Sorico Provenendo Da Gera

Sorico Provenendo Da Gera

42) Il traffico sulla Strada Regina nei pressi della chiesa arcipretale intorno al 1920. Si notano due rudimentali pali di sostegno per le condutture elettriche. 43) Fotografia risalente agli anni Dieci del secolo scorso: lo sbocco della Strada Regina nella piazza di Sorico provenendo da Gera. Sul lato verso il lago, in quell’epoca, non c’erano altri edifici. piuto quello che veniva loro imputato: certo che avevano preso Il deputato Cerfoglio da Sorico l’8 agosto 1849 scriveva all’i. L’incarcerato non era uno sfaticato, lo scorso luglio - dichia- l’uva, “per compensarsi di alcune giornate da essi impiegate a r. commissario distrettuale di Gravedona questa dichiarazione ra - “colla famiglia passai la maggior parte dei giorni sui monti lavorare per conto del padre, senza che mai venissero loro che è lo specchio della mentalità di chi, ben integrato nella di Bugiallo per segar fieno e spesse volte mi recava in paese per pagate”. Il figlio e la nuora aggiunsero che “il rispettivo loro comunità, è indotto a sospettare di chi non lo è: far le provviste di farina, pane ed altro...” infatti “vivo col pro- padre e suocero aveva per costume di tenerli in propria casa, e dotto dei miei fondi coi quali mantengo anche il mio pargolet- mantenerli in famiglia finché gli conveniva tenerli per farli lavo- “Li autori di questo furto dubitasi essere i seguenti cioé: to”. Conosce Guglielmo Tamola, ma non lo frequenta; frequenta rare, ma cessato questo bisogno, sia con un pretesto, sia col- Tamola Francesco detto Franceschino; et Gismont Francesco invece Francesco Tamola e “Francesco Hysmond” che - dice - l’altro, li cacciava fuori di casa, ed essi erano costretti andar ambedue di Bugiallo; Borzo Giuseppe q. Giacomo detto “furono a lavorare presso di me nella primavera scorsa allorché altrove a guadagnarsi la sussistenza”. Cucha e Tamola Gulielmo di Gulielmo ambedue di Sorico27 e si raccoglieva la foglia dei bachi da seta, e siccome ambedue Il padre-padrone “ammise che... convivevano con lui in ciò per li seguenti riflessi: riguardo ai primi due non pose- sono miserabili, così di tratto in tratto si presentano alla mia famiglia e che in occasione di questo furto vennero a chiedergli dendo essi alcuno stabile e non mai cercando di procurarsi casa, onde li sovvenga del necessario mantenimento... scusa ed a pregarlo di riceverli tuttora in di lui casa. Al che si quotidiani favori nel proprio sostentamento, si vedono inve- L’Hysmond l’ho veduto otto o dieci giorni prima del mio arresto mostrò egli disposto e dichiarò di volere ai propri figli perdo- ce girare di note tempo qua e là dovunque e sempre di bon mentre discendeva dai monti con una carica di legna”. 26 42 nare il loro trascorso” . matino compaiono in Gera con grosso carico di legna da Quest’ultimo personaggio, quando viene interrogato, per vendere. prima cosa precisa il proprio cognome, che tutti storpiano: non potendosi “neanche dire che il Cresta veramente occultasse Riguardo li altri due se bene posecano qualche picolo sta- “Sono Francesco Ghismot e non Hysmond del fu Francesco e il reperimento”, perché ne fece partecipe l’agente comunale, si Pregiudizi sociali e dura realtà dei “miserabili” bile et anche questo di poco prodoto, sieguono essi pure in della fu Maria Cadena, nativo e abitante in Bugiallo, ho 29 anni, escluse il caso di truffa a danno della proprietà in quanto “nel compagnia dei primi, ed insieme con loro si son veduti più nubile, contadino, nulla possidente” e viene descritto di “statu- concreto... le monete a nessuno appartenevano”. Perciò il 23 Giacomo Antonio Spelzini del fu Giuseppe di Sorico, di 42 volte gozzoviliare in private case in luoghi foresti, mangian- ra piccola, corporatura snella - aveva la dieta facile, possiamo luglio 1831 il pretore Bernareggi ritornava “le monete di conio anni, vedovo con sei figli, contadino possidente, in grado di scri- do a crepa panza, e bevendo modo tale da vederli tutti ubria- dire oggi - con capelli, ciglia, sopracciglia, barba e favoriti casta- antico” sequestrate23. vere e mai processato, il 10 dicembre 1849 vide sospeso per chi, fatto osservare che nesuno di questi po avere nella pro- no neri, occhi castani, naso grande, bocca media, mento tondo Purtroppo non è indicato di quali monete si trattasse, né in difetto di prove il procedimento contro Francesco Tamola detto pria casa una gocola di vino. e viso oblungo, colorito bruno-olivastro. Veste camicia di tela quale fondo fosse avvenuta la scoperta del tesoro24. Franceschino di Bugiallo. Riguardo poi al solo Tamola Gulielmo non avendo esso cottonata logorissima e lurida, gilet e pantaloni di fustagno tutti Il 25 luglio scorso lo Spelzini si trovava in Isola “alla custo- alcuna bestia bovina, pure dicesi che in Gera vendette butir- logori e rattoppati e scarpe in piedi rotte”. Come gli altri sospet- dia delle bestie bovine” quando da Antonio Andreoli del fu ro cotto a Galoni Domenica e Lucrezia Balzaretti, e a De tati appartiene, se riprendiamo il titolo di un film interpretato da Padri padroni e lavoro giornaliero Giuseppe gli fu portata la notizia che alla Selvetta di Sorico gli Carli Carlo, e ne ofrì anco a Beltramini Teodolinda, quel Nino Manfredi, alla serie dei “brutti, sporchi e... cattivi”. Infatti era stata distrutta col fuoco la porta di casa e rubati vino, for- butiro volsi essere a ponto quello derubato al sudetto otto o nove anni prima era stato condannato a otto giorni di car- Nella notte tra il 25 e il 26 settembre 1831 Giuseppe Tamola maggio e altro. Il danneggiato dovette lasciare al più presto la Spelzini Giovanni Giacomo”. cere per furto di legna. Ci dice come riesce a star al mondo: di S. Miro sopra Sorico subì il furto dell’uva nel fondo Fossà25 Val San Giacomo per riuscire il 27 luglio a far scattare la denun- “guadagno al giorno complessivamente quaranta soldi coi lavo- presso San Miro, per un danno di L. 18 milanesi. Incolpò suo cia del furto di: Il sospetto cadeva su gente che viveva nell’indigenza, dispo- ri alla campagna e nel trasporto di carbone”. Non ha un alibi per figlio Guglielmo, sua nuora Marianna Tamola e Bartolomeo brente 10 di vino, che valeva L. 16 milanesi a brenta L. 24 sta a lavorare a giornata, purché trovasse un padrone, altrimen- il giorno del furto: i giorni dal 29 giugno al 25 luglio “secondo Cerfoglio, nipote di Marianna. 10 libbre di burro cotto per L. 2 milanesi la libbra L. 20 ti sopravvivendo con espedienti. Che si trattasse di poveri lo il mio solito li avrò passati trasportando dai monti bisacche di “Egli non aveva veduto, né sapeva chi avesse potuto vedere li libbre 4 di formaggio magro L. 4.10 dimostra la descrizione fatta nel carcere di Gravedona il 31 ago- carbone e legna secca a Gera”. suddetti a commettere quel furto, ma... tanto egli sospettava per- due brentini di legno cerchiati in ferro L. 14 sto 1849 di Giuseppe Borzo del fu Giovanni di Albonico, ma L’altro arrestato Guglielmo Tamola di Guglielmo e della fu ché il curato di Bugiallo aveagli comunicato essersi a lui recati un fiasco d’acciaio contenente libbre 1 d’olio di noce L. 7 domiciliato a Sorico, di 37 anni, vedovo con un figlio di tre anni, Maria Rossotti, di Sorico, sposato e padre di quattro figli, il mag- gli imputati cercandogli in prestito dei recipienti onde riporre uomo “di statura ordinaria e corporatura complessa, veste un giore quattordicenne, di “statura piccola e corporatura comples- dell’uva, più che non necessitasse ai medesimi per la poca quan- Dal “colore della cenere rimasta” si arguiva che era recente giacchetto di panno misto assai logoro e rattoppato, senza gilet, sa, con capelli, ciglia, sopracciglia, barba e favoriti castani, occhi tità d’uva che essi potessero avere di loro ragione”. l’incendio procurato per rubare. camicia in tela canape assai grossa, pantaloni di fustagno e scar- pure castani28, naso e bocca regolare, mento tondo e viso oblun- Interrogati, i denunciati non negarono affatto di aver com- pe in piedi. / Esso ha capelli, ciglia, sopracciglia, mustacchi e go, color bruno-olivastro, veste una camicia di tela, gilet di vellu- ceffo sottoposto castano biondi, occhi pure castani, naso picco- to color ulivo logoro, pantaloni di fustagno, con scarpe...”; _____________________________ lo, bocca media, mento tondo e viso oblungo, colorito olivastro dichiara: “so fare il mio nome... possiedo un piccolo fondo e col 23) Le cose andrebbero diversamente oggi, perchè, se l’art. 932 del Codice Civile e senza marche particolari,... incensurato”. Interrogato raccon- mio lavoro e col prodotto del mio podere il mio guadagno gior- riafferma il vecchio principio circa l’appartenenza al proprietario del fondo del ta di essere stato arrestato in casa sua il 24 di agosto. Gli chie- naliero è complessivamente di milanesi L. 2 al giorno colle quali tesoro rinvenutovi, stabilendo che se l’inventore è un terzo gli spetta la metà, nel dono se conosca lo Spelzini e risponde: mantengo la mia famiglia”. Anch’egli lavorava i suoi fondi e face- caso delle cose mobili di pregio ascrivibili alle categorie di cui all’art. 1 della va trasporti di carbone. Era stato condannato dodici anni prima legge 1089 del 1º giugno 1939, esse appartengono allo Stato, e al proprietario spetta semplicemente un premio da convenirsi. “Nella scorsa primavera fui a lavorare dallo Spelzini in qua- a due mesi di carcere per attentato alla sicurezza della “squadri- 24) “Norme ed istruzioni sulle scoperte di effetti preziosi e monete” dal 1816 al lità di giornaliero una sola giornata... alla Selvetta”. glia di finanza”. Questa volta fu arrestato a Gera. 1841 sono in ASCo, Prefettura post-unitaria, categoria 27, cart.

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