Indici 2011 [Nn. 167-172]
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Shail, Robert, British Film Directors
BRITISH FILM DIRECTORS INTERNATIONAL FILM DIRECTOrs Series Editor: Robert Shail This series of reference guides covers the key film directors of a particular nation or continent. Each volume introduces the work of 100 contemporary and historically important figures, with entries arranged in alphabetical order as an A–Z. The Introduction to each volume sets out the existing context in relation to the study of the national cinema in question, and the place of the film director within the given production/cultural context. Each entry includes both a select bibliography and a complete filmography, and an index of film titles is provided for easy cross-referencing. BRITISH FILM DIRECTORS A CRITI Robert Shail British national cinema has produced an exceptional track record of innovative, ca creative and internationally recognised filmmakers, amongst them Alfred Hitchcock, Michael Powell and David Lean. This tradition continues today with L GUIDE the work of directors as diverse as Neil Jordan, Stephen Frears, Mike Leigh and Ken Loach. This concise, authoritative volume analyses critically the work of 100 British directors, from the innovators of the silent period to contemporary auteurs. An introduction places the individual entries in context and examines the role and status of the director within British film production. Balancing academic rigour ROBE with accessibility, British Film Directors provides an indispensable reference source for film students at all levels, as well as for the general cinema enthusiast. R Key Features T SHAIL • A complete list of each director’s British feature films • Suggested further reading on each filmmaker • A comprehensive career overview, including biographical information and an assessment of the director’s current critical standing Robert Shail is a Lecturer in Film Studies at the University of Wales Lampeter. -
STOLEN FACE / 1952 (A Máscara Do Desejo)
CINEMATECA PORTUGUESA–MUSEU DO CINEMA DUPLOE E GÉMEOS 20 de outubro de 2020 STOLEN FACE / 1952 (A Máscara do Desejo) um filme de Terence Fisher Realização: Terence Fisher / Argumento: Martin Berkeley e Richard H. Landau / Fotografia: Walter Harvey / Montagem: Maurice Rootes / Música: Malcolm Arnold / Intérpretes: Paul Henreid (Dr. Philip Ritter), Lizabeth Scott (Alice Brent, Lily-B), Mary Mackenzie (Lily-A), André Morell (David), John Wood (Dr. Jack Wilson), Susan Stephen (Betty), Arnold Ridley (Dr. Russell), Everley Gregg (Lady Haringay), Cyril Smith (Alf), Janet Burnell (Maggie), etc. Produção: Anthony Hinds, para Hammer-Lippert-Exclusive Studios/ Cópia: 16mm, preto e branco, legendado eletronicamente em português, 73 minutos / Estreia Mundial: Junho de 1952 / Estreia em Portugal: Éden, em 29 de Julho de 1955. _____________________________ So Long at the Fair foi o último filme de Terence Fisher para as companhias subsidiárias de Arthur Rank. As provas dadas pelo realizador, de inteligência, rapidez de trabalho e economia de meios garantiam-lhe uma promissora carreira na major britânica. Porém, a forma como o sistema de produção evoluía ia coarctando a pouco e pouco a independência, impondo métodos de trabalho que pouco lhe interessavam (e a eternizar-se na realização a dupla Fisher-Anthony Darnborough seria inevitável uma subalternização do primeiro dada a qualidade de produtor do segundo). Fisher preferiu outros caminhos que o levaram a assinar um contrato, em 1951, com uma pequena companhia, a Hammer, mantendo ainda a possibilidade de trabalhar para outros produtores. Aliás, a transição de Fisher faz-se exactamente com um filme independente, produzido por Lance Comfort (também conhecido como realizador), Home to Danger, que nada acrescenta à obra de Fisher, sendo mesmo um dos seus trabalhos mais desinteressantes. -
Hammer Films 1947/1978)
Prefazione Trovo sempre difficile parlare del passato. I trent’anni spesi nell’industria cinematografica mi hanno insegnato a pianificare, creare e realizzare per il futuro. Per un produttore, sceneggiatore e regista, un film finito è qualcosa che deve essere giudicato dagli altri, lui lo ha esaminato infinite volte. Ogni film diventa il meglio che il materiale che lo ha prodotto era capace di dare. Quando è finito è solo una cosa del passato e quello che conta è solo il successivo... La selezione del materiale, lo sviluppo della sceneggiatura, la programmazione ed il budget. Il reperimento delle finanze, la scelta degli attori, dei tecnici, dell’equipaggiamento e quindi, quando tutto è pronto, bisogna superare il frenetico periodo delle riprese quando tutto deve fruttare al meglio ed ogni penny speso influenza il costo finale. E un lavoro creativo, frustrante, esilarante, ma sopra di tutto è un lavoro appagante. Alla fine viene il periodo più tranquillo di assestamento ed organizzazione di quanto fatto fino a quel momento, il mio periodo preferito. Il montaggio del materiale girato, i vari “proviamo a farlo così” per poi arrivare a quello che sembra essere il taglio migliore. Gli effetti sonori, la musica, il doppiaggio e finalmente la copia con il colore giusto, Il film è finito. Adesso mi si chiede specificatamente di guardare indietro per giudicare la vita della Hammer, dei 121 film che in qualche modo mi hanno visto protagonista, per affermare la loro importanza nella storia del cinema. Una cosa impossibile, almeno per me. Quando ripenso ad un certo film, rivedo immediatamente la gente che lo ha fatto, i posti dove è stato girato, i drammi ed i piaceri delle fasi di lavorazione. -
MICHAEL CARRERAS Biografia
MICHAEL CARRERAS Biografia Nato a Londra il 21 dicembre 1927 comincia a lavorare con il padre James Carreras (poi sir) nel 1943 come contabile ed addetto ad incarichi vari della Hammer, la compagnia di produzione della famiglia. Finita la guerra, dopo aver prestato servizio nella Grenadier Guards nel 1946, partecipa alla fondazione della “nuova Hammer” nel 1947 diventando da allora produttore di alcuni dei film più importanti di quel periodo contribuendo in modo definitivo al successo dell’horror negli anni Cinquanta e Sessanta. Firma la sua prima regia con il cortometraggio Cyril Stapleton and the Show Band (1955) mentre il suo primo lungometraggio è The steel bayonet (1957). Il primo film diretto nel genere fantastico è Maniac (1963). All’inizio degli anni Sessanta abbandona la Hammer per creare la sua compagnia, la Capricorn, ma rientra all’ovile nel 1971 per diventare, l’anno dopo, presidente della Hammer sostituendo il padre. Lascia la compagnia, dopo trent’ anni, nel 1978. Come Henry Younger ha firmato diverse sceneggiature. Intervista condotta da Marco Zatterin al “While Elephant Club”, Mayfair, Londra il 12 febbraio 1986. E’ stata integrata con estratti da altre interviste concesse da Michael Carreras a ‘‘The Littie Shop of Horrors’’ e ‘‘Halls of Horror”. Lei ha cominciato a lavorare per la Hammer che era giovanissimo... Avevo poco più di sedici anni, c’era ancora la guerra. La Exclusive, la compagnia che mio nonno Henry aveva fondato una decina di anni prima, era solo una casa di distribuzione. Fui chiamato, così, per dare una mano a fare i conti e per coordinare l’attacchinaggio dei film che venivano dati alle sale.