dei pezzi per il suo restauro, era na- Le Fiat Cabriolet dei primi anni ’60: 1200 e 1500S ta la passione per le vecchie auto. Quella domenica, la 1200 Cabrio- let in questione se ne stava allinea- ta con le altre nella piazza di Fieso- le, a godersi il sole primaverile e l’ammirazione dei passanti, quan- do un signore distinto, di una certa Le gemelle diverse età, si è avvicinato e ha chiesto “scusi è sua?”. Alla risposta affer- mativa, il signore ha proseguito con un “ne ho una proprio uguale". Cosa fare se ti trovi in garage due auto dello stesso tipo, colore e anno, A questo punto, la chiacchierata si fece interessante: di 1200 Cabrio- apparentemente uguali ma sostanzialmente diverse? Ovvero: come passa- let la Fiat ne produsse circa 12.000 dal 1959 al 1963, riscuotendo un re da un tranquillo Fiat aste e bilancieri a un muscoloso bialbero “made in certo successo commerciale, an- OSCA”, senza quasi cambiare l’estetica? che all’estero e persino in USA. Pe- rò, a differenza delle coetanee spi- derine Alfa Romeo Giulietta/Giu- lia, le inglesi MG A e TR 3, senza considerare le tedesche Mercedes Testo e foto di Antonello Biscini 190 SL e Porsche 356, la Fiat 1200 Cabriolet, pur certamente elegan- te nella linea di Pininfarina ed affi- dabile con la robusta meccanica a storia inizia con un raduno come tanti altri, una giornata L di primavera, a spasso su e giù per le colline toscane con gli amici del Club, il Camet di Firenze. La sosta per il pranzo è prevista a Fiesole con relativa esposizione delle auto nella bellissima piazza Mino, al centro del paese. Tanti ap- passionati o semplici curiosi intor- no alle auto d’epoca. Uno dei par- tecipanti al raduno aveva portato una Fiat 1200 Cabriolet, rossa, im- matricolata nel 1962 a Firenze. Era stata la sua prima auto d’epoca. L’aveva trovata da un concessiona- rio di provincia, nel 1985, con la Cartrolina targa e documenti originali, com- pubblicitaria pleta seppur malmessa. E da que- FIAT del 1959- sta cabriolet rossa, con tutte le ri- notare i diversi copricapote. cerche per la documentazione e La versione motorizzata OSCA fu presentata nel 1959 con la denominazione Fiat 1500 cabriolet ; dopo pochi mesi, cambiò in 1500 S con l’aggiunta di pochi dettagli di rifinitura ma soprattutto con la dotazione di serie di 4 freni a disco Girling. Nel 1962, la 1500 S costava lire 1.715.000, molto più economica la 1200 (lire 1.357.000). Le concorrenti italiane erano la Giulietta Spider, anch’essa di Pininfarina, lire 1.786.000 e la lancia Appia convertibile, prodotta da Vignale, lire 1.800.000. Ben più costose, anche per le tasse di importazione, le concorrenti estere, Triumph TR3 A lire 1.980.000 e MG Twin Cam lire 2.290.000. 2 - N. 5 - 2011 Lo specchietto retrovisore era di serie nella 1500 S. In alcuni modelli restaurati viene utilizzato il retrovisore della Fiat 500 giardiniera, che ha lo stesso specchio circolare ma lo stelo più lungo. Una fortuna trovare ancora l’adesivo sul parabrezza con le velocità consigliate, durante il rodaggio e dopo. Depliant 1200 1500 del 1959 per i mercati anglosassoni. della 1200 Granluce, non riuscì a in lamiera ma in legno, il passeg- scrollarsi mai di dosso il marchio di gero disponeva di un puntapiedi una fabbrica generalista, per di più per meglio trattenersi nelle curve. votata – in quegli anni – alle “umili” Anche la griglia del radiatore era Di serie il bel 500, 600 e 1100. Così, tra la fine de- diversa. A questo punto, ogni dub- volante Nardi gli anni ’60 e i ’70, la maggior parte bio fu dissolto ed il proprietario ed il delle 1200 Cabriolet finirono in della auto esposta nella piazza di contagiri, assenti nella mano agli smanettoni, sfruttate e Fiesole sbottò in un : “ma la sua più spartana più o meno elaborate per poi ter- non è una 1200, la sua è un’Osca!”. 1200. minare sotto la pressa. Vederne Infatti, alla fine degli anni ’50, nel una in buono stato è, adesso, piut- pensare a una nuova cabriolet, la tosto raro. Fiat era cosciente che l’onesto aste La radio Il distinto signore raccontò che an- e bilancieri delle sue berline non Autovox, che la sua Fiat Cabriolet era del sarebbe stato in grado di rivaleg- funzionante, 1962 ed era rossa. Gli interni ave- giare con i bialbero delle concor- era un vano la stessa moquette e i sedili in renti e, non trovando un motore accessorio d’origine. finta pelle rossa e nera. Una gemel- adeguato nella sua banca d’organi Costava lire la, insomma. Via via però che la dell’epoca, si rivolse addirittura ai 76.500. chiacchierata si svolgeva, comin- fratelli Maserati ottenendo la li- Molto scarno, ciarono a emergere delle differen- cenza del sofisticato bialbero Osca l’elenco degli ze tra le due auto. Rispetto alla in alluminio. Il motore di 1.491 cc, optional 1200, la (presunta) gemella aveva con più di 120 CV, che motorizzava disponibili la presa d’aria sul cofano più larga, le potenti vetture da competizione nel listino il volante era un Nardi e non quello della fabbrica di San Lazzaro di Sa- FIAT, ridotti – oltre in plastica della berlina 1200, an- vena: dalle vetture di Formula 2 al- alla radio che il fondo del cruscotto non era le mitiche MT4. Naturalmente il – agli pneumatici con fascia bianca ed a un ben fatto hard top, prodotto anch’esso da Pininfarina, chiamato nei cataloghi dell’epoca “tettuccio rigido”. Nel 1962 si comprava per lire 125.000, oggi vale intorno agli 800 Euro. Il primo proprietario fece applicare le cinture di sicurezza “a bandoliera”. In tutto e per tutto delle Sul bialbero tutto in alluminio troneggia un carburatore doppio corpo Weber per il cinture di cui ingombro è stato necessario prevedere una finta presa d’aria sul cofano. Nel origine modello successivo, la cilindrata salì a 1.568 cc, e la denominazione passò a 1600 S. aereonau- Il carburatore venne raddoppiato con la necessità di modificare ulteriormente la tica, prodotte forma del cofano spostando la finta presa d’aria, di maggiore dimensione, dalla IrvinAir asimmetricamente sulla sinistra. Tutto il resto dell’auto rimase intoccato. Il primo e marcate sensibile restyling è del 1963, quando il frontale cambiò decisamente ed il cofano “Shell”. diventò piatto grazie allo spostamento dei carburatori sul lato destro del motore. N. 5- 2011 - 3 Caratteristiche MOTORE - Quattro cilindri in linea. - 1491 cc, 80 CV a 6.000 giri/min. - Valvole in testa inclinate, camera di scoppio emisferica. - Due alberi in testa azionati da catene. - Carburatore invertito doppio corpo Weber 28-36 DCLD 3. TRASMISSIONE - Motore, frizione cambio anteriori. Trazione posteriore. - Cambio a 4 marce (2°,3°,4° sincronizzate) e retromarcia. - Frizione monodisco a secco. CORPO VETTURA - Spider due posti con carrozzeria portante (Pininfarina). La capote si - Avantreno a ruote indipendenti, barra trasversale antirollio. chiude in - Retrotreno ad assale rigido con balestre longitudinali. pochi - Sterzo a vite e rullo. secondi e - Freni a disco (Girling) sulle 4 ruote, comando idraulico con depres- non sore per le ruote posteriori. appesantisce la filante linea DIMENSIONE E PESO disegnata da - Lunghezza m. 4,03; larghezza m. 1,52, Altezza (con capottina alza- Pininfarina. ta) m.1,28. Passo m.2,34. - Peso a secco Kg. 960. PRESTAZIONI (QUATTRORUOTE 08/1960) VELOCITÀ MASSIMA I fanali posteriori - Velocità dichiarata 170 km./h.; rilevata 174 km/h.. sono stati utilizzati da ACCELERAZIONE Pininfarina - 0-100 km/h. in 15,1 sec. anche su auto Ferrari. CONSUMO - Dichiarato 11,1 litri/100 km. bialbero OSCA da corsa fu “ingen- Tornando alla piazza di Fiesole, or- - Rilevati tilito” dai tecnici di Torino prima di mai appurato che era un fortunato Extraurbano : minimo 8,3 max 15,3 litri/100 km. entrare nel cofano della cabrio proprietario di una Fiat Osca, il si- Urbano : minimo 11,1 max 14,3 litri/100 km. Fiat. La potenza passò a 90 CV, gnore continuò chiedendo il con- sempre tanti per l’epoca. siglio che tutti gli appassionati di Se oggi di Fiat cabriolet se ne tro- vecchie auto sognano di ricevere : ta ritargata. Era ferma da mesi nel sitavano solo di una energica luci- vano poche col motore 1200, an- “purtroppo non ho più il posto do- garage da dove sarebbe stata sfrat- data. Gli interni, finta pelle e mo- cor più raro è trovarne una moto- ve tenerla e dovrei venderla. Mi tata. Sotto la polvere apparve la quette comprese, erano vissuti ma rizzata Osca. Difficile anche sapere potrebbe consigliare a chi rivol- vernice originale, con tanti graffi e ancora quelli d’origine. Tutti i parti- quante ne sono state effettiva- germi? ”. tante ammaccature ma solo un po’ colari - oggi pressoché introvabili mente prodotte (Graham Robson Qui la storia si fa veloce. Scambio di ruggine nei sottoporta, mal co- - all’interno e all’esterno, erano al su “Fiat Sport Cars”, quantifica la di biglietti da visita e saluti. Telefo- mune delle Fiat dell’epoca. Anche loro posto. Nel bagagliaio era an- produzione in 1200 - 1800 auto). nata già il lunedì successivo ed il le cromature erano a posto, neces- cora riposta la copertina per na- Per di più, il bialbero era comples- martedì i due si incontrano per ve- so da riparare, con le suoi compli- dere la “gemella diversa” della cati giochi di catene, e la esuberan- 1200. L’auto era sempre apparte- te potenza e coppia elevata dette- nuta alla stessa famiglia. Acquista- ro non pochi problemi al cambio ta nel 1962 a San Giovanni Valdar- (a quattro marce) e alla trasmissio- no, un paese in provincia di Arez- ne Fiat, disegnati per le tranquille zo, si era trasferita con il proprieta- berline 1100 e derivate.
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