALE DI RICERCHE STORICHE SULLA SICILIA Anno VI n. 7 Aprile 2019 Empedocle - Consorzio Universitario di Agrigento COMITATO SCIENTIFICO: Sonia Zaccaria (Presidente), Gero Difrancesco, Filippo Falcone, Mario Siragusa, Marcello Saija, Paola Savona La Sala DIRETTORE RESPONSABILE: Filippo Falcone DIRETTORE EDITORIALE: Mario Siragusa SEDE: via Foderà n. 38 - Agrigento CONTATTI: 339 2032093 - www.comitatoenginomadonita.altervista.org/CREM/ STUDI STORICI SICILIANI - Semestrale di ricerche storiche sulla Sicilia EDITORIALE AL FEMMINILE di Sonia Zaccaria on sappiamo se Pietro Germi dopo la sua frequentazione con il sommatinese Nino NDi Maria - di cui aveva utilizzato il romanzo “Cuori negli abissi” - per ricavarne il film “Il cammino della speranza”- fosse venuto a conoscenza del fattaccio di cronaca nera, che aveva interessato il paese del suo soggettista. E’ verosimile comunque, che quel- la vicenda, sicuramente non unica sullo scenario della Sicilia degli anni 60, avrà trovato posto nelle riflessioni culturali del regista con il suo contorno paradossale, per ispirargli, nel 1964, il film “Sedotta e abbandonata”. La vicenda di Sommatino rimandava ad un fatto di cronaca nera del 14 settembre 1961, determinato dall’assassinio di un giovane ventisettenne studente universitario, Luigi Fazio, da parte della quindicenne fidanzata Pasqualina Montagna, per un mancato matrimonio riparatore. Tale istituto rappresentava teoricamente il modo di ripristinare l’onorabilità di una donna, perduta attraverso un rap- porto sessuale -
Collegio Dei Gesuiti
Mancano notizie sulla prima parte della vita e sulla sua formazione iniziale. Entrato nell'ordine dei gesuiti venne inviato dall'ordine a Roma nel 1597, per perfezionare i suoi studi di architettura[1][2], forse iniziati a Messina, visto al momento della sua chiamata presso la sede centrale dell'ordine aveva già un'età matura. Probabilmente quindi Masuccio ebbe modo di avviare la sua prima formazione in un ambiente culturale molto vivace, come era l'ordine gesuitico a Messina[3], e può essere stato in contatto con Andrea Calamech, che collaborò anche con i gesuiti e che aveva portato a Messina i modi del manierismo toscano, che influenzarono e caratterizzarono l'opera di Masuccio. Altrettanto evidente l'influsso dello stile michelangiolesco di Giacomo Del Duca attivo a Messina nell'ultimo decennio del secolo. Non è comunque escluso che Masuccio abbia compiuto un viaggio a Roma anche prima del 1597. A Roma Masuccio ebbe modo di consolidare la sua formazione tecnica, di conoscere le più recenti ricerche architettoniche che spaziavano fino ai primi episodi barocchi e di essere a contatto con personalità come Giacomo della Porta. Nel travagliato viaggio di ritorno fu catturato dai corsari e poi liberato[4] da una nave dei Cavalieri di Malta con i quali giunse a La Valletta dove gli sono attribuiti progetti d'idraulica. Al suo ritorno in Sicilia nel 1602 venne utilizzato nella progettazione e nella supervisione dei lavori relativi alle realizzazioni edilizie dei gesuiti, come era consuetudine dell'ordine[5], divenendo il primo architetto della Provincia gesuitica di Sicilia. Risulta documentata la sua attività per il cantiere del collegio di Caltanissetta, per il progetto di quello di Mineo e per il cantiere del noviziato dei gesuiti al noviziato al monte Tirone a Messina. -
Maria Accascina
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte MARIA ACCASCINA LA FORMAZIONE ARTISTICA DI FILIPPO ]UVARA L t ARCHITETTURA DEL '600 A MESSINA GNI QUAL VOLTA l'interesse si volge al concorde ammirazione: un disegno di capitello da lui l'architetto Filippo Juvara si rinnova la pun fatto, presto fa temere al maestro Carlo Fontana che il O gente curiosità dell'indagine sulla famiglia, giovane Filippo non sia già venuto per apprendere ma l'ambiente, la città per conoscere come, dove e quando per insegnare; al concorso per l'Accademia di S. Luca e da chi gli venne quella eccezionale e vivida fantasia, gli fu detto che non per i maestri ma per gli allievi è quella rapidità di sintesi, quell'eclettismo che si con fatto il concorso; 2) non passano due anni ed egli è creta solidamente nell'attimo stesso in cui l'occhio l'architetto scenografo alla piccola corte del cardinale vivace percepisce esempi, quella facilità di costruire Ottoboni; 3) è giudicato buon architetto dal Person; 4) spazi e masse in accordi repentini e felici. è chiamato per catafalchi reali. 5) Non appagano le sommarie e facili indicazioni del Queste esplosioni di entusiasmo indicano subito che Michel I ) che" il a été élevé à Rome " e che egli sia Filippo si rivelava come una personalità nuova ed at "un pure romaine" e soltanto "un disciple du Ber traente. Personalità già formata, non in formazione. nini ,, : quando Filippo arriva a Roma ed ha i primi È qua dunque, ne.lla sua città, negli anni della sua contatti con l'ambiente artistico suscita subito una prima giovinezza che si dovrà portare l'indagine per la sua formazione spirituale. -
Una Pietra Per L'architettura E La Città
Domenica Sutera La storia plurisecolare raccontata in questo volume utilizza l’applicazione della pietra di Billiemi come uno speciale filo conduttore per individuare continuità, cesure e peculiarità dell’architettura in Sicilia, tra età moderna e contemporanea. Obiettivo non secondario è indagare il processo che trasforma la storia dell’uso di un materiale da costruzione in un’epopea sociale ed economica, attraverso un sistema di nuove convenzioni costruttive, regole e UNA PIETRA PER L’ARCHITETTURA E LA CITTÀ Domenica Sutera comportamenti. L’attenzione è stata particolarmente rivolta alle opere più note della storia dell’architettura siciliana e non solo (la chiesa di san Giuseppe dei Teatini e il pronao UNA PIETRA PER del palazzo delle Poste di Palermo, la facciata della cattedrale di Catania, la galleria della reggia di Caserta, il vestibolo dei “Passi Perduti” del palazzo di Giustizia di Messina). Il tipo di ricerca che si presenta, L’ARCHITETTURA E LA CITTÀ non convenzionale per gli studi storici, contempla l’interdisciplinarità e non ricalca i passaggi di quanto L’uso del grigio di Billiemi nella Sicilia d’età moderna e contemporanea è stato già reso noto o approfondito dalla storiografia ma ne rivela aspetti più reconditi. L’ipotesi che la scelta e l’applicazione di un materiale da costruzione possano aver assunto un ruolo tutt’altro che secondario nell’orientare o nell’assecondare nel corso del tempo l’operato di generazioni di progettisti, il gusto dei committenti, i progressi tecnologici, finisce in molti casi per arricchire la percezione dell’architettura e dei processi che la governano, agevolandone la valutazione e svelando inaspettate ragioni e relazioni. -
GIORGIO VASARI a PALAZZO ABATELLIS a PALAZZO ABATELLIS Zione Letteraria, L’Architettura
a cura di frammenti di storia e architettura 11 Stefano Piazza a cura di Stefano Piazza La mostra si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni dalla nascita di Giorgio Vasari (1511-2011), ricorrenza che, nel corso dell’anno, è stata oggetto di numerosi eventi culturali italiani e internazionali. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Biblioteca centrale della Regione siciliana “A. Bombace”, la sezione “Sfera” del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, e la Galleria Interdisciplinare Regionale della Sicilia, istituzione che custodisce, nella prestigiosa sede di Palazzo Abatellis, due grandi dipinti su tavola di Vasari, costituenti le ricurve parti laterali del trittico della “Caduta della manna”, realizzato nel 1545 per il refettorio di Santa Maria di Monteoliveto a Napoli. Le lunette vasariane, esposte in modo permanente dal 2009 ma ancora quasi del tutto scono- sciute a studiosi e pubblico, per l’occasione sono state ricollocate secondo gli originari rap- porti dimensionali con il perduto quadro centrale e poste in relazione con il disegno pre- paratorio dello stesso Vasari, oggi custodito presso l’École nationale supérieure des beaux- arts di Parigi. Il percorso analitico, che si è avvalso anche del prezioso contributo di Claudia GIORGIO VASARI Conforti, tra le più autorevoli studiose dell’artista aretino, e delle competenze tecniche dell’Associazione Culturale LapiS, è stato svolto secondo tre tematiche connesse alla polie- drica attività vasariana e al suo contesto culturale: la pittura e l’arte -
Una Pietra Per L'architettura E La Città
Domenica Sutera Domenica La storia plurisecolare raccontata in questo volume utilizza l’applicazione della pietra di Billiemi come uno speciale filo conduttore per individuare continuità, cesure e peculiarità dell’architettura in Sicilia, tra età moderna e contemporanea. Obiettivo non secondario è indagare il processo che trasforma la storia dell’uso di un materiale da costruzione in un’epopea sociale ed economica, attraverso un sistema di nuove convenzioni costruttive, regole e UNA PIETRA PERE LA CITTÀ L’ARCHITETTURA Domenica Sutera comportamenti. L’attenzione è stata particolarmente rivolta alle opere più note della storia dell’architettura siciliana e non solo (la chiesa di san Giuseppe dei Teatini e il pronao UNA PIETRA PER del palazzo delle Poste di Palermo, la facciata della cattedrale di Catania, la galleria della reggia di Caserta, il vestibolo dei “Passi Perduti” del palazzo di Giustizia di Messina). Il tipo di ricerca che si presenta, L’ARCHITETTURA E LA CITTÀ non convenzionale per gli studi storici, contempla l’interdisciplinarità e non ricalca i passaggi di quanto L’uso del grigio di Billiemi nella Sicilia d’età moderna e contemporanea è stato già reso noto o approfondito dalla storiografia ma ne rivela aspetti più reconditi. L’ipotesi che la scelta e l’applicazione di un materiale da costruzione possano aver assunto un ruolo tutt’altro che secondario nell’orientare o nell’assecondare nel corso del tempo l’operato di generazioni di progettisti, il gusto dei committenti, i progressi tecnologici, finisce in molti casi per arricchire la percezione dell’architettura e dei processi che la governano, agevolandone la valutazione e svelando inaspettate ragioni e relazioni. -
Per Ignazio Santo: Apparati E Committenza Gesuitica in Sicilia Tra Tardo Rinascimento E Barocco
Per Ignazio Santo: apparati e committenza gesuitica in Sicilia tra tardo Rinascimento e Barocco For Ignazio Santo: apparatus and Jesuit patronage in Sicily between the late Renaissance and Baroque Lucia Trigilia Università di Catania, Italia [email protected] ORCID: 0000-0002-7231-2762 Resumen Abstract Mentre era ancora vivente Ignazio di Loyola, fon- When Saint Ignatius of Loyola —founder of the re- datore dell’ordine, i gesuiti si stabilirono in Sicilia ligious order— was still alive, the Jesuits settled in numerose città: Messina (1548), Palermo down in several Sicilian cities, such as Messina (1550), Monreale (1553), Siracusa (1554), Bivona (1548), Palermo (1550), Monreale (1553), Siracusa (1555) e infine a Catania (1556). La prima genera- (1554), Bivona (1555) and eventually Catania zione di gesuiti che approdò nell’isola proveniva (1556). The first generation of Jesuits came from dalla Germania, dalla Spagna (in particolare dalla Germany, Spain (from Navarre in particular), Navarra), dalla Francia, dal Belgio e da Roma. Si France, Belgium, and from Rome. It was a cos- trattava di una comunità cosmopolita, veicolo di mopolitan community that used to preach against predicazione contro il protestantesimo e di un Protestantism and was convinced that art had to sentire l’arte al servizio della fede. Le immanca- be at the service of religious faith. The frequent bili feste in onore del fondatore dell’ordine, a par- celebrations in honour of the founder, following tire dagli anni di canonizzazione, costituiscono his canonization, represented an interpretation un’utile chiave di lettura della sensibilità barocca of artistic sensitivity during the Baroque age, and e consentono di seguire le vicende del cantiere offer a chance to know about the diverse activi- operoso in cui ciascuna chiesa si trasforma. -
Studi E Ricerche Di Storia Dell'architettura 6-2019
Edizioni Caracol Studi e Ricerche di Storia dell’Architettura Rivista dell’Associazione Italiana Storici dell’Architettura anno III - 2019 NUMERO 6 Direttore Responsabile Stefano Piazza Comitato scientifico Paola Barbera, Donata Battilotti, Federico Bellini, Amedeo Belluzzi, Philippe Bernardi, Federico Bucci, Simonetta Ciranna, Claudia Conforti, Giovanna Curcio, Francesco Dal Co, Alessandro De Magistris, Dirk De Meyer, Vilma Fasoli, Adriano Ghisetti Giavarina, Anna Giannetti, Antonella Greco, Fulvio Irace, Giovanni Leoni, Fernando Marias, Marco Rosario Nobile, Sergio Pace, Alina Payne, Costanza Roggero, Rosa Tamborrino, Carlo Tosco, Alessandro Viscogliosi Caporedattore Francesca Mattei Comitato editoriale Armando Antista, Giovanni Bellucci, Lorenzo Ciccarelli, Rosa Maria Giusto, Anna Pichetto Fratin, Monica Prencipe, Domenica Sutera Impaginazione e grafica Giovanni Bellucci Le proposte, nel rispetto delle norme editoriali, devono essere inviate all’indiriz- zo [email protected]. I saggi, valutati preventivamente dal con- siglio direttivo e dal comitato editoriale, sono valutati dai referees del comitato scientifico secondo il criterio del double blind peer review. Per abbonamenti rivolgersi a [email protected] © 2019 Caracol, Palermo In copertina: Edizioni Caracol s.n.c. - via Villareale, 35 - 90141 Palermo Ravenna, chiesa di Santa Maria e-mail:_ [email protected] del Suffragio, 1701-1728, capitello d’angolo del prospetto principale. ISSN: 2532-2699 (foto Iacopo Benincampi) ISBN: 978-88-32240-31-3 INDICE Editoriale 4 FRANCESCA MATTEI Saggi e contributi Architettura “cannibale”: nuovi progetti e lacerti di distruzioni 6 MARCO NOBILE Battisteri o cappelle palatine? Nuovi studi sulle grandi chiese battesimali 22 MARCO FRATI dell’XI secolo: Arezzo, Lucca e Firenze La chiesa dei Gesuiti di Noto antica: indagine e ricostruzione digitale 38 GAIA NUCCIO La chiesa del Suffragio di Ravenna. -
Storey Façade of Guarini's Santissima Annunziata in Messina
Pietro Totaro Research Università di Roma “Tor Vergata” A Neglected Harbinger of the Triple- Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria Civile Storey Façade of Guarini's Santissima Via Politecnico 1 - 00133 Rome Annunziata in Messina ITALY [email protected] Abstract. The triple-storey façade, one of the most original inventions of the Baroque period in terms of form and Keywords : Guarino Guarini, proportion, arose in Sicily and quickly spread throughout Giacomo Del Duca, Baroque Italy, to Europe and beyond. Guarini’s design for the architecture, façade design, façade of Santissima Annunziata in Messina paved the way proportional ratios for its general acceptance. The roots for the concept, however, may be found in the work of Giacomo Del Duca. A new triple-storey schema for the church façade, defined both in its proportions and in its intrinsic structure, appeared in the late Sicilian Baroque. This triple-storey façade – with is top storey often used as belfry – is considered one of the most amazing inventions of that period. Extraordinarily fitted to its functions, both practical and symbolic, this architectonic form would soon find widespread acceptance in Central Europe as well as Central and South America. For this reason – although without good grounds – it is sometimes claimed to have arisen from Iberian and/or Austrian-Hungarian origins. However, the exact history leading up to the definition of such a façade, a very common model for the late Baroque churches in the South-East Sicily, is difficult to reconstruct because documents Fig. 1. The parish church in Randazzo, tracing intervening influences have been lost, Sicily, showing the bell tower both because of negligence and because of the recurring seismic catastrophes [Tobriner 1996].