IL NAVIGLIO È BELLO IN BICI STRADA FACENDO... QUI Motta Visconti otta Visconti – o la Mott, per la gente del DA CAMPESE ALLA MOTTA DEI VISCONTI posto – è un interessante comune sul Mconfine delle province di Milano e di Ma procediamo con ordine. Come molti dei paesi Pavia e che vede le circa 7.800 anime che lo abi- della zona, anche l’originale nucleo di Motta era tano “circondate” dai vicini territori di Bereguardo, vivo già in epoca romana ed aveva una voca- Casorate Primo e Besate. zione prettamente agricola. Tuttavia l’insedia- Con la sua superficie di poco inferiore ai dieci chi- mento da cui discende non era ubicato nella sua lometri quadrati adagiata su una faglia pianeg- attuale posizione, ma presso l’antico borgo di Campese, fra gli odierni abitati di Besate e Ze- giante posta ad un centinaio di metri di altezza lata. Quel nome derivava probabilmente dal la- sul livello del mare, Motta pur appartenendo dal tino Campestris o Locus Campensis, termini punto di vista politico-territoriale alla Provincia del dall’evidente riferimento agricolo, ed il borgo di Capoluogo, è in realtà geograficamente più vi- Campese aveva a che fare altrettanto probabil- cino a Pavia alla cui giurisdizione peraltro appar- mente con la nobile famiglia De Campesis che, teneva fino all’Unità d’Italia. Non per nulla, diversi secoli dopo, portò diversi suoi esponenti questa sua “vocazione” di frontiera che l’ha visto ad importanti incarichi pubblici nella città di spesso al centro – più nolente che volente – delle Pavia. A Campese sembra che fosse situata continue scaramucce fra i signori delle due città anche una delle prime grange del monastero di per il controllo del territorio, è di fatto l’origine Morimondo, ma le continue scorribande delle sol- stessa della sua esistenza. dataglie che prendevano parte agli ininterrotti 59 IL NAVIGLIO È BELLO IN BICI STRADA FACENDO... QUI Motta Visconti scontri fra Milano e Pavia e che finivano per pas- sare dal territorio del paese, spinsero gradata- mente gli abitanti a spostarsi più a est, nei pressi della “Motta” – letteralmente mucchio o cumulo – ovvero di quella che era probabilmente una for- tificazione di difesa che i signori locali avevano eretto per contenere le temute “invasioni”. Fu così, almeno secondo le ricostruzioni più accre- ditate, che piano piano i campesini si spostarono “in loco mota” segnando così la progressiva estinzione del nucleo abitativo originario. Il ter- mine “Mota” o “Motade” compare per la prima volta in uno scritto dell’Archivio di Stato di Milano nel 1206, mentre di Campese si parla già nel 1137 in un contratto di vendita di un terreno che un privato cedeva alla giurisdizione dell’Abbazia di Morimondo. Quale che sia la reale storia di questo originale “spostamento”, sta di fatto che il borgo abitato si sviluppò intorno a Motta e che fu qui, come è facile immaginare dal nome at- tuale del paese, che entrò sulla scena la potente e ramificata famiglia dei Visconti che sembra avesse già il controllo del territorio fin dall’epoca di Teobaldo, verso la metà del 1200. Il ramo “mottese” dei Visconti non fu però sempre “in sintonia” con quello dominante che esercitò la LA MAESTRA ADA NEGRI signoria su Milano: per esempio, è accertato che Antonio, discendente di Teobaldo, tentò una ri- Nei secoli successivi il paese fu annesso al feudo bellione contro il “parente” Gian Galeazzo e per di diversi signori ed altrettante casate, dai Del questo fu punito con l’esilio e la confisca dei beni, Mayno ai Visconti di Cislago, fino ad essere coin- compresi i suoi possedimenti nei pressi di Motta. volta come gran parte del territorio circostante Successivamente perdonato, Antonio tornò in nelle continue lotte fra Milano e Pavia e al sus- possesso delle sue terre: Azzone Visconti, altro seguirsi di dominazioni straniere sulla Lombardia suo discendente, nel 1412 ebbe il permesso da intera: da quella degli spagnoli, a quella dei fran- parte del Duca di Milano Filippo Maria di costruire cesi e degli austriaci, fino all’Unità d’Italia. Dal “per la mercede dell’anima sua [di suo padre] e punto di vista delle “cosa da vedere”, la parte del dei suoi predecessori” la chiesa dedicata a leone nel paese la giocano le chiese, senza dub- Sant’Antonio, poi diventata la parrocchiale di San bio interessanti edifici dalla lunga storia secolare: Giovanni Battista: fu proprio in quel periodo che oltre alla già citata chiesa parrocchiale, sono da il semplice toponimo Motta divenne la “Motta dei rimarcare la cinquecentesca chiesa di Santa Visconti”. 60 IL NAVIGLIO È BELLO IN BICI STRADA FACENDO... QUI Motta Visconti Maria alla Fornace, l’Oratorio di San Isidoro alla Ritorno A Motta Visconti Cascina Agnella edificato nel 1680, l’Oratorio di Ella dintorno si guardò, tremando, San Rocco Vecchio e quello di San Rocco Nuovo e riconobbe la selvaggia e strana e la Chiesa di Santa Maria del Girone, detta terra che a fiume si dirompe e frana anche di Sant’Anna. Ma forse non molti sanno entro l'acque, che fuggon mormorando. che da Motta è passata, per una significativa por- Il guado antico riconobbe e il prato zione della sua vita, una delle protagoniste più e le foreste, azzurre in lontananza alte della poesia italiana. Ada Negri, infatti, visse sotto il pallor dei cieli: proprio nella Scuola Elementare di Motta la sua e il passato di lotta e di speranza, prima esperienza lavorativa come insegnante, il suo ribelle e splendido passato arrivando nella piccola città della bassa nel 1888, ricomparve, senz'ombra e senza veli. quando aveva 18 anni, e rimanendovi fino nel Piegavano gli steli 1892, periodo proprio a cavallo dell’apertura intorno, ed ella respirava il vento: delle “Scuole Nuove” datata 1890. A detta della vento di libertà, di giovinezza, stessa poetessa, la cui vita avventurosa la portò soffio di primavere ad aderire ai grandi ideali rivoluzionari e progres- sepolte, belle come messaggere sisti e poi a riportarla ad una profonda fede cat- di gloria, piene d'ali e di bufere tolica, la Negri visse proprio a Motta i periodi più violente e d'immemore dolcezza! [...] felici della sua esistenza e durante il suo servizio da maestra cominciò a pubblicare i suoi primi scritti nel giornale locale della sua città natale Lodi, il Fanfulla. Nell’opera della Negri non man- cano le citazioni di Motta, fra cui la celebre poe- LA SOSTA AL BAR sia Ritorno a Motta Visconti ed il racconto Bar Buteghin Birichino di strada, ispirato alla vita del paese. via Gigi Borgomaneri, 6 Inoltre, nella poesia Anima Bianca contenuta telefono 02 90000103 nella raccolta Le solitaire, la poetessa ricorda scherzosamente una strana particolarità tuttora DOVE MANGIARE di Motta: su un migliaio di cognomi differenti pre- Antica Trattoria dell’Isola senti nel paese, oltre trecento persone si chia- via Gigi Borgomaneri, 87 mano Scotti o Buratti. telefono 02 90001202 BICICLETTA E DINTORNI Cicli Chitti via Garibaldi, 74 - Casorate Primo telefono 02 9009 7334 Mondobici via Vittorio Emanuele II, 21 - Casorate Primo telefono 377 9600456 61 IL NAVIGLIO È BELLO IN BICI STRADA FACENDO... QUI Bereguardo BEREGUARDO: LA "CASA DI VACANZA" un gran numero di itinerari alla scoperta delle bel- DEI VISCONTI DI MILANO lezze naturali della provincia di Pavia e di quella di Milano. Tutto questo è Bereguardo, borgo co- Un tranquillo paese disteso nelle ondulate e spet- munale di circa 3.000 anime situato fra la riva si- tacolari campagne che si crogiolano al sole fra nistra del Ticino ed il Naviglio che dal paese Milano e Pavia, un fiume – il Ticino – che ne ha prende il nome, proveniente da Abbiategrasso. segnato indelebilmente la storia e ne ha portato E' un luogo di passaggio e lo è sempre stato: lo stesso sorgere, la spettacolare idea ingegne- oggi segna il confine fra le province di Milano e ristica del Naviglio che ne segna i confini e le in- Pavia, un tempo era uno snodo importante della sospettabili radure, lanche fiorite e porzioni di navigazione interna lombarda, crocevia di bosco che ne fanno un notevole polmone verde scambi commerciali e riserva di caccia dei signori nonché la base di partenza o transito ideale per dell'epoca. 62 IL NAVIGLIO È BELLO IN BICI STRADA FACENDO... QUI Bereguardo IL CASTELLO VISCONTEO da Gian Galeazzo Visconti nel 1386, divenne una INTORNO A CUI NACQUE IL BORGO enorme riserva di caccia. Fu forse allora che, le reminiscenze della presenza francese sulla Se il territorio di Bereguardo fu segnato dal pas- zona, portarono a chiamare quel luogo Beaure- saggio di popolazioni originarie della Francia già garde, poi Bel Riguardo e, da lì, Bereguardo. Il in epoca romana e successivamente dai Longo- Castello, il cui fossato era alimentato diretta- bardi, il vero nucleo intorno al quale si sviluppò il mente dalle acque del Naviglio, subì numerosi borgo medievale è il Castello Visconteo la cui co- ampliamenti, come quelli di Filippo Maria Visconti struzione fu voluta ed iniziata da Luchino Visconti nel XV secolo che alcune fonti vogliono abbia im- – ovviamente solo omonimo del famoso regista piegato nei lavori anche il Bramante, ed è tuttora del '900 che era un suo discendente e che fu Si- uno dei più begli esempi di architettura civile del gnore di Milano e fratello dell'Arcivescovo Gio- suo genere e della sua epoca. vanni – verso la metà del XIV secolo con lo scopo di diventare un presidio per un importante IL PORTO ED IL PONTE DI BARCHE punto di navigazione del Ticino, nei pressi del- l'area in cui si prospettava la costruzione di una Fu quindi il Ticino, il grande fiume, a giocare un parte della grande opera idrica che costituiranno ruolo fondamentale nella nascita di Bereguardo, i Navigli.
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