Statuto Del Comune
Total Page:16
File Type:pdf, Size:1020Kb
Load more
Recommended publications
-
Repubblica Di San Marino Scuola Media Statale Sede Di Serravalle
Repubblica di San Marino Scuola Media Statale Sede di Serravalle Uscita di Studio Urbino Classi seconde Mercoledì 13 novembre 2013 LA CITTÁ DI URBINO Cenni storici Le origini di Urbino come centro abitato sono molto incerte: l’antica denominazione, Urvinum Metaurense, per distinguerla dalla Urvinum Hortense umbra, è un chiaro riferimento all’antica Roma. La storia ci dice che nelle vicinanze presso il fiume Metauro fu sconfitto e ucciso dai Romani il cartaginese Asdrubale, e che Urbino nel III secolo era un municipio romano, retto da quattroviri e da decuriones. La città è adagiata sul dorso di una ripida collina fra le vallate dei fiumi Metauro e Foglia. Durante l’alto Medioevo per la sua posizione strategica fu invasa da popoli d’oltr’Alpe che scorazzavano in lungo e in largo per l’Italia; e nel VII secolo fu contesa a lungo da Goti e Bizantini in aspre battaglie. Nell’800, con la nascita dello stato pontificio per concessione del re dei Franchi, Urbino divenne feudo papale. Verso l’anno Mille si affrancò dallo status feudale e divenne libero comune a guida ghibellina. In seguito gli imperatori germanici, epigoni del sacro romano impero, cominciarono a ingerirsi nell’amministrazione della città in appoggio ai ghibellini, per contrastare il potere papale rappresentato dalla parte guelfa. Nelle successive lotte intestine prevalsero i ghibellini, che nel 1155 guidati da Antonio da Montefeltro, di origine germanica, legato per parentela e amicizia ai conti di Carpegna, affrancarono la città Urbino da ogni tutela del papa. Per averlo aiutato a sedare a Roma una rivolta contro l’imperatore, Federico Barbarossa conferì ad Antonio il titolo di conte e lo nominò Vicario Imperiale di Urbino e del territorio. -
Araldica Feretrana
Emblemata, 3. Pp. 67-102 ARALDICA FERETRANA FRANCESCA CAPPELLINI* L'occasione di questo articolo 1 è nata durante la preparazione della mia tesi di laurea nella quale studiavo la biblioteca posseduta da Federico di Montefeltro, conte e poi duca di Urbino nel XV secolo, cercando di chiarire la personalità di questo grande uomo e il vivace ambiente culturale creatosi intorno a lui.2 Una biblioteca, per il modo in cui è stata formata, per la scelta di ciò che contiene, per l'importanza che assume nel corso del tempo, può dir- ci molto sul suo proprietario; anche un singolo manoscritto può contenere molte testimonianze esplicite o implicite su chi l'ha commesso, posseduto, donato. La legatura, lo stato di conservazione, qualsiasi tipo di annotazione e gli elementi della decorazione possono aggiungere notizie e così pure timbri, sigilli, integrazioni, antiche segnature; non ultimi per importanza, gli stemmi rappresentati contribuiscono alla ricostruzione della storia di un codice e del suo proprietario. Proprio il corredo araldico presente sui codici presi in esa- me nella mia tesi mi ha dato poi l'occasione per ricostruire la storia dello stemma feltresco, e soprattutto dei cambiamenti che subì durante la vita di Federico. Uomo d'armi e di ingegno, egli è vero esempio del Rinascimento: fu principe audace e geniale, artefice del proprio destino; mecenate animatore di un centro vivo di intelligenza e di opere. Oltre che grande condottiero e uomo politico, fu un illuminato uomo di cultura: seppe circondarsi di personaggi di grande intelletto, di artisti, di scienziati, di letterati, senza trascurare peraltro l'economia e la politica; seppe dividere equamente il suo tempo e il suo dena- * Collaboratrice della Soprintendenza Archivistica della Toscana, Firenze. -
Devid Paolini 260 Ehumanista: Volume 19, 2011 Madonna Gentile
Devid Paolini 260 Madonna Gentile Feltria de Campofregoso, Alphonso Hordognez y la traducción italiana de La Celestina* Devid Paolini The City College of New York “se falimenti alcuni vi sonno, certamente madonna, parte ne a colpa la dicta lingua castiliana, quale in alchune partite, è impossibile posser ben tradure li vocaboli secondo la affectione e desiderio che ho de servir V. Illustrissima S.” 1 Alphonso Hordognez El 29 de enero de 1506 salía en Roma de los talleres tipográficos de Eucharius Silber la primera traducción italiana2 de la Tragicomedia de Calisto y Melibea, un texto muy importante en la tradición de La Celestina por ser, a nivel textual y en cuanto a recepción, la versión más temprana (aunque indirecta) de la obra en veintiún actos.3 El traductor fue un tal “Alphonso Hordognez, familiare de la sanctità di nostro signore Iulio Papa Secondo” (Kish 31), del cual poco o nada sabemos. Según el * Este artículo no habría sido posible sin la desinteresada ayuda de unas cuantas personas que nos han enviado material e informaciones acerca de Madonna Gentile y su entorno. Queremos expresar nuestra gratitud en particular a: Franco Dall’Ara, profundo conocedor de la historia de Sant’Agata Feltria, y su hermano Giancarlo; Fabrizio Cece, investigador desde hace unos años de los archivos y de las bibliotecas de Gubbio; el Dr. Carlo Taviani, experto en la familia Fregoso de Génova; y la profesora Marinella Bonvini Mazzanti, historiadora de la corte feltresca y de nuestra (de los dos) ciudad, Senigallia, a la que se hará referencia en diferentes ocasiones a lo largo de este artículo. -
Diploma of Law from the University of Urbino in Latin, Illuminated Manuscript on Parchment Central Italy (Marche), Urbino, Dated December 16, 1587
Diploma of Law from the University of Urbino In Latin, illuminated manuscript on parchment Central Italy (Marche), Urbino, dated December 16, 1587 iii (modern paper) + 8 + iii (modern paper) folios on parchment, modern foliation in pencil, 1-8, complete (collation i8), ruled in brown ink (justification 135 x 106 mm.), written in black ink in humanistic minuscule in a single column on 14 lines, ascenders and descenders decorated with ornamental hairlines, capitals and several words in gold, initials in gold of c. 28 mm. high for all first-line capitals, opening initial in gold and colors decorated with fruits and foliage (79 x 77 mm.), title-words in gold capitals on f. 1v, ALL PAGES WITH MARGINS DECORATED WITH FINE LINE-AND-WASH DRAWINGS of allegorical figures, symbolic animals, fruits, flowers and portraits of jurists, slight fading of ink on some pages, in overall excellent condition. Bound in red morocco in 1935 in Paris by the associates Georges Canape (1864-1940) and Georges Corriez, signed inside the front cover, date inside the back cover, marbled pastedowns, green silk marker, in excellent condition. Dimensions 228 x 165 mm. Remarkable manuscript of an utterly ordinary text – a diploma of law – extravagantly illuminated with a unique and unprecedented cycle of immense richness. Page after page of drawings by a skillful Mannerist artist fill the margins and illustrate jurisprudence in the broadest sense: allegories, personifications, and portraits of famous lawyers. The coats of arms and emblems of the Dukes of Urbino adorn the frontispiece with those of the recipient of the diploma, a nobleman of Urbino. -
Statuto Del Comune Di Mercatello Sul Metauro
STATUTO COMUNALE art.4 L.142/1990 e art.1 L.265/1999 Approvato con le deliberazioni di Consiglio Comunale n.60 del 13/09/2000 e n.71 del 27/09/2000, pubblicate all‘Albo Pretorio rispettivamente dal 18/09/2000 al 03/10/2000 e dal 29/09/2000 al 14/10/2000, ed esaminato dal CO.RE.CO. di Ancona con decisione n.3920 e n.4123 dell‘11/10/2000. Pubblicato nel Bollettino Regione Marche n.121 del 23/11/2000. Ripubblicato all‘Albo Pretorio per 30 giorni consecutivi dal 14/11/2000 al 13/12/2000. Entrato in vigore il 14 dicembre 2000. IL SEGRETARIO COMUNALE (Avv. Eugenio Paolini) STATUTO COMUNALE PREAMBOLO La storia e l‘identità Mercatello sul Metauro: la valle del Metauro e il Montefeltro Titolo I: PRINCIPI GENERALI Capo I : elementi costitutivi • Art. 1 Confini e composizione del Comune • Art. 2 Sede del Comune œ Albo Pretorio • Art. 3 Autonomia comunale • Art. 4 Funzioni amministrative Capo II : Cooperazione ed associazione • Art. 5 Associazione dei servizi cooperazione, concertazione • Art. 6 Delega di funzioni alla Comunità Montana e ambito ottimale Titolo II: VALORI FONDAMENTALI Capo I : valori fondamentali • Art. 7 Principi e valori ispiratori dell‘azione comunale • Art. 8 Ripudio della guerra • Art. 9 Promozione della tolleranza e del rispetto reciproco, prevenzione e rifiuto di ogni forma di violenza • Art.10 Promozione della solidarietà, dell‘associazionismo e del volontariato • Art.11 La famiglia e i diritti dei bambini • Art.12 Rimozione delle cause dell‘emarginazione delle persone svantaggiate • Art.13 Valorizzazione anziani • Art.14 -
ARCHITETTURA UE La Rocca Di
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI CAMERINO FACOLTA’ DI ARCHITETTURA DI ASCOLI PICENO CORSO DI LAUREA: ARCHITETTURA U.E. La rocca di Sant’Agata Feltria nel sistema difensivo del Ducato di Urbino alla fine del Quattrocento Tesi in: Storia dell’Architettura Relatore: prof. arch. Federico Bellini Laureanda: Giovanna Moretti Correlatore: prof. arch. Francesco Maria Quinterio Anno Accademico 2008-2009 INDICE Introduzione Cap. 1 Il Ducato di Urbino 1.1 Confini del ducato: evoluzione e caratteri 1.2 La figura di Federico da Montefeltro in rapporto a Sigismondo Malatesta 1.3 Rapporto con la Chiesa Cap. 2 Il sistema difensivo del Ducato 2.1 Strategie difensive 2.2 Il piano di fortificazione del Ducato di Urbino 2.3 Le vie di comunicazione: i passi, le strade, loro storia e caratteristiche Cap. 3 Architettura militare di “transizione” 3.1 L’architettura militare di transizione: storia e caratteristiche 3.2 La figura dell’architetto Francesco di Giorgio Martini: apporto e opere principali. 3.3 Confronto con l’architettura militare malatestiana Cap. 4 Sant’Agata Feltria: origini ed evoluzione storica 4.1 Le origini fra protostoria e storia 4.2 Sant’Agata Feltria tra l’XI e il XV secolo: il vicariato di Sant’Agata tra i Malatesta e i Montefeltro e la signoria dei Fregoso 4.3 Sant’Agata Feltria: i tempi moderni 2 Cap. 5 La Rocca Fregoso: una disamina storica del più celebre monumento santagatese 5.1 Le origini del castello: datazione e primo impianto architettonico 5.2 Analisi delle parti del castello e sua evoluzione 5.3 La rocca Fregoso alla luce dei trattati martiniani: opinioni a confronto Conclusioni Cronologia Bibliografia 3 INTRODUZIONE Nel lavoro svolto, ho preso in esame il sistema difensivo elaborato dal duca Federico da Montefeltro con l’architetto militare Francesco di Giorgio Martini.